Home » Campioni d'Italia »Rubriche » WildLeaks: la prima piattaforma per denunciare i crimini contro la fauna:

WildLeaks: la prima piattaforma per denunciare i crimini contro la fauna

ottobre 29, 2014 Campioni d'Italia, Rubriche

Secondo il Wwf, l’anno scorso in Africa sono stati uccisi più di mille rinoceronti. I loro corni sono un ingrediente ambito per la medicina tradizionale cinese e uno status symbol per la classe media asiatica. Gli elefanti, denuncia l’UNEP, dal 2010 vengono uccisi ad un ritmo addirittura superiore a quello della loro riproduzione per alimentare la crescente domanda dell’Asia, dove l’avorio è considerato un bene di lusso, mentre dal 1990 ad oggi la popolazione delle tigri ha subito un calo del 95%: le loro ossa e pelli sono molto richieste nella medicina cinese e per diversi rituali. Una strage silenziosa che va avanti da molto tempo, e che negli ultimi decenni ha visto in campo per fermarla molte risorse, con pochi risultati.

“I ranger armati girano per l’Africa da tempo, ma la situazione non è cambiata. Sono anni che si rincorrono i piccoli bracconieri, ma finché non si interviene ai livelli più alti, su chi gestisce i traffici di avorio, corna di rinoceronte, legname tagliato illegalmente e animali vivi, non si risolve niente. Per cambiare qualcosa, servono nuovi approcci”, spiega Andrea Crosta, esperto di conservazione e sicurezza internazionale e fondatore di WildLeaks. Il progetto, che fa capo all’organizzazione no profit americana Elephant Action League, anch’essa creata da Crosta,  è la prima piattaforma on line per denunciare, in modo anonimo e sicuro, crimini contro la fauna selvatica. Alle segnalazioni segue un lavoro di verifica e indagine da parte di un team altamente specializzato, anche in collaborazione con altre associazioni ambientaliste operanti in ambiti specifici o con le autorità e le forze di polizia.

Se il nome rimanda subito a WikiLeaks, lo scopo del progetto in realtà è totalmente diverso da quello di Julian Assange: “Non siamo alla ricerca di segreti di stato e non condividiamo nulla sul nostro sito. L’obiettivo di WildLeaks è prevenire un crimine o, se questo non è possibile, facilitare l’identificazione, l’arresto e il processo degli individui responsabili dei così detti wildlife crimes”. Senza esporre a pericoli di nessun tipo chi trova il coraggio di parlare: “Le informazioni e i documenti inviati attraverso la nostra piattaforma sono sempre criptati, così che l’identità di chi fa la segnalazione non appare neanche al team del progetto. Abbiamo voluto creare un ponte tra chi sa qualcosa e chi può fare qualcosa. Ci sono molte persone che hanno informazioni su questi illeciti, ma che per varie ragioni non le condividono: i traffici di solito sono gestiti da criminali abbastanza pericolosi, con la connivenza della polizia e forti protezioni politiche, e anche i giornalisti in certi Paesi non possono scrivere più di tanto”.

La piattaforma è stata lanciata a febbraio scorso, e la prima leak è arrivata a 24 ore dall’apertura. “Era molto interessante: riguardava il traffico illecito di un prodotto di orgine animale dall’Africa agli Stati Uniti, attraverso normali pacchi postali. La segnalazione conteneva i profili Facebook, eBay e gli account email delle persone apparentemente coinvolte nella vicenda. Richiedendo indagini che da soli non potevamo svolgere, abbiamo condiviso la segnalazione con lo US Fish & Wildlife Service, l’equivalente del nostro Ministero dell’Ambiente, che si sta occupando del caso”. A questa denuncia ne sono seguite molte altre: “Ce ne arrivano tre o quattro alla settimana, di cui una o due interessanti. Provengono molto da Asia e Africa, ma anche dagli USA. Siamo venuti a conoscenza per esempio di casi di bracconaggio dei lupi in alcuni stati americani, pesca illegale al largo delle coste dell’Alaska, casi di disboscamento illegale in Siberia, Malawi e Messico”. Dall’Italia, per adesso sono arrivate segnalazioni difficili da approfondire: “Abbiamo bisogno di nomi e indicazioni su eventi circostanziati per procedere con le nostre investigazioni. Siamo molto interessati a casi di importazione illegale di legname, di pelli o animali vivi, oppure a episodi di bracconaggio sui lupi”. In tutti i casi, dietro ai crimini c’è la corruzione, “suolo fertile su cui nasce qualunque tipo di erbaccia”.

