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	<title>Greenews.info &#187; Pratiche</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Report integrato: quanto costa alla collettività un capannone aziendale?</title>
		<link>http://www.greenews.info/pratiche/report-integrato-quanto-costa-alla-collettivita-un-capannone-aziendale-20120127/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 22:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consumatori più esigenti, investitori più attenti, amministrazioni pubbliche più sensibili ai temi ambientali. Le figure che chiedono alle imprese più trasparenza sono tante, soprattutto quando si parla di pratiche di CSR, la Corporate Social Responsibility. Iniziative cioè improntate alla sostenibilità sul piano economico, sociale e ambientale. Per le aziende, quindi, non basta fare buone azioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/centro-commerciale-gran-sasso-a-teramo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27577" title="Centro Commerciale Gran Sasso a Teramo, Courtesy of Hclara.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/centro-commerciale-gran-sasso-a-teramo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Consumatori più esigenti, investitori più attenti, amministrazioni pubbliche più sensibili ai temi ambientali. Le figure che chiedono alle imprese <strong>più trasparenza </strong>sono tante, soprattutto quando si parla di pratiche di<strong> CSR, la Corporate Social Responsibility</strong>. Iniziative cioè improntate alla sostenibilità sul piano economico, sociale e ambientale. Per le aziende, quindi, non basta fare buone azioni, ma devono anche raccontarle bene, e soprattutto senza bluffare.</p>
<p>Lo strumento per farlo è il <strong>bilancio di sostenibilità</strong>, a cui si va gradualmente e lentamente affiancando il &#8220;<strong>report integrato&#8221;</strong>, un documento in cui bilancio economico-finanziario e rendiconto Csr confluiscono e diventano un tutt&#8217;uno. Il report integrato è stato uno dei temi al centro, quest’anno, del <strong><a href="http://www.greenews.info/agenda/abi-presenta-il-forum-csr-2012-sulla-reponsabilita-sociale-dimpresa-roma-20120116/" target="_blank">Forum Csr di Abi</a></strong>, che si è chiuso oggi a Roma. Nelle aziende a essere messo in campo è tutto un nuovo percorso di <em>accountability</em>. La Csr diventa il motore di una piccola rivoluzione e «la rendicontazione – spiega <strong>Marina Migliorato</strong>, responsabile Csr e Relazioni con gli stakeholder di <strong>Enel</strong> – è solo la fase finale di un processo enorme, in cui l’azienda cambia pelle».</p>
<p>In Italia, gruppi come <strong>Sorgenia</strong> e <strong>Enel</strong> lo hanno già adottato, altre si accingono a farlo. A livello internazionale se ne parla da più tempo (è stato creato anche un organismo internazionale ad hoc, l&#8217;<a href=" http://www.theiirc.org/" target="_blank"><strong>International Integrated Reporting Committee</strong></a>) e in <strong>Sud Africa</strong>, per esempio, <strong>la rendicontazione integrata è diventata obbligatoria per le società quotate alla Borsa di Johannesburg.</strong></p>
<p>«E’ il livello successivo rispetto ai bilanci che già conosciamo, non un loro superamento. <strong>In futuro, finanza e sostenibilità saranno integrate e non si potranno più separare</strong>», assicura <strong>Nelmara Arbex</strong>, Deputy Chief Executive della <strong><a href="https://www.globalreporting.org/Pages/default.aspx" target="_blank">Global Reporting Initiative</a></strong>, associazione che ha indicato una serie di linee guida per questa nuova rendicontazione. </p>
<p>Il <strong><a href="http://www.csrmanagernetwork.it/" target="_blank">Csr Manager Network</a></strong>, in collaborazione con l’<strong><a href="http://www.istat.it/it/" target="_blank">Istat</a></strong>, ha elaborato un progetto che è stato presentato oggi al Forum Abi, per rendere effettivamente comparabili, e dunque più trasparenti, i bilanci Csr. Il rischio da evitare è infatti, dicono i responsabili del progetto, che questi documenti, «per la troppa diversità nell&#8217;applicazione degli standard e l&#8217;eccessiva libertà interpretativa, diventino un puro esercizio autoreferenziale». Saranno creati degli «indici di rilevazione, con validità statistica a livello nazionale, che tengano conto anche di criteri  ambientali, sociali e di governance». <strong>Tra gli indicatori di tipo ambientale che in futuro potrebbero essere chiesti alle imprese da Istat ci sono per esempio la riduzione dei consumi di energia, gli investimenti per la tutela ambientale, le multe per il mancato rispetto di regolamenti di settore</strong>.</p>
<p>Ne abbiamo parlato con <strong>Chiara Mio</strong>, professore ordinario all’<strong>Università Ca’ Foscari di Venezia</strong>, delegato del rettore alla sostenibilità, ed esperta di reporting integrato, che ci tiene subito a fare una premessa: «<strong>La Csr non può restare un tema da specialisti, ma deve entrare tra le competenze core di tutti i professionisti, dagli architetti ai chimici, altrimenti non cambierà niente</strong>».</p>
<p><strong>D) Dott.ssa Mio, come potrà diffondersi tra le imprese lo strumento de report integrato?</strong></p>
<p>R) E’ importante che venga reso obbligatorio. Dovrebbe esserci una norma che obblighi le imprese a dare informazioni  chiare e precise su due aspetti chiave: <strong>le politiche del lavoro e quelle ambientali</strong>.</p>
<p><strong>D)  Le aziende sono pronte ad affrontare la sfida?</strong></p>
<p>R) Si tratta prima di tutto di un cambiamento culturale. Negli anni Settanta i bilanci erano di dieci righe, oggi sono tomi. In quest’ottica, il reporting integrato va visto come un’evoluzione della rendicontazione. <strong>È in discussione il modello di impresa</strong>, perché mentre il bilancio economico-finanziario si occupa del momento attuale, il bilancio di sostenibilità guarda al prima e al dopo. <strong>Di un capannone o un centro commerciale, per esempio, non bisogna solo guardare il tempo di recupero dell’investimento, ma anche l’impatto che quella costruzione ha sull’ambiente, visto che durerà per sempre.</strong></p>
<p><strong>D) Anche le Pmi, che in Italia sono la maggioranza, potranno impegnarsi per adottare questo nuovo tipo di rendicontazione?</strong></p>
<p>R) Assolutamente sì, è falso che le Pmi sono escluse dalla Csr. <strong>La responsabilità sociale, anzi, è più vicina ai principi del piccolo, che decide sempre pensando anche alle ricadute delle proprie scelte sul territorio</strong>. Dal 2008 a oggi, le piccole aziende hanno espulso meno manodopera delle grandi, perché, mentre nei grandi gruppi c’è maggiore spersonalizzazione e distanza tra i vertici e i dipendenti, un piccolo imprenditore ci pensa due volte prima di licenziare un lavoratore di cui si fida e che ha formato. La valorizzazione delle persone quindi, che nelle Pmi è più facile e immediata, è il primo passo verso la Csr. <strong>Se le piccole imprese rimarranno fuori dal reporting integrato non avremo una società migliore</strong>.</p>
<p><strong>D) Ha sottolineato più volte il rischio di un’autocelebrazione da parte dell’azienda, che può rendicontare solo sugli aspetti positivi, ignorando quelli più critici. Quale può essere la via d’uscita?</strong></p>
<p>R) <strong>Le verifiche esterne, fatte da soggetti indipendenti</strong>. Servirebbe un organismo esterno che controlli le imprese in relazione alla Csr. Il punto è di nuovo rendere queste verifiche obbligatorie.</p>
<p><strong>D) Quale sarà il peso del fattore ambientale sui reporting integrati e le pratiche di Csr delle aziende?</strong></p>
<p>R) Molto grande. Si tratta di aspetti a cui il consumatore, che non va mai sottostimato, è molto attento. Pensi che <strong>in Gran Bretagna la catena di supermercati <a href="http://www.sainsburys.co.uk/sol/index.jsp" target="_blank">Sainsbury’s </a>ha iniziato a commercializzare merendine su cui indica la </strong><em><strong>Carbon Footprint</strong>.</em> Così, i consumatori inglesi possono scegliere le merendine in base al valore di emissioni di CO2.</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
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		<title>Andrea Sasso entra nel consiglio direttivo di Assosolare</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 10:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assosolare, l’associazione nazionale dell’industria fotovoltaica, ha annunciato, il 28 novembre scorso, la nomina di Andrea Sasso, Amministratore Delegato di EDF ENR Solare, a membro del Consiglio Direttivo dell’associazione.
