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Pesticidi in città: allarme sui rischi per la salute delle disinfestazioni urbane contro le zanzare Top Contributors

luglio 12, 2018 Rubriche, Top Contributors

Pubblichiamo, in versione integrale, la nota informativa sulla pericolosità delle pratiche di disinfestazione chimica dalle zanzare in ambito urbano, lanciata congiuntamente da cinque associazioni: WWF, European Consumers, Equivita, Anchise (Associazione dei malati di Sensibilità Chimica Multipla) e FederBio, nell’ambito della campagna nazionale “Cambia la Terra“.

L’Italia da sola utilizza ogni anno oltre il 50% degli insetticidi consumati in tutta la UE (se si sommano i consumi nelle attività agricole con quelli nelle aree fortemente antropizzate). Una spiegazione esiste: l’Italia è il solo stato UE dove nei centri urbani e con il benestare delle amministrazioni, si spargono, dalla primavera all’autunno inoltrato, migliaia di tonnellate di sostanze gravemente tossiche nelle strade, nelle case, nei giardini, nei parchi, nelle scuole, negli ospedali ecc. Per cosa? Per le disinfestazioni anti-zanzara e, in particolare, anti-zanzara-tigre (Aedes albopictus).

Come giustificazione di questo costante spargimento di veleni le ordinanze dei Comuni citano la zanzara tigre quale potenziale vettore di malattie come la Chikungunya e la Dengue, e la Culex pipiens come vettore della West Nile virus. Ma nessuna statistica giustifica questa paura. Nonostante la globalizzazione e il nuovo turismo di massa, il territorio della UE appare essere stato – ed essere tuttora – indenne da casi autoctoni (che possono essere causa di epidemie) di tali malattie. Perciò il diffuso terrorismo psicologico creato sulla zanzara è immotivato e lo è ancor più lo spargimento nell’ambiente di sostanze tossiche i cui danni, sia per la salute umana sia per la biodiversità intera, sono molto concreti e gravi. Ancor più gravi in quanto le zanzare sviluppano, grazie alla loro prolificità e alla loro breve durata di vita, ceppi sempre più resistenti alle sostanze chimiche, rendendo così necessarie dosi ogni anno più elevate di veleni per combatterle … inutilmente.

Va infatti capito che questi insetticidi, come tutti gli altri pesticidi, determinano un grave effetto negativo, sia sulla salute umana, sia sulla maggior parte degli altri organismi (ecosistemi) viventi. Inoltre, accumulandosi con gli altri inquinanti chimici presenti nell’ambiente, produrranno effetti cronici sinergici, le cui conseguenze non si possono neanche prevedere. Gli Studi attuali hanno anche messo in evidenza aspetti cronici quali, ad esempio, l’accumulo negli organismi viventi e nelle catene alimentari, le alterazioni della funzionalità genetica, le interferenze endocrine, ecc.

La categoria a maggiore rischio per l’esposizione ai pesticidi è quella dei bambini, anche quando ancora nel grembo materno: i tumori dei bambini sono cresciuti di oltre il 20% in una ventina d’anni (l’Espresso, 2007). Ma anche le categorie degli anziani e dei soggetti, sempre più numerosi, affetti dalla SCM, sono a rischio. La Sensibilità Chimica Multipla è una sindrome estremamente pericolosa e invadente, riconosciuta negli Stati Uniti come malattia sociale, con 37 milioni di malati, e riconosciuta anche in Germania come malattia, ma non in Italia, dove i malati si sono riuniti nell’associazione Anchise.

Sono ormai dimostrati da numerosi studi scientifici (vedi la battaglia contro il glifosato) gli effetti negativi di tutti i pesticidi sulla salute umana, grazie alle statistiche che vengono pubblicate riguardanti le patologie più gravi del secolo: le malattie neurodegenerative, i tumori, le malformazioni, le sterilità di coppia, ecc. Recenti studi hanno rivelato che i pesticidi hanno effetti assai gravi anche sul cervello umano (Univ. di California, Sacramento) Nonostante tutto ciò, grazie ad un “terrorismo psicologico” orchestrato nei confronti della zanzara tigre, le disinfestazioni adulticide con nebulizzazioni e veleni sparati anche con i “cannoni”, continuano ad essere consigliate dalle amministrazioni pubbliche, liberamente utilizzate nei luoghi abitati, dai privati e dalle ditte autorizzate, le quali oggi, per i cittadini, rappresentano con gli amministratori degli stabili la sola forma d’informazione. E’ facile intuire come, in nome della “emergenza”, si possa rischiare oggi di favorire interessi economici che non hanno nulla a che vedere con la salute umana. Si può anche capire che la responsabilità maggiore ricada sui sindaci che con le loro “ordinanze” stabiliscono se e come debbano essere eseguite le disinfestazioni.

Ma ecco altre contraddizioni su cui riflettere in questa storia sospetta di illegalità (vedi art. 32 della Costituzione che indica la salute come primo diritto umano da difendere): non risulta infatti che esistano negli altri Stati Membri attività di disinfestazione antizanzare (da ciò la percentuale di insetticidi usati che è minima, intorno al 5 o 10% della nostra); varie sostanze tossiche che in Italia vengono vietate in agricoltura e sulle vie di comunicazione, sono autorizzate negli ambienti urbani di ben maggiore densità di popolazione (con precauzioni inesistenti o irrisorie) per le disinfestazioni; gli insetticidi riducono drasticamente le popolazioni dei predatori naturali delle zanzare (pipistrelli, gechi, libellule, uccelli insettivori, ecc.) e degli altri insetti con il paradossale e grave risultato di una popolazione sempre più abbondante proprio di quell’insetto, la zanzara, che si vuole contrastare; nei giardini pubblici in cui non si fanno disinfestazioni vi è un numero di gran lunga minore di zanzare. Ciò dipende da quanto già illustrato: la capacità di resistenza ai veleni è in continua e accelerata crescita (più si disinfesta e più si riproducono); le disinfestazioni distruggono anche i pochi esempi di biodiversità residua nei nostri centri abitati, sterminando piccoli mammiferi, uccellini, rettili, anfibi, pesci ed annientando impollinatori fondamentali come le api e le farfalle.

Cosa fare dunque? La proliferazione delle zanzare e in particolare della zanzara tigre può essere efficacemente contrastata solo con la prevenzione e l’intervento sui focolai larvali con metodi ecologici ed alternativi integrati. Alla zanzara basta un piccolo deposito d’acqua per deporre le uova ed è evidente che quando centinaia di uova o larve di zanzara sono concentrate in una singola raccolta d’acqua è più facile combatterle che non da adulte, quando si disperdono in ambienti aperti. La cosa più importante è dunque una corretta informazione sui diversi sistemi di lotta, tutti integrabili gli uni con gli altri. Le istituzioni dovranno dunque fare rete con i cittadini, coinvolgendoli attivamente e responsabilmente e dovranno primariamente tutelare l’ambiente dalle sostanze tossiche.

WWF, European Consumers, Equivita, Anchise, FederBio

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