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	<title>Greenews.info &#187; Energia</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Eolica Expo Mediterranean 2010: Roma capitale del vento</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 05:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Inizia oggi, martedì 7 settembre, alla Fiera di Roma, per proseguire fino a giovedì 9 settembre, Eolica Expo Mediterranean, il salone internazionale per l’energia dal vento che, per numero di espositori e visitatori, è al quinto posto nel mondo, al terzo in Europa e al primo nell’area del Mediterraneo. Il suo ruolo di punto di riferimento internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/eolico1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11311" title="eolico" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/eolico1-211x300.jpg" alt="eolico" width="211" height="300" /></a>Inizia oggi, <strong>martedì 7 settembre, </strong>alla Fiera di Roma, per proseguire fino a giovedì 9 settembre, <strong><a href="http://www.zeroemissionrome.eu/it_zer/index_zer.asp" target="_blank">Eolica Expo Mediterranean</a>, </strong>il salone internazionale per l’energia dal vento che, per numero di espositori e visitatori, è al quinto posto nel mondo, al terzo in Europa e al primo nell’area del Mediterraneo. Il suo ruolo di punto di riferimento internazionale del settore si consolida ulteriormente quest’anno, con la partecipazione di <strong>oltre 250 aziende (+30% rispetto al 2009), </strong>provenienti da <strong>31 Paesi. </strong>All’evento, visitato da tutta la business community del comparto, sono attesi circa<strong>30.000 operatori, </strong>di cui il <strong>30% esteri. </strong></p>
<p><strong></strong>La manifestazione rappresenta un settore in forte sviluppo che, secondo il <strong>Gwec </strong>(Global Wind Energy Council), nel 2009 ha registrato un valore di mercato mondiale di <strong>45 miliardi di euro, </strong>con una <strong>crescita di ben il 31% rispetto all’anno precedente. </strong></p>
<p>In Europa, dal rapporto annuale <strong>Ewea </strong>(European Wind Energy Association) emerge inoltre che, con il 39% di nuova capacità elettrica installata, nel 2009 &#8211; e per il secondo anno consecutivo &#8211; l’eolico è risultata la <strong>fonte di energia maggiormente in crescita, </strong>con un incremento del 23% rispetto al 2008 e una nuova capacità di 10.163 MW. A primeggiare nel Vecchio Continente è la Spagna (+24% e 2.459 MW installati), seguita da Germania (+19% &#8211; 1.917 MW), Italia (+11% &#8211; 1.114 MW), Francia (+11% &#8211; 1.088 MW) e Regno Unito (+10% &#8211; 1.077 MW). Complessivamente, la capacità eolica europea è di circa 75.000 MW. Ewea prevede che anche nel 2010 la potenza eolica aggiunta sarà dell’ordine di 10.000 MW, di cui il 10% di provenienza offshore.</p>
<p>Ewea prevede che, mantenendo l’attuale crescita di mercato, nel 2020 l’intero settore eolico potrà fornire fino al 18% della domanda di elettricità dell&#8217;Unione Europea e creerà circa <strong>250.000 nuovi posti di lavoro, </strong>pari a 450 per ogni settimana del decennio appena iniziato. Solo in Italia, da uno studio congiunto di <strong>Uil </strong>(Unione Italiana del Lavoro) e <strong>Anev</strong>(Associazione Nazionale Energia del Vento) emerge che l’anno scorso il settore eolico ha creato 5.000 nuovi posti di lavoro e occupa ora 25.000 addetti.</p>
<p>Alla conferenza inaugurale della manifestazione che si terrà alle ore 11 (Sala Aurelia) si discuterà di Politiche, strategie e prospettive nazionali e internazionali per il rafforzamento e il consolidamento del settore eolico. La sessione è organizzata in collaborazione con <strong>Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento). </strong></p>
<p>Eolica Expo Mediterranean è uno dei principali eventi di <strong>ZeroEmission Rome, </strong>la grande kermesse dedicata alle energie rinnovabili, alla sostenibilità ambientale, alla lotta ai cambiamenti climatici e all’emission trading che, dall’8 al 10 settembre, propone altri saloni tematici: <strong>PV Rome Mediterranean </strong>(Salone internazionale delle tecnologie fotovoltaiche per il Mediterraneo); <strong>CSP Expo </strong>(Salone internazionale delle tecnologie e dell’industria degli impianti solari termodinamici); <strong>CO2 Expo </strong>(Salone internazionale sui cambiamenti climatici, riduzione di CO2 e mercato dei crediti di carbonio).</p>
<p>L’aspetto &#8220;culturale&#8221; della manifestazione è completato da <strong>Incontro con gli autori, </strong>che in sei sessioni presenta &#8211; con la partecipazione diretta degli scrittori &#8211; 29 libri pubblicati negli ultimi mesi sui temi della sostenibilità energetica. Un altro evento da segnalare è la mostra fotografica <strong>Smisurati giganti?, </strong>curata da Legambiente, un’interessante opportunità per discutere di un tema di grande attualità: l’integrazione dell’eolico nel paesaggio italiano, che può aprire nuovi scenari di innovazione e riqualificazione dei territori.</p>
<p>Dopo il successo del 2009, ZeroEmission Rome riproporrà inoltre quest’anno <strong>EnerJob-L’energia dà lavoro, </strong>un punto d’incontro tra le aziende della green economy e chi è alla ricerca di nuove opportunità professionali. EnerJob si presenta come &#8220;laboratorio occupazionale&#8221; in un settore nel quale le prospettive sono molto interessanti e in controtendenza.</p>
<p>In Europa, i &#8220;<strong>lavori verdi</strong>&#8221; hanno ampia diffusione soprattutto in Germania, Spagna e Danimarca, ma anche in Italia si sono aperti nuovi e interessanti scenari occupazionali. Secondo una stima di Gse (Gestore Servizi Elettrici) e Iefe Bocconi (Istituto di green job, Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente), entro il 2020 nel nostro Paese dovrebbero nascere <strong>dai 100.000 ai 250.000 nuovi posti di lavoro, </strong>soprattutto nei settori dell’eolico, delle biomasse e del solare fotovoltaico.</p>
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		<title>L&#8217;Europa verso Cancun, tra impegno e scetticismo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 07:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bollettino Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Quali azioni esterne concrete intende avviare la Commissione per ripristinare la fiducia nel processo negoziale prima e durante la Conferenza sul Clima a Cancun (per entrambi i settori oggetto di negoziato, vale a dire il secondo periodo di impegni nell&#8217;ambito del Protocollo di Kyoto 2013-2020 e l&#8217;attività di cooperazione a lungo termine fino al 2050)?&#8221;.
Non è la domanda provocatoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Reti-Energia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11146" title="Courtesy of Vimvicenza.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Reti-Energia-300x234.jpg" alt="Courtesy of Vimvicenza.it" width="300" height="234" /></a>&#8220;<em>Quali azioni esterne concrete intende avviare la Commissione per ripristinare la fiducia nel processo negoziale prima e durante la <a href="http://www.cc2010.mx/es/" target="_blank"><strong>Conferenza sul Clima a Cancun</strong> </a>(per entrambi i settori oggetto di negoziato, vale a dire il secondo periodo di impegni nell&#8217;ambito del <strong>Protocollo di Kyoto 2013-2020</strong> e l&#8217;attività di cooperazione a lungo termine fino al <strong>2050</strong>)?&#8221;.</em></p>
<p>Non è la domanda provocatoria del solito guastafeste, ma il testo letterale dell&#8217;<a href="http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/envi/qo/826/826278/826278it.pdf" target="_blank">interrogazione</a> avanzata dalla <strong>Commissione per l&#8217;Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza Alimentare</strong> del Parlamento Europeo, in vista della sessione plenaria di <strong>Strasburgo </strong>del <strong>6 settembre</strong> prossimo, primo incontro dopo la pausa estiva.</p>
<p>Della commissione fa parte l&#8217;On. <strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/members/expert/groupAndCountry/view.do?group=2952&amp;country=IT&amp;partNumber=1&amp;language=IT&amp;id=58758" target="_blank">Elisabetta Gardini</a></strong>, che confessa il suo scetticismo sulle possibilità di successo della cosiddetta <strong>COP 16</strong>, la sedicesima Conferenza delle Parti dell&#8217;<strong><a href="http://unfccc.int/2860.php" target="_blank">UNFCCC</a></strong>, la <em>United Nations Framework Convention on Climate Change</em>, in programma in <strong>Messico</strong> dal <strong>29 novembre al 10 dicembre</strong>. &#8220;Prima della Conferenza di Copenhagen&#8221;, ricorda la Gardini, &#8220;partecipai ad una missione del Parlamento Europeo negli Stati Uniti, in cui incontrammo i senatori americani. Già in quell&#8217;occasione ci <strong>dissero chiaramente che il presidente Obama non avrebbe mai firmato l&#8217;accordo,</strong> perché non disponeva ancora di una legge nazionale in merito. Eppure l&#8217;opinione pubblica è stata tenuta con il fiato sospeso, in attesa di sapere se Obama avrebbe firmato o no un accordo legalmente vincolante&#8221;. &#8220;La scorsa settimana&#8221;, prosegue la Gardini nella nostra intervista del 7 luglio, &#8220;ho nuovamente incontrato a Madrid una delegazione USA e ho chiesto loro se a Cancun succederà la stessa cosa di Copenhagen. I cenni di annuizione con la testa sono stati piuttosto espliciti e non  lasciano grandi speranze. <strong>Gli americani sono invece disponibili a parlare di ricerca, di nuove tecnologie e di politche energetiche</strong>. Questi sono i temi sui quali potremmo lavorare concretamente&#8221;.</p>
<p>Del resto, secondo l&#8217;On. Gardini, relatrice ombra, per il Partito Popolare Europeo, della nuova <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/environment/waste_management/l28045_it.htm" target="_blank">IPPC</a>, la <strong>Direttiva sulle Emissioni Industriali Inquinanti</strong> (ridiscussa e votata dal Parlamento Europeo nella seduta dell&#8217;8 luglio scorso), il <em>discorso CO2</em> gode di una visibilità mediatica eccessiva ed enfatizzata, negata invece a emissioni ben più dannose per la salute e inquinanti, come la <strong>diossina</strong> e gli <strong>ossidi di azoto</strong>, di cui sono responsabili, per il 90%, le vecchie centrali a carbone.</p>
<p>L&#8217;Europa prosegue tuttavia il suo impegno di riduzione delle emissioni e di <strong>stimolo alle rinnovabili e al risparmio energetico,</strong> attraverso le azioni previste dall&#8217;ormai nota &#8220;<strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/news/expert/background_page/064-44005-343-12-50-911-20081208BKG44004-08-12-2008-2008-false/default_it.htm" target="_blank">Direttiva 20-20-20</a><em>&#8220;</em></strong>, come ci spiega l&#8217;On. <strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/members/expert/groupAndCountry/view.do?group=2952&amp;country=IT&amp;partNumber=1&amp;language=IT&amp;id=4423" target="_blank">Amalia Sartori</a></strong>, membro della <strong>Commissione per l&#8217;Industria, la Ricerca e l&#8217;Energia:</strong> &#8220;<strong>gli spazi di riduzione delle emissioni sono enormi</strong> perchè veniamo da un periodo storico in cui il prezzo sostanzialmente a buon mercato del petrolio ha bloccato gli investimenti di ricerca sulle fonti rinnovabili, ma soprattutto che ha tollerato un grosso spreco di risorse. <strong>I margini per ottenere risparmi energetici signficativi dunque ci sono</strong>. L&#8217;Europa ha iniziato perciò un percorso che vede, ad esempio, grande attenzione verso l&#8217;<strong><a href="http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/doc/direttiva_2010-31-ue.pdf" target="_blank">efficienza energetica degli edifici</a>,</strong> in particolare pubblici<strong>&#8220;</strong>.</p>
<p>Ma la novità più importante, in tema di efficienza energetica, sottolinea l&#8217;On. Sartori, sembra essere la proposta del Presidente del Parlamento Europeo <strong>Jerzy Busek</strong> di costituire una &#8220;<strong>Comunità Europea dell&#8217;Energia</strong>&#8220;, sul modello della CECA (la Comunità Europea del Carbone e dell&#8217;Acciaio da cui nacquero poi la CEE e la UE) e delle attuali reti <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reti_di_trasporto_trans-europee" target="_blank">TEN</a></strong> (<em>Trans-European Networks</em>), che consenta di trasferire la competenza in materia di politiche energetiche dagli stati membri all&#8217;Unione Europea.</p>
<p><em>Andrea Gandiglio</em></p>