La parte più difficile, poi, è quella delle indagini, che possono impiegare mesi e addirittura anche anni: “Un lavoro molto simile a quello del giornalista investigativo e dell’investigatore privato. Abbiamo già avviato tre indagini sul traffico illegale di avorio, due in Africa e una a Hong Kong, e condiviso segnalazioni con l’Iterpol e le autorità statunitensi. Collaboriamo anche con molte associazioni ambientaliste: abbiamo una partnership con Panthera, la principale organizzazione no profit per la protezione dei felini, e stiamo chiudendo un accordo con la principale associazione ambientalista finlandese, che ha un programma specifico contro il bracconaggio dei mammiferi predatori”.

Accanto all’interesse delle Ong, c’è anche quello delle istituzioni: “Abbiamo riempito uno spazio vuoto. Tutte le forze di polizia hanno un numero verde a cui chiamare, ma le persone hanno paura e spesso se non hanno garanzie precise di anonimato decidono di tenere l’informazione per sé. Le istituzioni all’inizio erano un po’ sospettose nei nostri confronti, pensavano fossimo come WikiLeaks. Quando poi hanno capito come funzionava il progetto, abbiamo iniziato a ricevere mail da parte di persone delle forze dell’ordine di diverse parti del mondo che ci chiedevano di collaborare”.

Mentre WildLeaks si avvia a festeggiare un anno di attività, sta anche partecipando, insieme ad altre organizzazioni no profit, alla nascita di un altro progetto, il Wildlife Justice Committee, che partirà alla fine del 2014. “L’idea è venuta a Pauline Verheij, avvocato ambientalista membro anche del team di WildLeaks. Il WJC nasce sulla falsariga del Tribunale per i Crimini contro l’Umanità de L’Aja, anche se non ha un mandato internazionale. L’obiettivo è fare pressione direttamente sui governi per l’arresto di individui risultati colpevoli sulla base di ricerche e indagini. Se i governi non agiscono, l’organizzazione diffonderà allora le storie sui grandi media internazionali”.

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

novembre 20, 2017

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

Altromercato, la maggiore organizzazione del Commercio Equo e Solidale in Italia, lancia Ri-capsula, una capsula per caffè riutilizzabile, grazie ad una tecnologia innovativa, proposta in esclusiva da Altromercato sul mercato italiano, che accoppia alluminio e tappo in silicone alimentare. Ricaricabile fino a 250 volte e personalizzabile con il macinato Altromercato che si desidera, Ri-Capsula è compatibile con le macchine per [...]

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

novembre 17, 2017

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

Dalla naturale evoluzione del Forum Nazionale Rifiuti – promosso a livello italiano da Legambiente Onlus, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club – che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia, nasce l’”EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte”. L’EcoForum piemontese si svilupperà, il 22 novembre 2017, in occasione della Settimana Europea per [...]

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

novembre 16, 2017

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

Apre al pubblico nella mattinata di oggi, a Torino, la trentesima edizione di Restructura, uno dei punti di riferimento fieristici in Italia nel settore della riqualificazione, del recupero e della ristrutturazione in ambito edilizio. Un osservatorio privilegiato per professionisti e visitatori che dal 16 al 19 novembre 2017 all’Oval del Lingotto Fiere avranno l’opportunità di confrontarsi con i protagonisti del [...]

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

novembre 15, 2017

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

La fine di una triste era dell’energia in Italia ha bisogno anche di simboli. Sogin ha completato nei giorni scorsi lo smantellamento del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità. La struttura, [...]

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

novembre 15, 2017

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

“Dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni” ha ribadito Kai Zosseder della Technical University of Munich, leader del progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), aprendo la mid-term conference del 7 novembre scorso, a Salisburgo. “Ma per ora – ha aggiunto – il potenziale della geotermia a bassa [...]

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

novembre 13, 2017

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

Si chiama DEMOSOFC il progetto europeo che sta per dare il via all’impianto con celle a combustibile alimentate a biogas più grande d’Europa. Si tratta di un impianto di energia co-generata recuperando i fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue di Torino, da cui, grazie alla digestione anaerobica e alle fuel cell, le [...]

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

novembre 10, 2017

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

Cotton fioc, frammenti, oggetti e imballaggi sanitari, tappi e cannucce sono i rifiuti più presenti sulle nostre spiagge. La causa è da attribuire principalmente ad abitudini errate da parte di consumatori e imprese. Quello che in molti però non sanno è che anche questo tipo di rifiuto potrebbe essere avviato a riciclo, con vantaggi sia [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende