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	<title>Greenews.info &#187; energie rinnovabili</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Anche Facebook sceglie l&#8217;energia green</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 17:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sabrina Belgero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il social network, in partnership con Greenpeace, si impegna a promuovere forme di energia low carbon per i suoi data centers
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il social network, in partnership con Greenpeace, si impegna a promuovere forme di energia low carbon per i suoi data centers</p>
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		<title>&#8220;De re rustica&#8221;: energia, innovazione e governance in agricoltura</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/de-re-rustica-energia-innovazione-e-governance-20111026/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 06:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è svolto ieri  il workshop “De re rustica: Energia, Innovazione e Governance”, organizzato dall’ENEA, sulle potenzialità delle filiere dell’agro-energia e dell’Efficienza Energetica e sul ruolo strategico che l’Agricoltura può svolgere per contribuire al mix energetico del Paese. Sono state messe in luce le potenzialità energetiche e ambientali che la valorizzazione delle nuove tecnologie in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Courtesy-of-crpa.it_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24501" title="Courtesy of crpa.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Courtesy-of-crpa.it_.jpg" alt="" width="250" height="247" /></a></span><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;">Si è svolto ieri  il workshop “<a href="http://www.enea.it/it/enea_informa/events/de-re-rustica/DeReRustica25102011programma_finale_18ott.pdf" target="_blank">De re rustica: Energia, Innovazione e Governance</a>”, organizzato dall’<a href="http://www.enea.it/it" target="_blank">ENEA</a>, sulle potenzialità delle filiere dell’agro-energia e dell’Efficienza Energetica e sul ruolo strategico che l’Agricoltura può svolgere per contribuire al mix energetico del Paese. Sono state messe in luce le potenzialità energetiche e ambientali che la valorizzazione delle nuove tecnologie in agricoltura è in grado di determinare per il sistema Paese, e una particolare attenzione è stata posta alla necessità &#8211; ormai improrogabile &#8211; di una legislazione che sia funzionale alle specificità dello sviluppo economico sostenibile del settore Agricoltura.</span></h2>
<p>Il Commissario dell’ENEA, <strong>Giovanni Lelli</strong>, ha evidenziato: “I<em>l pericolo di una deriva energetica dell’impresa agricola richiede l’esigenza di ottimizzare la Governance esistente per la migliore valorizzazione del settore, per <strong>vigilare su un uso coerente degli incentivi governativi alle rinnovabili</strong>, per evitare un’occupazione spesso incontrollata del suolo agricolo e un aumento eccessivo delle produzioni non-food, che minano fortemente lo sviluppo sostenibile del sistema agricolo e rurale del nostro Paese. L’ENEA può mettere a disposizione le sue competenze tecnico-scientifiche nei campi dell’energia da <strong>biomassa </strong>e da <strong>fotovoltaico</strong>, dell’efficienza energetica e dell’innovazione per sostenere lo sviluppo di una green economy dell’Agricoltura</em>.”</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il<strong> Piano d’Azione Nazionale 2010 </strong>del Governo<strong>, </strong>per l’energia rinnovabile, prevede una percentuale del <strong>45%</strong> di tutta l’energia rinnovabile prodotta entro il 2020 (in termini di energia elettrica, termica e biocarburanti), proveniente dalle filiere della <strong>biomassa del sistema agricolo</strong>.</p>
<p>L’ENEA, che è responsabile del <strong>Piano d’Azione Efficienza Energetica</strong>, è impegnata da tempo nella definizione di un “<strong>Pacchetto Certificati Bianchi</strong>” <strong><a href="http://titano.sede.enea.it/Stampa/Files/cs2011/rapportotecnicocampiotti.pdf" target="_blank">per le filiere dell’Efficienza Energetica e per le agro-energie</a></strong>. E’ stato stimato un contributo alla politica energetica europea al 2020 per un risparmio di energia da fonti fossili di circa 14 MTEP, e un beneficio ambientale dovuto alla riduzione di circa 40 Milioni di tonnellate di CO2 in atmosfera.</p>
<p>In collaborazione con le associazioni di categoria, l’ENEA ha evidenziato che il sistema agro-alimentare richiede un consumo di energia pari a circa 20 Mtep, di cui 16,3 Mtep dalle imprese agricole e 3,1 Mtep dall’industria alimentare. <strong>Il fatturato complessivo del sistema agro-alimentare, con circa 200 miliardi di Euro, di cui un terzo provenienti dall’agricoltura e per gli altri due terzi dall’industria alimentare, contribuisce per oltre il 12% al PIL</strong>.</p>
<p>L’ENEA, in collaborazione con il <strong>Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali</strong>, ha individuato dunque una serie di interventi di efficienza energetica e di produzione di energia da rinnovabili nelle filiere agricole, finalizzati alla riduzione della spesa energetica e degli impatti ambientali. <strong>Questi interventi, basati essenzialmente sull’efficienza energetica e sull’energia da biomasse, consentono di integrare il reddito economico delle aziende agricole</strong>, e allo stesso tempo, favoriscono l’occupazione e la nascita di nuove professioni, i cosiddetti “<strong>green jobs</strong>”. Gli interventi individuati per il sistema agricolo riguardano <strong>l’ottimizzazione energetica e ambientale dei sistemi serra </strong>e delle <strong>produzioni biologiche</strong>, la riduzione degli sprechi alimentari, l’applicazione delle <strong>coperture vegetali agli edifici </strong>e la produzione di energia da biomassa.</p>
<p>Il titolo del convegno ha preso spunto dal trattato &#8220;<strong>De re rustica&#8221; </strong>di<strong> Lucio Giunio Moderato Columella</strong>,  scritto nel I secolo d.C. e costituito da dodici libri, che rappresenta il primo trattato delle pratiche agricole in uso nelle aree dell’Impero Romano. Oggi come allora l’Agricoltura è fondamentale per lo sviluppo della nostra economia e quindi <strong>occorre una seria riflessione su questa materia e soprattutto trovare i modi più virtuosi per conciliare le attività tradizionali con quelle più innovative legate all’energia e alla sostenibilità ambientale</strong>. Sono intervenuti: MIPAAF, Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Confcooperative, Legacooperative, Copagri, e le Università di Palermo e Parma.</p>