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		<title>Pompe di calore in prima linea a Termoidraulica Clima Ecoenergie</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/pompe-di-calore-in-prima-linea-a-termoidraulica-clima-ecoenergie/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 05:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Termoidraulica Clima Ecoenergie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 30 marzo al 2 aprile 2011, ospitata dal complesso fieristico PadovaFiere, Termoidraulica Clima Ecoenergie – manifestazione dedicata ai settori dell’impiantistica idrotermosanitaria e dei sistemi di climatizzazione – darà grande spazio alla tecnologia delle pompe di calore, nell’omonima area di approfondimento. In particolare, ne verranno evidenziate le novità di applicazione e i grandi vantaggi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Courtesy-of-Senaf.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-11111" title="Courtesy of Senaf" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Courtesy-of-Senaf.JPG" alt="Courtesy of Senaf" width="207" height="204" /></a>Dal <strong>30 marzo al 2 aprile 2011</strong>, ospitata dal complesso fieristico PadovaFiere, <a href="http://www.senaf.it/fiera.asp?FieraId=76"><strong>Termoidraulica Clima Ecoenergie</strong> </a>– manifestazione dedicata ai settori dell’impiantistica idrotermosanitaria e dei sistemi di climatizzazione – darà grande spazio alla tecnologia delle <strong>pompe di calore</strong>, nell’omonima area di approfondimento. In particolare, ne verranno evidenziate le novità di applicazione e i grandi vantaggi che offre dal punto di vista del risparmio economico ed energetico.</p>
<p>L’<strong>Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas</strong> (<strong>AEEG</strong>) ha riconosciuto come “<strong><em>la diffusione di pompe di calore, con funzione di riscaldamento degli ambienti, consente al contempo il conseguimento di obiettivi di risparmio di energia primaria,</em></strong><em> di incremento nell&#8217;utilizzo di energia rinnovabile e di contenimento delle emissioni climalteranti, caratterizzandosi quindi come tecnologia atta a fornire un contributo al raggiungimento del cosiddetto obiettivo 20-20-20 definito a livello di Unione Europea</em>”. Inoltre, si è espressa positivamente anche sulle potenzialità di risparmio e competitività che l’adozione di pompe di calore comporta, “ (…) <em>anche economicamente rispetto alla soluzione tradizionale basata sull&#8217;impiego di caldaie alimentate a gas, anche ad alto rendimento, in corrispondenza di elevati valori di fabbisogno termico abitativo ovvero di elevati consumi di energia primaria</em>”.</p>
<p>Proprio a seguito di questa valutazione positiva, e proseguendo sulla via intrapresa a partire dalla delibera <strong>30/2008</strong>, che introduceva la possibilità di un secondo contatore con tariffa BTA, nel caso di utilizzo di un impianto in pompa di calore destinato alla climatizzazione invernale, l’Autorità ha emanato un’ulteriore deliberazione (<strong>ARG/elt 56/10</strong> del 19 aprile 2010).</p>
<p>Tramite questo provvedimento, l’AEEG ha esteso la possibilità di richiedere una seconda fornitura per l&#8217;utilizzo delle <em>pompe di calore</em> nelle abitazioni, prima limitato alle utenze domestiche con potenza disponibile fino a 3,3 kW, oggi possibile anche per potenze superiori; l&#8217;eliminazione del vincolo della potenza disponibile “<em>contribuirà a promuovere una maggiore diffusione delle <em>pompe di calore</em>, per riscaldare o rinfrescare le abitazioni, permettendo sia un risparmio economico che il contenimento delle emissioni di gas serra</em>”. Tra i vantaggi per l’utente domestico, si segnala come questo secondo punto di prelievo possa abbinarsi ad una tariffa per usi diversi che, nel caso dell’applicazione in ambito residenziale, continua a godere dell’<strong>IVA agevolata al 10%</strong><strong> e costituisce quindi un notevole <em>plus</em> per il fruitore.</strong><strong> </strong></p>
<p>Per fornire al pubblico una visione ampia e articolata, il percorso programmatico di Termoidraulica Clima Ecoenergie si delineerà poi su tre ambiti di applicazione <strong>–</strong> <strong>Impianti residenziali</strong>, <strong>Impianti per il terziario</strong>, <strong>Impianti industriali – </strong>e sette macroaree merceologiche <strong>– Area Caldo</strong>,<strong> Area Freddo</strong>,<strong> Area Ecoenergie</strong>,<strong> Area Acqua</strong>,<strong> Area Bagno</strong>,<strong> Area Informatica </strong>e<strong> Servizi</strong>,<strong> Area Tecnica</strong>: il tutto declinato secondo la formula consolidata che coniuga momenti di pratica con spazi di approfondimento formativo, e che guida inoltre, con estrema fluidità, il visitatore attraverso i padiglioni.</p>
<p><strong>Numerose, infine, le iniziative speciali, in virtù delle quali i visitatori avranno la possibilità di vedere da una prospettiva privilegiata tutte le sfaccettature e le dinamiche che costituiscono il settore idrotermosanitario. Oltre a Pompe di Calore, in </strong><strong>Prodotti d’eccellenza</strong> verranno messe in scena le produzioni selezionate delle aziende espositrici; nell’ambito dell’iniziativa “Scelti per voi. Scelti da voi” sarà visibile una rassegna completa delle soluzioni tecniche più originali, suggerite dagli stessi operatori del settore che hanno visitato la fiera; lo spazio <strong>Sistemi Integrati </strong>metterà in luce l’integrazione degli impianti e darà la possibilità di descrivere come un unico cavo sia il “filo conduttore” che permette il funzionamento della parte clima (luci, finestre, finestre, security, safety, controllo carichi, irrigazione); in <strong>Welding Days – I giorni della Saldatura</strong>, il focus sarà incentrato sulla formazione di “saldatori provetti”, senza tralasciare le istanze di qualità e sicurezza. <strong>Grandi Impianti Show</strong> è infine una rassegna di impianti esistenti articolata su più aree dimostrative, nelle quali saranno visibili i diversi componenti dell’impianto e le soluzioni più innovative e utili al risparmio economico per installatore e utente finale.</p>
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		<title>Fujitsu presenta il nuovo server PRIMERGY basato su tecnologia Zero-Watt</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[PC Zero-Watt]]></category>
		<category><![CDATA[server Fujitsu PRIMERGY TX100 S2]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il nuovo PRIMERGY TX100 S2, Fujitsu offre un server entry-level  ad elevata efficienza energetica. Il sistema integra la  tecnologia Fujitsu Zero-Watt che permette di mantenere i consumi  energetici a livelli minimi, riducendo ulteriormente le spese IT.
