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	<title>Greenews.info &#187; Arte</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>&#8220;L&#8217;unica natura che mi interessa è nell&#8217;arte&#8221;. L&#8217;ecoscetticismo di Luca Beatrice</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 08:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letizia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Indifferente convinto, come non ci capitava da tempo. “L’unica natura che mi interessa la racconta l’arte”. Va al mare solo se deve, al parco poco e con ritrosia. E&#8217;più che altro un ricordo di tanti anni fa, quando era costretto ad accompagnare i figli in bicicletta. Luca Beatrice, critico d’arte, già curatore del Padiglione Italia della Biennale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Luca-Beatrice.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26207" title="Luca Beatrice, Courtesy of Exibart.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Luca-Beatrice-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Indifferente convinto, come non ci capitava da tempo. “<strong>L’unica natura che mi interessa la racconta l’arte</strong>”. Va al mare solo se deve, al parco poco e con ritrosia. E&#8217;più che altro un ricordo di tanti anni fa, quando era costretto ad accompagnare i figli in bicicletta. <strong><a href="http://www.lucabeatrice.com/">Luca Beatrice</a></strong>, critico d’arte, già curatore del<strong> <a href="http://www.labiennale.org/it/arte/esposizione/padiglione-italia/">Padiglione Italia della Biennale di Venezia</a>, </strong>presidente del <strong><a href="http://www.circololettori.it/">Circolo dei Lettori</a></strong> di Torino, ha giudizi categorici, piuttosto inconsueti, sulle questioni ambientali: “<strong>Non sono la persona giusta per parlare di ambiente</strong>”. A meno che non sia il soggetto di un quadro, di una scultura o di un’installazione. Riuscirà la nostra rubrica a spingerlo<strong> </strong>alla “redenzione”?</p>
<p><strong>D) Luca, pur essendo “eco-scettico” anche lei, come tutti, si deve necessariamente confrontare con alcuni temi ambientali: l&#8217;inquinamento, la qualità dell&#8217;aria ecc. Come li vive da cittadino?</strong></p>
<p>R) Ho scelto di vivere in una metropoli, <strong>Torino</strong>, che per piccola che sia comporta necessariamente degli svantaggi, tra cui l’inquinamento. E’ il prezzo che devi pagare se vuoi godere dei mezzi, della velocità, della modernità<strong>. Non si può pensare di trasformare le città in oasi di campagna</strong>.</p>
<p><strong>D) Però si dovrà pur fare qualcosa per tutelare la salute degli abitanti di città, non crede? Torino continua ad essere maglia nera per concentrazioni di polveri sottili&#8230;</strong></p>
<p>R) Sì, d’accordo. Ma non penso che stia a me rinunciare alle comodità metropolitane in nome di <strong>una presunta crociata nei confronti della qualità dell’aria</strong>. Ad esempio, io sono amante dell’oggetto moto e dell’oggetto auto. E a queste non rinuncio.</p>
<p><strong>D) Che modello di automobile e di moto possiede, se non siamo indiscreti? Ho il sospetto che siano più &#8220;sportive&#8221;, che ecologiche&#8230;</strong></p>
<p>R) Una <strong>Mini Station Wagon </strong>e una <strong>Harley Davidson</strong>. Le curo e le guardo come si fa con una bella donna, sono oggetti pieni di sensualità. E’ secondario che siano mezzi di trasporto, anche perché, <strong>quando mi devo spostare, scelgo sempre la convenienza in termini di tempo e di costo</strong>: a Milano e a Roma vado spesso in <strong>treno</strong>. Per raggiungere lo studio o il luogo di lavoro uso la <strong>metro</strong><em>.</em></p>
<p><strong>D) Ecologista suo malgrado, per comodità, si potrebbe dire. Ma fuori dalla metropoli, qual è il suo ambiente naturale preferito?</strong></p>
<p>R) Togliermi dalla città è sempre un trauma. Comunque, <strong>se devo proprio scegliere, preferibilmente il mare</strong>. Mi affascinano le città sulla costa, non certo le isolette deserte. Ho bisogno di stare in un luogo che abbia vicino almeno l’ospedale, il giornalaio, il tabaccaio e un buon ristorante.</p>
<p><strong>D) Pratica qualche sport?</strong></p>
<p>R) No, però sono molto tifoso di calcio. Juventino di razza.</p>
<p><strong>D) Arte e paesaggio sono stati, per secoli, specchio l’una dell’altro. Nell’universo artistico di oggi la natura è ancora un tema di riferimento?</strong></p>
<p>R) Certo, anche se nel 2011 <strong>sarebbe impensabile e ingenuo ricreare movimenti ispirati all’Arcadia. N</strong><strong>on è più quella l’urgenza del nostro tempo</strong>, l’arte viaggia ormai su altri binari. Contrariamente a quanto si pensa, il concetto di <em><strong>natura perturbante </strong></em>che ha ispirato il romanticismo è tornato in qualche maniera a influenzare il lavoro degli artisti<strong>.</strong> Per restare in tema, <strong>l’ambientalismo, l’ecologismo sono temi che vanno molto di moda nell&#8217;arte, solleticano le coscienze, sensibilizzano</strong>. L’arte come il cinema può affrontare questioni delicate, proprio perché non ha la necessità di dimostrare nulla. Viaggia sui binari dell’utopia e si limita a lanciare suggestioni, per quanto forti.</p>
<p><strong>D) Ci fa qualche esempio di artisti che lavorano su questi argomenti?</strong></p>
<p>R) <strong>Cyprian Gaillard</strong>, il filosofo francese <strong>Paul Virilio </strong>ha curato di recente un progetto alla Fondation Cartier di Parigi, <strong>Olafur Elliasson </strong>crea paesaggi potentemente evocativi. Sono i primi che mi vengono in mente.</p>
<p><strong>D) Magari un giorno la persuaderanno a diventare un ambientalista convinto&#8230; Ma oggi, nel quotidiano, qual è il suo impegno nelle piccole cose di casa, ad esempio la raccolta differenziata o il risparmio dell’acqua?</strong></p>
<p>R) Mi paragono tranquillamente a quel personaggio di <em>Mai dire gol</em>, <strong>Carcarlo Pravettoni</strong>, l’imprenditore e politico candidato nella lista dell’<em>Asfalto che Ride</em>. <strong>La differenziata non la faccio. Sotto la doccia è così bello stare a lungo con i rubinetti scroscianti, temperatura bollente d’inverno, fresca d’estate. </strong><strong></strong>Sarò impopolare dopo questa intervista, ma almeno sono sincero&#8230;</p>
<p><em>Letizia Tortello</em></p>
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		<title>Plastic Vortex 2012, la campagna creativa sui rifiuti in plastica</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/plastic-vortex-la-campagna-creativa-sui-rifiuti-di-materiale-plastico-20111108/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 06:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[EcoArt Project]]></category>
		<category><![CDATA[Plastic Vortex 2012]]></category>
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		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[La piattaforma EcoArt Project, impegnata nello sviluppo di iniziative culturali ispirate a tematiche di sostenibilità, presenta PLASTIC VORTEX 2012, progetto internazionale che mira ad accendere i riflettori sul mondo della plastica attraverso una modalità inedita.
