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	<title>Greenews.info &#187; Climate change</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Yes, we CANcun</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 06:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Cancun la seconda e ultima settimana di negoziazioni sul clima apre scenari inediti, mentre trapela la speranza che si possa arrivare a decisivi passi avanti per un accordo su un trattato di riduzione delle emissioni di CO2. O almeno di arrivare a compromessi su alcuni nodi cruciali. I testi negoziali sono ancora aperti, con molte opzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/12/Christiana-Figueres-e-Ban-Ki-Moon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14456" title="Christiana Figueres e Ban Ki Moon,Courtesy of Flickr.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/12/Christiana-Figueres-e-Ban-Ki-Moon-300x199.jpg" alt="Christiana Figueres e Ban Ki Moon,Courtesy of Flickr.com" width="300" height="199" /></a>A <strong>Cancun</strong> la seconda e ultima settimana di negoziazioni sul clima apre scenari inediti, mentre trapela la <strong>speranza che si possa arrivare a decisivi passi avanti</strong> per un accordo su un trattato di riduzione delle emissioni di CO2. O almeno di arrivare a compromessi su alcuni nodi cruciali. I testi negoziali sono ancora aperti, con molte opzioni e incognite e alcuni Paesi mostrano (seppur tardivamente) le loro buone intenzioni.</p>
<p><strong>Il colpo di scena arriva dalla Cina</strong>, che martedì ha annunciato di poter accettare impegni volontari ma vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra; <strong>a patto, chiaramente, che anche gli altri Paesi firmino analoghi impegni con obiettivi ambiziosi</strong> e che si arrivi a un accordo sui finanziamenti e sui trasferimenti di tecnologie pulite. Sembra, quella della Cina, la risposta alle dichiarazioni del <strong>Giappone</strong> della settimana scorsa, che aveva addirittura negato il suo appoggio a un prolungamento del <strong>Protocollo di Kyoto</strong> perché alcuni dei maggiori Paesi non ne fanno parte. Oggi la Cina ha fatto lievemente retromarcia, chiarendo che le loro riduzioni avranno carattere solamente volontario. Siamo ai tatticismi politici.</p>
<p>D&#8217;altra parte la Cina ha già annunciato di voler arrivare al <strong>15% di produzione di energia da fonti non fossili entro il 2020 </strong>e sta considerando la possibilità di introdurre uno schema nazionale di riduzione delle emissioni industriali simile all&#8217;<a href="http://www.sandbag.org.uk/blog/2010/nov/16/china-continues-eye-domestic-emissions-trading-sys/" target="_blank"><strong>Emission Trading Scheme europeo</strong></a>.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti per il momento tacciono</strong>, ribadendo la blanda offerta di ridurre le proprie emissioni del 17% rispetto al 2005 (ovvero solo del <strong>5% rispetto al 1990</strong>, anno base del Protocollo di Kyoto). La dichiarazione ufficiale statunitense, comunque, arriverà nella giornata di oggi. Infatti, questa è anche la settimana con le “sessioni di alto livello”, ovvero le dichiarazioni ufficiali degli Stati, con la partecipazione di ministri e capi di Stato. Per l&#8217;Italia sarà presente il Ministro dell&#8217;Ambiente <strong>Stefania Prestigiacomo</strong>, che pure interverrà in mattinata.</p>
<p>Giusto prima di partire, <strong>la Prestigiacomo ha annunciato che l&#8217;Italia ha finalmente provveduto ad onorare l’impegno di 200 milioni di euro previsti per il <em>fast start</em> </strong>degli aiuti ai Paesi in via di sviluppo per far fronte ai cambiamenti climatici. La morosità dell&#8217;Italia era stata fatta notare da alcune organizzazioni non governative internazionali e dalla stampa. Nel suo blog da Cancun, <a href="http://adoptanegotiator.org/2010/11/30/partenza-veloce-per-lue-partenza-falsa-per-litalia-fast-start-for-the-eu-false-start-for-italy/" target="_blank"><strong>Andrea Cinquina</strong></a>,  che segue la delegazione italiana per la <strong><a href="http://live.tcktcktck.org/" target="_blank">campagna tcktcktck</a></strong> , riporta come l’Europa stia portando avanti il suo impegno di convogliare finanziamenti per <strong>7,2 miliardi di Euro</strong>, impegno preso a <strong>Copenhagen</strong> per il triennio 2010-2012: i membri dell’Unione Europea avevano già totalizzato quota 2,2 miliardi di Euro. Mancava solo l’Italia: “La cosa non passa inosservata e durante la conferenza stampa interviene un giornalista straniero che domanda al negoziatore belga, presidente di turno dell’UE, il perché l’Italia non abbia ancora adempiuto i suoi obblighi” riporta Andrea Cinquina, che prosegue “Già ero li pronto a vergognarmi per il mio paese, ma la diplomazia dei negoziatori dell’Unione evita un’altra brutta figura all’Italia: <strong>Peter Wittoeck </strong>(il delegato belga) ricorda infatti come questi dati risalgano al 17 di novembre, evidenziando come in realtà c’è ancora del tempo disponibile affinché paesi come l’Italia possano contribuire al fondo del fast start.” Ancora una volta ci siamo salvati in &#8220;zona Cesarini&#8221;.</p>
<p><em>Veronica Caciagli</em></p>
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		<title>Passo corto e passo lungo per gli sherpa di Cancun in Cina</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 07:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 4 ottobre si apre a Tianjin, in Cina, il quarto round di negoziati straordinari sul clima nell&#8217;ambito della Convenzione Onu sui Cambiamenti Climatici.