Il server Fujitsu PRIMERGY TX100 S2 integra infatti la funzione Zero-Watt, del tutto simile a quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Courtesy-of-Fujitsu.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-11034" title="Courtesy of Fujitsu" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Courtesy-of-Fujitsu-300x183.jpg" alt="Courtesy of Fujitsu" width="300" height="183" /></a>Con il nuovo <strong>PRIMERGY TX100 S2</strong>, <a href="http://ts.fujitsu.com">Fujitsu</a> offre un server entry-level  ad <strong>elevata efficienza energetica</strong>. Il sistema integra la  tecnologia <strong>Fujitsu Zero-Watt</strong> che permette di mantenere i consumi  energetici a livelli minimi, riducendo ulteriormente le spese IT.</p>
<p>Il server Fujitsu PRIMERGY TX100 S2 integra infatti la funzione Zero-Watt, del tutto simile a quella dei <a href="http://ts.fujitsu.com/products/0watt.html">PC Zero-Watt Fujitsu</a>.  A differenza dei server tradizionali, che anche da spenti consumano un  minimo di energia, il nuovo modello PRIMERGY TX100 S2 registra  successivamente allo spegnimento <strong>consumi pari a 0,0 Watt</strong>. In questo modo  calano ulteriormente i consumi energetici e le emissioni di calore  prodotte dal ciclo di raffreddamento del sistema, per una maggiore  protezione della macchina da potenziali attacchi dalla Rete durante la  notte o i fine settimana.</p>
<p>Nonostante il sistema non consumi quando è spento, PRIMERGY TX100  S2 può essere comunque gestito, dal momento che è possibile predefinirne  l&#8217;attivazione all&#8217;interno di un arco di tempo prestabilito durante il  quale eseguire operazioni di manutenzione e aggiornamenti.</p>
<p>Il sistema PRIMERGY TX100 S2 è inoltre dotato di <strong>funzioni server  eco-compatibili per le infrastrutture IT già esistenti</strong>, soprattutto  uffici di piccole dimensioni; durante il normale funzionamento i consumi  energetici vengono ridotti grazie al particolare design della macchina  che raggiunge un assorbimento massimo di <strong>250 Watt</strong>, utilizzando peraltro  un alimentatore efficiente all&#8217;88%. Tutte queste caratteristiche sono  state riconosciute con l&#8217;assegnazione di due stelle nel programma Green  IT di Fujitsu. .</p>
<p><strong>Giuseppe Magni</strong>, Responsabile Business Practice Distributed IT di  Fujitsu Technology Solutions, ha così commentato: “Non tutte le imprese,  soprattutto quelle di medie e piccole dimensioni, necessitano di un  sistema server sempre attivo e funzionante. Anche se il risparmio  energetico garantito da un singolo PRIMERGY TX100 S2 non è altissimo, il  nostro impegno va nella direzione di sviluppare server che siano il più  possibile efficienti in termini di consumi energetici per contribuire  alla riduzione delle emissioni di gas serra a livello globale e  contribuire alla realizzazione di una società consapevole e responsabile  nei confronti dell’ambiente”.</p>
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		<title>Allo studio il primo spray fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 06:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
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		<category><![CDATA[spray fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bomboletta spray che invece di spruzzare vernici o solventi emette una sottile pellicola fotovoltaica, in grado di produrre circa 100 watt per metro quadro. E&#8217; questa l&#8217;ultima novità in fatto di tecnologie per sfruttare l&#8217;energia solare, frutto di uno studio condotto dalla compagnia norvegese EnSol in collaborazione con un team dell’Università di Leicester.
La novità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Spray-Courtesy-of-Yusof-Erman-Flickr.com.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10977" title="Spray, Courtesy of Yusof Erman, Flickr.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Spray-Courtesy-of-Yusof-Erman-Flickr.com-300x198.jpg" alt="Spray, Courtesy of Yusof Erman, Flickr.com" width="300" height="198" /></a>Una <strong>bomboletta spray</strong> che invece di spruzzare vernici o solventi emette una sottile <strong>pellicola fotovoltaica</strong>, in grado di produrre circa <strong>100 watt</strong> per metro quadro. E&#8217; questa l&#8217;ultima novità in fatto di tecnologie per sfruttare l&#8217;energia solare, frutto di uno studio condotto dalla compagnia norvegese<strong> <a href="http://www.ensol.no/" target="_blank">EnSol</a></strong> in collaborazione con un team dell’<strong><a href="http://www2.le.ac.uk/ebulletin/news/press-releases/2010-2019/2010/08/nparticle.2010-08-10.1427638716?searchterm=EnSol" target="_blank">Università di Leicester</a></strong>.</p>
<p>La novità della pellicola fotovoltaica consiste nell’essere così sottile da poter essere <strong>spruzzata su superfici piatte</strong> come quelle degli edifici, consentendo un adeguato sfruttamento dell&#8217;irraggiamento solare. Inoltre, il fatto di essere completamente trasparente le permette di essere utilizzabile anche sui vetri, in abbinamento o in sostituzione delle attuali tecnologie fotovoltaiche.</p>
<p><strong>Chris Binns</strong>, professore dell&#8217;Università di Leicester, ha dichiarato che la pellicola, tra le possibili applicazioni, potrebbe perfettamente adattarsi agli <a href="http://www.greenews.info/progetti/solar-impulse-il-primo-velivolo-a-emissioni-zero-prende-il-volo/" target="_self">aerei a impulso solare</a> attualmente in fase di sviluppo, consentendo di poter volare con un&#8217;ampia autonomia e, soprattutto, con un impatto ambientale pari a zero.</p>
<p>Gli sviluppatori del progetto anglo-norvegese stimano di migliorare l&#8217;efficienza dello spray di almeno il 20%, in modo da lanciarlo sul mercato entro il<strong> 2016</strong>.</p>
