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	<title>Greenews.info &#187; Cultura</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Pozzetto: il &#8220;ragazzo di campagna&#8221; che ama la città</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letizia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Very Important Planet]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo diceva Artemio, “non si vive di solo smog”. Con &#8220;Il ragazzo di campagna&#8220;, Renato Pozzetto ha dato vita ad uno dei personaggi più riusciti e indimenticabili del cinema comico italiano. Racconta di un contadino che vive a Borgo Tre Case, nella campagna pavese, che un giorno, in cerca di una vita “normale” parte alla volta della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/02/pozzetto.jpg"></a><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/02/Il-ragazzo-di-campagna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27805" title="Renato Pozzetto nella scenda del treno de &quot;Il ragazzo di campagna&quot;" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/02/Il-ragazzo-di-campagna-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>Lo diceva Artemio, “<strong>non si vive di solo smog</strong>”. Con <strong>&#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=lu47ZSMOSdM" target="_blank">Il ragazzo di campagna</a>&#8220;, Renato Pozzetto</strong> ha dato vita ad uno dei personaggi più riusciti e indimenticabili del cinema comico italiano. Racconta di<strong> un contadino che vive a Borgo Tre Case</strong>, nella campagna pavese, che un giorno, in cerca di una vita “normale” parte alla volta della metropoli milanese. E proprio da <strong>Milano</strong>, <strong>città della moda, delle banche, dell’industria, ma che non brilla certo per qualità dell’aria,</strong> il vip di questa settimana giura che non si separerà mai.</p>
<p><strong>D) Pozzetto, lei è nato e vissuto sempre nel capoluogo lombardo. Perché questo amore incondizionato per la città? Tra nebbia in Val Padana e inquinamento, non ha mai pensato di trasferirsi altrove, magari a &#8220;Borgo Tre Case&#8221;?</strong></p>
<p>R) Beh, <em><strong>Milan l’è sempre Milan</strong></em>, si potrebbe dire parafrasando una mia celebre frase. E’ la mia città da sempre, non si può mica liquidare il discorso dicendo che è inquinata<strong>. Lo smog è una condizione che riguarda tutti, in tutte le grandi città. Cosa ci possiamo fare?</strong></p>
<p><strong>D) Ad esempio, provare a inquinare di meno…</strong></p>
<p>R) Bisognerebbe vivere <strong><a href="http://www.greenews.info/recensioni/la-citta-inquina-meno-della-campagna-20110325/">fuori dalla metropoli</a></strong>, ma come si fa? La mia famiglia è qua, ha studiato qua, i punti di riferimenti sono tutti milanesi,<strong> le abitudini, le comodità</strong>. Come molti milanesi, <strong>ho una casa in campagna, sul Lago Maggiore</strong>. <strong>Trascorro lì molti mesi all’anno</strong>. Per lavoro ho vissuto diviso tra Milano e Roma, ma la casa vera sta nella metropoli meneghina.</p>
<p><strong>D) Mai venuta la tentazione di fare davvero il “ragazzo di campagna&#8221; a tempo pieno?</strong></p>
<p>R) <strong>La vita di tutti noi è organizzata per stare in città</strong>. Vado sul lago un mese a Natale e 3-4 mesi d’estate. <strong>Lì è un altro ambiente, in mezzo alla natura</strong>. Non dico tanto per le passeggiate, perché poi finisce sempre che passo il tempo con gli amici, o attaccato ai miei giocattoli, primo fra tutti la moto. <strong>L’Italia per me è un paradiso terrestre</strong>. Oggi si vive peggio del solito, ma sono ottimista che supereremo alla grande questa crisi.</p>
<p><strong>D) A fianco di una carriera di comicità, lei ha anche prestato il volto per serissime campagne di sensibilizzazione della popolazione. Una delle più celebri è quella contro il fumo, voluta dal Ministero nel 2009. E&#8217; mai stato un fumatore?</strong></p>
<p>R) <strong>Sì, per trent’anni da giovane, poi ho smesso</strong>.<strong> Il fumo è una piaga sociale.</strong> Chi non ha mai incontrato da vicino quanti problemi porta questo vizio? <strong>Chi non ha mai conosciuto un malato di fumo? Eppure la gente continua a fumare,</strong> è strano ma è così, nonostante gli appelli. Ma non sono le campagne ciò che contano, chiunque dovrebbe convincersi dei problemi provocati sulla base dell’<strong>esperienza quotidiana</strong>.</p>
<p><strong>D) A proposito di esperienza quotidiana, quali sono i suoi piccoli gesti di attenzione all’ambiente?</strong></p>
<p>R) <strong>Seguo banalmente le regole che sono raccomandate a tutti i cittadini. </strong>E dunque<strong>, raccolta differenziata prima di tutto</strong>. Vivendo in un condominio in centro, <strong>la temperatura di casa, invece, non la decido io purtroppo</strong>. Ho le mani legate. Guardo davanti a me un camino che fuma, dall’altra parte della strada e penso che <strong>il grosso dello smog è dovuto ai riscaldamenti. Ma alle comodità acquisite è così difficile rinunciare…</strong></p>
<p><em>Letizia Tortello</em><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Arte Fiera a Bologna: spazio ai materiali naturali e al riuso</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte Fiera Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Clima da belle epoque in pianura padana. Arte fiera, la fiera internazionale di arte contemporanea che chiude oggi a Bologna è una parentesi di bellezza e creatività in tempi cupi di crisi globale e debiti sovrani, giusto negli stessi giorni del Forum di Davos. Giunta alla 36sima edizione, Art First (il suo secondo nome) invade il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Arte-Fiera-Bologna-Courtesy-of-Vogue.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27602" title="Arte Fiera Bologna, Courtesy of Vogue.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Arte-Fiera-Bologna-Courtesy-of-Vogue.it_-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a>Clima da <em>belle epoque</em> in pianura padana. <strong><a href="http://www.artefiera.bolognafiere.it " target="_blank">Arte fiera</a>, </strong>la fiera internazionale di arte contemporanea che chiude oggi a <strong>Bologna</strong> è una parentesi di bellezza e creatività in tempi cupi di crisi globale e debiti sovrani, giusto negli stessi giorni del <strong>Forum di Davos</strong>. Giunta alla 36sima edizione, <strong>Art First</strong> (il suo secondo nome) invade il capoluogo felsineo e con <strong><a href="http://www.artefiera.bolognafiere.it/eventi/arte-fiera-off/" target="_blank">Artefiera Off</a></strong> anima la città di un corollario di oltre cento iniziative, tra mostre, film, festival, installazioni, interventi “site specific” e appuntamenti con artisti di fama.</p>
<p>Oltre ai filoni principali dell&#8217;arte povera e della transavanguardia, molto apprezzati dal mercato dei collezionisti, non mancano, fra gli stand delle centocinquanta gallerie presenti, <strong>dipinti e sculture incentrati sul riuso dei materiali più disparati</strong>, dal poco nobile polistirolo al legno carbonizzato, dai rifiuti arrugginiti a plastiche da imballaggi, carta e resine naturali. <strong>Tutto sembra ritrovare vita</strong>, perfino la materia consumata e inerte. Nella fotografia, invece, formati inusuali o scatti vintage di aree urbane assurgono a significati nuovi.</p>
<p>Così è per <strong>Aron Demetz</strong>, artista della Val Gardena proposto dalla <strong>Galleria Goethe di Bolzano:</strong> “Demetz lavora molto su <strong>materiali naturali</strong>: dal tronco scolpito la forma viene fuori come l&#8217;anima che si riappropria della materia” spiega <strong>Alessandro Casciaro</strong>, art director. Impressionante la serie di sculture ricavate da tronchi intagliati ospitata dalla <a href="http://www.labiennale.org/it/Home.html" target="_blank">Biennale di Venezia </a>del 2009. “Tragedia dell&#8217;univocità” è invece un&#8217;opera composta di due elementi: una sagoma umana, in bronzo, è lavorata come legno bruciato e posta davanti a una casetta scolpita da un tronco di sequoia carbonizzato. <strong>Marcello Jori</strong>, invece, “lavora sulla matericità e la prospettiva” e negli olii della serie “Foresta” “la natura è un riferimento architettonico” conclude l&#8217;espositore.</p>
<p>Interessante anche la commistione con le tecnologie recenti, come gli iPad coinvolti nel multilinguaggio di <strong>Jelena Vasiljev</strong>. L&#8217;artista serba, milanese d&#8217;adozione, delle sue performances andate in scena lo scorso anno espone ora i video e tre pannelli fotografici. “La pianta che è in mano all&#8217;artista è una sorta di prolungamento umano, di simbolo della vita, come un figlio” spiega la gallerista di <strong>Gagliardi art system di Torino</strong> “e l&#8217;opera qui esposta è un work in progress, destinato a una fusione plastica di braccia e pianta protese verso lo spettatore”. Della stessa galleria anche l&#8217;opera di<strong> Fabio Viale</strong>, una grande cassetta da ortofrutta in plastica bianca, rivoltata e deformata, attorno a cui gli spettatori ruotano incuriositi.</p>
<p>Sempre con materiali recuperati, riassemblati, lavorati, forgiati dall&#8217;ispirazione dell&#8217;artista, lavora anche <strong>Huma Bhaba</strong>, pakistana cinquantenne ormai quotata negli Usa. Il suo “Untitled” del 2011 è un totem a forma di donna, in sughero, dalla superficie scabra e brunita. In “Th Bounty Killart” una rete metallica avvolge e trattiene parti di legno, viti e polistirolo colorato: ne emerge un teschio deforme, appoggiato su una base di legno. “I suoi lavori con materiali recuperati sono stati definiti “macerie umane” &#8211; racconta l&#8217;espositore – hanno sempre forme molto dure e richiami tribali”. La stessa Bhaba, in un&#8217;intervista, dichiara che “l&#8217;arte è un mal di pancia che avvisa il mondo di ciò che sta accadendo”.</p>
<p>“A bordo del cuore d&#8217;oro” &#8211; citazione dal romanzo di <strong>Douglas Adams</strong> “Guida galattica per autostoppisti” &#8211; è un percorso artistico realizzato da <strong>Julia Draganovic</strong> attraverso undici luoghi monumentali della città, un invito allo spettatore a un viaggio di riflessione. E tra gli spazi urbani sono ambientati gli scatti rigorosamente in bianco e nero di<strong> Gabriele Basilico</strong>. Di forte suggestione, la fotografia di Basilico restituisce un ritratto inedito di Milano: la monumentalità dei palazzi pubblici degli anni Trenta, una città di spazi deserti, tutta geometrie razionaliste nelle facciate d&#8217;epoca fascista. Una città di pietra e di vetro, quasi un monito a un possibile mondo post umano.</p>
<p><em>Cristina Gentile</em></p>
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		<title>Editoriale 2011: Cosa resta dei 150 anni</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 02:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che anno il 2011. Mi sembra che siano successe più cose e più determinanti di qualsiasi altro anno io mi ricordi dall’età adulta. Non starò a rielencare i “fatti salienti” internazionali che, chi ha la memoria corta, può comodamente trovare negli Speciali che abbondano sui media in questi giorni, ma vorrei citare due frammenti italiani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Bandiera-italiana_Greengooo_preview.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26834" title="La campagna di Greenews.info &quot;Nel 2011 diamo più spazio al verde&quot;" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Bandiera-italiana_Greengooo_preview-300x141.jpg" alt="" width="300" height="141" /></a>Che anno il 2011</strong>. Mi sembra che siano successe più cose e più determinanti di qualsiasi altro anno io mi ricordi dall’età adulta. Non starò a rielencare i “fatti salienti” internazionali che, chi ha la memoria corta, può comodamente trovare negli <em>Speciali </em>che abbondano sui media in questi giorni, ma vorrei citare due frammenti italiani, apparentemente insignificanti, che mi vengono in mente: mentre i famigerati <em>rating</em> degli Stati si abbassano sempre più (AA, A- ecc), <strong>il 30 novembre viene introdotta, anche in Italia, la nuova classe di efficienza energetica per i frigoriferi: A+++</strong>;  <strong>domenica 11 dicembre, invece, viene soppresso il treno diretto Palermo-Torino</strong>, una delle tratte storiche di Trenitalia che hanno “unito” il paese, a partire dagli anni ’50.</p>
<p>Un terzo frammento è noto a tutti: <strong>l’Italia, nel 150° anniversario dell’Unità, ha rischiato di fallire</strong> e, il 16 novembre scorso, si è reso necessario l’insediamento dell’attuale Governo <em>tecnico</em> del Prof. Monti, per risanare le finanze e rilanciare il Paese. Cosa c’entrano tra loro questi tre frammenti? Il primo, a mio avviso, ricorda che <em>la necessità aguzza l’ingegno</em>: <strong>l’efficienza energetica e la riduzione degli sprechi sono il modo più intelligente (più ancora delle energie rinnovabili) di risparmiare e contenere l’inquinamento ambientale</strong>.  Il secondo rappresenta un modo semplicistico (“lineare”, direbbero i tecnici) e potenzialmente dannoso di concepire il risparmio pubblico, riducendo servizi che potrebbero, invece, porre il Paese nelle condizioni di competere, ad armi pari, con quelli che propriamente chiamiamo “sviluppati”. Non mi risultano analoghe soppressioni del trasporto pubblico nei Paesi del Nord Europa, per quanto non estranei alla crisi economica mondiale. Il terzo frammento, pur costituendo il peggior festeggiamento possibile dei 150 anni dell’Unità nazionale, può invece essere letto come <strong>un’enorme opportunità, che oggi però &#8211; fermi ancora alla “fase 1” del decreto Salva Italia &#8211; è solo potenziale</strong> e oscilla sul baratro tra la positività e la negatività dei due esempi precedenti.</p>
<p><strong>Da che versante deciderà di scendere il Governo Monti? </strong>Mi auguro quello anticipato dal <strong><a href="http://www.banchedati.ilsole24ore.com/doc.get?uid=sole-SS20111229019AAA">Sole 24 Ore</a></strong> a seguito del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre: <strong>sostegno all’industria “verde”</strong> (chimica “pulita” e riciclo di materia <em>in primis</em>), <strong>sviluppo di</strong> <strong>carburanti alternativi per autotrazione</strong> e “<strong>fiscalità ecologica</strong>” &#8211; una formula che prevede lo “spostamento delle basi imponibili dall’utilizzo di lavoro all’utilizzo di risorse naturali a carattere inquinante”, il che significa: <em>più inquini più paghi</em> e con quei soldi lo Stato, “a costo zero”, può finanziare le fonti rinnovabili e altri progetti a sostegno della green economy.  Una vera rivoluzione, <em>se</em> si farà. Anche se, ad oggi &#8211; mi rattrista notarlo &#8211; non ricordo di aver mai sentito il Premier utilizzare, nelle interminabili e sibilline conferenze stampa, il termine “green economy”.</p>
<p>Ma il punto non è nemmeno questo. Al di là di quelli che saranno i provvedimenti del Governo Monti, <strong>il Paese, l’Europa e il mondo vivono una straordinaria opportunità</strong>, un tempo riservata (magra ma significativa consolazione) solo ai periodi post-bellici: <strong>riscrivere le regole del sistema, ridefinire il modo di produrre e distribuire, ridisegnare il Paese. </strong>Vi rendete conto? <strong>E’un’opportunità alla quale nessun cittadino dovrebbe sottrarsi, né far mancare il proprio contributo (non solo economico, ma anche morale e creativo)</strong>.</p>