Cinque giorni di prove d&#8217;intesa, fino al 9 ottobre, tra i governi del mondo per tentare, in extremis, di preparare la miglior base d&#8217;accordo alla Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici (la sedicesima Conferenza delle Parti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/ChinaDaily.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12120" title="La pagina del ChinaDaily on-line dedicata agli incontri di Tianjin" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/ChinaDaily-300x243.jpg" alt="La pagina del ChinaDaily on-line dedicata agli incontri di Tianjin" width="300" height="243" /></a>Il <strong>4 ottobre</strong> si apre a <strong>Tianjin</strong>, in Cina, il quarto round di negoziati straordinari sul clima nell&#8217;ambito della Convenzione Onu sui Cambiamenti Climatici.</p>
<p>Cinque giorni di prove d&#8217;intesa, <strong>fino al 9 ottobre</strong>, tra i governi del mondo per tentare, in extremis, di preparare la miglior base d&#8217;accordo alla <strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/leuropa-verso-cancun-tra-impegno-e-scetticismo/" target="_self">Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici</a></strong> (la sedicesima Conferenza delle Parti, <strong>Cop16</strong>) che si terrà a <strong>Cancun</strong>, in Messico, <strong>dal 29 novembre al 10 dicembre</strong>.</p>
<p>L&#8217;appuntamento cinese è un banco di prova decisivo per i delegati dei diversi Paesi, i cosiddetti &#8220;sherpa&#8221; (circa <strong>2.500 rappresentanti di oltre 160 nazioni</strong>) che <strong>lavoreranno in parallelo su due binari distinti</strong>. Il primo gruppo (Awg-Lca) con il compito di fornire <strong>una soluzione globale a lungo termine</strong>. Il secondo gruppo (Awg-Kp) impegnato invece sulle più urgenti modifiche da attuare nel <strong>post-Kyoto</strong>, cioé oltre il <strong>2012</strong>, con particolare attenzione agli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra dei <strong>37 Paesi industrializzati che hanno ratificato il Protocollo</strong>.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;anno, osserva il segretario esecutivo UNFCCC, <strong>Christiana Figueres</strong>, &#8220;i governi sono stati convergenti sulla necessità di istituire un&#8217;azione per il clima globale. <strong>A Tianjin, si dovrà ridurre il numero di opzioni sul tavolo, e capire cosa è realizzabile a Cancun</strong>&#8220;.</p>
<p>Niente più di questo, come conferma oggi il <strong><a href="http://www.chinadaily.com.cn/bizchina/2010-09/30/content_11369696.htm" target="_blank">China Daily</a></strong>, che smorza in partenza le aspettative titolando &#8220;<strong><em>No binding deal expected</em></strong>&#8221; (<em>Non si attendono accordi vincolanti</em>). Il quotidiano cinese riporta l&#8217;intervista all&#8217;alto funzionario della Commissione per le Riforme <strong>Xie Zhenhua</strong>, che conferma la volontà comune, a Tianjin, di lavorare per &#8221;<strong>ridurre le differenze e cercare compromessi</strong>&#8220;, in vista di un futuro accordo vincolante che non arriverà comunque prima della <strong>Conferenza del 2011 in Sud Africa</strong> (Cop 17).</p>
<p>&#8220;Per poter mandare avanti le negoziazioni&#8221;, precisa Xie con una buona dose di realismo politico, &#8220;<strong>tutti i paesi dovrebbero adottare un atteggiamento più flessibile sui punti principali e accettare qualche compromesso per raggiungere un risultato che potrebbe non soddisfare tutti, ma che sia accettabile per tutti</strong>. Questo sarà il nostro accordo finale&#8221;. &#8220;<strong>La</strong> <strong>Cina</strong> &#8211; conclude Xie &#8211; <strong>come paese in via di sviluppo si trova ad affrontare una sfida più difficile dei paesi sviluppati</strong> nel ridurre le emissioni di gas serra, perchè il nostro paese <em>deve</em> spingere la creescita economica, garantire migliori condizioni di vita e proteggere l&#8217;ambiente al tempo stesso.&#8221;</p>
<p>I dettagli di come ottenere questo risultato verranno forniti dal Governo cinese alle aziende e alle autorità locali in occasione del <strong>prossimo piano quinquennale 2011-2015</strong>.</p>
<p><em>Redazione Greenews.info</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Appuntamento ad Acqui Terme per ClimAlpTour e CLISP</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/appuntamento-ad-acqui-terme-per-climalptour-e-clisp-20100526/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 05:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come il cambiamento climatico incide sul turismo in montagna? Come impostare la pianificazione territoriale nello Spazio Alpino tenendo conto del clima? Queste le domande che saranno al centro del convegno dedicato ai progetti europei per il territorio montano ClimAlpTour e Clisp, che si terrà oggi, mercoledì 26 maggio, al Grand’Hotel Nuove Terme di Acqui Terme, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/05/montagne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8597" title="montagne, Courtesy of laltrametadelcielo.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/05/montagne-300x225.jpg" alt="montagne, Courtesy of laltrametadelcielo.com" width="300" height="225" /></a>Come il cambiamento climatico incide sul turismo in montagna? Come impostare la pianificazione territoriale nello Spazio Alpino tenendo conto del clima? Queste le domande che saranno al centro del <strong>convegno dedicato ai progetti europei per il territorio montano <a href="http://www.climalptour.eu/content/">ClimAlpTour</a> e <a href="http://www.clisp.eu/content/">Clisp</a>, che si terrà oggi, <a href="http://www.greenews.info/agenda/climalptour-e-clisp/">mercoledì 26 maggio</a>, al Grand’Hotel Nuove Terme di Acqui Terme</strong>, alle 9.</p>
<p>La <strong>conferenza</strong> sui progetti “ClimAlpTour – Il cambiamento climatico e l’impatto sul turismo nello Spazio Alpino” e “CLISP – Il cambiamento climatico e l’adattamento alla pianificazione territoriale nello Spazio Alpino” è <strong>promossa dal <a href="http://www.minambiente.it/">Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare</a>, in cooperazione con la Provincia di Alessandria e l’<a href="http://www.uncem.piemonte.it/">Uncem Piemonte</a></strong>, per presentare a chi vive e opera in montagna i due <strong>progetti Spazio Alpino</strong>, focalizzando gli obiettivi comuni e le possibili sinergie.</p>
<p><strong>I partner del progetto ClimAlpTour stanno lavorando per trovare strategie concrete di adattamento al cambiamento climatico</strong> che possono essere usate dai servizi civili e dai portatori di interesse per fronteggiare gli effetti di un incremento delle temperature sul turismo e sulle regioni montane. <strong>Fondamentale è anche la pianificazione territoriale come elemento essenziale all’adattamento e al contenimento della vulnerabilità agli effetti del cambiamento climatico </strong>nelle regioni montane.</p>
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		<title>Clima: ripartiamo da Petersberg</title>
		<link>http://www.greenews.info/politiche/clima-ripartiamo-da-petersberg-20100503/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 04:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre la marea nera di petrolio riversatasi nel Golfo del Messico raggiunge le coste della Louisiana, obbligando il presidente Obama a intervenire di persona, il governo tedesco e il ministero dell&#8217;ambiente messicano riaprono, nel castello di Petersberg, vicino a Bonn, il dialogo sulle questioni climatiche, per evitare che il prossimo vertice di Cancun si trasformi nell&#8217;ennesimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/05/Calderon-Merkel.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7560" title="La stretta di mano tra Felipe Calderon e Angela Merkel, Courtesy of AFP" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/05/Calderon-Merkel-300x203.jpg" alt="La stretta di mano tra Felipe Calderon e Angela Merkel, Courtesy of AFP" width="300" height="203" /></a>Mentre la marea nera di petrolio riversatasi nel <strong>Golfo del Messico</strong> raggiunge le coste della <strong>Louisiana</strong>, obbligando il presidente Obama a intervenire di persona, il governo tedesco e il ministero dell&#8217;ambiente messicano riaprono, nel castello di <strong>Petersberg</strong>, vicino a <strong>Bonn</strong>, il dialogo sulle questioni climatiche, per evitare che il prossimo vertice di <strong>Cancun</strong> si trasformi nell&#8217;ennesimo fallimento internazionale. <strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/copenhagen-atto-secondo/" target="_self">Copenhagen</a></strong> docet.</p>
<p><strong>Dal 2 al 4 maggio</strong>, un gruppo selezionato di rappresentanti governativi tornerà dunque a ragionare &#8220;informalmente&#8221; sui problemi del clima, parallelamente ai negoziati avviati &#8211; <a href="http://www.greenews.info/politiche/de-boer-spegne-le-speranze-su-cancun/" target="_self">senza particolare successo </a>- nel mese di aprile. Obiettivo quello di stabilire &#8220;<strong>una rete di fiducia tra tutti i diversi Paesi</strong>&#8220;, da qui alla Conferenza di Cancun, &#8220;perché <strong>nessun Paese sia lasciato da parte</strong>&#8220;, ha detto il cancelliere tedesco, <strong>Angela Merkel</strong>, aprendo la riunione ministeriale dei 41 paesi, denominata i <strong>&#8216;Dialoghi di Petersberg&#8217;</strong>.</p>
<p>&#8220;Bisognerà <strong>comunicare i risultati dei nostri lavori qui agli altri gruppi</strong> perché &#8211; ha continuato la Merkel &#8211; <strong>questa è una cosa che non ha ben funzionato a Copenaghen</strong>&#8220;. Nel vertice danese del novembre scorso, le numerose proteste e il un clima di sfiducia erano stati proprio alimentati dall&#8217;esclusione della la maggior parte dei paesi in via di sviluppo rispetto alle decisioni della prima settimana di lavori. Un errore diplomatico rivelatosi pienamente  in fase di approvazione del documento finale, di cui la Conferenza ha potuto solo &#8216;prendere atto&#8217; senza approvarlo ufficialmente.</p>
<p>E&#8217;necessario dunque fare il bilancio della Conferenza danese dello scorso anno &#8211; che la Cancelliera ha giudicato &#8220;<strong>non soddisfacente</strong>&#8221; - ma anche progredire nella preparazione di un accordo a Cancun che, secondo il presidente messicano, <strong>Felipe Calderon,</strong> &#8220;costituirà <strong>una sfida per la credibilità della cooperazione internazionale&#8221;.</strong> &#8220;Noi &#8211; prosegue Calderon - siamo pronti ad ascoltare tutto il mondo attivamente e saremo pronti a tutte le proposte per trovare <strong>una soluzione veramente mondiale</strong>&#8220;.</p>
<p>Per l&#8217;Italia è prevista la presenza del ministro dell&#8217;Ambiente, <strong>Stefania Prestigiacomo</strong>, di rientro in Europa dalla missione a Shangai, dove ha inaugurato il <a href="http://www.greenews.info/politiche/la-cina-sorpassa-gli-usa-nelle-rinnovabili-mentre-litalia-punta-sullexpo-di-shanghai/" target="_self">padiglione italiano </a>dell&#8217;Expo.</p>
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		<title>Generali Arctic Observer: spedizione per misurare la riduzione della calotta artica</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/generali-arctic-observer-spedizione-per-misurare-le-riduzione-della-calotta-artica-20100413/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 04:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Al via in questi giorni la spedizione Generali Arctic Observer capitanata da Jean-Louis Etienne, medico e avventuroso esploratore polare, che con un pallone aerostatico affronterà un volo in solitaria di 3,500 km, da Spitsbergen alle lande dell’Alaska, passando sopra il Polo Nord.
La missione Generali Arctic Observer vuole attirare l’attenzione del mondo sulla riduzione della calotta artica e sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/Courtesy-of-Lafuma.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6830" title="Courtesy of Lafuma" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/Courtesy-of-Lafuma-150x150.jpg" alt="Courtesy of Lafuma" width="150" height="150" /></a>Al via in questi giorni la spedizione <a href="http://www.jeanlouisetienne.com/generali_arctic_observer/en/journal_de_bord.cfm?article=8">Generali Arctic Observer</a> capitanata da <strong>Jean-Louis Etienne</strong>, medico e avventuroso esploratore polare, che con un pallone aerostatico affronterà un volo in solitaria di <strong>3,500 km</strong>, da Spitsbergen alle lande dell’Alaska, passando sopra il Polo Nord.</p>
<p><strong>La missione Generali Arctic Observer vuole attirare l’attenzione del mondo sulla riduzione della calotta artica</strong> e sulle conseguenze per la vita dei nativi e per la biodiversità artica, e più in generale sulle gravi conseguenze che lo scioglimento del ghiaccio avrà sugli <strong>equilibri climatici mondiali</strong>.</p>
<p>Durante la traversata il Dott Etienne realizzerà tre diverse misurazioni:<br />
•       La concentrazione di diossine di carbone nell’atmosfera di un’area libera da emissioni: per la prima volta uno studioso potrà misurare in tempo reale la CO2 contenuta nell’area sopra l’Oceano Artico. I dati raccolti saranno elaborati dal Climate Science and Environmet Laboratory.<br />
•       Il campo magnetico terrestre e il movimento polare: la velocità a cui si muove il campo magnetico terrestre è cresciuta da 10-20 km all’anno a 60-80 km all’anno nel giro di pochi anni. Inoltre il campo magnetico terrestre si sta indebolendo. Per la prima volta il campo magnetico sarà misurato in situ utilizzando un magnetometro di alta precisione. I dati saranno analizzati dall’ Istituto di Fisica Globale di Parigi.<br />
•       Aerosol in sospensione nell’atmosfera: l’atmosfera sopra al Polo Nord non è stata risparmiata dalle particelle rilasciate a latitudini più basse, come cenere vulcanica, polvere, pesticidi, metalli pesanti. Inoltre ci sono gli inquinanti organici che attraverso la catena alimentare si accumulano in grandi quantità nei tessuti grassi degli orsi polari. Questi dati saranno utilizzati per il programma educativo condotto della French Space Agency.</p>
<p><a href="http://www.lafuma.com/">Lafuma</a> ha equipaggiato Jean-Louis Etienne e 20 uomini del suo team con  abbigliamento, calzature e accessori Lafuma adatti a sopportare le  temperature artiche proibitive.<strong></strong></p>
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		<title>USA: al via nuovo progetto sui cambiamenti climatici</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/usa-al-via-nuovo-progetto-sui-cambiamenti-climatici-20100324/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 19:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre non si è ancora sedata la polemica sul cosiddetto “Climate Gate”, parte negli Usa il primo programma interministeriale per creare nuovi modelli di studio dei cambiamenti climatici.
 Il progetto, svolto in collaborazione tra la National Science Foundation (NSF) e il Departments of Energy and Agriculture americano, cercherà di comprendere e prevedere i cambiamenti climatici e il loro impatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/cambiamenti-climatici.bmp"></a><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/CambiamentiClimatici.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6221" title="Cambiamenti Climatici, Courtesy of Occhiovivo, Flickr.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/CambiamentiClimatici-300x202.jpg" alt="Cambiamenti Climatici, Courtesy of Occhiovivo, Flickr.com" width="300" height="202" /></a>Mentre non si è ancora sedata la polemica sul cosiddetto “<strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/la-guerra-del-clima/">Climate Gate</a></strong>”, parte negli <strong>Usa</strong> il primo programma interministeriale per creare<strong> nuovi modelli di studio dei cambiamenti climatici</strong>.</p>
<p><strong> </strong>Il progetto, svolto in collaborazione tra la <strong><a href="http://www.nsf.gov/" target="_blank">National Science Foundation</a></strong> (<strong>NSF</strong>) e il <strong>Departments of Energy and Agriculture</strong> americano, cercherà di comprendere e prevedere i cambiamenti climatici e il loro impatto sulla popolazione utilizzando <strong>un nuovo tipo di approccio</strong>.</p>
<p>Il programma, chiamato<strong> Decadal and Regional Climate Prediction Using Earth System Models</strong> (<strong>EaSM</strong>), è stato finanziato dalle agenzie con circa <strong>50 milioni di dollari.</strong> Obiettivi prefissati:  capire l&#8217;impatto che i cambiamenti climatici possono avere &#8211; considerando periodi più brevi e scale più localizzate &#8211; e affrontare, con <strong>un approccio interdisciplinare</strong>, le loro cause.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/occhiovivo/520289141/"></a><a href="http://www.flickr.com/photos/occhiovivo/520289141/"></a>I modelli sviluppati nell&#8217;ambito del<strong> Easm</strong>, attraverso l&#8217;apporto di <strong>biologia, chimica, informatica, geologia, matematica, fisica e scienze sociali</strong>, offriranno ai responsabili politici <strong>nuove basi scientificamente fondate per dare risposta alla gestione dei cambiamenti climatici</strong>.</p>
<p> &#8221;Questo programma straordinario ed emozionante di ricerca multi-agenzia&#8221;, ha commentato<strong> <a href="http://www.ncar.ucar.edu/Director/killeenbio.htm" target="_blank">Timothy Killeen</a></strong>, <strong>Responsabile di NSF</strong> <strong>per la direzione Geoscienze</strong>, &#8220;consentirà di fare un grande passo avanti nella nostra <strong>capacità di comprendere e prevedere i cambiamenti climatici</strong> e il loro impatto sulla popolazione attraverso delle scale spaziali e temporali rilevanti sia per la vita umana che per le decisioni sociali&#8221;.</p>
<p><em>Benedetta Musso</em></p>
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		<title>Stop the Fever &#8211; la cura sei tu!</title>
		<link>http://www.greenews.info/eventi/stop-the-fever-20100322/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Emissioni CO2]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Stop the Fever]]></category>