Il nome è ispirato al Pacific Trash Vortex, un’immensa massa di spazzatura nel mezzo dell’Oceano Pacifico, circa 4 milioni di tonnellate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Plastik-vortex-Courtesy-of-everydaytrash.com_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24983" title="Plastik vortex, Courtesy of everydaytrash.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Plastik-vortex-Courtesy-of-everydaytrash.com_-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>La piattaforma <strong><a href="http://www.ecoartproject.org/" target="_blank">EcoArt Project</a></strong>, impegnata nello sviluppo di iniziative culturali ispirate a tematiche di sostenibilità, presenta<a href="http://www.ecomondo.com/upload/ric/Scheda_Artwork_PLASTIC_VORTEX.PDF" target="_blank"> </a><strong><a href="http://www.ecomondo.com/upload/ric/Scheda_Artwork_PLASTIC_VORTEX.PDF" target="_blank">PLASTIC VORTEX 2012</a>, </strong>progetto internazionale che mira ad accendere i riflettori sul mondo della plastica attraverso una modalità inedita.</p>
<p>Il nome è ispirato al<strong><a href="http://www.greenews.info/idee/il-catamarano-plastiki-e-il-viaggio-tra-i-rifiuti-nel-pacifico-20100329/" target="_blank"> <em>Pacific Trash Vortex</em></a></strong>, <strong>un’immensa massa di spazzatura nel mezzo dell’Oceano Pacifico, circa 4 milioni di tonnellate </strong>prevalentemente composta da plastica, che si è addensata negli ultimi 50 anni per effetto delle correnti oceaniche. La gigantesca isola galleggiante, dal diametro stimato in 2.500 km e profonda 30 mt, produce una colossale area tossica, <strong>un brodo plastico pericoloso che sta alterando interi ecosistemi e cicli vitali</strong>. Questo disastro ecologico poco conosciuto e discusso, sebbene esista anche nelle acque del Mediterraneo e dell&#8217;Atlantico una concentrazione di plastica allarmante, è sintomatico di uno stato di emergenza che coinvolge l’intero pianeta.</p>
<p>La campagna Plastic Vortex sarà sviluppata durante il 2012 con diverse iniziative in via di organizzazione e seguendo un format creativo che coinvolge tre diversi segmenti: aziendale e istituzionale, educational, sistema dell’arte contemporanea. L’intento del progetto è di sviluppare una rinnovata ed estesa percezione circa <strong>l’importanza del riciclo</strong>, <strong>della raccolta differenziata e della valorizzazione dei rifiuti</strong>. Contemporaneamente innescare meccanismi di promozione dello “<strong>smart-packaging</strong>”, di nuove tecnologie per gli imballaggi delle merci e dell’utilizzo di materie eco-compatibili, come le bio-plastiche, quando possibile.</p>
<p>Le attività saranno presentate alla stampa e al pubblico in occasione di <strong><a href="http://www.greenews.info/agenda/ecomondo-e-key-energy-a-rimini-fiere-20111007/" target="_blank">Ecomondo</a></strong> durante il <strong><em>Convegno Plastic Vortex</em>, che si svolgerà mercoledì 9 novembre 2011 dalle ore 15.00 nella sala Rovere Padiglione A6 (piano 1)</strong>. L’incontro è organizzato in collaborazione con <strong><a href="http://www.ltbf.it/" target="_blank">Learn To Be Free Onlus</a></strong> e il suo Presidente <strong>Irene Pivetti</strong>,  con il patrocinio del <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> e del <strong>Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. </strong>Interverranno <strong>Massimo Pulini, </strong>Assessore alla Cultura e Identità dei Luoghi del<strong> Comune di Rimini </strong>e <strong>Gianluca Bertazzoli</strong>, Responsabile Comunicazione e Relazioni esterne <strong>COREPLA Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica. </strong></p>
<p>L’appuntamento ha come obiettivo quello di <strong>avviare la creazione di un network culturale</strong>, aperto all’interazione con scuole e università, enti di ricerca, ingegneri, designer, architetti, aziende, istituzioni, associazioni, consorzi, consumatori, per diffondere un atteggiamento responsabile riguardo al mondo della plastica e individuare soluzioni concrete da promuovere.</p>
<p>Saranno anche presentati due concorsi che si apriranno nel 2012: il <strong><em>Concorso Plastic Vortex Click&amp;Ciak 2012</em></strong>, rivolto a studenti di scuole medie inferiori e superiori e<em> </em>realizzato con la collaborazione di Learn To Be Free Onlus e della Direzione Generale del <strong>Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca</strong>, grazie ad un protocollo d’intesa; la <strong><em>Call for Artists Plastic Vortex 2012</em></strong><em>,</em> bando di concorso<em> </em>rivolto ad artisti nazionali e internazionali.</p>
<p>Sempre in <strong>ECOMONDO,</strong> <strong>nel Padiglione B7</strong> su un’area di 700 mq prenderà forma l’intervento artistico <strong><em>Plastic Vortex Art Work in Progress</em></strong>: <strong>saranno messi a disposizione di EcoArt Project e dei suoi artisti gli imballaggi di scarto risultanti dall’allestimento degli stand della fiera. </strong>Dalla montagna iniziale di plastica recuperata, cellophane, pluriball e materie varie, nascerà un’installazione artistica che creerà un impattante ambiente surreale. Nella stessa area, un&#8217;attività Educational impegnerà studenti e visitatori della fiera che potranno prendere parte a questa suggestiva ed originale trasfigurazione realizzando sfere di vario diametro arrotolando la plastica a disposizione. <strong>Le sfere prodotte (per rappresentare pianeti di plastica) verranno dislocate non solo all’interno dell’area ma anche lungo i percorsi della fiera.</strong></p>
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		<title>Fare arte in bicicletta. Intervista a Raphael Franco</title>
		<link>http://www.greenews.info/rubriche/fare-arte-in-bicicletta-intervista-a-raphael-franco-20111028/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 07:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Raphael Franco]]></category>

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		<description><![CDATA[Raphael Franco è un artista visivo brasiliano, nato a San Paolo e residente a Londra dal 2007. Nel suo lavoro esplora il rapporto tra uomo e natura, riflettendo sul modo in cui ci relazioniamo con il mondo fisico intorno a noi e lo trasformiamo. Entusiasta, comunicativo e curioso per natura, Raphael ha trascorso quattro mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://raphaelfrancoart.wordpress.com/">Raphael Franco</a></strong> è un artista visivo brasiliano, nato a San Paolo e residente a Londra dal 2007. Nel suo lavoro esplora il <strong>rapporto tra uomo e natura</strong>, riflettendo sul modo in cui ci relazioniamo con il mondo fisico intorno a noi e lo trasformiamo. </em><em>Entusiasta, comunicativo e curioso per natura, Raphael ha trascorso quattro mesi a <strong>Biella</strong> alla <strong><a href="http://www.cittadellarte.it/" target="_blank">Fondazione Pistoletto Cittadellarte</a></strong> nell’ambito della residenza per artisti <strong><a href="http://unidee2011.wordpress.com/">UNIDEE</a></strong>, realizzando un progetto artistico che unisce mobilità sostenibile, arte relazionale e ricerca psicogeografica.</em></p>
<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Raphael-Franco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24342" title="Raphael Franco, Courtesy of Clara Iannarelli" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Raphael-Franco-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>D) Raphael, che cosa hai realizzato a Biella in questi quattro mesi?</strong></p>
<p><strong> </strong>R) Tante cose… (ride) Io sono arrivato a Biella, sapendo poco del contesto in cui mi sarei trovato. Sapevo che avrei sviluppato un <strong>progetto artistico attraverso la bicicletta e il coinvolgimento della comunità</strong>. L’obiettivo principale era per me conoscere il territorio attraverso i suoi abitanti e conoscere le persone nel loro contesto, coinvolgerli nella mia ricerca. Il fine ultimo è quello di attivare un interesse nel permettere agli altri di guardare la loro stessa città in una modalità diversa e <strong>stimolarli ad andare in bicicletta insieme</strong>.</p>
<p><strong>D) Il tuo progetto si chiama <em>Cyclingscaping</em>, che è una bella unione di termini come landscaping and cycling, una sorta di viaggio nel paesaggio però in bicicletta&#8230;</strong></p>
