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	<title>Greenews.info &#187; Non-Profit</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Ragnarock Nordic Festival: il Nord Europa ospite a Milano nel segno della sostenibilità</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/al-via-ragnarock-nordic-festival-20100622/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 05:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ragnarock, associazione culturale non profit nata a Milano nel 2007, organizza a Milano la quarta edizione del Ragnarock Nordic Festival, il più grande festival nordico in Italia. Lo scopo è quello di promuovere in Italia i Paesi e la cultura nordici attraverso l’arte, la musica e diversi appuntamenti culturali. Ogni anno Ragnarock si fa portavoce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/Courtesy-of-Ragnarock.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-9591" title="Courtesy of Ragnarock" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/Courtesy-of-Ragnarock.JPG" alt="Courtesy of Ragnarock" width="425" height="345" /></a>Ragnarock, associazione culturale non profit nata a Milano nel 2007, organizza a Milano la quarta edizione del <a href="http://www.ragnarock.eu/"><strong>Ragnarock Nordic Festival</strong></a>, il più grande festival nordico in Italia. Lo scopo è quello di promuovere in Italia i Paesi e la cultura nordici attraverso l’arte, la musica e diversi appuntamenti culturali. Ogni anno Ragnarock si fa portavoce di tematiche sociali rilevanti e il tema per l’edizione 2010 sarà rivolto ai <strong>cambiamenti climatici e all’efficienza energetica</strong>.</p>
<p>Primo appuntamento la <a href="http://www.greenews.info/agenda/ricostruire-il-futuro-dopo-cop15-green-economy-e-competitivita/">conferenza dal titolo &#8220;Ricostruire il futuro dopo Cop15-Green Economy e competitività&#8221; </a>che si terrà nell&#8217;Aula AS01 dell&#8217;Università Bocconi di Milano a partire dalle ore 09,00. La Conferenza intende mostrare le politiche dei paesi nordici ed essere occasione di incontri, scambi, nuove ispirazioni sia a livello politico che aziendale tra rappresentanti nordici e italiani. La sessione mattutina sarà dedicata alla politica. Sotto l’egida della Commissione Europea e del Parlamento Europeo, i maggiori esponenti politici ambientali nordici incontreranno i rispettivi italiani ed europei in una tavola rotonda: partendo dalle esperienze nordiche il fine è di valutare le soluzioni migliori per la società italiana.<br />
Nel pomeriggio sarà il turno delle imprese e dei consorzi di aziende nordici che incontreranno i rispettivi italiani: sarà esposto il modello delle aziende nordiche, che si traduce nella responsabilità di sviluppare soluzioni economicamente vantaggiose ma attente all’ambiente di fronte ad investitori e aziende italiane.</p>
<p><a href="http://www.greenews.info/agenda/ragnarock-nordic-festival/"><strong>Sabato 26 e domenica 27 Giugno</strong></a> Ragnarock Nordic Festival arriva anche al <strong>Parco Sempione di Milano e verrà ospitato da PINC (Parco in Comune)</strong>, progetto promosso dall’Assessorato Arredo, Decoro Urbano e Verde e volto a valorizzare le aree verdi di Milano. Al fine di promuovere con efficacia l’incontro culturale tra l’Italia e i Paesi del Nord Europa, per due giorni di fronte al Castello Sforzesco verranno organizzati concerti e iniziative culturali per bambini, giovani e adulti per far riflettere in maniera insolita e divertente sull’<strong>importanza dello scambio culturale</strong> tra Paesi interessati a <strong>costruire insieme un futuro più eco-sostenibile</strong>.</p>
<p>Le <a href="http://www.ragnarock.eu/comunicati2010/Ragnarock_Parco_Sempione_26-27_giugno_2010.pdf">due giornate</a> si svolgeranno all’interno del ‘<em>Villaggio Ragnarock</em>’, promosso dal Ragnarock Nordic Festival. Il Villaggio sarà suddiviso in quattro quartieri tematici e popolato da enti, organizzazioni e associazioni italiane e nordiche chiamate a presentare al pubblico i loro progetti e le loro idee, con particolare attenzione al tema della sostenibilità. Ogni ente coinvolto avrà a disposizione uno stand e sarà inserito in uno specifico quartiere dedicato a un particolare aspetto della cultura nordica e italiana.</p>
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		<title>&#8220;Save Tigers Now&#8221;: Leonardo Di Caprio per il WWF</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 05:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[L’attore Leonardo Di Caprio si è unito al WWF US per la nuova campanga “Save Tigers Now” (Salva le tigri adesso) e sta partendo per l’Asia con gli esperti dell’Associazione ambientalista per esplorare i più remoti habitat di questo maestoso animale. L’obiettivo è individuare le strategie più efficaci per salvare la specie che, con appena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/Di-Caprio-Courtesy-of-Tom-Munro-JBG-Photo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9190" title="Di Caprio, Courtesy of Tom Munro JBG Photo" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/Di-Caprio-Courtesy-of-Tom-Munro-JBG-Photo-150x150.jpg" alt="Di Caprio, Courtesy of Tom Munro JBG Photo" width="150" height="150" /></a>L’attore <strong>Leonardo Di Caprio</strong> si è unito al <strong>WWF US</strong> per la nuova campanga “<em>Save Tigers Now</em>” (Salva le tigri adesso) e sta partendo per l’Asia con gli esperti dell’Associazione ambientalista per esplorare i più remoti habitat di questo maestoso animale. L’obiettivo è individuare le strategie più efficaci per salvare la specie che, con appena 3200 esemplari in natura, è ormai sull’orlo dell’estinzione.</p>