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		<description><![CDATA[“Stop the Fever – Effetto Serra: la cura sei tu” è la nuova campagna di Legambiente per combattere le emissioni di CO2 in atmosfera. E già molti volti noti della radio, del cinema e della tv hanno &#8220;ci hanno messo la faccia&#8221; per sostenerla: da Linus a Sergio Muniz, Stefano Accorsi, Maurizio Costanzo, Paolo Migone, Dino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/StopTheFever.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5965" title="StopTheFever, Courtesy of Legambiente" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/StopTheFever-300x257.jpg" alt="StopTheFever, Courtesy of Legambiente" width="300" height="257" /></a>“<strong><a href="http://www.stopthefever.org" target="_blank">Stop the Fever – Effetto Serra: la cura sei tu</a></strong>” è la nuova campagna di <strong>Legambiente</strong> per combattere le emissioni di CO2 in atmosfera. E già molti volti noti della radio, del cinema e della tv hanno &#8220;ci hanno messo la faccia&#8221; per sostenerla: da <strong>Linus</strong> a <strong>Sergio Muniz</strong>, <strong>Stefano Accorsi</strong>, <strong>Maurizio Costanzo</strong>, <strong>Paolo Migone</strong>, <strong>Dino Meneghin</strong> e <strong>Piero Chiambretti</strong>, per citarne alcuni, oltre alle emittenti <strong>Radio Deejay</strong> e <strong>AllMusic</strong>.</p>
<p>Piccoli gesti quotidiani per un grande risparmio di anidride carbonica: <strong>la rivoluzione del clima inizia nelle nostre case</strong>. Da quelle micro azioni a cui non diamo peso &#8211; e che invece, sull’inquinamento atmosferico, un peso ce l’hanno, eccome.</p>
<p><strong>L’obiettivo è ambizioso e l’impegno è minimo: ridurre in 10 anni i consumi del 20% e aumentare le fonti rinnovabili di un altrettanto 20% </strong>(diminuendo i gas serra di quel 20% che permetterebbe al sistema Mondo di attenuare il surriscaldamento globale). Come? Attraverso azioni concrete di ciascuno di noi, chiamato a <strong>riorganizzare la propria giornata secondo scelte di consumo consapevole, mobilità sostenibile, abbattimento degli sprechi.</strong></p>
<p>Detto in parole povere: bicicletta, bus o metro, lampadina a basso voltaggio, risparmio dell’acqua, tanto per iniziare. Oggetti e pratiche “green” che <strong>non cambiano la qualità della nostra vita</strong>. E che, moltiplicate negli anni e per i milioni di cittadini, possono sortire effetti importanti sulla graduale “purificazione” del nostro ambiente. L’effetto domino si sente, anzi si respira.</p>
<p>Con la campagna “Stop the fever”, Legambiente si fa portatrice di un programma preciso e semplice di sensibilizzazione. Prima di tutto <strong>diffondendo dati</strong>:<strong> i numeri del risparmio, tradotti in chili di CO2, che non vanno a finire nell’atmosfera, se noi non sprechiamo</strong>. Poi scandendo la giornata nelle sue parti: a ogni ora c&#8217;è un momento giusto per fare “scendere la febbre del Pianeta”.</p>
<p>Prendiamo, ad esempio, il <a href="http://www.stopthefever.org/giornata" target="_blank">Signor Mario Rossi</a>, dice Legambiente. Si alza, entra in doccia e già si trova di fronte al primo bivio della giornata: in vasca da bagno consumerebbe tra i 150 e i 200 litri d’acqua, sotto il getto del box doccia tra i 25 e i 50. Un bel risparmio, che in un anno ci frutta 20 kg in meno di CO2 nell’aria. Non parliamo poi dei rubinetti che perdono: <strong>una goccia ogni 5 secondi fa sprecare in un anno 2 mila litri di H2O</strong>.</p>
<p>Continuando con la fiction del signor Mario Rossi, alle prese con il risparmio energetico e una conduzione di vita più “ecosostenibile”, è il momento della colazione. Riciclare 3 vasetti o bottiglie di vetro non è una mania da massaia ossessiva: meno 11 kg di CO2. Mentre il picco più alto del risparmio, non solo in termini di anidride carbonica, ma soprattutto di costi, si ha con i trasporti (nel 2005 responsabili di emissioni per il 30,5% in Italia): <strong>con 10 km di bicicletta a settimana meno 90 kg di CO2 e 42 euro di carburante</strong>, in un mese 164 euro, 0,13 kg di CO2 ogni km. Usare in ufficio i fogli riciclati rende 13,13 kg di CO2 e 6 kg di carta in meno (e sappiamo quanto gli alberi sono importanti per l’ecosistema ambiente). Anche bere acqua dal rubinetto contribuisce alla causa: risparmio di 24 kg di CO2 l’anno e 11 kg di bottiglie di plastica.</p>
<p>Illuminazione responsabile anche a casa. In cucina e nelle stanze da letto Mario ha diversificato le intensità:  a seconda degli ambienti e del loro uso, se basta una potenza più bassa, è bene scegliere una luce diretta da 15 W per metro quadrato (in camera e in salotto), da 30 W per le stanze che richiedono luce più intensa (le lampadine di casa di Mario sono tutte di classe A). <strong>Il nostro protagonista modello è parsimonioso anche nelle piccole cose: non tiene le lampade inutilmente e quando si allontana da una stanza spegne la luce</strong>. Quando va a dormire disattiva tutti gli <strong>standby degli apparecchi elettronici</strong>: risparmia 80 kg di CO2 in un anno e circa 33 euro.</p>
<p>Gli accorgimenti però non sono solo domestici. <strong>Facendo attenzione alla corretta pressione dei pneumatici, il risparmio è di 140 kg di CO2</strong>. Riutilizzare una <a href="http://www.greenews.info/pratiche/torino-vieta-i-sacchetti-di-plastica-gia-ad-aprile/" target="_self">borsa della spesa </a>(in tessuto o anche in plastica) priva l’ambiente di 8 kg di inquinante CO2. Riciclando 35.100 tonnellate di imballaggi si evita l’emissione di 343 mila tonnellate di CO2.</p>
<p>Sarà anche una goccia ciò che ognuno di noi può fare. Ma si sa che <strong>la goccia che cade crea cerchi concentrici in tutto il lago </strong>o, come dicevano i latini, <em>gutta cavat lapidem</em>, la goccia scava la roccia. In America le chiamano <strong>comunità intelligenti</strong> (“smart grid communities”) quelle realtà che fanno sistema per utilizzare larghe fonti alternative di sviluppo energetico. Alla Germania, che certo non è un paese tra i più assolati d’Europa, va per paradosso la medaglia d’oro della produzione dell’energia solare. In Italia la sensibilità al tema è invece ancora poco sviluppata, e le risposte di governi e privati sono lente a talvolta timide.</p>
<p><em>Letizia Tortello</em></p>
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		<title>Un corridoio tra Stati Uniti ed Europa in vista di Città del Messico</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/un-corridoio-tra-stati-uniti-ed-europa-in-vista-di-citta-del-messico-20100303/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 23:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Corridoi Atlantici]]></category>
		<category><![CDATA[Climate change]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è chiusa con successo la tavola rotonda “Greening the Transatlantic Alliance: E.U. and U.S. Perspectives on a Global Carbon Market”, organizzata dall’Associazione Corridoi Atlantici, in collaborazione con Fordham University e ISSNAF, presso la sede della Fordham Law School di New York.
