Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » Viaggio nella terra del rugby, tra vecchie miniere e meraviglie naturali:

Viaggio nella terra del rugby, tra vecchie miniere e meraviglie naturali

febbraio 26, 2013 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Per la rubrica “Racconti d’Ambiente“, pubblichiamo oggi due estratti del libroMeta Nuova Zelanda. Viaggio nella terra del rugby, di Elvis Lucchese, giornalista appassionato della palla ovale. Il volume, edito da Ediciclo, è dedicato alla Coppa del mondo di rugby e al Paese patria degli All Blacks. I due passi sono tratti dal quarto capitolo del libro, intitolato “Canterbury” e ambientato nell’omonima regione neozelandese.

Alla conquista del west

Il viaggio verso ovest ci fa inoltrare in una Nuova Zelanda sempre più selvatica. La storia qui è storia di miniere. Una spianata erbosa fra i canyon coincide con l’antica Lyell. Aveva avuto più di tremila abitanti, un secolo dopo nulla è rimasto delle costruzioni in legno della città. Tutto cominciò a metà Ottocento, quando cercatori di fortuna vennero a sapere, da maori del luogo, dell’esistenza di filoni aurei nella roccia. All’oro i nativi non attribuivano alcun valore. Il materiale pregiato era per loro pounamu, una sorta di giada chiamata greenstone dai coloni, con la quale forgiavano armi e ornamenti. Nel 1863 un centinaio di minatori di diverse nazionalità era già piombato a Lyell dall’Australia. Nel 1869 i due ticinesi Antonio Zala e Giorgio Zanetti scoprirono un filone ampio quasi cinque metri, ben custodito nel quarzo. La miniera avrebbe restituito oro fino al 1912, facendo di Lyell un centro di una certa importanza, con una banca, una stazione di posta, due scuole, due chiese, parecchi fra alberghi e bordelli, e anche un giornale locale.

E poco oltre in direzione Greymouth, a Pike River, si è consumata a novembre l’altra grande tragedia neozelandese con il terremoto, quando un’esplosione in una miniera di carbone causò ventinove vittime. Gran parte delle cavità scavate dai pionieri sono oggi abbandonate e di notte servono uno spettacolo stupefacente a chi abbia voglia di inoltrarsi fra i tunnel. I glow worms, presenti solo in Nuova Zelanda e Australia, sono minuscoli insetti luminosi che colonizzano le pareti delle miniere. L’effetto è quello di un cielo stellato, di molti cieli stellati, come un incantesimo.

Chilometro dopo chilometro il paesaggio si rivela meno antropizzato e sempre più grandioso e imprevedibile. Le meraviglie naturali dell’Isola del Sud, e in particolare della sua West  Coast, fanno scivolare nell’ombra tutto quanto visto finora, che pure avevamo già giudicato meraviglioso. Il rumore dell’acqua delle Te Waikoropupu Springs (Pupu Springs per semplicità), risorgive purissime dove per i maori avevano sede ambigue divinità femminili. Il tramonto sulle dune infinite di Farewell Spit. La furia sublime degli elementi sulle rocce di Punakaiki. Le sfumature di azzurro fra i canyon di granito di Hokitika. Dove comunque i sentieri sono ingegnosamente studiati per essere accessibili alle sedie a rotelle. (…)

Slow food alla neozelandese

Ancora sull’irresistibile ironia dei kiwis. Hokitika è famosa per la giada, per le ex miniere d’oro e soprattutto per il Wildfoods Festival, che ogni anno ai primi di marzo attrae in questa cittadina della West Coast un buon numero di visitatori (secondo gli standard neozelandesi, naturalmente). Tutto cominciò alla fine degli anni Ottanta, quando nel paese si era diffusa un’attenzione verso il cibo e il vino dai toni piuttosto snob. La reazione dei coasters di Hokitika, che gli altri neozelandesi considerano bizzarri e un po’ primitivi (ed è tutto dire), fu questa rassegna di vigorosi cibi rustici, retaggio dei duri tempi andati, cioè una gran presa per il culo di tutte le mode enogastronomiche di città. Ventidue anni dopo, il festival è ormai un appuntamento consolidato. Le pietanze servite negli stand vanno dall’opossum arrosto alle “ostriche di montagna” (cioè testicoli di agnello), dagli scorpioni crudi o cotti al sushi con vermi. Attrazioni delle edizioni recenti sono state le huhu grubs, larve vive da infilzare con uno stuzzicadenti, e per i più coraggiosi la bevanda energetica Powerhorse, a base di sperma di cavallo.

