Home » Progetti »Smart City » Genova, strategie per una smart city:

Genova, strategie per una smart city

luglio 23, 2012 Progetti, Smart City

La diga di Begato è una fila di casermoni di cemento avvinghiati alla collina sopra Bolzaneto, a Genova. Case popolari, simbolo di una poco riuscita edilizia anni ottanta. Ma ora la Diga sta per diventare un esempio di efficienza energetica per residenze sostenibili.

Tutta Genova è al lavoro per diventare una città intelligente, sostenibile, digitalizzata, strategica e concreta allo stesso tempo. È partita con un ambizioso progetto più di due anni fa, in rete con altri centri europei. E prima di altre città italiane sta raccogliendo i frutti dell’investimento. Genova ha infatti già vinto tre bandi europei per un totale di cinque milioni e mezzo di finanziamenti. “I coordinatori dei progetti stanno definendo gli ultimi dettagli con la Commissione Europea. Da gennaio partiremo con la messa in pratica di quanto è sulla carta”, spiega Gloria Piaggio, responsabile di Genova Smart City per il Comune.

L’associazione ha il ruolo di tenere insieme tutti gli attori del processo, in una formula che coinvolge imprese e soggetti istituzionali, ed è il vero punto di forza della smart city genovese: “Come associazione tentiamo di far sedere a uno stesso tavolo tanti interlocutori: aziende, mondo della ricerca e mondo finanziario, Comune, ong – dice ancora Piaggio – Per avviare collaborazioni efficaci dobbiamo sempre sapere su cosa lavorano le aziende e che studi si portano avanti in Università”.

Così, a breve, i brutti palazzi di Begato, progettati in un’epoca in cui al risparmio energetico si badava poco, avranno un sistema all’avanguardia in termini di sostenibilità. Grazie al progetto R2Cities, coordinato dagli esperti di Istanbul, con Genova e Valladolid, verranno installati pannelli fotovoltaici nelle facciate a sud, i camminamenti saranno isolati contro la dispersione del calore e l’uso dell’energia sarà costantemente monitorato, come in un organismo sotto esame, per saper in ogni momento come e dove migliorare. Oltre al Comune e all’Università, partecipano aziende genovesi e Unicredit, attraverso il programma Officine Verdi.

Il tema energetico è cruciale per la smart city del futuro e per quella del presente. Genova riceverà dall’Europa altri 2,5 milioni di euro per il progetto Celsius: una serie di iniziative portate avanti anche da Goteborg, Rotterdam, Colonia e Londra per il teleriscaldamento e teleraffreddamento. Il capoluogo ligure riadatterà infatti una vecchia centrale elettrica in Val Bisagno per creare microreti di riscaldamento al servizio di aree  (case, negozi, scuole) di piccolo diametro. Si comincerà da quelle colpite dall’alluvione dell’anno scorso. Il progetto sarà fondamentale per raggiungere gli obbiettivi del Paes (il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) approvato due anni fa, che prevede di ridurre di quasi un quarto le emissioni cittadine entro il 2012.

Un altro importante progetto è Transform, che riguarda la pianificazione integrata della smart city, per creare una visione il più possibile d’insieme, a livello europeo. Partecipano Vienna, Amsterdam, Copenhagen, Lione e Amburgo, confrontandosi su casi pratici, punti in comune ed eventuali difficoltà. L’idea è creare “un’agenda della trasformazione”, come la definisce Gloria Piaggio, che renda replicabili le migliori esperienze continentali.

A luglio sono usciti nuovi bandi europei e Genova ha proposto altre idee: “Vorremmo rendere più efficiente l’illuminazione del porto e dell’acquario – racconta Piaggio – così come migliorare l’utilizzo di energia nelle scuole. C’è infine il progetto Icity, per creare piattaforme aperte per applicazioni create dagli utenti”.

Perché se molto è stato fatto, secondo la responsabile di Genova Smart City, le possibilità di crescita sono ancora tantissime: “L’Italia è uno dei Paesi che riceve meno risorse dall’Europa sui fondi non strutturali. In Liguria vogliamo colmare questo divario, partecipando a quelle reti internazionali che producono innovazione”.

Il prossimo obbiettivo sarà coinvolgere maggiormente i cittadini con l’associazione Genova Smart People, in modo da allargare ancora di più la base di confronto. Collaborare con aziende e centri di ricerca è importante ma non può bastare. Occorre anche progettare in maniera partecipata la smart city che verrà.

I ricchi finanziamenti in arrivo dimostrano che la strada intrapresa da Genova è quella giusta. Ora si tratta di continuare a percorrerla.

Matteo Acmè

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live

PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Rapporto Deloitte “Digital Green Evolution”: nel 2022 gli smartphone genereranno 146 milioni di tonnellate di CO2

marzo 14, 2022

Rapporto Deloitte “Digital Green Evolution”: nel 2022 gli smartphone genereranno 146 milioni di tonnellate di CO2

Di fronte ad un numero di dispositivi che ormai nel complesso supera la popolazione mondiale, cresce l’attenzione ai temi della sostenibilità e degli impatti ambientali derivanti dalla produzione, dall’uso e dallo smaltimento dei “telefonini“, i device di più comune utilizzo sia tra giovani che adulti. A evidenziare la criticità di questi numeri è intervenuto il [...]

Matteo Viviani, una iena in verde a caccia di greenwashing

ottobre 29, 2021

Matteo Viviani, una iena in verde a caccia di greenwashing

L’ambiente e il clima sono ormai diventati temi “mainstream”. Anche se pochissimi fanno, tutti ne parlano! Soprattutto le aziende, che hanno intercettato da tempo la crescente attenzione di consumatori sempre più critici e sensibili all’ecosostenibilità di prodotti e servizi.  Vi viene in mente un’azienda che oggi non si dica in qualche modo “green” o “ecofriendly”? [...]

“L’Adieu des glaciers”: al Forte di Bard le trasformazioni dei ghiacciai alpini

giugno 18, 2021

“L’Adieu des glaciers”: al Forte di Bard le trasformazioni dei ghiacciai alpini

“L’Adieu des glaciers: ricerca fotografica e scientifica” è un progetto prodotto dal Forte di Bard, che intende proporre un viaggio iconografico e scientifico progressivo tra i ghiacciai dei principali Quattromila della Valle d’Aosta per raccontare, anno dopo anno, la storia delle loro trasformazioni. L’iniziativa, che ha un orizzonte temporale di quattro anni, ha iniziato la sua [...]

Quando le rinnovabili conquistano le basi militari: il caso francese di BayWa r.e.

aprile 19, 2021

Quando le rinnovabili conquistano le basi militari: il caso francese di BayWa r.e.

Ormai è noto che la cavalcata delle rinnovabili è inarrestabile, ma questa è una vera e propria “conquista militare”: BayWa r.e., player globale nel settore delle energie rinnovabili, ha annunciato di aver trasformato due basi aeree inutilizzate e dismesse in Francia in parchi solari e terreni agricoli per l’allevamento di pecore. La società del Gruppo [...]

Tree-ticket: il concerto si paga in alberi

aprile 15, 2021

Tree-ticket: il concerto si paga in alberi

Un concerto in presenza, immersi in una foresta, per riavvicinare l’uomo alla natura attraverso la musica del violoncellista Mario Brunello e di Stefano Mancuso, con una differenza rispetto a qualsiasi altro concerto al mondo: l’accesso si paga in alberi, con il TreeTicket. L’esperimento si terrà a Malga Costa in Val di Sella, in Trentino, nella cornice della [...]

Ricerca Mastercard: la spesa post-Covid vira verso modelli più sostenibili

aprile 13, 2021

Ricerca Mastercard: la spesa post-Covid vira verso modelli più sostenibili

Secondo quanto emerge da una nuova ricerca di Mastercard incentrata sulla sostenibilità, a seguito della pandemia da Covid-19 sarebbe cresciuto in modo significativo il desiderio da parte di italiani ed europei di salvaguardare l’ambiente e miliardi di consumatori nel mondo sarebbero disposti ad adottare comportamenti “più responsabili“. Oltre la metà dei nostri connazionali (64% contro il [...]

Mascherine irregolari: da un’azienda veneta il vademecum per riconoscerle

aprile 1, 2021

Mascherine irregolari: da un’azienda veneta il vademecum per riconoscerle

Sono decine di milioni le mascherine fasulle che girano per l’Italia. Molti sono infatti i truffatori che hanno approfittato della situazione di emergenza e del fatto che molte aziende hanno deciso di avviare procedure di importazione. Le norme, troppo spesso, non vengono rispettate e nelle ultime settimane le cronache hanno evidenziato casi di vere e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende