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	<title>Greenews.info &#187; Cop15</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Panem et circenses&#8230; e altri divertimenti più intelligenti</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 16:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre scrivo questo articolo, da solo in redazione, una ventina di milioni di italiani (18,9 l&#8217;ultima volta) sta guardando la partita della nazionale contro la Slovacchia. Vi assicuro che, non essendo un appassionato di calcio, non sono invidioso. E nemmeno voglio fare facili moralismi, né scrivere corsivi pensosi, come denuncia Il Sole 24 Ore (anche se odio dichiaratamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/Ragnarcok.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9726" title="Ragnarock Nordic Festival 2009, Courtesy of Marco Germinario" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/Ragnarcok-198x300.jpg" alt="Ragnarock Nordic Festival 2009, Courtesy of Marco Germinario" width="198" height="300" /></a>Mentre scrivo questo articolo, da solo in redazione, <strong>una ventina di milioni di italiani (18,9 l&#8217;ultima volta) sta guardando la partita della nazionale contro la Slovacchia</strong>. Vi assicuro che, non essendo un appassionato di calcio, non sono invidioso. E nemmeno voglio fare facili moralismi, né scrivere<em><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-06-17/vuvuzelas-grazie-080700.shtml?uuid=AY11cGzB" target="_blank"> corsivi pensosi</a></em>, come denuncia Il Sole 24 Ore (anche se odio dichiaratamente le <a href="http://www.greenews.info/recensioni/il-teatro-dellassurdo-di-bb/" target="_self">vuvuzelas</a>). </p>
<p>Qualche riflessione e paragone sorgono però spontanei, in <strong>un momento storico di crisi economica e ambientale con pochi precedenti.</strong> Dall&#8217;inizio dei mondiali i giornali pullulano infatti di dichiarazioni ed esternazioni di &#8220;intellettuali&#8221; e politici, <strong>da Kissinger a <a href="http://www.borgofuturo.net/ospiti/55-oliviero-beha" target="_blank">Oliviero Beha </a>e Umberto Bossi &#8211; </strong>tanto ormai il calcio è <em>sdoganato</em> e, anzi, fa fine (e molto democratico) parlare di quello <em>che interessa alla gente</em>. E allora giù di elucubrazioni sui moduli di attacco e difesa,  le strategie di Lippi e la <em>débâcle</em> di Domenech.</p>
<p>Ai maturandi si chiede (provocatoriamente? Si domanda <strong>Giuseppe Culicchia</strong> su La Stampa) di parlare del &#8220;<a href="http://www.studenti.it/maturita/il-ruolo-dei-giovani-nella-storia-e-nella-politica.php" target="_blank">ruolo dei giovani nella storia e nella politica</a>&#8220;, ma nella <em>vita reale</em> è meglio che seguano la nazionale, cantando o meno l&#8217;inno (a seconda delle simpatie politiche), e parlino di calcio, <strong>senza disturbare troppo la &#8220;gerontocrazia autoreferenziale&#8221; con le loro idee innovative</strong>.</p>
<p>C&#8217;è però chi, senza attendere grandi inviti dall&#8217;alto, sa <strong>conciliare la riflessione sui temi più urgenti per l&#8217;umanità con un sano divertimento</strong>. Abbiamo già parlato, qualche mese fa, dei ragazzi di <a href="http://www.greenews.info/eventi/green-light-for-business-primo-giorno/" target="_self">Green Light for Business</a>. Martedì abbiamo invece avuto la fortuna di conoscere quelli dell&#8217;Associazione <a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/al-via-ragnarock-nordic-festival/" target="_self">Ragnarock </a>che, in comune con i primi, hanno il legame con il <strong>Nord Europa</strong> dei rispettivi fondatori: <strong>Thomas Baade-Mathiesen</strong> e <strong>Marco Germinario. </strong>Studente di economia norvegese alla Bocconi di Milano il primo, dottore in fisica italiano, laureato e vissuto 10 anni in Danimarca, il secondo.</p>
<p>E proprio delle buone pratiche che l&#8217;Italia può imparare dai paesi nordici (sicuramente più avanti di qualche decennio, quanto a <strong>sostenibilità ambientale</strong>) si è parlato nell&#8217;incontro di martedì, dal titolo &#8220;<strong>Rebuilding the future after Cop15: Green Economy and Competitiveness&#8221;</strong> (<em>Ricostruire il futuro dopo la Conferenza di Copenhagen: green economy e competitività</em>). Non pensate però alla solita, vecchia e manichea contrapposizione tra giovani felici e spensierati (che parlano solo di calcio), da un lato e brufolosi secchioni dall&#8217;aria &#8220;impegnata&#8221;, che fanno politica e disquisiscono di temi &#8220;alti&#8221;, dall&#8217;altra. <strong>Gli stessi ragazzi che erano sui banchi della Bocconi l&#8217;altro ieri, nel weekend saranno a Parco Sempione a saltare a ritmo di </strong><a href="http://ragnarockfest.tumblr.com/festival" target="_self"><strong>rock nordico</strong></a>, a testimonianza che si possono fare benissimo entrambe le cose (ci mancherebbe): pensare e divertirsi &#8211; senza però dimenticare la prima delle due attività, come talvolta vorrebbe, nella storia, qualche furbo governante, consapevole del <strong>devastante potere del <em>panem et circenses</em></strong>.  </p>
<p>Come nasce <strong>Ragnarock</strong>? Ma soprattutto&#8230; cosa significa? &#8221;Nella mitologia nordica Ragnarok (senza la <em>c)</em> indica una forza che unisce gli opposti a partire dal caos. Allo stesso modo noi <strong>vogliamo migliorare la società imparando dalle differenze, che ci possono unire, invece che dividere</strong>&#8220;, ci racconta Marco Germinario, tra una pausa e l&#8217;altra dell&#8217;interessantissima conferenza, per la quale è riuscito a riunire <strong>28 relatori di eccezionale livello</strong>, da <strong>Elisabeth Hagemann</strong>, consigliere del Primo Ministro Danese sui temi ambientali a <strong>Gudni Johannesson</strong>, direttore generale della National Energy Authority islandese (scampato al <a href="http://www.greenews.info/prodotti/servizi-prodotti/il-vulcano-islandese-testimonial-del-carpooling/" target="_self">Vulcano</a>), a <strong>Ulf Hedin</strong>, presidente del board di promozione di <strong><a href="http://www.vaxjo.se/VaxjoTemplates/Public/Pages/Page.aspx?id=1664" target="_blank">Växjö</a></strong>, la città svedese definita dalla <strong>BBC:</strong> &#8220;<strong>the greenest city in Europe</strong>&#8220;.   </p>