<p>Le popolazioni di tigre stanno diminuendo velocemente, minacciate dalla perdita di habitat e dal bracconaggio. Le pelli, le ossa e altre parti del loro corpo in molte culture sono utilizzate come medicine, talismani e vestiti. In più del 90% degli habitat storici non si trovano più tigri. Tre sottospecie si sono estinte fin dal 1940 e una quarta, la tigre della Cina meridionale, non viene avvistata in natura da almeno 25 anni. Ma con una protezione forte dal bracconaggio e dalla perdita di habitat e un numero sufficiente di prede le tigri possono ancora farcela.</p>
<p>“Le tigri sono al centro degli equilibri di alcuni degli ecosistemi più importanti del mondo, ma oggi sono in grave pericolo – ha detto <strong>Leonardo di Caprio</strong> – Azioni chiave per la loro conservazione possono salvare le tigri dall’estinzione, ma anche proteggere alcuni degli ultimi habitat selvatici del mondo e sostenere le comunità locali che dipendono da essi. Proteggendo questo animale simbolo, possiamo quindi salvare molto più che una specie.”</p>
<p>Gli esperti del WWF hanno preparato Di Caprio sullo stato della tigre e hanno deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per la sua conservazione. In onore dell’Anno cinese della Tigre, il WWF punta a raccogliere 20 milioni di dollari, le risorse necessarie per promuovere attività di conservazione che possano far raddoppiare il numero di esemplari entro il 2022, prossimo Anno della Tigre, raggiungendo l’ambizioso obiettivo che il WWF si è dato.</p>
<p>Di Caprio sta viaggiando verso l’Asia con gli esperti del WWF per vedere in prima persona i pericoli che minacciano le tigri. Parteciperà a pattuglie anti-bracconaggio, incontrerà i guardiani delle aree protette impegnati nel difendere le tigri dal commercio internazionale e studierà i modi migliori per proteggere queste affascinanti creature. <strong>Sul <a href="http://www.savetigersnow.org">sito</a> i fan potranno seguire il viaggio di Di Caprio e dare il loro contributo per aiutare le tigri. </strong></p>
<p>“Se diamo alle tigri spazi e protezione sufficienti, la specie si riprenderà – ha detto <strong>Massimiliano Rocco, responsabile Specie e Traffic del WWF Italia</strong> – Ma il supporto pubblico è fondamentale e per cambiare le leggi e fermare la richiesta di parti di tigre, dobbiamo raccontare le loro storie, in posti come gli Stati Uniti, l’India e la Cina. Per questo la partnership con Leonardo è così importante. Lui può raggiungere il pubblico, raccontare questa storia ai nostri figli e coinvolgere i leader in tutto il mondo per salvare le tigri adesso.”</p>
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		<title>Paesaggio zerO: Biennale dell’Osservatorio del paesaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 23:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217;giunta alla seconda edizione “Paesaggio zerO”, la Biennale dell’Osservatorio del Paesaggio dei Parchi del Po e della Collina Torinese, manifestazione promossa e organizzata dall’Ente Parco, diretto da Ippolito Ostellino, che ha inaugurato venerdì 18 Marzo 2010 e si concluderà il 21 Maggio. Il programma è costituito da un seminario, una mostra scientifica, un trekking letterario e un laboratorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/Courtesy-of-Paesaggio-ZerO.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6395" title="Courtesy of Paesaggio ZerO" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/Courtesy-of-Paesaggio-ZerO-150x150.jpg" alt="Courtesy of Paesaggio ZerO" width="150" height="150" /></a>E&#8217;giunta alla seconda edizione “<a href="http://zero.paesaggiopocollina.it/2010/stampa/index.htm">Paesaggio zerO</a>”, la Biennale dell’Osservatorio del Paesaggio dei Parchi del Po e della Collina Torinese, manifestazione promossa e organizzata dall’<strong>Ente Parco</strong>, diretto da<strong> Ippolito Ostellino</strong>, che ha inaugurato <strong>venerdì 18 Marzo 2010</strong> e si concluderà il <strong>21 Maggio</strong>. Il programma è costituito da un seminario, una mostra scientifica, un trekking letterario e un laboratorio di narrazione per le scuole.</p>
<p><strong>Paesaggio zerO si svolge in due momenti principali:</strong> il primo, a carattere scientifico (rivolto in particolar modo agli esperti del settore: professori, studiosi, tecnici, studenti e borsisti) durante il <strong>quale i temi del paesaggio e della tutela del territorio</strong> sono stati oggetto del <strong>seminario di confronto</strong> e della <strong>mostra scientifica &#8211; </strong>che dettaglia e racconta, attraverso pannelli ed immagini (fino al 21 maggio) gli argomenti del seminario: <strong><em>gli strumenti di tutela</em>, <em>l’habitat, le specie lungo il Po</em>, <em>i progetti di tutela attiva. </em></strong>Il seminario si è inoltre concluso con la presentazione della mostra <strong><a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/4563/" target="_self">Art Program – Diverse Forme Bellissime</a></strong>, doppia personale di <strong>Piero Gilardi e Francesco Monico</strong>, in corso al <strong>Parco d’Arte Vivente di Torino</strong>, a cura di <strong>Claudio Cravero</strong>. Alla presentazione sono intervenuti <strong>Piero Gilardi, Gilles Clèment e Brandon Ballengée,</strong> il quale effettuerà dei &#8220;prelievi&#8221; per il suo lavoro artistico, proprio nei territori del Parco Fluviale del Po, come la Riserva Naturale della Lanca di Santa Marta.</p>
<p>Il secondo momento della Biennale è invece a carattere culturale e mira a <strong>trasmettere i valori del paesaggio del fiume e delle colline torinesi </strong>attraverso diverse forme espressive &#8211; in questo caso la letteratura e la danza - ponendosi come obiettivo <strong>l’avvicinamento</strong> <strong>e il coinvolgimento del maggior numero di cittadini alla conoscenza del paesaggio fluviale e delle meravigliose zone limitrofe.</strong> Non solo, dunque, il contatto fisico con i luoghi, ma anche l’esperienza sensoriale ed emotiva che ne derivano, mediante le diverse forme d’arte.</p>