Tre i nodi chiave affrontati: la rilevanza delle diverse posizioni negoziali assunte da Stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/Courtesy-of-Wikimedia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5488" title="Courtesy of Wikimedia" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/Courtesy-of-Wikimedia-150x150.jpg" alt="Courtesy of Wikimedia" width="150" height="150" /></a>Si è chiusa con successo la tavola rotonda “Greening the Transatlantic Alliance: E.U. and U.S. Perspectives on a Global Carbon Market”, organizzata dall’<a href="http://www.corridoiatlantici.it">Associazione Corridoi Atlantici</a>, in collaborazione con <a href="http://www.fordham.edu/">Fordham University</a> e <a href="http://www.issnaf.org/">ISSNAF</a>, presso la sede della Fordham Law School di New York.<br />
Tre i nodi chiave affrontati: la rilevanza delle <strong>diverse posizioni negoziali assunte da Stati Uniti e EU alla conferenza di Copenhagen</strong> di dicembre; l’analisi e il <strong>confronto dei meccanismi di emission trading &#8211; politici, legislativi e volontari </strong>- che caratterizzano e differenziano l’Europa e gli USA, partendo in particolare dall’esperienza del Chicago Climate Exchange1; la <strong>partnership tra US e Unione Europea</strong>, concentrandosi sul prossimo obiettivo di Mexico City 2010 e sulle possibilità di incontro e di accordo che saranno attuabili nel prossimo futuro.</p>
<p>Secondo Alberto Musy, fondatore dell’Associazione Corridoi Atlantici e Professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso l&#8217;Università degli Studi del Piemonte Orientale “la formula innovativa che Corridoi Atlantici ha scelto, cioè portare gli Europei negli Stati Uniti per raccontare le esperienze di successo in campo normativo ed imprenditoriale del vecchio continente, ha raccolto consensi ed apprezzamenti sia da parte degli operatori che da parte degli studiosi.”</p>
<p>Il confronto tra imprese, professionisti, studiosi e decision makers pubblici ha premesso di tracciare alcune importanti linee di riflessione, nella convinzione che nel periodo tra Copenhagen e Mexico City, sede del prossimo vertice sul clima, molti siano i passi che possono essere fatti dalla Federazione e dall’Europa.</p>
<p><strong>Un successo di Copenhagen</strong><br />
Gli esperti che hanno seguito da vicino gli incontri danesi, come Ruben Kraiem (Partner, Covington &amp; Burling LLP) e Valentina Jacometti (Research Professor in Private Comparative Law, University of Insubria &amp; Member, Editorial Board, Rivista Giuridica dell’Ambiente), hanno dato un giudizio positivo di quanto avvenuto a Copenhagen. La presenza al vertice dei Leader dei singoli Paesi, e non solo dei loro rappresentanti come avvenuto invece a Kyoto, pone un nuovo accento sulla portata che i temi ambientali e climatici stanno assumendo a livello mondiale. <strong>Si sta assistendo alla nascita di nuovi assetti nelle relazioni internazionali </strong>che potrebbero cambiare il panorama attuale (città contro campagne, divisione del fronte dei Paesi in via di sviluppo, eccetera).</p>
<p><strong>Una normativa certa</strong></p>
<p>È stata sottolineata da più partecipanti, che hanno trovato voce in particolare negli interventi di Agostino Re Rebaudengo (C.E.O. &amp; founder, ASJA) e Barbara Pozzo (Professor of Private Comparative Law, University of Insubria), la <strong>necessità che gli Stati e le Organizzazioni internazionali perseguano ogni strada possibile per regolamentare compiutamente e con certezza la materia</strong>. Avere come punto di riferimento regole certe costituisce, infatti, un fattore determinante nelle decisioni degli operatori economici in merito a pianificazioni industriali corrette e a investimenti nella ricerca tecnologica.</p>
<p><strong>La politica bottom-up</strong><br />
Non deve essere sottovalutato il ruolo dei movimenti bottom-up, come il progetto europeo “Patto tra i Sindaci”, che &#8211; come sottolineato da Emilio D’Alessio (Chair, European Sustainable Cities and Towns Campaign &amp; Vice President, UNEP Mediterranean Commission for Sustainable Development) &#8211; raccolgono le esigenze dei cittadini e le trasformano in progetti concreti, spesso con anticipo rispetto alle politiche top-down degli Stati nazionali o delle Organizzazioni internazionali.<br />
L’esperienza americana insegna che <strong>dove vi è un interesse politico forte da parte delle comunità possono nascere meccanismi e accordi su base volontaria di regolamentazione</strong>. Il Chicago Climate Exchange è un esempio significativo di come le comunità locali possono diventare i motori per lo sviluppo di politiche di riduzione delle emissioni e di risparmio energetico, prima dei singoli Stati.<br />
“Nel campo delle politiche per l’ambiente &#8211; conclude Paolo Galizzi, Professore associato in Legge e Direttore del Leitner Center for International Law and Justice presso la Fordham Law School di New York &#8211; non esistono ricette omnicomprensive, ma si deve tenere un approccio a ‘geometria variabile’. Alla fine,<strong> affinché si facciano continuamente passi in avanti, le buone soluzioni sono più auspicabili e raggiungibili di quelle perfette</strong>”.</p>
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		<title>Green Light for Business: l&#8217;intervento del Console americano</title>
		<link>http://www.greenews.info/rubriche/top-contributors/green-light-for-business-lintervento-del-console-americano-20100223/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 09:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eva Filoramo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Top Contributors]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Carol Perez]]></category>
		<category><![CDATA[Climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Green Light For Business]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[US Consulate General]]></category>

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		<description><![CDATA[Su gentile concessione del Consolato Generale degli Stati Uniti d&#8217;America di Milano, pubblichiamo la traduzione integrale dell&#8217;intervento del Console Generale Carol Z. Perez alla giornata inaugurale della conferenza Green Light for Business, all&#8217;Università Bocconi.