<p>E qui veniamo al punto che mi è caro: <strong>basta piangersi addosso!</strong> I media <em>tradizionali</em>, bramosi, come sempre, di cavalcare l’onda emotiva del popolo,  non fanno altro che parlare di “<strong>stangata</strong>”, e <em>gli Italiani</em> completano il copione scrivendo lettere ai giornali in cui si definiscono “<strong>tartassati</strong>”. Ho il massimo rispetto e empatia per chi si troverà <em>seriamente</em> in difficoltà a seguito di questa Manovra , ma la mia sensazione è che si stia perdendo l’ennesima occasione di dimensionare correttamente i fenomeni e accettarli nella loro provvidenziale necessità.  Il Sole 24 Ore ha messo a disposizione gratuita, on-line, un utile strumento di calcolo dal titolo “<a href="http://www.ilsole24ore.com/speciali/manovra2011/v1/"><strong>Quanto mi costa la manovra?”</strong>.</a> Forse sarò “povero” senza saperlo o forse avrò sbagliato qualche dato, ma nella mia situazione (di “piccolo” professionista impegnato con sacrifici, come tanti, a portare avanti un’attività imprenditoriale) <strong>il rincaro dovrebbe essere complessivamente, nel 2012, di</strong> <strong>625,67 euro</strong>. Il nuovo <strong>i-Phone 4S</strong>, che pare (sempre dai servizi dei telegiornali nazionali) essere andato a ruba questo Natale &#8211; insieme ad altri gadget tecnologici a cui gli Italiani non sanno rinunciare – costa, per intenderci, <strong>659 euro</strong>. E’vero, alla tassazione diretta vanno aggiunti i rincari di benzina, autostrade, beni di consumo ecc, che potrebbero portare la “stangata” media a <strong><a href="http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/436382/">2.000 euro per famiglia all’anno</a></strong>: 166 euro al mese, 5,37 al giorno. <strong>Non è poco, tutti vorremmo tenerceli in tasca, ma non valgono forse il futuro del proprio Paese?</strong></p>
<p>Ed eccoci al secondo punto: <strong>futuro chiama <em>giovani</em></strong>. Uno dei termini più abusati degli ultimi anni che, come spesso capita in Italia, sta vivendo un’eccessiva e incondizionata sovrastima, nell’erronea convinzione che possa essere così ripagato il torto e la totale marginalità a cui sono state relegate, per anni (e tuttora, di fatto), le generazioni più giovani (di cui, anagraficamente, fa parte anche il sottoscritto, classe 1975). Sarà una considerazione banale, ma <strong>credo che al Paese non serva una lotta intergenerazionale, né servano <em>solo</em> i giovani d’età &#8211; a prescindere dalla loro formazione, dalle loro effettive capacità e dai loro meriti. Servono <em>idee giovani</em></strong>.</p>
<p>Il 20 novembre scorso (quarto frammento dei miei ricordi caotici del 2011), tutti i media nazionali riportavano, con grande enfasi, la dichiarazione di <strong>Roberto Saviano</strong>, noto e coraggioso scrittore, classe 1979, giunto allo Zuccotti Park di New York: “<strong>Serve anche all’Italia un movimento come Occupy Wall Strett</strong>”. No Saviano, pur con tutto il rispetto per la tua attività di denuncia della mafia, non è di questo che ha bisogno, oggi, l’Italia. Non di tende piantate in una piazza, non di giovani dai nobili ideali e vestiti colorati, che maneggiano un megafono di giorno e una chitarra di notte. <strong>Per quanto sia “poetico”, tutto ciò è <em>vecchio</em></strong>, come quei termini “occupazione”, “autogestione” e tante altre logore formulette di quel lontanissimo (per fortuna) ’68, che ha poi sfornato proprio alcuni degli squali della finanza, che hanno sconquassato l’economia reale.</p>
<p><strong>Se c’è qualcosa che i giovani (di mente) devono <em>occupare</em>, è lo spazio lasciato vuoto da una classe politica incapace e arretrata</strong>, oggi commissariata dal Governo anagraficamente più vecchio della storia repubblicana. Ma devono occupare facendosi avanti in prima persona, con <strong>senso di responsabilità, idee fresche, nuovi modelli alternativi alla logica partitica</strong>. Devono occupare con quello che <strong>Carlin Petrini</strong>, energico e instancabile fondatore di Slow Food (classe 1949), ha recentemente ricordato &#8211; presentando l’edizione 2012 del Salone del Gusto e Terra Madre (due eventi di successo planetario, che hanno cambiato, dal basso, il modo di guardare al cibo e a chi lo produce): il “<strong><em>ghëddo</em></strong>”, un termine piemontese (difficilmente traducibile, ma di cui sono sicuro esista un analogo in ogni regione d’Italia), che  indica <strong>quel “qualcosa di più”, un misto di orgoglio e positiva ostinazione</strong>.</p>
<p>Mentre scrivo questo articolo la RAI trasmette, per chiudere l’anno, “<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fKOiRpLXmhU">Noi credevamo</a></strong>”, il film di Martone sul Risorgimento. Credo che anche i protagonisti di quel momento storico, più o meno giovani, fossero dotati del “<em>ghëddo</em>”. <strong>Ecco di cosa abbiamo bisogno per trasformare questa crisi in opportunità. Buon anno! </strong></p>
<p><em>Andrea Gandiglio</em></p>
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		<title>Ultimi giorni per votare il Personaggio Ambiente Italia 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 06:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggio Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono migliaia le persone che, collegandosi al sito internet personaggioambiente.it, hanno già espresso la preferenza per il Personaggio che, a loro giudizio, ha svolto un ruolo di rilevanza per l’Ambiente in Italia nel 2011, attraverso la proposizione di idee, pratiche, informazioni, politiche, attività imprenditoriali.
 
Il più votato dal popolo del web sarà premiato nel corso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Angelo-Vassallo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26816" title="Angelo Vassallo, Personaggio Ambiente Italia 2010" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Angelo-Vassallo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Sono migliaia le persone che, collegandosi al sito internet <strong><a href="http://www.personaggioambiente.it/">personaggioambiente.it</a></strong>, hanno già espresso la preferenza per il Personaggio che, a loro giudizio, ha svolto un ruolo di rilevanza per l’Ambiente in Italia nel 2011, attraverso la proposizione di idee, pratiche, informazioni, politiche, attività imprenditoriali.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Il più votato dal popolo del web sarà premiato nel corso di una cerimonia che si terrà a <strong>Roma</strong> a fine gennaio. I 21 candidati al Premio sono stati selezionati da un Comitato Tecnico, costituito da direttori di testate giornalistiche ambientali, giornalisti esperti di ambiente, responsabili di siti tematici e blogger italiani.</p>
<p>Al momento guida la classifica <strong><a href="http://www.greenews.info/rubriche/come-disintossicarsi-dagli-oneri-di-urbanizzazione-la-cura-di-cassinetta-di-lugagnano-20110420/" target="_blank">Domenico Finiguerra</a></strong>, sindaco di <strong>Cassinetta di Lugagnano</strong>, seguito a stretto giro da <strong>I pescatori di Torre Guaceto </strong>(come candidatura collettiva) e <strong>Peter Brandauer</strong>. Ma, a più di 10 giorni dalla chiusura delle votazioni, tutto può ancora cambiare. Ricordiamo, quindi, la rosa dei 21 candidati:</p>
<ul>
<li>Gli Angeli del Fango di Genova</li>
<li>Peter Brandauer</li>
<li>Corrado Clini</li>
<li>Donne contro l&#8217;Ilva</li>
<li>Domenico Finiguerra</li>
<li>Forum italiano dei movimenti per l&#8217;acqua</li>
<li>Fukushima 50 - Nobukatsu Osumi</li>
<li>Wangari Maathai</li>
<li>Michele Manelli</li>
<li>Joan Martinez Alier</li>
<li>Giorgio Nebbia</li>
<li>Giuseppe Onufrio</li>
<li>Ippolito Ostellino</li>
<li>Maurizio Pallante</li>
<li>I pescatori di Torre Guaceto</li>
<li>Stefano Pisani</li>
<li>Andrea Rossi e Sergio Focardi</li>
<li>Herman Scheer</li>
<li>Andrea Segrè</li>
<li>Nichi Vendola</li>
<li>Padre Alex Zanotelli</li>
</ul>
<p>Per saperne di più su ciascun candidato è possibile consultare le biografie disponibili sul sito internet <strong><em><a href="http://www.personaggioambiente.it/">personaggioambiente.it</a></em></strong>. È possibile esprimere una sola preferenza e votare un sola volta. Il sito, una bacheca virtuale su cui esprimere opinioni e condividere esperienze, fornisce, inoltre, le ultime news e offre aggiornamenti quotidiani sull’andamento delle votazioni con la classifica provvisoria aggiornata in tempo reale.</p>
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		<title>A difesa dell’ambiente la musica suona forte e chiaro</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 06:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica Green]]></category>
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		<description><![CDATA[Cantanti e gruppi musicali che si muovono per sostenere cause politiche, civili o sociali non sono più una novità da tempo. Probabilmente da quando nel 1985 il Live Aid di Bob Geldof consacrò la musica come media sociale, per comunicare messaggi impegnati.