Passaggio a est

Nella West Coast si sono conservate consistenti porzioni della foresta vergine come al loro arrivo la trovarono i maori, e più tardi i coloni britannici. Fitta boscaglia percorsa da ruscelli, fra faggi e le numerose varietà di felci arboree, le cui foglie e i cui rami si sviluppano srotolandosi come frattali. È una foresta dall’aspetto primordiale, come quella che nelle illustrazioni fa da sfondo ai dinosauri, o come quella, allo stesso tempo ancestrale e futuristica, del film Avatar. James Cameron, non a caso, ha girato in parte in Nuova Zelanda e i Nav’i, gli abitanti spilungoni del pianeta Pandora, parlano una lingua modellata dal maori. Nei parchi, fortunatamente sotto lo sguardo protettivo di ranger e volontari, ci si può imbattere anche nel tronco argenteo di un kauri, uno dei più imponenti alberi del mondo e dei più antichi (risale al Giurassico). Più di un milione di ettari di foreste di kauri ricopriva l’Isola del Nord fino a quando non vennero scoperte le virtù del suo legno, ideale per la costruzione di navi e case. Nonostante le difficoltà che comportavano il taglio e il trasporto di tronchi cresciuti in più di mille anni a un diametro di tre-quattro metri, i coloni procedettero con efficienza al disboscamento per un secolo, fino agli anni Trenta, quando la risorsa era ormai esaurita. La stessa sorte dell’ibirapitanga che i portoghesi chiamarono pau brasil, il pernambuco che ha dato il nome al paese sudamericano e oggi ridotto a pianta ornamentale protetta. Il legno kauri ha contribuito all’espansione urbana di Sydney, alla ricostruzione di San Francisco dopo il terremoto del 1906 e alla ricchezza dei neozelandesi (pakeha), i quali negli anni Venti potevano vantare uno dei più alti livelli di benessere al mondo. Allora, quando grazie alla rivoluzione della refrigerazione la carne e i prodotti dell’allevamento poterono essere esportati, la Nuova Zelanda poteva definirsi “the daily farm of the Empire”, il caseificio dell’Impero.

Effettuiamo in treno il passaggio dalla West Coast a Christchurch, sul fronte opposto. Si scavalla a settecento metri di altezza Arthur’s Pass, dopo un paio d’ore di incontaminato paesaggio montano. La purezza dell’aria rende nitidi i dettagli di cime lontane centinaia di chilometri. Oltre i monti, i nomi delle prime località incontrate, cioè Sheffield e Oxford, ribadiscono le radici britanniche. Si distendono le Canterbury Plains, le pianure di Christchurch.


Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Nella nuova “Legge di Bilancio” il riconoscimento del valore della finanza etica

dicembre 8, 2016

Nella nuova “Legge di Bilancio” il riconoscimento del valore della finanza etica

Banca Etica, la prima e tutt’ora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, ha espresso apprezzamento per l’articolo dedicato alla finanza etica all’interno della Legge di Bilancio, appena approvata ​dal Senato in via definitiva​. “È importante che vi sia il riconoscimento legislativo del valore sociale e ambientale, oltre che economico e finanziario, della finanza [...]

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

dicembre 5, 2016

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

Il tempo è scaduto, le isole rischiano di sparire a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. Le istituzioni a livello internazionale dovrebbero prenderne atto e agire velocemente per contrastare il fenomeno e supportare l’innovazione tecnologica nelle isole. È l’appello che arriva dalle istituzioni e popolazioni delle isole che oggi sono in prima linea ad affrontare, [...]

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

dicembre 5, 2016

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

Immaginate una nazione di medie dimensioni, come l’Ungheria, il Portogallo o la Repubblica Ceca. Ora immaginate l’intera area di quella nazione ricoperta da cemento e asfalto: è grossomodo la superficie di suoli agricoli che negli ultimi 50 anni è stata “consumata” da insediamenti e infrastrutture nei 28 paesi dell’Unione Europea. Il suolo continua ad essere [...]

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

novembre 29, 2016

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

Treedom, la piattaforma web nata nel 2010 a Firenze, che permette a persone e aziende di finanziare la piantumazione di alberi a livello globale, ha lanciato la campagna 2016 per un regalo di Natale insolito quanto utile: da oggi è on-line “We make it real”, un servizio che permetterà agli utenti di regalare a parenti e [...]

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

novembre 29, 2016

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

Lunedi 5 dicembre 2016 presso la Sede romana di Intesa Sanpaolo, in via Del Corso, verrà firmata la Convenzione tra Federparchi, FITS! (Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore) e Rinnovabili.it. I tre partner si faranno promotori di un nuovo progetto dedicato al supporto di iniziative di conservazione, sviluppo e tutela del patrimonio ambientale e territoriale. L’obiettivo della Convenzione [...]

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

novembre 28, 2016

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

In occasione della ricorrenza dei 30 anni dalla Carta di Ottawa, ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente, ASL Sud Est Toscana e Regione Toscana organizzano il 29 novembre, nel contesto del 11° Forum Risk Management alla Fortezza da Basso di Firenze, la 6° Conferenza Nazionale sulla Salute Globale, dal titolo “Costruire una politica pubblica per la [...]

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

novembre 25, 2016

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

“Il cerchio del compost: riciclare per la Terra”. Si terrà sabato 26 novembre dalle 9 alle 12 a Villa Argentina a Viareggio il convegno di approfondimento di RicicLAB, il ciclo di laboratori creativi sul riuso a ingresso libero realizzato da Sea Risorse e Sea Ambiente e organizzato dallo spazio smartCO2 COworking+Community insieme ad una rete di associazioni [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende