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	<title>Greenews.info &#187; Fotovoltaico</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Decreto Liberalizzazioni: nell&#8217;art.65 spunta a sorpresa la norma &#8220;antifotovoltaico&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 12:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Magia, mistero, apparizioni, sparizioni&#8230;&#8221; incalzava un giovane Ezio Greggio in un suo sketch comico. Le associazioni delle fonti rinnovabili non sembrano però intenzionate a ridere. Tanto più da quando si è saputo che la modifica dell’Articolo 65 del Decreto sulle Liberalizzazioni - che rischia di provocare gravissimi danni economici agli operatori con investimenti in corso &#8211; è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/corrado-passera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27579" title="Il Ministro Corrado Passera, Courtesy of LaPresse.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/corrado-passera-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>&#8220;<strong><em>Magia, mistero, apparizioni, sparizioni</em>&#8230;&#8221; </strong>incalzava un giovane Ezio Greggio in un suo sketch comico. Le associazioni delle fonti rinnovabili non sembrano però intenzionate a ridere. Tanto più da quando si è saputo che <strong>la modifica dell’<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-01-22/impianti-fotovoltaici-ambito-agricolo-151601.shtml?uuid=Aa5PjDhE" target="_blank">Articolo 65 del Decreto sulle Liberalizzazioni </a>- che rischia di provocare gravissimi danni economici agli operatori con investimenti in corso &#8211; è stata misteriosamente fatta di notte</strong>. Quasi un &#8220;agguato&#8221; alle spalle.</p>
<p>Per questo, in <strong><a href="http://www.webaper.it/public/sitoaper/FontiRinnovabili/pAper/2012/2012_01_19%20lettera%20associazioni%20su%20DM%20elettrico%20FER.pdf" target="_blank">una lettera aperta </a></strong>al premier <strong>Monti</strong> e ai ministri <strong>Passera, Clini e Catania</strong>, diffusa lo scorso 19 gennaio, <strong>Anev, Anie, Assosolare e Aper</strong>, denunciano che la bozza del decreto attuativo relativo alle fonti elettriche <strong>“infligge un duro colpo all’intero settore e ne compromette irrimediabilmente lo sviluppo</strong>”. Le associazioni ricordano anche che “il settore, se non ostacolato, può contribuire non solo in termini di risparmio economico connesso alle politiche di incentivazione, ma soprattutto in termini di rilancio di nuovi investimenti nel nostro Paese”. È un fatto, del resto, che l’Italia è impegnata a raggiungere gli obiettivi europei del 2020 e quelli della Roadmap del 2050 della Commissione Europea, che punta entro il 2030 a conseguire una quota del 50% dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.</p>
<p>Se l&#8217;art. 65 del Decreto sulle Liberalizzazioni fosse convertito in legge dal Parlamento così come è stato scritto dal Governo,<strong> diminuirebbero le possibilità di accedere alle tariffe incentivanti e al contempo sarebbe possibile realizzare mega impianti su terreni agricoli di qualsiasi dimensione senza tener conto dei limiti di rapporto tra superficie occupata dall’impianto e superficie agricola totale</strong>. Salterebbero anche le restrizioni sulla potenza massima installabile, imposte dal precedente decreto di marzo <strong>per preservare i terreni agricoli dalle speculazioni</strong>.</p>
<p>Ad essere in allarme oggi sono in particolare le aziende che operano nel fotovoltaico e nella geotermia. In un <strong><a href="http://www.webaper.it/index.asp?idCategoria=14&amp;idSottoCategoria=52&amp;idSottoPagina=2313&amp;inizioSottoPagine=0" target="_blank">comunicato congiunto </a></strong>di Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Asso Energie Future (seguito a ruota alla lettera inviata al Presidente del Consiglio), <strong>si ribadisce “la necessità che si evitino interventi normativi estemporanei e retroattivi che minano la stabilità del sistema e ledono la fiducia degli investitori</strong>”, chiedendo la fine della fase “in cui si decide senza ascoltare la voce delle forze sociali ed economiche che operano in concreto”.</p>
<p><strong>Le associazioni chiedono di ritirare </strong>“<strong>la nuova norma antifotovoltaico</strong>” dal Decreto sulle Liberalizzazioni che “incredibilmente”, introduce disposizioni retroattive che “ledono gravemente i diritti dei produttori fotovoltaici che in buona fede hanno iniziato a realizzare nuovi impianti secondo la normativa vigente da soli 10 mesi (<strong><a href="http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/doc/dlgs_28-2011.pdf" target="_blank">D.Lgs. 28/11</a></strong>)”. Invece, così come recita in Gazzetta Ufficiale, l’articolo 65 stralcia parte dell’articolo 10 del decreto legislativo del <strong><a href="http://www.efficienzaenergetica.enea.it/doc/efficienza-energetica/Dlgs-28-2011-fonti-rinnovabili.pdf" target="_blank">3 marzo 2011 n.28</a></strong>, in base al quale i produttori che avessero già aperto l’iter autorizzativo avevano un anno di tempo per mettere in esercizio, in area agricola, gli impianti fotovoltaici a terra.</p>
<p><strong>Gianni Chianetta</strong>, presidente di <strong>Assosolare, </strong>spiega: “Da sempre Assosolare evidenzia la necessità di una maggiore stabilità normativa per il settore fotovoltaico, soggetto a scossoni e cambi di rotta imprevisti che ne bloccano lo sviluppo e rendono il Paese poco appetibile per gli investitori nazionali e stranieri. <strong>Il cambiamento continuo del quadro normativo di riferimento impedisce di fatto la crescita in termini di occupazione e di ricchezza che il settore ha saputo creare anche in una fase economica negativa</strong>”. Secondo l’associazione di categoria, i punti critici più importanti del Decreto sono la riduzione del budget di spesa &#8211; che <strong>dai 6-7 miliardi di euro, previsti nella bozza del precedente governo, scendono ora a 5 miliardi </strong>– e quella dell&#8217;incentivo minimo, che passerebbe dal 70 al 50%.</p>
<p>“Se dovesse essere confermata tale previsione &#8211; denunciano le associazioni &#8211; l&#8217;incentivo minimo vedrebbe snaturata la sua stessa funzione, in quanto, <strong>applicando una riduzione del 50%, si avrebbe un valore addirittura inferiore al prezzo della sola energia elettrica scambiata sul mercato</strong>”. Nel decreto è previsto anche l&#8217;obbligo di <strong>partecipazione alle aste per i piccoli impianti </strong>- già a partire da 6 MW &#8211; mentre le associazioni ne propongono l&#8217;applicazione ai soli impianti di grande taglia, ossia di potenza superiore a 50 Mw. “L’Art. 65  - sottolinea Chianetta &#8211; si ‘rimangia’ le disposizioni precedenti. È chiaro che ingenti investimenti in corso per impianti già autorizzati, che ricadono nei casi di esenzione dalle limitazioni, sono così vanificati dalla nuova normativa che, con effetto retroattivo, applica anche ad essi le restrizioni. Da qui <strong>la richiesta da parte di Assosolare e di tutte le maggiori associazioni di categoria di un passo indietro su una norma che produce più effetti negativi che positivi</strong>”.</p>
<p> <em>Agnese Pellegrini</em></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;Industriale&#8221;: la disperazione di un imprenditore del fotovoltaico nel film di Montaldo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 10:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letizia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vecchio leone del cinema italiano crede ancora nella denuncia. Giuliano Montaldo, 82 anni tra meno di un mese e la lucidità di sempre, è ancora capace di affondare il termometro nella società, nel cuore del Paese. Instancabile, il regista genovese è nelle sale con il nuovo film, L’industriale. Pellicola che coglie in pieno le difficoltà del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/montaldo-lindustriale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27287" title="montaldo l'industriale" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/montaldo-lindustriale.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a><em>Il <strong>vecchio leone del cinema italiano</strong> crede ancora nella denuncia. <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuliano_Montaldo">Giuliano Montaldo</a></strong>, 82 anni tra meno di un mese e la lucidità di sempre, è ancora capace di <strong>affondare il termometro nella società, nel cuore del Paese</strong>. Instancabile, il regista genovese è nelle sale con il <strong>nuovo film</strong>, <strong><a href="http://www.kinoweb.it">L’industriale</a></strong>. Pellicola che coglie in pieno le difficoltà del nostro tempo e della crisi: è <strong>il declino di un imprenditore</strong> di mezzetà, in grossi guai finanziari, <strong>che non riesce più a mandare avanti la sua azienda di pannelli fotovoltaici</strong>.</em></p>
<p><strong>D) Maestro, quando ha pensato a questo film sui disastri umani della crisi?</strong></p>
<p>R) Verso la fine del 2010 chiunque di noi si rendeva conto, attraversando certe zone d’Italia, che eravamo di fronte a <strong>una bolla che stava per scoppiare</strong> violentemente, con un portato di conseguenze sociali e private. <strong>Fabbriche occupate, dismesse, piazzali vuoti di grandi industrie metalmeccaniche</strong> davano infinita tristezza. Certo, non avremmo mai immaginato di assistere a un tale, <strong>spaventoso <em>tsunami</em></strong>, tutti noi siamo rimasti folgorati.</p>
<p><strong>D) Crede che questo momento di difficoltà del Paese sia peggiore di quelli vissuti in passato?</strong></p>
<p>R) Nella mia lunga vita ho assistito a crisi economiche diverse. Parlo di quando ancora c’era la lira, i governi facevano qualche ritocco al carburante, al costo dei pedaggi e delle sigarette, e nulla più. Ora, con l’Europa e l’euro,<strong> gli stati si danno furbescamente la colpa del disastro l’un l’altro</strong>. Quella sederona della <strong>Merkel </strong>a quel dinoccolato di <strong>Sarkozy</strong>, alla Grecia o a noi, ad esempio. <strong>E intanto il cerino brucia le vite e brucia il Paese</strong>.</p>
<p><strong>D) Vedere e denunciare la crisi è il primo passo. Ma poi, che fare?</strong></p>
<p>R) Dobbiamo ritornare a essere molto miti. Nessuno può dirsi al salvo dal gorgo. Da qui prende l’avvio la storia del mio film. Da un uomo che eredita l’azienda da un padre lavoratore, diventa un leader proclamato dai compagni di lavoro, ha un rapporto accorato con i suoi dipendenti, ma <strong>di fronte al fallimento economico, ai debiti, all’incapacità di pagare i dipendenti, sprofonda nella disperazione</strong>. E’ durissima dire “non ce l’ho fatta”.</p>
<p><strong>D) Anche perché, oltre all’imprenditore sono centinaia le famiglie che perdono il lavoro…</strong></p>
<p>R) E’ un’umiliazione, una sconfitta cocente. Come si fa a tornare a casa dicendo “mi hanno licenziato, da adesso in poi abbiamo il problema di come sopravvivere”? <strong>Se una volta quello del lavoro era un dramma di classe</strong>, ora è tutto interiore, la disperazione mangia l’anima. Non c’è dubbio che <strong>ci siamo fatti travolgere dal consumismo sfrenato.</strong> Quando ero giovane, parliamo del secondo dopoguerra, <strong>mio papà non cambiava il telefono tutte le settimane, lo zainetto, le scarpe erano sempre quelle</strong>. E poi, un tempo c’era più amicizia e fratellanza di quella che c’è oggi, mentre <strong>ognuno pensa a sé e a remare sulla propria zattera</strong>. Siamo di fronte a un delirio imbecille, che ci ha portato ad essere vittime sacrificali di una macchina stritolante: il desiderio sfrenato non sempre può essere appagato, ma chi non può farlo soffre.</p>
<p><strong>D) Ci spiega la scelta dell’azienda di fotovoltaico per il film?</strong></p>
<p>R) <strong>Quello dell’ambiente è uno dei problemi cruciali del nostro mondo</strong>. Dobbiamo convertire le nostre economie se vogliamo avere un futuro. <strong>A furia di tirare fuori il petrolio dal sottosuolo, prima o poi esce uno gnomo </strong>tutto bruciato <strong>che dice “adesso basta”!</strong> Il Padre Eterno sarà ben stufo di noi e di girare con la mascherina perché non lo facciamo respirare, non crede?</p>
<p><strong>D) Lei vive a Roma. Come si sta, quanto a inquinamento?</strong></p>
<p>R) La Capitale è una città con due capitali. Sembra un paradosso, ma è così: ci sono i turisti e i pellegrini e quelli che si incazzano e vengono a fare le manifestazioni. C’è la città che vive la sua dimensione urbana e c’è tutto l’apparato dello Stato, qualche volta mandato agli Inferi, qualche volta sugli altari. <strong>A questo proposito, mi auguro che Monti e i suoi ministri vadano a vedere il mio film, come piccola testimonianza di quel che è il Paese reale</strong>. Roma sta tornando a essere una metropoli alterata dalla malavita, soprattutto nei quartieri periferici <strong>incomincia a sentirsi puzza di violenza dovuta alla crisi</strong>. L’altro giorno ho visto per strada un signore con il vestito di un sarto e un cappello Borsalino in testa, che chiedeva l’elemosina. Non le sembrano segnali?</p>