<p>R) Il progetto si propone di approfondire le nozioni di identità visiva e <strong>i modi di vivere il paesaggio urbano e naturale </strong>attraverso l&#8217;interazione tra artisti, appassionati di bicicletta e gli abitanti di Biella di tutte le età. <strong>Tutto parte dalla bicicletta come mezzo di trasporto sano e <em>green</em></strong>, e poi il resto si è svolto attraverso incontri informali e gite in bici in cui le persone hanno potuto raccontare e condividere con me e tra di loro le relative esperienze in merito alla città e i suoi dintorni, la sua storia e i suoi luoghi. Il risultato di questo progetto creativo e collaborativo è stato <strong>una mappa ciclistica informale di Biella e dintorni</strong>.</p>
<p><strong>D) La bicicletta è dunque l’asse portante del tuo progetto&#8230;</strong></p>
<p>R) La bicicletta è uno strumento significativo per lo sviluppo della mia ricerca, perché è <em>green</em> e sostenibile ma è anche sociale. <strong>E’ perfetta per immergersi nello spazio, sia urbano che naturale, in una modalità agile e discreta</strong>. Inoltre, aumenta la consapevolezza del nostro movimento all&#8217;interno dello spazio pubblico e <strong>come la prospettiva cambia in relazione alla posizione geografica</strong>. Nello stesso tempo è un mezzo che permette condivisione, è possibile parlare e dialogare mentre si va in bicicletta, è un mezzo “socievole”.</p>
<p><strong>D) In macchina non succede, vero?</strong></p>
<p>R) <strong>Se vai in macchina, non c’è un’interazione con lo spazio, è una scatola</strong>. La macchina permette una visione bidimensionale, vedi qualcosa come in un film, tu non sei dentro alla realtà, anche i suoni cambiano. <strong>Quando sei in bicicletta  sei esposto, tutto cambia e interagisce con te</strong>. <strong>Il clima, il suono, i profumi</strong>. L’arte per me è sensoriale, tutti i cinque sensi devono rientrare nella mia arte. La bicicletta incarna una funzione del tuo corpo che riguarda uno scambio di cose, c’è uno scambio di energia, tu dai e ricevi energia con lo spazio. Senza invaderlo.</p>
<p><strong>D) Cioè?</strong></p>
<p>R) Pensa a città molto ben strutturate urbanisticamente, come <strong>Amsterdam, Copenaghen, Bordeaux</strong>. Sono città completamente armoniche. Perché? <strong>Perché c’è spazio per la bicicletta e ogni strada ha una pista ciclabile</strong>. In queste strade sono contemplati il passaggio di auto, tram, bus e biciclette. E’ democratico.<strong> La bici non occupa spazio, è un mezzo individuale</strong>. Se sei solo, guidi e poi parcheggi la macchina, in realtà <strong>stai occupando lo spazio di cinque persone – di cui quattro non ci sono!</strong> E’ stato recentemente condotto uno studio, a San Paolo<strong>, </strong>che dimostra come la maggioranza della popolazione che usa la macchina, vada da sola o con al massimo due persone: <strong>è uno spreco di spazio, di benzina, quindi uno spreco di energia che non è rinnovabile</strong>.</p>
<p><strong>D) Quale impatto ha quest’esperienza sulla società? Tu parli di casi singoli, ma come può il grande pubblico essere influenzato da questa nuova modalità di pensare e muoversi?</strong></p>
<p>R) Io sono interessato a un processo che si attiva. <strong>Penso di aver attivato una <em>cosa nuova </em>a Biella</strong>. Non stiamo parlando di grandi numeri, 30 persone sono state toccate direttamente e coinvolte dal mio progetto. <strong>A Biella adesso c’è più gente di prima che va in bicicletta, che guarda la sua città in un modo diverso. In qualche modo si è attivata una consapevolezza nuova</strong>. Ed è questo ciò che rimane, oltre ovviamente alla mappa che è anche importante. La mappa<strong>,</strong> che è il risultato di questi mesi di residenza, è importante perché apre possibilità, a chi non sa nulla del progetto, di capire cosa è successo. Ed è <strong>una mappa <em>psicogeografica</em>, e interattiva</strong> perché chiunque può apporre vari indicatori di gradimento, di pericolosità, sui luoghi che ritiene opportuni. Ma oltre alla mappa, ripeto, credo di aver mosso qualcosa nelle persone che ho incontrato e quello è il risultato più interessante per me.</p>
<p><strong>D) Come vedono, i biellesi che hai conosciuto, il loro paesaggio?</strong></p>
<p>R) Ecco quando si parla di paesaggio, ti dico una cosa curiosa. Io ho vissuto 22 anni a San Paolo e 4 anni a Londra. <strong>Quando io penso al <em>paesaggio</em> penso agli edifici, al paesaggio urbano</strong>. Quando chiedevo del paesaggio agli abitanti di Biella, per loro era <strong>la montagna</strong>. Quindi, natura. Quando ho scritto il progetto pensavo che avremmo lavorato sul paesaggio urbano, e invece quando sono arrivato, mi sono trovato di fronte una cultura completamente diversa dalla mia, e per me è stato una sfida, un motore diverso di indagine, perché io parlavo di paesaggio e la maggior parte delle persone rispondevano: <strong>montagna</strong>. L’atteggiamento delle persone riguardo a questa città è comunque controverso: da un lato c’è un rifiuto della città, dall’altro un amore verso Biella, verso i suoi edifici. Biella è piena di <strong>edifici di archeologia industriale</strong>, ma c’è un sacco di gente che non ama quest’architettura, mentre altri ne sono affascinati e li vedono pieni di potenziale.</p>
<p><strong>D) Raccontaci della mappa. Cosa ne è venuto fuori?</strong></p>
<p>R) Posso dividere <strong>i luoghi </strong>segnalati sulla mappa in <strong>3 categorie: naturali, industriali e quelli legati alla bicicletta in senso stretto</strong>. Nei <a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Mappa-Cyclingscaping.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-24588" title="Mappa Cyclingscaping" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Mappa-Cyclingscaping-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>luoghi naturali ci sono le 3 riserve naturali, <strong>Baragge, Bessa </strong>e<strong> Burcina</strong>, poi come dicevo gli ex-edifici industriali. Tra i luoghi della bicicletta, invece, il più caro per me è &#8220;<strong>Gervasio&#8221;</strong>, che è una leggenda a Biella. Gervasio è un signore di 83 anni che da quando ne aveva 12, lavora con la bicicletta. Ha un ciclificio appena fuori città, che è il più grande del<a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Raphael-e-Gervasio.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-24584" title="Raphael e Gervasio" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Raphael-e-Gervasio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> circondario. Lui lavora con famiglie, immigrati, studenti che usano quotidianamente questo mezzo, cioè con tutti coloro che usano la bicicletta come mezzo di trasporto. E&#8217; un guru della bicicletta. Lavora da lunedì a venerdì al suo negozio e nel fine settimana esce con &#8220;la sua squadra&#8221;, di ben 60 atleti. Principalmente con bici da corsa ma anche mountain bikes. <strong>Grazie a lui ho sviluppato il progetto con un carretto, che poi è confluito in un video, esposto alla Fondazione</strong>. Ho legato alla bici un carretto e ho montato sul fondo del carretto uno specchio convesso rivolto verso la bici e di fronte la mia telecamera che girava il video. “<strong>Sistema di assorbimento del paesaggio</strong>” è un sistema semplice: catturare delle immagini. Quindi  l’immagine nello specchio rifletteva me che andavo in bici e il paesaggio che vedevo, ma nello stesso tempo anche il paesaggio intorno allo specchio che era alle mie spalle e che circondava il carretto stesso. Una visione nella visione. Un gioco con la realtà e con il riflesso della realtà.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>D) Qual è l’obiettivo del tuo modo di fare arte?</strong></p>
<p><strong> </strong>R) Mostrare che è possibile fare arte in modo non tradizionale, democratico, che coinvolga la comunità,<strong> in una modalità salutare, ecologica, divertente e anche costruttiva. </strong>Scoprire il posto dove vivi e magari guardarlo in maniera nuova. <strong>Il mio ruolo come artista è <em>attivare</em>. Attivare processi di cambiamento, del modo di vivere e di pensare</strong>. E’ un po’ utopico ma è possibile. Attivare consapevolezza, responsabilità. <strong>Vorrei portare quest’esperienza a Londra e poi a San Paolo</strong>, con un altro tipo di attività artistica, ma che parta da questa piccola esperienza di Biella, che è stato come un progetto pilota. Vi lascio con una parola:<em><strong> pedalpower!</strong></em></p>
<p><em>Clara Iannarelli</em></p>
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		<title>Torino diventa laboratorio urbano per una &#8220;città verde&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 06:25:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Torino per due giorni, il 24 e 25 settembre 2011, l&#8217;area pedonale di Via Maddalene e Via San Benigno, nella zona di Regio Parco / Piazza Abba, si trasformerà in un laboratorio urbano interamente dedicato al verde.
Tecnologie a basso impatto ambientale, risorse rinnovabili, riciclo e riuso, sviluppo sostenibile. La green economy è il futuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Ettore-Favini_Vertumnus.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22329" title="Ettore Favini_Vertumnus" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Ettore-Favini_Vertumnus-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></strong>A<strong> Torino</strong> per due giorni, il <strong>24 e 25 settembre 2011</strong>, l&#8217;area pedonale di Via Maddalene e Via San Benigno, nella zona di <strong>Regio Parco / Piazza Abba</strong>, si trasformerà in un laboratorio urbano interamente dedicato al verde.</p>
<p>Tecnologie a basso impatto ambientale, risorse rinnovabili, riciclo e riuso, sviluppo sostenibile. <strong>La green economy è il futuro oppure è già il presente?</strong> Chi ha ragione? Difficile dirlo. Ma se di solito la verità sta nel mezzo, allora è probabile che si tratti di in una fase di transizione: da un’economia basata su un modello di sviluppo insostenibile per il pianeta a uno sostenibile, innanzitutto <em>low carbon</em>.</p>
<p><strong>La svolta &#8220;green&#8221; deve però riguardare anche i grandi centri</strong>. Abitare responsabile: verde urbano, giardini, aiuole, cortili, erbe spontanee&#8230; La città &#8220;tutta verde&#8221; è il tema della prima edizione di un <strong>festival – laboratorio ambientato nello spazio pubblico</strong> che lega tematiche ambientali e arte contemporanea. Laboratori concepiti e condotti da artisti coinvolgeranno, come primi destinatari, i bambini e loro famiglie, per stimolare un’attenzione ai temi dell’ambiente e dell’ecologia con pratiche giocose che li possano vedere coinvolti in prima persona.</p>
<p><strong>Ettore Favini</strong> realizzerà alcune sculture ispirate al noto Arcimboldo, con frutta e verdura di stagione; <strong>Cosimo Veneziano</strong> guiderà alla scoperta dei semi; il laboratorio <strong>Innestare</strong> (condotto da VitaminaMamma) &#8220;disseminerà&#8221; invece di piccole e inaspettate apparizioni colorate, ritagliate e incollate, gli spazi urbani spesso troppo grigi della capitale sabauda.</p>
<p>Lo spazio espositivo WE (Via Maddalene 40/b) ospiterà il<strong> progetto speciale Artificial Dummies</strong>, installazione <em>video-generativa </em>di <strong>ToDo &#8211; Interaction &amp; Media Design</strong>, in cui strane forme organiche prendono vita, si riuniscono e fluttuano, esplorando un nuovo territorio.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;evento alcuni negozi dell&#8217;area Regio Parco aderiranno al progetto patrocinato dal Comune di Torino “<strong>babyfriendly</strong>” esponendo l&#8217;adesivo che li qualifica come amici dei più piccoli e delle famiglie.</p>
<p>Il progetto è di <strong>Associazione Culturale Ladiesbela</strong>, realizzato con il contributo della Regione Piemonte, la collaborazione della Circoscrizione VI, Centro Interculturale delle Donne Alma Mater, e in parternariato con Babyfriendly. Media partner dell&#8217;iniziativa à la rivista <strong>Giovani Genitori</strong>.</p>
<p><strong>Tutti i laboratori sono gratuiti</strong>, su prenotazione all’indirizzo e-mail <strong>lacittatuttaverde@gmail.com </strong>(tel. 347.1575205 / 339.3222298), fino al raggiungimento del limite massimo previsto dalle singole attività.</p>
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		<item>
		<title>Premio PAV: tema &#8220;Into the habitat&#8221; per il 2012</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/2-edizione-di-into-the-habitat-20110902/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 05:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Premio PAV 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il secondo anno consecutivo il PAV – Parco Arte Vivente di Torino – promuove un concorso internazionale per la realizzazione di un intervento d’arte ambientale nello spazio del parco.
Il Premio PAV 2012, dal tema &#8220;Into the habitat&#8220;, curato dal paesaggista Gianluca Cosmacini, intende sollecitare artisti o gruppi multidisciplinari a delineare un nuovo possibile scenario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/pav2-courtesy-of-parcoartevivente.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21954" title="pav2 courtesy of parcoartevivente.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/pav2-courtesy-of-parcoartevivente.it_-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a>Per il secondo anno consecutivo il <strong><a href="http://www.parcoartevivente.it" target="_blank">PAV</a> </strong>– <strong>Parco Arte Vivente </strong>di <strong>Torino </strong>– promuove un concorso internazionale per la realizzazione di <strong>un intervento d’arte ambientale </strong>nello spazio del parco.</p>
<p>Il<a href="http://www.parcoartevivente.it/pav/index.php?id=297" target="_blank"> <strong>Premio PAV 2012</strong></a>, dal tema &#8220;<strong>Into the habitat</strong>&#8220;, curato dal paesaggista <strong>Gianluca Cosmacini</strong>, intende sollecitare artisti o gruppi multidisciplinari a delineare un <strong>nuovo possibile scenario dell’abitare, espressione di un sentimento condiviso e comunitario di convivenza</strong>: uno spazio di aggregazione ma soprattutto di <strong>creazione artistica, culturale e sociale</strong>, dove sperimentare una riflessione sugli spazi aperti della città e promuovere forme di cittadinanza attiva e di coesione sociale per una comprensione critica del vivere urbano.</p>
<p>L’iter  del concorso prevede, quest’anno, <strong>tre fasi</strong>: una prima selezione per individuare, tra le proposte pervenute, le 5 più aderenti al tema; un workshop di approfondimento del tema, a seguito del quale i 5 progettisti saranno invitati a definire la proposta in forma di progetto esecutivo; la selezione finale del progetto vincitore e l’avvio dei lavori.</p>
<p>Il progetto vincitore sarà realizzato nella prima metà del 2012 e sabato 30 giugno 2012, nel corso di una pubblica inaugurazione, <strong>entrerà ufficialmente a far parte della collezione d’arte permanente del PAV</strong>, come già avvenuto per l’opera premiata con il <a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/ecco-i-vincitori-del-premio-pav-2011-20101213/" target="_blank"><strong>Premio PAV 2011</strong> – <strong>Corpo Vegetale</strong></a> – di <strong>Felice Gualtieri, Armando Mangone e Maria Luisa Priori.</strong></p>
<p>Il bando ufficiale del <strong>PremioPAV 2012</strong>, completo di prescrizioni tecniche, è consultabile e scaricabile da<strong> <a href="http://www.parcoartevivente.it/" target="_blank">www.parcoartevivente.it</a></strong> a partire da oggi.</p>
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		<title>A Bagheria il Flower Film Festival 2011</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/a-bagheria-il-flower-film-festival-2011-20110822/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 10:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciak si gira! Dal 25 Agosto prende il via la V edizione del Flower Film Festival 2011, la manifestazione internazionale con rassegna e concorso di cinema  dedicata alla natura e a tutte le sue forme e espressioni. Il festival si svolgerà a Bagheria, presso lo splendido scenario di Villa Valguarnera e nella suggestiva cornice marina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/Courtesy-of-alternativasostenibile.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21608" title="Courtesy of alternativasostenibile.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/Courtesy-of-alternativasostenibile.it_-300x142.jpg" alt="" width="300" height="142" /></a>Ciak si gira! Dal <strong>25 Agosto</strong> prende il via la V edizione del <strong><a href="http://www.flowerfilmfestival.it " target="_blank">Flower Film Festival 2011</a></strong>, la manifestazione internazionale con rassegna e concorso di cinema  dedicata alla natura e a tutte le sue forme e espressioni. Il festival si svolgerà a <strong>Bagheria,</strong> presso lo splendido scenario di <strong>Villa Valguarnera</strong> e nella suggestiva cornice marina di Santa Flavia, presso il <strong>Domina Home Zagarella</strong>, e proseguirà <strong>il 26, 27 e 28 agosto</strong> con un <a href="http://www.flowerfilmfestival.it/2010/wp-content/uploads/2011/08/Pieghevole-interno.pdf" target="_blank">programma</a> ricco di proiezioni cinematografiche, incontri di cinema, letteratura, arte, musica e laboratori di pittura.</p>