Sasso sostituirà Andrea Fontana, di Fotowatio Renewable Ventures, che ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio Direttivo essendo stato promosso a gestire il mercato australiano dopo l’esperienza di successo in Italia. Andrea Sasso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Andrea-Sasso-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26661" title="Andrea Sasso, Courtesy of EDF Enr Solare" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Andrea-Sasso-3-300x275.jpg" alt="" width="300" height="275" /></a><strong>Assosolare</strong>, l’associazione nazionale dell’industria fotovoltaica, ha annunciato, il 28 novembre scorso, la nomina di <strong><a href="http://www.greenews.info/progetti/davide-e-golia-una-joint-venture-possibile-20101020/">Andrea Sasso</a></strong>, Amministratore Delegato di <strong><a href="http://www.edf-enr-solare.com">EDF ENR Solare</a></strong>, a membro del Consiglio Direttivo dell’associazione.</p>
<p>Sasso sostituirà <strong>Andrea Fontana, </strong>di <strong>Fotowatio Renewable Ventures</strong>, che ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio Direttivo essendo stato promosso a gestire il mercato australiano dopo l’esperienza di successo in Italia. Andrea Sasso sostituirà Fontana anche nel ruolo di <strong>Referente della Commissione Tecnica dell’associazione</strong>, a cui fanno capo i rapporti e le attività di lobbying rivolte all’Autorità per l’Energia, gli operatori di rete (Enel, Terna) e il GSE.</p>
<p>Andrea Sasso (44 anni), di origine cuneese, ha iniziato la carriera nell’azienda di famiglia, orientandone l’attività verso gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Alla fine degli anni ’80, Sasso ha coordinato progetti di ricerca e di sviluppo finanziati dall’Unione Europea nell’ambito delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile. Grazie a una visione a 360 gradi sulle energie rinnovabili, <strong>Sasso è stato tra i primi a introdurre il concetto di impianti ibridi, che sfruttano l’energia solare, eolica e le biomasse</strong>. A questo periodo risale l’incontro con <strong>Roland Barthez</strong>, Presidente di EDF ENR Solaire e allora presidente di Total Energie.</p>
<p>Nel 2010, grazie a una partnership tra l’azienda di famiglia e il gruppo francese EDF, nasce EDF ENR Solare, di cui Andrea Sasso è oggi Amministratore Delegato.</p>
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		<title>Trapani: quando l&#8217;efficienza energetica passa da una turbina</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 18:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Turbina-GE-9E-Dry-Low-NOx-Courtesy-of-Agnese-Pellegrini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26617" title="Turbina GE 9E Dry Low NOx, Courtesy of Agnese Pellegrini" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Turbina-GE-9E-Dry-Low-NOx-Courtesy-of-Agnese-Pellegrini-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>L&#8217;impegno alla riduzione dell&#8217;impatto ambientale si manifesta nei modi più diversi e passa anche attraverso le <strong>turbine</strong>. E&#8217; per ridurre le emissioni prodotte dalle <strong>centrali elettriche </strong>e per migliorare l&#8217;efficienza degli impianti che <strong><a href="http://www.ge.com/it/" target="_blank">General Electric </a></strong>- multinazionale da 150 miliardi di dollari di fatturato nel 2010, 3 dei quali solo in Italia &#8211; si appresta a realizzare un importante progetto di ammodernamento della <strong>centrale di Trapani</strong>, di proprietà di <strong><a href="http://www.eon-italia.com/cms/it/208.jsp" target="_blank">E.ON Produzione</a></strong>. Un impianto fondamentale, perchè svolge un ruolo determinante nella <strong>stabilizzazione della rete elettrica tra la Regione Sicilia e il resto d’Italia</strong>.</p>
<p>Il progetto, che sarà avviato nel terzo trimestre del 2012 e concluso, secondo le previsioni, entro il 2013 è stato annunciato oggi durante un convegno a Milano dal titolo &#8216;<strong>Efficienza energetica: nuove strategie e progetti per un&#8217;innovazione sostenibile</strong>&#8216;, a cui sono intervenuti rappresentanti di GE ed E.ON, insieme al Vicepresidente e Assessore all&#8217;Industria della Regione Lombardia,<strong> Andrea Gibelli</strong>, che ha partecipato all&#8217;incontro in occasione della sua 42esima tappa di &#8216;Assessorato Itinerante&#8217;. A fare gli onori di casa, <strong>Sandro De Poli</strong>, presidente e amministratore delegato di GE in Italia e <strong>Miguel Antoñanzas</strong>, presidente e amministratore delegato di E.ON Italia.</p>
<p>La collaborazione tra GE ed E.ON è iniziata, alcuni anni fa, proprio in Lombardia, con la realizzazione di una centrale a <strong>Tavezzano (MI)</strong>. Oggi, dopo quell&#8217;esperienza, GE ed E.ON hanno deciso di lavorare insieme in Sicilia: oltre 60 milioni di euro per una sfida impegnativa. Una volta portato a termine, infatti, il progetto farà della centrale di Trapani un punto di riferimento e collegamento per la continuità della rete elettrica regionale, promuovendo anche opportunità di sviluppo industriale locale.</p>
<p>In pratica, le due vecchie turbine a gas &#8220;9B&#8221;, ormai trentennali, saranno ammodernate con i modelli <strong>GE 9E dotati di tecnologia Dry Low NOx (DLN), </strong>una sigla oscura che significa miglioramento delle performance operative e contributo all&#8217;abbassamento del livello di inquinamento nella zona. <strong>Le soluzioni DLN consentono infatti alle turbine a gas di funzionare a livelli di potenza inferiore durante i periodi di bassa richiesta energetica, consumando meno combustibile </strong>e aiutando a ridurre i costi operativi degli impianti. Questa tecnologia si basa su decenni di innovazione nelle tecnologie di combustione, con oltre 700 combustori DLN di GE che hanno totalizzato più di 23 milioni di ore operative su circa 800 unità installate in tutto il mondo.</p>
<p>“La ricerca e l’innovazione in ambito energetico sono considerate dalla Regione Lombardia essenziali &#8211; ha affermato Gibelli durante il convegno &#8211; per <strong>integrare uno sviluppo sostenibile a un miglioramento della competitività del sistema produttivo lombardo</strong>. Non a caso, infatti, il settore “<strong>Energia, fonti rinnovabili e assimilate</strong>” è stato inserito tra i 10 settori strategici individuati in accordo col Ministero dell&#8217;Istruzione per il bando di ricerca industriale e innovazione sperimentale. Contemporaneamente, la Regione sta dando seguito alla terza fase del <strong>Progetto Trend: un’azione d’accompagnamento alle piccole e medie imprese per individuare, incentivare e sostenere interventi volti al risparmio energetico e alla produzione di energia tramite il ricorso a fonti energetiche alternative</strong>”.</p>
<p>Gibelli ha anche enfatizzato l’importanza, per le utilities, di operare in conformità con i sempre più stringenti requisiti ambientali regionali, affermando: &#8220;L&#8217;Italia non può continuare a rimandare le proprie responsabilità. In questo senso vanno gli<strong><a href="http://www.aster.it/tiki-index.php" target="_blank"> Aster</a></strong>, accordi regionali di sviluppo, ideati dalla Regione per responsabilizzare la filiera e dare un tempo certo sull&#8217;apertura dell&#8217;impianto. Inoltre, in vista dell&#8217;<strong><a href="http://www.expo2015.org/" target="_blank">Expo 2015</a></strong> vogliamo dimostrare a tutto il mondo che la Lombardia è costituita da una serie di territori specializzati, che garantiscono la qualità della vita dentro un modello fatto da grandi soggetti ma anche da PMI locali”.</p>
<p>“La Lombardia - gli fa eco <strong>De Poli</strong> &#8211; è una delle regioni pilota nel mondo nel settore degli impianti a bassa emissione. <strong>Oggi, l&#8217;esigenza è quella di sviluppare il settore energetico e di inquinare meno</strong>. Per questo, GE ha lanciato progetti specifici, come <strong>Ecoimagination e Healthymagination</strong>, per progetti efficienti ma che siano anche attenti al controllo dei costi”. E ha sottolineato: “Per noi l&#8217;Italia è un mercato che è espressione delle più grandi realtà economiche del mondo, nonostante la crisi”.</p>
<p>Entrando nello specifico del progetto di Trapani,<strong> Antoñanzas</strong> ha spiegato: “Questo progetto consentirà il rinnovo delle due unità alimentate a gas, sostituendo alcuni componenti primari delle turbine della centrale di Trapani. Una volta completati i lavori, la nostra struttura beneficerà di capacità superiori, di maggiore efficienza e di minor impatto sull&#8217;ambiente. <strong>In questo momento, le nostre centrali italiane sono le più virtuose del paese e dell&#8217;intera Europa</strong>”. Numeri alla mano, l&#8217;upgrade effettuato da GE permetterà di aumentare dai rispettivi 85 e 89 megawatt di potenza attuali ai 107,8 megawatt per singola unità, con una temperatura di fiamma superiore, nuove caratteristiche di tenuta, nuovi alloggiamenti per lo statore del compressore e nuovi rotori, generatori e un innovativo sistema di combustione. <strong>A regime ci si attende dunque che la centrale di Trapani permetta un sostanziale abbattimento dell&#8217;anidride carbonica, pur con un aumento della potenza</strong>. Senza contare il ritorno economico che gli interventi di efficientamento energetico generano attraverso l&#8217;indotto.</p>