Buongiorno a tutti. In primo luogo vorrei ringraziare Thomas Baade-Mathiesen e Green Light for Business per aver organizzato questo convegno in un momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Su gentile concessione del <strong><a href="http://milan.usconsulate.gov/default.asp" target="_blank">Consolato Generale degli Stati Uniti d&#8217;America di Milano</a></strong>, pubblichiamo la traduzione integrale dell&#8217;intervento del Console Generale <strong>Carol Z. Perez</strong> alla giornata inaugurale della conferenza <strong>Green Light for Business, </strong>all&#8217;Università Bocconi</em>.</p>
<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/C_Perez_.jpg"></a><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/C_Perez_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5264" title="Il Console Generale Carol Perez, Courtesy of Consulate General of the United States of America" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/C_Perez_2-292x300.jpg" alt="Il Console Generale Carol Perez, Courtesy of Consulate General of the United States of America" width="292" height="300" /></a>Buongiorno a tutti. In primo luogo vorrei ringraziare <strong>Thomas Baade-Mathiesen</strong> e <strong>Green Light for Business</strong> per aver organizzato questo convegno in un momento davvero opportuno. E’ incoraggiante, per me, vedere come un piccolo gruppo di individui estremamente impegnati, grazie alla capacità di focalizzazione e alla grinta siano riusciti a organizzare un evento con conseguenze concrete per la nostra società e il nostro pianeta, e come argomenti come il cambiamento climatico e lo sviluppo di tecnologie verdi siano affini a tutti noi.</p>
<p>Sono a Milano da quasi un anno e una delle cose che più mi colpisce di questa città e di questa parte del Paese è la sua energia.</p>
<p>Milano, la Lombardia e l’Italia del Nord più in generale sono il motore dell’innovazione in settori all’avanguardia – non da ultime le tecnologie verdi – di importanza cruciale per la competitività delle economie mondiali, compresa quella italiana. Voi, come leader futuri di questa nuova economia globale, sarete in gran parte responsabili della sua evoluzione e di quali rivoluzioni tecnologiche definiranno questo ventunesimo secolo.</p>
<p>Uno dei motivi per cui l’ultimo anno è stato per me così impegnativo è proprio in ragione dell’energia della nuova amministrazione del Presidente <strong>Barack Obama</strong>. Tutti noi sapevamo che avrebbe assunto il potere con l’intenzione di ridefinire le politiche interne ed estere precedenti. Ciononostante, è mia opinione che la quantità di settori in cui l’amministrazione ha compiuto passi importanti nei primi 13 mesi del suo mandato sia notevole: dai rapporti con le banche, alla salute pubblica, allo sradicamento del terrorismo in Afghanistan.</p>
<p>Ciò di cui parleremo oggi, tuttavia, è proprio uno dei migliori esempi del modo in cui l’amministrazione Obama sta riaffermando la nuova leadership americana nell’ambito dei problemi globali. Innanzitutto, voglio discutere <strong>il focus dell’amministrazione Obama sull’investimento nello sviluppo di tecnologie verdi</strong>. Questo argomento sta proprio al cuore della vostra conferenza. Consentitemi però, prima di entrare nel vivo, di descrivere brevemente la nostra <strong>politica relativamente ai cambiamenti climatici</strong>.</p>
<p>Quando entrò in carica, il Presidente Obama annunciò che gli Stati Uniti erano determinati a riassumere il ruolo di leader che, come Nazione, avevano tradizionalmente avuto nei temi scientifici e ambientali.</p>
<p>Il Presidente ribadì il suo impegno a New York, nel settembre scorso, prima del summit ONU sui cambiamenti climatici, quando annoverò <strong>i cambiamenti climatici tra i quattro pilastri della collaborazione globale necessari per assicurarci un futuro più stabile e più prospero</strong>. Nel mese di dicembre, a seguito dell’<strong>Accordo di Copenhagen</strong>, il Presidente dichiarò: “Se l’America ha ruolo da leader nello sviluppo di un’energia pulita, sarà una guida anche per far crescere la nostra economia, per far tornare le persone a lavorare e per lasciare ai nostri figli una Nazione più forte e più sicura.”</p>
<p>E’ vero, tuttavia, che le parole sono facili da pronunciare; ma cos’è che, esattamente, sta facendo il Presidente Obama?</p>
<p>I fatti parlano chiaro: <strong>gli Stati Uniti hanno fatto più cose per promuovere un’energia pulita e ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’ultimo anno che in tutto il resto della loro storia</strong>. Ecco alcuni esempi:</p>
<p>- gli incentivi economici di Obama comprendono <strong>80 miliardi di dollari per lo sviluppo di tecnologie connesse all’energia pulita</strong>: si tratta del più grande investimento che gli Stati Uniti abbiano mai fatto in questo campo. Esaminerò i dettagli della nostra strategia più avanti;</p>
<p>- il Governo americano si è formalmente <strong>allineato, il 28 gennaio, con l’Accordo di Copenhagen</strong>, che richiede di ridurre le emissioni, rispetto ai valori del 2005, del 17% entro l’anno 2020 e dell’83% entro l’anno 2050;</p>
<p>- nell’ultimo mese, il Presidente Obama ha indicato al più grande consumatore di energia degli Stati Uniti (il Governo americano) di <strong>ridurre le sue emissioni del 28% entro il 2020</strong>. Questa azione, da sola, farà risparmiare 105 milioni di barili di petrolio nei prossimi dieci anni;</p>
<p>- il Presidente, fin dal primo giorno, <strong>ha chiesto al Congresso di approvare disposizioni legislative in materia di energia pulita per ridurre le emissioni</strong>. La scorsa estate la Camera dei Rappresentanti ha approvato una legge piuttosto ambiziosa, che al momento è in attesa di approvazione da parte del Senato.</p>
<p><strong>E’ ovvio che il problema dei cambiamenti climatici non sarà risolto soltanto da azioni unilaterali degli Stati Uniti</strong>: è proprio per questo che l’Accordo di Copenhagen è così importante. Anche se molti, compreso il Governo americano, avevano sperato di ottenere molto di più da Copenhagen, secondo noi l’Accordo è un primo passo in avanti di grande portata storica.</p>
<p>Con le parole del Presidente Obama: “<strong>Non possiamo vincere questa sfida a meno che tutti i grandi emettitori di gas serra inquinanti non si comportino di comune accordo. Non c’è altro modo</strong>.” E con Copenhagen, per la prima volta, tutte le più importanti economie – compresi gli Stati Uniti, l’Australia, il Brasile, la Cina, l’Unione Europea, l’India, il Giappone, la Russia e il Sud Africa &#8211; si sono impegnate ad abbassare il livello di inquinamento derivante dalla produzione di gas serra e a comunicare le proprie azioni e le proprie emissioni in modo trasparente. Siamo molto soddisfatti che entro il 31 gennaio l’Unione Europea (con i suoi 27 stati membri) e altre 63 nazioni – che producono complessivamente l’80% delle emissioni globali – ci abbiano seguito, aderendo formalmente all’accordo.</p>
<p>Un accordo sui cambiamenti climatici, perché sia definitivo, non deve però riguardare soltanto la limitazione delle emissioni nocive, ma <strong>indicare un cammino sicuro verso uno sviluppo sostenibile</strong>. Mentre tutti insieme usciamo dalle nostre crisi economiche e ambientali, abbiamo bisogno di chiederci come il mondo può svilupparsi nelle prossime decadi senza mettere in pericolo il nostro pianeta. <strong>Lo sviluppo di un’energia pulita è l’unica strada sostenibile</strong>. Per facilitare questo percorso, <strong>le nazioni più avanzate devono essere pronte a collaborare per lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie verdi.</strong></p>
<p>E’ proprio su questa parte della nostra strategia – e sul bisogno, per portarla a buon fine, di una collaborazione a livello internazionale – che vorrei soffermarmi ora.</p>
