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	<title>Greenews.info &#187; Enti pubblici</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Green Public Procurement: a che punto siamo?</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 11:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sviluppo e sostenibilità: nella corsa per la difesa del Pianeta anche le amministrazioni pubbliche devono fare la loro parte. A cominciare dal controllo delle emissioni climalteranti.
Ad esempio, quanta Co2 si può risparmiare riconvertendo gli uffici pubblici di una provincia italiana con tecnologia a basso impatto ambientale? Il calcolo è stato fatto: 47.000 tonnellate, con soli interventi energetici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/10/Green-public-procurement-Courtesy-of-dottorini.com-Flickr.com.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12395" title="Green public procurement, Courtesy of dottorini.com, Flickr.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/10/Green-public-procurement-Courtesy-of-dottorini.com-Flickr.com-300x201.jpg" alt="Green public procurement, Courtesy of dottorini.com, Flickr.com" width="300" height="201" /></a>Sviluppo e sostenibilità: nella corsa per la difesa del Pianeta anche le <strong>amministrazioni pubbliche</strong> devono fare la loro parte. A cominciare dal <strong>controllo delle emissioni climalteranti</strong>.</p>
<p>Ad esempio, quanta Co2 si può risparmiare riconvertendo gli<strong> uffici pubblici di una provincia italiana con tecnologia a basso impatto ambientale</strong>? Il calcolo è stato fatto: <strong>47.000 tonnellate</strong>, con soli interventi energetici, sugli autoveicoli e sulle attrezzature informatiche<strong>. Promuovere, anche per i Comuni, acquisti e investimenti sempre più “verdi” si può</strong>. Ma Come? Comprando meglio e secondo criteri di razionalizzazione dei consumi. Obiettivo: <strong>trasformare i bilanci del settore in</strong> “<strong>eco-bilanci</strong>”.</p>
<p>Senza più scuse, anche l’<strong>Unione Europea</strong> invita a farlo: attraverso un <strong>Programma di Azione Ambientale</strong> (siglato nel 2002), la Commissione ha tracciato le linee guida: i comuni devono rivolgersi verso politiche più eco-friendly. Il protocollo si chiama <strong><a href="http://ec.europa.eu/environment/gpp/index_en.htm" target="_blank">Green Public Procurement</a></strong>, cioè <strong>gestione ecologica degli acquisti pubblici</strong>. E consiste nella possibilità di <strong>inserire criteri di qualificazione ambientale nelle ordinarie procedure di acquisto di beni e servizi delle pubbliche amministrazioni</strong>.</p>
<p>In <strong>Italia,</strong> la sottoscrizione definitiva risale al <strong>2008</strong>. Già dal 2003 però, in attesa di precise indicazioni normative, <strong>il Piemonte si è aggiudicato il titolo di regione più “verde”</strong>. In collaborazione con l’<strong>Arpa</strong>, la <strong>Provincia di Torino</strong> si è infatti impegnata in un <strong>piano strategico per la sostenibilità</strong>, nel contesto della “<strong><a href="http://www.provincia.torino.it/ambiente/agenda21/" target="_blank">Agenda 21</a></strong><a href="http://www.provincia.torino.it/ambiente/agenda21/" target="_blank">”</a>. Un protocollo d’Intesa, che già conta 40 amministrazioni locali (ed è sempre aperto a nuove adesioni), attraverso il quale gli aderenti decidono le regole pubbliche di gestione per minimizzare gli impatti ambientali: <strong>riduzione dell&#8217;uso delle risorse naturali</strong> (adesempio risparmio dell’acqua), <strong>sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili</strong> con fonti rinnovabili, <strong>riduzione della produzione di rifiuti e delle emissioni inquinanti</strong>, <strong>riduzione dei rischi ambientali</strong> nell&#8217;uso di materiali impattanti.</p>
<p>Cosa significa più in concreto? La scelta, ad esempio, di usare in ufficio <strong>carta riciclata</strong>, mobili fabbricati con truciolati e <strong>senza solventi dannosi</strong> da smaltire o da respirare, <strong>apparecchiature elettriche ed elettroniche a consumi ridotti</strong>, non lasciare i pc accesi in ufficio, una volta terminato l’orario di lavoro, servizi di pulizia che limitano il consumo di sostanze chimiche e nocive, flotte di autoveicoli con <strong>carburanti alternativi</strong> (anche se qui, a differenza che in <strong>Germania</strong> e nel <strong>Nord Europa,</strong> dove le certificazioni già esistono, la strada è ancora lunga e i costi di sostituzione, anche parziale, del parco macchine sono per ora difficilmente sostenibili). E poi ancora, <strong>marchi e pratiche ecologiche nella progettazione, ristrutturazione e costruzione di edifici</strong> (isolamento termico, caldaie con sistemi di termo regolarizzazione, bioedilizia), nella <strong>scelta degli alimenti nei servizi di ristorazione</strong>, nella fornitura di energia elettrica. Un ente pubblico, insomma, a prova di &#8220;bio-tagliando&#8221;. Il passo non è immediato, ma è <strong>l&#8217;imperativo morale minimo per una pubblica amministrazione che voglia dare il buon esempio</strong>.</p>
<p>Prima di tutto, insegna il Protocollo, occorre programmare a lunga distanza, <strong>gare d&#8217;appalto</strong> che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti. In secondo luogo, <strong>monitorare di anno in anno i risultati</strong>, nell’ottica di migliorare le soglie di risparmio.</p>
<p>In questo modo, una parte sempre più corposa del bilancio verrà investita in acquisti “verdi”. Come impone la UE: <strong>entro la fine del 2010 dovrà essere destinato il 50% di tutte le proprie gare di appalto a soggetti in grado di soddisfare dei precisi criteri ecologici</strong>.</p>
<p>Guardiamo intanto, a titolo di esempio virtuoso, i risultati piemontesi: <strong>nel 2009 è quadruplicata la spesa dalla rete </strong><a href="http://www.provincia.torino.it/ambiente/agenda21/acquisti_ecologici/" target="_blank"><strong>APE </strong>(Acquisti Pubblici Ecologici)</a> della Provincia di Torino, che ammonta a <strong>65 milioni di euro</strong>, con un incremento di quasi il <strong>400% rispetto all&#8217;anno precedente</strong> (48 milioni di euro in più). La rete dei soggetti che aderiscono al progetto conta oggi <strong>37 tra comuni e comunità montane</strong>, l&#8217;Università di Torino, enti parco, consorzi di servizi pubblici, agenzie per lo sviluppo del territorio, associazioni culturali, una Camera di Commercio, una scuola e un presidio sanitario (anche se il 95% di questa spesa si concentra su 11 enti aderenti al protocollo). Tutti s’impegnano a utilizzare criteri ecocompatibili nell&#8217;acquisto di diversi beni e servizi per i propri uffici. <strong>Hanno &#8220;comprato ecologico&#8221; per il 55% dei beni e servizi</strong> citati sopra: un risultato che va oltre a quanto richiesto dalla Commissione Europea. Con un lodevole impegno per quanto riguarda i servizi di fornitura di energia elettrica, prodotti con <strong>fonte rinnovabile per il 49,87%</strong> (oltre 40 milioni di euro di spesa complessiva) e la<strong> ristorazione, gestita con prodotti biologici e stagionali</strong>, stoviglie riutilizzabili e <strong>acqua da rubinetto per il 29,14</strong>%.</p>
<p>Il Protocollo APE della Provincia di Torino è <strong>l&#8217;unico progetto in Italia ad aver attivato un sistema di monitoraggio</strong> <strong>che consente di verificare le reali ricadute ambientali ed economiche degli acquisti verdi effettuati</strong>. Soltanto per le categorie energia elettrica, autoveicoli e attrezzature informatiche è stato però possibile quantificare i benefici ambientali, calcolando la riduzione di emissioni di gas climalteranti per oltre 47.000 tonnellate di CO2. “Queste regole autoimposte&#8221;, ci spiega l’Assessore all’Ambiente della provincia di Torino <strong>Roberto Ronco,</strong> &#8220;contribuiscono non solo al risparmio, <strong>servono anche ad orientare il mercato verso la produzione di beni a basso impatto ambientale</strong>”.</p>
<p><strong>Giorgio Gollo</strong>, dirigente del servizio con <strong>Valeria Veglia, </strong>conferma: “<strong>Siamo stati i precursori della normativa nazionale</strong>. Incorporare rigidi criteri di selezione degli appalti pubblici e di acquisto dei prodotti nella macchina burocratica del pubblico non è certo cosa facile, ma con il monitoraggio stiamo rilevando come, di anno in anno, la spesa si stia ritoccando sempre di più verso la sostenibilità ambientale, con una sempre crescente responsabilizzazione dei Comuni”. Come i privati sono stati invitati a fare già da anni, è giusto che <strong>anche le amministrazioni pubbliche vadano a lezione di <em>ecologia domestica</em> dai più virtuosi</strong>.</p>
<p><em>Letizia Tortello</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>La rinascita dell&#8217;ISPRA</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/la-rinascita-dellispra-20100901/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 06:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217;ormai ufficiale: l&#8217;ISPRA, l&#8217;ente pubblico al centro delle polemiche, nei mesi scorsi,  per le rivendicazioni sindacali dei 500 lavoratori barricatisi sul tetto, avrà una nuova vita come braccio tecnico e scientifico del Ministero dell&#8217;Ambiente. 