<p><em> Agnese Pellegrini</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Settimana UNESCO: il contributo delle associazioni sportive allo sviluppo sostenibile</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 06:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Associazione Canottieri Padus di Carignano (TO), in occasione della Settimana UNESCO per lo Sviluppo Sostenibile, dedicata quest’anno al tema dell’acqua e della salvaguardia delle risorse idriche, organizza per giovedì 10 novembre, alle ore 21, un incontro dal titolo “Il Po come risorsa naturale, turistica e sportiva. Il ruolo delle associazioni sportive per la promozione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Po-tratto-torinese-Courtesy-of-parks.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25155" title="Po tratto torinese, Courtesy of parks.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Po-tratto-torinese-Courtesy-of-parks.it_-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>L’<strong><a href="http://www.canottieripadus.it/" target="_blank">Associazione Canottieri Padus</a> </strong>di Carignano (TO), in occasione della<strong> <a href="http://www.greenews.info/agenda/settimana-unesco-di-educazione-allo-sviluppo-sostenibile-2011-20111025/" target="_blank">Settimana UNESCO per lo Sviluppo Sostenibile</a></strong>, dedicata quest’anno al tema dell’<strong>acqua </strong>e della salvaguardia delle risorse idriche, organizza per <strong><a href="http://www.greenews.info/agenda/il-po-come-risorsa-naturale-turistica-e-sportiva-carignano-to-20111110/" target="_blank">giovedì 10 novembre</a></strong>, alle ore 21, un incontro dal titolo “<strong>Il Po come risorsa naturale, turistica e sportiva. Il ruolo delle associazioni sportive per la promozione del territorio e la riduzione dell’impatto ambientale”</strong>, in collaborazione con il <strong><a href="http://www.parcopotorinese.it/" target="_blank">Parco Fluviale del Po Torinese</a></strong>, all’interno del quale sorge il circolo.</p>
<p>Durante la serata, aperta a tutta la cittadinanza di Carignano e dei paesi limitrofi, alle associazioni locali e agli operatori pubblici e privati del settore, <strong>saranno presentati il percorso di riduzione dell’impatto ambientale intrapreso dalla Padus e i nuovi progetti in fase di avvio</strong>, come caso di studio esemplare per le ricadute positive sul territorio e la varietà dei soggetti coinvolti. Oltre al Presidente dell’Associazione, <strong>Andrea Gandiglio</strong>, interverranno il sindaco di Carignano <strong>Marco Cossolo</strong>, l’Assessore all’Ambiente e Agricoltura <strong>Giorgio Albertino</strong>, il direttore dell’Ente Parco <strong>Ippolito Ostellino</strong>, la responsabile dello Sviluppo Territoriale di ATL Turismo Torino &amp; Provincia <strong>Daniela Broglio</strong>, Andrea <strong>Sasso</strong>, amministratore delegato di EDF Enr Solare &#8211; l’azienda che installerà, entro la fine dell’anno<strong>, l’impianto fotovoltaico da 17 kWp sui tetti della <em>club house</em></strong> &#8211; <strong>Giuseppe Peirotti</strong>, direttore della filiale di Torino di Banca Alpi Marittime, l’istituto di credito che ha finanziato l’operazione e – per illustrare il progetto del “<strong><a href="http://www.greenews.info/pratiche/po-dei-laghi-un-masterplan-per-costruire-il-futuro-20111024/">Masterplan del Po dei Laghi</a></strong>” &#8211; il Prof. <strong>Paolo Castelnovi</strong> del Politecnico di Torino e gli architetti <strong>Giorgio Beltramo</strong> e <strong>Andrea Cavaliere</strong> dello studio <a href="http://www.paicon.it/masterplanpo/index.php" target="_blank"><strong>Paicon</strong></a>.</p>
<p>Le opportunità che si apriranno, nei prossimi 10 anni, grazie al “<strong>Masterplan del Po dei Laghi</strong>” saranno il punto focale intorno al quale si articolerà la discussione. Se è vero, infatti, che le azioni, per quanto virtuose, di un singolo circolo sportivo, rischiano di restare “una goccia nel mare”, messe a sistema, pianificate per tempo e ben coordinate in <strong>una strategia complessiva</strong>, queste esperienze potranno innescare un meccanismo virtuoso in grado di trasformare completamente il volto del territorio, sul modello di quanto già avvenuto, oltralpe, nel <strong><a href="http://www.it.lyon-france.com/Attivita-e-divertimenti/Natura/Parchi-e-giardini/Grand-Parc-Miribel-Jonage,VAULX-EN-VELIN" target="_blank">Parco Miribel Jonage di Lione</a></strong>.</p>
<p>E’sufficiente ricordare che <strong>le associazioni e i circoli sportivi sono, in Italia, diverse migliaia</strong> &#8211; ben diffusi e radicati sul territorio &#8211; per comprendere come il “contagio” di buone pratiche possa aiutare il Paese a raggiungere, nel 2020, gli obiettivi europei del “<strong>20-20-20</strong>” (20% di energia da fonti rinnovabili, 20% di riduzione delle emissioni climalteranti, 20% di risparmio energetico), contribuendo, al tempo stesso, ad <strong>uno sviluppo sostenibile e un’occupazione qualificata</strong> nei settori del turismo, dell’enogastronomia e ristorazione, delle energie rinnovabili e dello sport.</p>
<p>Nel caso del territorio denominato “<strong>Po dei Laghi</strong>” &#8211; l’area dei laghi di cava a Sud di Torino, che va da <strong>Casalgrasso</strong> a <strong>Moncalieri </strong>e ha <strong>Carignano </strong>come baricentro &#8211; <strong>la dismissione delle attività estrattive </strong>(prossime all’esaurimento delle concessioni)<strong> restituirà al demanio, e dunque ai Comuni, la responsabilità di gestire il recupero ambientale e funzionale (in parte già in corso) delle superfici in questione</strong>. La collaborazione con i privati – non solo le associazioni, ma anche le imprese &#8211; sarà dunque fondamentale per <strong>progettare la fruizione di aree che possano “riconnettere” un territorio oggi isolato ed escluso dalle principali rotte turistiche.</strong></p>
<p><strong>Piste ciclabili, bike sharing, fattorie didattiche con <a href="http://www.greenews.info/prodotti/torino-chiama-bilbao-riga-e-tours-quattro-citta-per-leducazione-alimentare-20111107/">vendita diretta di prodotti dell’agricoltura locale</a>, centri sportivi che facciano da supporto al crescente turismo “en plein air</strong>”, sono solo alcune delle opportunità che i Comuni avranno a disposizione, sul proprio territorio, per integrare un’offerta culturale (visite a musei, edifici storici ecc), che da sola non è oggi in grado di attrarre né il turista proveniente da altre regioni italiane né, tantomeno, quello straniero, nonostante la <strong>collocazione strategica tra le Langhe e la Città di Torino.</strong></p>
<p>Per sensibilizzare la cittadinanza locale e i propri soci sulla necessità di costruire uno sviluppo  territoriale di qualità, che persegua la tutela delle risorse naturali e ambientali, il turismo sostenibile, l’agricoltura biologica e integrata, l’enogastronomia locale e lo sport,<strong> </strong>la Padus organizzerà, a margine dell’incontro di giovedì 10 novembre, anche <strong>una cena e una degustazione di prodotti da agricoltura biologica </strong>(a cura dell’<strong><a href="http://www.greencommerce.it" target="_blank">Associazione Greencommerce</a></strong>).</p>
<p>L’importanza della tutela delle risorse idriche e della riduzione dell’impatto ambientale, sarà sottolineata anche attraverso messaggi simbolici e piccole azioni informative. Durante il torneo di tennis &#8220;Canottieri&#8221;, nel weekend conclusivo della Settimana UNESCO, sarà servita unicamente <strong>acqua minerale in vetro o acqua in caraffa dell’acquedotto pubblico</strong>, nelle docce degli spogliatoi saranno sostituiti i diffusori tradizionali con <strong>soffioni a risparmio idrico</strong> e inseriti pannelli informativi per incentivare la riduzione dello spreco di acqua collegato alle attività sportive, mentre all’interno della struttura pressostatica i pannelli informeranno i frequentatori del tennis sul <strong>risparmio, economico e ambientale, dell’allacciamento al metano,</strong> progettato per eliminare definitivamente la dipendenza dal gasolio come combustibile per il riscaldamento. Grazie alla collaborazione e alla consulenza del Parco del Po Torinese sarà infine allestito, nella prossima primavera, <strong>un percorso naturalistico didattico tra le piante storiche del circolo</strong> (più di venti), di cui potranno beneficiare anche i bambini dell’”Estate Ragazzi” comunale, a cui la Padus offre, ogni anno, i propri spazi per completare il programma di attività.</p>
<p>Tutte le iniziative, in corso e future, in tema di ambiente troveranno spazio in una sezione dedicata del rinnovato sito internet <strong><a href="http://www.canottieripadus.it/">canottieripadus.it</a></strong>, che andrà on-line la sera stessa del 10 novembre.</p>
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		<title>Roma vara il piano d&#8217;azione per l&#8217;energia sostenibile. La parola a Corrado Clini</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 11:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Misure per il miglioramento dei trasporti pubblici e della mobilità, realizzazione di impianti fotovoltaici e di teleriscaldamento, riqualificazione energetica degli edifici. Non si tratta della solita “fuffa” tinta di verde ma di un “piano di azione per l’energia sostenibile” &#8211; concreto, misurabile, realistico &#8211; rivolto alla capitale, con uno scenario di attuazione modulare che si protrae fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Corrado-Clini-Courtesy-of-iisda.ca_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24473" title="Corrado Clini, Courtesy of iisda.ca" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Corrado-Clini-Courtesy-of-iisda.ca_-300x260.jpg" alt="" width="300" height="260" /></a>Misure per il miglioramento dei trasporti pubblici e della mobilità, realizzazione di impianti fotovoltaici e di teleriscaldamento, riqualificazione energetica degli edifici</strong>. Non si tratta della solita “fuffa” tinta di verde ma di un “<strong><a href="http://www.progettomillennium.com/public/millennium/it/piano_azione_energia_sostenibile.php" target="_blank">piano di azione per l’energia sostenibile</a></strong>” &#8211; concreto, misurabile, realistico &#8211; rivolto alla capitale, con uno scenario di attuazione modulare che si protrae fino al 2020.</p>
<p>Di questo documento di attuazione ma, soprattutto, delle misure previste, <strong><a href="http://www.greenews.info/">Greenews.info</a></strong> ha discusso con la persona indubbiamente più competente in materia, <strong>Corrado Clini. </strong>Direttore Generale del <strong>Ministero dell&#8217;Ambiente</strong> dal 1990, Clini è oggi anche Presidente dell&#8217;<strong><a href="http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=dip_pol_amb_gppnet.wp" target="_blank">Osservatorio Ambientale sui Cambiamenti Climatici</a></strong>, l&#8217;organismo nato nel 2010, per volontà della giunta capitolina, che ha curato la redazione del piano. È &#8220;Focal Point&#8221; dell’Italia per la <strong><a href="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-It/Temi/Protezione_dell'atmosfera_a_livello_globale/Cambiamenti_climatici/Convenzione-quadro_sui_cambiamenti_climatici/" target="_blank">Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici</a></strong>, presiede la<strong><a href="http://www.globalbioenergy.org/" target="_blank"> Global BioEnergy Partnership</a></strong> (un’iniziativa del G8/G20 per la promozione delle bioenergie a livello globale), mentre, a livello internazionale, è membro del gruppo di consulenza per lo sviluppo sostenibile del Premier cinese e presidente dell’Organizzazione Intergovernativa  “<strong><a href="http://www.rec.org/" target="_blank">Regional Environment Center</a></strong>” di Budapest.</p>
<p><strong>D) Direttore, come responsabile dei programmi italiani e internazionali per lo sviluppo sostenibile del Ministero, lei ha promosso, negli ultimi 10 anni, la realizzazione di oltre 1.500 progetti in Italia e più di 400 in 30 paesi in via di sviluppo. In quale contesto nasce questo piano di azione e con quali obiettivi?</strong></p>
<p>R) Nel 2009, Comune di Roma e Ministero dell’Ambiente hanno siglato un accordo che si propone fondamentalmente due obiettivi: <strong>la promozione dello sviluppo sostenibile della città e un piano per la mobilità</strong>. <strong>Quaranta milioni di euro</strong> è la cifra che il Ministero ha investito in questa direzione e questo documento definisce in modo molto particolareggiato tutte le linee di indirizzo sulle azioni che Roma sta già compiendo e su quelle che intende portare avanti in tema di sostenibilità. Dunque, si tratta di <strong>un documento programmatico che dovrebbe orientare politiche di investimento, pubbliche e private</strong>.</p>
<p><strong>D) Il piano non contiene quindi solo strategie e programmi, ma definisce le misure che l’Amministrazione comunale dovrà adottare per far diventare Roma una città &#8220;sostenibile&#8221;. Il 2020 non è però così lontano…</strong></p>
<p>R) Certamente è un’operazione complessa, però non dimentichiamo che Roma si candida alle <strong>Olimpiadi</strong>, e allora questa diventa una piattaforma per i <strong>Giochi del 2020 </strong>(che è anche la scadenza che l’Europa si è data per la riduzione del 20 per cento di CO2). Il dato interessante &#8211; a riprova del fatto che, se partiamo subito con gli interventi programmati, possiamo farcela - è che <strong>alcune iniziative sono già partite.</strong></p>
<p><strong>D) Quali? Ci racconta le misure concrete disegnate nel piano della mobilità?</strong></p>
<p><strong> </strong>R) Per esempio, la scorsa settimana è stato presentato il <strong>piano di sostituzione del parco pubblico di automobili</strong>, c<strong>on auto elettriche</strong>, <strong>ibride o a biometano</strong>. Quest’azione, cofinanziata dal Ministero dell’Ambiente, però, non si limita semplicemente a cambiare le auto di servizio, ma va a rafforzare una serie di progetti, già messi in cantiere, che puntano alla <strong>pedonalizzazione del centro storico di Roma</strong>: un centro storico unico al mondo e fruibile. Esattamente il valore aggiunto che la capitale può offrire rispetto agli altri candidati europei alle Olimpiadi. Poi è già in vigore, adottato con delibera dalla Giunta nel marzo 2010, il <strong>piano della ciclabilità</strong>: entro il 2020, si punta ad <strong>aumentare l’attuale percentuale di spostamenti in bicicletta (pari allo 0,4 per cento) fino al 12 per cento, </strong>con la realizzazione di piste ciclabili, servizi di supporto alla ciclabilità come parcheggi per biciclette e servizi di trasporto innovativi nel Tridente romano. Infine, nel medio periodo, dovrebbero concludersi i lavori della<strong> linea metropolitana C</strong> e questo contribuirebbe a un nuovo scenario infrastrutturale.</p>
<p><strong>D) Per quanto riguarda l’altro obiettivo, quello della riqualificazione eco-efficiente degli edifici?</strong></p>
<p>R) Prioritario. A partire dal centro storico. <strong>Riqualificarlo e farne un luogo in cui, i palazzi &#8211; pubblici e privati &#8211; pur conservando le caratteristiche architettoniche &#8211; diventino ecoefficienti riduce i costi di manutenzione</strong>, quelli energetici che sono altissimi, e dà più valore allo stabile stesso.</p>
<p><strong>D) Parliamo però di somme enormi, come farete a coprire i costi?</strong></p>
<p>R) Più che un costo si tratta di un investimento: noi <strong>andiamo incontro a una direttiva europea che dobbiamo recepire </strong>e che punta proprio all’eco-efficienza nell’edilizia. Allora,<strong> il successo di un programma di questo tipo, realizzato nella capitale, potrebbe avere effetti importanti ovunque</strong>. Pensi alla riqualificazione di<strong> Venezia</strong>, che è stata in parte proprio ricostruita attraverso la <strong>partecipazione di finanziamenti pubblici e costruttori privati</strong>!</p>
<p><strong>D) Ci può illustrare le iniziative in cantiere per quanto riguarda la riqualificazione e l’efficientamento energetico?</strong></p>
<p>R) Ce ne sono diverse: <strong>entro il prossimo biennio</strong>,<strong> è prevista l’installazione di impianti fotovoltaci sulle coperture di 512 scuole romane e sui due grandi cimiteri della capitale</strong>, ma anche sui parcheggi pubblici e sulle rimesse e officine di aziende municipalizzate romane, come l’<strong><a href="http://www.atac.roma.it/" target="_blank">Atac</a></strong>, società responsabile del trasporto pubblico urbano. <strong>Entro il 2015, è stato programmato il recupero urbanistico di tre grandi aree periferiche della città, con la riqualificazione di edilizia ex-abusiva esistente</strong>; è stata pianificata, nel breve periodo, anche la riqualificazione del più importante corridoio di ingresso alla capitale: il <strong>Viadotto della Magliana</strong>, con interventi di efficienza energetica e di riduzione dell’inquinamento acustico; ed esiste il progetto di un anello di <strong>teleriscaldamento all’Eur</strong>, dettato dalla necessità di fornire energia al vasto patrimonio immobiliare  pubblico del quartiere residenziale.</p>
<p><strong>D) Quanto invece alla riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica?</strong></p>
<p>R) Il piano pianifica interventi di questo genere – dunque, di isolamento termico, sostituzione degli infissi, efficientamento degli impianti, utilizzo fonti rinnovabili o assimilate – su quasi <strong>1.900.000 metri quadrati di abitazioni</strong>, le cui prestazioni energetiche risultano scadenti e conducono a consumi esagerati, provocando un <strong>taglio di consumi ed emissioni di CO2 pari al 50 per cento rispetto alle attuali</strong>. Stesso tipo di interventi saranno condotti su alcuni edifici scolastici pilota, settore quest’ultimo particolarmente energivoro (con stabili che nel centro storico risalgono a prima della seconda guerra mondiale e altri costruiti negli anni ‘50), insieme alla <strong>riqualificazione energetica di 50 piscine pubbliche e private</strong>. Infine è stato pianificato un intervento di <strong>progressiva sostituzione dell’illuminazione pubblica sulle circa 5.000 strade distribuite sul territorio della capitale</strong>, <strong>con lampade a tecnologia Led</strong>. E il <strong>riassetto dell’intera rete elettrica comunale</strong>, con interventi di ammodernamento che ridurranno l’impatto ambientale. All’insegna dell’efficienza energetica.</p>
<p><strong>D) E l’edilizia residenziale privata?</strong></p>
<p>R) L’intervento previsto tra le azioni del piano per l’energia sostenibile parla di una<strong> riqualificazione energetica </strong>che coinvolge l’intero parco residenziale del <strong>Comune di Roma</strong>, pari a circa<strong> 90 milioni di metri quadri di abitazioni</strong>, di cui il 75 per cento è stato costruito prima degli anni ’80, dunque, antecedenti alla prima legge sul contenimento energetico del 1976. Nel piano esiste anche una misura, flessibile e in grado di adattarsi alle specifiche situazioni, rivolta alle strutture ricettive della capitale: parliamo di quasi mille esercizi con un indice abbastanza elevato di consumi. <strong>Si pensa alla sottoscrizione di un accordo tra albergatori e Roma Capitale</strong>, <strong>in forza del quale, accanto alle “stelle” della classificazione internazionale, si sia obbligati a esibire una “targa” energetica, rilasciata dall’Amministrazione comunale </strong>sulla base del rispetto di alcuni standard.</p>
<p><strong>D) Può affermare, dunque, che esiste una sintonia su questi temi con l’amministrazione?</strong></p>
<p>R) Sì, direi di sì: certamente, la realizzazione di questo piano comporta, da subito, una <strong>profonda riforma interna all’amministrazione</strong>, organizzata  &#8211; come è fisiologico &#8211; sulla gestione del presente. Ecco, <strong>occorrerebbe “ritararsi” sulla progettazione del futuro, </strong>che poi è il senso di queste misure. Ma credo ci siano gli elementi per raccogliere la sfida.</p>
<p><em>Ilaria Donatio</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dynamo Camp, la natura per curare i bambini</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 07:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ai bimbi che arrivano qui per la prima volta, sembrerà di stare in un paradiso terrestre. O almeno in un luogo che gli assomiglia molto. Dynamo Camp è nato nel 2007 per ospitare gratuitamente, per periodi di vacanza e svago, bambini e ragazzi affetti da patologie gravi e croniche, in terapia o nel periodo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Dynamo-Camp-Courtesy-of-dynamocamp.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24484" title="Dynamo Camp, Courtesy of dynamocamp" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Dynamo-Camp-Courtesy-of-dynamocamp-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Ai bimbi che arrivano qui per la prima volta, sembrerà di stare in <strong>un paradiso terrestre</strong>. O almeno in un luogo che gli assomiglia molto. <strong><a href="http://www.dynamocamp.org/" target="_blank">Dynamo Camp</a></strong> è nato nel 2007 per ospitare <strong>gratuitamente,</strong> per periodi di vacanza e svago, <strong>bambini e ragazzi affetti da patologie gravi e croniche</strong>, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. Si trova a <strong>Limestre</strong>, sull’Appennino pistoiese, in un’oasi <strong>Wwf</strong> di quasi mille ettari:  boschi, pascoli, torrenti, animali selvatici e domestici. Un luogo ben lontano dalle stanze grigie e asettiche degli ospedali, dove<strong> la tutela della natura si coniuga con le attività benefiche di sostegno ai giovani ospiti</strong>, che qui ritrovano la spensieratezza e il sorriso. «<em>Amo questo posto perché qui è come se fossi a casa. <strong>Passare del tempo in mezzo alla natura incontaminata è molto più rilassante, anche perché si impara ad ascoltare la musica della natura</strong>. Ho sempre sognato di cantare intorno al fuoco!!!!!!!</em>», scrive entusiasta una bambina.</p>
<p>«Il camp è nato da un’idea di <strong>Vincenzo Manes</strong>, un uomo di finanza impegnato nella filantropia, che ha deciso di sposare il progetto di <strong>Paul Newman</strong>», spiega il direttore <strong>Roberto Orlandini</strong>. Il grande attore americano ha dato il via al progetto degli <strong><a href="http://www.holeinthewallcamps.org/" target="_blank">Hole in the Wall Camps</a></strong> (di cui oggi fa parte anche Dynamo Camp), nel 1988, proprio per regalare a bambini affetti da gravi malattie una via di evasione dalle sofferenze. «Quando Manes ha comprato il <strong><a href="http://www.kme.com/it" target="_blank">KME Group</a></strong> (società che opera nella produzione di leghe di rame, ndr) – continua Orlandini – ha visto che <strong>tra le proprietà del gruppo c’era anche una fabbrica dismessa di viti di rame, e accanto a questa una riserva di caccia di quasi 1.000 ettari. </strong>Il posto sembrava ideale per il Camp e si prestava benissimo anche a diventare un’Oasi. La prima cosa che abbiamo fatto, nel 2005, è stata proprio chiedere l’affiliazione al <strong><a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx" target="_blank">Wwf</a></strong>, che ci è stata concessa subito».</p>
<p>Due anni più tardi, dopo i lavori di ristrutturazione della ex-fabbrica, il complesso ha aperto le porte ai ragazzi come <strong>campo estivo</strong>: nel 2007 ne sono stati ospitati 60, ma il numero di bambini, di patologie accolte e di programmi è aumentato di anno in anno. Oggi la struttura accoglie annualmente quasi <strong>1.000 ragazzi dai 7 ai 17 anni</strong>, includendo anche, in sessioni dedicate, fratellini sani e genitori, e offre programmi in ogni mese dell’anno, nell’ambito delle sessioni estive, delle vacanze pasquali e natalizie, dei weekend per le famiglie, delle sessioni internazionali.</p>
<p>I bambini provengono da tutta Italia e anche dall’estero (Germania, Iraq, Giordania, Emirati Arabi, per esempio).  <strong>In cinque anni di attività, sono sbarcati a Limestre 2.419 bambini e ragazzi e 363 famiglie</strong>. Ad accoglierli, hanno trovato un ambiente rilassante e sereno e attività per tutti i gusti. A partire dalla visita all’Oasi, attrezzata con una serie di <strong>percorsi escursionistici e didattici completamente accessibili</strong>, che permettono di osservare la grande <strong>biodiversità della flora e della fauna</strong>. Vengono organizzate <strong>passeggiate nel bosco per far scoprire ai bambini i canti degli uccelli e le impronte degli animali</strong>. «Ci sono cinghiali, volpi, aquile reali. E anche il lupo si sta riavvicinando», spiega Orlandini. Ma le attività all’aperto non finiscono qui: ogni giorno i giovani ospiti possono scegliere anche tra arrampicata, tiro con l’arco, nuoto, scuola di circo, equitazione e fattoria, dove vengono allevati animali domestici. Se è brutto tempo, ci sono i laboratori indoor di arte, teatro, fotografia e cortometraggio, radio (da giugno 2011 è attiva la <strong><a href="http://www.radiodynamo.it/#1" target="_blank">web radio del camp</a>).</strong></p>
<p>Alla base di tutte le attività c’è il concetto della “<strong>terapia ricreativa</strong>”, che, spiegano i responsabili di Dynamo, «<strong>significa partecipazione a un&#8217;avventura, condivisione di esperienze indimenticabili con coetanei e riscoperta delle proprie capacità</strong>. L&#8217;esperienza si concentra sulla scoperta di nuove potenzialità e su nuove possibilità di apprendimento in varie forme. In questo modo i benefici tendono ad essere di lungo termine, spesso permanenti, e si verificano cambiamenti positivi nella capacità dei bambini di confrontarsi con la loro malattia».</p>
<p>I bambini lavorano in squadra, sempre seguiti da volontari e personale formato ad hoc. Per qualsiasi necessità, al Camp c’è un&#8217;<strong>infermeria completamente attrezzata </strong>e sono presenti, 24 ore su 24, medici ed infermieri specializzati in oncoematologia pediatrica. In questi anni di attività, il progetto ha vinto diversi premi, come il <strong><a href="http://www.raconline.org/funding/funding_details.php?funding_id=264" target="_blank">Kresge Capital Challenge Grant</a></strong>, della prestigiosa fondazione americana Kresge, la <strong>Medaglia di Adesione Presidenziale </strong>per l’iniziativa Open Day 2010, e un riconoscimento nell’ambito del “<strong>Premio Amico della Famiglia 2009</strong>” del Dipartimento per le Politiche della Famiglia del Governo italiano.</p>
<p>Novità dell’estate 2011 è stato il <strong>Camping Lab</strong>, un campeggio attrezzato con tende e infermeria, a circa 1000 metri di altezza, dove i ragazzi possono vivere un’esperienza emozionante: guardare le stelle, cantare attorno al fuoco, partecipare a laboratori scientifici. «Quest’anno il camping poteva ospitare 40 ragazzi più i volontari, ma dal prossimo anno raddoppieremo il numero delle tende, in modo che tutti gli ospiti possano partecipare insieme al campeggio», racconta Roberto Orlandini.</p>
