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From Orlando to Santiago. Intervista a Orlando Manfredi

Un percorso musicale e teatrale nella natura. Un’operazione per invertire, a dispetto della crisi, le dinamiche della produzione culturale. Ma anche un modo diverso di affrontare il viaggio, alla ricerca di un rapporto più genuino con il territorio, con l’ambiente circostante e, in fondo, anche con se stessi.

Sono questi alcuni dei fili che si intrecciano nel progetto «From Orlando to Santiago», che porterà il cantatuore e attore torinese Orlando Manfredi, in arte Duemanosinistra, a percorrere a piedi, a partire da lunedì, il cammino che porta a Santiago di Campostela. L’obiettivo? Realizzare un disco e uno spettacolo per far respirare la vita del viandante e restituire l’atmosfera e le sensazioni dei pellegrini che si muovono solo con le proprie gambe.  Dalla prossima settimana Orlando racconterà ai lettori di Greenews.info le sue esperienze attraverso montagne, valli, pianure e lungo la costa con interventi bisettimanali nella rubrica Impressioni di Viaggio“.

D) Orlando, che cosa ti ha spinto a dare vita a questo progetto?

R) In questo momento di crisi trasversale – economica, sociale, produttiva, culturale – ho sentito l’esigenza di ripartire dalle origini, dal grado zero della scoperta: dal camminare. E ho deciso di farlo con gli strumenti del cantautore per provare a raccontare questa esperienza, per trasmettere il senso che porta moltissime persone a mettersi in marcia e a cercare qualcosa. In questo modo vorrei riconnettere la cultura alla strada, far scendere l’artista dal proprio piedistallo per riportarlo in mezzo alla gente, al contatto con l’altro.

D) Perché hai scelto di seguire proprio il cammino di Santiago?

R) Perché è il cammino simbolico per antonomasia, è un percorso spirituale e di ricerca non solo per quanti lo intraprendono in un’ottica devozionale ma anche per chi ci si accosta in modo laico. Si respira una densità magica che coinvolge tutti, anche chi decide di trascorrere una vacanza diversa o vuole semplicemente provare il piacere del camminare. È un’esperienza che, per forza di cose, solleva domande, e bisogna essere capaci di ascoltarle.

D) In che senso?

R) «Nel senso che il ritmo rallentato del camminare implica un diverso rapporto con il tempo, con le distanze, con il territorio, ma anche con il proprio corpo, con i propri limiti, con la propria fisicità, con la fatica. Mentre si cammina, si libera la mente, ci si lascia alle spalle le beghe quotidiane, e quindi si pensa. Quello del camminare è un tempo denso, rimanda a una dimensione essenziale dell’esistenza, apre la porta a una sorta di innata spiritualità. Ed è questo che vorrei catturare attraverso la musica.

D) Che cosa ci sarà nel tuo bagaglio?

R) Sicuramente, avrò uno zaino con dentro il minimo indispensabile. Poi mi porterò un chitarrino, per poter catturare le sensazioni del viaggio e trasformarle in musica in modo diretto, senza filtri. E avrò con me anche uno smartphone con il quale intendo realizzare video, fotografie e aggiornare in tempo reale il blog in cui racconto il viaggio.

D) Dal viaggio – che racconterai anche su Greenews.info – nasceranno poi uno spettacolo teatrale e un disco…

R) Sì, lo spettacolo sarà presentato in anteprima, a settembre, al Festival Torino Spiritualità e avrà una dimensione più sociale, collettiva. Per il disco invece lavorerò a partire dalle tracce incise durante il cammino e avrà un taglio più personale, autoriale. Dal punto di vista musicale, saranno pezzi poco arrangiati, con un suono scarno e essenziale, nel solco ideale della tradizione che va dai cantastorie ai cantanti folk alla Woody Guthrie. Ma non escludo altri esiti, magari editoriali…

D) Hai già un itinerario definito?

R) La partenza sarà da Saint-Jean-Pied-de-Port in Francia, l’arrivo a Santiago, in Spagna, durante il percorso invece sarò libero di muovermi, di decidere quando e dove fermarmi. L’idea in ogni caso è di stare via per quaranta giorni.

D) Un viaggio a piedi può essere definito anche una forma di attenzione e rispetto per il territorio?

R) Beh, certamente. Dobbiamo scrollarci di dosso quei cubicoli di latta e arbre magique che sono le auto e riscoprire i profumi, gli odori, i colori dell’ambiente: nel mio percorso attraverserò montagne, pianure, la meseta, la costa, ci saranno molti sentieri e poco asfalto. Quando cammini, è l’ambiente a dominare ed è la persona ad adattarsi alle circostanze, alla salite, alle pioggia, al terreno scivoloso. E dopo aver camminato si prova quella stanchezza sana, ben diversa dal nervosismo dell’automobilista. Sicuramente, sarà un viaggio a bassissimo impatto ambientale: anche per dormire sfrutterò i rifugi per pellegrini che ci sono lungo il percorso.

D) Natura e cultura… Quale è dunque la novità rispetto ai meccanismi di produzione culturale?

R) Ultimamente, mi pare che il dibattito sulla cultura si sia polarizzato su un aspetto utilitaristico: se un progetto serve viene finanziato, altrimenti no. Solitamente poi, sono gli enti pubblici che, dall’alto, scelgono su chi investire. Con questo progetto, ribaltiamo il discorso cercando forme di finanziamento collettive attraverso il crowdfunding: l’idea quindi è di coinvolgere una platea ampia di soggetti, disposti a sostenere questa operazione. Questo non in base a un criterio di utilità, ma di significato, di adesione, di condivisione.

Marco Bobbio

E’possibile sostenere il progetto visitando il sito verkami.com. Per seguire il viaggio di Orlando, oltre agli appuntamenti di tema ambientale su Greenews.info, esiste invece il blog fromorlandotosantiago.com e l’account twitter @OrlandoManfredi.

 

 

 

 

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