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		<title>Il Festival Oriente Occidente ripensa l&#8217;eco-compatibilità</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/il-festival-oriente-occidente-ripensa-leco-compatibilita/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/il-festival-oriente-occidente-ripensa-leco-compatibilita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 05:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Linguaggi si presenta ancora una volta non solo come luogo e spazio di confronto e dialogo su temi importanti ma anche come sezione del Festival Oriente Occidente che per un momento abbandona gli aspetti artistici per entrare nel vivo della realtà contemporanea toccandone alcuni nodi scoperti e aspetti che interessano la quotidianità di tutti. Infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Courtesy-of-Festival-Oriente-Occidente.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-10957" title="Courtesy of Festival Oriente Occidente" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Courtesy-of-Festival-Oriente-Occidente.JPG" alt="Courtesy of Festival Oriente Occidente" width="278" height="294" /></a>Linguaggi</strong> si presenta ancora una volta non solo come luogo e spazio di confronto e dialogo su temi importanti ma anche come sezione del <a href="http://www.orienteoccidente.it/">Festival Oriente Occidente</a> che per un momento abbandona gli aspetti artistici per entrare nel vivo della realtà contemporanea toccandone alcuni nodi scoperti e aspetti che interessano la quotidianità di tutti. Infatti dal <strong>2 al 6 settembre</strong>, alle ore 17, presso il Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio in piazza Rosmini a Rovereto si parla di <strong>&#8220;Ambiente, dal locale al globale. Come ripensare le eco-compatibilità&#8221;</strong>.</p>
<p>Il Festival invita alcuni dei maggiori esperti in materia a fare il punto della situazione sulle questioni ambientali più urgenti dei nostri giorni come la <strong>bioedilizia della casa e della città, le eventuali soluzioni per l&#8217;annosa questione dell’inquinamento metropolitano, il paventato ritorno dell’energia nucleare, le possibilità di investire sulle energie rinnovabili, senza dimenticare la Green Economy e l’analisi dei cambiamenti climatici del pianeta</strong>.</p>
<p>E a discuterne sono Ermete Realacci, Paolo Berdini, Angelo Bonelli, Gianni Silvestrini, Massimo De Maio.</p>
<p>Si comincia <strong>giovedì 2 settembre</strong> con l&#8217;incontro dal titolo<strong> </strong><strong>Green</strong><strong> </strong><strong>Economy. </strong>Un’idea di futuro per affrontare la crisi che prende spunto dall&#8217;attuale crisi dell&#8217;economia mondiale per porre la domanda “e adesso cosa è possibile produrre?”.  A parlarne sarà Ermete Realacci.</p>
<p><strong>Venerdì 3 settembre </strong>Gianni Silvestrini<strong> </strong>si occuperà di <strong>&#8220;Speranze e disincanto del post Copenaghen. In attesa del prossimo summit mondiale sul clima&#8221; </strong><strong></strong>. Al centro ovviamente il tema degli impegni assunti dai grandi produttori di anidride carbonica del pianeta lo scorso dicembre nel summit di Copenaghen.</p>
<p>Agli occhi di molti un fallimento per gli obiettivi ridotti dei Paesi ricchi a cui si è contrapposto un consolidamento del fronte dei Paesi in via di sviluppo che intendono proteggere la propria crescita economica. La domanda ora è: “Che cosa possiamo aspettarci dal prossimo vertice mondiale sul clima?”</p>
<p><em> </em></p>
<p>L&#8217;incontro di <strong>sabato 4 settembre</strong> è affidato ad Angelo Bonelliche tratterà quest&#8217;anno di <strong>&#8220;Inquinamento e metropoli. Un binomio obbligato o un’incapacità di gestione?&#8221;, durante il quale </strong>lancerà uno sguardo all&#8217;aumento diffuso delle città con oltre un milione di abitanti e al concomitante peggioramento delle condizioni di vivibilità: dall&#8217;aria che si respira agli alimenti che si mangiano e alla fruibilità dei servizi.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Al centro di un dibattito aperto e, soprattutto ora, molto acceso anche nel nostro Paese c&#8217;è il confronto <strong>&#8220;Nucleare vs fonti rinnovabili</strong>&#8220;  di <strong>domenica 5 settembre</strong>. In una società che si confronta con una richiesta sempre maggiore di energia, senza però eliminare sprechi e uso irrazionale, cresce il fronte di chi vuole ricorrere all&#8217;energia dell&#8217;atomo. Ma è questa la strada? L&#8217;Europa richiede per il 2020 di ridurre di 1/5 i gas serra e produrre il 20% dell&#8217;energia da fonti rinnovabili così come ridurre della stessa percentuale i consumi. Proprio quest&#8217;ultima voce comporterebbe un risparmio di oltre 65 miliardi di euro al netto degli investimenti. In uno scenario energetico e climatico è conveniente investire in centrali nucleari di terza generazione? Il tema è affrontato da <strong>Massimo De Maio</strong>.</p>
<p>A chiudere la rassegna, <strong>lunedì 6 settembre</strong>, è Paolo Berdini che si occupa de <strong>&#8220;La rivoluzione della bioedilizia. Case, quartieri, città sotto il segno dell’eco-compatibilità&#8221;</strong>. Berdini non solo spiegherà cosa si intende per bioedilizia ma cercherà di esporne i vantaggi e l&#8217;obiettivo che si pone di migliorare benessere e qualità della vita, oltre a perseguire la riduzione dell’inquinamento e dei consumi. La bio-edilizia e la bio-architettura saranno inoltre l&#8217;occasione per ripensare il modello di sviluppo delle nostre città e dei nostri quartieri, troppo spesso vittime dell’abusivismo edilizio, del degrado urbano e dell’assenza di attenzione al tema del “buon vivere” dei cittadini.</p>
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		<title>Da EnexKlima nuove pompe di calore a CO2</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/da-enexklima-nuove-pompe-di-calore-a-co2/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 05:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[EnexKlima]]></category>
		<category><![CDATA[pompe di calore a CO2]]></category>
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		<description><![CDATA[EnexKlima ha annunciato il lancio della linea Ciodue Aria e Ciodue Acqua&#38;Geo, si tratta di pompe di calore che sfruttano le caratteristiche dell&#8217;anidride carbonica per ottenere acqua calda ad alta temperatura e con il più alto livello di efficienza.