<p>Chi volesse diventare volontario al Dynamo Camp può trovare tutte le informazioni necessarie  a<strong><a href="http://www.dynamocamp.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=48&amp;Itemid=15&amp;lang=it" target="_blank"> questo </a></strong>indirizzo.</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
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		<title>Po dei Laghi: un Masterplan per costruire il futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 17:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si narra che lo scrittore francese Stendhal, di fronte ai capolavori dell&#8217;arte fiorentina, fu colpito da un&#8217;emozione tanto forte da portarlo quasi allo svenimento: la nota &#8220;Sindrome di Stendhal&#8221;. Penso di aver provato, più volte, una simile vertigine di fronte ai più bei paesaggi naturali che mi è capitato di vedere nel mondo, ma non mi era mai successo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Carignano_Po_Morto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24401" title="Il lago di cava dell'Oasi di Po Morto a Carignano, Courtesy of Parco del Po Torinese" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Carignano_Po_Morto-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Si narra che lo scrittore francese <strong>Stendhal</strong>, di fronte ai capolavori dell&#8217;arte fiorentina, fu colpito da un&#8217;emozione tanto forte da portarlo quasi allo svenimento: la nota &#8220;Sindrome di Stendhal&#8221;. <strong>Penso di aver provato, più volte, una simile vertigine di fronte ai più bei paesaggi naturali che mi è capitato di vedere nel mondo, ma non mi era mai successo per un Masterplan!</strong> Sarà la mia natura da &#8220;svizzero&#8221; nato nel Paese del caos, ma vedendo armoniosamente condensata tanta analisi, pianificazione e riflessione ho provato la sensazione travolgente di trovarmi di fronte a un <em>capolavoro</em>. Forse perchè tocca il territorio in cui sono nato, ma anche perchè abbraccia <strong>un orizzonte temporale decennale</strong>, al quale la politica, le istituzioni e buona parte dell&#8217;imprenditoria (navigando a vista, senza progetti nè strategie ragionate, inchiodati alle trimestrali) ci hanno disabituati a pensare.</p>
<p>Il <strong><a href="http://www.masterplanpo.it/" target="_blank">Masterplan del Po dei Laghi </a></strong> è stato presentato giovedì 20 ottobre al Museo di Scienze Naturali di<strong> Torino</strong>, e credo (e mi auguro) sia destinato a diventare <strong>un caso di studio nazionale</strong>. Si tratta di un progetto di certosina precisione per anticipare, in maniera lungimirante e intelligente, il momento in cui gli <strong>impianti di estrazione, </strong>di cui è costellata la provincia a Sud di Torino, esauriranno il periodo di concessione e torneranno ad appartenere al demanio. <strong>Ma cosa ne faranno i nuovi proprietari, quei Comuni che già oggi, traditi da uno Stato indebitato fino all&#8217;osso e da un federalismo fiscale incompiuto, non riescono più a far fronte nemmeno ai servizi di base al cittadino? </strong>Meglio pensarci per tempo &#8211; e per bene.</p>
<p>Per questo il <strong><a href="http://www.parcopotorinese.it" target="_blank">Parco del Po Torinese </a></strong>(nella figura del suo illuminato direttore<strong> <a href="http://www.greenews.info/idee/basta-con-i-recinti-intervista-a-ippolito-ostellino-20100408/">Ippolito Ostellino</a></strong>) ha commissionato agli architetti <strong>Giorgio Beltramo </strong>e <strong>Andrea Cavaliere </strong>dello studio<strong> <a href="http://www.paicon.it/" target="_blank">Paicon </a></strong>e al Prof. <strong>Paolo Castelnovi </strong>del <strong>Politecnico di Torino, </strong>un masterplan per prefigurare le ipotesi di &#8220;<strong>riconnessione territoriale e paesaggistica</strong>&#8221; tra queste &#8220;isole&#8221; e valorizzarne le relazioni con il ricchissimo insieme di <strong>risorse culturali, ambientali, storiche, enogastronomiche e ricettive </strong>che già oggi caratterizzano questi territori.</p>
<div id="attachment_24423" class="wp-caption alignright" style="width: 259px"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/masterplan-po-dei-laghi.jpg"><img class="size-medium wp-image-24423" title="L'area di intervento Masterplan Po dei laghi" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/masterplan-po-dei-laghi-249x300.jpg" alt="" width="249" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;area di intervento del Masterplan Po dei laghi</p></div>
<p>Il Masterplan, spiega il Prof Castelnovi, più che un <em>piano </em>(nel senso normativo) è dunque &#8221;<strong>un programma strategico di valorizzazione territoriale, paesaggistica e fruitiva</strong>&#8220;, fatto di livelli di dettaglio concentrici, che partono dal contesto &#8221;macro&#8221; dell&#8217;area in oggetto e delle strategie di sviluppo regionale per arrivare a individuare il &#8220;micro&#8221;, ovvero <strong>dove posizionare il parcheggio delle biciclette perchè sia integrato, al meglio, con il <em>traporto intermodale </em>di quel Comune</strong>. In questo risiede la concretezza del progetto e la differenza tra un sogno ad occhi aperti e <strong>un percorso difficile, laborioso e complesso, ma assolutamente reale e perseguibile. </strong>Come dimostrano gli esempi europei di successo a cui i progettisti si sono ispirati, dal <strong><a href="http://www.workshop-image.it/wp-content/uploads/pdf/pdf3_gemellaggio.pdf">Parco Miribel Jonage di Lione</a></strong> agli interventi che, a partire dal Dopoguerra, hanno reso la regione tedesca della <strong>Ruhr</strong> un caso di studio internazionale. &#8220;Lungo il Reno &#8211; racconta Giorgio Beltramo &#8211; sono stato colpito da <strong>un&#8217;alternanza incredibile tra cave di estrazione e <em>enclave </em>di stupenda naturalità</strong>, <strong>dove l&#8217;ambiente e il paesaggio convivono con strutture di ricezione progettate e costruite intelligentemente, nel rispetto delle regole</strong>&#8220;.</p>
<p>Come ha ricordato, del resto, con un felice parallelismo, l&#8217;assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Torino, <strong>Ugo Perone,</strong> durante il suo intervento in sala (partecipato e non &#8220;di rito&#8221;), &#8220;<strong>non salveremo la cultura con la cultura, ma nemmeno con il mecenatismo</strong>. <strong>La salveremo solo facendo capire come la cultura e l&#8217;ambiente siano ottime opportunità di sviluppo</strong>&#8220;. Basta cioè con l&#8217;intelletualismo ripiegato su se stesso, ma anche con il vetero-ambientalismo che vede la <em>tutela</em> del patrimonio naturale in forma &#8220;museale&#8221;, come un valore fine a se stesso, e largo invece a <strong>una forma di collaborazione pubblico-privato che sappia fondere l&#8217;interesse collettivo (doverosamente rappresentato dal primo) con le capacità propositive, manageriali e la disponibilità di capitali indubbiamente più presenti nel mondo delle imprese. </strong></p>
<p>La parola d&#8217;ordine è &#8220;<strong>fruizione</strong>&#8220;. Un&#8217;area naturale abbandondata che non sia <em>riconnessa</em> al proprio territorio e ai suoi fruitori, infatti, non solo è morta, ma rischia di diventare presto luogo di degrado e di discariche abusive. Per questo la collaborazione virtuosa avviata con i cavatori di <strong>Unimin</strong> &#8211; un tempo incubo di ogni ambientalista &#8211; è stata e sarà determinante. &#8220;I cavatori &#8211; fa notare Castelnovi &#8211; <strong>sono tra i pochi imprenditori che ragionano su un arco di tempo lunghissimo, intergenerazionale</strong>&#8220;. &#8220;E poi, banalmente, hanno i mezzi e le capacità per realizzare grandi interventi praticamente a costo zero, quando invece un Comune dovrebbe attivare un laborioso e dispendiosissimo iter di assegnazione dei lavori, che non sempre potrebbe permettersi&#8221;. <strong>Molte di queste cave hanno già iniziato un percorso di recupero ambientale, ma ora si tratta di coordinare gli sforzi e i progetti pensandone un&#8217;integrazione con l&#8217;offerta turistica, culturale ed enogastronomica locale</strong>, secondo il concetto di <em><strong>greenways</strong></em>, i percorsi di fruizione del territorio capaci di andare oltre la mera pista ciclabile, il singolo mercatino di prossimità e la visita alla Reggia sabauda, che da soli non riusciranno mai ad attirare il turista straniero.</p>
<p>Messe &#8220;a sistema&#8221; queste risorse avranno invece la capacità di generare <strong>sviluppo sostenibile</strong>, a partire dal <strong>turismo di prossimità </strong>(o del tempo libero)<strong>,</strong> garantito dalla vicinanza di quest&#8217;area con la città di Torino, per arrivare a intercettare la richiesta &#8211; in continua crescita, precisa <strong>Daniela Broglio</strong>, responsabile Accoglienza e Sviluppo Territoriale di <strong><a href="http://www.turismotorino.org/" target="_blank">Turismo Torino </a></strong>- del <strong>turismo &#8220;en plein air&#8221; </strong>e del <em><strong><a href="http://goglamping.net/" target="_blank">glamping </a></strong></em>(la nuova frontiera del camping glamour, praticato per scelta di vita e non per mancanza di budget)<strong>, </strong>che già oggi muovono numeri importanti dal Nord Europa e &#8220;rubano&#8221; quote di mercato significative al turismo culturale tradizionale.</p>