Sulla Gazzetta Ufficiale del 3 agosto 2010 è stato infatti pubblicato il Decreto del 21 maggio 2010 n. 123 del Ministro Prestigiacomo che contiene le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/ISPRA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11227" title="Lavoratori dell'ISPRA in sciopero, Courtesy of Astrambientepolitica.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/ISPRA-300x226.jpg" alt="Lavoratori dell'ISPRA in sciopero, Courtesy of Astrambientepolitica.it" width="300" height="226" /></a>E&#8217;ormai ufficiale: l&#8217;<strong><a href="http://www.isprambiente.it/site/it-IT/" target="_blank">ISPRA</a></strong>, l&#8217;ente pubblico al centro delle polemiche, nei mesi scorsi,  per le rivendicazioni sindacali dei 500 lavoratori barricatisi sul tetto, avrà una nuova vita come <strong>braccio tecnico e scientifico del Ministero dell&#8217;Ambiente</strong>. </p>
<p>Sulla <strong>Gazzetta Ufficiale del 3 agosto 2010</strong> è stato infatti pubblicato il <a href="http://www.isprambiente.it/site/_files/Notizie_ispra/regolamento%20ISPRA.pdf" target="_blank">Decreto del 21 maggio 2010 n. 123 </a>del Ministro <strong>Prestigiacomo</strong> che contiene le norme per <strong>la fusione dell’APAT, dell’INFS e dell’ICRAM in un unico istituto</strong>, denominato appunto <strong>Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, </strong>nel quale confluiranno il personale e le risorse finanziarie e strumentali delle altre agenzie, già formalmente soppresse a decorrere dalla data di insediamento dei commissari nel 2008.</p>
<p>L&#8217;ISPRA è un ente pubblico di ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministero - che ne impartisce le direttive generali &#8211; ma dotato di personalità giuridica e di <strong>autonomia tecnico-scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale, patrimoniale e contabile</strong>. </p>
<p>L&#8217;Istituto ha sede a <strong>Roma</strong>, ma potrà, per il conseguimento dei propri fini istituzionali, istituire altre sedi operative decentrate sul territorio nazionale, in particolare <strong>per assicurare assistenza tecnica e consulenza strategica alle amministrazioni pubbliche</strong>, <strong>nel quadro della</strong> <strong>cooperazione interistituzionale tra amministrazioni centrali, regionali e locali in materia ambientale</strong>.</p>
<p>Oltre alle attività principali di ricerca, consulenza e assistenza, sperimentazione e controllo, monitoraggio e valutazione, l&#8217;ISPRA svolge <strong>una funzione di informazione e formazione, anche post-universitaria, in materia ambientale</strong>, con particolare riferimento alla tutela delle acque, alla difesa dell&#8217; ambiente atmosferico, del suolo, del sottosuolo, della biodiversità marina e terrestre e delle rispettive colture, ed è abilitato a promuovere, attraverso il suo Consiglio Federale, <strong>lo sviluppo del sistema nazionale delle Agenzie e dei controlli in materia ambientale,</strong> di cui cura il coordinamento, garantendo l&#8217;accuratezza delle misurazioni e <strong>il rispetto degli obiettivi di qualità e di convalida dei dati</strong>, attraverso l&#8217;approvazione di sistemi di misurazione, l&#8217; adozione di linee guida e l&#8217;accreditamento dei laboratori.</p>
<p><em>Redazione Greenews.info</em></p>
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		<title>L&#8217;Europa verso Cancun, tra impegno e scetticismo</title>
		<link>http://www.greenews.info/politiche/leuropa-verso-cancun-tra-impegno-e-scetticismo-20100830/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 07:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Quali azioni esterne concrete intende avviare la Commissione per ripristinare la fiducia nel processo negoziale prima e durante la Conferenza sul Clima a Cancun (per entrambi i settori oggetto di negoziato, vale a dire il secondo periodo di impegni nell&#8217;ambito del Protocollo di Kyoto 2013-2020 e l&#8217;attività di cooperazione a lungo termine fino al 2050)?&#8221;.