Sfruttare le grandi potenzialità dell’anidride carbonica come fluido di lavoro per le pompe di calore: questa è l’innovazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Pompa-di-calore-courtesy-of-Enex.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-10830" title="Pompa di calore, courtesy of Enex" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Pompa-di-calore-courtesy-of-Enex.JPG" alt="Pompa di calore, courtesy of Enex" width="241" height="243" /></a></strong><a href="http://www.enex-ref.com">EnexKlima</a></strong> ha annunciato il lancio della linea <strong>Ciodue Aria</strong> e <strong>Ciodue Acqua&amp;Geo</strong>, si tratta di <strong>pompe di calore che sfruttano le caratteristiche dell&#8217;anidride carbonica</strong> per ottenere acqua calda ad alta temperatura e con il più alto livello di efficienza.</p>
<p>Sfruttare le grandi potenzialità dell’anidride carbonica come fluido di lavoro per le pompe di calore: questa è l’innovazione introdotta dalla partnership tra <a href="http://www.nstgroup.it/">Ternasistemi</a> divisione NST ed Enex, che ha preso il nome di <strong>EnexKlima, </strong>e che lancerà sul mercato lale due nuove linee di pompe di calore.</p>
<p>La Co2, nota come liquido refrigerante con la sigla di <strong>R744</strong>, è un elemento naturale, non tossico, non infiammabile e ad impatto naturale zero. La sua caratteristica principale è l’alta reattività agli scambi di calore che permette un’alta efficienza energetica. In sintesi, la tecnologia affinata da EnexKlima riesce a trasferire all’acqua da riscaldare per ogni kW elettrico speso, da 4 a 5 kw di energia termica scaldando acqua fino a temperatura molto elevata.</p>
<p>Le pompe di calore EnexKlima permettono di ottenere acqua calda fino a una temperatura di 85° centigradi: di molto superiore, quindi, a quella prodotta dalle normali pompe di calore.<br />
Le elevate temperature che si possono raggiungere e la possibilità di riscaldare in un solo passaggio attraverso lo scambiatore l’acqua sanitaria permettono un efficiente utilizzo dei serbatoi di accumulo a stratificazione. In questo modo si razionalizzano i volumi degli accumuli. Le alte temperature permettono di stoccare grandi quantità di energia, producendo in questo modo l’acqua calda durante le ore notturne quando sono in vigore tariffe più vantaggiose.<br />
Le elevate temperature garantiscono inoltre l’eliminazione dei problemi di accumulo batterico (legionella).</p>
<p>Le pompe di calore Ciodue progettate da Enexklima, hanno un utilizzo ideale se installate in strutture che richiedono elevati consumi d’acqua, come ristoranti, hotel, mense, lavanderie, centri sportivi, ospedali.</p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Verdana;"><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La &#8220;generazione distribuita&#8221; avanza anche in Italia</title>
		<link>http://www.greenews.info/pratiche/la-generazione-distribuita-avanza-anche-in-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 06:33:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>caterina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aumenta il numero delle mini-centrali in Italia (piccola generezione e microgenerazione) per la produzione locale di energia elettrica e termica.
A dirlo è l&#8217;Autorità per l&#8217;Energia e il Gas, che ha diffuso di recente i risultati dell’ultimo monitoraggio sulla generazione distribuita, relativo al biennio 2007-2008.
Se nel 2007 si registravano 10.371 impianti installati, per una potenza efficiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong style="font-weight: bold;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Minidroelettrico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10796" title="Un mini impianto idroelettrico, Courtesy of Eplusplus.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Minidroelettrico-300x225.jpg" alt="Un mini impianto idroelettrico, Courtesy of Eplusplus.it" width="300" height="225" /></a>Aumenta il numero delle</strong> <strong style="font-weight: bold;">mini-centrali in Italia</strong> (piccola generezione e microgenerazione) per la <strong>produzione locale</strong> di energia elettrica e termica.</p>
<p>A dirlo è l&#8217;<strong><a href="http://www.autorita.energia.it/it/index.htm" target="_blank">Autorità per l&#8217;Energia e il Gas</a></strong>, che ha diffuso di recente i risultati dell’<strong><a href="http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/10/081-10argall.pdf" target="_blank">ultimo monitoraggio</a></strong> sulla <strong>generazione distribuita</strong>, relativo al biennio 2007-2008.</p>
<p>Se nel 2007 si registravano <strong>10.371 impianti installati</strong>, per una potenza efficiente lorda di 6.072 MW e <strong>una produzione totale di 19,3 TWh</strong>, nel 2008 sono state censite <strong>34.848 mini-centrali</strong> con potenza nominale inferiore a 10M, una potenza efficiente lorda pari a di 6.627 MW e una produzione lorda di <strong>21,6 TWh</strong>, ovvero il <strong>6,8% del totale nazionale</strong>.</p>
<p>Di questi <strong>circa 1,9 TWh sono stati prodotti da impianti di piccolissima taglia</strong>, con capacità di generazione inferiore a 1 MW, destinati prevalentemente al <strong>consumo locale</strong>. Lo studio dell’Autorità per l’energia e il gas dice infatti che un terzo della produzione energetica da mini-centrali viene consumato direttamente da utenze dislocate nei pressi dell’impianto, mentre circa il 66% viene immesso in rete e distribuito. </p>
<p><strong style="font-weight: bold;">La logica del “fai da te” e della <em>generazione distribuita</em> offre inoltre due vantaggi considerevoli</strong>, uno economico e uno in termini di efficienza e risparmio energetico: l’energia prodotta e consumata localmente, infatti, <strong>non è soggetta alle dispersioni della rete</strong>, nel viaggio di centinaia di chilometri tra grandi centrali e utenti finali.</p>
<p>Di particolare interesse è anche il fatto che <strong style="font-weight: bold;">più della metà </strong>(58,7%) <strong style="font-weight: bold;">della produzione lorda di energia delle mini-centrali è di origine rinnovabile</strong>. Ad andare forte sono soprattutto i settori <strong>solare </strong>e <strong>idroelettrico</strong>. Il fotovoltaico ha infatti registrato l’incremento maggiore nel numero d’impianti (dai <strong>4.000 del 2006</strong> si è passati ai <strong>32.000 del 2008</strong>), mentre <strong>all’idroelettrico spetta il primato per quantità di energia prodotta</strong>: 7,1 TWh contro i soli 0,2 TWh del fotovoltaico.</p>