<p>Cliccando qui è possibile scaricare il rapporto tecnico &#8220;<strong><a href="http://titano.sede.enea.it/Stampa/Files/cs2011/rapportotecnicocampiotti.pdf" target="_blank">Le filiere del sistema agricolo per l&#8217;energia e l&#8217;efficienza energetica</a></strong>&#8220;.</p>
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<h2><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></span></h2>
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		<title>Nasce Rinnova, l’hub informativo del GSE per le rinnovabili</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 06:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Direttiva comunitaria 28 del 2009 individua nell’informazione uno degli strumenti  fondamentali per raggiungere gli obiettivi al 2020. Per questo il Decreto Legislativo n.  28 del 3 marzo 2011 ha assegnato al GSE, in coerenza e continuità con la sua  missione di promozione delle energie rinnovabili e dell&#8217;uso razionale dell&#8217;energia, il  compito di creare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Energie-rinnovabili-Courtesy-of-partitodemocratico.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24325" title="Energie rinnovabili, Courtesy of partitodemocratico.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Energie-rinnovabili-Courtesy-of-partitodemocratico.it_-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>La<strong><a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:140:0016:0062:it:PDF" target="_blank"> Direttiva comunitaria 28 del 2009 </a></strong>individua nell’<strong>informazione</strong> uno degli strumenti  fondamentali per raggiungere gli obiettivi al 2020. Per questo il <strong><a href="http://www.giurdanella.it/8925" target="_blank">Decreto Legislativo n.  28 del 3 marzo 2011</a></strong> ha assegnato al <strong>GSE</strong>, in coerenza e continuità con la sua  missione di promozione delle energie rinnovabili e dell&#8217;uso razionale dell&#8217;energia, il  compito di creare una sezione web interamente dedicata alle <strong>energie rinnovabili</strong>.</p>
<p>Nasce così <strong><a href="http://rinnova.gse.it" target="_blank">RINNOVA</a></strong>, l’area informativa che  affronta la questione energetica con una visione globale, capace di abbracciare in un  unico obiettivo, che guarda al futuro, tutti i settori di consumo dell&#8217;energia: <strong>elettricità,  calore, trasporti</strong>.</p>
<p>Consultando  RINNOVA si potranno trovare le <strong>informazioni sugli incentivi per la  produzione di energia da fonti rinnovabili</strong>, <strong>sulle autorizzazioni necessarie per  realizzare gli impianti, sulle normative di settore</strong>, nonché una serie di  approfondimenti, orientamenti, consigli utili, buone pratiche, appuntamenti e iniziative destinati a tutti: cittadini, pubbliche amministrazioni, professionisti e imprese. Su RINNOVA è disponibile anche  <strong><a href="http://www.gse.it/approfondimenti/Simeri/Pagine/default.aspx" target="_blank">SIMERI</a></strong>, <strong>il sistema italiano  per il monitoraggio  statistico dell’energie rinnovabili, che  consente di osservare lo stato di  raggiungimento dell&#8217;obiettivo  nazionale del 17% al 2020</strong>, seguendo l&#8217;evoluzione dei  consumi soddisfatti dalle energie rinnovabili.</p>
<p><strong>Il GSE ha individuato  nella corretta informazione, nella conoscenza e  nell&#8217;innovazione, gli strumenti fondamentali per andare verso il 20/20/20 </strong>(+20% di  energia da fonti rinnovabili nei consumi finali di energia, &#8211; 20% di consumi di energia  rispetto allo scenario tendenziale, attraverso l&#8217;efficienza energetica, &#8211; 20% di  emissioni in atmosfera) e con RINNOVA ogni singolo cittadino potrà essere partecipe della crescita intelligente e sostenibile del Paese.</p>
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		<title>Il &#8220;ritardometro&#8221; del Kyoto Club. Un pungolo per il Governo</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/il-ritardometro-del-kyoto-club-un-pungolo-per-il-governo-20111007/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Più che degli incentivi, abbiamo bisogno di un Paese serio». Il governo è in ritardo sull’attuazione di nove provvedimenti attuativi del Decreto Romani e le parole di Andrea Tomaselli, Presidente di Assoesco (l’associazione italiana delle Energy Service COmpany), raccontano lo stato d’animo degli addetti ai lavori. Le associazioni di settore (Aiel, Anev, Aper, Assoesco, Assolterm, Itabia) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Gianni-Silvestrini.-Courtesy-of-nuovosoldo.com_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23586" title="Gianni Silvestrini. Courtesy of nuovosoldo.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Gianni-Silvestrini.-Courtesy-of-nuovosoldo.com_-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>«<strong>Più che degli incentivi, abbiamo bisogno di un Paese serio</strong>». Il governo è in ritardo sull’attuazione di <strong>nove provvedimenti attuativi </strong>del <strong><a href="http://www.greenews.info/normative/decreto-rinnovabili-un-pericoloso-stop-and-go-per-il-fotovoltaico-20110314/">Decreto Romani </a></strong>e le parole di <strong>Andrea Tomaselli</strong>, Presidente di <strong><a href="http://www.assoesco.org/home/" target="_blank">Assoesco </a></strong>(l’associazione italiana delle Energy Service COmpany), raccontano lo stato d’animo degli addetti ai lavori. Le associazioni di settore (<strong>Aiel, Anev, Aper, Assoesco, Assolterm, Itabia</strong>) si sono riunite a Roma, guidate dal<strong><a href="http://www.kyotoclub.org/" target="_blank"> Kyoto Club</a></strong>, per fare un appello al governo e presentare un’iniziativa originale: dal <strong>10 ottobre</strong>, sulla homepage del sito dell’organizzazione, comparirà un “<strong>Ritardometro</strong>”, «con lo scopo di segnalare tutti i provvedimenti attesi e la cui scadenza per alcuni è stata già superata: dal “<strong><a href="http://www.qualenergia.it/articoli/20111003-ecco-le-quote-ripartizione-burden-sharing-rinnovabili-nelle-regioni-italiane" target="_blank">burden sharing</a></strong>” che definisce gli obiettivi vincolanti sulle energie verdi per le Regioni, alle norme mancanti sugli incentivi per le fonti rinnovabili elettrice e termiche, a quelle per l’efficienza energetica e il <strong><a href="http://www.greenews.info/prodotti/dallauto-elettrica-al-distributore-del-contadino-senza-passare-dallidrogeno-20110117/">biometano</a></strong>». Ambiti per i quali, fa notare il Kyoto Club, «si rischia di ripetere quanto accaduto con i provvedimenti sui <strong>titoli di efficienza energetica </strong>previsti nel <strong>2008</strong> dal <strong><a href="http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/2008_0115.htm" target="_blank">d. lgs. 115 </a></strong>e nel <strong>2009</strong> dal <strong><a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09099l.htm" target="_blank">d. lgs. 99</a></strong>».</p>