<p><strong>D) Se fosse Ministro della Repubblica per un giorno, che cosa farebbe per andare incontro a queste situazioni di crescente disagio?</strong></p>
<p>R) Vorrei essere <strong>Ministro dell’Infanzia</strong>, per <strong>pregare tutte le mamme di non portare i loro figlioletti in giro, nel traffico. Nessuno dice mai che le carrozzine sono giusto all’altezza dei tubi di scappamento</strong>. I piccoli non hanno ancora possibilità di scelta, per la loro salute non si può sottoporli a ciò.</p>
<p><em>Letizia Tortello</em></p>
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		<title>Il fotovoltaico al &#8220;succo di mirtillo&#8221; che si ispira ai processi di stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 16:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campioni d'Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Chose]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fotovoltaico di domani, forse, sarà ancora al silicio, ma quello di dopodomani avrà bisogno di parole nuove per essere raccontato: organico, flessibile, integrabile nelle facciate di vetro, negli abiti, nei dispositivi elettronici. Non si tratta di fantascienza. Questi nuovi pannelli solari sono già realtà in diversi laboratori italiani e a Roma esiste addirittura un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Courtesy-of-Chose.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27204" title="Courtesy of Chose" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Courtesy-of-Chose-289x300.jpg" alt="" width="289" height="300" /></a>Il<strong> fotovoltaico</strong> di domani, forse, sarà ancora al silicio, ma quello di dopodomani avrà bisogno di parole nuove per essere raccontato: <strong>organico, flessibile, integrabile nelle facciate di vetro, negli abiti, nei dispositivi elettronici</strong>. Non si tratta di fantascienza. Questi nuovi pannelli solari sono già realtà in diversi laboratori italiani e a Roma esiste addirittura un centro di ricerca dedicato, il <strong>Polo per il Solare Organico</strong> (<strong>CHOSE</strong>, cioè <strong><a href="http://www.chose.uniroma2.it/" target="_blank">Center for Hybrid and Organic Solar Energy</a></strong>) della <strong><a href="http://www.regione.lazio.it/rl_main/" target="_blank">Regione Lazio</a></strong>, nato nel 2006 dalla collaborazione con <a href="http://web.uniroma2.it/home.php?sr=1024" target="_blank">l’<strong>Università di Roma Tor Vergata</strong></a>.</p>
<p>Una realtà che coinvolge una trentina di ricercatori e diversi Dipartimenti. I laboratori sono circa mille metri quadrati. Un fiore all’occhiello del nostro Paese, perché, come spiega <strong><a href=" http://www.chose.uniroma2.it/team/staff/aldo-di-carlo.html" target="_blank">Aldo Di Carlo</a></strong>, co-direttore del centro insieme al collega <strong><a href="http://www.chose.uniroma2.it/team/staff/franco-giannini.html" target="_blank">Franco Giannini</a></strong>, se «le ricerche di base sul fotovoltaico di nuova generazione sono presenti in molte università e centri di ricerca italiani come il <strong>Cnr </strong>e l’<strong>Enea</strong>», <strong>Chose «si spinge verso la definizione di un processo di industrializzazione, caratteristica abbastanza unica nel panorama nazionale</strong> e simile a iniziative analoghe avviate in alcuni Paesi europei, come <strong>Germania </strong>e <strong>Gran Bretagna</strong>, in <strong>USA</strong> e in <strong>Giappone</strong>». Dopo cinque anni di attività, il Polo «ha formato più di cento studenti tra laureandi, studenti di master, dottorandi, assegnisti e post doc, ha avviato tre <em>spin-off</em> e una <em>start-up</em> su attività collegate al fotovoltaico e ha dato vita al <strong>Consorzio Dyepower per l’industrializzazione del processo produttivo del fotovoltaico organico su vetro</strong>».</p>
<p>Spesso, i non addetti ai lavori li chiamano <strong>pannelli “al succo di mirtillo”</strong>, ma le cose sono un po’ più complicate. E molto affascinanti. Nelle celle studiate dal Chose, «<strong>il materiale attivo che converte la radiazione solare in carica elettrica non è un semiconduttore inorganico come il silicio, ma è formato da molecole organiche</strong>», spiega Di Carlo, che è anche professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria Elettronica di Tor Vergata. Allo scopo, possono essere utilizzati «<strong>sia pigmenti a base vegetale, come le antocianine derivate, ad esempio, dai frutti di bosco, che quelli sintetizzati chimicamente in modo da massimizzare l&#8217;assorbimento dello spettro solare</strong>». Gli ultimi sono più efficienti: 12% contro l’1% del <strong>succo di mirtillo</strong>. E recentemente sono anche stati sperimentati dei «veri e propri complessi proteici foto sintetici, estratti, per esempio, dalle foglie di spinaci».</p>
<p>Il grosso vantaggio di tutti questi materiali è che «<strong>possono essere depositati su larghe aree e a costi molto ridotti, sia in soluzione liquida come veri e propri inchiostri o paste, o attraverso semplici processi di evaporazione</strong>». Un po’ come se si stampasse un giornale, e <strong>il Polo, infatti, per definire dei processi di fabbricazione delle celle, si sta ispirando alle «metodologie tipiche dell’industria della stampa, come ad esempio la serigrafia o la stampa a getto di inchiostro</strong>, riducendo così gli alti costi di materiale e di processo tipici dell’industria fotovoltaica convenzionale».</p>
<p>Le prospettive sono avveniristiche e incoraggianti: «La possibilità di realizzare <strong>celle fotovoltaiche flessibili</strong> apre numerosi scenari di notevole impatto e con applicazioni di ogni tipo: <strong>dall’integrazione architettonica in edifici e in piccoli dispositivi elettronici, fino all’applicazione su abiti, tende e tessuti</strong>».</p>
<p>Ma come funzionano effettivamente queste celle fotovoltaiche? Quelle sensibilizzate a colorante (“<em>dye sensitized solar cell</em>” o Dsc), su cui si concentra Chose, «ispirandosi al processo di fotosintesi clorofilliana, utilizzano una miscela di materiali in cui <strong>un pigmento assorbe la radiazione solare e gli altri componenti estraggono la carica per produrre elettricità</strong>. La struttura base di una cella organica, detta &#8220;a sandwich&#8221;, è composta da un substrato, generalmente vetro ma anche plastica flessibile, e da una o più sottilissime pellicole, che contengono i materiali fotoattivi, frapposte tra due elettrodi conduttivi di cui almeno uno trasparente».</p>