<p>Sempre in riferimento al bienno 2007-2008, differenze sostanziali si registrano tra il Nord e il Sud del Paese, rispecchiando verosimilmente i livelli d’industrializzazione regionali: in <strong style="font-weight: bold;">Lombardia </strong>la potenza installata è pari a 1.168 MW, in <strong style="font-weight: bold;">Piemonte </strong>è di 1.035,2, in <strong style="font-weight: bold;">Veneto</strong> di 545,3 mentre è nettamente inferiore al Sud con appena 289,4 MW in Sicilia e 80,8 in Calabria.</p>
<p>Una buona notizia anche per chi i dati li deve analizzare: dal momento che l’attuale sistema di archiviazione e pubblicazione dei dati non consente di effettuare monitoraggi della generazione distribuita entro l’anno successivo a quello di riferimento (il 2009 in questo caso), <strong>l’Autorità ha avviato un processo d’integrazione delle banche dati</strong> che dovrebbe permettere di realizzare studi e analisi in tempi decisamente più brevi.</p>
<p><em style="font-style: italic;">Caterina Tripepi</em></p>
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		<title>Secondo la Duke University il fotovoltaico batte il nucleare</title>
		<link>http://www.greenews.info/idee/secondo-la-duke-university-il-fotovoltaico-batte-il-nucleare/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 07:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[John Blackburn]]></category>
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		<description><![CDATA[Sorpasso storico. Mentre in Italia si discute accanitamente sul nucleare, si crea un Forum presieduto dal &#8220;sempreverde&#8221; Chicco Testa (che riunisce imprese ed enti  di ricerca) e ci si accapiglia per nominare il  presidente dell&#8217; Agenzia per la Sicurezza Nucleare (Umberto Veronesi?), dagli Usa, e precisamente dalla Carolina del  Nord, arriva una notizia importantissima: l&#8217;energia fotovoltaica, ormai, sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Courtesy-of-nicoska-Flickr.com.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10770" title="Courtesy of nicoska, Flickr.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Courtesy-of-nicoska-Flickr.com-236x300.jpg" alt="Courtesy of nicoska, Flickr.com" width="236" height="300" /></a><strong>Sorpasso storico. </strong>Mentre in Italia si discute accanitamente sul<strong> nucleare</strong>, si crea un Forum presieduto dal &#8220;sempreverde&#8221; <strong>Chicco Testa</strong> (che riunisce imprese ed enti  di ricerca) e ci si accapiglia per nominare il  presidente dell&#8217; <strong>Agenzia per la Sicurezza Nucleare</strong> (Umberto Veronesi?), dagli Usa, e precisamente dalla <strong>Carolina del  Nord,</strong> arriva una notizia importantissima: <strong>l&#8217;energia fotovoltaica, ormai, sarebbe più conveniente di quella nucleare, almeno sul suolo americano</strong>.</p>
<p>Secondo uno studio della <strong><a href="Duke University" target="_blank">Duke University</a></strong>, infatti,  a parità di potenza erogata il soprasso sarebbe già avvenuto e <strong>l&#8217;energia  prodotta da impianti fotovoltaici sarebbe, a conti fatti, più conveniente se confrontata con i costi  delle future centrali nucleari</strong>.</p>
<p>Lo studio si è reso necessario dopo che il presidente <strong>Barack Obama </strong>ha interrotto uno stop di circa trent&#8217;anni, autorizzando la creazione di due nuove centrali nucleari in <strong>Georgia</strong>, nella città di<strong> Burke</strong>, che saranno ultimate presumibilmente entro il <strong>2017</strong>. Consapevole delle polemiche e della sorpresa con cui sarebbe stata accolta la notizia della costruzione di nuove centrali nucleari, il presidente Obama si era affrettato a dichiarare che il nucleare rimane, allo stato attuale, <strong>l&#8217;unica forma di energia &#8220;<a href="http://www.greenews.info/idee/nucleare-perche-non-mi-convince/" target="_self">pulita</a>&#8221; in grado di garantire l&#8217;approvvigionamento energetico ai nostri ritmi di paesi industrializzati </strong>diminunedo, allo stesso tempo, la dipendenza dalle fonti fossili e, quindi, le emissioni di CO2.</p>
<p>Anche il <em>verde</em> Obama, tuttavia, così come i sostenitori italiani del nucleare, si è &#8220;dimenticato&#8221; di citare il <strong>problema delle scorie</strong> e di chiarire come sarà gestito.</p>
<p><em>&#8220;Le opinioni diverse -</em> ha detto Obama <em>- non possono impedirci di fare passi avanti. Su una questione come quella energetica che condiziona la nostra economia, la nostra sicurezza e il futuro del nostro pianeta, <strong>non possiamo continuare a essere bloccati nel vecchio dibattito tra destra e sinistra, tra ambientalisti e imprenditori</strong>&#8220;</em>. Giustissimo.</p>
<p>&#8220;<em>Per soddisfare i nostri <strong>bisogni crescenti</strong> di energia ed evitare le conseguenze dei cambiamenti climatici</em> &#8211; continua Obama &#8211; <em>avremo bisogno di centrali nucleari</em>&#8220;.  Sul sillogismo ci permettiamo di dissentire. Il presidente del <em>we can</em> tradisce infatti, in questo passaggio, una visione, tutt&#8217;altro che innovativa, ignara del modello di generazione <strong><em>diffusa</em></strong> (caro all&#8217;amico <strong>Al Gore</strong>) e supina rispetto all&#8217;attuale modello di produzione e sviluppo economico.</p>
<p>Obama è irremovibile: &#8220;<em>Per lungo tempo si è dato per scontato che chi si batte per l&#8217;ambiente deve essere contrario al nucleare, ma il fatto è che, anche se negli ultimi trent&#8217;anni non sono state costruite centrali, l&#8217;energia nucleare rimane la nostra principale fonte di energia pulita</em>&#8220;. E <strong><em>la più economica,</em></strong> aggiunge in un altro passaggio del panegirico.</p>
<p>I risultati dello studio della <strong>Duke University</strong> potrebbero però smentire, almeno in parte, questo caposaldo ed aprire nuovi scenari di sviluppo, confronto e dibattito. Secondo <strong>John Blackburn</strong>, docente di economia della Duke University<em>, infatti </em><strong>“i<em>l solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative low cost al nucleare&#8221;. </em></strong></p>