<p>Presenti anche i rappresentanti delle missioni diplomatiche e delle camere di commercio <strong>svedesi, danesi, norvegesi</strong> e<strong> finlandesi</strong>, qualche manager di aziende scandinave operanti in Italia e <strong>Fortunato Vettraino</strong>, ingegnere della divisione <em>Nucelar Fission</em> dell&#8217;<strong>Enea,</strong> a difendere (sportivamente) la controversa <strong>opzione nucleare,</strong> che pare aver miracolosamente folgorato, <em>sulla via di Flamanville</em>,  il ministro <strong><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/nucleare/2010/06/23/visualizza_new.html_1845544849.html" target="_blank">Prestigiacomo</a></strong>, ma non sembra, dagli sguardi dubbiosi, riscuotere, per ora, eguale successo tra i ragazzi in sala. Soprattutto quando li si &#8220;tranquillizza&#8221; sul fatto che la radioattività del combustibile dei reattori di IV generazione (<strong>industrialmente disponibili dal 2040</strong>) durerà &#8220;<strong>solamente qualche centinaio d&#8217;anni e non più migliaia</strong>&#8220;&#8230; (Ma sì, tempo di guardarsi ancora qualche edizione dei Mondiali e dalle scorie di uranio sarà già ricresciuta l&#8217;erba&#8230;).</p>
<p><strong>Gudni Johannesson</strong>, nel suo intervento, sottolinea invece come dalla <strong>geotermia</strong> l&#8217;Islanda abbia risparmiato, dal 1970 al 2008, 880 milioni di corone islandesi, andate a beneficio del contribuente sotto forma di servizi pubblici; <strong>Ulf Hedin</strong>, del partito conservatore, ci fa sognare dichiarando serenamente che in Svezia &#8221;tutti i partiti politici sono, chi più chi meno, <em>verdi&#8221;</em>;  <strong>Mariagrazia Midulla</strong>, responsabile del programma<em> Climate Change &amp; Energy</em> del WWF, mette in guardia sull&#8217;assurdità di mantenere il target europeo di riduzione delle emissioni al 2020 fermo al 20%, quando <strong>già oggi un paese non particolarmente virtuoso come l&#8217;Italia ha ridotto dell&#8217;11,3% rispetto ai livelli del 1990</strong>;  <strong>Antonio Tencati</strong>, docente della Bocconi, ricorda come il <em><strong>green positioning</strong></em> costituisca oggi un vantaggio competitivo e strategico per le imprese, in concomitanza con la <strong>sempre maggiore attenzione ai temi ambientali riservata dal mercato</strong>, evidenziata, dati alla mano, da <strong>Federico Frattini,</strong> del gruppo Energy Strategy del Politecnico di Milano.       </p>
<p>Vorrei raccontarvi un sacco di altre cose che, credo, potrebbero risultare piuttosto utili a neolaureati e giovani professionisti in cerca di una nuova collocazione ma, scusate, l&#8217;Italia ha appena pareggiato, non voglio annoiarvi oltre, passiamo alle discussioni importanti&#8230;</p>
<p><em>Andrea Gandiglio</em></p>
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		<title>De Boer spegne le speranze su Cancun</title>
		<link>http://www.greenews.info/politiche/de-boer-spegne-le-speranze-su-cancun-20100412/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 06:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si é conclusa ieri a Bonn, in Germania, la prima Conferenza ufficiale dell&#8217;Onu sui mutamenti climatici dopo il Summit di Copenaghen, che avrebbe dovuto spianare la strada al prossimo vertice, indetto a Cancun per l&#8217;autunno. 
Ma dopo soli tre giorni di negoziazioni preliminari è arrivata la doccia fredda: il Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Clima, Ivo de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/Bonn.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6776" title="La Conferenza di Bonn, Courtesy of UNFCC" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/Bonn-300x92.jpg" alt="La Conferenza di Bonn, Courtesy of UNFCC" width="300" height="92" /></a>Si é conclusa ieri a <strong>Bonn,</strong> in Germania<strong>,</strong> la prima <a href="http://unfccc2.meta-fusion.com/kongresse/100409_AWG/templ/archive.php?id_kongressmain=109" target="_blank">Conferenza ufficiale dell&#8217;Onu sui mutamenti climatici </a>dopo il Summit di <strong>Copenaghen</strong>, che avrebbe dovuto spianare la strada al prossimo vertice, indetto a <strong>Cancun</strong> per l&#8217;autunno. </p>
<p>Ma dopo soli tre giorni di negoziazioni preliminari è arrivata la doccia fredda: il Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Clima, <strong>Ivo de Boer</strong>, ha in sostanza spento le speranze che in Messico possa essere raggiunta <strong>un&#8217;intesa giuridicamente vincolante</strong>. Secondo quanto riferito dall&#8217;agenzia tedesca Dpa, de Boer avrebbe infatti detto che per quest&#8217;anno si tratterebbe ormai solo di &#8220;<strong>lavorare ad accordi settoriali&#8221;</strong>.</p>
<p>Anche fonti delle delegazioni presenti a Bonn, riferisce sempre l&#8217;agenzia Dpa, sottolineano che <strong>è meglio puntare ad un accordo al Vertice di fine 2011 in Sudafrica,</strong> piuttosto che pretendere troppo quest&#8217;anno, con il rischio di generare ulteriori complicazioni. La comunità internazionale, in tempi di crisi economica, pare duneque voler esorcizzare il tanto dibattuto problema degli interventi sul clima e <strong>spostare sempre oltre la data per una decisione vincolante.</strong></p>
<p>Solamente i capi delle delegazioni di Usa e Ue sostengono che sia troppo presto per dire se anche Cancun sarà un vertice interlocutorio. Sono previste infatti <strong>altre Conferenze preparatorie del summit</strong> di quest&#8217;anno,  due già fissate per maggio-giugno e per fine agosto, sempre a Bonn. Anche il Messico, Paese ospitante, sta preparando numerosi incontri informali nei prossimi mesi. Ma lo spettro di Copenhagen e dell&#8217;inconcludenza già prende tristemente forma.</p>
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		<title>Convegno Kyoto Club: nonostante la delusione di Copenhagen, le imprese puntano sulla green economy</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuto questa mattina, a Roma, il convegno “Dopo  Copenhagen.  Le  sfide  energetiche  e  ambientali  del  2020”, organizzato dall’associazione Kyoto Club con l’obiettivo di analizzare i risultati di Copenhagen.
