
Chi ha compiuto studi giuridici forse ricorderà che i diritti umani si dividono in "generazioni", in base al contesto storico occidentale in cui si sono sviluppati. Dai diritti civili e politici si passa alla seconda generazione, quelli sociali, economici e culturali; fino ad arrivare alla generazione "numero tre": autodeterminazione dei popoli, pace, sviluppo, controllo delle risorse nazionali e – udite udite - equilibrio ecologico e difesa ambientale. Questi diritti sono di tipo collettivo: significa che i destinatari sono i popoli e non i singoli individui. Ma c’è di più. Sono anche di tipo solidaristico: ogni popolo ha, cioè delle responsabilità nei confronti degli altri.
La domanda, dunque, sorge spontanea. Perché non rafforzare ...