<p>Nel suo articolo intitolato “ <a href="http://www.ncwarn.org/wp-content/uploads/2010/07/NR-7-8-10-Solar-nuke-rept.pdf" target="_blank"><strong><em>Solar and Nuclear Costs: the Historic Crossover</em></strong></a>”, pubblicato sul sito dell’ateneo, Blackburn sostiene, dati alla mano, che &#8220;<em>il sorpasso è avvenuto da quando <strong>il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora</strong></em>”. Lo studio evidenzia per altro come <strong>negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico sia sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 2 miliardi di dollari nel 2002 a 10 miliardi nel 2010</strong>.</p>
<p>Blackburn non è nuovo nell&#8217;esprimersi a favore della sostenibilità, <strong>anche economica</strong>, delle fonti di energia rinnovabile rispetto al nucleare: in un’altro articolo ha infatti cercato di dimostrare come <strong>solare ed eolico, lavorando in sinergia, possano  tranquillamente sopperire alle esigenze energetiche di uno stato come il Nord Carolina, senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità tipica di queste fonti</strong>.</p>
<p>Le cifre e i dati dell&#8217;articolo di Blackburn si riferiscono, come è evidente, solo al caso americano, ma ciò non vieta di valutarne l&#8217;applicabilità anche ad altri scenari, come ad esempio quello italiano. A questo proposito Blackburn sollecita le istituzioni e i politici ricordando che il settore pubblico è l&#8217;unico in grado di calamitare i grossi capitali necessari al finanziamento delle centrali nucleari, mentre<strong> laddove il mercato è più libero si investe di più nell&#8217;efficientamento energetico delle reti elettriche</strong>, nell&#8217;eolico, nel fotovoltaico, nella cogenerazione e nel solare in generale:  <strong>“q</strong><em><strong>uesto report potrebbe essere il cambio di passo se solo le nostre istituzioni democratiche faranno il loro lavoro</strong></em><strong>”.</strong></p>
<p><em>Andrea Marchetti</em></p>
<p><em>Si veda anche: Umberto Veronesi, <a href="http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=48858471" target="_blank">&#8220;Perchè sto dalla parte del nucleare&#8221;</a>, La Stampa 29 luglio 2010</em></p>
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		<title>Enea pubblica il rapporto &#8220;Le fonti rinnovabili 2010&#8243;</title>
		<link>http://www.greenews.info/recensioni/enea-pubblica-il-rapporto-le-fonti-rinnovabili-2010/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 12:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Le energie rinnovabili 2010]]></category>

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E&#8217;disponibile on-line, sul sito dell&#8217;ENEA, l&#8217;Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l&#8217;Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, il voluminoso rapporto &#8220;Le Fonti Rinnovabili 2010. Ricerca e innovazione per un futuro low carbon&#8220;.
&#8220;La crisi economica, le incertezze legate ai costi e all’approvvigionamento dell’energia, il crescente livello delle emissioni e il rischio di cambiamenti climatici&#8221;, recita la presentazione del volume, &#8220;mettono in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Le-fonti-rinnovabili-2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10609" title="Le fonti rinnovabili 2010, Courtesy of enea.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Le-fonti-rinnovabili-2010-217x300.jpg" alt="Le fonti rinnovabili 2010, Courtesy of enea.it" width="217" height="300" /></a></p>
<p>E&#8217;disponibile on-line, sul sito dell&#8217;<strong>ENEA</strong>, l&#8217;Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l&#8217;Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, il voluminoso rapporto &#8220;<strong><em><a href="http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2010_07-FontiRinnovabili.pdf" target="_blank">Le Fonti Rinnovabili 2010. Ricerca e innovazione per un futuro low carbon</a></em></strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;La crisi economica, le incertezze legate ai costi e all’approvvigionamento dell’energia, il crescente livello delle emissioni e il rischio di cambiamenti climatici&#8221;, recita la presentazione del volume, &#8220;<strong>mettono in discussione la sostenibilità dell’attuale sistema economico-produttivo mondiale&#8221;</strong>.</p>
<p>Per affrontare questi problemi, suggerisce dunque l&#8217;ENEA, occorrerà, in primo luogo, <strong>diffondere tecnologie e comportamenti per un uso razionale dell’energia</strong>, che consentano all&#8217;utilizzatore finale di contribuire alla soluzione, ma soprattutto sarà fondamentale accelerare l’impegno nella ricerca verso tecnologie che consentano un ricorso &#8220;pulito&#8221; alle <strong>fonti fossili</strong> (destinate a durare ancora diversi anni) e il pieno utilizzo delle <strong>fonti rinnovabili</strong>.</p>
<p>La straordinaria diffusione delle tecnologie per le fonti rinnovabili a cui si è assistito nell’ultimo decennio a livello internazionale ha coinvolto, soprattutto negli ultimi due anni, anche l’<strong>Italia</strong> pur rimanendo ancora settori – soprattutto nelle rinnovabili termiche (<strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/solare-termodinamico-ricetta-per-litalia-secondo-anest/" target="_self">solare</a></strong> e <strong><a href="http://www.greenews.info/progetti/alpiforest-le-biomasse-per-rilanciare-le-valli-piemontesi/" target="_self">biomassa</a></strong>) – ampiamente sottoutilizzati.</p>
<p>A questa diffusione, spiegano gli autori del rapporto, <strong>non ha corrisposto però una adeguata crescita della capacità produttiva nazionale</strong> e si è determinato un aumento preoccupante della “<em>dipendenza tecnologica</em>” del nostro paese proprio in quei settori di cui viene da più parti auspicato uno sviluppo della <strong>green economy</strong> in funzione anti-crisi.</p>
<p>Questo<strong> terzo Rapporto sulle fonti rinnovabili</strong>, nel fornire una visione d’insieme sullo stato dell’arte e sulle <strong>dinamiche in atto a livello nazionale e internazionale</strong>, testimonia anche <strong>l’impegno dell’ENEA a supporto del decisore pubblico, </strong>sia sul piano delle politiche energetiche e ambientali che e sul piano delle tecnologie, <strong>a sostegno dei processi di qualificazione e di innovazione tecnologica necessari alle imprese per conseguire uno sviluppo competitivo e sostenibile</strong>.</p>
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