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	<title>Greenews.info &#187; Copenhagen</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Un corridoio tra Stati Uniti ed Europa in vista di Città del Messico</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/un-corridoio-tra-stati-uniti-ed-europa-in-vista-di-citta-del-messico-20100303/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 23:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è chiusa con successo la tavola rotonda “Greening the Transatlantic Alliance: E.U. and U.S. Perspectives on a Global Carbon Market”, organizzata dall’Associazione Corridoi Atlantici, in collaborazione con Fordham University e ISSNAF, presso la sede della Fordham Law School di New York.
Tre i nodi chiave affrontati: la rilevanza delle diverse posizioni negoziali assunte da Stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/Courtesy-of-Wikimedia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5488" title="Courtesy of Wikimedia" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/Courtesy-of-Wikimedia-150x150.jpg" alt="Courtesy of Wikimedia" width="150" height="150" /></a>Si è chiusa con successo la tavola rotonda “Greening the Transatlantic Alliance: E.U. and U.S. Perspectives on a Global Carbon Market”, organizzata dall’<a href="http://www.corridoiatlantici.it">Associazione Corridoi Atlantici</a>, in collaborazione con <a href="http://www.fordham.edu/">Fordham University</a> e <a href="http://www.issnaf.org/">ISSNAF</a>, presso la sede della Fordham Law School di New York.<br />
Tre i nodi chiave affrontati: la rilevanza delle <strong>diverse posizioni negoziali assunte da Stati Uniti e EU alla conferenza di Copenhagen</strong> di dicembre; l’analisi e il <strong>confronto dei meccanismi di emission trading &#8211; politici, legislativi e volontari </strong>- che caratterizzano e differenziano l’Europa e gli USA, partendo in particolare dall’esperienza del Chicago Climate Exchange1; la <strong>partnership tra US e Unione Europea</strong>, concentrandosi sul prossimo obiettivo di Mexico City 2010 e sulle possibilità di incontro e di accordo che saranno attuabili nel prossimo futuro.</p>
<p>Secondo Alberto Musy, fondatore dell’Associazione Corridoi Atlantici e Professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso l&#8217;Università degli Studi del Piemonte Orientale “la formula innovativa che Corridoi Atlantici ha scelto, cioè portare gli Europei negli Stati Uniti per raccontare le esperienze di successo in campo normativo ed imprenditoriale del vecchio continente, ha raccolto consensi ed apprezzamenti sia da parte degli operatori che da parte degli studiosi.”</p>
<p>Il confronto tra imprese, professionisti, studiosi e decision makers pubblici ha premesso di tracciare alcune importanti linee di riflessione, nella convinzione che nel periodo tra Copenhagen e Mexico City, sede del prossimo vertice sul clima, molti siano i passi che possono essere fatti dalla Federazione e dall’Europa.</p>
<p><strong>Un successo di Copenhagen</strong><br />
Gli esperti che hanno seguito da vicino gli incontri danesi, come Ruben Kraiem (Partner, Covington &amp; Burling LLP) e Valentina Jacometti (Research Professor in Private Comparative Law, University of Insubria &amp; Member, Editorial Board, Rivista Giuridica dell’Ambiente), hanno dato un giudizio positivo di quanto avvenuto a Copenhagen. La presenza al vertice dei Leader dei singoli Paesi, e non solo dei loro rappresentanti come avvenuto invece a Kyoto, pone un nuovo accento sulla portata che i temi ambientali e climatici stanno assumendo a livello mondiale. <strong>Si sta assistendo alla nascita di nuovi assetti nelle relazioni internazionali </strong>che potrebbero cambiare il panorama attuale (città contro campagne, divisione del fronte dei Paesi in via di sviluppo, eccetera).</p>
<p><strong>Una normativa certa</strong></p>
<p>È stata sottolineata da più partecipanti, che hanno trovato voce in particolare negli interventi di Agostino Re Rebaudengo (C.E.O. &amp; founder, ASJA) e Barbara Pozzo (Professor of Private Comparative Law, University of Insubria), la <strong>necessità che gli Stati e le Organizzazioni internazionali perseguano ogni strada possibile per regolamentare compiutamente e con certezza la materia</strong>. Avere come punto di riferimento regole certe costituisce, infatti, un fattore determinante nelle decisioni degli operatori economici in merito a pianificazioni industriali corrette e a investimenti nella ricerca tecnologica.</p>
<p><strong>La politica bottom-up</strong><br />