Non fa eccezione il tema ambientale, per la quale la musica ha saputo svolgere  un ruolo importante. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Jack-Johnson-Courtesy-of-rollingstone.com_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26685" title="Jack Johnson, Courtesy of rollingstone.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Jack-Johnson-Courtesy-of-rollingstone.com_-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Cantanti e gruppi musicali che si muovono per sostenere cause politiche, civili o sociali non sono più una novità da tempo. Probabilmente da quando <strong>nel 1985 il Live Aid di Bob Geldof consacrò la musica come <em>media sociale, </em>per comunicare messaggi impegnati</strong>.</p>
<p>Non fa eccezione il tema ambientale, per la quale la musica ha saputo svolgere  un ruolo importante. Da circa un decennio, infatti, artisti, eventi, produzioni e organizzazioni musicali sono diventati attori di spicco nella lotta per la salvaguardia del pianeta &#8211; almeno come testimonial, se non altro.</p>
<p>Il caso dei <strong><a href="http://radiohead.com/">Radiohead</a></strong>, il cui leader <strong>Thom Yorke </strong>ha manifestato in più occasioni il suo impegno, è forse il più noto. Fece scalpore anni fa la loro <strong>decisione di distribuire i propri album anche in versione digitale per ridurre il packaging al minimo</strong>. Una scelta di stile che si fa portavoce di  una filosofia di pensiero. Ribadita con il loro ultimo lavoro <strong><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NV4xhsYvU2g" target="_blank">The King of Limbs</a></em></strong>, uscito quest’anno e reso disponibile sia su CD sia tramite <strong>download su iTunes dal 19 dicembre</strong>. I Radiohead hanno inoltre dichiarato che per questa operazione misureranno l’impronta ecologica e che, per compensarne l’impatto, useranno i <a href="http://www.carbonretirement.com/" target="_blank"><strong>carbon credit</strong></a>s. Gli spettacoli che si terranno nel loro tour 2012 saranno infatti a &#8220;impatto zero&#8221;, così come lo sono stati quelli precedenti. Per la data bolognese prevista il prossimo 3 luglio in Piazza Maggiore l&#8217;amministrazione comunale, con il supporto della <strong>Regione Emilia-Romagna </strong>e di altri partner, ha già annunciato la messa a punto di un progetto che nelle giornate vicine all’evento porrà  particolare attenzione alla sostenibilità e alla riduzione dell&#8217;impatto ambientale, tematiche molto care alla band inglese.</p>
<p>Passando dall’Europa agli Usa, gli amanti del <em>grunge</em> sanno bene che i <strong><a href="http://www.pearljam.com/">Pearl Jam</a></strong> di <strong>Seattle</strong> sono degli attivisti “veterani” anche in materia ambientale. Sul fronte delle emissioni di CO2, infatti, sono intervenuti in più occasioni. <strong>Dopo le 32 date del tour 2009 negli Stati Uniti, hanno investito circa 210.000 dollari in interventi di rimboschimento nella città di Washington</strong>. Ancora prima, nel 2006, con una donazione di 100mila dollari a nove organizzazioni per l&#8217;ambiente, lanciarono l’iniziativa <strong><a href="http://www.pearljam.com/activism/carbonportfolio">Carbon Portfolio Strategy</a></strong>. Nel 2003 investirono circa 150.000 dollari per coprire i danni ambientali causati dalla produzione del loro album <em>Riot Act</em>. Parallelamente, per preservare gli oceani e la loro fauna, hanno realizzato il video <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0Aqr_D8c1Sk"><strong><em>Among the waves</em></strong>,</a> disponibile su iTunes. I proventi della vendita del video negli Stati Uniti hanno finanziato i <strong><a href="http://www.conservation.org/sites/marine/Pages/partnerlanding.aspx" target="_blank">Conservation International’s Marine Programs</a></strong>. In più, <strong>sul sito del gruppo, c’è una <a href="http://www.pearljam.com/oceans/">pagina</a> che promuove le buone pratiche del rispetto dell’ambiente e dei mari con 11 consigli.</strong> Conosciuti per la loro coerenza, che spesso li ha portati a scelte poco commerciali, ci si aspetta che per il tour annunciato proprio pochi giorni fa  per il 2012, nell&#8217;Europa del Nord, il gruppo realizzerà qualche iniziativa interessante.</p>
<p>Come Radiohead e Pearl Jam, molti altri si sono mossi a favore dell’ambiente e continuano in questa direzione. <strong>La rivista <a href="http://www.rollingstone.com/">Rolling Stone</a> l’anno scorso ha persino dedicato una piccola <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.rollingstone.com/music/photos/the-15-most-eco-friendly-rockers-20101216">gallery</a></span> ai musicisti più ecofriendly</strong>.</p>
<p>Se dalla ristretta cerchia degli artisti puntiamo al giro più ampio di tutti coloro che insieme fanno <strong>l’industria della musica</strong>, non rimaniamo comunque delusi. La <strong><a href="http://www.reverb.org/index.php">Reverb</a></strong>, per esempio, è un’organizzazione statunitense non-profit fondata nel 2004 dall’ambientalista <strong>Lauren Sullivan </strong>e da suo marito, <strong>Adam Gardner</strong>, cantante e chitarrista dei <strong>Guster</strong>. Il <strong><a href="http://greenmusicgroup.org/">Green Music Group</a></strong> è uno dei progetti che porta avanti: si tratta di una coalizione di artisti, fan e leader del mercato che, tramite le loro azioni di promozione e sensibilizzazione, <strong>vogliono contribuire a cambiare l’industria della musica istituendo pratiche e modalità più rispettose dell’ambiente</strong>.</p>
<p>Chi ama la musica, però, non può fare a meno di seguirla dal vivo. Non dimentichiamoci quindi dell’importanza degli eventi e delle location che li ospitano. In questi ultimi anni sono stati organizzati diversi festival a &#8220;impatto zero&#8221;. Per citare i casi italiani, si va dallo <strong><a href="http://vrbanfestival.com/">Vrban Hi Five di Verona</a></strong> al <strong><a href="http://www.associazionemiscela.it/">Miscela Rock Festival</a></strong> vicino a Torino, fino all’<strong><a href="http://www.edisonchangethemusic.it/">Edison Change the Music</a></strong>, tour a più tappe nel nostro paese, nato nel 2008 per sviluppare la cultura della sostenibilità e del risparmio energetico nella musica. <strong>Attenzione alle emissioni, incoraggiamento all’uso di mezzi alternativi all’automobile, diffusione di informazione orientata all’ambiente</strong>: <strong>i concerti diventano una cassa di risonanza di grande potenza</strong>,  moltiplicatore del messaggio di rispetto ambientale destinato proprio a quei giovani che hanno la responsabilità di portare avanti il futuro del pianeta.</p>
<p>E non solo i grandi eventi all’aperto. Anche i piccoli concerti in circoli e locali cittadini fanno la loro parte. A <strong>Milano</strong>, per esempio, da gennaio 2011 <strong>quattro locali della movida notturna hanno detto basta ai bicchieri di plastica</strong>, sostituendoli con bicchieri e cannucce di Pla, un materiale biodegradabile e compostabile ricavato dall’amido di mais e da altre risorse rinnovabili. A promuovere questa iniziativa anche la <strong>Provincia di Milano</strong>, il <strong>Comune di Segrate</strong>, l’<strong>Amsa</strong> e il <strong>Cem Ambiente</strong>. I quattro locali milanesi possono così ridurre il volume dei rifiuti prodotti. Ma c’è di più. I “nuovi bicchieri” non sono più un rifiuto bensì una risorsa. Perchè vengono smaltiti in impianti di compostaggio, diventando compost che fertilizzerà il terreno su cui poi nasceranno altre piante dalle quali si otterranno nuovamente materie prime. Un ciclo virtuoso che comporterà meno impiego di risorse non rinnovabili, meno energia e meno CO2. I locali partner del progetto già da anni comunque sono impegnati sul fronte della tutela ambientale. <strong>Dall’installazione di 102 pannelli solari del Magnolia all’impianto fotovoltaico del Live Club di Trezzo, </strong>ai piatti e bicchieri biodegradabili del <strong>Bloom</strong> di Mezzago.</p>
<p>Sono solo pochi esempi di quanto l’industria musicale si stia impegnando, in varie direzioni, nella diffusione e realizzazione di uno<strong> stile di vita nuovo</strong>. Come consumatori, noi possiamo partecipare supportando gli artisti e gli eventi a minor impatto ambientale. Per far crescere la community, per aiutare a diffondere il messaggio. <em>Pum up the volume</em>.</p>
<p><em>Daniela Falchero</em></p>
<p><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/v/0Aqr_D8c1Sk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></p>