<p><strong>Cultura &amp; Natura </strong>sono dunque destinate, secondo il Masterplan, a ritrovarsi lungo l&#8217;asse del <strong>Po</strong>, l&#8217;elemento distintivo che il marketing territoriale di <strong><a href="http://www.poconfluenzenordovest.it/it/po_confluenze_nord_ovest/home.htm" target="_blank">Po Confluenze Nord </a></strong>Ovest e di ATL, dovrà saper comunicare come la <strong>risorsa naturale, culturale, turistica e sportiva</strong> che può accompagnare il viaggio del turista sostenibile attraverso un territorio che, secondo Paolo Castelnovi, è forse <strong>uno dei più tipicamente <em>piemontesi, </em>nel senso letterale di luogo dove emerge con forza il rapporto tra la montagna e la pianura.</strong></p>
<p>Tutto sta nella capacità di &#8220;<strong>fare squadra</strong>&#8221; e progettare responsabilmente il futuro, doti non propriamente <em>italiane</em>, ma che il periodo di crisi e i rivolgimenti epocali che ne seguiranno potrebbero incentivare. Dopo aver coinvolto, con esiti non sempre fortunati, tutti i livelli della pubblica amministrazione locale, i cittadini più lungimiranti, i cavatori, le associazioni sportive e giovanili e gli albergatori, ora la sfida dei promotori del Masterplan è <strong>coinvolgere gli agricoltori</strong>, i &#8220;guardiani del paesaggio agricolo&#8221;, che da un progetto di questa portata potrebbero ricavare <strong>eccezionali opportunità di integrazione al reddito &#8211; dalle forme di ricettività agrituristica, alle fattorie didattiche, alla vendita diretta dei propri prodotti</strong>. Senza dover sempre attendere la mano caritatevole della <strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/nuova-pac-i-pro-e-i-contro-secondo-gli-operatori-italiani-20111017/" target="_blank">PAC</a></strong> dal cielo stellato dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p><em>Andrea Gandiglio </em></p>
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		<title>Lacks, il sistema di calcolo per essere città virtuose</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 11:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Protocollo di Kyoto]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiama Lacks, ha tre anni di vita e ha girato l&#8217;intera Europa. Non è il nome stravagante di un piccolo vagabondo, ma il progetto Local Accountability for Kyoto Goals, uno strumento rafforzato dal Patto dei Sindaci, nel 2009, che vede molte delle 2.900 città aderenti al Patto impegnate in un percorso di sostenibilità ambientale più solido. Grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Reggio-Emilia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24040" title="Piazza Prampolini a Reggio Emilia, Courtesy of Comuni-Italiani.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Reggio-Emilia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Si chiama <strong>Lacks</strong>, ha tre anni di vita e ha girato l&#8217;intera Europa. Non è il nome stravagante di un piccolo vagabondo, ma il progetto <strong><a href="http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/pes.nsf/web/Lks?opendocument" target="_blank">Local Accountability for Kyoto Goals</a></strong>, uno strumento rafforzato dal <strong><a href="http://www.pattodeisindaci.eu/index_it.html" target="_blank">Patto dei Sindaci, </a></strong>nel 2009, che vede molte delle <strong>2.900 città aderenti al Patto </strong>impegnate in un percorso di sostenibilità ambientale più solido. Grazie anche ad un co-finanziamento europeo che, nel caso italiano, ammonta ad oltre 1 milione e trecentomila euro. A <strong>Reggio Emilia </strong>un convegno internazionale ha fatto il punto sui risultati raggiunti dalle amministrazioni di quattro città coinvolte: le italiane <strong>Reggio Emilia </strong>e<strong> Padova</strong>, la catalana <strong>Girona</strong> e <strong>Bydgoszcz</strong> per la Polonia.</p>
<p>“<strong>Le città consumano l&#8217;80 per cento dell&#8217;energia richiesta in Europa, generando alti livelli di emissioni inquinanti</strong>, più dei settori industriale e dei trasporti. Per questo il loro ruolo è particolarmente importante” spiega <strong>Antonio Lumicisi</strong> del Ministero dell&#8217;Ambiente, responsabile per l&#8217;Italia della campagna <strong><a href="www.campagnaseeitalia.it" target="_blank">Sustainable Energy Europe</a></strong>. <strong>L&#8217;adesione al progetto Lacks prevede il raggiungimento su scala locale degli obiettivi del protocollo di Kyoto</strong>: entro il 2020, riduzione del 20 per cento delle emissioni climalteranti – gas a effetto serra, anidride carbonica soprattutto &#8211; incremento del 20 per cento delle fonti rinnovabili e dell&#8217;efficienza energetica. “Le municipalità – sintetizza Lumicisi &#8211; s&#8217;impegnano ad adottare entro un anno un <strong>Piano d&#8217;Azione</strong>, basato su linee guida europee, in cui indicano concretamente come ridurre le emissioni e su quali<br />
settori intervenire”. <strong>L&#8217;Italia può vantare 1.358 comuni ed enti locali aderenti al Patto dei Sindaci, ma di questi finora solo il 14% ha già presentato un piano d&#8217;azione</strong>, con il supporto del Ministero dell&#8217;Ambiente per la redazione dei piani e finanziamenti europei come il fondo &#8220;<strong>Elena</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Paolo Rotelli</strong>, della task force Onu sull&#8217;attuazione del protocollo di Kyoto, avverte: “<strong>Il 60 per cento della popolazione mondiale è oggi concentrato nelle città</strong>, con oltre centotrenta aree urbane superiori ai 5 milioni di abitanti, quasi delle piccole nazioni. <strong>E&#8217; un sistema ad alta dissipazione energetica</strong>, <strong>che richiede un ripensamento sia a livello <em>macro</em>, per </strong><strong>quanto riguarda l&#8217;organizzazione della città ed i suoi quartieri, sia in scala <em>micro</em>, per i singoli edifici</strong>”.</p>
<p>Proprio in queste direzioni si muove Lacks, con cui è stato sviluppato <strong>uno strumento di calcolo per convertire i dati dei consumi dei vari settori in emissioni climalteranti</strong>. Messo a punto un “inventario delle emissioni” del proprio territorio, un&#8217;analisi del monitoraggio consente di procedere ad un piano di azioni mirate per il loro abbattimento. In concreto, vuol dire riportare le decisioni alla comunità locale, che pianifica misure come l&#8217;installazione di pannelli fotovoltaici su edifici pubblici, interventi sull&#8217;illuminazione ed il trasporto pubblico, amppliamento del verde, promozione della cogenerazione.</p>
<p>A Reggio Emilia, ad esempio, il settore produttivo risulta il maggior responsabile delle emissioni (circa il 37 per cento), seguito da trasporti (27%) e residenziale (23%). <strong>Il Consiglio comunale ha perciò approvato un piano di 46 azioni concrete e misurabili, concentrando gli sforzi di mitigazione sulle attività produttive e prevedendo poi interventi sulla mobilità e l&#8217;edilizia</strong>.</p>
<p>A <strong>Bydgoszcz</strong> le priorità d&#8217;intervento sono invece sul patrimonio edilizio, a <strong>Padova</strong>, come Reggio Emilia, l&#8217;ambito più urgente è, di nuovo, quello produttivo. A <strong>Girona,</strong> dove a incidere di più sui gas serra sono trasporti e residenziale, “<strong>metà del parco semaforico è ora a led</strong>” racconta <strong>Jordi Figueras</strong>, dell&#8217;amministrazione locale “e l&#8217;obiettivo che ci siamo dati è di ridurre del 40 per cento le nostre emissioni entro il 2020, a partire dal nostro ente, che vogliamo far diventare a emissioni zero”. La ricetta del comune spagnolo per i propri uffici è all&#8217;insegna della centralizzazione del riscaldamento per ridurre i consumi, e del <strong>ricorso al solare e alle biomasse.</strong></p>
<p>Forti della loro esperienza e delle misure messe in campo, anche col supporto tecnico dell&#8217;agenzia <strong>Arpa Emilia-Romagna </strong>e di altri soggetti privati, queste città contano di ridurre le loro emissioni di oltre il 20 per cento entro il 2020. E di passare il testimone: <strong>grazie a Lacks, un sotfware gratuito sarà a disposizione di tutti gli enti territoriali che intendano percorrere la stessa strada</strong>. <strong>Vito Belladonna</strong>, dell&#8217;Arpa Emilia-Romagna: “L&#8217;aspetto importante di questi risultati è la volontà di contabilizzare le azioni, prevedendone le conseguenze ambientali per intevenire e correggere in tempo utile”.</p>
<p><em>Cristina Gentile </em></p>
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		<title>Efficienza energetica: una missione possibile</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 09:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonsa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte è necessario mettersi a tavolino, fermarsi e riflettere; altre volte si va ancora oltre e ci si riunisce per discutere proposte reali, fatti concreti.
