
Quando la Monsanto lo presentò per la prima volta, nel 1974, sembrò una rivoluzione: un diserbante capace di bloccare i nutrienti minerali essenziali per la vita di alcune piante, rapidamente, in maniera biodegradabile e non tossica. Per tutte queste caratteristiche il glifosato è oggi il diserbante più utilizzato al mondo, soprattutto in concomitanza con coltivazioni OGM come soia, mais e colza, rese “artificialmente” resistenti al glifosato.
Invece le sue tracce rimangono eccome nell’ecosistema. Compromette la stabilità dei terreni - contribuendo in modo determinante al dissesto idrogeologico - riduce la biodiversità e inquina le falde acquifere. Nonché entra nella nostra catena alimentare, nei cibi di origine animale ma soprattutto nei vegetali. Dalla verdura alle ...