Il vice presidente dell’associazione Francesco Ferrante ha aperto il dibattito sottolineando le evidenti difficoltà del mondo diplomatico nel soddisfare le ottimistiche aspettative che avevano preceduto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-Kyoto-Club-300x195.jpg" alt="" />Si è tenuto questa mattina, a Roma, il convegno “<strong>Dopo  Copenhagen.  Le  sfide  energetiche  e  ambientali  del  2020”, </strong>organizzato dall’associazione <a href="http://www.kyotoclub.org/index.php" target="_blank">Kyoto Club</a> con l’obiettivo di analizzare i risultati di Copenhagen.</p>
<p>Il vice presidente dell’associazione Francesco Ferrante ha aperto il dibattito sottolineando le evidenti difficoltà del mondo diplomatico nel soddisfare le ottimistiche aspettative che avevano preceduto il summit. Riassumendo le proposte avanzate dai vari Paesi durante i primi mesi del 2010*, infatti, risulta evidente che <strong>il cammino da percorrere per il raggiungimento di un accordo vincolante sia ancora lungo e tortuoso</strong>.</p>
<p>Tuttavia, nota positiva, <strong>pare che allo stallo della politica corrisponda un ben più incoraggiante entusiasmo dei privati nei confronti della Green Economy</strong>. Questo settore, spiega il presidente di Kyoto Club Gianni Silvestrini, “è forse  l’unico  comparto  che  ha  superato  quasi  indenne  la  crisi  economica,  malgrado  non  siano  mancati  anche  qui  morti  e  feriti. Solo  per  fare  un  esempio,  le  potenze  del  <strong>fotovoltaico</strong> e  dell’<strong>eolico</strong> installate  nel  mondo  nel  2009 hanno  fatto  registrare  valori  record  rispetto  all’anno  precedente  e  in  Europa  <strong>il  61%  di  tutta  la  nuova  potenza  elettrica  installata</strong> è  da  fonti  rinnovabili,  una  quota  inimmaginabile  solo  pochi  anni  fa”.</p>
<p>Inoltre, considerazioni interessanti sono emerse anche dal <a href="http://www.kyotoclub.org/docs/roma120210_sondaggio_KyotoClub.pdf" target="_blank">sondaggio</a> (non scientifico) di Kyoto Club per ottenere impressioni e valutazioni sugli sviluppi post Copenhagen. Dai 120 questionari volontariamente compilati è emerso che il 54% delle imprese non  ritiene  che  il  ritardo  o  la  mancanza  di  accordi  internazionali  quantificati  e  vincolanti  possa  influire in  modo  determinante  sulle  decisioni  di  investimento  nelle  nuove  tecnologie  e  nelle  energie  rinnovabili.</p>
<p>Inoltre, la  stragrande  maggioranza  degli  intervistati  (92%)  ha  dichiarato  che  <strong>spetterà  ai  singoli  Governi  assumere  l’iniziativa</strong>,  con  misure  e  azioni  coerenti  sia  con  l’obiettivo  di  contenere  il  riscaldamento  globale  entro  i  2°C,  sia  con  quello  di  rendere  più  competitivo  il  mercato  nazionale.</p>
<p>«I  risultati  più  interessanti  del  sondaggio  ‐ ha  commentato  il Senatore Francesco  Ferrante  ‐ sono  quelli  che  confermano  che  nel  nostro  Paese  è  già  presente  una  diffusa  realtà  imprenditoriale,  soprattutto  costituita  da  piccole  e  medie  imprese,  che  sta  già  scommettendo  su  un  futuro  &#8221;low  carbon&#8221;  e  che  basa  la  propria  sfida  competitiva  sull&#8217;innovazione  tecnologica  e  la  sostenibilità  ambientale.  <strong>Purtroppo  queste  realtà  non  sono  ancora  adeguatamente  rappresentate  e  non  vengono  abbastanza  ascoltate  dalla  politica</strong>.  Ma  è  questa  la  strada  da  percorrere  se  vogliamo  correre  insieme  agli  altri  Paesi  europei  incontro  al  futuro».</p>
<p><em>Giulia Novajra</em></p>
<p>*Per approfondire: &#8220;<a href="http://www.greenews.info/politiche/come-andata-a-finire-gli-impegni-dellaccordo-di-copenhagen/" target="_blank">Com&#8217;è andata a finire: gli impegni dell&#8217;accordo post Copenhagen</a>&#8220;</p>
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		<title>Copenhagen, atto secondo</title>
		<link>http://www.greenews.info/politiche/copenhagen-atto-secondo-20100114/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 15:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In vista dell&#8217;appuntamento del 31 gennaio, pubblichiamo un breve aggiornamento di Veronica Caciagli, Climate Change Officer della rappresentanza diplomatica britannica a Milano, che inaugura uno scambio di contenuti tra Greenews.info e il blog sui cambiamenti climatici del Consolato Generale Britannico in Italia.