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		<title>Giocattoli ecologici, tra la nostalgia del legno e i nuovi materiali</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 17:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest’anno, un po&#8217; per crescente sensibilità ambientale, un po&#8217;per necessità di riciclo, aumentano sul mercato i giocattoli ecologici, fatti con materiali di recupero e privi di sostanze derivate dal petrolio. E sono sempre di più i genitori che li scelgono: così che i bambini possano giocare più sicuri e divertirsi, toccare e avvicinare al viso i loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Alicucio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26647" title="Giocattoli in legno riciclato di Alicucio, Courtesy of Greencommerce.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Alicucio-291x300.jpg" alt="" width="291" height="300" /></a>Quest’anno, un po&#8217; per crescente sensibilità ambientale, un po&#8217;per necessità di riciclo, aumentano sul mercato i giocattoli ecologici, fatti con materiali di recupero e privi di sostanze derivate dal petrolio. E sono sempre di più i genitori che li scelgono: <strong>così che i bambini possano giocare più sicuri e divertirsi, toccare e avvicinare al viso i loro oggetti preferiti, dalle bambole ai trenini.</strong> Un aspetto non di poco conto, considerando anche l’importanza che i giocattoli rivestono per lo sviluppo del bambino.</p>
<p>«Il gioco in generale, e soprattutto il gioco simbolico o di finzione, che compare entro i due anni di vita, permette al bambino di esprimere fantasie, emozioni, desideri e conflitti e di elaborarli attraverso l&#8217;immaginazione», spiega <strong>Antonella Marchetti</strong>, professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell&#8217;Educazione all’<strong>Università Cattolica di Milano</strong>. «I giocattoli in generale potenzialmente stimolano la creatività infantile e molto spesso sono studiati con tale obiettivo. <strong>Ciò che conta è che il gioco, qualunque esso sia,  sia vissuto come tale, nel contesto di relazioni affettive ed educative con adulti, </strong>che sappiano monitorare se e quanto il bambino sia in grado di tenere distinta la realtà dalla fantasia», continua l’esperta.</p>
<p>La preoccupazione per la sicurezza dei giochi, vista appunto la loro straordinaria importanza per i piccoli, è condivisa dall’Unione Europea, che proprio in questo periodo ha lanciato una campagna sul tema.<strong> Il marchio CE è la garanzia che il giocattolo soddisfa tutti i requisiti di sicurezza europei</strong>. La nuova <strong>Direttiva sui giocattoli 2009/48/CE, </strong>che sostituisce quella del 1988, recepita in Italia a marzo scorso, inoltre, rafforza gli standard di sicurezza, stabilendo che le sostanze cosiddette <strong>CMR</strong> (<em>Carcinogenic, Mutagenic or toxic for Reproduction</em>) non siano più ammesse nelle parti accessibili del giocattolo. <strong>E sono vietate tutte le fragranze che hanno un forte potenziale allergenico</strong>; per quelle meno dannose, ne deve essere specificata la presenza sull’etichetta del giocattolo. Qualche sostanza potenzialmente tossica, però, è permessa: <strong>alcune categorie di ftalati </strong>(famiglia di composti chimici usati nell&#8217;industria delle materie plastiche come agenti plastificanti) che non rientrano tra i CMR, per esempio,  sono vietati solo nei giocattoli che possono essere messi in bocca dal bambino.</p>
<p>Per chi vuole cercare di evitare anche i pericoli più nascosti, una strada può essere quella di <strong>ricorrere a giocattoli con più componenti naturali possibile</strong>, <strong>dai giochi in legno a quelli in cotone biologico</strong>. I serviti da tè di <strong><a href="http://www.greentoys.com" target="_blank">Green Toys </a></strong>, per esempio, sono prodotti in California con le bottiglie del latte riciclate e non contengono ftalati, mentre <strong><a href="http://www.ecotoys.it " target="_blank">Ecotoys</a> </strong>produce i famosi <strong>Happy Mais</strong>, i mattoncini ricavati dall’amido di mais e colorati con coloranti alimentari atossici. E non mancano le bambole e i pupazzetti in cotone biologico, prodotte da diversi marchi. «Quando parlo ai miei clienti di questi giocattoli – racconta <strong>Kendra Vittorini</strong>, proprietaria del negozio torinese <strong><a href="http://www.fiordibimbobio.com/Fior_di_Bimbo_Bio/homepage.html" target="_blank">Fior di Bimbo Bio </a></strong>– rimangono sempre molto colpiti, sia per la maggiore sicurezza del bambino, sia anche per gli aspetti ambientali».</p>
<p>Per i più nostalgici ci sono poi i giocattoli in legno, che in Italia hanno una vera e propria tradizione. <strong>Alcune fabbriche, come <a href="http://www.illeccio.com/" target="_blank">Il Leccio</a>, sono riuscite a sopravvivere alla delocalizzazione e alla concorrenza dei giochi in plastica da pochi euro</strong>. E non mancano giovani designer come <strong>Arcangelo Favata</strong>, che con il marchio <strong>Alicucio</strong> crea giocattoli in legno di recupero acquistabili sul portale di e-commerce <strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/shop.html?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=255&amp;category_id=18" target="_blank">Greencommerce.it</a></strong>. Macchine fotografiche, cavalli a dondolo, camioncini nati, spiega lui, «da un ricordo nostalgico del passato, quando da piccolo insieme ad altri bambini giocavo con delle macchinine trasformate appositamente per essere spinte su di una pista disegnata con il gesso sul asfalto. I primi lavori che ho realizzato sono i ri-tagli, utilizzando lo scarto di complementi d&#8217;arredo realizzati sempre all&#8217;interno del laboratorio: quindi lo scarto dello scarto, successivamente ho realizzato <strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/shop.html?page=shop.product_details&amp;product_id=256&amp;flypage=flypage.tpl&amp;pop=0" target="_blank">Lallo</a></strong>, il cavalluccio che si ribalta divenendo un piccolo piano da disegno ed un contenitore porta-giochi <strong>attraverso l&#8217;utilizzo di un pallet</strong>, e poi è stata la volta dellle <strong>Wood Machines </strong>e della collezione dei camioncini <strong>Sannaka</strong>, che hanno riscosso un certo interesse sia da parte dei bambini che dai più grandi. Attualmente sto lavorando ad una nuova collezione, gli <strong>Ali-cucio</strong>, la prima compagnia aerea ad emissioni zero&#8230;».</p>
<p>E per quelli che considerano i giocattoli una vera passione, al <strong>Gran Palais di Parigi </strong>è in corso addirittura <strong><a href="http://www.rmn.fr/francais/les-musees-et-leurs-expositions/grand-palais-galeries-nationales-9/expositions/des-jouets-et-des-hommes-2244" target="_blank">una mostra </a></strong>che, fino a gennaio, raccoglie <strong>mille giochi dall’Antichità ai giorni nostri</strong>. Bambole, palle, trottole, aeroplanini. Alcuni, come le pupe di pezza, sono rimaste praticamente identiche nello scorrere dei secoli, mentre altri sono cambiati adattandosi ai tempi. Una gioia per i nostalgici dei vecchi giocattoli, e l’occasione per un viaggio a ritroso nella propria infanzia.</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
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		<title>Torino Smart City: presentata la Fondazione che coordinerà la candidatura</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 16:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217;stata presentata ieri a Torino, la Fondazione Torino Smart City, l&#8217;ente pubblico per promuovere la riprogettazione della città in vista dei bandi europei.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;stata presentata ieri a Torino, la Fondazione Torino Smart City, l&#8217;ente pubblico per promuovere la riprogettazione della città in vista dei bandi europei.</p>
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		<title>3° Fidra, il Festival del Reportage Ambientale a Genova</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/3%c2%b0-fidra-il-festival-del-reportage-ambientale-a-genova-20111215/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 07:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cinemambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Fidra]]></category>

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		<description><![CDATA[La terza edizione di FIDRA &#8211; Festival Internazionale del Reportage Ambientale si terrà ad Arenzano (Genova), presso lo Science Center Muvita dal 15 al 17 Dicembre 2011.