Non deve essere sottovalutato il ruolo dei movimenti bottom-up, come il progetto europeo “Patto tra i Sindaci”, che &#8211; come sottolineato da Emilio D’Alessio (Chair, European Sustainable Cities and Towns Campaign &amp; Vice President, UNEP Mediterranean Commission for Sustainable Development) &#8211; raccolgono le esigenze dei cittadini e le trasformano in progetti concreti, spesso con anticipo rispetto alle politiche top-down degli Stati nazionali o delle Organizzazioni internazionali.<br />
L’esperienza americana insegna che <strong>dove vi è un interesse politico forte da parte delle comunità possono nascere meccanismi e accordi su base volontaria di regolamentazione</strong>. Il Chicago Climate Exchange è un esempio significativo di come le comunità locali possono diventare i motori per lo sviluppo di politiche di riduzione delle emissioni e di risparmio energetico, prima dei singoli Stati.<br />
“Nel campo delle politiche per l’ambiente &#8211; conclude Paolo Galizzi, Professore associato in Legge e Direttore del Leitner Center for International Law and Justice presso la Fordham Law School di New York &#8211; non esistono ricette omnicomprensive, ma si deve tenere un approccio a ‘geometria variabile’. Alla fine,<strong> affinché si facciano continuamente passi in avanti, le buone soluzioni sono più auspicabili e raggiungibili di quelle perfette</strong>”.</p>
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		<title>Anche il WWF si è illuminato di meno</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/anche-il-wwf-si-e-illuminato-di-meno-20100215/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 23:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Copenhagen]]></category>
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		<category><![CDATA[M'illumino di meno]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche quest’anno il WWF ha aderito all&#8217;iniziativa &#8220;M&#8217;illumino di meno”, il cui messaggio rispetto alla necessità di usare meno energia e produrla con fonti rinnovabili può dare un contributo incisivo alla lotta ai cambiamenti climatici.
“Il mondo ha bisogno di affrontare il problema dei cambiamenti climatici – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-WWF.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4987" title="Courtesy of WWF" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-WWF-150x150.jpg" alt="Courtesy of WWF" width="150" height="150" /></a>Anche quest’anno il WWF ha aderito all&#8217;iniziativa &#8220;M&#8217;illumino di meno”, il cui messaggio rispetto alla necessità di usare meno energia e produrla con fonti rinnovabili può dare un contributo incisivo alla lotta ai cambiamenti climatici.</p>
<p>“Il mondo ha bisogno di affrontare il problema dei cambiamenti climatici – ha detto <strong>Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia</strong> – Il deludente risultato di Copenaghen non può far dimenticare che un accordo equo sul clima per fissare limiti efficaci e vincolanti alle emissioni di gas serra è una necessità, non un’opzione. Consumare e produrre meno energia, usare fonti rinnovabili, sviluppare il trasporto pubblico e mezzi a zero anidride carbonica sono oggi capisaldi imprescindibili per un’incisiva lotta al riscaldamento globale. Per questo il WWF ha confermato con piena convinzione il suo appoggio a ‘M’illumino di meno’ ricordando che l’azione di milioni di cittadini può davvero fare la differenza.”</p>
<p>Per fare la sua parte, dal 1 dicembre 2009 <strong>il WWF ha  dotato la propria sede nazionale di Roma di un impianto fotovoltaico che consentirà di risparmiare circa 8 tonnellate di CO2 l’anno</strong> producendo ogni anno circa 17.000 kWh di energia. Inoltre, anche la rete delle Oasi WWF in tutta Italia va progressivamente adottando criteri di efficienza energetica e sistemi di produzione di energia sostenibile per i propri centri visite, le foresterie e i centri di educazione ambientale.</p>
<p>L’invito a sposare la causa del risparmio energetico nella lotta contro il cambiamento climatico sarà ripreso e rafforzato in occasione di <strong>Earth Hour &#8211; WWF 2010, l&#8217;evento globale che il </strong>27 marzo<strong> </strong>vedrà per il terzo anno le maggiori città del mondo, i monumenti più simbolici e, speriamo, tante centinaia di migliaia di cittadini italiani spegnere simbolicamente la luce per un&#8217;ora, dalle 20.30 alle 21.30.</p>
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		<title>Convegno Kyoto Club: nonostante la delusione di Copenhagen, le imprese puntano sulla green economy</title>
		<link>http://www.greenews.info/eventi/convegno-kyoto-club-le-imprese-chiedono-aiuto-ma-puntano-sul-green-20100212/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuto questa mattina, a Roma, il convegno “Dopo  Copenhagen.  Le  sfide  energetiche  e  ambientali  del  2020”, organizzato dall’associazione Kyoto Club con l’obiettivo di analizzare i risultati di Copenhagen.
Il vice presidente dell’associazione Francesco Ferrante ha aperto il dibattito sottolineando le evidenti difficoltà del mondo diplomatico nel soddisfare le ottimistiche aspettative che avevano preceduto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-Kyoto-Club-300x195.jpg" alt="" />Si è tenuto questa mattina, a Roma, il convegno “<strong>Dopo  Copenhagen.  Le  sfide  energetiche  e  ambientali  del  2020”, </strong>organizzato dall’associazione <a href="http://www.kyotoclub.org/index.php" target="_blank">Kyoto Club</a> con l’obiettivo di analizzare i risultati di Copenhagen.</p>
<p>Il vice presidente dell’associazione Francesco Ferrante ha aperto il dibattito sottolineando le evidenti difficoltà del mondo diplomatico nel soddisfare le ottimistiche aspettative che avevano preceduto il summit. Riassumendo le proposte avanzate dai vari Paesi durante i primi mesi del 2010*, infatti, risulta evidente che <strong>il cammino da percorrere per il raggiungimento di un accordo vincolante sia ancora lungo e tortuoso</strong>.</p>
<p>Tuttavia, nota positiva, <strong>pare che allo stallo della politica corrisponda un ben più incoraggiante entusiasmo dei privati nei confronti della Green Economy</strong>. Questo settore, spiega il presidente di Kyoto Club Gianni Silvestrini, “è forse  l’unico  comparto  che  ha  superato  quasi  indenne  la  crisi  economica,  malgrado  non  siano  mancati  anche  qui  morti  e  feriti. Solo  per  fare  un  esempio,  le  potenze  del  <strong>fotovoltaico</strong> e  dell’<strong>eolico</strong> installate  nel  mondo  nel  2009 hanno  fatto  registrare  valori  record  rispetto  all’anno  precedente  e  in  Europa  <strong>il  61%  di  tutta  la  nuova  potenza  elettrica  installata</strong> è  da  fonti  rinnovabili,  una  quota  inimmaginabile  solo  pochi  anni  fa”.</p>
<p>Inoltre, considerazioni interessanti sono emerse anche dal <a href="http://www.kyotoclub.org/docs/roma120210_sondaggio_KyotoClub.pdf" target="_blank">sondaggio</a> (non scientifico) di Kyoto Club per ottenere impressioni e valutazioni sugli sviluppi post Copenhagen. Dai 120 questionari volontariamente compilati è emerso che il 54% delle imprese non  ritiene  che  il  ritardo  o  la  mancanza  di  accordi  internazionali  quantificati  e  vincolanti  possa  influire in  modo  determinante  sulle  decisioni  di  investimento  nelle  nuove  tecnologie  e  nelle  energie  rinnovabili.</p>
<p>Inoltre, la  stragrande  maggioranza  degli  intervistati  (92%)  ha  dichiarato  che  <strong>spetterà  ai  singoli  Governi  assumere  l’iniziativa</strong>,  con  misure  e  azioni  coerenti  sia  con  l’obiettivo  di  contenere  il  riscaldamento  globale  entro  i  2°C,  sia  con  quello  di  rendere  più  competitivo  il  mercato  nazionale.</p>
<p>«I  risultati  più  interessanti  del  sondaggio  ‐ ha  commentato  il Senatore Francesco  Ferrante  ‐ sono  quelli  che  confermano  che  nel  nostro  Paese  è  già  presente  una  diffusa  realtà  imprenditoriale,  soprattutto  costituita  da  piccole  e  medie  imprese,  che  sta  già  scommettendo  su  un  futuro  &#8221;low  carbon&#8221;  e  che  basa  la  propria  sfida  competitiva  sull&#8217;innovazione  tecnologica  e  la  sostenibilità  ambientale.  <strong>Purtroppo  queste  realtà  non  sono  ancora  adeguatamente  rappresentate  e  non  vengono  abbastanza  ascoltate  dalla  politica</strong>.  Ma  è  questa  la  strada  da  percorrere  se  vogliamo  correre  insieme  agli  altri  Paesi  europei  incontro  al  futuro».</p>
<p><em>Giulia Novajra</em></p>
<p>*Per approfondire: &#8220;<a href="http://www.greenews.info/politiche/come-andata-a-finire-gli-impegni-dellaccordo-di-copenhagen/" target="_blank">Com&#8217;è andata a finire: gli impegni dell&#8217;accordo post Copenhagen</a>&#8220;</p>
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		<title>Dopo Copenaghen, al via la tre giorni di New Delhi</title>
		<link>http://www.greenews.info/eventi/dopo-copenaghen-al-via-la-tre-giorni-di-new-delhi-20100205/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 15:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Internazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, ha inaugurato questa mattina il decimo Vertice di New Delhi dal titolo Beyond Copenhagen: new pathways to sustainable development (Oltre Copenaghen: nuovi percorsi di sviluppo sostenibile) organizzato dal TERI (The Energy and Resources Institute). 
Rivolgendosi ad una platea composta da Capi di Stato e di Governo, Singh ha ribadito che la Convenzione Quadro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-DSDS-2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4717" title="Courtesy of DSDS 2010" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-DSDS-2010-300x141.jpg" alt="Courtesy of DSDS 2010" width="300" height="141" /></a>Il primo ministro indiano, <strong>Manmohan Singh</strong>, ha inaugurato questa mattina il decimo <a href="http://dsds.teriin.org/2010/index.php">Vertice di New Delhi </a>dal titolo <em><strong>Beyond Copenhagen: new pathways to sustainable development</strong></em> (Oltre Copenaghen: nuovi percorsi di sviluppo sostenibile) organizzato dal <a href="http://www.teriin.org/">TERI </a>(The Energy and Resources Institute). </p>
<p>Rivolgendosi ad una platea composta da Capi di Stato e di Governo, Singh ha ribadito che la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui mutamenti climatici (<a href="http://unfccc.int/2860.php">Unfccc</a>) deve essere l&#8217;elemento centrale delle tavole rotonde che si terranno in questo vertice in quanto, ha sottolineato fermamente il ministro indiano, &#8220;<strong>l&#8217;accordo raggiunto in dicembre a Copenaghen non può sostituirsi al processo avviato in ambito Onu&#8221;</strong>.</p>
<p>All&#8217;appuntamento di tre giorni, il primo di rilievo dopo il <a href="http://www.greenews.info/politiche/copenhagen-atto-secondo/" target="_blank">Vertice dell&#8217;Onu a Copenaghen</a>, interverrà anche il Ministro Italiano dell&#8217;Ambiente, <strong>Stefania Prestigiacomo</strong>, che prenderà la parola nella mattinata di domenica. In giornata, invece, il ministro italiano avrà incontri bilaterali con i Ministri Indiani delle Energie Rinnovabili e dell&#8217;Ambiente, <strong>Farooq Abdullah</strong> e <strong>Jairam Ramesh</strong>.  Tra il Ministero dell’Ambiente Italiano e il Ministero dell’Energia indiano, viene precisato sul sito ufficiale del nostro dicastero &#8220;<strong>è già operativo un accordo tecnico relativo allo scambio di tecnologie in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica&#8221;</strong> e l’incontro serve a fare il punto della situazione in vista di ulteriori sviluppi futuri. Il secondo incontro avrà come oggetto il programma di cooperazione esistente tra i due paesi in materia di <strong>lotta alla deforestazione</strong>, e &#8220;sarà l’occasione per uno scambio di vedute sugli scenari del post Copenhagen&#8221;.</p>
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		<title>16 dicembre 19:00-20:00 (CET) “L’Ora della Terra &#8211; Hopenhagen”</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/16-dicembre-1900-2000-cet-%e2%80%9cl%e2%80%99ora-della-terra-hopenhagen%e2%80%9d-20091216/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 22:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 16 dicembre alle 19:00 (CET), un milione di cittadini di Copenaghen in rappresentanza dei 6.8 miliardi di abitanti del mondo spegneranno le luci per L’Ora della Terra &#8211; Hopenhagen. Nella fase cruciale dei negoziati sul Trattato globale sul clima, Earth Hour – l’Ora della Terra e la campagna Hopenhagen uniscono le forze per far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Hopenaghen.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3547" title="Hopenaghen" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Hopenaghen.jpg" alt="Hopenaghen" width="89" height="93" /></a>Il 16 dicembre alle 19:00 (CET), </strong>un milione di cittadini di Copenaghen in rappresentanza dei 6.8 miliardi di abitanti del mondo spegneranno le luci per <strong>L’Ora della Terra &#8211; <em>Hopenhagen</em>. </strong>Nella fase cruciale dei negoziati sul Trattato globale sul clima, Earth Hour – l’Ora della Terra e la campagna Hopenhagen uniscono le forze per far risuonare un messaggio forte in tutto il mondo: è giunta l’ora di agire nella lotta contro il riscaldamento dell’atmosfera terrestre.</p>
<p>Ospite d’onore dell’evento, <strong>il Segretario generale dell’ONU </strong><strong>Ban Ki-moon</strong> che prenderà simbolicamente in consegna le centinaia di migliaia di messaggi provenienti da ogni angolo del pianeta, contenuti in una sfera–hard disk di 350 gigabyte, per consegnarli ai leader del mondo, impegnati a trovare un nuovo accordo sul clima.</p>
<p>L’appuntamento, lanciato anche in Italia dalla Campagna del WWF “Un Voto per la Terra”, continua sulla scia dell’Ora della Terra 2009 (il 28 marzo), quando milioni di persone in oltre 4,000 città e 88 paesi del mondo hanno scelto la Terra e non il Riscaldamento Globale, spegnendo la luce per un’ora. La novità annunciata oggi è l’alleanza con la  campagna Hopenhagen, movimento globale di oltre 1.7 milioni di cittadini, indicativo di una solidarietà capace di creare un impulso senza precedenti in questo momento storico nella città che ospita il Vertice delle Nazioni Unite.</p>
<p>“La collaborazione <strong>l’Ora della Terra-<em>Hopenhagen </em></strong>è la vera essenza dello spirito che anima la società civile nel mondo, impegnata nella richiesta di azione nei confronti dei cambiamenti climatici”, ha detto da Copenaghen Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. “Associazioni e organizzazioni di tutte le ispirazioni, ambientaliste e non, globali e locali, stanno unendo le forze per combattere la più grande sfida che l’umanità abbia mai dovuto affrontare. Ieri hanno dato vita a una manifestazione  multiculturale e globale – altro che non global! &#8211; colorata ed emozionante, della quale qualcuno ha voluto vedere solo i piccoli gruppi di stupidi infiltrati, con il solito intento di criminalizzazione. Ma questo non fermerà l’onda che sta nascendo tra i cittadini, primi tra tutti i giovani, e che chiama i Governi alle proprie responsabilità.”</p>
<p>“<strong>Aspetteremo il grande evento nella Piazza del Municipio &#8211; dicono gli organizzatori &#8211;  quando i cittadini di Copenaghen spegneranno le luci. Anche al Bella Centre verranno spente. Con un’adesione così grande siamo sicuri di mandare un messaggio molto forte”. </strong></p>
<p>L’Ambasciatore Hopenhagen e attore americano, Bradley Whitford, presente all’evento, unirà  sul palco i messaggi de <strong>l’Ora della Terra </strong>e<strong> <em>Hopenhagen. </em></strong></p>
<p><strong>COSA</strong>: <strong>l’Ora della Terra</strong> <strong><em>Hopenhagen</em></strong> terrà un evento spettacolare ispirato al COP15 nella Piazza del Municipio spegnendo tutti le luci e facendo sprofondare la piazza nell’oscurità totale  Poco prima sul grande globo posto nella piazza verranno proiettati i messaggi che da tutto il mondo i cittadini hanno inviato al WWF con una grande mobilitazione web.</p>
<p><strong>CHI</strong>: Il popolare attore danese, Ken Vedsegaard,  la superstar cinese Li Bingbing,  i cantanti pop Ida Corr e Simon Mathew,  The Storm, Alien Beat Club, l’attore americano Bradley Whitford, sindaci provenienti dalle città di tutto il mondo, e molti altri ancora.</p>
<p><strong>DOVE</strong>: Piazza del Municipio / Hopenhagen Live</p>
<p><strong>QUANDO</strong>: mercoledì 16 dicembre 2009. La cerimonia officiale dello spegnimento delle luci inizierà alle 19:00 con un conto alla rovescia alle 18:59.</p>
<p>Il momento cruciale della serata vedrà la presentazione ai Capi di Stati e di Governo del <strong><em>People’s Orb, </em></strong>una sfera di 20cm in argento scintillante contenente 350 gigabyte di espressioni di speranza provenienti da tutto il mondo. Questo bellissimo simbolo di unità globale ha percorso tutto il mondo raccogliendo centinaia di miliardi di storie, voci, immagini e iniziative di gente comune,  creando un mosaico di espressione umana che richiede un’azione concreta nell’ambito dei cambiamenti climatici.</p>
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		<title>Andy Ridley: come è nata l&#8217;idea dell&#8217;Earth Hour</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 15:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stasera alle 18.59, ora italiana, inizierà il conto alla rovescia per &#8220;spegnere&#8221; la città di Copenhagen, sede del vertice sul clima. Un milione di cittadini danesi spegnerà simbolicamente la luce di casa, per un&#8217;ora, per sensibilizzare i restanti 6,8 miliardi di abitanti della Terra sul problema dell&#8217;interferenza umana nei cambiamenti climatici.
Coordinatore dell’iniziativa sarà un personaggio non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-Earthhour-org.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3637" title="Courtesy of Earthhour.org" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-Earthhour-org-150x140.jpg" alt="Courtesy of Earthhour.org" width="150" height="140" /></a>Stasera alle <strong>18.59</strong>, ora italiana, inizierà il conto alla rovescia per &#8220;spegnere&#8221; la città di Copenhagen, sede del vertice sul clima. Un milione di cittadini danesi spegnerà simbolicamente la luce di casa, per un&#8217;ora, per sensibilizzare i restanti 6,8 miliardi di abitanti della Terra sul problema dell&#8217;interferenza umana nei cambiamenti climatici.</p>
<p>Coordinatore dell’iniziativa sarà un personaggio non nuovo a questi gesti: l’anglo-australiano <strong>Andy Ridley</strong> che, nel 2007, lasciò al buio 371 città australiane per arrivare, nel 2009, a toccare il record di 4.000 città (di cui 200 italiane) in 88 paesi di tutto il mondo.</p>
<p>Come nasce un’idea del genere? &#8220;Era da tanto che cercavo un modo di sensibilizzare gli australiani sul tema della crisi climatica&#8221;, racconta Andy. &#8221;Ormai, <strong>con il governo scettico e la gente stufa di sentire sempre disastri</strong> <strong>l&#8217;attenzione sul tema era crollata</strong>. Così una sera, mentre ero in chat, guardando per caso delle immagini satellitari della Terra di notte ho visto piano piano che le città andavano a &#8216;dormire&#8217; e una dietro l&#8217;altra si spegnevano. Da lì ho capito che quello era il messaggio, <strong>un messaggio che tutti potevano portare al mondo e che la gente può fare</strong>&#8220;.</p>
<p>Così, ieri, Ridley ha incontrato il segretario generale del Nazioni Unite <strong>Ban Ki-Moon</strong> per consegnargli la sfera d&#8217;argento che rappresenta il Pianeta : uno scrigno da 350 gigabyte che racchiude tutti i messaggi e i video raccolti nel mondo grazie alla campagna del Wwf. &#8220;L&#8217;obiettivo era portare al vertice sul clima a Copenaghen la sfera e ora &#8211; ha concluso Ridley &#8211; vogliamo che l&#8217;Onu la porti a New York, al Palazzo di Vetro&#8221;.</p>
<p><em>Ilaria Burgassi</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RqaJOQomCsI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/RqaJOQomCsI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Soros propone di attingere al FMI e la proposta piace a Greenpeace</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 12:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il finanziere miliardario George Soros ha suggerito ieri a Copenhagen di usare le risorse del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per aprire i rubinetti dei finanziamenti per la lotta al cambiamento climatico, in discussione in questi giorni. Secondo Soros, le nazioni sviluppate potrebbero investire una parte dei loro 283 miliardi di dollari di diritti speciali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-onesitecom.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3436" title="Courtesy of onesite.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-onesitecom-150x150.jpg" alt="Courtesy of onesite.com" width="150" height="150" /></a>Il finanziere miliardario <strong>George Soros</strong> ha suggerito ieri a Copenhagen di usare le risorse del <a href="http://www.imf.org/external/index.htm">Fondo Monetario Internazionale</a> (Fmi) per aprire i rubinetti dei finanziamenti per la lotta al cambiamento climatico, in discussione in questi giorni. Secondo Soros, le nazioni sviluppate potrebbero <strong>investire una parte dei loro 283 miliardi di dollari di diritti speciali di prelievo del Fmi in progetti per il taglio delle emissioni nei paesi emergenti</strong>. Con questi progetti si pagherebbero gli interessi sui 100 miliardi di dollari (proposti) da spendere nel prossimo decennio. Le riserve di oro del Fmi garantirebbero capitale e interessi.  Soros ha tuttavia affermato di essere consapevole dei tanti ostacoli alla sua proposta, compresa l&#8217;approvazione del congresso Usa e quella del direttore del Fmi.</p>
<p>Il vertice Onu in corso nella capitale danese per trovare un accordo sul clima che sostituisca il protocollo di Kyoto è infatti bloccato sulle <strong>ripartizioni dei costi per ridurre le emissioni</strong> e rischia l&#8217;empasse a causa dell&#8217;irrigidirsi della contrapposizione tra i paesi industrializzati e gli emergenti, capitanati da India, Cina, Brasile e Sud Africa.</p>
<p>La proposta di Soros ha ottenuto un riscontro positivo dall’associazione ambientalista <strong>Greenpeace</strong>: &#8220;Il denaro &#8211; ha detto il direttore generale di Greenpeace internazionale, <strong>Kumi Naidoo</strong> &#8211; è una delle chiavi per un buon risultato a Copenaghen. Ma il denaro da solo non basta. Abbiamo bisogno di volontà politica per aggiudicarsi il trattato, ambizioso e giuridicamente vincolante, necessaria per evitare i cambiamenti climatici catastrofici&#8221;.</p>
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		<title>Proposto il primo indice per calcolare l&#8217;efficienza di carbonio nei PVS</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 17:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Ifc &#8211; International Finance Corporation &#8211; ha proposto questa mattina, al vertice di Copenhagen, il primo indice per calcolare l’efficienza di riduzione del carbonio per i paesi emergenti. 
L’istituzione, parte della Banca Mondiale, ha il compito di promuovere la crescita economica nei Paesi in Via di Sviluppo attraverso il finanziamento di investimenti da parte del settore privato.
“L&#8217;Ifc auspica che il lancio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-aldoaldoz-flickr.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3405" title="Courtesy of aldoaldoz (flickr)" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-aldoaldoz-flickr-150x150.jpg" alt="Courtesy of aldoaldoz (flickr)" width="150" height="150" /></a>L’Ifc &#8211; <a href="http://www.ifc.org/" target="_blank">International Finance Corporation</a> &#8211; ha proposto questa mattina, al vertice di Copenhagen, il <strong>primo indice per calcolare l’efficienza di riduzione del carbonio per i paesi emergenti</strong>. </p>
<p>L’istituzione, parte della <strong>Banca Mondiale</strong>, ha il compito di promuovere la crescita economica nei Paesi in Via di Sviluppo attraverso il finanziamento di investimenti da parte del settore privato.</p>
<p>“L&#8217;Ifc auspica che il lancio di questo indice aiuti le aziende ad ottenere un migliore accesso al capitale, garantendo che l&#8217;efficienza venga premiata&#8221;- ha spiegato <strong>Rachel Kyte</strong>, vice presidente per il Business Advisory Services dell’Ifc.<br />
L&#8217;indice, sviluppato da <a href="http://www.standardandpoors.com/home/en/us" target="_blank">Standard&amp;Poor&#8217;s Index Committee</a> utilizzando dati forniti da <a href="http://www.trucost.com/newsweek/" target="_blank">Trucost</a>, mobiliterà <strong>più di un miliardo di dollari per le imprese efficienti nei prossimi tre anni</strong>. Esso, inoltre, consentirà agli investitori di seguire da vicino le singole performance tenendo sotto controllo i mercati emergenti e <strong>riducendo l&#8217;impronta ecologica nel loro portafoglio del 24%</strong>.</p>
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		<title>Più di un milione di &#8220;voti&#8221; per la Terra</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 12:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino al 16 dicembre sarà possibile firmare la petizione per un accordo globale sul clima da presentarsi a Copenaghen a chiusura del Vertice, in concomitanza con l’arrivo dei capi di Stato. “Vote Earth”, questo il nome della campagna promossa dal Wwf,  ha già raccolto 1.229.101 voti, di cui 26.154 in Europa, attraverso il sito www.earthhour.org [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Vote-Earth.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3300" title="Vote Earth" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Vote-Earth-150x150.jpg" alt="Vote Earth" width="150" height="150" /></a>Fino al <strong>16 dicembre</strong> sarà possibile firmare la petizione per un accordo globale sul clima da presentarsi a <a href="http://www.greenews.info/agenda/cop15-united-nations-climate-change-conference/">Copenaghen</a> a chiusura del Vertice, in concomitanza con l’arrivo dei capi di Stato. “<strong>Vote Earth</strong>”, questo il nome della campagna promossa dal <strong>Wwf</strong>,  ha già raccolto <strong>1.229.101 voti</strong>, di cui 26.154 in Europa, attraverso il sito <a href="http://www.earthhour.org">www.earthhour.org</a> e i vari social network.</p>
<p>Il sito del Wwf è infatti strettamente connesso a <a href="http://www.facebook.com/earthhour">Facebook</a>, <a href="http://twitter.com/earthhour">Twitter</a>, <a href="http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&amp;VideoID=53074974">Myspace</a> e Youtube. La pagina di Facebook conta più di centomila fans e quella di Twitter dà la possibilità di leggere in tempo reale gli interventi più significativi dei blogger da Copenaghen. Tra i 207 Paesi da cui sono arrivati voti, 16 provengono addirittura dall’Antartide, sede di diverse strutture per la ricerca scientifica.</p>
<p>“Vote Earth” è il completamento dell’<a href="http://www.youtube.com/watch?v=gkq7Zady4IQ&amp;feature=channel">Earth Hour</a>, altro progetto a livello mondiale realizzato dal Wwf il 28 marzo scorso, che ha visto spegnersi le luci in 88 Paesi e 4.000 città, tra cui Pechino, New York, Nuova Delhi, Mosca, Roma, Parigi, Londra e Atene. Il 16 dicembre, proprio a Copenaghen si terrà un altro “<strong>Earth Hour</strong>”  e con l’occasione sarà presentata la petizione “Vote Earth”.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ct4jXPIH_00&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="315" src="http://www.youtube.com/v/ct4jXPIH_00&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><iframe src="http://earthhour.tigerspike.com/widget/vote/widget.htm?skin=wwf&#038;lang=it" frameborder="0" width="620" height="680">
<p>Your browser does not support iframes.</p>
<p></iframe></p>
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		<title>Editoriale &#8211; ovvero cosa troverete (e cosa no) su Greenews.info nei giorni di Copenhagen</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 01:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Come reso universalmente noto dalla massiccia concentrazione mediatica, apre oggi a Copenhagen l&#8217;attesissima Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, l&#8217;appuntamento che, a diciasette anni dal vertice di Rio de Janeiro, cerca di disegnare il futuro delle politiche di riduzione dei gas serra dopo il 2012, naturale scadenza del Trattato di Kyoto. Nelle scorse settimane anche Greenews.info ne ha doverosamente documentato i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Swatch-Rio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3236" title="Swatch Rio de Janeiro Earth Summit 92" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Swatch-Rio-300x238.jpg" alt="Swatch Rio de Janeiro Earth Summit 92" width="300" height="238" /></a>Come reso universalmente noto dalla massiccia concentrazione mediatica, apre oggi a Copenhagen l&#8217;attesissima <strong>Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici</strong>, l&#8217;appuntamento che, a diciasette anni dal vertice di <strong>Rio de Janeiro</strong>, cerca di disegnare il futuro delle politiche di riduzione dei gas serra dopo il 2012, naturale scadenza del <strong>Trattato di Kyoto</strong>. Nelle scorse settimane anche Greenews.info ne ha doverosamente documentato i principali passaggi preparatori, le dichiarazioni dei leader, le ambiziose proposte dell&#8217;Unione Europea, gli slanci e le frenate di Stati Uniti e Paesi emergenti, il fallimento previsto, poi la rinascita della speranza, Obama che prima non va, poi va il 9, poi decide di andare in chiusura per stimolare l&#8217;accordo.</p>
<p>Ora però, abbiamo deciso di smarcarci dalla morbosità giornalistica che, con il pretesto del &#8220;dovere di cronaca&#8221;, riporta ogni insignificante (e ai più incomprensibile) passo avanti, indietro e di lato, facendo da inutile cassa di risonanza. I grandi appuntamenti come Copenhagen, in cui sono in gioco il futuro di un modello di sviluppo economico e la tutela dell&#8217;ambiente terrestre,  devono meritarsi &#8220;la storia&#8221; &#8211; con i fatti, e non attraverso una glorificazione a priori. Personalmente trovo più giusti i &#8220;Nobel&#8221; alla carriera che alle intenzioni. Per adesso la conferenza di Copenhagen ha fatto molto parlare di sé (il che è certamente positivo), ma non ha fatto null&#8217;altro che immettere nell&#8217;atmosfera <strong>altre 40 tonnellate di CO2 per la propria organizzazione</strong> (nemmeno compensate).</p>
<p>Vorrei quindi aspettare il <strong>18 dicembre</strong> per potermi emozionare e (spero) brindare alla saggezza umana. Nel frattempo, pur dando conto dei passaggi che riterremo significativi di una particolare posizione o di eventuali sviluppi, <strong>continueremo ad occuparci di ciò che chi non è a Copenhagen continua a fare quotidianamente per ridurre il proprio impatto sull&#8217;ambiente</strong> &#8211; e continuerà a fare anche se la conferenza dovesse fallire. Già perchè il rischio di questi eventi ad altissimo bombardamento mediatico è che ci si stordisca talmente nella fase preliminare &#8211; in un&#8217;atmosfera quasi &#8220;calcistica&#8221; - che, finita la partita, non si hanno più le forze per agire nè la voce per urlare. </p>
<p>Sarà poi il mio <strong>panteismo,</strong> o la tendenza mentale a mantenere la complessità nella sua dimensione originaria, ma francamente non capisco perchè una conferenza di tale importanza debba unicamente contenere, nel proprio nome, un riferimento ai &#8221;<strong>cambiamenti climatici</strong>&#8221; (uno dei temi più controversi, per altro) e non invece all&#8217;<strong><em>ambiente</em></strong> tout court<em> -</em> il che aiuterebbe a ricordare l&#8217;estensione del problema: dai rifiuti all&#8217;inquinamento, all&#8217;esaurimento delle risorse minerali, all&#8217;agricoltura ecc. Certo tutti questi fenomeni contribuiscono ai temuti cambiamenti climatici in atto, ma avrei trovato più corretto conferire eguale dignità a ciascuno, piuttosto che vederli sussunti nel loro (discusso) esito finale.  </p>
<p>Nel 1992, quando avevo 17 anni e una visione romantica della natura influenzata dalle letture liceali di Wordsworth e Coleridge, comprai l&#8217;orologio che la <strong>Swatch </strong>aveva prodotto per celebrare la Conferenza di Rio, promettendomi di non utilizzarlo fino a quando non avessi realmente visto un &#8220;<strong>ritorno alla natura</strong>&#8221; da parte dell&#8217;umanità. Purtroppo l&#8217;orologio giace tuttora nella sua scatola e non ho ancora avuto il piacere di indossarlo, ma mi auguro che lo possa utilizzare mio figlio, ricordando così il momento in cui i Paesi del mondo iniziarono <strong>quell&#8217;inversione di tendenza &#8220;che li portò a ristabilire un rapporto <em>sostenibile</em> con l&#8217;ambiente&#8221;.    </strong></p>
<p><em>Andrea Gandiglio &#8211; Direttore Editoriale Greenews.info</em></p>
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