<p>L’approdo in Sicilia del Flower Film Festival suggella il rapporto dell&#8217;<strong><a href="http://www.palladiumproductions.it/" target="_blank">Associazione Palladium Productions</a></strong> con questa terra di mare  e con l’<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panaria_Film" target="_blank">Associazione Panaria Film</a></strong>, storica casa di produzione cinematografica italiana che ha prodotto dal 1943 film che sono entrati nella storia della cinematografia internazionale, come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9qeqfaEjSME&amp;feature=related" target="_blank">&#8220;<strong>Vulcano</strong>&#8220;</a> con Anna Magnani.</p>
<p><em>“Con il Flo</em><em>wer Film Festival</em> – osserva <strong>Barbara Cannata</strong>, Presidente della Associazione Palladium Productions e ideatrice del Festival – <em>il cinema di qualità esce dalle sale per incontrare il pubblico, una condivisione fatta di gesti semplici, di attimi ricchi di esperienze, per un accresc</em><em>imento comune di identità culturale quale può essere <strong>il rapporto tra uomo e natura</strong>”.</em></p>
<p>La selezione porterà anche quest’anno a consegnare i <strong>Premi</strong> del Flower Film Festival: il <strong>Silver Flower</strong> al vincitore del concorso per registi emergenti, il cui nome verrà reso noto al pubblico dalla Giuria del Festival  il <strong>28 agosto</strong>, pochi attimi prima della premiazione, il  <strong>Golden Flower</strong> per valore artistico, il <strong>Platinum Flower</strong> alla carriera ed il <strong>Palladium Flower</strong> per alto valore etico e morale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le Dolomiti si trasformano in un laboratorio d&#8217;arti visive</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 05:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dolomiti Contemporane]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2009, le Dolomiti sono divenute un sito Unesco. Sono dunque una risorsa fatta d’ambiente, roccia, spazio verticale, potenza degli elementi dispiegati; di interazioni antropiche; di processi, più o meno sostenibili, di utilizzo e configurazione e fruizione del territorio.
Anche l’arte contemporanea è una risorsa. E’ costruzione diretta o mediata di rapporti e relazioni, riflessione sulle identità; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Courtesy-of-dolomiti-contemporanee.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21300" title="Courtesy of dolomiti contemporanee" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Courtesy-of-dolomiti-contemporanee-268x300.jpg" alt="" width="268" height="300" /></a>Dal 2009, le <strong>Dolomiti</strong> sono divenute un sito <strong>Unesco</strong>. Sono dunque una risorsa fatta d’ambiente, roccia, spazio verticale, potenza degli elementi dispiegati; di interazioni antropiche; di processi, più o meno sostenibili, di utilizzo e configurazione e fruizione del territorio.</p>
<p>Anche <strong>l’arte contemporanea</strong> è una risorsa. E’ costruzione diretta o mediata di rapporti e relazioni, riflessione sulle identità; è palestra d’ azione e sviluppatore di senso. L’arte è uno scandaglio. E un visualizzatore amplificante. Applicata ad un oggetto, ad uno spazio, lo legge, vi entra, lo apre, vi deposita la larva fisica del proprio pensiero formalizzato.</p>
<p>Immaginando di inaugurare una stagione di azione e <strong>riflessione nell’ambito territoriale, spaziale, fisico, tematico, ideale, delle Dolomiti</strong>, ecco allora che una compagine di curatori ed artisti, interessati a puntare la lente in questa direzione, decide di venire in questo luogo magico per riflettervi ed operarvi.</p>
<p><strong><em><a href="http://www.dolomiticontemporanee.net/DCi/2011/07/24/daniele-pezzi/" target="_blank">Dolomiti Contemporanee</a></em></strong><em> </em>è un progetto ideato e sviluppato da <strong>Gianluca D’Incà Levis</strong>, in cui <strong>una selezione di curatori ed artisti vengono invitati a cimentarsi con lo speciale ambiente dolomitico, costituito di natura e uomini, di spazio, roccia, aria (sottile), progressioni verticali</strong>.<br />
Progetti ed opere si relazionano dunque con le emergenze ambientali di questa regione. Lo spazio fornisce il materiale, i soggetti, i temi, agli artisti, che intavolano le proprie riflessioni.</p>
<p><strong><em>Sass Muss </em>è un fantastico complesso d’archeologia industriale</strong>, situato in Provincia di <strong>Belluno</strong> (Comune di Sospirolo), a ridosso del <strong>Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi</strong><em><strong>. </strong></em>Il sito è composto da una serie di fabbricati, inseriti in un ambiente naturale fortemente configurato, in zona pedemontana, a 7 km dal centro storico di Belluno, nei pressi della Strada Statale 203 Agordina. <strong>Quest’area, dismessa da oltre vent’anni </strong>e composta da una serie di grandi padiglioni realizzati negli anni ’30 e da un gruppo di nuovi fabbricati industriali, per quasi 4.000 metri quadrati di superficie coperta complessiva, <strong>è stata recentemente oggetto di un importante intervento di recupero</strong>. <em>Dolomiti Contemporanee </em>prevede l’utilizzo del complesso di <em>Sass Muss </em>quale laboratorio culturale ed artistico, nel periodo compreso<strong> tra la fine di luglio ed ottobre 2011</strong>.</p>
<p>Uno spazio completamente nuovo, articolato, vasto, viene riaperto dunque, grazie a questo progetto d’arte contemporanea. Qui un gruppo di curatori ed artisti lavorerà insieme a quella che vuole configurarsi come una stazione di scambio e produzione artistica alternativa. Due blocchi di mostre si succederanno; le prime tre (curatori: <strong>Andrea Bruciati, Gianluca D’Incà Levis, Alberto Zanchetta</strong>) inaugureranno sabato <strong>30 luglio</strong>; le quattro successive (curatori: <strong>Daniele Capra, Gianluca D’Incà Levis, Alice Ginaldi, Francesco Ragazzi e Francesco Urbano</strong>) inaugureranno sabato <strong>17 settembre.</strong></p>
<p>Negli spazi del <em>campus</em>, gli artisti vivranno, lavoreranno, esporranno. Un programma di residenza breve consentirà ad alcuni di loro di risiedere, a rotazione, per un periodo di una settimana/dieci giorni, a <em>Sass Muss</em>. L’edificio funzionale centrale ospiterà infatti, oltre a <em>bookshop</em>, <em>bar/ristoro, Artribune corner, wifi zone</em>, alcune camere-studio. Negli edifici Pavione, Sass de Mura, Schiara, e  in alcuni ambienti e siti secondari, troveranno posto le singole mostre. Un edificio open-space di 500 metri quadri sarà adibito ad officina-laboratorio.</p>
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		<title>Pensavo fosse una fabbrica invece era un orto</title>
		<link>http://www.greenews.info/idee/pensavo-fosse-una-fabbrica-invece-era-un-orto-20110720/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 16:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Impressioni di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[orto urbano]]></category>
		<category><![CDATA[via foggia 28]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avesse la possibilità di vedere cosa sta succedendo in via Foggia 28 a Torino probabilmente a Henry Ford si drizzerebbero i capelli sulla testa.