Non è la domanda provocatoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Reti-Energia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11146" title="Courtesy of Vimvicenza.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Reti-Energia-300x234.jpg" alt="Courtesy of Vimvicenza.it" width="300" height="234" /></a>&#8220;<em>Quali azioni esterne concrete intende avviare la Commissione per ripristinare la fiducia nel processo negoziale prima e durante la <a href="http://www.cc2010.mx/es/" target="_blank"><strong>Conferenza sul Clima a Cancun</strong> </a>(per entrambi i settori oggetto di negoziato, vale a dire il secondo periodo di impegni nell&#8217;ambito del <strong>Protocollo di Kyoto 2013-2020</strong> e l&#8217;attività di cooperazione a lungo termine fino al <strong>2050</strong>)?&#8221;.</em></p>
<p>Non è la domanda provocatoria del solito guastafeste, ma il testo letterale dell&#8217;<a href="http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/envi/qo/826/826278/826278it.pdf" target="_blank">interrogazione</a> avanzata dalla <strong>Commissione per l&#8217;Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza Alimentare</strong> del Parlamento Europeo, in vista della sessione plenaria di <strong>Strasburgo </strong>del <strong>6 settembre</strong> prossimo, primo incontro dopo la pausa estiva.</p>
<p>Della commissione fa parte l&#8217;On. <strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/members/expert/groupAndCountry/view.do?group=2952&amp;country=IT&amp;partNumber=1&amp;language=IT&amp;id=58758" target="_blank">Elisabetta Gardini</a></strong>, che confessa il suo scetticismo sulle possibilità di successo della cosiddetta <strong>COP 16</strong>, la sedicesima Conferenza delle Parti dell&#8217;<strong><a href="http://unfccc.int/2860.php" target="_blank">UNFCCC</a></strong>, la <em>United Nations Framework Convention on Climate Change</em>, in programma in <strong>Messico</strong> dal <strong>29 novembre al 10 dicembre</strong>. &#8220;Prima della Conferenza di Copenhagen&#8221;, ricorda la Gardini, &#8220;partecipai ad una missione del Parlamento Europeo negli Stati Uniti, in cui incontrammo i senatori americani. Già in quell&#8217;occasione ci <strong>dissero chiaramente che il presidente Obama non avrebbe mai firmato l&#8217;accordo,</strong> perché non disponeva ancora di una legge nazionale in merito. Eppure l&#8217;opinione pubblica è stata tenuta con il fiato sospeso, in attesa di sapere se Obama avrebbe firmato o no un accordo legalmente vincolante&#8221;. &#8220;La scorsa settimana&#8221;, prosegue la Gardini nella nostra intervista del 7 luglio, &#8220;ho nuovamente incontrato a Madrid una delegazione USA e ho chiesto loro se a Cancun succederà la stessa cosa di Copenhagen. I cenni di annuizione con la testa sono stati piuttosto espliciti e non  lasciano grandi speranze. <strong>Gli americani sono invece disponibili a parlare di ricerca, di nuove tecnologie e di politche energetiche</strong>. Questi sono i temi sui quali potremmo lavorare concretamente&#8221;.</p>
<p>Del resto, secondo l&#8217;On. Gardini, relatrice ombra, per il Partito Popolare Europeo, della nuova <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/environment/waste_management/l28045_it.htm" target="_blank">IPPC</a>, la <strong>Direttiva sulle Emissioni Industriali Inquinanti</strong> (ridiscussa e votata dal Parlamento Europeo nella seduta dell&#8217;8 luglio scorso), il <em>discorso CO2</em> gode di una visibilità mediatica eccessiva ed enfatizzata, negata invece a emissioni ben più dannose per la salute e inquinanti, come la <strong>diossina</strong> e gli <strong>ossidi di azoto</strong>, di cui sono responsabili, per il 90%, le vecchie centrali a carbone.</p>
<p>L&#8217;Europa prosegue tuttavia il suo impegno di riduzione delle emissioni e di <strong>stimolo alle rinnovabili e al risparmio energetico,</strong> attraverso le azioni previste dall&#8217;ormai nota &#8220;<strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/news/expert/background_page/064-44005-343-12-50-911-20081208BKG44004-08-12-2008-2008-false/default_it.htm" target="_blank">Direttiva 20-20-20</a><em>&#8220;</em></strong>, come ci spiega l&#8217;On. <strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/members/expert/groupAndCountry/view.do?group=2952&amp;country=IT&amp;partNumber=1&amp;language=IT&amp;id=4423" target="_blank">Amalia Sartori</a></strong>, membro della <strong>Commissione per l&#8217;Industria, la Ricerca e l&#8217;Energia:</strong> &#8220;<strong>gli spazi di riduzione delle emissioni sono enormi</strong> perchè veniamo da un periodo storico in cui il prezzo sostanzialmente a buon mercato del petrolio ha bloccato gli investimenti di ricerca sulle fonti rinnovabili, ma soprattutto che ha tollerato un grosso spreco di risorse. <strong>I margini per ottenere risparmi energetici signficativi dunque ci sono</strong>. L&#8217;Europa ha iniziato perciò un percorso che vede, ad esempio, grande attenzione verso l&#8217;<strong><a href="http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/doc/direttiva_2010-31-ue.pdf" target="_blank">efficienza energetica degli edifici</a>,</strong> in particolare pubblici<strong>&#8220;</strong>.</p>
<p>Ma la novità più importante, in tema di efficienza energetica, sottolinea l&#8217;On. Sartori, sembra essere la proposta del Presidente del Parlamento Europeo <strong>Jerzy Busek</strong> di costituire una &#8220;<strong>Comunità Europea dell&#8217;Energia</strong>&#8220;, sul modello della CECA (la Comunità Europea del Carbone e dell&#8217;Acciaio da cui nacquero poi la CEE e la UE) e delle attuali reti <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reti_di_trasporto_trans-europee" target="_blank">TEN</a></strong> (<em>Trans-European Networks</em>), che consenta di trasferire la competenza in materia di politiche energetiche dagli stati membri all&#8217;Unione Europea.</p>
<p><em>Andrea Gandiglio</em></p>
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		<title>All&#8217;Italia 94,2 mln di euro da Life+</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 06:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuova pioggia di finanziamenti dall&#8217;Unione Europea grazie al fondo per l&#8217;ambiente Life+:  Bruxelles ha infatti approvato 210 nuovi progetti per tutelare la natura, sostenere le politiche ambientali e migliorare l&#8217;informazione e la comunicazione verso il cittadino.
L&#8217;Italia, con 56 progetti selezionati, è la prima beneficiaria del programma, che vedrà ben 94,2 milioni di trasferimenti comunitari - poco meno del 40% del finanziamento globale europeo di 249,9 milioni.