Secondo l’Accordo di Copenhagen, siglato il 18 dicembre scorso, gli Stati aderenti dovranno formulare i propri target [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In vista dell&#8217;appuntamento del <strong>31 gennaio</strong>, pubblichiamo un breve aggiornamento di <strong>Veronica Caciagli</strong>, Climate Change Officer della rappresentanza diplomatica britannica a Milano<strong>,</strong> che inaugura uno scambio di contenuti tra <strong>Greenews.info</strong> e il <a href="http://www.versocopenhagen.blogspot.com/" target="_blank">blog sui cambiamenti climatici </a>del <strong>Consolato Generale Britannico in Italia.</strong></em></p>
<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/01/Smoke-Staks-Picture-of-Albert-Palmer-Courtesy-of-USA-Library-of-Congress-Flickr.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4165" title="Smoke Staks, Picture of Albert Palmer, Courtesy of USA Library of Congress, Flickr" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/01/Smoke-Staks-Picture-of-Albert-Palmer-Courtesy-of-USA-Library-of-Congress-Flickr-300x234.jpg" alt="Smoke Staks, Picture of Albert Palmer, Courtesy of USA Library of Congress, Flickr" width="300" height="234" /></a>Secondo l’<a href="http://versocopenhagen.blogspot.com/2009/12/come-finita-part-1-work-in-progress.html"><strong>Accordo di Copenhagen</strong></a>, siglato il 18 dicembre scorso, gli Stati aderenti dovranno <strong>formulare i propri target</strong> <strong>di riduzione delle emissioni di gas serra</strong> <strong>entro il 31 gennaio</strong> – con l’obiettivo di arrestare l’aumento delle temperature globali entro i <strong>2 gradi centigradi</strong>.</p>
<p>Ai <strong>Paesi industrializzati</strong>, chiamati “Annex I Parties” dal Protocollo di Kyoto, e’ richiesto di fissare degli obiettivi di riduzione <strong>quantificabili</strong>, espressi in termini percentuali rispetto a un anno base (“<strong>Quantified economy-wide emissions targets for 2020</strong>”).</p>
<p>I <strong>Paesi emergenti </strong>o “Non-Annex I” si impegneranno invece con <strong>azioni di mitigazione</strong> appropriate al caso specifico (“<strong>Nationally Appropriate Mitigation Actions</strong>”, o NAMA), che potranno consistere, ad esempio, nella riduzione della deforestazione di una certa percentuale, o nell’aumento dell’efficienza energetica.</p>
<p>Molti Stati hanno espresso le loro <strong>intenzioni</strong> rispetto agli obiettivi che intendono assumersi entro il 31 gennaio. Vediamo <strong>come apparirebbero le tabelle</strong> (oggi in bianco)<strong> nelle Appendici I e II</strong> dell’Accordo di Copenhagen, sulla base delle dichiarazioni fatte:</p>
<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/01/tabelle.jpg"><img class="size-full wp-image-4173 alignnone" title="tabelle" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/01/tabelle.jpg" alt="tabelle" width="483" height="999" /></a></p>
<p><strong>Bastera’ al mondo per scongiurare un aumento della temperature superiore ai 2 gradi centigradi?</strong> Secondo il <a href="http://www.climateactiontracker.org/">Climate Action Tracker </a>sviluppato da <strong>Ecofys</strong> questi propositi <strong>non sono sufficienti</strong>: implementando le attivita&#8217; proposte dagli Stati, la concentrazione delle emissioni di CO2 nell&#8217;atmosfera raggiungerebbei 650 ppm entro il 2100, a fronte degli attuali 390 ppm. A tali livelli di concentrazione, <strong>la temperatura crescerebbe di almeno 3 gradi</strong>, con un 25% delle possibilita’ che l’aumento ecceda i <a href="http://www.greenews.info/progetti/cosa-succederebbe-con-4%c2%b0-in-piu/" target="_self"><strong>4 gradi</strong> centigradi</a>.</p>
<p>Risulta chiara, quindi, la necessita&#8217; di impegni piu&#8217; ambiziosi.</p>
<p><em>Veronica Caciagli </em></p>
<p><em>Climate Change </em><em>Officer British Consulate General Milan</em></p>
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		<title>Duro da accettare, ma questa volta ha ragione Chavez</title>
		<link>http://www.greenews.info/politiche/duro-da-accettare-ma-questa-volta-ha-ragione-chavez-20091216/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 21:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Salvate il mondo, non le banche!&#8221;. Il monito giunge da un pulpito che non ci saremmo mai aspettati di celebrare, ma &#8211; siamo onesti &#8211; questa volta Ugo Chavez, il caudillo venezuelano ultrapopulista (che ha preso la parola oggi alla Conferenza di Copenhagen), ha ragione.
Di fronte alle cifre &#8220;astronomiche&#8221; elargite dai Paesi ricchi &#8220;per salvare banche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Ugo-Chavez.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3712" title="Ugo Chavez, Courtesy of Americalatina.blogosfere.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Ugo-Chavez-220x300.jpg" alt="Ugo Chavez, Courtesy of Americalatina.blogosfere.it" width="220" height="300" /></a>&#8220;<strong>Salvate il mondo, non le banche</strong>!&#8221;. Il monito giunge da un pulpito che non ci saremmo mai aspettati di celebrare, ma &#8211; siamo onesti &#8211; questa volta <strong>Ugo Chavez</strong>, il caudillo venezuelano ultrapopulista (che ha preso la parola oggi alla Conferenza di Copenhagen), ha ragione.</p>
<p>Di fronte alle cifre &#8220;astronomiche&#8221; elargite dai Paesi ricchi &#8220;per salvare banche e banchieri&#8221; la miope avarizia dimostrata nella lotta ai cambiamenti climatici e nella <strong>concreta promozione della green economy</strong> fa rabbia. Lasciamo pure da parte il noto chiodo fisso anticapitalista di Chavez &#8211; che a nostro avviso non c&#8217;entra (poichè è il capitalismo stesso, più che gli Stati, a poter spingere con successo la green economy) &#8211; ma il problema resta, tanto che il discorso del presidente venezuelano viene ascoltato con attenzione dalle migliaia di delegati presenti e accolto con molti applausi &#8220;bipartisan&#8221;.</p>
<p>L&#8217;arringa di Chavez non risparmia nemmeno il presidente <strong>Obama</strong>, fresco di Nobel e paladino <em>wannabe</em> degli ambientalisti, ma già in odore di grande delusione mondiale a causa dello <strong>stallo a cui Usa e Cina hanno portato le trattative</strong>.</p>
<p>Le dure parole di Chavez, come riconosciuto da molti osservatori internazionali, hanno avuto se non altro <strong>il merito di dare un soffio di brio ed energia ad un&#8217;assemblea precipitata in un pietoso e frustrante pessimismo</strong>. Un vertice, come riporta con lucida sintesi l&#8217;inviato di Ansa Fabrizio Finzi, &#8221;<strong>diviso tra l&#8217;oscuro lavoro di tecnici e sherpa che lavorano ad un documento gonfio di pagine (circa 60) e cifre ed i giovani che manifestano all&#8217;esterno tra musica e lacrimogeni&#8221;</strong>.</p>
<p><em>Andrea Gandiglio</em></p>
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		<title>Copenhagen: la parola ai leader rischia di non emozionare più</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 11:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle ore 12.00 di oggi si apre al Bella Center, con l&#8217;intervento del Primo Ministro etiopico Meles Zenawi, in rappresentanza dell&#8217;Unione africana, la maratona delle dichiarazioni in sessione plenaria della Conferenza ONU di Copenhagen. I leader iscritti a parlare, da oggi fino a tutta la notte tra giovedì e venerdì, sono moltissimi e il calendario sta subendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Gordon-Brown.jpg"></a><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Gordon-Brown.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3686" title="Gordon Brown, Courtesy of Futilitymonster.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Gordon-Brown-291x300.jpg" alt="Gordon Brown, Courtesy of Futilitymonster.com" width="291" height="300" /></a>Alle ore <strong>12.00</strong> di oggi si apre al Bella Center, con l&#8217;intervento del Primo Ministro etiopico <strong>Meles Zenawi</strong>, in rappresentanza dell&#8217;Unione africana, la maratona delle dichiarazioni in sessione plenaria della Conferenza ONU di Copenhagen. I leader iscritti a parlare, <strong>da oggi fino a tutta la notte tra giovedì e venerdì</strong>, sono moltissimi e il calendario sta subendo continue modifiche, in parte dovute agli esiti non particolarmente felici delle trattative preliminari, in parte ad eventi contingenti, come l&#8217;incidente occorso al Premier <strong>Berlusconi</strong>, che ha dovuto cancellare la sua presenza, prevista inizialmente per giovedì.</p>
<p>Sempre nella mattinata di oggi interverrà <strong>Andreas Calgren, </strong>Ministro per l&#8217;Ambiente della Svezia, paese che ha la presidenza di turno europea,mentre nel pomeriggio sono previste le dichiarazioni del presidente della Commissione Europea, <strong>José Manuel Barroso </strong>e del primo ministro britannico, <strong>Gordon Brown, </strong>il quale, questa mattina ha confessato alla BBC di ritenere &#8220;<strong>molto difficile&#8221; un accordo sul clima</strong>, pur dicendosi &#8220;determinato a lavorare con tutti i Paesi&#8221; nel tentativo di arrivare ad un&#8217;intesa, &#8220;<strong>nonostante le numerose questioni che restano da risolvere</strong>&#8220;.  </p>
<p>I negoziati tenutisi nella notte a Copenaghen sono stati infatti particolarmente travagliati. La seduta, cominciata alle 22:00 di ieri, è stata ripetutamente sospesa e il pessimismo prevale tra i delegati. &#8220;Si sono fatti alcuni progressi sui capitoli <strong>agricoltura e deforestazione</strong>, ma non sufficienti per giustificare un vertice tra capi di Stato e di governo&#8221;, riferiscono fonti vicine ai negoziatori riportate dall&#8217;Ansa. Nessun passo avanti comunque circa gli impegni di riduzione dei gas ad effetto serra dopo la scadenza del Protocollo di Kyoto nel 2012, principale oggetto del contendere, giunto ad un binario morto a causa dell&#8217;immobilismo di <strong>Usa</strong> e <strong>Cina</strong> (che non arretrano dalle posizioni iniziali) e della debole ambizione dell&#8217;<strong>Unione Europea</strong> a fare da apripista.</p>
<p>Il Ministro degli Esteri italiano <strong>Franco Frattini</strong> ha commentato pesantemente l&#8217;esito delle trattative. Se il vertice di Copenaghen non si chiuderà con un &#8220;accordo vincolante&#8221;, ha detto il Ministro, sarà &#8221; <strong>una</strong> <strong>disillusione per tutto il mondo</strong>&#8220;. Tanto sarebbe valso, ha concluso Frattini, &#8220;<strong>non farlo affatto questo summit</strong>&#8220;.</p>
