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Ultimo viaggio nella burocrazia del fotovoltaico

settembre 16, 2011 Impressioni di viaggio, Rubriche

Con il racconto del suo ultimo “viaggio” nella burocrazia del Quarto Conto Energia inizia la collaborazione di Carlo Taglia con Greenews.info. Carlo, giovane torinese di 26 anni, dopo tre anni di lavoro in un’azienda di impianti fotovoltaici ha deciso di allargare i suoi orizzonti con un viaggio intorno al mondo che partirà l’8 ottobre, con un volo di sola andata per Kathmandu, per proseguire all’avventura, con mezzi propri, lungo le vie meno battute dal turismo, attraverso Nepal, Tibet, Cambogia, Laos, Vietnam e poi Africa, Sud America, Nord America e, un giorno non precisato, il ritorno in Europa per scrivere un libro. Carlo, ogni mese, racconterà, in esclusiva su Greenews.info, le sue “Impressioni di Viaggio”, il rapporto con la natura, la situazione ambientale,  come viene vissuta e praticata la sostenibilità ambientale nei paesi che attraverserà.

Ho iniziato ad interessarmi al settore delle energie rinnovabili frequentando un corso di formazione come “Tecnico per impianti fotovoltaici”. Durante lo stage del corso ho conosciuto l’azienda per cui ho lavorato in questi tre anni, di cui non menzionerò il nome, in quanto ininfluente. Il mio ruolo principale è stato occuparmi della burocrazia.

Il settore fotovoltaico è sicuramente, tra le energie rinnovabili, il mercato che ha avuto la maggiore espansione in questi anni. Molti investitori privati hanno dimostrato interesse e il numero di impianti sul suolo italiano è cresciuto vertiginosamente anno dopo anno. Ma richiedere gli incentivi allo Stato Italiano è sempre più complesso.

I problemi principali arrivano dalle piattaforme informatiche. Negli ultimi 8 mesi il portale informatico del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici – strumento imprescindibile per richiedere gli incentivi sugli impianti fotovoltaici – è stato modificato due volte. Le normative sono passate dal Secondo Conto Energia (il decreto che stabilisce un incentivo ventennale per i privati, le imprese gli enti pubblici che installino un impianto connesso alla rete elettrica) al Quarto.  Il Terzo è durato pochi mesi prima di essere cambiato. Per contenere le frodi aumentano i dati tecnici da caricare e i documenti burocratici da allegare. Ho dovuto studiare due nuovi regolamenti per completare le richieste di incentivo per i clienti dell’azienda.

Gli ostacoli normativi aumentano, ma i tempi per effettuare la richiesta diminuiscono drasticamente. Il primo Conto Energia prevedeva due mesi di tempo per inoltrare la richiesta, dal momento in cui l’impianto entrava in esercizio. Ora, con il Quarto Conto Energia, rimangono 15 miseri giorni. Dopo tutto non sono neanche così poche due settimane di tempo, ma c’è un particolare non trascurabile: il portale informatico del GSE non è mai totalmente efficiente. A volte non permette di accedere alla sezione riservata al Conto Energia, oppure al Ritiro Dedicato o ancora allo Scambio Sul Posto. Quando ci sono dei tempi da rispettare, lavorare con uno strumento che si blocca in continuazione è frustrante. Altre volte, anche se si compilano correttamente i dati sul portale, le stampe non risultano corrette e presentano dati modificati. Così dalla richiesta di incentivo per un impianto su edificio a falda inclinata misteriosamente ci si ritrova a richiedere l’incentivo per un impianto a terra. A questo punto si deve contattare il servizio clienti telefonico del GSE per segnalare l’errore – sempre che non si venga cortesemente invitati a richiamare più tardi, per via dell’elevato traffico telefonico (o lo scarso numero di operatori?). Se si è fortunati si risolve tutto subito, altrimenti vi comunicano di segnalare il problema tramite una mail all’indirizzo di posta appropriato in base alla sezione di interesse. Le tempistiche di risposta delle e-mail del servizio clienti sono random: possono rispondere in due giorni come in tre mesi. In alcuni casi non rispondono proprio. E siamo arrivati al fatidico problema della riposta alla richiesta di incentivo. Dal punto di vista legale, fino a pochi mesi fa, l’obbligo era di rispondere entro due mesi. Le pratiche di alcuni clienti della mia azienda – relative ancora al vecchio Conto Energia – hanno però abbondantemente superato i quattro mesi e nessuno ha ancora “battuto un colpo”. Oggi il decreto legge sul Quarto Conto Energia fa di necessità virtù e aumenta a quattro mesi i tempi di legge per la risposta del GSE. Una volta il GSE rispettava i tempi, ma temo che oggi la situazione sia un po’sfuggita di mano e rispondano quando possono, o quando vogliono, raramente quando devono.