<p>Nel progetto è stata coinvolta la <strong>Scuola Holden di Torino, </strong>fondata da<strong> Alessandro Baricco, </strong>che curerà un<strong> trekking letterario</strong> <strong>di tre giorni</strong> <strong>all’interno del Parco Fluviale del Po, </strong>da<strong> venerdì 16 a domenica 18 aprile 2010,</strong> improntato su momenti di cammino alternati a momenti di laboratorio di scrittura e di sosta, per trasformare un’esperienza d’immersione nella natura in pagine scritte, attraverso lo stimolo dei sensi, l’attenzione ai particolari, il confronto con i compagni di viaggio. <strong>Il trekking, </strong> accompagnato da un docente della Scuola Holden e da una guida del parco, <strong>è aperto a tutti coloro che vogliono sperimentare un&#8217;esperienza unica da vivere attraverso la scrittura e il paesaggio</strong>. Sono previste cene e pernottamenti nelle aree ricettive della zona.</p>
<p>E’ stato inoltre organizzato un <strong>laboratorio di narrazione sull’ambiente</strong> <strong>per gli allievi delle scuole comprese nel territorio del Parco Fluviale</strong> che più assiduamente collaborano con l’Ente, dalle primarie alla secondarie di primo e secondo grado, nel periodo che va da febbraio ad aprile 2010. <strong>L’itinerario didattico consiste in un lavoro sulla narrazione, l’ambiente e la possibilità d’interazione tra di essi </strong>e comprende due momenti, che saranno differenziati a seconda dell’età dei partecipanti.</p>
<p>Le scuole elementari saranno coinvolte nell’ “<strong>Isola che non c’è</strong>”, un laboratorio che si propone di avvicinare i bambini alla drammaturgia, attraverso il gioco d’interazione.</p>
<p>Per le scuole medie è in programma “<strong>La storia dell’acqua dolce</strong>” con l’obiettivo di realizzare un artefatto e di scrivere un racconto che parli del rapporto tra l’umanità e l’acqua dolce.</p>
<p>Per le scuole superiori, con “<strong>Nelle terre selvagge</strong>”, si punterà invece a stimolare nei ragazzi, attraverso lo strumento della narrazione, una riflessione sulle proprie aspirazioni.</p>
<p>Il secondo momento di questo itinerario didattico è costituito per ogni classe da <strong>un&#8217;escursione della durata di una giornata al parco del Po</strong>, durante la quale i ragazzi saranno accompagnati da un docente della Scuola Holden, da un insegnante della classe coinvolta e da una guida del parco del Po torinese. Al termine del percorso didattico ad ogni alunno sarà richiesto di realizzare <strong>un “manufatto verde”,</strong> che resterà al Parco del Po.</p>
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		<title>Il calcio italiano porta acqua all&#8217;Africa</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/amref-per-lafrica-20100323/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 04:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Non-Profit]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; firmata Ogilvy la nuova campagna di raccolta fondi organizzata da Amref &#8211; African Medical and Research Foundation. L’organizzazione sanitaria non governativa ha infatti lanciato uno spot per sensibilizzare il pubblico nei confronti dell’accesso all’acqua potabile, un bene che deve essere alla portata di tutti, ma al quale in Africa, oggi, ancora pochi accedono.
In occasione dei prossimi Mondiali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/Courtesy-of-Amref1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6051" title="Courtesy of Amref" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/03/Courtesy-of-Amref1-150x150.jpg" alt="Courtesy of Amref" width="150" height="150" /></a>E&#8217; firmata <strong>Ogilvy</strong> la nuova campagna di raccolta fondi organizzata da <a href="http://www.amref.it/locator.cfm?SectionID=820&amp;CFID=13319868&amp;CFTOKEN=76991475">Amref</a> &#8211; African Medical and Research Foundation. L’organizzazione sanitaria non governativa ha infatti lanciato <strong>uno spot per sensibilizzare il pubblico nei confronti dell’accesso all’acqua potabile</strong>, un bene che deve essere alla portata di tutti, ma al quale in Africa, oggi, ancora pochi accedono.</p>
<p>In occasione dei prossimi <strong>Mondiali di Calcio in Sudafrica</strong> Amref e <strong>Federazione Italiana Giuoco Calcio</strong> hanno deciso di unire le forze per portare nuovamente il problema sotto i riflettori <strong>lanciando un appello a favore della costruzione di pozzi di acqua potabile</strong>.</p>
<p>La campagna pubblicitaria si articola in uno spot della durata di 30”  e in due comunicati radio. E’ stato inoltre realizzato un cortometraggio dal titolo “<strong>Danza dell’acqua</strong>” in cui si parla di calcio praticato ad ogni livello, dal campetto di quartiere fino ad arrivare appunto ai Mondiali, e in cui il claim recita “<strong>Il calcio italiano porta acqua all’Africa</strong>”, seguito dall’appello per la donazione di 2 euro via sms con la voce di <strong>Marco Balzarotti</strong>.</p>
<p><strong>Demetrio Albertini</strong>, ex centrocampista rossonero e oggi vicepresidente Figc, è invece il protagonista dei comunicati radio, in cui duetta con <strong>Pif</strong> delle “Iene”.</p>
<p><em>Ilaria Burgassi</em></p>
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		<title>Conferenza FAO sulle Bioteconologie agricole nei Paesi in via di sviluppo</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/conferenza-fao-sulle-bioteconologie-agricole-nei-paesi-in-via-di-sviluppo-20100226/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 22:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Fao]]></category>
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		<description><![CDATA[I Paesi in via di sviluppo sono attualmente esposti ad una crescente insicurezza alimentare, esacerbata dal cambiamento climatico, che farà peggiorare le condizioni di vita di milioni di persone.