In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Ue-Courtesy-of-laprimaweb.it-Flickr.com.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10652" title="Ue, Courtesy of laprimaweb.it, Flickr.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Ue-Courtesy-of-laprimaweb.it-Flickr.com.jpg" alt="Ue, Courtesy of laprimaweb.it, Flickr.com" width="300" height="272" /></a>Nuova pioggia di <a href="http://www.greenews.info/normative/la-corsa-alloro-dei-bandi-ue-per-lenergia/" target="_self">finanziamenti </a>dall&#8217;<strong>Unione Europea</strong> grazie al fondo per l&#8217;ambiente <strong><a href="http://www.greenews.info/agenda/aperto-il-bando-life-plus-2010-2/" target="_blank">Life</a></strong><strong><a href="http://www.greenews.info/agenda/aperto-il-bando-life-plus-2010-2/" target="_blank">+</a></strong>:  Bruxelles ha infatti approvato <strong>210 nuovi progetti</strong> per tutelare la natura, sostenere le politiche ambientali e migliorare l&#8217;informazione e la comunicazione verso il cittadino.</p>
<p>L&#8217;<strong>Italia, con 56 progetti selezionati,</strong> è la prima beneficiaria del programma, che vedrà ben <strong>94,2 milioni </strong>di trasferimenti comunitari - poco meno del <strong>40% del finanziamento globale europeo</strong> di 249,9 milioni.</p>
<p>In totale, con l&#8217;aggiunta dei fondi pubblici nazionali, i progetti rappresentano <strong>un investimento per l&#8217;ambiente in Europa pari a 515 milioni</strong> di euro. &#8220;Il programma Life+ continua a finanziare progetti innovativi e di grande qualità&#8221;, ha sottolineato il commissario europeo all&#8217;ambiente <strong>Janez Potocnik</strong>, nel presentare i risultati della selezione, dicendosi anche convinto che i nuovi progetti continueranno &#8220;a sensibilizzare i cittadini sulle principali sfide ambientali come la <strong>perdita di biodiversità</strong>, la <strong>scarsità delle risorse idriche</strong> e i <strong>cambiamenti climatici</strong>&#8220;.</p>
<p>Vediamo nel dettaglio alcuni dei progetti selezionati per <em>obiettivi</em>:</p>
<p>- <strong>LIFE+ NATURA</strong> E <strong>BIODIVERSITA&#8217;: </strong>degli 84 progetti scelti da Bruxelles, <strong>per migliorare la conservazione di specie e habitat in pericolo</strong>, 40 sono italiani con un contributo UE di 64,4 milioni. Tra questi il progetto <strong>&#8216;Prime</strong>&#8216; del comune di <strong>Mola</strong> (Bari) per la <strong>gestione delle biomasse di scarto e il riutilizzo di materiali agricoli</strong>. Ma anche progetti integrati di prevenzione e riduzione dei rifiuti nel <strong>Chianti</strong> fiorentino e in materia di cambiamenti climatici e qualità dell&#8217;aria del <strong>Comune di Bologna</strong>; o ancora il progetto <strong>Sun Eagle</strong> di tagli delle emissioni della Seconda Università degli Studi di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><strong>- LIFE+ POLITICHE AMBIENTALI E GOVERNANCE: </strong>in questo obiettivo sono <strong>15 i progetti italiani</strong> selezionati dalla Commissione<strong> </strong>per 28,8 milioni di fondi comunitari. Tra questi, <strong>&#8216;Eco-Rice&#8217;</strong> della provincia di <strong>Vercelli</strong> per attuare modelli di gestione forestale; <strong>Sicalecons </strong>della <strong>Regione Sicilia</strong> per la conservazione di determinate specie; oppure <strong>Arctos</strong> in materia di allevamento del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise. Sul fronte delle politiche a favore della biodiversità anche il progetto della <strong>Regione Lombardia</strong> contro le minacce causate dagli scoiattoli grigi.</p>
<p> - <strong>LIFE+ INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE: </strong>all&#8217;interno di questo obiettivo è stato approvato il progetto <strong>&#8216;Fish Scale&#8217;</strong> per 1 milione di euro che andrà all&#8217;<strong>Acquario di Genova</strong> per valorizzare agli occhi dei consumatori le specie trascurate dalla pesca commerciale.</p>
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		<title>Biodiversità e Corte Penale nella pentola della Commissione Ambiente del PE</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/normative-normative/biodiversita-e-corte-penale-nella-pentola-della-commissione-ambiente-del-pe-20100719/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 16:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Cosa bolle in pentola questa settimana?&#8221; La felice e colorita espressione non è nostra, ma dell&#8217;Ufficio Informazione del Parlamento Europeo e denota una nuova volontà delle istituzioni comunitarie di comunicare con il cittadino europeo in maniera concreta, al di là degli inevitabili tecnicismi dell&#8217;attività parlamentare. Dietro a formule di comprensibilità non sempre immediata si celano infatti, spesso, provvedimenti che andranno ad influire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/pentola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10462" title="Courtesy of Osandphoto.org" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/pentola-300x258.jpg" alt="Courtesy of Osandphoto.org" width="300" height="258" /></a>&#8220;Cosa bolle in pentola questa settimana</em></strong>?&#8221; La felice e colorita espressione non è nostra, ma dell&#8217;<strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/activities/committees/homeCom/allAnnouncement.do?language=IT&amp;body=ENVI" target="_blank">Ufficio Informazione del Parlamento Europeo</a></strong> e denota una nuova volontà delle istituzioni comunitarie di comunicare con il cittadino europeo <strong>in maniera concreta</strong>, al di là degli inevitabili tecnicismi dell&#8217;attività parlamentare. Dietro a formule di comprensibilità non sempre immediata si celano infatti, spesso, provvedimenti che andranno ad influire sulla <strong>vita quotidiana del cittadino e delle imprese</strong>.</p>
<p>Il<em><strong> <a href="http://www.greenews.info/category/rubriche/bolettino_europa/" target="_self">Bollettino Europa</a></strong></em><a href="http://www.greenews.info/category/rubriche/bolettino_europa/" target="_self"> </a>di <strong>Greenews.info, </strong>grazie alla sua indipendenza<strong>,</strong> vuole essere un ulteriore passo in questa direzione: un appuntamento fisso, ogni lunedì, per districarsi tra <em>Commissioni, Pareri, Relazioni, Emendamenti, Plenarie</em> e monitorare il lavoro dei <a href="http://www.europarl.it/view/it/vostri_eurodeputati.html" target="_blank">nostri parlamentari</a> impegnati a <strong>Strasburgo </strong>e<strong> Bruxelles</strong>, nella consapevolezza  (come abbiamo già ricordato nella <a href="http://www.greenews.info/politiche/la-spinta-del-parlamento-europeo-verso-la-green-economy/" target="_self"><em>puntata precedente</em></a>) che <strong>circa l&#8217;85% delle leggi italiane &#8211; anche sull&#8217;ambiente &#8211; deriva ormai da direttive e regolamenti europei</strong>. </p>
<p>Vediamo dunque i temi discussi nella <a href="http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/envi/oj/823/823043/823043it.pdf" target="_blank"><strong>seduta del 13-14 luglio </strong></a>della <a href="http://www.europarl.europa.eu/activities/committees/homeCom.do?language=IT&amp;body=ENVI" target="_blank"><strong>Commissione per l&#8217;Ambiente, la Sanità Pubblica e la Sicurezza Alimentare</strong></a><strong>, </strong>presieduta dal tedesco <strong>Jo Leinen</strong>. <strong> </strong></p>
<p>Due gli argomenti, a nostro avviso, più interessanti: la <strong>biodiversità</strong> e la proposta di istituzione di una <strong><a href="http://www.greenews.info/normative/la-corte-penale-europea-per-i-reati-ambientali-e-ora-piu-vicina/" target="_self">Corte Penale per i Crimini contro l&#8217;Ambiente</a>.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il primo, <strong>Esther de Lange</strong> del PPE, ha presentato la relazione finale in cui si propone, al Parlamento Europeo, di adottare una risoluzione sull&#8217;<a href="http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/envi/pr/816/816099/816099it.pdf" target="_blank"><strong>applicazione della</strong> <strong>normativa UE per la conservazione della biodiversità</strong></a><strong>,</strong> entro la fine del <strong>2010 &#8211; anno internazionale della biodiversità. </strong><em>Visto e considerato che</em> - come recita il linguaggio parlamentare -<strong> </strong> &#8220;<strong>dalle comunicazioni della Commissione risulta chiaro che l&#8217;UE non raggiungerà il suo obiettivo in materia di biodiversità entro il 2010</strong>&#8220;, che &#8221; <strong>i fattori di cambiamento della biodiversità non mostrano alcun segno di diminuzione</strong>&#8220;, ma soprattutto che &#8220;tra i vari fattori che hanno impedito all&#8217;UE di realizzare l&#8217;obiettivo fissato per il 2010&#8243; risulta &#8221;<strong>l&#8217;incompleta attuazione della normativa</strong>&#8220;.</p>
<p>Mentre una gran parte dei cittadini dell&#8217;Unione (secondo un recente sondaggio dell&#8217;<strong><a href="http://www.greenews.info/recensioni/biodiversita-siamo-tutti-coinvolti/" target="_self">Eurobarometro</a></strong>) <strong>non comprende infatti nemmeno cosa il termine biodiversità significhi,</strong> le conseguenze della sua perdita si stanno facendo, al contrario, pericolosamente tangibili, con &#8221;<strong>significative perdite economiche e di benessere</strong>&#8221; &#8211; ben illustrate, in <a href="http://www.greenews.info/idee/un-mea-culpa-per-il-degrado-degli-ecosistemi/" target="_self">un passato intervento </a>su <strong>Greenews.info,</strong> da <strong>Stefano Pogutz</strong> e <strong>Monika Winn</strong>.</p>
<p>Per questo anche i punti successivi, nell&#8217;<a href="http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/envi/oj/823/823043/823043it.pdf" target="_blank">ordine del giorno</a> dei lavori della Commissione, si sono soffermati sugli <strong>obiettivi strategici che la UE si pone in vista della <a href="http://www.cbd.int/mop5/" target="_blank">decima riunione della Conferenza delle Parti<br />
per la Convenzione sulla Diversità Biologica (COP 10)</a>,</strong> che si terrà a <strong>Nagoya</strong>, in Giappone dall&#8217;<strong>11 al 15 ottobre</strong> di quest&#8217;anno.</p>
<p>Non risulta dunque estranea, alle preoccupazioni di tutela della biodiversità, nemmeno la proposta di costituire una <strong>Corte Penale Europea (e in futuro Internazionale) dell&#8217;Ambiente</strong>, avanzata in Commissione Ambiente dal Prof. <strong>Antonino Abrami</strong>, presidente della <strong>International Academy of Environmental Sciences,</strong> <a href="http://www.greenews.info/normative/la-corte-penale-europea-per-i-reati-ambientali-e-ora-piu-vicina/" target="_self">da noi intervistato lo scorso 25 marzo</a>.</p>
<p>Già in quell&#8217;occasione Abrami aveva delineato l&#8217;iter legislativo del <strong>progetto di risoluzione</strong> che, per essere presentato al Parlamento Europeo, necessita di un accordo trasversale tra quaranta eurodeputati di diversi gruppi parlamentari oppure dell&#8217;approvazione dell&#8217;intera Commissione. Un accordo che, secondo Abrami, sarebbe favorito dalla convergenza bipartisan dell’altoatesino <strong>Michael Ebner (</strong>Ppe), di <strong>Pia Locatelli</strong> del Pse e di <a href="http://www.greenews.info/politiche/la-spinta-del-parlamento-europeo-verso-la-green-economy/" target="_self"><strong>Cristiana Muscardini</strong> </a>(An), nonché del sicuro appoggio da parte di <strong>Corinne Lepage, </strong>ex Ministro francese dell&#8217;Ambiente e socia fondatrice della stessa <a href="www.iaes.info" target="_blank"><strong>Accademia Internazionale di Scienze Ambientali</strong> </a>di Venezia, da cui proviene l&#8217;attività di <em>lobbying</em>.  </p>
<p>La Commissione Ambiente si riunirà nuovamente a Strasburgo, dopo la pausa estiva, il <strong>6 settembre prossimo. Bollettino Europa</strong> continuerà invece, anche nelle prossime settimane, ad approfondire con i singoli parlamentari i temi ambientali di più urgente attualità.</p>
<p><em>Andrea Gandiglio</em>     </p>
<p>   <strong>   </strong></p>
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		<title>La bassa velocità Torino-Milano partirà da Chivasso</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/la-bassa-velocita-torino-milano-partira-da-chivasso-20100608/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 18:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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		<category><![CDATA[Canale Cavour]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima grande opera infrastrutturale dell’Italia Unita, esempio di ingegneria idraulica a lungo invidiato in Europa, il Canale Cavour, fu costruito in soli 4 anni, tra il 1863 e il 1866, e costò 45 milioni di lire. Molto meno (pur con le dovute proporzioni) dell&#8217;alta velocità Torino-Milano &#8211; sia in termini economici che di tempo.
Ancora oggi è un&#8217;infrastruttura perfettamente funzionante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/SAM_1110.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-9132" title="L'edificio di presa del Canale Cavour a Chivasso" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/SAM_1110-300x225.jpg" alt="L'edificio di presa del Canale Cavour a Chivasso" width="300" height="225" /></a>Prima grande opera infrastrutturale dell’Italia Unita, esempio di ingegneria idraulica a lungo invidiato in Europa, il <strong>Canale Cavour,</strong> fu costruito in soli 4 anni,<strong> tra il 1863 e il 1866</strong>, e costò 45 milioni di lire. Molto meno (pur con le dovute proporzioni) dell&#8217;alta velocità<strong> Torino-Milano</strong> &#8211; sia in termini economici che di tempo.</p>
<p>Ancora oggi è un&#8217;infrastruttura perfettamente funzionante, nonché <strong>un sito di alto valore architettonico e ambientale, </strong>che costituisce un importante <strong>elemento identitario dei territori attraversati</strong>.</p>
<p>Per questo il <strong>Politecnico di Torino</strong> ha siglato con il <a href="http://www.parcopotorinese.it/" target="_blank"><strong>Parco Fluviale del Po Torinese</strong>,</a> la <strong>Coutenza Canali Cavour</strong> e il<strong> <a href="http://www.comune.chivasso.to.it/" target="_blank">Comune di Chivasso</a></strong>, un protocollo di intesa &#8211; presentato ieri in <a href="http://www.greenews.info/agenda/progetti-sul-canale-cavour/" target="_self">un seminario </a>nello storico <em>edificio di presa</em> -  per <strong>valorizzare e promuovere i beni architettonici e ambientali del Canale</strong>, attraverso una serie di progetti elaborati dagli studenti dell&#8217;Unità di Progetto &#8220;Cura del Patrimonio&#8221; della <strong>I Facoltà di Architettura, </strong>coordinati dagli architetti <strong>Chiara Occelli</strong> e <strong>Riccardo Palma</strong>.   </p>
<p>L’ipotesi di ricerca riguarda inoltre la possibilità di <strong>rendere ciclabile l’intero tracciato del Canale,</strong> con un percorso di fruizione turistica delle opere idrauliche e dei territori attraversati dal Canale lungo gli <strong>82 km</strong>. che vanno <strong>dalla presa nel Po di Chivasso</strong>, in provincia di Torino, <strong>fino alla confluenza nel Ticino a Galliate</strong>, in provincia di Novara.</p>
<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/SAM_1106.JPG"><img class="alignright size-medium wp-image-9136" title="La presa del Canale Cavour nel Po" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/SAM_1106-300x225.jpg" alt="La presa del Canale Cavour nel Po" width="300" height="225" /></a>Un progetto che consentirebbe di inserire il tracciato del Canale Cavour nel quadro della <strong>rete europea dei percorsi ciclabili</strong> <strong><a href="http://www.ecf.com/14_1" target="_blank">EUROVELO</a></strong>. Se il Canale venisse infatti reso ciclabile per tutta la sua lunghezza si otterrebbe <strong>un collegamento, in sede autonoma e protetta, tra Torino e Milano</strong>, attraverso l’innesto sulla ciclabile del <strong>Naviglio Grande </strong>e poi ancora<strong> </strong>con la <strong>Svizzera</strong>, attraverso il <strong>Lago Maggiore </strong>e, in prospettiva, con la <strong>Francia</strong>, attraverso le ciclabili del <strong>Parco del Po</strong> e della <strong>Valle del Tenda</strong>. Il sogno di qualsiasi ciclista.</p>
<p>Ma gli elaborati sviluppati dagli studenti del Politecnico di Torino vanno oltre e ipotizzano un sistema di interventi che possa ridisegnare,<strong> in chiave turistica e naturalistica</strong> , il territorio circostante offrendo sia <strong>spazi ricettivi</strong> per chi transiterà da Chivasso lungo il Canale, che <strong>spazi per la vendita dei prodotti tipici del territorio</strong>  (tanto delle risaie vercellesi, quanto quello del Po torinese) e infine <strong>spazi eco-museali</strong> di presentazione del Canale.    </p>
<p>Un lavoro sviluppato con la convinzione che <strong>il Canale, con i suoi “monumenti</strong>” &#8211; ponti, sifoni, scaricatori, chiaviche &#8211; <strong>e il fiume, con le forme che ha impresso al suolo abitato</strong>, possano essere considerati parti di una stessa “<strong>città d’acqua</strong>” in grado di esprimere nuove forme insediative e <strong>comunicare ai visitatori i caratteri identitari del territorio</strong>.</p>
<p><em>Andrea Gandiglio</em></p>
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		<title>L&#8217;Unesco recupera la tradizione con ITKI</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/lunesco-recupera-la-tradizione-con-itki-20100513/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 13:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Enti pubblici]]></category>
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		<category><![CDATA[Unesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce l’International Traditional Knowledge Institute (Itki), l’organismo voluto dall’Unesco per tutelare le tecniche e le conoscenze tradizionali dell’agricoltura e dell&#8217;architettura, che ad oggi stanno scomparendo,  ma che è necessario conservare per poter rispondere alla crisi ambientale ed economica globale e migliorare, come conseguenza virtuosa, la qualità della nostra vita. 
Scopo dell’Itki è dunque di realizzare una banca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/05/trulli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7959" title="trulli, Courtesy of Trullionline.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/05/trulli-300x299.jpg" alt="trulli, Courtesy of Trullionline.com" width="300" height="299" /></a>Nasce l’<strong><a href="http://www.nobregafoundation.org/Content/Projects/TraditionalKnowledge.html" target="_blank">International</a></strong><a href="http://www.nobregafoundation.org/Content/Projects/TraditionalKnowledge.html" target="_blank"> </a><strong><a href="http://www.nobregafoundation.org/Content/Projects/TraditionalKnowledge.html" target="_blank">Traditional Knowledge Institute (Itki)</a></strong><strong>, </strong>l’organismo voluto dall’<strong><a href="http://www.unesco.it/cni/" target="_blank">Unesco</a></strong> per <strong>tutelare</strong> le <strong>tecniche </strong>e<strong> </strong>le<strong> conoscenze tradizionali</strong> dell’<strong>agricoltura </strong>e dell&#8217;<strong>architettura</strong><strong>,</strong> che ad oggi stanno scomparendo,  ma che è necessario conservare <strong>per poter rispondere alla crisi ambientale ed economica globale</strong> e migliorare, come conseguenza virtuosa, la qualità della nostra vita<strong>. </strong></p>
<p>Scopo dell’<strong>Itki</strong> è dunque di realizzare una <strong>banca dati</strong> che possa essere consultata da tutte le pubbliche amministrazioni del mondo, tramite <strong>un report annuale disponibile on-line</strong>,  che raccoglierà le centinaia di migliaia di <strong>soluzioni antiche e attuali</strong> ai problemi della desertificazione, della mancanza d’acqua, delle frane e dello spreco di energia.</p>
<p>L’Istituto, che avrà sede a <a href="http://www.comune.bagno-a-ripoli.fi.it/" target="_blank"><strong>Bagno a</strong> <strong>Ripoli</strong></a>, in Toscana, è nato grazie al sostegno iniziale della stessa <strong>Unesco</strong> ed all&#8217; impegno economico di alcune fondazioni, tra le quali <strong><a href="http://www.nobregafoundation.org/Content/Projects/TraditionalKnowledge.html" target="_blank">Nobrega</a></strong>, <strong><a href="http://www.fondazione-delbianco.org/italiano/index_i.htm" target="_blank">Romualdo del Bianco</a></strong> e <strong><a href="http://www.water-right.com/" target="_blank">Water Right</a></strong>, oltre che del <strong>Comune</strong><strong>. </strong>Tra i vari progetti della nuova struttura, presentati ieri a <strong>Firenze</strong> dal Presidente del Centro, il consulente Unesco <strong>Pietro Laureano,</strong> c’è anche il restauro delle <a href="http://www.castellitoscani.com/italian/gualchiere.htm" target="_blank"><strong>Gualchiere</strong></a><strong>,</strong> un laboratorio tessile trecentesco, da tempo in disuso,  che sorge sulle rive dell’<strong>Arno,</strong> alla periferia di <strong>Firenze.</strong></p>
<p><strong>Laureano </strong>ha sottolineato, durante la conferenza, come sia importante creare una “<strong>lista</strong>” delle decine di milioni di <strong>tecniche tradizionali presenti sul pianeta</strong>, attraverso una ricerca e una catalogazione continua, al fine di aiutare la <strong>tutela culturale e ambientale</strong>. Questa banca dati, che diventerà una vera e propria <strong>Banca della Terra</strong>, potrà essere consultata da governi, pubbliche amministrazioni, aziende e cittadini per poter permettere la diffusione delle pratiche sostenibili ed innovative in agricoltura, architettura e aree urbane, paesaggio e pratiche sociali. Il loro utilizzo consentirà <strong>risparmi economici</strong> considerevoli in tutti i settori e in particolare nelle <strong>emissioni di CO2</strong>.</p>
<p>&#8220;La nascita di <strong>Itki</strong> &#8211; ha commentato il Vicedirettore Generale dell&#8217;Unesco, <strong>Francesco Bandarin</strong>, in collegamento da <strong>Parigi</strong> &#8211; è una buona notizia per <strong>Firenze</strong> e per l&#8217;<strong>Unesco</strong>&#8220;.<strong> “</strong>Le conoscenze tradizionali e il loro uso innovativo rappresentano la base per una <strong>tecnologia sostenibile</strong>, indispensabile per l’elaborazione di un nuovo modello di <strong>progresso umano, </strong>sono un giacimento di possibilità che si va perdendo, con l’affermarsi della <strong>monocultura del cemento</strong> e anche con gli spostamenti di popolazioni. È successo in Italia negli anni ‘50, sta succedendo in Cina, dove ogni anno 10 milioni di abitanti lasciano i villaggi per concentrarsi nelle aree urbane”, ha concluso <strong>Bandarin</strong>.</p>
<p><em>Benedetta Musso</em></p>
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		<title>Bruxelles ospita i Sindaci e Stoccolma Green Capital</title>
		<link>http://www.greenews.info/eventi/bruxelles-ospita-i-sindaci-e-stoccolma-green-capital-20100504/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 07:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Green Capital]]></category>
		<category><![CDATA[Patto dei Sindaci]]></category>

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		<description><![CDATA[Bruxelles ospita oggi, in una doppia cerimonia al Comitato delle Regioni e al Parlamento Europeo, la presentazione di Stoccolma Green Capital 2010 e l&#8217;assemblea del Patto dei Sindaci, che vedrà i sindaci di 500 delle 1680 città europee che hanno aderito al programma, ribadire il proprio impegno allo sviluppo sostenibile.
La giornata inizierà alle 9,30 in rue Belliard, sede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/05/Covenant.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7619" title="Un'immagine della Cerimonia 2009, Courtesy of Eumayors.eu" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/05/Covenant-300x181.jpg" alt="Un'immagine della Cerimonia 2009, Courtesy of Eumayors.eu" width="300" height="181" /></a>Bruxelles</strong> ospita oggi, in una doppia cerimonia al <strong>Comitato delle Regioni</strong> e al <strong>Parlamento Europeo</strong>, la presentazione di <a href="http://ec.europa.eu/environment/europeangreencapital/events_submenu/100504_egc-seminar.html" target="_blank"><strong>Stoccolma Green Capital 2010</strong> </a>e l&#8217;assemblea del <strong><a href="http://www.eumayors.eu/" target="_blank">Patto dei Sindaci</a></strong>, che vedrà i sindaci di 500 delle 1680 città europee che hanno aderito al programma, ribadire il proprio impegno allo sviluppo sostenibile.</p>
<p>La giornata inizierà alle 9,30 in rue Belliard, sede del Comitato delle Regioni, con il seminario &#8220;<strong>Stockholm European Green Captial 2010. Role Model for Europe</strong>&#8220;, organizzato dalla Città di Stoccolma in collaborazione con la Commissione Europea.</p>
<p>Ad illustrare come è possibile rendere più vivibili le città &#8211; dove risiede ormai più del 50% della popolazione globale e si consuma l&#8217;80% dell&#8217;energia &#8211; il sindaco di Stoccolma <strong>Sten Nordin</strong>, che ne discuterà con alcuni rappresentanti del Parlamento Europeo e delle città di <strong>Bruxelles</strong> e <strong>Amburgo, </strong>la città che raccoglierà la palma di seconda Capitale Verde europa di sempre nel 2011.</p>
<p>Nel pomeriggio il tema dello <a href="http://www.greenews.info/pratiche/costruire-citta-sostenibili-la-sfida-del-patto-dei-sindaci/" target="_blank">sviluppo urbano sostenibile </a>si allargherà agli amministratori impegnatisi nel Patto dei Sindaci, un&#8217;iniziativa europea che sta riscuotendo particolare interesse, come modello organizzativo efficiente, nel resto del mondo e in particolare negli Stati Uniti.</p>
<p>&#8220;Mentre i Governi discutono e si dividono all’infinito sul problema degli impegni nazionali&#8221;, ci spiega infatti <strong>Giuseppe Gamba</strong>, presidente di <strong><a href="http://www.azzeroco2.it/" target="_blank">AzzeroCO2</a>,</strong> &#8221;le realtà locali - imprese ed enti  – sono al lavoro per contenere i consumi, le emissioni inutili di gas serra e il caos climatico già iniziato. Il <strong>Patto dei Sindaci</strong> raccoglie la rete degli enti locali Europei impegnati a realizzare nei loro territori <strong>concreti programmi energetici </strong>e a raggiungere <strong>ambiziosi target di riduzione</strong>, all’altezza della sfida climatica.&#8221;</p>
<p>Alle ore <strong>14.00</strong>, nell&#8217;Emiciclo del Parlamento Europeo, il presidente della Commissione Europea <strong>José Manuel Barroso</strong>, insieme a <strong>José Luis Zapatero</strong>, in qualità di Presidente di turno dell&#8217;Unione Europea e a <strong>Mercedes Bresso</strong>, alla guida del Comitato delle Regioni, apriranno la Seconda Cerimonia ufficiale del <strong><em>Covenant of Mayors</em></strong>, a cui seguiranno le firme di impegno dei Sindaci. Tra gli speakers chiamati sul palco il Sindaco di Roma <strong>Gianni Alemanno,</strong> recentemente definito dal guru della green economy <strong>Jeremy Rifkin</strong>, uno dei più attenti amministratori italiani ai temi della sostenibilità.</p>
<p>La cerimonia potrà essere interamente seguita in live streaming sul <a href="http://webcast.ec.europa.eu/eutv/portal/index.html" target="_blank">portale Webcast</a> della Commissione Europea.</p>
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		<title>In Puglia la pubblica amministrazione affitta i tetti per il fotovoltaico</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/in-puglia-la-pubblica-amministrazione-affitta-i-tetti-per-il-fotovoltaico-20100430/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 12:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Enti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Tetti in affitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Guadagnare con il fotovoltaico affittando il tetto? In Puglia da pochi giorni è possibile farlo, grazie ad un nuovo provvedimento che permetterà di installare pannelli fotovoltaici anche sugli edifici pubblici.
Il disciplinare permetterà  alle imprese che si occupano di energia di essere inserite nell&#8217;albo regionale dei locatari di aree e di edifici pubblici da destinare alla realizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/fotovoltaico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7495" title="fotovoltaico, Courtesy of Ecowiki.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/fotovoltaico-300x217.jpg" alt="fotovoltaico, Courtesy of Ecowiki.it" width="300" height="217" /></a>Guadagnare con il fotovoltaico affittando il tetto? In <strong>Puglia </strong>da pochi giorni è possibile farlo, grazie ad un nuovo provvedimento che permetterà di <strong>installare pannelli fotovoltaici anche sugli edifici pubblici</strong>.</p>
<p>Il disciplinare permetterà  alle imprese che si occupano di energia di essere inserite nell&#8217;albo regionale dei locatari di aree e di edifici pubblici da destinare alla realizzazione di impianti fotovoltaici<strong>.</strong></p>
<p>Potranno essere inseriti nell&#8217;albo gli imprenditori individuali (anche artigiani), le società commerciali, le società cooperative, i consorzi, i raggruppamenti temporanei di concorrenti e gli operatori economici stabiliti in altri Stati membri, purché abilitati e iscritti al registro delle imprese delle Camere di Commercio o, se stranieri, nel registro professionale dello Stato di residenza.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>A disposizione delle <em>aree vaste</em> sono stati stanziati <strong>75milioni di euro</strong> (dal Programma Operativo 2007-2013) per gli interventi di miglioramento della <strong>sostenibilità ambientale</strong> e delle <strong>prestazioni energetiche</strong> degli edifici. Gli immobili che potranno essere destinati alle opere di efficientamento energetico saranno scelti proprio dalle Aree Vaste, mentre i Comuni o le Province dovranno cofinanziare gli interventi per il 15%. Questi ultimi, grazie al provvedimento, potranno coprire completamente la spesa <strong>dando in locazione superfici pubbliche come pensiline, tetti, parcheggi</strong> a soggetti che si occupano di fotovoltaico.</p>
<p>La Regione, per aiutare gli Enti locali ad affittare le aree, istituirà una <strong>lista</strong> che potrà essere utilizzata<strong> per invitare i soggetti inseriti a partecipare alle gare</strong>. Per quanto riguarda le imprese invece, il contratto di locazione dovrà essere di almeno 20 anni e il canone annuo non potrà essere inferiore a 12 euro per kwp (chilowatt picco, cioé la potenza massima o &#8220;di picco&#8221; di un impianto fotovoltaico).</p>
<p>Proprio ieri intanto il Gestore dei Servizi Energetici ha confermato il <strong>primato della Puglia nel fotovoltaico,</strong> con 219,395 megawatt di potenza elettrica installata al 19 aprile 2010. Seconda in graduatoria  la Lombardia, con 133,401.</p>
<p><em>Benedetta Musso</em></p>
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		<title>Un fantastico tour (virtuale) sulle montagne dell&#8217;Alto Adige</title>
		<link>http://www.greenews.info/recensioni/un-fantastico-tour-virtuale-sulle-montagne-dellalto-adige-20100402/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 08:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Geobrowser]]></category>

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		<description><![CDATA[Meraviglie della natura, della tecnologia e della pubblica amministrazione . Per rispondere alle aspettative e alle esigenze informative  dei cittadini altoatesini, l&#8217;amministrazione della Provincia Autonoma di Bolzano ha messo a disposizione, sul web,  una serie di applicativi geografici, che permettono una facile (ed esaltante) consultazione dei dati geografici, considerati un patrimonio dell&#8217;amministrazione stessa e disponibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/Geobrowser-3D.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6535" title="Geobrowser 3D, Courtesy of Provincia di Bolzano" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/Geobrowser-3D-300x186.jpg" alt="Geobrowser 3D, Courtesy of Provincia di Bolzano" width="300" height="186" /></a>Meraviglie della natura, della tecnologia e della pubblica amministrazione . Per rispondere alle aspettative e alle esigenze informative  dei cittadini altoatesini, l&#8217;amministrazione della <strong><a href="http://www.provincia.bz.it/informatica/temi/maps-webgis.asp#anc617" target="_blank">Provincia Autonoma di Bolzano </a></strong>ha messo a disposizione, sul web<strong>,  una serie di applicativi geografici, che permettono una facile (ed esaltante) consultazione dei dati geografici</strong>, considerati un patrimonio dell&#8217;amministrazione stessa e disponibili in maniera sempre crescente.</p>
<p>Si tratta dei cosiddetti <strong>WebGIS</strong> , acronimo per <strong>Sistema <strong>I</strong>nformativo <strong>G</strong>eografico</strong>, le cui funzionalità si basano su tecnologie della rete internet. Attraverso questa tecnologia la <strong>Ripartizione Informatica</strong> della <strong>Provincia di Bolzano</strong> <strong>– Alto Adige</strong>, in collaborazione con l’<strong>Agenzia Provinciale per l’Ambiente</strong>, supportate da <a href="http://www.siag.it/" target="_blank"><strong>Informatica alto Adige Spa</strong> </a>e <strong><a href="http://www.territoriumonline.com/it/index.html" target="_blank">Territorium Online Srl</a></strong>, hanno sviluppato una serie di <strong>Geo-browser</strong>, dai nomi fantascientifici ma con funzionalità molto utili e concrete: <strong>Geobrowser 3D, GeobrowserPro, UrbanBrowser, LandBrowser, StoneBrowser, CARGbrowser, Combrowser, ArchaeoBrowser</strong> e <strong>HazardBrowser</strong>.  </p>
<p>Il <strong><a href="http://62.101.0.152/bolzano/bolzano_ita/index.jsp?width=1280&amp;height=924" target="_blank">Geobrowser 3D</a></strong>, ultima chicca che consente <strong>un volo ad uccello sul territorio</strong> (simile ai simulatori 3D), è un nuovo servizio cartografico attraverso il quale <strong>è possibile visualizzare le fotografie aeree del 2006 su un modello tridimensionale</strong>,  in combinazione con vari altri “<strong>tematismi</strong>” (le località, la rete viaria, le piste da sci, le carte di suscettibilità ai pericoli ecc.), ai quali, in futuro, se ne aggiungeranno altri già pubblicati nel <strong>GeobrowserPro.</strong></p>
<div id="attachment_6536" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/Geobrowser-3DPro.jpg"><img class="size-medium wp-image-6536" title="Geobrowser 3DPro, Courtesy of Provincia di Bolzano" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/Geobrowser-3DPro-300x176.jpg" alt="GeobrowserPro" width="300" height="176" /></a><p class="wp-caption-text">GeobrowserPro</p></div>
<p>Quest’ultimo è un applicativo che offre agli utenti professionali <strong>un servizio internet per poter redigere e valutare i progetti e gli studi di fattibilità da sottoporre alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale</strong>, accedendo comodamente dal proprio ufficio o dalla propria postazione di lavoro. Il servizio offre inoltre, ad un pubblico più vasto, non specialistico, direttamente a casa propria, <strong>le informazioni sull&#8217;ambiente, per consentire </strong>– come recita il sito – “<strong>una partecipazione più allargata ai fenomeni di trasformazione del territorio”.</strong></p>
<p>In questi software sono contenute infatti <strong>informazioni su tutti gli aspetti ambientali più importanti</strong>: <strong>le acque e le sorgenti, l&#8217;uso del suolo, il catasto delle valanghe, i parchi naturali, i biotopi, i siti Natura 2000</strong>, ed inoltre, cosa prevedono tutti i principali piani e programmi comunali e provinciali, come il <strong>piano urbanistico e paesaggistico</strong>, quello delle <strong>piste da sci</strong> e delle <strong>piste ciclabili</strong>. Tutti dati disponibili in forma digitale, stampabili o esportabili in pdf. Con il GeobrowserPro, ad esempio, i cittadini possono <strong>crearsi le proprie mappe</strong>, semplicemente combinando i vari strati informativi messi a disposizione dal servizio. </p>
<div id="attachment_6538" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/LandBrowser.jpg"><img class="size-medium wp-image-6538" title="LandBrowser, Courtesy of Provincia di Bolzano" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/LandBrowser-300x214.jpg" alt="LandBrowser" width="300" height="214" /></a><p class="wp-caption-text">LandBrowser</p></div>
<p>Il <strong>LandBrowser, </strong>invece, informa i cittadini sui <strong>piani paesaggistici dei loro comuni</strong> ed in particolare sulle <strong>zone di rispetto e di tutela paesaggistica, i biotopi, i monumenti naturali, i parchi</strong>, così come su singoli elementi come <strong>canali, mulini, siepi</strong> oppure <strong>antiche strade lastricate</strong>.</p>
<p>La sezione di documentazione comprende anche le <strong>norme di tutela in vigore relative alle singole zone</strong> e la relazione illustrativa che riporta la <strong>descrizione naturalistica del comune,</strong> accompagnata dagli <strong>obiettivi di tutela e di sviluppo</strong>. Al momento sono disponibili in formato digitale già <strong>il 70% dei piani paesaggistici</strong>, mentre i rimanenti piani, per adesso, possono essere consultati presso i comuni oppure presso l’<strong>Ufficio Ecologia del Paesaggio</strong>.</p>
<p>Questa è la pubblica amministrazione che vorremmo.</p>
<p><em>Andrea Gandiglio</em></p>
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