C’era una volta una fabbrica, con la sua catena di montaggio, i suoi operai, i suoi cartellini da timbrare, i suoi uffici, il suo consiglio di amministrazione, i suoi prodotti pronti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Courtesy-of-Max-Judica-Cordiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21194" title="Courtesy of Max Judica Cordiglia" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Courtesy-of-Max-Judica-Cordiglia-300x251.jpg" alt="" width="300" height="251" /></a>Se avesse la possibilità di vedere cosa sta succedendo in <strong><a href="http://rawtellart.blogspot.com/2011/07/sub-urb-art-131-luglio-2011-via-foggia.html">via Foggia 28 a Torino</a></strong> probabilmente a <strong>Henry Ford</strong> si drizzerebbero i capelli sulla testa.</p>
<p><em>C’era una volta una fabbrica</em>, con la sua catena di montaggio, i suoi operai, i suoi cartellini da timbrare, i suoi uffici, il suo consiglio di amministrazione, i suoi prodotti pronti per il commercio. Ma c’è oggi uno spazio di 1.500 mq dato in concessione d’uso a una neonata associazione che si propone di <strong>dare libero sfogo alla creatività di artisti</strong>,<strong> musicisti</strong> e, soprattutto, <strong>gente comune, </strong>per riportare vita e attenzione in luoghi abbandonati e degradati.</p>
<p><strong>Urbe</strong>, questo il nome dell’associazione è nata da un tavolo di <strong>architetti, designer, fotografi e urbanisti </strong>e si pone come obiettivo la <strong>gestione di aree in fase di rinnovamento post industriale </strong>attraverso &#8220;l’occupazione&#8221; autorizzata di spazi dismessi in via di abbattimento. Luogo eletto per la realizzazione di questo primo progetto sono gli ampi spazi della ex fabbrica <strong><a href="http://www.aspira.it/">Aspira</a></strong>, situata nel quartiere popolare di Aurora/Vanchiglia, separato dal centro del capoluogo piemontese dal fiume <strong>Dora</strong>.</p>
<p>Un luogo “a tempo determinato”, che da pochi giorni e fino a fine luglio è divenuto <strong>un agorà creativo</strong>, capace di far convivere un <strong>orto urbano</strong> con<strong> mostre, momenti performativi, esibizioni, musica, attività per il quartiere e per i bambini</strong>. Nella sua limitatezza temporale (il 31 luglio la fabbrica tornerà nelle mani dei suoi proprietari per un ulteriore cambio di destinazione d&#8217;uso), sta dunque la sua forza. La capacità di mostrare che con alcune buone idee, la giusta squadra e un grande impegno corale, anche in pochi giorni, anche con pochi mezzi <strong>ciò che era morto e abbandonato all’inutilizzo, può risorgere e cambiare completamente il suo volto</strong>: al posto di uffici e fantasmi di segretarie sedute alla scrivania <strong>una selva di piante che si arrampicano sulle pareti e scendono dal soffitto</strong>, al posto di un anonimo cortile in cemento <strong>un rigoglioso orto/giardino che inizia a dare i primi frutti </strong>e crea <strong>una piacevole oasi verde per chi si siede a riposare </strong>dalle fatiche lavorative nel <strong>salotto a cielo aperto interamente assemblato con materiali e oggetti di recupero.</strong></p>
<p>Benvenuti, dunque, i <strong>ciclisti </strong>che possono assicurare i loro mezzi a <strong>originali rastrelliere ricavate dai pallet </strong>e usufruire in alcune serate di sconti sulle consumazioni del bar <strong>per premiare il loro impegno “no oil</strong>”. Benvenuti i piccoli abitanti del quartiere che sono <strong>invitati a conoscere le piante e gli ortaggi </strong>e il modo di curarle, benvenuti <strong>gli anziani con la loro esperienza e la voglia di dispensare consigli</strong>, benvenuti gli artisti e il mare di colore con cui hanno riempito e riempiono le pareti e i tetti di un luogo altrimenti grigio, benvenuti, sembra dirci via Foggia 28, <strong>a tutti coloro che credono che sprecare sia un reato e che ciò che già c’è può essere riutilizzato e trasformato in qualcosa di vivo e completamente diverso </strong>- anche se per poco tempo.</p>
<p><em>Elena Marcon</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Immigrazione e ambiente al Festival di Lampedusa</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/lampedusa-in-festival-20110718/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 05:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa in Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizierà il 19 luglio, con la direzione artistica del regista Luca Vullo, la III Edizione del LAMPEDUSA in FESTIVAL, manifestazione cinematografica che affronta la realtà dell’immigrazione, l’incontro con l’altro e piccole storie individuali intese come metafore dei grandi temi. Tutto in un’isola, purtroppo, non più nota al mondo per la sua straordinaria bellezza naturale, ma per le condizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Lampedusa-in-Festival.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21046" title="Lampedusa in Festival" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Lampedusa-in-Festival-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>Inizierà il <strong>19 luglio</strong>, con la direzione artistica del regista<strong> Luca Vullo</strong>, la <strong><a href="http://www.lampedusainfestival.com" target="_blank">III Edizione del LAMPEDUSA in FESTIVAL</a>,</strong> manifestazione cinematografica che affronta la realtà dell’<strong>immigrazione</strong>, l’incontro con l’altro e piccole storie individuali intese come metafore dei grandi temi. Tutto in <strong>un’isola, purtroppo, non più nota al mondo per la sua straordinaria bellezza naturale, </strong>ma per le condizioni dei sui centri di accoglienza, per il respingimento delle barche della disperazione e, attualmente, per il massiccio esodo di migranti provenienti dal nord Africa.</p>
<p>Gli organizzatori si sono perciò fatti promotori anche della<strong> campagna di incentivazione turistica “<a href="http://www.iovadoalampedusa.com" target="_blank">Io vado a Lampedusa</a>&#8220;</strong>, che ha tra i suoi obiettivi principali quello di contribuire al rilancio del turismo sull’isola. Mentre il festival stesso ha recentemente ottenuto la <strong>medaglia d’onore </strong>da parte del <strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong>.</p>
<p>Dal 19 al 23 luglio 2011, oltre alla <strong>proiezione delle opere in concorso</strong>, saranno organizzati anche <strong>incontri, dibattiti, concerti, mostre ed altri eventi tra cinema, arte, letteratura e musica </strong>per dimostrare come Lampedusa sia tuttora un’isola viva e attiva in ambito culturale. Oltre al tema dell’immigrazione, il Festival affronterà quello della <strong>legalità</strong>, dell’<strong>ambiente e dello sviluppo sostenibile</strong>. Molto spazio sarà riservato al cinema e in special modo al genere <strong>documentario</strong>, inteso come &#8220;nuovo&#8221; <strong>mezzo di comunicazione ed informazione</strong>.</p>
<p>Per il <strong>concorso</strong> sono pervenute <strong>150  opere</strong> (79 nella scorsa edizione) da tutta Italia e dall’estero (1 dalla Russia, 5 dalla Spagna e 1 dalla Francia), mentre, tra le proiezioni di film <strong>fuori concorso, </strong>sbarca a Lampedusa <strong>“Giallo a Milano”</strong>, di <strong>Sergio Basso</strong>, dedicato alla vita della comunità cinese insediatasi nel capoluogo lombardo ormai da diversi anni, che narra storie di persone, semplici cittadini con sogni e speranze. Il 22 luglio, sarà invece la volta del recentissimo <strong>“Il colore del vento” </strong>di<strong> Bruno Bigoni</strong>, un documentario che prende spunto dal disco <strong><em>Creuza de mä</em> </strong>di <strong>Fabrizio De André</strong> e <strong>Mauro Pagani </strong>(che è anche protagonista di un brano del film) narrando le toccanti <strong>storie di alcune donne che hanno trovato nel mare una nuova speranza di vita</strong>. Il film ha un valore particolare nel contesto del festival perchè ne condivide l&#8217;obiettivo di ricreare visivamente atmosfere, sonorità, lingue e testimonianze per<strong> raccontare la cultura mediterraneo-occidentale </strong>e come questa sia attualmente soggetta a forze degeneratrici che ostacolano, invece di favorire (come in passato), l’incontro e la conoscenza tra popoli e culture diverse.</p>
<p>Gli altri film fuori concorso sono: <strong>“The Last Shore &#8211; Fino all’ultima spiaggia”</strong> (di Fabrizio Basano), <strong>“Con gli occhi dell’altro”</strong>(di Giordano Bianchi, Martina Marafatto e Leonardo Modonutto), <strong>“Approdo Italia”</strong> (di Christian Bonatesta), <strong>“Viaggio a Lampedusa”</strong> (di Giuseppe Di Bernardo) e <strong>“Goor”</strong> (di Alessandro de Filippo), al quale sarà presente il regista per un dibattito con il pubblico.</p>
<p>Il programma prevede inoltre numerosi ospiti istituzionali e del mondo della cultura<strong>,</strong> come <strong>Salvatore Borsellino</strong>, i responsabili di <strong>LegaAmbiente Sicilia</strong>, esponenti di <strong>D.E-R</strong> (associazione Documentaristi Emilia Romagna), di <strong>Documentary in Europe</strong>, di <strong>Save the Children</strong>, lo scrittore <strong>Antonio Mazzeo </strong>e il docente <strong>Fulvio Vassallo Paleologo</strong><em>. </em>Nella serata inaugurale del 19 luglio è invece in programma l&#8217;incontro con il sindaco di Riace (RC) <strong>Domenico Lucano </strong>e con il sociologo ed economista <strong>Tonino Perna, </strong>che parleranno delle positive esperienze di accoglienza che Riace ed altri paesi della Locride stanno attuando da diversi anni nei confronti di profughi politici.</p>
<p>Il 23 luglio verrà infine presentata la <strong>“Rete del Caffè Sospeso”</strong>,<strong> </strong><em>Rete di festival, rassegne e associazioni culturali in mutuo soccorso</em> di cui il Lampedusa in Festival fa parte insieme a <strong><em>Festival del Cinema dei</em> <em>Diritti Umani</em> </strong>di Napoli, <strong><em>Filmfestival sul Paesaggio</em> </strong>di Polizzi Generosa (PA), <strong><em>Marina Cafè Noir </em></strong>di<em> </em>Cagliari, <strong><em>Riaceinfestival</em> </strong>di Riace (RC), <strong><em>Valsusa Filmfest</em></strong> (Valle di Susa – Torino) e <strong><em>S/paesati </em></strong>di<em> </em>Trieste.</p>
<p>Questo Festival vuole concretamente contribuire a individuare strategie e dinamiche di composizione delle differenze culturali attraverso i linguaggi del cinema, della musica e dell’arte. Ma Lampedusa ha anche un ruolo strategico nelle <strong>rotte migratorie di diverse specie animali </strong>e non a caso il <em>Lampedusainfestival</em> vuole promuovere e difendere <strong>l’inscindibilità dei doveri di solidarietà verso l’uomo e la natura</strong>.</p>
<p>Il festival oltre al lavoro volontario di numerosi professionisti è realizzato grazie ai sostegni economici di <strong>Banca Etica</strong>, della ONG francese <strong>CCFD-Terre Solidaire </strong>e dell&#8217;<strong>Assemblea Regionale Siciliana</strong>.<em><br />
</em><em> </em></p>
<p><em></em></p>
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		<title>Il Posidonia Festival sbarca a Carloforte</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 05:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Posidonia Festival]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre Formentera sarà Carloforte, unico centro abitato dell&#8217;isola di San Pietro (Sardegna), ad accogliere il Posidonia Festival, festival di arte e natura che deve il suo nome alla Posidonia oceanica, pianta marina che è l’elemento fondamentale degli ecosistemi del Mediterraneo e della protezione delle coste dall’erosione.
Il programma di questo evento centrato sull’ecologia, che si terrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Posidonia-Festival.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21007" title="Posidonia Festival" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Posidonia-Festival-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>Oltre Formentera sarà <strong>Carloforte</strong>, unico centro abitato dell&#8217;isola di San Pietro (Sardegna), ad accogliere il <strong><a href="http://posidoniafestival.com/posidonia/" target="_blank">Posidonia Festival</a></strong>, festival di arte e natura che deve il suo nome alla <em>Posidonia oceanica</em>, pianta marina che è l’elemento fondamentale degli ecosistemi del Mediterraneo e della protezione delle coste dall’erosione.</p>
<p>Il programma di questo evento centrato sull’ecologia, che si terrà <strong>dal 27 al 30 luglio 2011</strong>, prevede <strong>conferenze, laboratori di riciclaggio artistico per adulti e bambini, un&#8217;EcoFiera</strong>, escursioni ed immersioni, cortometraggi a tematica ambientale, presentazioni di libri, concerti ed aperitivi musicali, installazioni artistiche.</p>
<p>L’incontro fra <strong>arte, ambiente e sviluppo sostenibile</strong> sarà il principio ispiratore di tutti gli eventi in calendario, che si svolgeranno fra le 19 e le 24 nel centro storico di Carloforte.</p>
<p>Tra le <strong>tematiche al centro di questa edizione figura l&#8217;importanza della <em>Posidonia oceanica</em> per il mantenimento</strong><strong> degli ecosistemi costieri, oggetto anche del workshop tenuto da Pieraugusto Panzalis dell&#8217;AMP di Tavolara Punta </strong><strong>Coda Cavallo, Giorgio Massaro dell&#8217;AMP Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre e Simone Simeone dell&#8217;IMC &#8211; Centro Marino Internazionale</strong>. L&#8217;introduzione sarà affidata al direttore del Posidonia Festival Carloforte Edoardo Brodasca, che presenterà il <strong>Posidonia Project</strong>, un progetto internazionale realizzato da un network euro-mediterraneo di organizzazioni e festival, con l&#8217;obiettivo di <strong>salvaguardare la <em>Posidonia oceanica</em> in tutto il Mediterraneo.</strong></p>
<p><strong>La sostenibilità energetica e ambientale sarà il tema dell&#8217;incontro fra Manuel Floris, borsista al CRS4, il presidente di Legambiente Sardegna Andrea Tiana, che parlerà di ecofestival, Antonio Congia (AgriWatt) e Andrea Montali (Sardinia BioEnergy), con interventi sulle coltivazioni energetiche e sul</strong>l’impianto di produzione a biomasse di Serramanna.</p>
<p>Al confronto prenderanno parte anche Andrea Mameli (ricercatore del CRS4 e giornalista scientifico), con il suo <strong><em>Manuale di sopravvivenza energetica </em></strong>(Scienza Express, 2011), e <strong>Jérémie Fosse, co-fondatore dell&#8217;Ong Eco-union</strong> e autore di <em>Busin</em><em>ess going green</em>, che faranno il punto sulle nuove prospettive del <em>green living</em>.</p>
<p>Altrettanto importante è l&#8217;attenzione all&#8217;intreccio fra arte ed ecologia.</p>
<p>Lo dimostrano le iniziative dedicate al <strong>riciclaggio artistico</strong>: dall&#8217;<strong>Alig’Art Expo</strong> curata dall’Associazione Sustainable Happiness al <strong>progetto per bambini </strong><strong>Ecolu</strong>, di Marta Fontana con la Cooperativa sociale Millepiedi onlus, fino a <strong>Festa de rua e l&#8217;orchestra di riciclo di Rocco Papia e Stefano Murgia</strong>, che insegneranno a costruire strumenti fatti con materiale riciclato, poi utilizzati in una <em>roda de samba </em>aperta a tutti i partecipanti del laboratorio.</p>
<p>Senza dimenticare la residenza artistica organizzata dalle associazioni<strong> <a href="http://www.sustainablehappiness.it/" target="_blank">Sustanaible Happiness</a></strong> (promotrice di<strong> Alig’Art &#8211; Festival di Riciclaggio Artistico</strong>, Cagliari)<strong> e </strong><strong>DrapArt &#8211; <em>La Carboneria</em> </strong>(promotrice di <strong>DrapArt &#8211; Festival Internazionale di Riciclaggio Artistico della Catalogna</strong>, Barcellona) con gli artisti<strong> </strong>sardi<strong> </strong>di<strong> Is Femmineddas </strong>(selezionati da <strong>Alig’Art</strong>), i catalani Ste En Forster e Francisco Jose de Obregon (selezionati da <strong>DrapArt</strong>)<strong> </strong>e la carlofortina d&#8217;adozione <strong>Marta Fontana</strong>,<strong> </strong>che creeranno insieme una grande<strong> installazione con i </strong><strong>rifiuti</strong> raccolti durante la settimana di pulizia delle spiagge di San Pietro e il Clean Up the Med 2011 (promossa da Ecolù e realizzata con i ragazzi di tutte le scuole di Carloforte insieme a Posidonia Project Carloforte).</p>
<p>L&#8217;uso innovativo dei materiali naturali sarà al centro del laboratorio di <em><strong>Pietrina</strong></em><strong> Atzori</strong>, creativa nel campo della tessitura e del feltro che guiderà adulti e bambini nella realizzazione di un grande <strong>arazzo collettivo</strong> ed esporrà le sue <em>bertulas</em>, giardini verticali <strong>composti di sacche in pura lana vergine.</strong></p>
<p><strong>Non mancheranno le iniziative dedicate al mare, come la regata di kite surf organizzata dall&#8217;associazione ambientalista Marevivo,</strong><strong> le g</strong><strong>ite in barca a vela </strong>con<strong> </strong>l&#8217;associazione Posidonia Project Carloforte e quelle sui <strong>kayak</strong> messi a disposizione dall&#8217;Oasi Lipu Carloforte. Inoltre, grazie alle escursioni del centro diving Isla Diving, che proporrà <strong>snorkeling con la biologa </strong><strong>Manuela Verona ed immersioni</strong> <strong>per adulti e bambini </strong>(a pagamento), sarà possibile scoprire i <strong> banchi di </strong><strong><em>Posidonia oceanica </em></strong><strong>presenti nei fondali attorno all&#8217;isola di San Pietro</strong><strong>.</strong></p>
<p><strong>E il mare sarà lo sfondo costante di un cammino “verde” lungo la falesia di Capo Sandalo, promosso dall&#8217;Oasi Lipu Carloforte.</strong></p>
<p><strong>Un’attenzione particolare sarà riservata ai più piccoli e agli adolescenti, grazie alle attività di Laboratorio Scienza, che condurrà un laboratorio interattivo ricco di giochi ed esperimenti per scoprire le diverse forme di energia e le sue trasformazioni, e </strong><strong>Sardegna Ricerche e CRS4, </strong>che guideranno i bambini<strong> </strong>alla scoperta delle energie rinnovabili con l’ausilio di specifici kit.</p>
<p>L’associazione <strong>L&#8217;AlterNativa</strong>, un altro modo di nascere proporrà una serie di iniziative destinate a genitori, neonati e bambini fino ai 3 anni, tra cui un laboratorio di massaggio infantile e seminari sull&#8217;alimentazione biologica in gravidanza, in allattamento e nella prima infanzia.</p>
<p>Il programma prevede anche una rassegna di<strong> cortometraggi a</strong><strong> carattere ambientale (di Leandro Blanco, uno dei più celebri videomaker specializzati in riprese subacquee, del documentarista Antonio Martino e del Centro Studi Bhaktivedanta) </strong>e <strong>presentazioni di libri</strong>, come la guida turistica <em>Carloforte e l&#8217;isola di San Pietro. Il Mediterraneo in miniatura</em><strong> </strong>(Vanni Editore) e il <strong><em>Manuale di archeologia subacquea </em></strong><strong>(di Valentina Brodasca, Henry De Santis, Valeria Salaris), che fornirà lo spunto per una riflessione sui tesori sommersi e il comportamento ecologico da tenere nei confronti del nostro passato.</strong></p>
<p>Le <strong>c</strong><strong>onferenze </strong>ci condurranno<strong><em> </em></strong><strong>alla scoperta dell&#8217;economia e dei traffici marittimi di Carloforte dal 1738 al 2012, con Mario Pintus, e dell&#8217;ecologia acustica nel Mediterraneo, con Ilaria Sartori.</strong></p>
<p>Ogni sera, il Festival si trasformerà in una grande <strong>festa</strong> inaugurata dagli <strong>aperitivi musicali</strong> curati da Ilaria Sartori, dal dj Molinas e dalla crew del Posidonia.</p>
<p>In apertura, un evento d&#8217;eccezione: <strong>il concerto “a impatto zero” dei Colegas Velhos</strong>, in cui <strong>sarà il pubblico stesso a garantire l&#8217;illuminazione, </strong>grazie ad un impianto a LED alimentato per mezzo di biciclette collegate a generatori, fornite da <strong>Sardegna Ricerche</strong>.</p>
<p>Il giorno dopo sarà la volta di <strong>Rocco Papia</strong> (chitarra 7 corde, voce, suoni, loop), seguito dal rock folk degli <strong>Ipothesi</strong>. Il 29 luglio il palco principale vedrà esibirsi i <strong>Nobraino</strong>, band folk rock ed indie rock più volte ospite alla trasmissione “Parla con me” e vincitrice del sondaggio &#8220;Nuova Musica Italiana&#8221;, indetto dalla rivista mensile <em>XL</em> nel 2010.</p>
<p>La serata di chiusura sarà invece dedicata al recupero delle sonorità carlofortine e alle contaminazioni fra generi, grazie alla world music di <strong>Dagnino &amp; Friends</strong> e al live set del produttore electro dub <strong>Arrogalla</strong> condito dalle note del violino di <strong>Mario Brai</strong>, musicista-cantautore navigante tabarkino.</p>
<p>Per tutta la durata del Festival il lungomare di Carloforte ospiterà l&#8217;<strong>Ecofiera</strong>,<strong> </strong>una vetrina attenta e selezionata per prodotti, servizi e attività “eco”<em> </em>locali, nazionali e internazionali.</p>
<p>Per conoscere il programma dettagliato visitare il sito <a href="http://www.posidoniafestival.com/">posidoniafestival.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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