<p>Come già menzionato, gli incentivi statunitensi del 2009 si impegnavano a investire 80 miliardi di dollari in energia pulita; prendendo in considerazione tutti i nuovi programmi (spesa diretta, garanzie sui prestiti, incentivi sulle tasse), tuttavia, la somma complessiva si avvicina ai 100 miliardi di dollari. Alla fine del 2009 sono già stati stanziati, o addirittura spesi, 31 miliardi di questa cifra.</p>
<p><strong>Un’altra componente del piano di Obama è investire nell&#8217;istruzione</strong>: al livello base, i soldi saranno investiti per migliorare le strutture di decine di migliaia di università e scuole pubbliche, come mezzo per preparare i giovani americani ad avere successo nei campi, fondamentali, delle tecnologie avanzate.</p>
<p>Ad un livello più avanzato, il Congresso, sotto la direzione operativa del Dipartimento dell’Energia, ha fondato <strong>tre “hub” che si occuperanno di fare ricerca intensiva in ambiti chiave delle tecnologie pulite: l’energia fotovoltaica, l’edilizia verde e l’energia nucleare</strong>. Il Dipartimento ha chiesto al Congresso di costituire, quest’anno, un nuovo centro di ricerca dedicato alle batterie e ai modi di accumulare energia.</p>
<p>Questi hub ospitano tutta la filiera della ricerca: da quella di base fino allo sviluppo e alla commercializzazione di tecnologie affidabili. Siamo ottimisti, al proposito, dal momento che in precedenza il supporto governativo di sforzi collaborativi nel campo della ricerca e dello sviluppo ha portato a scoperte tecnologiche come il radar e il transistor.</p>
<p>Che sia a breve termine, tramite incentivi fiscali, o a lungo termine, per mezzo dell’istruzione, <strong>l’investimento nell’innovazione “verde” ha tre scopi positivi: la creazione di posti di lavoro, la riduzione del consumo energetico e la diversificazione delle fonti e, come accennato in precedenza, la riduzione dell’emissione di gas a effetto serra</strong>. E’ ovvio che questi risultati non sono garantiti e che saranno influenzati dal tipo di investimento fatto – oltre che dal successo di molte innovazioni, alcune delle quali sono ancora prive di riscontro su vasta scala.</p>
<p>Gli stanziamenti del più recente gruppo di incentivi finiranno anche in altre iniziative, come l’installazione di “misuratori intelligenti” e lo sviluppo di nuove linee di trasmissione che assicurino che l’elettricità generata da sorgenti rinnovabili arrivi nelle case e negli uffici americani in modo efficiente.</p>
<p>Di questi soldi andranno anche a beneficiare un ampio gruppo di programmi governativi già in essere, e <strong>partnership tra enti pubblici e privati,</strong> come la Freedom CAR Partnership del Dipartimento dell’Energia, finalizzata a produrre migliori tecnologie per le batterie del settore automotive, oltre che a finanziare agevolazioni fiscali per società che producono energia da fonti rinnovabili e quelle che installano generatori alimentati dall’energia solare, e programmi che migliorino l’efficienza energetica delle case e degli uffici governativi.</p>
<p>La chiave per sostenere questa concentrazione di incentivi sarà sottolineare che <strong>questi investimenti fanno bene all’economia complessivamente</strong>, che incoraggiano la crescita e creano nuovi redditizi posti di lavoro. Come ha detto il Presidente durante il suo discorso al Congresso il mese scorso, in questo momento di sofferenza economica creare e conservare i posti di lavoro è un obiettivo essenziale della politica economica interna.</p>
<p>Allora: come faranno questi investimenti ad aiutare a creare nuovi posti di lavoro?</p>
<p>Secondo alcuni recenti dati governativi americani,<strong> i soldi spesi per incentivare attività verdi hanno, direttamente o indirettamente, creato o salvato negli Stati Uniti 63.000 posti di lavoro</strong>. E,sempre secondo le previsioni governative, gli investimenti verdi avranno creato, per la fine del 2012, quasi 720.000 nuovi posti di lavoro. Ma non fidatevi unicamente delle nostre parole!</p>
<p>Uno studio del <strong>Peterson Institute for International Economics</strong>, una delle più accreditate think tank americane, supporta le dichiarazioni dell’Amministrazione: secondo le loro stime, <strong>per ogni miliardo di dollaro investito nelle aree chiave dell’innovazione verde, saranno creati 30.000 posti di lavoro.</strong></p>
<p>Questi posti di lavoro sono generati come diretta conseguenza del supporto governativo alla ricerca in ambito ecologico e dell’investimento nei settori dei trasporti pubblici, dell’efficienza energetica e altri. Saranno creati <strong>anche indirettamente, come risultato dei risparmi attesi in conseguenza alle riduzioni negli sprechi energetici</strong>, soldi che potrebbero essere investiti in ambiti più costruttivi.</p>
<p>Poichè gli Stati Uniti contano sul fatto di <strong>ridurre la propria dipendenza da fonti energetiche straniere</strong>, gli investimenti in tecnologie verdi ed energia pulita dovrebbero avere alcuni risultati ben definiti a medio e lungo termine:</p>
<p>- L’Amministrazione sta sviluppando una strategia per <strong>espandere gli investimenti in biocarburanti</strong> dell&#8217;attuale e della prossima generazione. Soltanto il mese scorso, la nostra Agenzia per la Protezione Ambientale ha emanato una norma che ordina la produzione di 36 miliardi di galloni [oltre 136 miliardi di litri, NdT] di biocarburante entro il 2022 (oltre 11 miliardi di galloni – 41 miliardi di litri &#8211; lo scorso anno), con più della metà provenienti da fonti sostenibili e molto energetiche come raccolti ad alto rendimento, scarti della silvicoltura e alghe.</p>
<p>-  In aggiunta, il governo sta lavorando per migliorare l’efficienza del carburante dei veicoli che circolano sulle strade americane e per sviluppare <strong>nuove tecnologie che consentiranno la creazione di veicoli più leggeri e più efficienti</strong>. Le auto vendute negli USA dovranno, entro il 2016, consumare meno di 6,6 litri ogni 100 chilometri – si noti che questo limite è leggermente inferiore a quello dell’Unione Europea, fissato a 5 litri ogni 100 chilometri.</p>
<p>Lo scopo, in parte, è quello di ridurre le emissioni e gli sprechi energetici perché è giusto farlo ed è segno di responsabilità ambientale. Allo stesso tempo, vogliamo creare <strong>incentivi che stimolino il mercato non soltanto a soddisfare gli obiettivi imposti dal governo, ma ad andare molto oltre nell&#8217;innovazione</strong>. Lo scopo, pertanto, è anche quello di creare <strong>un’economia verde le cui innovazioni sono stimolate dal mercato, e il cui capitale fluisca in tecnologie verdi e pulite.</strong></p>
<p>Gli investitori, gli innovatori e gli uomini d’affari americani stanno rispondendo mettendo nuova energia nella nostra economia verde, e <strong>i potenziali partner internazionali dovrebbero sapere che il mercato americano resta tra i più aperti al mondo</strong>. Le nostre comunità e le nostre aziende accolgono l’opportunità di parlare e collaborare con investitori internazionali e uomini d’affari che vogliano partecipare alla costruzione della nostra economia verde.</p>
<p><strong>I miliardi investiti nello stimolo all’economia verde</strong> – 6 miliardi di dollari in garanzie di prestiti per le tecnologie legate a energie rinnovabili, 11 miliardi per la ricerca e lo sviluppo di reti di distribuzione intelligenti, altri 6 miliardi dati ai bilanci di stati e città per i loro sforzi legati all’efficienza energetica, per citare soltanto alcuni degli stanziamenti – <strong>sono disponibili per tutti coloro che vogliano venire negli Stati Uniti a fare ricerca, aprire nuove società o costruire impianti per l’energia rinnovabile.</strong></p>
<p>Secondo <strong>Ernst and Young</strong>, gli Stati Uniti sono oggi i primi sul mercato globale per le opportunità nel campo delle energie rinnovabili, e in particolare per quella solare, geotermica e per le biomasse.</p>
<p>E le società internazionali stanno arrivando, con investimenti diretti nel settore delle energie rinnovabili, nel 2009, da parte di aziende provenienti da Australia, Canada, Giappone, Olanda. <strong>Per quanto riguarda l’Italia, Enel è stata molto attiva negli USA, investendo in numerosi produttori americani di energia eolica.</strong></p>
<p><strong>Riassumendo, l’energia verde, negli Stati Uniti, sta spiccando il volo, e sarei felice di vedere ricercatori, ingegneri, imprenditori del Nord Italia, tutti di livello internazionale, avere un ruolo in questo sviluppo.</strong></p>
<p>Per raggiungere questo scopo, <strong>ci piacerebbe avere più rapporti di partnership con l’Italia</strong>. Nello specifico, ci piacerebbe ci fossero:</p>
<p>-  più scambi tra i ricercatori;</p>
<p>-  più aziende piccole e medie del settore verde alla ricerca di joint venture negli Stati Uniti;</p>
<p>-  più investimenti transatlantici da parte di venture capitalist americani e italiani e più attvità di fondi di private equity.</p>
<p>Investendo e lavorando in collaborazione, i ricercatori italiani e statunitensi possono ridurre il costo di ogni nuova tecnologia per entrambe le Nazioni. Gli Stati Uniti hanno un significativo background come leader nello sviluppo di tecnologie verdi – si pensi ad esempio al solare. Tale background esiste anche qui, nel Nord Italia, e questo crea un ovvio legame per espandere una collaborazione bilaterale.</p>
<p>Non vogliamo che queste siano soltanto chiacchiere. Ecco di seguito alcune cose concrete che speriamo di fare per facilitare nuove collaborazioni:</p>
<ol>
<li>Porteremo <strong>una delegazione di industrie verdi USA al <a href="http://www.solarexpo.com/fiera/?f=se&amp;l=1" target="_blank">Solar Expo di Verona </a>a maggio</strong>, in modo da fare “rete” con le controparti italiane desiderose di investire o di costituire joint ventures che sviluppino e producano tecnologie verdi in Europa, in America e in tutto il mondo.</li>
<li>Stiamo incoraggiando gli scienziati e gli esperti in tecnologie verdi, cambiamenti climatici e sicurezza energetica americani a venire in Italia per programmi a breve termine o collaborazioni a lungo termine con centri di ricerca e università particolarmente impegnate in questi ambiti chiave.</li>
<li>Stiamo organizzando <strong>un viaggio di visita negli USA</strong>, di modo che i policy maker regionali responsabili per lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie verdi, anche per l’edilizia, possano confrontarsi con le proprie controparti americane.</li>
<li>Stiamo lavorando con imprenditori &#8220;verdi&#8221; del Nord Italia per metterli in contatto con finanziatori locali che diano supporto economico alle nuove ricerche.</li>
</ol>
<p>Noi faremo la nostra parte per promuovere la collaborazione, ma il successo di questo sforzo dipenderà anche dagli imprenditori italiani e dagli istituti di ricerca che scambieranno le loro buone pratiche con le loro controparti americane.</p>
<p>Ci sono già diversi esempi di italiani, nel Nord, che lavorano con i loro corrispettivi statunitensi nello sviluppo di tecnologie verdi:</p>
<ol>
<li>Una controllata USA della bergamasca <strong>Italcementi</strong> è leader, in America, nella produzione di un innovativo cemento che elimina l&#8217;inquinamento atmosferico: un cemento che è stato usato in circa sei importanti progetti negli Stati Uniti.</li>
<li><strong>A Torino, il Politecnico</strong> sta lavorando con <strong>GM Power Train</strong> per sviluppare motori diesel più efficienti. Con l’acquisizione di <strong>Chrysler</strong> da parte della <strong>FIAT</strong> ci saranno ancora più opportunità di collaborazione tra ricercatori italiani e americani che lavorano sull’efficienza dei carburanti e sui carburanti alternativi.</li>
<li><strong>A Trento</strong>, si sta lavorando con il <strong>Green Building Council</strong> statunitense per promuovere lo &#8220;standard nel design energetico e ambientale&#8221; (LEED). LEED sta rapidamente diventando uno standard internazionale per la bioedilizia e sta iniziando a mettere radici anche qui in Italia. Siamo orgogliosi del fatto che la base militare americana Dal Molin in costruzione a Vicenza stia rispettando gli standard LEED.</li>
</ol>
<p>In conclusione, lasciate che vi ricordi che mentre stiamo ancora affrontando numerose sfide in questo periodo economicamente difficile, <strong>è giunto il momento di cogliere incredibili opportunità per rallentare insieme i cambiamenti climatici e riposizionare l’economia globale in modo che sia più responsabile dal punto di vista ambientale.</strong></p>
<p>Questo è esattamente il punto su cui si sta concentrando l’Amministrazione Obama. Ed è ciò su cui stiamo lavorando anche noi qui al Consolato degli Stati Uniti.</p>
<p>La mia squadra di lavoro e io non vediamo l’ora di stabilire, con quanti di voi sono qui oggi, <strong>un dialogo continuativo su come poter proseguire lungo questa strada</strong>. Grazie per la vostra attenzione, e grazie ancora per avermi invitato a parlare qui alla Bocconi.</p>
<p><em>(Traduzione di Eva Filoramo, Copyright Greenews.info)</em></p>
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		<title>Dopo Copenaghen, al via la tre giorni di New Delhi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 15:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, ha inaugurato questa mattina il decimo Vertice di New Delhi dal titolo Beyond Copenhagen: new pathways to sustainable development (Oltre Copenaghen: nuovi percorsi di sviluppo sostenibile) organizzato dal TERI (The Energy and Resources Institute). 
Rivolgendosi ad una platea composta da Capi di Stato e di Governo, Singh ha ribadito che la Convenzione Quadro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-DSDS-2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4717" title="Courtesy of DSDS 2010" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-DSDS-2010-300x141.jpg" alt="Courtesy of DSDS 2010" width="300" height="141" /></a>Il primo ministro indiano, <strong>Manmohan Singh</strong>, ha inaugurato questa mattina il decimo <a href="http://dsds.teriin.org/2010/index.php">Vertice di New Delhi </a>dal titolo <em><strong>Beyond Copenhagen: new pathways to sustainable development</strong></em> (Oltre Copenaghen: nuovi percorsi di sviluppo sostenibile) organizzato dal <a href="http://www.teriin.org/">TERI </a>(The Energy and Resources Institute). </p>
<p>Rivolgendosi ad una platea composta da Capi di Stato e di Governo, Singh ha ribadito che la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui mutamenti climatici (<a href="http://unfccc.int/2860.php">Unfccc</a>) deve essere l&#8217;elemento centrale delle tavole rotonde che si terranno in questo vertice in quanto, ha sottolineato fermamente il ministro indiano, &#8220;<strong>l&#8217;accordo raggiunto in dicembre a Copenaghen non può sostituirsi al processo avviato in ambito Onu&#8221;</strong>.</p>
<p>All&#8217;appuntamento di tre giorni, il primo di rilievo dopo il <a href="http://www.greenews.info/politiche/copenhagen-atto-secondo/" target="_blank">Vertice dell&#8217;Onu a Copenaghen</a>, interverrà anche il Ministro Italiano dell&#8217;Ambiente, <strong>Stefania Prestigiacomo</strong>, che prenderà la parola nella mattinata di domenica. In giornata, invece, il ministro italiano avrà incontri bilaterali con i Ministri Indiani delle Energie Rinnovabili e dell&#8217;Ambiente, <strong>Farooq Abdullah</strong> e <strong>Jairam Ramesh</strong>.  Tra il Ministero dell’Ambiente Italiano e il Ministero dell’Energia indiano, viene precisato sul sito ufficiale del nostro dicastero &#8220;<strong>è già operativo un accordo tecnico relativo allo scambio di tecnologie in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica&#8221;</strong> e l’incontro serve a fare il punto della situazione in vista di ulteriori sviluppi futuri. Il secondo incontro avrà come oggetto il programma di cooperazione esistente tra i due paesi in materia di <strong>lotta alla deforestazione</strong>, e &#8220;sarà l’occasione per uno scambio di vedute sugli scenari del post Copenhagen&#8221;.</p>
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