Nella conferenza della FAO si farà il punto su come le biotecnologie agricole possano contribuire ad aiutare i paesi in via di sviluppo e si esploreranno opportunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-www.fao.org.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5247" title="Courtesy of www.fao.org" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-www.fao.org.jpg" alt="Courtesy of www.fao.org" width="145" height="124" /></a>I Paesi in via di sviluppo sono attualmente esposti ad una crescente insicurezza alimentare, esacerbata dal cambiamento climatico, che farà peggiorare le condizioni di vita di milioni di persone.</p>
<p>Nella conferenza della FAO si farà il punto su come le biotecnologie agricole possano contribuire ad aiutare i paesi in via di sviluppo e si esploreranno opportunità e partenariati che rafforzino la loro capacità di scegliere ed usare biotecnologie appropriate.</p>
<p><strong>La conferenza non sarà focalizzata sugli organismi geneticamente modificati (OGM</strong>), ma coprirà ogni tipo di biotecnologie, di tutti i settori alimentari ed agricoli: coltivazioni, foreste, zootecnia, pesca ed acquicoltura, agroindustria.  <strong>Secondo la FAO è fondamentale che lo sviluppo delle biotecnologie agricole risponda anche ai bisogni dei piccoli contadini, dei pescatori e delle persone che dipendono dalle foreste e che vivono minacciati da insicurezza alimentare e cambiamento climatico.</strong></p>
<p>Le biotecnologie agricole possono essere applicate per una serie di scopi differenti: per il miglioramento genetico delle varietà vegetali e delle popolazioni animali e incrementarne la resa o l’efficienza; per la caratterizzazione e la conservazione delle risorse genetiche delle colture, di quelle animali, forestali ed acquatiche; per la diagnosi di malattie di piante ed animali; per lo sviluppo di vaccini; e per il miglioramento dei mangimi animali.  Tuttavia, il dibattito sulle biotecnologie è ad oggi focalizzato sugli organismi geneticamente modificati ed ha trascurato altre biotecnologie, molte delle quali potrebbero essere importanti per l’alimentazione e per l’agricoltura di questi paesi.</p>
<p>Poiché la ricerca nelle biotecnologie agricole è svolta principalmente dal settore privato dei paesi ricchi, i prodotti che vengono sviluppati mirano a soddisfare le esigenze degli agricoltori dei paesi sviluppati<strong>.  Per questo motivo la FAO sostiene che sia necessario un cambio di direzione, un cambiamento che metta al centro i piccoli contadini dei paesi in via di sviluppo.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La conferenza è ospitata dal Governo messicano e co-sponsorizzata dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).  Sono partner importanti il Gruppo consultivo per la Ricerca Agricola Internazionale (CGIAR), il Forum Mondiale per la Ricerca Agricola (GFAR), il Centro Internazionale per l’ingegneria genetica e le biotecnologie (ICGEB) e la Banca Mondiale. Inoltre organizzano sessioni parallele alla conferenza diverse organizzazioni intergovernative e non governative, e forum regionali, tra cui la Conferenza ONU per il Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD), l’Organizzazione per la Proprietà Intellettuale Mondiale (WIPO), l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), Oxfam International, l’Associazione delle Istituzioni di Ricerca Agricola dell’Asia-Pacifico (APAARI) ed il Forum per la Ricerca Agricola in Africa (FARA).</p>
<p><strong>Conferenza sulle Biotecnologie agricole nei Paesi in via di sviluppo<br />
1-4 marzo 2010</strong></p>
<p><strong>Guadalajara, Messico</strong><strong><br />
</strong><strong>Hilton Guadalajara, Convention Centre, Ave. de la Rosas 2933</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Settimana Nazionale “Porta la Sporta”</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 22:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione dei Comuni Virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[Non-Profit]]></category>
		<category><![CDATA[Porta la sporta]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il comitato promotore dell&#8217;evento costituito dall&#8217;Associazione dei Comuni Virtuosi, dal WWF, da Italia Nostra, dal FAI e da Adiconsum lancia la settimana nazionale “ Porta la  Sporta” che si terrà  dal 17 al 24 Aprile 2010 per promuovere l&#8217;utilizzo della borsa riutilizzabile in sostituzione dei sacchetti in plastica e dei sacchetti monouso in generale.
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-Associazione-Comuni-Virtuosi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5069" title="Courtesy of Associazione Comuni Virtuosi" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/02/Courtesy-of-Associazione-Comuni-Virtuosi-150x150.jpg" alt="Courtesy of Associazione Comuni Virtuosi" width="150" height="150" /></a>Il comitato promotore dell&#8217;evento costituito dall&#8217;<strong>Associazione dei Comuni Virtuosi, dal WWF, da Italia Nostra, dal FAI e da Adiconsum</strong> lancia la settimana nazionale<strong> “ <em>Porta la  Sporta”</em></strong> che si terrà  <strong>dal 17 al 24 Aprile 2010 </strong>per promuovere l&#8217;utilizzo della borsa riutilizzabile in sostituzione dei sacchetti in plastica e dei sacchetti monouso in generale.</p>
<p>La “Settimana nazionale” costituisce il secondo evento, dopo la giornata internazionale “<strong>Plastic Bag Free”</strong> dello scorso 12 settembre, che viene lanciato nell&#8217;ambito della campagna <strong><em>“Porta la Sporta”</em></strong><em>.</em></p>
<p>La campagna promossa dall&#8217;<strong>Associazione dei Comuni Virtuosi</strong> è stata  lanciata nel marzo 2009  con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sull&#8217;uso ormai fuori controllo del sacchetto in plastica (e conseguente danno ambientale), come esempio emblematico di uno stile di consumo “usa e getta” non più sostenibile.</p>
<p><strong>Ogni anno infatti, nella sola Europa, vengono consumati circa 100 miliardi di sacchetti </strong>di plastica usa e getta la cui <strong>vita media si stima essere inferiore ai 20 minuti</strong>! E gli italiani ne sono tra i più assidui utilizzatori, con un consumo annuo stimato in circa 24 miliardi di sacchetti, ovvero quasi 400 a testa ogni anno. Purtroppo i sacchetti in plastica, che non sono biodegradabili in quanto derivati dal petrolio, persistono nell’ambiente per decine di anni o più, con gravissime conseguenze per la natura. Nei mari per esempio, dove tendono ad accumularsi, sono causa di morte per migliaia di delfini, balene, foche, tartarughe e uccelli marini, che scambiandoli per meduse o altre prede di cui si nutrono, finiscono per ingerirli morendo soffocati o per danni irreparabili all’apparato digerente.</p>
<p>Scopo dell’evento “Porta la Sporta” è coinvolgere durante la settimana quanti più soggetti possibile a partecipare con eventi e iniziative che promuovano l&#8217;adozione della sporta. L&#8217;invito è rivolto a ogni tipologia di azienda e impresa, al settore commerciale, alimentare e non, associazioni e organizzazioni no profit, istituti scolastici di ogni grado, enti e istituzioni nazionali e locali e ovviamente singoli cittadini.</p>
<p>La settimana si propone di stimolare non solamente eventi limitati alla sua durata ma anche  di promuovere e annunciare la partenza di iniziative che possano proseguire nel tempo.  Per quanto riguarda invece le campagne già in atto, la settimana diventerà un&#8217;occasione per celebrare i risultati raggiunti e/o incrementare il livello di impegno in termini di risultati o di partecipazione ottenuta.</p>
<p>Il messaggio che questo evento vuole anche trasmettere è che <strong>tutti possiamo prender parte alla lotta ai cambiamenti climatici in atto, riducendo l&#8217;impronta ecologica determinata dai nostri stili di vita e che&#8230;. non c&#8217;è tempo da perdere</strong>! Dobbiamo partire da adesso impegnandoci ciascuno nel proprio ruolo  per un futuro che utilizzi in maniera più efficiente e sostenibile le risorse naturali in diminuzione: acqua potabile, foreste, terreni fertili, ecc.</p>
<p>Portare la sporta può diventare  qualcosa di più di una semplice abitudine, può rappresentare  il &#8220;primo&#8221; atto di consapevolezza ecologica che apre un percorso di atti ulteriori di rispetto verso l&#8217;ambiente.</p>
<p>Così come il sacchetto, seppur biodegradabile, è diventato l&#8217;icona di uno stile “usa e getta” la borsa deve diventare segno distintivo di quanti non hanno solamente adottato un oggetto ma uno stile di vita di cui essere orgogliosi che antepone <strong>“il prendersi cura,</strong> <strong>l&#8217;essere consapevole delle proprie azioni”</strong> all&#8217;agire automaticamente e superficialmente nel quotidiano per soddisfare comodità momentanee, inconsapevoli del pegno che le future generazioni dovranno pagare.</p>
<p>Ulteriori dettagli sull&#8217;iniziativa e sulle modalità di adesione sono contenuti nei documenti  allegati e disponibili sul sito <strong><a href="http://www.portalasporta.it/">www.portalasporta.it</a>.</strong></p>
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		<title>Legambiente ripercorre i suoi 30 anni ne “La Nuova Ecologia” di gennaio</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 05:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest’anno Legambiente compie trent’anni e con lei La Nuova Ecologia che apre il numero di Gennaio proprio con questo anniversario. Una storia fatta di impegno e di passione che il mensile racconta da questo numero in poi attraverso le testimonianze di tante persone che sul territorio hanno dato vita e gambe all’associazione.
Non poteva mancare nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/01/Courtesy-of-La-Nuova-Ecologia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4153" title="Courtesy of La Nuova Ecologia" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/01/Courtesy-of-La-Nuova-Ecologia-150x150.jpg" alt="Courtesy of La Nuova Ecologia" width="150" height="150" /></a></strong>Quest’anno <a href="http://www.lanuovaecologia.it/" target="_blank">Legambiente </a>compie trent’anni e con lei <a href="http://www.lanuovaecologia.it/" target="_blank">La Nuova Ecologia</a> che apre il numero di Gennaio proprio con questo anniversario. Una storia fatta di impegno e di passione che il mensile racconta da questo numero in poi attraverso le testimonianze di tante persone che sul territorio hanno dato vita e gambe all’associazione.</p>
<p>Non poteva mancare nella rivista una riflessione sugli esiti del summit Onu su clima di Copenaghen e il racconto di chi lo ha seguito dal <strong>Klimaforum</strong>, la sede del controvertice che riuniva associazioni di tutto il mondo. I leader che avevano tra le mani l’opportunità di cambiare il destino del pianeta, in corsa verso impatti climatici irreversibili, hanno concluso soltanto un misero accordo. Nulla di più lontano dalle aspettative iniziali. Ma Hopenhagen non è finita: il movimento ambientalista e la società civile non hanno intenzione di mollare. A tal proposito, un’intervista a <strong>Janet Larsen, direttrice di ricerca e uno dei fondatori dell’<a href="http://www.earth-policy.org/" target="_blank">Earth policy institute</a></strong><a href="http://www.earth-policy.org/" target="_blank"> </a>(un’organizzazione indipendente di ricerca ambientale con sede a Washington) spiega la ricetta del <strong>Worldwatch</strong> per fermare il global warming: dallo stop alla crescita della popolazione mondiale all’eliminazione dei sussidi per i fossili.</p>
<p>L’inchiesta del mese è sul killer in polvere, l’amianto. La legge ne vieta produzione e commercio dal ’92 ma la fibra continua a fare vittime e i fondi per le bonifiche latitano. Le cifre sono impressionanti: tra 2000 e 4000 all’anno le morti causate dall’esposizione all’amianto, di queste oltre 9000 tra il 1993 e il 2004 solo per mesotelioma pleurico. Secondo Pietro Comba, epidemiologo dell’Iss, a partire dal 2010 potrebbe verificarsi un picco di morti dovuta all’esposizione indiretta, perché fra gli ammalati ci sono anche lavoratori entrati in contatto con la fibra senza saperlo. In occasione della <em><strong>Giornata nazionale dell’amianto </strong></em><strong>del 28 aprile</strong>, Legambiente lancerà la campagna <em>Liberi dall’amianto</em>, un’iniziativa di informazione e formazione rivolta ai cittadini.</p>
<p>La Nuova Ecologia può essere acquistata nelle librerie Feltrinelli e on-line nell’edicola virtuale al costo di 5 euro (spese di spedizione comprese). Viene inoltre distribuita in abbonamento postale ai soci di Legambiente e agli <a href="abbonamenti@lanuovaecologia.it" target="_blank">abbonati</a>.</p>
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		<title>In città non si respira</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/4209-20100118/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 10:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre il salone internazionale dell&#8217;auto di Detroit dedica un’intera sezione del padiglione centrale alle auto elettriche, in Italia, &#8220;l&#8217;unica politica messa in campo è la rottamazione delle vecchie auto&#8220;. Il monito parte da Legambiente, che ha presentato il dossier Mal&#8217;Aria di città, realizzato in collaborazione con il sito &#8216;lamiaaria.it&#8216;.
Secondo la ricerca, smog e polveri sottili assediano, in maniera continuativa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/01/Courtesy-of-Legambiente.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4211" title="Courtesy of Legambiente.eu" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/01/Courtesy-of-Legambiente-300x215.jpg" alt="Courtesy of Legambiente.eu" width="300" height="215" /></a>Mentre il salone internazionale dell&#8217;auto di <strong><a href="http://www.naias.com" target="_blank">Detroit</a> </strong>dedica un’intera sezione del padiglione centrale alle <strong>auto elettriche</strong>, in Italia, &#8220;<strong>l&#8217;unica politica messa in campo è la rottamazione delle vecchie auto</strong>&#8220;. Il monito parte da Legambiente, che ha presentato il dossier <strong><em><a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2010/malariaUltimo.pdf" target="_blank">Mal&#8217;Aria di città</a></em>,</strong> realizzato in collaborazione con il sito &#8216;<a href="http://www.lamiaaria.it/" target="_blank">lamiaaria.it</a>&#8216;.</p>
<p>Secondo la ricerca, <strong>smog e polveri sottili</strong> assediano, in maniera continuativa e preoccupante, i centri urbani con <strong>Napoli, Torino e Ancona</strong> in testa alla classifica per le concentrazioni di <strong>Pm10</strong> (polveri sottili), superate rispettivamente per 156, 151 e 129 giorni all’anno nella soglia consentita per legge.</p>
<p>&#8220;Nulla di buono &#8211; riporta il dossier- è stato fatto nemmeno sul fronte <strong>ozono</strong>, che nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record: <strong>dal primo gennaio 2010 è entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi/metro cubo da non superare per più di 25 giorni in un anno</strong>, ma oltre la metà delle città monitorate nel 2009 non rispettava questo limite (32 su 50)&#8221;.</p>
<p>La <strong>Pianura Padana</strong> si conferma come &#8220;<strong>area critica</strong>&#8220;, anche in questo caso, con 8 città, tra le prime dieci, ad aver superato il valore di legge sull&#8217;ozono, mentre, a livello regionale, la maglia nera va alla <strong>Lombardia,</strong> dove 9 città su 10 monitorate hanno ampiamente superato il limite.</p>
<p>Ma a cosa sono dovuti questi dati allarmanti?</p>
<p>La principale fonte di inquinamento atmosferico a livello nazionale è rappresentata dal <strong>settore industriale</strong>, responsabile del 26% delle emissioni di Pm10 e del 23% di biossido di azoto (NO2), del 79% di ossidi di zolfo (SOx) e del 34% di idrocarburi policiclici aromatici.</p>
<p>A seguire, i <strong>trasporti</strong>, con il contributo maggiore attribuibile ai trasporti su strada, con il 22% delle emissioni totali di Pm10, il 50% di NO2, il 45% di CO e il 55% di benzene. A Roma e Milano il <strong>traffico veicolare</strong> emette circa il 60% delle polveri sottili e degli ossidi di azoto; a Napoli contribuisce per il 50% del Pm10 e a Torino per oltre il 50% circa di NOx.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;emergenza &#8220;<strong>sanitaria prima ancora che ambientale&#8221;</strong>, spiega Legambiente: nel 2006 l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS) ha dimostrato, con uno studio sulle principali città italiane, che riportando i valori medi annuali di polveri sottili al di sotto della soglia stabilita dalla legge (40 microgrammi/metro cubo) <strong>si potrebbero evitare oltre 2.000 morti l&#8217;anno</strong>.</p>
<p>Legambiente lancia dunque un’iniziativa capillare per sensibilizzare l’opinione pubblica: <strong>sabato 16 gennaio</strong> a Palermo, Potenza, Bologna, Milano, Roma, Genova, Torino, Taranto, Firenze e Civitanova, infatti, <strong>alcune boutique</strong> hanno già attrezzato le proprie vetrine con <strong>maschere ant</strong>i<strong>smog</strong> e <strong>slogan contro l&#8217;inquinamento urbano</strong>.</p>
<p>A seguire, il <strong>6 febbraio </strong>prossimo, saranno organizzati <strong>presidi nei principali siti industriali italiani</strong> per chiedere <strong>l’adeguamento ai parametri europei</strong> degli impianti obsoleti e inquinanti, mentre, sempre nel mese di febbraio, le città ospiteranno nuovamente diverse edizioni del <strong><a href="http://www.legambientepiemonte.it/trofeotartaruga.htm" target="_blank">Trofeo Tartaruga</a></strong>, una gara cronometrica che vede interessati i diversi mezzi di locomozione ecologici (auto elettriche, trasporti pubblici, biciclette) per dimostrare che è l’auto personale ad alimentazione tradizionale &#8221;la vera tartaruga della città&#8221;, che rischia di farci arrivare in ritardo agli appuntamenti.</p>
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		<title>La caccia alle balene riaccende gli animi</title>
		<link>http://www.greenews.info/rassegna-stampa/il-giappone-assalta-i-pirati-amici-delle-balene-20100106/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 20:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Caccia alle balene]]></category>
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		<description><![CDATA[Al largo della Commonwealth Bay, l&#8217;Ady Gil, il trimarano supertecnologico di 24 metri usato dagli ecologisti del Sea Shepherd per ostacolare la caccia alle balene, è stato speronato oggi da una nave giapponese, la Shonan Maru 2, inviata dalla prefettura di Okinawa in appoggio alla flotta baleniera.
L&#8217;Ady Gil batte bandiera &#8220;Jolly Roger&#8221; (una rivisitazione del vessillo nero dei pirati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/01/Courtesy-of-Wikimedia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4027" title="Courtesy of Wikimedia" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/01/Courtesy-of-Wikimedia-300x186.jpg" alt="Courtesy of Wikimedia" width="300" height="186" /></a>Al largo della Commonwealth Bay, l&#8217;<strong>Ady Gil</strong>, il trimarano supertecnologico di 24 metri usato dagli ecologisti del <a href="http://www.seashepherd.org/" target="_blank">Sea Shepherd</a> per ostacolare la caccia alle balene, è stato speronato oggi da una nave giapponese, la Shonan Maru 2, inviata dalla prefettura di Okinawa in appoggio alla flotta baleniera.</p>
<p>L&#8217;Ady Gil batte bandiera &#8220;<strong>Jolly Roger</strong>&#8221; (una rivisitazione del vessillo nero dei pirati, con un bastone pastorale incrociato al tridente di nettuno e sovrastato dal teschio) ed è stata ufficialmente presentata il 17 ottobre scorso a Los Angeles per unirsi, subito dopo, all&#8217;altra unità del gruppo, la <strong>Steve Irwin</strong>, nella lotta contro la caccia che i giapponesi continuano a praticare - con il pretesto della &#8217;ricerca scientifica&#8217; - nonostante un <strong>trattato internazionale la vieti dal 1986</strong>.</p>
<p>Il trimarano, a quanto pare, è stato speronato di proposito quando era praticamente fermo, accusano i responsabili di Sea Shepherd, precisando che la nave giapponese, nell&#8217;abbordo, ha tranciato la prua dello scafo centrale dell&#8217;Ady Gil causando danni irreparabili. I sei uomini d&#8217;equipaggio (cinque neozelandesi e un olandese) sono stati tutti tratti in salvo senza aver riportato danni fisici, dalla stessa Shonan Maru 2, &#8220;ma ora il trimarano sta affondando&#8221;, aggiunge l&#8217;organizzazione ecologista.</p>
<p>&#8220;<strong>Siamo convinti che sia stato un atto deliberato</strong>. La nostra nave si era completamente fermata e loro l&#8217;hanno puntata e sono piombati su di essa&#8221;, ha detto <strong>Jeff Hansen</strong>, direttore per l&#8217;Australia del gruppo. L&#8217;Istituto Giapponese per la Ricerca sui Cetacei &#8211; sponsorizzato dal governo &#8211; difende le proprie baleniere accusando gli attivisti per le loro azioni di disturbo e dicendo che gli ecologisti stavano cercando di sabotare le loro navi mandando dei cavi nelle eliche: &#8220;<strong>L&#8217;estremismo di Sea Shepherd diviene sempre più violento i loro atti altro non sono che un comportamento criminale&#8221; </strong>ha ribattutto il portavoce dell&#8217;Istituto.</p>
<p>Il fatto che i giapponesi, nonostante le proteste internazionali, uccidano circa <strong>1.200 balene</strong> tra dicembre e febbraio di ogni anno, per presunti scopi &#8220;scientifici&#8221;, da anni solleva le proteste delle associazioni per la difesa degli animali, che hanno, in più modi, tentato di fermare la caccia. <strong>Paul Watson,</strong> responsabile della campagna di <strong>Sea Shepherd</strong> per la difesa delle balene, ha ingaggiato dal 2007 una battaglia particolarmente serrata contro le baleniere, mentre nel 2008 <strong>Greenpeace</strong> ha deciso di cambiare strategia, abbandonando il tentativo di fermare le baleniere giapponesi a favore di un&#8217;attività più pacifica, per <strong>cambiare l&#8217;opinione pubblica dei giapponesi</strong> in merito alla necessità di una simile caccia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Z_KnBKriGog&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/Z_KnBKriGog&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Wwf Italia contro la Finanziaria 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 10:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giugiu198</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Wwf Italia non risparmia i toni forti nella nota pubblicata ieri sul sito dell’associazione e relativa alla Finanziaria 2010. Si parla di &#8220;un&#8217;Italietta, provinciale e incapace di futuro&#8221; che, con le politiche di spesa della Legge Finanziaria 2010 e del Bilancio previsionale 2010 del Ministero dell&#8217;Ambiente, non riuscirà a far fronte agli impegni internazionali in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-Alphakappa-Flickr.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3034" title="Courtesy of Alphakappa (Flickr)" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Courtesy-of-Alphakappa-Flickr-150x150.jpg" alt="Courtesy of Alphakappa (Flickr)" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx" target="_blank">Wwf Italia</a> non risparmia i toni forti nella nota pubblicata ieri sul sito dell’associazione e relativa alla <a href="http://www.commercialistatelematico.com/articoli/pubblici/legge_03_08_2009_n_102_tetso%20coordinato.pdf" target="_blank">Finanziaria 2010</a>. Si parla di &#8220;<strong>un&#8217;Italietta, provinciale e incapace di futuro</strong>&#8221; che, con le politiche di spesa della Legge Finanziaria 2010 e del Bilancio previsionale 2010 del Ministero dell&#8217;Ambiente, <strong>non riuscirà a far fronte agli impegni internazionali in campo ambientale </strong>assunti, non solo con il Protocollo di Kyoto, ma anche con il recente G8.</p>
<p><strong>Stefano Leoni</strong>, presidente di Wwf Italia, sottolinea: &#8220;In questo modo ci si dimentica degli impegni assunti dall&#8217;Italia [...] non destinando alcun fondo &#8211; mentre la <a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm" target="_blank">Legge Finanziaria 2007</a> destinava 200 milioni di euro al <a href="http://www.cna.it/divisione_economica/dpt_ambiente/Energia/FondoRotativoKyoto.pdf" target="_blank">Fondo rotativo per Kyoto</a> - e <strong>n</strong><strong>on individuando alcuno strumento per la riduzione delle emissioni di Co2</strong>. Senza dimenticare&#8221; aggiunge Leoni, &#8221;che<strong> in campo energetico</strong> [la finanziaria 2010]<strong> taglia i 50 milioni di euro </strong>di fondi destinati complessivamente al <strong>Fondo sull&#8217;efficienza energetica</strong> e agli <strong>incentivi per il risparmio</strong>&#8220;.</p>
<p>Leoni si augura che le ragioni ambientali prevalgano nella <strong>seconda fase della Manovra 2010</strong> con le misure integrative preannunciate dal Governo, &#8220;coperte&#8221; dagli introiti dello Scudo Fiscale, “anche se sinora <strong>il ministro Tremonti non ha ancora pronunciato nemmeno una parola in favore dell’ambiente</strong>. Quello che al momento emerge è l’incapacità di mantenere gli impegni assunti con il G8 nell’attuazione del Protocollo di Kyoto e della Convenzione Internazionale sulla Tutela della Biodiversità e cogliere l’occasione per accettare le sfide poste a livello internazionale dalla Presidenza USA, per impostare un <strong>nuovo modello di sviluppo “capace di futuro” e sostenibile dal punto di vista ambientale &#8211; </strong>pur in questo delicatissimo momento di transizione del sistema economico e finanziario mondiale.”</p>
<p>Il Presidente del Wwf ha infine ricordato che &#8220;questa finanziaria non destina nemmeno un centesimo di euro nel 2010, Anno Internazionale sulla Biodiversità, alla definizione e attuazione della <strong>strategia nazionale a tutela della biodiversità</strong>, confermando invece il taglio, già operato con la Legge Finanziaria 2009, del 49%, dei fondi destinati con la Legge Finanziaria 2008 all&#8217;aiuto pubblico in favore dei Paesi in via di sviluppo&#8221;.</p>
<p><em>Ilaria Burgassi</em></p>
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