Comunque, lo ammetto, da buon italiano, in un modo o nell’altro, sono sempre riuscito a mandare avanti le decine di richieste ricevute in questi anni ma, ragazzi, che stress!

In questi anni ho anche gestito le richieste di contratto di fornitura di energia elettrica in prelievo per i servizi ausiliari dell’impianto fotovoltaico. Nel caso di totale cessione dell’energia elettrica prodotta, un impianto necessita infatti di questo tipo di contratto per i consumi che derivano dai quadri elettrici, dagli inverter e dal trasformatore. Se penso ora alla mia esperienza iniziale di ventenne con Enel Servizio Elettrico o Enel Energia riesco pure a riderci sopra, ma ricordo che quei tempi richiedevano una capacità di pazienza e una motivazione soprannaturali. Spesso riuscivamo a ultimare prima tutte le altre pratiche (ben più complesse), ma questa “semplice” operazione ostruiva per settimane  l’entrata in esercizio di impianti dal valore di centinaia di migliaia di euro con pesanti mutui sul groppone da pagare.

Tutto questo non accadeva per articolati ostacoli tecnologici, ma per le difficoltà che incontravo con gli operatori telefonici.  Non erano assolutamente preparati alle “novità”  del settore fotovoltaico e spesso non comprendevano la richiesta. La loro impreparazione trovava tuttavia sponda nelle istruzioni  dei superiori che invitavano a indirizzare chiunque pronunciasse la temuta parola “fotovoltaico” al numero verde del GSE.  Ho passato diverse ore, in quei mesi, a “formare” io stesso (gratuitamente) operatori privi della benché minima nozione, ai quali spiegavo che stavo richiedendo una fornitura di energia elettrica e che era il GSE a rilasciare gli incentivi – ma non l’energia elettrica. Avevo anche studiato una tattica banale ma efficace: spiegavo che c’era un impianto di produzione che necessitava una fornitura su un contatore già esistente, senza mai pronunciare il vocabolo tabù: “fotovoltaico” . Non avevo mai la certezza che mi avessero del tutto compreso, fino all’ultima ora, quando l’impianto entrava in esercizio e la mia tensione crollava. Se invece la comunicazione non era andata a buon fine si riniziava da capo l’iter, con un altro operatore da formare. A volte l’unica barbara soluzione era andare di persona al punto Enel presidiandolo fastidiosamente finché qualcuno non avesse compreso la mia richiesta.

Oggi la situazione è migliorata, ma io, dopo alcuni logoranti anni di lavoro a contatto con la burocrazia italiana, il Gestore di Rete, il Gestore dei Servizi Energetici, l’Agenzia delle Dogane e compagnia bella, mi sono dimesso la scorsa settimana. Ho deciso di cercare un’altra strada. Le energie rinnovabili sono il futuro energetico del nostro paese e – mi auguro – del mondo. E’ un business che pare fortunatamente inarrestabile, ma che ha bisogno, per crescere bene, di essere agevolato, risparmiando agli operatori del settore, agli imprenditori e ai cittadini il confronto con una burocrazia moderna solo nella forma, ma ottocentesca nella sostanza.

Carlo Taglia

Cliccando il link è possibile ascoltare l’intervista di Claudio Vigolo di Radio Lifegate a Carlo Taglia del 27/09/2011.

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