Ideato dal Genova Film Festival e realizzato in partnership con il Comune di Arenzano, FIDRA è un festival cinematografico “vivo” dove il pubblico può incontrare e condividere le esperienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Polvere-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26606" title="Un fotogramma di &quot;Polvere&quot;, Courtesy of Fidra.org" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Polvere-3-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>La terza edizione di <strong><a href="http://www.fidra.org" target="_blank">FIDRA &#8211; Festival Internazionale del Reportage Ambientale</a></strong> si terrà ad <strong>Arenzano </strong>(Genova), presso lo Science Center <strong>Muvita </strong>dal <strong>15 </strong>al <strong>17 Dicembre 2011.</strong></p>
<p>Ideato dal <strong>Genova Film Festival </strong>e realizzato in partnership con il <strong>Comune di Arenzano</strong>, <strong>FIDRA</strong> è un festival cinematografico “vivo” dove il pubblico può incontrare e condividere le esperienze di chi – registi, autori, produttori, giornalisti – lavora per raccontare l’ambiente, per denunciare violazioni o per comunicare storie virtuose. Quest’anno FIDRA, diretto da<strong> Cristiano Palozzi </strong>e<strong> Antonella Sica</strong>, ha come main sponsor <strong><a href="http://www.ecoeridania.it/profilo.asp" target="_blank">EcoEridania</a></strong> e il sostegno di <strong>ARPAL Regione Liguria</strong>, a cui si affiancano gli sponsor <strong>AM.TER</strong>, <strong>Muvita</strong>, <strong>Coop Liguria, Retyre</strong> e la collaborazione di <strong>FAI &#8211; Fondo Ambiente Italiano</strong>, <strong>Italia Nostra</strong>, <strong>Legambiente</strong>, <strong>WWF</strong>, <strong>Università degli Studi di Genova,</strong> <strong>Campus di Savona. </strong></p>
<p>Il Festival si presenta quest&#8217;anno con alcune importanti novità, che arricchiscon il cartellone. Il Festival ospita infatti, per la prima volta, una sezione competitiva: <strong>il concorso presenterà dieci opere che offrono uno spaccato significativo della miglior produzione documentaria italiana dedicata all’ambiente</strong>, espressione di un cinema di indagine e di denuncia capace di farsi carico di storie scomode, di temi spesso dimenticati o ignorati, ma anche di individuare possibili esperienze alternative e di raccontare scelte di vita sostenibili, tanto all’interno quanto all’esterno dei confini nazionali: dalle popolazioni dell’<strong>Amazzonia</strong> che cercano di salvare i propri fiumi dalle <strong>speculazioni</strong> <strong>selvagge</strong> alla vita difficile di chi abita nel <strong>degrado di Scampia</strong>, dalle misteriose <strong>navi arenate con i loro carichi tossici</strong> sulla costa calabrese all’inarrestabile distruzione ambientale indotta dallo <strong>sfruttamento turistico in Spagna</strong>, dalle innovative produzioni di <strong>biocarburanti</strong> al ritorno di soppiatto del vecchio killer <strong>amianto</strong>.<strong></strong></p>
<p>Accanto al concorso, il Festival propone una <strong>rassegna di cortometraggi, documentari e film d’animazione a tema,</strong> tra cui l’anteprima assoluta di <strong><em>Sakura &#8211; Tributo a Fukushima</em></strong>. Diretto da <strong>Alessandra Pescetta</strong>, il cortometraggio rievoca lo tsunami e l’incidente nucleare in Giappone attraverso una coreografia danzata di <strong>Monique Arnaud</strong> – interprete internazionale del Teatro Noh – e l’allegorico rovesciamento in anomala ascesa verso l’alto del movimento di caduta dei petali di ciliegio (<em>sakura</em>) in concomitanza con la tradizionale festa primaverile dell‘Hanami. Tra gli altri titoli: <strong><em>Pumzi</em></strong>, della regista keniota <strong>Wanuri Kahiu</strong>, che racconta di <strong>un mondo futuro dove la Natura è estinta</strong> e l’uomo vive in enormi serre protette dal mondo esterno, <strong><em>Ulisse Futura</em></strong> di <strong>Stefano Croci e Enrico Masi</strong>, storia ad alta tensione di corruzione e <strong>speculazione edilizia</strong> interpretata da un bravissimo <strong>Ivano Marescotti</strong>, e <strong><em>Io sono qui</em></strong> di <strong>Mario Piredda</strong> che racconta la storia di un giovane senza prospettive che si arruola nell’esercito per morire di lavoro, a causa dell’esposizione all’<strong>uranio impoverito </strong>utilizzato nella guerra del Kosovo.</p>
<p>Come nelle passate edizioni, alle proiezioni si alternano diversi momenti di incontro e formazione. Due i <strong>workshop </strong>proposti quest’anno dal Festival &#8211; gratuiti<strong> </strong>e <strong>dedicati a operatori del settore audiovisivo, filmaker, studenti universitari e operatori del settore ambientale </strong>- per i quali sono aperte le iscrizioni. Il primo, dedicato <strong>all’arte di realizzare un reportage</strong>, sarà tenuto dal regista <strong>Gianluca Brezza</strong>, autore <em>La Casa Verde (una storia politica)</em>, documentario dedicato a una casa rimasta “impigliata”, forse addirittura clamorosamente dimenticata, nella costruzione di un nuovo grande edificio pubblico nella città di Milano. Il film, proposto in rassegna dal Festival, ha vinto numerosi premi e riconoscimenti fra cui il Premio del Pubblico all’ultima edizione di Documentary in Europe. Il secondo workshop, <strong>dedicato alla realizzazione di un film di fiction a base documentaria</strong>, sarà tenuto dal regista <strong>Renato Chiocca</strong>, che ha scritto e diretto <em>Differenti,</em> cortometraggio interpretato da <strong>Antonello Fassari </strong>su legalità e gestione dei rifiuti, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti e proposto nel corso della rassegna.</p>
<p>Il <strong>Premio per il miglior film</strong> sarà assegnato dalla giuria ufficiale del Festival, composta da <strong>Gianluca Brezza</strong> (regista), <strong>Renata Briano</strong> (Assessore all’Ambiente della Regione Liguria), <strong>Renato Chiocca</strong> (regista), <strong>Jaume Gil i Llopart</strong> (direttore del Festival Internacional de Cinema del Medi Ambient di Barcellona), <strong>Anni Valle</strong> (Assessore all’Ambiente del Comune di Arenzano).</p>
<p>Al Premio del Festival si affiancano ulteriori riconoscimenti. I film della sezione competitiva partecipano all’attribuzione del <strong>Premio UniFidra</strong>, assegnato da una giuria di studenti universitari, quest’anno provenienti dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Genova (Campus di Savona), presieduta da <strong>Felice Rossello</strong>, <strong>autore televisivo di trasmissioni di successo</strong> (tra cui <em>Fate il vostro gioco</em> e <em>Quelli che il calcio, </em>in collaborazione con Fabio Fazio, <em>Colorado Cafè</em> e <em>Giro d&#8217;Itali</em><em>a</em>). I film selezionati per il Concorso competono anche per il Premio assegnato dalla <strong>Green Jury</strong> composta da un gruppo di membri delle più importanti associazioni ambientaliste italiane: <strong>FAI &#8211; Fondo Ambiente Italiano</strong>, <strong>Italia Nostra</strong>, <strong>Legambiente</strong> e <strong>WWF</strong>.</p>
<p>Tra gli ospiti della manifestazione, <strong>Jaume Gil i Llopart</strong>, direttore del <strong>Festival Internacional de Cinema de Medi Ambient </strong>(FICMA)<strong> di Barcellona</strong>, <strong>il più importante festival cinematografico dedicato all&#8217;ambiente in Europa e il più antico nel mondo</strong>, che ha tra i suoi padrini e le sue madrine attori e attrici come <strong>Martin Sheen </strong>e <strong>Daryl Hannah</strong>. Nel corso della manifestazione Jaume Gil i Llopart presenterà l&#8217;<a href="http://www.effnetwork.org/" target="_blank"><strong>Environmental Film Festival Network</strong> </a>(EFFN), la rete internazionale dei festival cinematografici a tematica ambientale che raccoglie manifestazioni di tutto il mondo: Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica, Ghana, Israele, Italia, Kosovo, Messico, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, USA. <strong>L’EFFN è organizzatore del Green Award, l’“Oscar” assegnato ai migliori film a tema ambientale.</strong></p>
<p>Quest’anno, in accordo con alcuni hotel di Arenzano, sono state stabilite convenzioni a prezzi particolarmente bassi per il pubblico che seguirà la manifestazione e vorrà pernottare per uno o più giorni. L&#8217;ingresso al Festival resta comunque gratuito.</p>
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		<title>Uta Zorzi Mühlmann: l’acrobata del paesaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 10:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 1 dicembre, nella Sala dello Zodiaco del seicentesco Castello del Valentino, a Torino, si è tenuto il secondo di una serie di &#8220;Incontri con il Paesaggio&#8220;, organizzati con il patrocinio di Uniscape, il network delle università europee a sostengo della Convenzione per il Paesaggio, per promuovere l&#8217;innovativo Corso di Laurea interateneo in Progettazione delle Aree Verdi e del Paesaggio, che coinvolge le università [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/UZU.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26484" title="Uta Zorzi Muhlmann, Courtesy of Mondoinoffice.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/UZU-291x300.jpg" alt="" width="291" height="300" /></a><strong>Giovedì 1 dicembre, </strong>nella Sala dello Zodiaco del seicentesco Castello del Valentino, a <strong>Torino, </strong>si è tenuto il secondo di una serie di <strong>&#8220;<a href="http://www.unito.it/unitoWAR/ShowBinary/FSRepo/D040/Allegati/poster%20incontri%20con%20il%20paesaggio%202011-2012.pdf" target="_blank">Incontri con il Paesaggio</a>&#8220;</strong>, organizzati con il patrocinio di <strong><a href="http://www.uniscape.eu/" target="_blank">Uniscape</a></strong>, il network delle università europee a sostengo della<strong> <a href="http://www.coe.int/t/dg4/cultureheritage/heritage/Landscape/VersionsConvention/italian.pdf" target="_blank">Convenzione per il Paesaggio</a></strong>, per promuovere l&#8217;innovativo <strong>Corso di Laurea interateneo in Progettazione delle Aree Verdi e del Paesaggio</strong>, che coinvolge le università di Torino, Milano e Genova. All&#8217;incontro è intervenuta come relatrice <strong>Uta Zorzi Mühlmann</strong>, architetto del paesaggio e Vice presidente di <strong>AIAPP &#8211; Lazio, </strong>moderata da <strong>Marco Devecchi</strong>, professore associato della Facoltà di Agraria dell&#8217;Università degli Studi di Torino e Coordinatore del Corso di Laurea interateneo.</p>
<p>Si è parlato di <em><strong>paesaggio quotidiano</strong></em>, ovvero di quello che &#8221;<em>riguarda ciò che  ci circonda, i paesaggi che vediamo, attraversiamo e sperimentiamo tutti i giorni: <strong>cortili condominiali, piazze di quartiere, terrazze urbane, giardini privati, parchi pubblici e il cosiddetto arredo verde</strong>, declinazione eufemistica ad indicare qualche pianta semi-deperita in contenitori sottodimensionati esposti alle intemperie in luoghi ostili&#8221;, </em>ha precisato la Mühlmann, introducendo una serie di suoi progetti, meglio definibili come <strong><a href="http://www.wikiartpedia.org/index.php?title=Land_art" target="_blank">Land Art</a></strong><em><em>. &#8220;</em></em><em>Per strappare alla banalità questi paesaggi consueti, senza particolari qualità o eccellenze, di dimensioni variabili tra il piccolissimo e il mediamente grande, inseriti in contesti eterogenei, sovente squallidi, <strong>occorrono acrobazie di vario livello</strong>&#8220;. </em></p>
<p>Tra i primi lavori della paesaggista, risalenti all&#8217;inizio degli anni ’90, quello che più di tutti riassume il suo pensiero di architetto è un allestimento temporaneo dal titolo “<strong>L’Acclimatazione</strong>”, realizzato per il <strong>Festival International des Jardins </strong>a<strong> Chaumont sur Loire </strong>in<strong> Francia, </strong>un giardino connotato da rose rosse e colori vivaci nella stessa tonalità. Non dunque il solito paesaggio “verde”, ma un insolito giardino dove ci si sente <em>disorientati</em>. Un senso di smarrimento, in mezzo all’Eden ricreato, a cui contribuiscono tubolari in acciaio inox, che, come canne, captano il vento e riemettono dolci suoni. &#8220;<em>Acclimatarsi &#8211; </em>spiega Uta  <em>- significa considerare l’insieme delle trasformazioni necessarie per adattare un organismo vivente ad un clima diverso da quello della propria specie&#8221;</em>.</p>
<p>Ma Uta Zorzi Mühlmann è anche la creatrice del progetto per la <strong>Grande Muraglia Cinese</strong>, realizzato nel 2002 a <strong>Shanhaiguan</strong> con la collaborazione dello scultore <a href="Maresonoro%20-%20Luigi%20Berardi.mht"><strong>Luigi Berardi</strong></a>: un&#8217;installazione di 100 arpe eolie, strumento ligneo con le corde tese che, alla vibrazione del vento, producono suoni incredibili. Nel tentativo di effettuare <strong>un&#8217;affascinante lettura del paesaggio circostante non solo visiva, ma anche in termini sonori. &#8220;</strong><em>Essere paesaggista </em>- racconta l&#8217;autrice <em>- significa avere, forse, una grande esperienza di vita, avere una grande predisposizione a viaggiare e a condividere la vita di persone diverse da te. E soprattutto possedere una buona sensibilità &#8211; un po’ come avere le antenne&#8221;. </em></p>
<p>I paesaggisti, nella sua descrizione, ricordano un po’gli acrobati che, con salti spericolati, tentano il tutto per tutto pur di consegnare a destinazione il <em>neonato</em>, il progetto di cui sono portatori. &#8220;<em>Acrobazie semplici, come nel caso dei piccoli spazi conclusi per esposizioni temporanee, dove la sfida sta nel comunicare un’idea creativa con un linguaggio comprensibile a un pubblico che non parla la nostra lingua. </em><em>Passeggiate sulla fune, spesso senza rete, per le committenze private, dribblando i dubbi, i desideri e i limiti del committente. </em><em><strong>Tripli salti mortali all’indietro per portare un progetto di spazio pubblico alla realizzazione in tempi non biblici</strong>, passando attraverso vincoli di varia natura: politica, burocratica, normativa, economica e risolvendo gli imprevisti all’ordine del giorno, senza completamente snaturarlo&#8221;.</em></p>