<p>Secondo il dossier presentato ieri a Roma,<strong> i provvedimenti in ritardo sono dunque già nove </strong>e riguardano ambiti diversi: dalle prescrizioni per la posa in opera di <strong>impianti per la produzione di calore dalla geotermia </strong>alla definizione di <strong>incentivi per l’immissione in rete del biometano</strong>, fino alla messa a punto di interventi e <strong>misure per lo sviluppo tecnologico e industriale per FER e efficienza energetica</strong>. Ma la lacuna più vistosa sono i due decreti che riguardano gli incentivi per la produzione di energia elettrica rinnovabile con impianti che entreranno in esercizio<strong> dal 1° gennaio 2013 </strong>e per la produzione di energia termica ed interventi di aumento dell’efficienza energetica <strong>dopo il 31 dicembre 2011</strong>. «In un paese <em>normale</em> – commenta <strong>Francesco Ferrante</strong>, senatore e vicepresidente Kyoto Club – se una legge prevede una scadenza per emanare alcuni decreti, il governo rispetta quella scadenza. Specialmente se si tratta di una materia, come questa, che <strong>coinvolge tutti i cittadini, migliaia di imprese e decine di migliaia di lavoratori</strong>: un settore, forse l’unico in questo drammatico momento di crisi economica, che potrebbe garantire sviluppo e nuove occasioni. Invece il Governo, che non ha ancora stabilizzato, oltretutto, il <strong><a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/efficienza-energetica-italia-un-patrimonio-immobiliare-da-riqualificare-20110923/">55%</a></strong> (<em>la detrazione del 55% per gli interventi di efficienza energetica, ndr</em>) e dimostra continui ondeggiamenti sul fotovoltaico, è in ritardo, in grave ritardo. Per questo ho presentato un’interrogazione al <strong>Ministero per lo Sviluppo Economico</strong>». Interrogazione in cui, insieme al collega<strong> Roberto Della Seta</strong>, il senatore chiede ai ministri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche agricole «quali siano i gravi motivi che hanno impedito, fino ad oggi, di emanare gli atti normativi di competenza (…), <strong>mettendo a rischio, di fatto, qualsiasi investimento e sviluppo nel settore delle fonti rinnovabili».</strong></p>
<p><strong>Quello che manca, concordano i rappresentanti delle diverse associazioni, è <em>una visione d’insieme</em></strong>: «Il governo si deve chiedere dove vuole andare nel lungo periodo, e poi stabilire a ritroso le mosse da qui al 2020», sottolinea<strong> Gianni Silvestrini</strong>, direttore scientifico del Kyoto Club.<em> «</em>In un momento di crisi economica come quello attuale <strong>è quanto mai necessario dare impulso ad uno dei pochi settori anticiclici. Ma è tutta la politica energetica del paese che va rimessa a fuoco dopo il referendum sul nucleare</strong>. Serve una nuova politica sull’energia, che non solo punti agli obiettivi europei del 2020, il cosiddetto “20-20-20”, ma sia anche in grado di contemplare la traiettoria di ‘<strong>decarbonizzazione</strong>’ dei decenni successivi che dovrà portarci, come ricorda la “<strong><a href="http://ec.europa.eu/transport/strategies/2011_white_paper_en.htm" target="_blank">Roadmap al 2050” della Commissione Europea </a></strong>recentemente pubblicata, ad un<strong> taglio dell’80% delle emissioni climalteranti entro la metà del secolo</strong>», continua Silvestrini.</p>
<p>Gli operatori cheidono quindi che il governo si attivi per recuperare il ritardo: «Auspichiamo una rapida emanazione dei decreti attuativi al<strong><a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011;28" target="_blank"> Decreto Legislativo 28/2011 </a></strong>sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabilie (la cui scadenza era prevista il 29 settembre), da farsi <strong>in spirito di massima collaborazione istituzionale con le associazioni</strong>», spiega <strong>Pier Francesco Rimbotti</strong>, membro di Giunta di <strong><a href="http://www.webaper.it/" target="_blank">Aper</a> </strong>(l&#8217;Associazione Produttori da Energie Rinnovabili).</p>
<p><strong>Il clima di instabilità fa paura alle imprese </strong>e, sottolinea<strong> Rainer Karan</strong>, vice presidente di<strong><a href="http://www.anev.org/" target="_blank"> Anev</a></strong> (Associazione Nazionale Energia del Vento), «comporta gravi ripercussioni sul sistema nazionale e <strong>danni incalcolabili per gli investitori</strong>, <strong>per l’intero Paese e per il potenziale occupazionale </strong>che, secondo le stime Anev-Uil, potrebbe toccare i 67.000 addetti nel settore entro il 2020». Preoccupati anche gli operatori delle<strong> ESCo</strong>, le società che operano nel campo dell’<strong>efficienza energetica:</strong> «l&#8217;efficienza energetica è una risorsa centrale per l’Italia», ribadisce il presidente di <strong>Assoesco</strong> Tomaselli, ma «difficile da <a href="http://www.greenews.info/progetti/1%c2%b0-workshop-image-concretezza-e-mix-di-saperi-per-uscire-dalla-crisi-20110530/">raccontare</a>, realizzare e gestire nel tempo. Richiede serietà, professionalità, lavoro, e non si presta ad annunci spettacolari. Per questi motivi è sempre stata trattata come <strong>la Cenerentola dell’energia</strong>. Per questo le ESCo chiedono un quadro di <strong>regole chiare, equilibrate e ragionevolmente durature </strong>entro le quali poter operare».</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Confagricoltura: l&#8217;opportunità del biogas &#8220;fatto bene&#8221;</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/confagricoltura-lopportunita-del-biogas-fatto-bene-20111006/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 08:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Il biogas è una grossa opportunità per le aziende agricole e la sua crescita, se ben governata, non danneggerà il alcun modo il settore». Mancano poche settimane allo scadere del termine per la stesura dei decreti attuativi sugli incentivi alle rinnovabili in vigore dal 2013, e Confagricoltura lancia un messaggio: si facciano interventi per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Biogas-Courtesy-of-escolazio.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23529" title="Biogas, Courtesy of escolazio.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Biogas-Courtesy-of-escolazio.it_-300x151.jpg" alt="" width="300" height="151" /></a>«<strong>Il biogas è una grossa opportunità per le aziende agricole e la sua crescita</strong>, se ben governata, non danneggerà il alcun modo il settore». Mancano poche settimane allo scadere del termine per la stesura dei decreti attuativi sugli<strong> incentivi alle rinnovabili in vigore dal 2013</strong>, e <strong><a href="http://www.confagricoltura.it/Pages/default.aspx" target="_blank">Confagricoltura </a></strong>lancia un messaggio: si facciano interventi per la crescita delle rinnovabili, che integrandosi con le aziende agricole generino <strong>un reddito integrativo per l’impresa, creando nuovi posti di lavoro e senza togliere spazio alle produzioni food</strong>.</p>