<p><em>Andrea Gandiglio</em></p>
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		<title>16 dicembre 19:00-20:00 (CET) “L’Ora della Terra &#8211; Hopenhagen”</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 22:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 16 dicembre alle 19:00 (CET), un milione di cittadini di Copenaghen in rappresentanza dei 6.8 miliardi di abitanti del mondo spegneranno le luci per L’Ora della Terra &#8211; Hopenhagen. Nella fase cruciale dei negoziati sul Trattato globale sul clima, Earth Hour – l’Ora della Terra e la campagna Hopenhagen uniscono le forze per far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Hopenaghen.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3547" title="Hopenaghen" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Hopenaghen.jpg" alt="Hopenaghen" width="89" height="93" /></a>Il 16 dicembre alle 19:00 (CET), </strong>un milione di cittadini di Copenaghen in rappresentanza dei 6.8 miliardi di abitanti del mondo spegneranno le luci per <strong>L’Ora della Terra &#8211; <em>Hopenhagen</em>. </strong>Nella fase cruciale dei negoziati sul Trattato globale sul clima, Earth Hour – l’Ora della Terra e la campagna Hopenhagen uniscono le forze per far risuonare un messaggio forte in tutto il mondo: è giunta l’ora di agire nella lotta contro il riscaldamento dell’atmosfera terrestre.</p>
<p>Ospite d’onore dell’evento, <strong>il Segretario generale dell’ONU </strong><strong>Ban Ki-moon</strong> che prenderà simbolicamente in consegna le centinaia di migliaia di messaggi provenienti da ogni angolo del pianeta, contenuti in una sfera–hard disk di 350 gigabyte, per consegnarli ai leader del mondo, impegnati a trovare un nuovo accordo sul clima.</p>
<p>L’appuntamento, lanciato anche in Italia dalla Campagna del WWF “Un Voto per la Terra”, continua sulla scia dell’Ora della Terra 2009 (il 28 marzo), quando milioni di persone in oltre 4,000 città e 88 paesi del mondo hanno scelto la Terra e non il Riscaldamento Globale, spegnendo la luce per un’ora. La novità annunciata oggi è l’alleanza con la  campagna Hopenhagen, movimento globale di oltre 1.7 milioni di cittadini, indicativo di una solidarietà capace di creare un impulso senza precedenti in questo momento storico nella città che ospita il Vertice delle Nazioni Unite.</p>
<p>“La collaborazione <strong>l’Ora della Terra-<em>Hopenhagen </em></strong>è la vera essenza dello spirito che anima la società civile nel mondo, impegnata nella richiesta di azione nei confronti dei cambiamenti climatici”, ha detto da Copenaghen Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. “Associazioni e organizzazioni di tutte le ispirazioni, ambientaliste e non, globali e locali, stanno unendo le forze per combattere la più grande sfida che l’umanità abbia mai dovuto affrontare. Ieri hanno dato vita a una manifestazione  multiculturale e globale – altro che non global! &#8211; colorata ed emozionante, della quale qualcuno ha voluto vedere solo i piccoli gruppi di stupidi infiltrati, con il solito intento di criminalizzazione. Ma questo non fermerà l’onda che sta nascendo tra i cittadini, primi tra tutti i giovani, e che chiama i Governi alle proprie responsabilità.”</p>
<p>“<strong>Aspetteremo il grande evento nella Piazza del Municipio &#8211; dicono gli organizzatori &#8211;  quando i cittadini di Copenaghen spegneranno le luci. Anche al Bella Centre verranno spente. Con un’adesione così grande siamo sicuri di mandare un messaggio molto forte”. </strong></p>
<p>L’Ambasciatore Hopenhagen e attore americano, Bradley Whitford, presente all’evento, unirà  sul palco i messaggi de <strong>l’Ora della Terra </strong>e<strong> <em>Hopenhagen. </em></strong></p>
<p><strong>COSA</strong>: <strong>l’Ora della Terra</strong> <strong><em>Hopenhagen</em></strong> terrà un evento spettacolare ispirato al COP15 nella Piazza del Municipio spegnendo tutti le luci e facendo sprofondare la piazza nell’oscurità totale  Poco prima sul grande globo posto nella piazza verranno proiettati i messaggi che da tutto il mondo i cittadini hanno inviato al WWF con una grande mobilitazione web.</p>
<p><strong>CHI</strong>: Il popolare attore danese, Ken Vedsegaard,  la superstar cinese Li Bingbing,  i cantanti pop Ida Corr e Simon Mathew,  The Storm, Alien Beat Club, l’attore americano Bradley Whitford, sindaci provenienti dalle città di tutto il mondo, e molti altri ancora.</p>
<p><strong>DOVE</strong>: Piazza del Municipio / Hopenhagen Live</p>
<p><strong>QUANDO</strong>: mercoledì 16 dicembre 2009. La cerimonia officiale dello spegnimento delle luci inizierà alle 19:00 con un conto alla rovescia alle 18:59.</p>
<p>Il momento cruciale della serata vedrà la presentazione ai Capi di Stati e di Governo del <strong><em>People’s Orb, </em></strong>una sfera di 20cm in argento scintillante contenente 350 gigabyte di espressioni di speranza provenienti da tutto il mondo. Questo bellissimo simbolo di unità globale ha percorso tutto il mondo raccogliendo centinaia di miliardi di storie, voci, immagini e iniziative di gente comune,  creando un mosaico di espressione umana che richiede un’azione concreta nell’ambito dei cambiamenti climatici.</p>
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		<title>Andy Ridley: come è nata l&#8217;idea dell&#8217;Earth Hour</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 15:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stasera alle 18.59, ora italiana, inizierà il conto alla rovescia per &#8220;spegnere&#8221; la città di Copenhagen, sede del vertice sul clima. Un milione di cittadini danesi spegnerà simbolicamente la luce di casa, per un&#8217;ora, per sensibilizzare i restanti 6,8 miliardi di abitanti della Terra sul problema dell&#8217;interferenza umana nei cambiamenti climatici.