<p><strong>Se di questi pannelli esistono già diversi prototipi perfettamente funzionanti, per passare dal laboratorio alla produzione industriale devono essere risolte una serie di criticità</strong>, tra cui «la riduzione di efficienza» dovuta allo strato trasparente posizionato sopra gli elettrodi e «l’isolamento  della cella dai fattori atmosferici come ossigeno e acqua». E sembra che Chose abbia imboccato la strada giusta, visto che insieme alla Regione Lazio e ad altre società è in corso un progetto per integrare il fotovoltaico organico flessibile nelle tende utilizzate dalla Protezione Civile nei casi di emergenze. <strong>Che diventano<em> smart</em> e si producono l’energia da sole</strong>.</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
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		<title>Biomimetica: i nuovi impianti a concentrazione che si ispirano ai girasoli</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 08:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eva Filoramo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
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		<category><![CDATA[biomimetica]]></category>
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		<description><![CDATA[Oltre a essere la terra del flamenco e di una rinomata tradizione culinaria, l&#8217;Andalusia è da sempre un territorio all&#8217;avanguardia nelle sperimentazioni con le energie rinnovabili. Dopo i grandi investimenti nei Parques Eólicos nella zona di Cadice, questa regione del sud della Spagna &#8211; con le sue oltre 3.000 ore di sole all&#8217;anno &#8211; non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/girasole_interno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27035" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/girasole_interno-300x225.jpg" alt="Girasole, courtesy of Wikimedia Commons" width="300" height="225" /></a>Oltre a essere la terra del flamenco e di una rinomata tradizione culinaria, l&#8217;<strong>Andalusia</strong> è da sempre un territorio all&#8217;avanguardia nelle sperimentazioni con le energie rinnovabili. Dopo i grandi investimenti nei <strong><em>Parques Eólicos</em> </strong>nella zona di <strong>Cadice</strong>, questa regione del sud della Spagna &#8211; con le sue oltre 3.000 ore di sole all&#8217;anno &#8211; non ha fatto altro che seguire la sua vocazione naturale di località particolarmente promettente nel campo della <strong>ricerca sull&#8217;energia fotovoltaica</strong>.</p>
<p>Ubicata in prossimità di Siviglia, la <strong>Planta Solar 10</strong> fa parte della generazione di quegli<strong> impianti termo-solari concentrati &#8211; Concentrated Solar Power (CSP) plants</strong> &#8211; da qualche anno nella rosa dei possibili candidati per l&#8217;approvigionamento della popolazione di energia pulita.</p>
<p>La PS10 &#8211; come è chiamata più famigliarmente &#8211; <strong>ha però un impatto ambientale notevole</strong>: formata da <strong>una torre alta oltre un centinaio di metri situata al centro di una pianura coperta da 624 eliostati </strong>(specchi) con una superficie di ben 120 metri quadri, ricorda un idolo totemico attorno al quale si sono raccolti i fedeli in adorazione. Dal punto di vista tecnico-scientifico, le centrali termo-solari a concentrazione producono elettricità convertendo l&#8217;energia del sole in calore tramite <strong>un gran numero di eliostati, che inseguono la luce solare nell&#8217;arco della giornata e la riflettono verso un punto di fuoco posto sulla sommità della torre</strong>. Il calore ad alta temperatura prodotto dalla concentrazione dei raggi solari riscalda le tubature presenti nella torre trasformando l&#8217;acqua in vapore, il quale viene poi trattato come in un normale generatore;<strong> l&#8217;elettricità generata è sufficiente per approvvigionare oltre 6.000 nuclei abitativi</strong>.</p>
<p>Come in tutti gli altri casi di centrale CSP, gli specchi sono disposti lungo cerchi concentrici, un po&#8217; come i sedili di un anfiteatro a pianta circolare. Questo schema, tuttavia, <strong>non è perfettamente efficiente</strong>, dal momento che nel corso della giornata gli eliostati si schermano tra loro e provocano ombre che riducono la quantità di luce riflessa in direzione della torre.</p>
<p>E chissà se è proprio riflettendo sulla danza che gli specchi compiono durante le ore di luce che al gruppo di ricerca del <strong><a href="http://web.mit.edu/" target="_blank">Massachussetts Institute of Technology</a></strong> guidato da<strong> Alexander Mitsos</strong> è venuto in mente <strong>il girasole</strong>. L&#8217;<em>Heliantus annuus</em>, infatti, oltre a essere noto per il fenomeno dell&#8217;<strong>eliotropismo</strong> (il fatto di rivolgersi sempre verso il sole, che già ha ispirato gli impianti &#8220;a inseguimento&#8221;), è <strong>da sempre oggetto della fascinazione di matematici e appassionati per il suo legame con i numeri di Fibonacci e con la sezione aurea.</strong></p>
<p>Nel girasole, infatti, quello che è solitamente indicato come fiore è in realtà un&#8217;infiorescenza: i fiori del girasole sono di due tipi, quelli esterni (i fiori dei petali, di colore giallo intenso) e quelli interni (i fiori del disco, di colore giallo scuro). <strong>Questi ultimi sono disposti lungo spirali, in cui il numero di quelle orarie e antiorarie sono successivi numeri della &#8220;serie di Fibonacci&#8221;</strong> (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21 e così via, dove <em>ogni numero è dato dalla somma dei due numeri che lo precedono</em>); di solito ci sono 34 spirali in un senso e 55 nell&#8217;altro, ma in girasoli molto grandi i numeri crescono a 89 e 144, rispettivamente. <strong>Questa disposizione, che è la più efficiente possibile per massimizzare il numero di fiori interni nella superficie data, fa sì che ogni fiore sia disposto a un angolo di circa 137° rispetto a quello adiacente: il cosiddetto <em>angolo aureo </em></strong>(quanti fossero interessati ad approfondire il tema possono trovare un ottimo punto di partenza nel volume <strong><a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/1635_la_sezione_aurea_livio.html" target="_blank"><em>La sezione aurea</em> </a></strong>di Mario Livio, edito da Rizzoli).</p>
<p>Il Dr. Mitsos e il suo gruppo di lavoro, in collaborazione con <strong>RWTH </strong>dell&#8217;<strong>Università di Aquisgrana</strong>, in Germania, sono partiti dall&#8217;attuale disposizione degli specchi nella centrale PS10 e, applicando il modello che il girasole ha messo alla prova nel corso di centinaia di migliaia di anni di evoluzione, hanno scoperto di <strong>poter ridurre l&#8217;impronta ambientale della centrale del 20%</strong> aumentandone, al contempo, la produttività energetica semplicemente cambiando la disposizione degli eliostati.</p>
<p>I ricercatori hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sul nuovo numero della rivista specializzata <strong><a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0038092X11004373" target="_blank"><em>Solar Energy</em> </a></strong>e hanno attivato una richiesta di brevetto; dopo il velcro, inventato grazie alla suggestione delle foglie di bardana, e le superfici autopulenti, sviluppate seguendo l&#8217;esempio delle foglie di loto, siamo forse di fronte ad <strong>un&#8217;altra importante innovazione tecnologica ispirata dalla natura</strong>.</p>
<p><em>Eva Filoramo</em></p>
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		<title>Innovazione nelle rinnovabili: a Pisa il primo fotovoltaico galleggiante</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 11:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A due passi da Pisa, in località Colignola, frazione del Comune di San Guliano Terme, è in corso una sperimentazione unica in Italia: un impianto fotovoltaico galleggiante che, per la prima volta, utilizza pannelli mobili a concentrazione, è stato attivato all’interno di un laghetto artificiale di proprietà di un privato.  L’impianto è stato inaugurato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Impianto-fotovoltaico-a-concentrazione-galleggiante.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26981" title="Impianto fotovoltaico a concentrazione galleggiante" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Impianto-fotovoltaico-a-concentrazione-galleggiante-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>A due passi da <strong>Pisa</strong>, in località <strong>Colignola</strong>, frazione del Comune di <strong>San Guliano Terme</strong>, è in corso una sperimentazione unica in Italia: <strong>un impianto fotovoltaico galleggiante che, per la prima volta, utilizza pannelli mobili a concentrazione, è stato attivato all’interno di un laghetto artificiale di proprietà di un privato</strong>.  L’impianto è stato inaugurato ufficialmente nel mese di dicembre, alla presenza di <strong>Andrea Pieroni</strong>, presidente della Provincia di Pisa, <strong>Juri Sbrana</strong>, vicesindaco di San Giuliano Terme e <strong>Alessandro Giari</strong>, presidente del <strong>Polo Tecnologico di Navacchio</strong> (Pisa), incubatore di imprese ad alto contenuto tecnologico che si è appena aggiudicato il premio “<strong>Best science-based incubator award 2011</strong>”, assegnato dal<strong> <a href="http://www.technopolicy.net/" target="_blank">Technopolicy Network </a></strong>e dal <strong><a href="http://www.cses.co.uk/" target="_blank">Centre for Stratefy &amp; Evaluation Services LLP</a></strong>, battendo la concorrenza di 30 strutture di incubazione provenienti da 23 diversi Paesi.</p>
<p>L’azienda che ha realizzato l’impianto,  <strong><a href="http://www.scintec.it/" target="_blank">Scienza Industria e Tecnologia (SIT)</a></strong>, ha infatti sede presso l’Incubatore di Navacchio. Il progetto, a cui hanno collaborato anche  il Comune e Koinè Multimedia di Pisa, si basa su una tecnologia innovativa per<strong> produrre energia elettrica tramite pannelli galleggianti, a concentrazione, mobili e raffreddati ad acqua</strong>. L’obiettivo dell’esperimento, infatti, è quello di trovare soluzioni innovative per incentivare l’uso del fotovoltaico e, al contempo, <strong>ridurre l’impatto visivo ed ambientale, senza sottrarre porzioni di terreno all’uso agricolo.</strong> I risultati ottenuti sono incoraggianti, tanto che l’Amministrazione di San Giuliano Terme e quella della Provincia di Pisa stanno valutando la possibilità di installare in altri bacini artificiali, presenti nei propri territori, impianti simili a quello di Colignola.  «Il sistema di questo impianto è protetto da una serie di brevetti – dice  l’ingegner Rosa-Clot di SIT – ed è denominato <strong>FTCC</strong>, acronimo di <strong>Floating, Tracking, Cooling, Concentration</strong>».</p>
<p>I pannelli solari galleggianti si muovono alla ricerca del sole,  sono raffreddati ad acqua e concentrano l’energia del sole. «Un sistema di questo tipo – continua <strong>Rosa-Clot</strong> – è unico in Italia, dove esistono impianti galleggianti ma fissi, e in cui l’energia del sole non viene concentrata».  <strong>La volontà è quella di ridurre i costi e  l’invasività degli impianti fotovoltaici tradizionali, sfruttando bacini artificiali di origine industriale (laghi di cava, bacini idroelettrici) o di raccolta delle acque per l’agricoltura</strong>.</p>
<p>La struttura di Colignola occupa una superficie di appena 300 mq, con un peso di 7 tonnellate capace di galleggiare in acque di circa 5 metri di profondità ruotando attorno al suo ancoraggio centrale, alla ricerca della miglior posizione per ricevere il i raggi del sole. Il movimento della struttura è fornito da motori ad elica di appena 300 Watt che sono alimentati dall’impianto stesso mentre il raffreddamento viene fatto,  tramite pompe,  con la stessa acqua del laghetto.  L’impianto  è stato messo in funzione  ai primi di settembre del 2011 e, secondo i dati raccolti fino ad oggi, la sua potenza è di circa 30 Kw effettivi, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 10 abitazioni tradizionali. <strong>Rispetto ad un impianto fisso collocato a terra, i panelli usati nei pressi di Pisa forniscono più energia perché mettono insieme la concentrazione dei riflettori (60% in più), il movimento (25% in più) e il raffreddamento (tra il 10 e il 15% in più a seconda del tipo di pannello)</strong>. Complessivamente, dunque, i costi del KWh si riducono del 20% e l&#8217;energia prodotta aumenta di oltre il 75%, con una resa di circa 2060 Kwh da parte del sistema FTCC, contro i 1170 KWh dei tradizionali impianti a terra.<strong> Trattandosi di tecnologia &#8220;innovativa&#8221;, poi, l&#8217;impianto permette ai proprietari di accedere al massimo degli incentivi previsti (al capitolo IV) dal Conto Energia.</strong></p>
<p>L’azienda <strong>SIT</strong>, visti i risultati, non ha intenzione di fermarsi a Pisa: un sistema analogo è in fase di completamento anche a <strong>Suvereto</strong> (Livorno) e <strong>l’idea dell’azienda è quella di usare sempre di più i bacini artificiali, compresi quelli idroelettrici, presenti in tutta Italia</strong>. Il sistema, poco invasivo, consentirebbe infatti di compensare i costi della piattaforma galleggiante su cui poggiare i pannelli, specialmente nel Sud Italia, in cui sono migliori le condizioni di irraggiamento solare. <strong>Solo in Sicilia, ad esempio,  sono disponibili 75 km quadri di bacini artificiali e, in tutta Italia, ci sarebbero a disposizione più di 200.000 mq di superficie, tra bacini artificiali e naturali.</strong> L’azienda vorrebbe valorizzare i bacini idroelettrici, le cui potenzialità sarebbero raddoppiate: tali impianti sono spesso attrezzati, dotati di gruppi di pompaggio ed adatti, quindi, per ospitare un impianto fotovoltaico. Un sistema FTCC ospitato all’interno di un bacino idroelettrico, dunque, potrebbe integrarne in modo sostanziale la produzione di energia elettrica.</p>
<p><em>Andrea Marchetti</em></p>
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		<title>L’integrazione di eolico e fotovoltaico nella rete europea al 2050</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/l%e2%80%99integrazione-di-eolico-e-fotovoltaico-nella-rete-europea-al-2050-20111208/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 06:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2050 l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili intermittenti (fotovoltaico ed eolico) potrebbe arrivare a coprire il 40% della domanda elettrica europea. Ma non di più, a meno di non prevedere «misure addizionali molto costose per garantire la stabilità del sistema elettrico».
È la conclusione di uno studio dal titolo “Assessment of Required Share for a Stable EU [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Courtesy-of-nannimagazine.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26393" title="Courtesy of nannimagazine.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Courtesy-of-nannimagazine.it_-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Nel 2050 l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili intermittenti (fotovoltaico ed eolico) potrebbe arrivare a coprire il <strong>40% della domanda elettrica europea</strong>. Ma non di più, a meno di non prevedere «misure addizionali molto costose per garantire la stabilità del sistema elettrico».</p>
<p>È la conclusione di uno studio dal titolo “<strong><a href="http://ec.europa.eu/energy/nuclear/studies/doc/2011_10_electricity_supply.pdf" target="_blank">Assessment of Required Share for a Stable EU Electricity Supply until 2050</a></strong>” realizzato da <strong><a href="http://www.ecorys.com/" target="_blank">Ecorys Nederland</a> </strong>per conto della Direzione Energia della <strong>Commissione UE</strong> e sviluppato in collaborazione con l<strong>’<a href="http://www.ecn.nl/nl/" target="_blank">Energy Research Centre of the Netherlands (ECN) </a></strong>e con la stessa DG Energia UE.</p>
<p>Lo studio, che contraddice parzialmente quanto da noi pubblicato poche settimane fa su <strong><a href="http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/greenews/articolo/lstp/431043/" target="_blank">LaStampa.it</a></strong>, prende in considerazione solo due tipologie di fonti: quelle <strong>intermittenti </strong>(fotovoltaico ed eolico) e quelle <strong>flessibili</strong>, cioè idroelettrico, gas e petrolio, in quanto giudicate le uniche adatte a seguire le brevi fluttuazioni del carico in rete causate dalle prime. Non sono quindi considerate tutte le altre <strong>fonti rinnovabili</strong> (geotermico, solare a concentrazione con sistemi di accumulo, biomassa eccetera), né il carbone e il nucleare, giudicate tutte idonee a garantire il &#8220;carico di base&#8221; o comunque una fornitura programmata.</p>
<p><strong>Le conclusioni non sono pertanto relative alle fonti rinnovabili, perché quelle “non intermittenti” potrebbero a loro volta fornire un contributo rilevante alla domanda elettrica europea</strong>. Infatti, con il limite del 40% da fotovoltaico ed eolico, lo studio ipotizza che <strong>il contributo <em>totale</em> delle rinnovabili alla domanda elettrica possa raggiungere l’80% nel 2050</strong>, con una riduzione del 95% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990.</p>
<p>Viene invece confermato, come già aveva sottolineato a Greenews.info <strong><a href="http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/greenews/articolo/lstp/431043/" target="_blank">Marco Morosini </a></strong>del Politecnico di Zurigo, che <strong>la scelta del mix energetico è di natura <em>politica</em></strong>, in quanto derivante dal volume di investimenti che si ritiene di poter mettere in campo per integrare le fonti intermittenti. In linea teorica, infatti, è possibile immaginare degli <strong>scenari dove il fotovoltaico e l’eolico coprano quote superiori al 40%</strong>. Ma già per raggiungere questo limite occorreranno &#8211; secondo Ecorys – investimenti infrastrutturali di <strong>25 miliardi l’anno </strong>a livello europeo. Se si volesse raggiungere una quota del 50% gli investimenti salirebbero a <strong>50 miliardi </strong>e addirittura a 200 miliardi l’anno per integrare in rete il 70% di fonti intermittenti.</p>
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		<title>Ingmar Wilhelm: &#8220;nel 2014 piena competitività del fotovoltaico&#8221;</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/si-avvicina-la-piena-competitivita-del-fotovoltaico-20111206/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 06:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La luce solare non è solo una fonte di energia inesauribile, ma anche dal punto di vista economico sarà presto una soluzione conveniente. Lo ha spiegato Ingmar Wilhelm, capo del settore Business Development di Enel Green Power e presidente della European Photovoltaic Industry Association (EPIA), in un articolo sul Sole 24 ore.
Secondo Wilhelm la data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Ingmar-Wilhelm-Courtesy-of-solarpv.tv_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26294" title="Ingmar Wilhelm, Courtesy of solarpv.tv" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Ingmar-Wilhelm-Courtesy-of-solarpv.tv_-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a>La luce solare non è solo una fonte di energia inesauribile, ma anche dal punto di vista economico sarà presto una soluzione conveniente. Lo ha spiegato <strong>Ingmar Wilhelm</strong>, capo del settore Business Development di <strong>Enel Green Power</strong> e presidente della <a href="http://www.epia.org/" target="_blank"><strong>European Photovoltaic Industry Association (EPIA</strong>)</a>, in un articolo sul Sole 24 ore.</p>
<p>Secondo Wilhelm la data della svolta sarà il <strong>2014, anno in cui in alcuni mercati il fotovoltaico raggiungerà la piena competitività con le fonti di energia convenzionali</strong>. Entro il 2020 poi la grid parity si estenderà a molti Paesi europei.</p>
<p>A sostegno delle sue affermazioni, Wilhelm cita uno studio dell’EPIA, intitolato “<strong><a href="http://www.epia.org/publications/photovoltaic-publications-global-market-outlook/solar-photovoltaics-competing-in-the-energy-sector.html" target="_blank">Solar Photovoltaics competing in the energy sector – On the road to competitiveness</a></strong>” e realizzato con il supporto della società di consulenza strategica <strong>AT Kearney</strong>. La ricerca ha preso in esame i 5 principali Paesi europei (Germania, Regno Unito Francia, Italia e Spagna), e la conclusione è decisamente ottimista: <strong>i costi di produzione dell’elettricità fotovoltaica diminuiranno di circa il 50% entro il 2020</strong>.</p>
<p>Attualmente il costo del fotovoltaico è ancora superiore a quello delle fonti fossili. Per compensare questa differenza sono stati elaborati sistemi di incentivi in numerosi Paesi. Wilhelm spiega però che, «mano a mano che il divario di competitività si riduce, grazie agli sviluppi tecnologici e alla parallela riduzione dei costi, il fotovoltaico sarà in grado di affidarsi sempre meno al sostegno finanziario, per arrivare infine all’eliminazione di questi programmi di supporto».</p>
<p><strong>Il fotovoltaico potrà dunque contribuire in modo competitivo agli obiettivi europei</strong> in termini di riduzione delle emissioni di gas serra. Inoltre, aggiunge Wilhelm, «offrirà a ogni cittadino europeo la possibilità di diventare un “<em><strong>prosumer</strong></em>”: cioè un produttore e al tempo stesso consumatore della propria energia elettrica, a prezzi competitivi».</p>
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		<title>EURAC ed Elpo insieme per testare 25 tecnologie fotovoltaiche</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 13:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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A Rossano Veneto, in Provincia di Pordenone, è in fase di costruzione un impianto fotovoltaico sperimentale, il “Parco Fotovoltaico Sperimentale Multi Tecnologico”, i cui lavori di costruzione inizieranno a Febbraio 2012. L’impianto, costruito dall’azienda Elpo in collaborazione con EURAC- Istituto per le energie Rinnovabili di Bolzano, sarà composto da 25 diversi tipi di moduli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Courtesy-of-Elpo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25677" title="Courtesy of Elpo" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Courtesy-of-Elpo-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a>A<strong> Rossano Veneto</strong>, in Provincia di Pordenone, è in fase di costruzione un impianto fotovoltaico sperimentale, il “<strong>Parco Fotovoltaico Sperimentale Multi Tecnologico</strong>”, i cui lavori di costruzione inizieranno a Febbraio 2012. L’impianto, costruito dall’azienda <strong><a href="http://www.elpo.it/" target="_blank">Elpo</a></strong> in collaborazione con <strong><a href="http://www.eurac.edu/it/research/institutes/renewableenergy/pages/default.aspx?AspxAutoDetectCookieSupport=1" target="_blank">EURAC- Istituto per le energie Rinnovabili di Bolzano</a></strong>, sarà composto da <strong>25 diversi tipi di moduli fotovoltaici</strong>, ognuno di una marca diversa e di 2 kilowatt di potenza. Il fine della sperimentazione, che continuerà per 20 anni, cioè la durata media della vita di un impianto fotovoltaico, è infatti quello di <strong>avere dati obiettivi sulla resa dei diversi moduli, siano essi policristallini o a film sottile, monitorando le loro prestazioni per lungo tempo con diverse condizioni di temperatura</strong>: dei moduli e dell’ambiente, ma anche il grado di umidità, la pioggia il gelo e le condizioni di irraggiamento solare. Grazie ad un accordo tra Elpo e <strong><a href="http://www.gse.it/Pagine/default.aspx" target="_blank">GSE</a></strong>, il progetto prevede un aggiornamento biennale dei moduli con sistemi di nuova generazione, così da avere informazioni sempre aggiornate ed utili, pertinenti all’offerta di mercato.</p>
<p><strong>I moduli per il test sono stati acquistati da Elpo e non forniti gratuitamente da aziende produttrici, per aggiungere alla garanzia &#8220;super partes&#8221; di EURAC, quella necessaria mancanza di &#8220;conflitti di interesse&#8221; che consenta di avere analisi quanto più obiettive ed imparziali.</strong> Il risultato, dunque, sarà un’analisi <em>neutrale,</em> che si avvarrà del sapere e della conoscenza tecnologica, messi a disposizione di tutti gli operatori da Elpo. Le aziende interessate alla sperimentazione potranno infatti iscriversi al portale dedicato, attivo <strong>da maggio 2012</strong>, e avere accesso ai risultati delle analisi condotte da EURAC, godendo così di <strong>un patrimonio di conoscenze utilissimo per chi realizza impianti fotovoltaici ed intende offrire consulenza ai propri committenti</strong>.</p>
<p>L’azienda Elpo seguirà la parte <em>hardware</em>, l’installazione, la gestione tecnica del parco tecnologico, il controllo del corretto funzionamento dei moduli e delle cabine elettriche nonché  la misurazione dell’energia prodotta. EURAC, invece, studierà i dati raccolti minuto per minuto, analizzando le performance dei diversi moduli a parità di condizioni, per capire quali sono i vantaggi e le peculiarità delle singole marche e dei tipi di moduli messi a confronto</p>
<p>Dal progetto Elpo si attendono informazioni utili anche alla <strong>“bancabilità” dei moduli fotovoltaici</strong>, un tema sempre più sentito dagli installatori che sono chiamati a fornire dati puntuali per ottenere finanziamenti. “<em>Abbiamo voluto essere promotori di questa iniziativa perché da sempre la nostra attività è animata da spirito di innovazione&#8221; </em>commenta <strong>Robert Pohlin</strong>, Presidente di Elpo. <em>“All’interno del parco fotovoltaico testiamo simultaneamente <strong>25 tecnologie diverse</strong>, in pratica la maggior parte di quelle disponibili sul mercato”, </em>aggiunge <strong>Wolfram Sparber</strong>, Direttore dell’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’EURAC. <em>“Siamo determinati &#8211; </em>continua Sparber <em>- a sfruttare al massimo questa proposta di collaborazione con Elpo per acquisire conoscenze approfondite in questo campo caratterizzato dalla costante innovazione. Ad oggi sono sempre più numerose le aziende che si rivolgono a noi e <strong>ci gratifica molto sapere che il know how sviluppato negli anni sia considerato, dall’imprenditoria locale, una risorsa preziosa per la propria competitività</strong>”</em>.</p>
<p><em>Andrea Marchetti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;industria e la domanda del fotovoltaico in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 70% della distribuzione e installazione di impianti fotovoltaici viene fatta  nel nostro Paese da aziende italiane
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 70% della distribuzione e installazione di impianti fotovoltaici viene fatta  nel nostro Paese da aziende italiane</p>
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		<title>Milano capitale delle rinnovabili con EnerSolar+</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 06:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Inaugura oggi a fieramilano-Rho l’edizione 2011 di EnerSolar+, l’evento dedicato all’energia solare fotovoltaica e termica, alle tecnologie fotovoltaiche (PV Tech), agli inverter (Invex) e ad altre energie rinnovabili quali cogenerazione, biogas, idroelettrico, legno e biomasse, geotermia, biocarburanti (Greenergy Expo).
La fiera presenta novità molto stimolanti: Electric Cars, ad esempio, sarà un’area dedicata alla mobilità sostenibile dove, oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/EnerSolarpiu-Courtesy-of-zeroemission.eu_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25466" title="EnerSolarpiu, Courtesy of zeroemission.eu" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/EnerSolarpiu-Courtesy-of-zeroemission.eu_-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a>Inaugura oggi a fieramilano-Rho l’edizione 2011 di<a href="http://www.greenews.info/agenda/enersolar-2011-a-milano-20111020/" target="_blank"> <strong>EnerSolar+</strong></a>, l’evento dedicato all’energia solare fotovoltaica e termica, alle tecnologie fotovoltaiche (<strong>PV Tech</strong>), agli inverter (<strong>Invex</strong>) e ad altre energie rinnovabili quali cogenerazione, biogas, idroelettrico, legno e biomasse, geotermia, biocarburanti (<strong>Greenergy Expo</strong>).</p>
<p>La fiera presenta novità molto stimolanti: <strong>Electric Cars, </strong>ad esempio, sarà un’area dedicata alla mobilità sostenibile dove, oltre alle pensiline fotovoltaiche e agli scooter elettrici, saranno in mostra le auto elettriche di <strong>Citroën</strong> (C-Zero) e <strong>SunSystem</strong> (in co-partecipazione con il gruppo e-vai di Trenord). Sarà inoltre possibile effettuare test drive in un’apposita area esterna.</p>
<p>Un’altra novità sarà <strong>MyPartnering, </strong>un efficace strumento per il business one-to-one che, tramite un apposito software creato da Artenergy Publishing, consentirà di individuare gli operatori più indicati per fissare incontri mirati durante i giorni di fiera.</p>
<p>Durante la manifestazione sarà allestito il <strong>Green Village, </strong>un grande spazio pensato proprio come un &#8220;villaggio&#8221; all’interno del padiglione, in cui si potranno acquistare riviste e libri di settore grazie al <strong>Green Bookshop,</strong> dedicato a fonti energetiche rinnovabili, sviluppo sostenibile ed efficienza energetica; partecipare a workshop aziendali e visitare la <strong>mostra sulle eccellenze</strong> realizzata dal Politecnico di Milano Dipartimento Best.</p>
<p>EnerSolar+ 2011 si svolgerà in contemporanea con <strong><a href="http://www.hitechexpo.eu/it_hte/index_hte.asp" target="_blank">HTE-hi.tech.expo</a>, </strong>il salone dedicato alle tecnologie innovative; <strong>Robotica, </strong>l’evento della robotica umanoide e di servizio; <strong>E.Tech Experience,</strong> la biennale internazionale dell’energia, dell’impiantistica elettrica e dell’illuminazione organizzata da Fiera Milano; <strong>Bimec,</strong> la biennale per la meccatronica e l’automazione di Efim.</p>
<p>Gli eventi occuperanno <strong>quattro padiglioni per 68.000 metri quadrati complessivi, 1.000 espositori e circa 50mila visitatori attesi. </strong>A questi numeri si aggiungono quelli, altrettanti significativi, delle conferenze di EnerSolar+ 2011: oltre <strong>50 sessioni congressuali, </strong>a cui interverranno circa <strong>350 qualificati relatori, </strong>che saranno un’interessante opportunità per fare il punto della situazione sui settori di riferimento e analizzarne le possibilità di sviluppo insieme ai massimi esperti.</p>
<p>Tra i temi che saranno affrontati compaiono: <em>come progettare e installare il fotovoltaico a regola d’arte, il fotovoltaico come solution provider, il progresso tecnologico e lo sviluppo del mercato del solare termico</em>. Nell’ambito di EnerSolar+ 2011 si svolgerà, inoltre, il Energy Storage Conference 2011, organizzati da Artenergy Publishing in collaborazione con Updating.</p>
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