<p>I <strong>parchi pubblici</strong>, dove la grande estensione e la burocrazia costituiscono le maggiori difficoltà, sono dunque la vera sfida da vincere. Anche se alla fine tutto è <em>paesaggio</em>, al di là di dimensioni e complessità di lettura differenti. Per questo, riflette la paesaggista, meglio talvolta progettare luoghi piccoli e curati da inserire, magari, in un intervento più ampio. L’approccio corretto dell&#8217;architetto, di fronte alle acrobazie da compiere, più che impositivo, deve comunque restare propositivo e dotato della giusta sensibilità. &#8221;<em>Ma bisogna, all&#8217;occorrenza, anche saper essere un po’ rompiscatole!&#8221;.</em></p>
<p><em>Valentina Burgassi</em></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;unica natura che mi interessa è nell&#8217;arte&#8221;. L&#8217;ecoscetticismo di Luca Beatrice</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 08:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Very Important Planet]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Beatrice]]></category>

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		<description><![CDATA[Indifferente convinto, come non ci capitava da tempo. “L’unica natura che mi interessa la racconta l’arte”. Va al mare solo se deve, al parco poco e con ritrosia. E&#8217;più che altro un ricordo di tanti anni fa, quando era costretto ad accompagnare i figli in bicicletta. Luca Beatrice, critico d’arte, già curatore del Padiglione Italia della Biennale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Luca-Beatrice.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26207" title="Luca Beatrice, Courtesy of Exibart.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Luca-Beatrice-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Indifferente convinto, come non ci capitava da tempo. “<strong>L’unica natura che mi interessa la racconta l’arte</strong>”. Va al mare solo se deve, al parco poco e con ritrosia. E&#8217;più che altro un ricordo di tanti anni fa, quando era costretto ad accompagnare i figli in bicicletta. <strong><a href="http://www.lucabeatrice.com/">Luca Beatrice</a></strong>, critico d’arte, già curatore del<strong> <a href="http://www.labiennale.org/it/arte/esposizione/padiglione-italia/">Padiglione Italia della Biennale di Venezia</a>, </strong>presidente del <strong><a href="http://www.circololettori.it/">Circolo dei Lettori</a></strong> di Torino, ha giudizi categorici, piuttosto inconsueti, sulle questioni ambientali: “<strong>Non sono la persona giusta per parlare di ambiente</strong>”. A meno che non sia il soggetto di un quadro, di una scultura o di un’installazione. Riuscirà la nostra rubrica a spingerlo<strong> </strong>alla “redenzione”?</p>
<p><strong>D) Luca, pur essendo “eco-scettico” anche lei, come tutti, si deve necessariamente confrontare con alcuni temi ambientali: l&#8217;inquinamento, la qualità dell&#8217;aria ecc. Come li vive da cittadino?</strong></p>
<p>R) Ho scelto di vivere in una metropoli, <strong>Torino</strong>, che per piccola che sia comporta necessariamente degli svantaggi, tra cui l’inquinamento. E’ il prezzo che devi pagare se vuoi godere dei mezzi, della velocità, della modernità<strong>. Non si può pensare di trasformare le città in oasi di campagna</strong>.</p>
<p><strong>D) Però si dovrà pur fare qualcosa per tutelare la salute degli abitanti di città, non crede? Torino continua ad essere maglia nera per concentrazioni di polveri sottili&#8230;</strong></p>
<p>R) Sì, d’accordo. Ma non penso che stia a me rinunciare alle comodità metropolitane in nome di <strong>una presunta crociata nei confronti della qualità dell’aria</strong>. Ad esempio, io sono amante dell’oggetto moto e dell’oggetto auto. E a queste non rinuncio.</p>
<p><strong>D) Che modello di automobile e di moto possiede, se non siamo indiscreti? Ho il sospetto che siano più &#8220;sportive&#8221;, che ecologiche&#8230;</strong></p>
<p>R) Una <strong>Mini Station Wagon </strong>e una <strong>Harley Davidson</strong>. Le curo e le guardo come si fa con una bella donna, sono oggetti pieni di sensualità. E’ secondario che siano mezzi di trasporto, anche perché, <strong>quando mi devo spostare, scelgo sempre la convenienza in termini di tempo e di costo</strong>: a Milano e a Roma vado spesso in <strong>treno</strong>. Per raggiungere lo studio o il luogo di lavoro uso la <strong>metro</strong><em>.</em></p>
<p><strong>D) Ecologista suo malgrado, per comodità, si potrebbe dire. Ma fuori dalla metropoli, qual è il suo ambiente naturale preferito?</strong></p>
<p>R) Togliermi dalla città è sempre un trauma. Comunque, <strong>se devo proprio scegliere, preferibilmente il mare</strong>. Mi affascinano le città sulla costa, non certo le isolette deserte. Ho bisogno di stare in un luogo che abbia vicino almeno l’ospedale, il giornalaio, il tabaccaio e un buon ristorante.</p>
<p><strong>D) Pratica qualche sport?</strong></p>
<p>R) No, però sono molto tifoso di calcio. Juventino di razza.</p>
<p><strong>D) Arte e paesaggio sono stati, per secoli, specchio l’una dell’altro. Nell’universo artistico di oggi la natura è ancora un tema di riferimento?</strong></p>
<p>R) Certo, anche se nel 2011 <strong>sarebbe impensabile e ingenuo ricreare movimenti ispirati all’Arcadia. N</strong><strong>on è più quella l’urgenza del nostro tempo</strong>, l’arte viaggia ormai su altri binari. Contrariamente a quanto si pensa, il concetto di <em><strong>natura perturbante </strong></em>che ha ispirato il romanticismo è tornato in qualche maniera a influenzare il lavoro degli artisti<strong>.</strong> Per restare in tema, <strong>l’ambientalismo, l’ecologismo sono temi che vanno molto di moda nell&#8217;arte, solleticano le coscienze, sensibilizzano</strong>. L’arte come il cinema può affrontare questioni delicate, proprio perché non ha la necessità di dimostrare nulla. Viaggia sui binari dell’utopia e si limita a lanciare suggestioni, per quanto forti.</p>
<p><strong>D) Ci fa qualche esempio di artisti che lavorano su questi argomenti?</strong></p>
<p>R) <strong>Cyprian Gaillard</strong>, il filosofo francese <strong>Paul Virilio </strong>ha curato di recente un progetto alla Fondation Cartier di Parigi, <strong>Olafur Elliasson </strong>crea paesaggi potentemente evocativi. Sono i primi che mi vengono in mente.</p>
<p><strong>D) Magari un giorno la persuaderanno a diventare un ambientalista convinto&#8230; Ma oggi, nel quotidiano, qual è il suo impegno nelle piccole cose di casa, ad esempio la raccolta differenziata o il risparmio dell’acqua?</strong></p>
<p>R) Mi paragono tranquillamente a quel personaggio di <em>Mai dire gol</em>, <strong>Carcarlo Pravettoni</strong>, l’imprenditore e politico candidato nella lista dell’<em>Asfalto che Ride</em>. <strong>La differenziata non la faccio. Sotto la doccia è così bello stare a lungo con i rubinetti scroscianti, temperatura bollente d’inverno, fresca d’estate. </strong><strong></strong>Sarò impopolare dopo questa intervista, ma almeno sono sincero&#8230;</p>
<p><em>Letizia Tortello</em></p>
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