Coordinatore dell’iniziativa sarà un personaggio non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-Earthhour-org.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3637" title="Courtesy of Earthhour.org" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-Earthhour-org-150x140.jpg" alt="Courtesy of Earthhour.org" width="150" height="140" /></a>Stasera alle <strong>18.59</strong>, ora italiana, inizierà il conto alla rovescia per &#8220;spegnere&#8221; la città di Copenhagen, sede del vertice sul clima. Un milione di cittadini danesi spegnerà simbolicamente la luce di casa, per un&#8217;ora, per sensibilizzare i restanti 6,8 miliardi di abitanti della Terra sul problema dell&#8217;interferenza umana nei cambiamenti climatici.</p>
<p>Coordinatore dell’iniziativa sarà un personaggio non nuovo a questi gesti: l’anglo-australiano <strong>Andy Ridley</strong> che, nel 2007, lasciò al buio 371 città australiane per arrivare, nel 2009, a toccare il record di 4.000 città (di cui 200 italiane) in 88 paesi di tutto il mondo.</p>
<p>Come nasce un’idea del genere? &#8220;Era da tanto che cercavo un modo di sensibilizzare gli australiani sul tema della crisi climatica&#8221;, racconta Andy. &#8221;Ormai, <strong>con il governo scettico e la gente stufa di sentire sempre disastri</strong> <strong>l&#8217;attenzione sul tema era crollata</strong>. Così una sera, mentre ero in chat, guardando per caso delle immagini satellitari della Terra di notte ho visto piano piano che le città andavano a &#8216;dormire&#8217; e una dietro l&#8217;altra si spegnevano. Da lì ho capito che quello era il messaggio, <strong>un messaggio che tutti potevano portare al mondo e che la gente può fare</strong>&#8220;.</p>
<p>Così, ieri, Ridley ha incontrato il segretario generale del Nazioni Unite <strong>Ban Ki-Moon</strong> per consegnargli la sfera d&#8217;argento che rappresenta il Pianeta : uno scrigno da 350 gigabyte che racchiude tutti i messaggi e i video raccolti nel mondo grazie alla campagna del Wwf. &#8220;L&#8217;obiettivo era portare al vertice sul clima a Copenaghen la sfera e ora &#8211; ha concluso Ridley &#8211; vogliamo che l&#8217;Onu la porti a New York, al Palazzo di Vetro&#8221;.</p>
<p><em>Ilaria Burgassi</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RqaJOQomCsI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/RqaJOQomCsI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Copenhagen o Babele? La seconda settimana inizia in salita</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 13:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è aperta oggi, dopo un giorno di sosta e le riunioni informali dei Ministri dell&#8217;Ambiente, giunti in Danimarca, la seconda settimana della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici di Copenhagen che vedrà, tra giovedì e venerdì l&#8217;arrivo dei Capi di Stato e di Governo per le decisioni finali. 
E&#8217;noto che le dinamiche delle negoziazioni tra Stati siano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="line-height: 14.25pt;"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Copenhagen-14-12-09-Blogscienze.com"></a>Si è aperta oggi, dopo un giorno di sosta e le riunioni informali dei Ministri dell&#8217;Ambiente, giunti in Danimarca, la seconda settimana della <strong>Conferenza Onu sui cambiamenti climatici</strong> di <strong>Copenhagen</strong> che vedrà, tra giovedì e venerdì l&#8217;arrivo dei Capi di Stato e di Governo per le decisioni finali. </span></p>
<p style="line-height: 14.25pt;"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Copenhagen-14-12-09-Blogscienze.com"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3528" title="Courtesy of Blogscienze.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Copenhagen-14-12-09-Blogscienze-150x150.jpg" alt="Courtesy of Blogscienze.com" width="150" height="150" /></a>E&#8217;noto che le dinamiche delle negoziazioni tra Stati siano materia difficilmente comprensibile al cittadino comune, ma talvolta assumono contorni così aggrovigliati e contradditori, che impongono di darne notizia - anche da parte di chi, come noi, si è proposto (si veda l&#8217;<a href="http://www.greenews.info/idee/editoriale-ovvero-cosa-troverete-e-cosa-no-su-greenews-info-nei-giorni-di-copenhagen/" target="_self">Editoriale</a>) di non cedere alla tentazione della telecronaca &#8220;calcistica&#8221;.</span></p>
<p style="line-height: 14.25pt;"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt;">Cerchiamo quindi di ricostruire brevemente i nodi principali e gli sviluppi attesi. </span></p>
<p style="line-height: 14.25pt;"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt;"><strong>DUE TESTI SONO MEGLIO CHE UNO: </strong>dai lavori &#8220;tecnici&#8221; della prima settimana del vertice sono usciti due testi, in cui mancano: a) qualsiasi riferimento a cifre precise - economiche o di riduzione delle emissioni; b) indicazioni circa la natura legislativa del nuovo trattato. Secondo gli &#8220;osservatori&#8221; però il fatto che si sia giunti ad accogliere i Ministri, in arrivo a Copenhagen, con due testi dimostra che c&#8217;è volontà di chiudere. Una logica curiosa&#8230; </span></p>
<p style="line-height: 14.25pt;"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt;"><strong>PRUDENTEMENTE OTTIMISTA:</strong> il Segretario Generale delle Nazioni Unite <strong>Ban Ki-Moon</strong>, appena sceso dall&#8217;aereo che lo ha portato a Copenhagen, non si sbilancia e dichiara: &#8220;Sono sempre ottimista, ma prudente. Sono prudentemente ottimista&#8221;. E saggiamente aggiunge: &#8220;Si deve attendere la fine dei lavori per vedere se la 15esima Conferenza Onu sul Clima intende realmente inviare un messaggio&#8221;. Un capolavoro di diplomazia.</span></p>