<p>Difficile però ignorare le polemiche degli ultimi mesi, che hanno visto partecipi la <strong>Lega Nord, </strong>sul fronte politico<strong>, </strong>e associazioni come <strong><a href="http://www.slowfood.it/" target="_blank">Slow Food</a></strong>, che si dichiarano contro «impianti speculativi», soprattutto se alimentati con colture dedicate piuttosto che con <strong>scarti e liquami</strong>. «Il problema è stato presentato in modo distorto, provocando allarmismi», sottolinea <strong>Ezio Veggia</strong>, vicepresidente di Confagricoltura e responsabile per le Politiche agro energetiche. Secondo Confagricoltura, infatti, «più di un quarto degli impianti agro-zootecnici (a maggio 2011 erano 391, <em>ndr</em>) non utilizza materia prima agricola in senso stretto (biomasse da coltivazioni dedicate), ma solo deiezioni», e «poco meno del 60% utilizza la codigestione di effluenti zootecnici, sottoprodotti agroindustriali e colture dedicate». <strong>Gli impianti alimentati esclusivamente con colture dedicate sono «sicuramente meno del 15%»</strong>.</p>
<p>Un altro capitolo della questione riguarda <strong>le superfici necessarie a realizzare e alimentare gli impianti</strong>. L&#8217;accusa è che «la terra deve servire solo a produrre il pane». Attualmente, secondo l’organizzazione degli agricoltori, <strong>sono utilizzati per il biogas poco più di 60.000 ettari coltivati a mais, circa il 6% delle superfici coltivate a granturco in Italia</strong>.  Gli obiettivi di crescita al 2020 sono ambiziosi: «Il  piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili – spiega Veggia – prevede<strong> il raggiungimento al 2020 di una potenza installata di 1.200 MWe da biogas</strong>. Un traguardo conseguibile utilizzando circa <strong>200.000 ettari, corrispondenti a meno del 2% della superficie agricola italiana utilizzata</strong>». Quasi un quinto della superficie a risposo, che «oscilla intorno a 1 milione di ettari». A cui vanno aggiunti, fa notare Veggia, «quelle aree produttive, pari a 300.000 ettari, una volta destinate alla coltivazione di barbabietole da zucchero e tabacco».</p>
<p>Confagricoltura ammette la possibilità che si creino «situazioni di squilibrio a danno degli allevatori». Ipotesi che già oggi preoccupano gli allevatori, soprattutto quelli di aree come la <strong>Pianura Padana</strong>. Problemi legati sostanzialmente a un aumento dei prezzi dei terreni in vendita e in affitto e dei mangimi, che in parte si sono già presentati in zone particolarmente vocate all’allevamento, come la <strong>Provincia di Cremona</strong>.</p>
<p>Insieme alla <strong><a href="http://www.cia.it/" target="_blank">Cia </a></strong>e alle associazioni della filiera agro energetica, Confagricoltura ha stilato una serie di proposte per uno sviluppo equilibrato del settore, contenute nel documento “<strong><a href="http://www.aiel.cia.it/immagini/upload/Il%20Biogas%20fatto%20bene%20finale.pdf" target="_blank">Il biogas fatto bene</a></strong>”. Proposta principale, proprio per «ridurre i fenomeni di competizione per l’uso del suolo agricolo» è la soglia di autonomia del 70%: «<strong>L’autorizzazione – spiega Veggia – deve essere data solo a chi ha almeno il 70% delle materie prime per far funzionare l’impianto</strong>». Altre proposte riguardano la<strong> fissazione delle tariffe</strong>, in modo da premiare i comportamenti virtuosi dell’azienda che «chiude il proprio ciclo produttivo energetico con il riutilizzo del calore per attivare nuove produzioni e del digestato (cioè il residuo del processo di digestione anaerobica di scarti vegetali e liquami, ndr) per la fertilizzazione dei propri terreni».</p>
<p>L’obiettivo su cui puntare, dice<strong> Donato Rotundo</strong>, responsabile Ambiente di Confagricoltura, è «lo<strong> sviluppo dei piccoli impianti per l’autoconsumo</strong>». E sempre nell’ottica dell’autosufficienza energetica, Confagricoltura sottolinea l’importanza di <strong>incentivare il mini-eolico</strong>, che «si adatta molto bene all’inserimento nelle aziende agricole». Per quanto riguarda invece il <strong>fotovoltaico</strong>, secondo l’organizzazione è necessario intervenire perché «sia data <strong>maggiore diffusione agli impianti su terreni abbandonati».</strong></p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
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		<title>Inaugurata a Montepulciano la prima cantina al mondo &#8220;Off Grid&#8221;</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/inaugurata-la-prima-cantina-al-mondo-off-grid-20110930/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 06:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cantina OFF GRID]]></category>
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		<category><![CDATA[Società Agricola Salcheto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri è partita la vendemmia 2011 della Società Agricola Salcheto di Montepulciano, la prima, a livello mondiale, con una cantina totalmente Off Grid, ossia scollegata dalla rete di distribuzione energetica nazionale. Il Gruppo di Lavoro Salcheto Carbon Free, rappresentanti delle istituzioni politiche, come Andrea Rossi, Sindaco di Montepulciano, Anna Maria Betti, Assessore all’Agricoltura della Provincia di Siena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Courtesy-of-Salcheto.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23165" title="Courtesy of Salcheto.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Courtesy-of-Salcheto.it_-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Ieri è partita la vendemmia 2011 della <strong><a href="http://www.salcheto.it/" target="_blank">Società Agricola Salcheto</a> </strong></span></strong><span style="font-weight: normal;">di</span><strong><span style="font-weight: normal;"><strong> Montepulciano</strong>, <strong>la prima, a livello mondiale, con una cantina totalmente <em>Off Grid</em></strong>, ossia scollegata dalla rete di distribuzione energetica nazionale. Il Gruppo di Lavoro <strong><a href="http://salcheto.it/press/Com_Stampa_Salcheto_Carbon_Free_def1.pdf" target="_blank">Salcheto Carbon Free</a></strong>, rappresentanti delle istituzioni politiche, come <strong>Andrea Rossi</strong>, Sindaco di Montepulciano, <strong>Anna Maria Betti</strong>, Assessore all’Agricoltura della Provincia di Siena e <strong>Gabriele Berni</strong>, Assessore Ambiente e Energia della Provincia di Siena, e numerosi altri ospiti si sono collegati da <strong>Montepulciano</strong> con <strong>New York, Tokyo, Londra, Praga </strong></span></strong><span style="font-weight: normal;">e</span><strong><span style="font-weight: normal;"><strong> Berlino </strong>alla presenza di personalità internazionali e rappresentanti della stampa per brindare alla nuova struttura.</span></strong></p>
<p>Dopo una breve presentazione, il coordinatore del Gruppo Salcheto Carbon Free, <strong>Domenico Andreis</strong> ha ricordato come “il progetto della Salcheto è perfettamente in linea con quelli che sono gli obiettivi strategici del <strong>Protocollo di Kyoto</strong>, ossia la riduzione dei gas ad effetto serra. Se altre aziende applicassero il modello Salcheto all’intera produzione nazionale, si potrebbero <strong>ridurre le emissioni di circa 2,3 milioni di tonnellate CO2eq</strong>, raggiungendo un risultato sorprendente anche in termini di valore commerciale”.<br />
<em><br />
</em>“Sono molto soddisfatto &#8211; ha dichiarato <strong>Michele Manelli</strong>, presidente di Salcheto &#8211; del risultato raggiunto in soli due anni di lavoro. La cantina Off Grid da 3.400 mq è, infatti, un edificio sostenibile, <strong>un luogo ideale in cui produrre il vino riducendo al minimo l’impatto ambientale</strong> attraverso lo sfruttamento delle risorse presenti nell’azienda agricola, senza distogliere terre alla coltivazione”.</p>
<p>La cantina Off Grid ha raggiunto la piena autonomia energetica.<strong> Il 54% della produzione della nuova cantina viene, infatti, soddisfatto dal risparmio energetico ottenuto da innovative dotazioni tecniche</strong>: collettori che convogliano la luce solare all’interno, giardini verticali, irrigatori sul tetto e recupero di ventilazioni naturali fredde notturne per isolarsi dal caldo estivo, ma anche <strong>vinificatori che sfruttano il gas autoprodotto dalla fermentazione per movimentare i vini</strong>.</p>
<p>Fondamentale <strong>l’utilizzo delle biomasse prodotte in azienda da cui si ricava il 29% della produzione energetica </strong>necessaria (35% da cippato da vigneto &#8211; 110.000 kWh/anno, 9% da cespuglietti &#8211; 63.000 kWh/anno, 14% da siepi razionali &#8211; 35.000 kWh/anno e il 42% da coltivazione arborea &#8211; 157.500 kWh/anno). Il 15% dell’energia, invece, viene dal <strong>geotermico</strong> che sfrutta 400 mt di sonde interrate a bassa profondità lungo i filari. Infine, la poca energia elettrica necessaria è prodotta dal <strong>fotovoltaico</strong> (2%). Tutti questi accorgimenti permettono di ridurre il fabbisogno energetico e di fornire la restante energia in modo rinnovabile. Rispetto ad una cantina tradizionale, inoltre, la potenza termica da 200 kW passa a 150 kW, meno 25%, la potenza frigorifera da 230 kW a 100 kW e per quanto riguarda la potenza elettrica da 80 kW a 50 kW, meno 35%.</p>
<p>“Gli investimenti che abbiamo fatto &#8211; ha concluso Manelli &#8211; consentono, inoltre, <strong>enormi risparmi sul lungo termine</strong>. Abbiamo investito<strong> 350 mila euro</strong>, infatti, per le misure di efficienza energetica ma questo <strong>ci consentirà di risparmiare 46mila euro di bollette all’anno. </strong>Si tratta poi di un progetto che qualsiasi azienda vinicola può in maniera molto semplice riprodurre al proprio interno, permettendo così al sistema Paese di ottenere abbattimenti di emissioni molto significativi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ElectroSelf: la &#8220;fuel cell&#8221; che si produce l&#8217;idrogeno da sola</title>
		<link>http://www.greenews.info/rubriche/electroself-la-fuel-cell-che-si-produce-lidrogeno-20110928/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 06:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una macchina che produce energia combinando idrogeno e ossigeno. Unica emissione: l’acqua. Ma ElectroSelf, il gioiello dell’azienda torinese Electro Power System, non si ferma qui. A distinguerla da tutte le tecnologie concorrenti, sono due caratteristiche uniche: per prima cosa, si produce da sola la materia prima, cioè l’idrogeno, partendo dall’acqua e scindendolo dall’ossigeno; in secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/ElectroSelf.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23001" title="ElectroSelf" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/ElectroSelf-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a><strong>Una macchina che produce energia combinando idrogeno e ossigeno</strong>. Unica emissione: l’acqua. Ma <strong>ElectroSelf</strong>, il gioiello dell’azienda torinese <strong><a href="http://www.electrops.it/" target="_blank">Electro Power System</a></strong>, non si ferma qui. A distinguerla da tutte le tecnologie concorrenti, sono due caratteristiche uniche: per prima cosa, <strong>si produce da sola la materia prima, cioè l’idrogeno, partendo dall’acqua e scindendolo dall’ossigeno</strong>; in secondo luogo, ElectroSelf è anche in grado di immagazzinare energia rinnovabile sottoforma di idrogeno, che poi verrà combinato con l’ossigeno e ritrasformato in energia elettrica al momento del bisogno. Insomma, una valida soluzione al problema dello <strong>stoccaggio dell’energia</strong>, soprattutto se legato alle fonti rinnovabili, per loro natura discontinue e impossibili da prevedere e programmare in base alla richiesta. L’inizio di una rivoluzione, che ha fatto vincere all’azienda diversi premi. L’ultimo solo qualche settimana fa, quando la EPS è stata nominata<strong><a href="http://www.weforum.org/community/technology-pioneers" target="_blank"> Technology Pioneer 2012 dal World Economic Forum</a></strong>, celebre per il suo meeting annuale di <strong>Davos</strong>, in Svizzera. Un riconoscimento importante, <strong>per la prima volta riservato ad una impresa italiana</strong>, che premia, ogni anno, quelle aziende che, con la propria vision e tecnologia, sono in grado di contribuire alla trasformazione della società e del mondo del business.</p>
<p>Electro Power System nasce a Torino nel 2005 e inizia subito a fare ricerca nell’ambito delle<strong> fuel cell</strong>, le pile a combustibile: «Si tratta di una tecnologia vecchia, ma che solo recentemente è diventata oggetto di ricerche e investimenti del settore privato. Il funzionamento è semplice: nella fuel cell entra l’idrogeno, che si combina con l’ossigeno presente nell’aria e produce energia elettrica e acqua. <strong>Nessuna emissione di CO2</strong>», spiega l&#8217;amministratore delegato <strong>Adriano Marconetto</strong>.</p>
<p>La EPS non è sola sulla strada che combina energia e idrogeno: altre aziende, soprattutto statunitensi, stanno andando nella stessa direzione. La svolta arriva però nel 2008, «quando abbiamo avuto l’idea di sviluppare <strong>una tecnologia che fosse in grado anche di prodursi l’idrogeno da sola</strong>. Per svilupparla, ci è voluto un anno e mezzo: nel 2009 abbiamo presentato la prima versione, nel 2010 la seconda e <strong>a febbraio 2012 presenteremo la terza versione al <a href="http://www.mobileworldcongress.com/" target="_blank">Mobile World Congress di Barcellona</a></strong>». </p>
<p>ElectroSelf si rivela ben presto l’idea vincente, quella che fa la differenza rispetto agli altri concorrenti: «Come dico sempre con una battuta, delle due parole gli americani hanno privilegiato le <em>cell</em>, mentre noi ci siamo concentrati sul <em>fuel</em>, cioè sul combustibile». Risultato: rispetto ai concorrenti d’Oltreoceano, oggi <strong>la maggior parte dei clienti del gruppo torinese sono aziende di Paesi emergenti, in cui i black out sono frequenti, e necessitano di una tecnologia economica e che non rimanga mai “a secco” di idrogeno.</strong></p>
<p>Oggi l’azienda ha due sedi, a <strong>Torino</strong> e ad <strong>Aosta,</strong> e conta una cinquantina di dipendenti, di cui cinque stabilmente in<strong> Asia</strong> e venti che lavorano in ricerca. Nell’ultimo anno, il business è cambiato totalmente: «<strong>Mentre l’anno scorso il 70% del nostro business era in Italia, quest’anno quel 70% si è spostato nelle economie emergenti, in Asia e in Africa</strong>». I clienti, continua Marconetto, «sono soprattutto società che gestiscono reti con centinaia di centraline o antenne, come le aziende di telecomunicazioni, e hanno bisogno di una tecnologia che assicuri energia in caso di black out. In questo caso, <strong>ElectroSelf viene utilizzato al posto di batterie al piombo e gruppi di continuità a gasolio</strong>. A queste si aggiungono imprese che sono fuori dalla rete elettrica e usano ES per lo <strong>stoccaggio di energia elettrica prodotta con impianti eolici o fotovoltaici, in modo da avere energia verde 24 ore su 24</strong>».</p>
<p>Marconetto definisce <strong>ElectroSelf «una banca dell’energia, dove questa viene depositata e poi prelevata al momento del bisogno»</strong>. Niente a che vedere, ci tiene a precisare l&#8217;AD, con le fonti di energia: «L’idrogeno non è una fonte primaria, non si può sostituire all’eolico e al fotovoltaico, ma può aiutare le rinnovabili a svilupparsi». E con il cambiamento dei modelli di consumo energetico, l’idrogeno diventerà sempre più importante: «Oggi il nostro sistema è ancora basato su grandi centrali che producono energia per i cittadini, che pagano la bolletta. Ma <strong>con il diffondersi delle energie rinnovabili, che permetteranno a ognuno da farsi l’energia autonomamente, si diffonderà il problema dello stoccaggio</strong>. Nel lungo periodo, <strong>anche le abitazioni potrebbero impiegare ElectroSelf per immagazzinare elettricità</strong>».</p>
<p>Sulle prospettive per il futuro, Marconetto non ha dubbi: «Siamo un’azienda molto focalizzata sulle<strong> fuel cell,</strong> vogliamo farne un prodotto sempre più efficace e più semplice. Per il futuro, punteremo sull’internazionalizzazione, lo sviluppo internazionale attraverso accordi mirati con realtà extraeuropee importanti». E in Italia? Il CEO ha la risposta pronta: «<strong>Se l’Italia rimanesse una fetta importante del nostro business, significherebbe che non siamo stati abbastanza bravi a portare la nostra idea in giro per il mondo</strong>».</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
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		<title>JRC: fotovoltaico verso il raddoppio entro il 2015</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/fotovoltaico-verso-il-raddoppio-entro-il-2015-20110923/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 06:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A livello globale, gli investimenti nell’energia solare fotovoltaica potrebbero raddoppiare nei prossimi 5 anni, passando dai 35-40 miliardi di euro del 2010 a oltre 70 miliardi nel 2015. Lo riferisce il rapporto &#8220;PV Status Report 2011&#8220; redatto dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea.
La crescita sarà possibile grazie all’introduzione di incentivi in un numero crescente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Courtesy-of-enerray.com_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22741" title="Courtesy of enerray.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Courtesy-of-enerray.com_-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a>A livello globale, gli investimenti nell’energia solare fotovoltaica potrebbero raddoppiare nei prossimi 5 anni, passando dai 35-40 miliardi di euro del 2010 a oltre <strong>70 miliardi nel 2015</strong>. Lo riferisce il rapporto <a href="http://re.jrc.ec.europa.eu/refsys/pdf/PV%20reports/PV%20Status%20Report%202011.pdf" target="_blank">&#8220;<strong>PV Status Report 2011</strong>&#8220;</a> redatto dal <strong><a href="http://ec.europa.eu/dgs/jrc/downloads/jrc_080624_newsrelease_bt_maize_it.pdf" target="_blank">Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea</a></strong>.</span></h1>
<h4><span style="font-weight: normal;">La crescita sarà possibile grazie all’introduzione di incentivi in un numero crescente di Paesi, ma anche a causa del <strong>continuo calo dei prezzi dei componenti fotovoltaici, che negli ultimi 3 anni sono scesi del 50%</strong>.</span></h4>
<h4><span style="font-weight: normal;">Anche i dati della produzione del 2010 sono eccellenti: nel corso dell’anno sono stati fabbricati pannelli per . Rispetto al 1990, quando la costruzione di pannelli era stata di 46 MW, <strong>la produzione è aumentata di 500 volte</strong>. Se la crescita continuerà, nel 2015 la capacità produttiva dell’industria fotovoltaica mondiale arriverà a <strong>102.000 MW</strong>.</span></h4>
<h4><span style="font-weight: normal;"><strong>La fabbricazione dei pannelli si sta spostando sempre più verso l’Asia</strong> (i primi due produttori, <strong>Cina</strong> e <strong>Taiwan</strong>, costruiscono in totale il 60% dei pannelli al mondo) anche se <strong>l’Europa resta il mercato più importante del mondo</strong>, con 29.000 MW installati nel 2010, pari al 70% del totale (39.000 MW).</span></h4>
<h4><span style="font-weight: normal;">Le previsioni ottimistiche, non devono tuttavia, far passare in secondo piano <strong>le sfide da affrontare</strong>: secondo il rapporto JRC, per mantenere la crescita, le industrie dovranno infatti <strong>ridurre la quantità di silicio usata per ogni cella</strong>, aumentare la fabbricazione di pannelli a <strong>film sottile </strong>e accelerare lo sviluppo del <strong>fotovoltaico a concentrazione</strong>.</span></h4>
]]></content:encoded>
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		<title>Rinnovabili e paesaggio: il nuovo Quaderno di Italia Nostra</title>
		<link>http://www.greenews.info/eventi/rinnovabili-e-paesaggio-il-nuovo-quaderno-di-italia-nostra-20110704/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 12:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia Nostra]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo lo stop definitivo al nucleare decretato dal referendum, siamo alla resa dei conti. Rinnovabili: sì o no? Il momento per l&#8217;Italia è delicato e sarebbe meglio evitare di &#8220;scherzare&#8221; su ulteriori tagli del 30%: serve una nuova politica energetica. Italia Nostra, che da più di mezzo secolo si batte per la tutela del patrimonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Courtesy-of-itsos.gpa_.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20679" title="Courtesy of itsos.gpa.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Courtesy-of-itsos.gpa_.it_-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>Dopo lo stop definitivo al nucleare decretato dal <strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/referendum-una-prova-di-maturita-20110610/" target="_blank">referendum</a>,</strong> siamo alla resa dei conti. <strong>Rinnovabili: sì o no? </strong>Il momento per l&#8217;Italia è delicato e sarebbe meglio evitare di &#8220;scherzare&#8221; su <a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1162635/manovra-rientra-taglio-30-incentivi-in-bolletta-luce.aspx" target="_blank">ulteriori tagli del 30%</a>: <strong>serve una nuova politica energetica</strong>. <strong><a href="http://www.italianostra.org/" target="_blank">Italia Nostra</a></strong>, che da più di mezzo secolo si batte per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale, indica una strada, per mezzo di un<a href="http://www.italianostra.org/?page_id=977" target="_blank"> </a><strong><a href="http://www.italianostra.org/?page_id=977" target="_blank">Quaderno </a>a più voci che tratta diversi argomenti: ripensare l&#8217;energia,  risparmiare, dire no al nucleare, governare le rinnovabili</strong>.</p>
<p>«Uno dei problemi più delicati e più difficili che tutti i Paesi, ma in particolare il nostro, hanno oggi di fronte è quello di scegliere fra lo sviluppo dell&#8217;energia nucleare e lo sviluppo dell&#8217;energia solare e delle altre energie rinnovabili. La decisione che verrà presa a questo riguardo condizionerà non solo la nostra vita, ma ancor più quella dei nostri figli e dei nostri nipoti. Ecco perché nel fare questa scelta <strong>è indispensabile che i politici guardino lontano</strong>, ascoltando il parere degli scienziati», scrive nel volume <strong><a href="http://www.energiaperilfuturo.it/" target="_blank">Vincenzo Balzani</a></strong>, chimico e membro dell&#8217;<strong>Accademia dei Lincei</strong>, autore, insieme a <strong>Nicola Armaroli</strong>, del libro “<strong><a href="http://online.scuola.zanichelli.it/chiavidilettura/armaroli-e-balzani-energia-per-lastronave-terra/" target="_blank">Energia per l&#8217;astronave Terra</a></strong>”.</p>
<p>Per Italia Nostra, nello scegliere la rotta dei prossimi anni, non ci si deve mai dimenticare dei <strong>beni naturali</strong>: «Il campo dell&#8217;energia è strettamente connesso con la <strong>tutela del paesaggio</strong>. <strong>Le rinnovabili sono quindi una scelta etica se non devastano il territorio</strong>»,  spiega la presidente<strong> Alessandra Mottola Molfino</strong>. Il modello che propone l&#8217;associazione è «quello di un sistema di produzione energetica diffuso e decentrato, contro le grandi centrali che generano sempre oligopoli».</p>
<p>I punti all&#8217;ordine del giorno sono diversi. A spiegarli ci pensa <strong>Luca Carra</strong>, membro del Consiglio nazionale di Italia Nostra e curatore del volume: «Prima di tutto, pensiamo che serva <strong>un Piano energetico a livello nazionale</strong>, <strong>la cui mancanza sta generando oggi speculazione, confusione e improvvisazione</strong>». Altro aspetto da non trascurare è quello dell&#8217;<strong>efficienza</strong> e del <strong>risparmio energetico</strong>, puntando sulle buone pratiche di imprese e famiglie: «<strong>Deve essere favorita la razionalizzazione industriale mediante un sistema di penalizzazione degli impianti obsoleti e incentivi per le trasformazioni</strong>, e limitata la dispersione nell&#8217;ambiente del calore di raffreddamento delle centrali termoelettriche». Per quanto riguarda i nuclei familiari, «<strong>attraverso pochi comportamenti virtuosi la famiglia tipo italiana potrebbe ridurre i suoi consumi di energia del 30%</strong>, con un enorme beneficio anche ambientale».</p>
<p>L&#8217;utilizzo<strong> delle energie rinnovabili</strong> però, sottolinea con forza Italia Nostra (e questo è forse il punto che più interessa all&#8217;associazione), «<strong>deve sempre avvenire nel rispetto del paesaggio</strong>». La proposta è quella di «vietare l&#8217;uso di pannelli su qualsiasi superficie pregiata, nei centri storici, sui tetti degli edifici tutelati o in zone a vincolo, mentre si potrebbe approfondire l&#8217;utilizzo di pannelli solari fotovoltaici integrati lungo le infrastrutture (autostrade, ferrovie, ecc.), o ancora di <strong>imporli sulle coperture delle superfici industriali, come risanamento di teti in eternit</strong>, come frangisole nei parcheggi, ecc.».</p>
<p>Critica invece la posizione dell&#8217;associazione sull&#8217;<strong>energia eolica</strong>: «Italia Nostra condanna la logica puramente speculativa che sottende in Italia, negli ultimi anni, la corsa alla costruzione di impianti», evidenziando che «l&#8217;eolico consuma una grande quantità di territorio» e arrivando a chiedere «<em>con forza </em>una moratoria sulla installazione delle pale eoliche». Per quanto riguarda le <strong>centrali a biomasse</strong>, poi, l&#8217;associazione «ne valuta l&#8217;adottabilità con grande cautela», mentre ritiene «importante proseguire la ricerca per l&#8217;utilizzo più consono dell&#8217;energia geotermica». E proprio <strong>la ricerca</strong>, sottolinea Carra, <strong>la via maestra verso una migliore gestione delle energie verdi</strong>: «Prendiamoci tempo puntando intanto sul risparmio energetico per sviluppare al meglio le fonti rinnovabili. È essenziale però che la ricerca su queste energie sia finanziata. Purtroppo per adesso lo Stato investe pochissimo nel settore».</p>
<p>Eppure, sottolineano i diversi relatori, «<strong>dobbiamo uscire dall&#8217;era del fossile</strong>». Un primo passo sarebbe già «<strong>rinnovare le 37 centrali termoelettriche risalenti al 1971</strong>, facendole diventare ad alto rendimento: mantenendo lo stesso tipo di combustibile, <strong>si avrebbe un risparmio di emissione di Co2 di oltre 13 milioni di tonnellate all&#8217;anno</strong>, pari a circa il 10% delle emissioni italiane per la produzione di energia elettrica». Si potrebbero anche «<strong>costruire centrali ibride</strong>, che combinino il solare termodinamico con il gas».</p>
<p><strong>Vincenzo Balzani</strong>, promotore dell&#8217;appello <em>Energia per il Futuro </em>per «una transizione dall&#8217;uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti energetiche», non ha dubbi: «<strong>La crisi energetica mette in discussione il modello di sviluppo basato sul consumo a tutti i costi</strong>, che la grande disponibilità di energia a prezzi irrisori ha creato nei decenni passati e di cui ha goduto solo una minoranza della popolazione della Terra. È chiaro che non sarà possibile far vivere “all&#8217;americana” tutti gli abitanti della Terra. E in un certo senso dovremmo aggiungere <em>per fortuna </em>perché, se ce ne fosse piena disponibilità, un loro uso massiccio causerebbe alterazioni climatiche e problemi sanitari di portata devastante». La Terra, dice Balzani usando una metafora suggestiva, «è un&#8217;astronave<strong>». Qui, «dobbiamo convivere tutti insieme e trovare una soluzione alla crisi energetica, perché nessuno, dall&#8217;universo, verrà ad aiutarci»</strong>.</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
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		<title>Solar Expo apre con gli &#8220;stati generali&#8221; della green economy</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 05:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Countdown per l’apertura di Solarexpo (4 &#8211; 6 maggio 2011), la mostra-convegno internazionale sulle energie rinnovabili che &#8211; con i suoi 1.400 espositori provenienti da 40 paesi di tutto il mondo, 11 padiglioni espositivi e 70mila visitatori professionali attesi &#8211; è diventata per importanza il terzo evento al mondo.
In agenda il tema caldo degli sconvolgimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/05/Courtesy-of-solarexpo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18979" title="Courtesy of solarexpo" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/05/Courtesy-of-solarexpo.jpg" alt="" width="297" height="195" /></a>Countdown per l’apertura di <a href="http://www.greenews.info/agenda/solar-expo-2011-20110426/" target="_blank">Solarexpo</a> (4 &#8211; 6 maggio 2011), la mostra-convegno internazionale sulle <strong>energie rinnovabili </strong>che &#8211; con i suoi 1.400 espositori provenienti da 40 paesi di tutto il mondo, 11 padiglioni espositivi e 70mila visitatori professionali attesi &#8211; è diventata per importanza il terzo evento al mondo.</p>
<p>In agenda il tema caldo degli sconvolgimenti generati nel panorama energetico mondiale dallo “<strong>tsunami nucleare</strong>” e dalle t<strong>ensioni in Nord Africa</strong>: è l’opportunità concreta per le energie rinnovabili di candidarsi a un ruolo centrale nei sistemi energetici dei paesi avanzati già all’orizzonte del 2020, e a crescere ancor più nei decenni successivi.</p>
<p>Il traino sul piano internazionale viene ancora una volta dalla <strong>Germania</strong>, che ha messo allo studio un <strong>nuovo piano energetico nazionale</strong>, atteso già per fine giugno, coinvolgendo tutti gli attori sociali e sotto la guida non solo di energetici ed economisti, ma anche di un vero e proprio comitato etico: l’obiettivo è quindi quello di ripensare radicalmente il modello energetico e anche di società, e di pianificare da subito come la Germania possa realisticamente accelerare l’uscita dal nucleare, rinunciando a tutte e 17 le sue centrali e non solo a quelle più vetuste attualmente fermate per controlli.</p>
<p>Per l’Italia se ne parlerà all’evento di apertura di Solarexpo: “<strong>La nuova disciplina di promozione delle energie rinnovabili. Forum tra le istituzioni e le associazioni nazionali dei produttori</strong>”, in programma il 4 maggio alla Fiera di Verona alla presenza del <strong>Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani</strong>.</p>
<p>Sotto i riflettori il Decreto rinnovabili pubblicato a marzo per dare attuazione alla Direttiva europea 20-20-20, che tocca trasversalmente tutte le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica negli edifici, e l’attesissimo <strong>nuovo Conto Energia</strong> per l’incentivazione specifica del fotovoltaico.</p>
<p>Saranno presenti tutti i presidenti delle associazioni nazionali dei produttori di tecnologie per le rinnovabili e di quelle dei produttori di energie verdi: una partecipazione compatta, mai finora realizzata in un evento in Italia: <strong>gli “stati generali” delle rinnovabili e della green economy </strong>nel nostro Paese.</p>
<p>Per quanto riguarda il fotovoltaico, nonostante il clima di incertezza creato negli ultimi tre mesi dal dibattito sui tagli agli incentivi e sui tetti annui, la bozza del nuovo conto energia fa presumere che anche il 2011 sarà un anno boom per il fotovoltaico italiano, rafforzando la posizione dell’Italia come secondo mercato al mondo, davanti a paesi come <strong>USA </strong>e <strong>Giappone</strong>.</p>
<p>Ma il grande Forum d’apertura di Solarexpo sottolinea che le rinnovabili non sono solo fotovoltaico, che ha indubbiamente rubato la scena mediatica per le negoziazioni del nuovo conto energia: alla ribalta anche le altre rinnovabili elettriche (eolico, mini-idroelettrico, solare termico a concentrazione), le rinnovabili termiche e la loro integrazione con le tecnologie efficienti negli edifici (solare termico, pompe di calore, cogenerazione, tecnologie di greenbuilding), e tutte le bionergie (biomasse, biocarburanti, biogas).<br />
Interverranno anche le associazioni tecnico-scientifiche, gli ordini professionali, le associazioni ambientali e quelle dei consumatori.<br />
Un forum di portatori di interessi a 360 gradi, quindi, e un dibattito che si annuncia intensissimo.</p>
<p>Il programma completo dei convegni e seminari di Solarexpo è su <a href="http://www.solarexpo.com/">solarexpo.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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