<p style="line-height: 14.25pt;"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt;"><strong>UN INCORAGGIAMENTO NOTEVOLE</strong>: così il capo negoziatore Onu, <strong>Ivo de Boer</strong>, ha salutato lo stanziamento di <strong>7,2 miliardi </strong>di euro, per i paesi poveri, deciso dall<strong>&#8216;Unione Europea</strong> venerdì scorso, al termine di due giorni di trattative &#8211; parallele al summit di Copenhagen &#8211; per sbloccare &#8220;aiuti immediati da destinare ai paesi in via di sviluppo, soprattutto a quelli più vulnerabili, per aiutarli a partecipare alla lotta contro il riscaldamento del pianeta&#8221;. <span style="font-family: 'Georgia','serif';">L&#8217;</span>importo si intende complessivo per i tre anni del cosiddetto &#8220;fast start&#8221; (2010, 2011 e 2012) e costituisce circa 1/3 degli aiuti che la UE auspica possano arrivare dai paesi sviluppati su base volontaria. In ambito istituzionale europeo il risultato viene celebrato come un primo traguardo incoraggiante, la Cina sostiene che un finanziamento &#8220;a corto termine&#8221; non è invece una risposta valida e le associazioni ambientaliste si dicono deluse per le modeste ambizioni dell&#8217;UE, che non intende assumersi autonomamente l&#8217;onere di passare dal 20 al 30% di riduzioni di CO2 entro il 2020, prima di essere sicura che anche gli altri (leggi: USA e Cina) facciano qualcosa di significativo. &#8221;L&#8217;attitudine <em>aspetta e vedi </em>del presidente della Commissione Barroso e di altri leader è responsabile di questa paralisi&#8221;, ha commentato <strong>Joris den Blanken</strong>, responsabile clima di Greenpeace. D&#8217;altro avviso il Minsitro <strong>Stefania Prestigiacomo</strong> che ribadisce: &#8220;Non è ragionevole pensare che l&#8217;Europa possa da sola caricarsi il grave peso economico di un accordo, onerosissimo per le nostre economie e che non produrrebbe alcun effetto per l&#8217;ambiente&#8221;. I leader della UE si riuniranno comunque giovedì per un summit informale &#8221;di concertazione&#8221;. </span></p>
<p style="line-height: 14.25pt;"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt;"><strong>LUNGA VITA A KYOTO/BASTA KYOTO: </strong>i paesi &#8220;poveri&#8221; del G77 (di cui fanno parte anche Cina, India, Brasile e Sud Africa, che proprio poveri non sono) propongono di estendere, con qualche ritocco, la durata dell&#8217;attuale Protocollo di Kyoto al 2020. Non hanno nulla da perdere, perchè Kyoto non vincola questi paesi ad alcun intervento obbligatorio, per non opprimerne le economie. Ma Russia, Giappone e Canada non ci stanno e vogliono un trattato globale che lo scalzi definitivamente. Il ministro Prestigiacomo ricorda: &#8220;Se Copenhagen deve essere l&#8217;occasione per salvare il Pianeta non può essere il luogo della replica di un accordo che non ha aiutato l&#8217;ambiente, visto che da quando è stato firmato le emissioni globali sono aumentate del 40% e continuano a crescere&#8221;. </span></p>
<p style="line-height: 14.25pt;"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt;"><strong>UN DIALOGO TRA SORDI: &#8220;</strong>Le distanze fra le posizioni sono molte lontane ed a volte sembra di assistere ad un dialogo fra sordi&#8221;, ha rilevato il ministro Prestigiacomo al termine della riunione ministeriale informale di ieri. &#8220;Nei prossimi giorni&#8221;, ha aggiunto, &#8220;dovremo mettere in campo uno sforzo straordinario e cercare di superare le rigidità degli interessi nazionali se vorremo giungere ad un risultato positivo e consegnare ai Capi di Stato e di Governo la fase finale di un negoziato con pochi e chiari nodi da sciogliere&#8221;. </span></p>
<p style="line-height: 14.25pt;"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; font-size: 10pt;"><em>Andrea Gandiglio</em> </span></p>
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		<title>Soros propone di attingere al FMI e la proposta piace a Greenpeace</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 12:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-onesitecom.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3436" title="Courtesy of onesite.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-onesitecom-150x150.jpg" alt="Courtesy of onesite.com" width="150" height="150" /></a>Il finanziere miliardario <strong>George Soros</strong> ha suggerito ieri a Copenhagen di usare le risorse del <a href="http://www.imf.org/external/index.htm">Fondo Monetario Internazionale</a> (Fmi) per aprire i rubinetti dei finanziamenti per la lotta al cambiamento climatico, in discussione in questi giorni. Secondo Soros, le nazioni sviluppate potrebbero <strong>investire una parte dei loro 283 miliardi di dollari di diritti speciali di prelievo del Fmi in progetti per il taglio delle emissioni nei paesi emergenti</strong>. Con questi progetti si pagherebbero gli interessi sui 100 miliardi di dollari (proposti) da spendere nel prossimo decennio. Le riserve di oro del Fmi garantirebbero capitale e interessi.  Soros ha tuttavia affermato di essere consapevole dei tanti ostacoli alla sua proposta, compresa l&#8217;approvazione del congresso Usa e quella del direttore del Fmi.</p>
<p>Il vertice Onu in corso nella capitale danese per trovare un accordo sul clima che sostituisca il protocollo di Kyoto è infatti bloccato sulle <strong>ripartizioni dei costi per ridurre le emissioni</strong> e rischia l&#8217;empasse a causa dell&#8217;irrigidirsi della contrapposizione tra i paesi industrializzati e gli emergenti, capitanati da India, Cina, Brasile e Sud Africa.</p>
<p>La proposta di Soros ha ottenuto un riscontro positivo dall’associazione ambientalista <strong>Greenpeace</strong>: &#8220;Il denaro &#8211; ha detto il direttore generale di Greenpeace internazionale, <strong>Kumi Naidoo</strong> &#8211; è una delle chiavi per un buon risultato a Copenaghen. Ma il denaro da solo non basta. Abbiamo bisogno di volontà politica per aggiudicarsi il trattato, ambizioso e giuridicamente vincolante, necessaria per evitare i cambiamenti climatici catastrofici&#8221;.</p>
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