Ieri mattina presso il Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino, si è svolto un seminario riservato alle imprese, “Efficienza energetica: tutela dell’ambiente, opportunità di crescita”, che ha voluto presentare i risultati di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Efficienza-energetica.jpg"></a><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Courtesy-of-direttanews.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23938" title="Confindustria, Courtesy of direttanews.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Courtesy-of-direttanews.it_-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a>A volte è necessario mettersi a tavolino, fermarsi e riflettere; altre volte si va ancora oltre e ci si riunisce per discutere <strong>proposte reali, fatti concreti</strong>.</p>
<p>Ieri mattina presso il <strong><a href="http://www.centrocongressiunioneindustriale.it/" target="_blank">Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino</a></strong>, si è svolto un seminario riservato alle imprese,<strong> “Efficienza energetica: tutela dell’ambiente, opportunità di crescita”</strong>, che ha voluto presentare i risultati di uno studio durato un anno e le proposte che studiosi ed esperti hanno potuto costruire sulla base di quanto analizzato.</p>
<p>“<em><strong><a href="http://www.confindustria.it/" target="_blank">Confindustria </a></strong>è impegnata da sempre per tenere vivo un dialogo costante e costruttivo con la <strong><a href="http://www.regione.piemonte.it/" target="_blank">Regione Piemonte</a>&#8220;</strong></em>, ha spiegato <strong>Mariella Enac</strong>, Presidente di Confindustria Piemonte. &#8220;A<em>desso siamo pronti perché il piano d’azione diventi operativo. Lo stesso spirito e l’impegno pratico ha mosso l’organizzazione di questa giornata, che dopo un quadro più generale e teorico lascierà spazio ai worshop tecnici su Industria, Edifici, Trasporti e infrastrutture</em>”.</p>
<p><strong>L’Italia è paradossalmente uno dei paesi occidentali dove si consuma meno energia e si emette meno CO2 per unità-prodotto</strong>, <strong>ma si può fare ancora molto</strong>, considerato la portata di sviluppo del sistema manifatturiero nostrano. E la proposta arriva, in questo caso, dall’industria, attraverso un <strong>“<em>documento che identifica gli ambiti rilevanti nei quali appare più efficace incentivare e valuta gli effetti delle misure sull’intero sistema economico</em></strong><em>, verificando i vantaggi per la collettività e le ripercussioni sul bilancio dello Stato</em>”.</p>
<p>L’<strong>Unione Europea</strong>, del resto, ha assunto la leadership globale nella lotta al cambiamento climatico, attraverso la sottoscrizione del <strong><a href="http://europa.eu/legislation_summaries/environment/tackling_climate_change/l28060_it.htm" target="_blank">Protocollo di Kyoto</a></strong> e la cosiddetta <strong>Strategia 20-20-20</strong>,  in cui l’Europa si è dichiarata disposta a <strong>tagliare le emissioni  di gas serra del 20% </strong>rispetto ai valori del 1990 e ad<strong> incrementare l’utilizzo di energie rinnovabili del 20% </strong>sul consumo finale lordo di energia.</p>
<p><strong>L’efficienza energetica è periò una delle risposte</strong> a questa esigenza, che <strong>può garantire competitività al nostro sistema industriale, sicurezza degli approviggionamenti e sostenibilità ambientale</strong>, oltre che facilitare il raggiungimento degli obiettivi fissati a livello mondiale (nonostante che, secondo le proiezioni al 2030, i risultati ottenuti dall’Europa saranno completamente annullati dai danni provocati dallo sviluppo incondizionato di Cina e India&#8230;).</p>
<p>“<strong>L<em><strong>’</strong>efficienza energetica è volano di competitività &#8211; </em></strong>dichiara <strong>Massimo Beccarello</strong>, Vice Direttore Politiche per lo Sviluppo, Energia e Ambiente Confindustria &#8211; <em>da raggiungere continuando a produrre: <strong>l’obiettivo deve essere quello di fare le stesse cose consumando meno e meglio</strong></em>”.</p>
<p>Da questo concetto nasce lo <strong>studio </strong>che <strong>ha coinvolto sei regioni italiane, circa 1.400 persone, fra imprenditori industriali, rappresentanti della pubblica amministrazione, studenti universitari e cittadini</strong>. Con l’obiettivo di trasmettere ad aziende ed istituzioni il concetto che <strong>l’investimento in efficienza energetica, se effettuato secondo logiche corrette, produce ritorni economici anche nel breve termine</strong> e può favorire situazioni di vantaggio competitivo, si sono analizzati i canali in cui in Italia il consumo è maggiore e, di contro, le eccellenze del nostro Paese. Ne è nata una mappatura della situazione attuale, da cui sono state costruite e messe <strong>a confronto due ipotesi futuristiche</strong>: quella determinata dalla<strong> tendenza “naturale”</strong> della domanda alle condizioni di oggi e quella generata dal mercato ipotetico di<strong> beni migliorati da tecnologie efficaci </strong>(sostenuto da strumenti di policy forti e da una incentivazione stabile nel medio-lungo periodo, che garantisca agli investitori il successo reale dell’operazione).</p>
<p><em>“Questa strategia di politica industriale potrebbe avere un <strong>impatto socio-economico sul totale dell’economia pari a circa 238 miliardi di Euro</strong> di incremento del valore della produzione totale, con una relativa <strong>crescita occupazionale di circa 1,6 milioni di unità di lavoro </strong>standard, nel periodo compreso <strong>tra il 2010 e il 2020</strong>. </em><em>Il costo netto per gli <strong>incentivi </strong>in termini <strong>di esborso per lo Stato sarebbe di circa 15,4 miliardi di Euro in dieci anni</strong>, che sono di <strong>lieve entità se si considera l’impatto socio-economico e il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità del pacchetto clima-energia</strong>” </em>precisa Beccarello<em>.</em></p>
<p>Dall’ottimistico quadro macro si passa poi al micro. “<em>L’investitore che abbiamo voluto analizzare &#8211; </em>dice <strong>Massimo Gallanti</strong>, Direttore Dipartimento Sviluppo Sistema Elettrico <strong><a href="http://www.rse-web.it/home.page" target="_blank">RSE</a></strong>, partner scientifico dello studio - <em>appartiene a tre diverse tipologie: l’industria; il terziario e la pubblica amministrazione; il piccolo consumatore. <strong>Le opportunità di investimento evidentemente variano a seconda di chi compra cosa e perché</strong></em>”.</p>
<p>La ricerca ha comunque stilato diverse ipotesi, il cui <strong>parametro di valutazione è sempre il livello di profittabilità</strong>, che può motivare o meno l’investimento. “<em>La valutazione di un investimento &#8211; </em>continua Gallanti &#8211; <em>è compromessa da troppe variabili; noi abbiamo voluto analizzare casi studio mediani, specifici per le tre categorie di utenze, <strong>dall’acquisto di elettrodomestici di classe A per la casa, alla sostituzione di infissi nuovi nell’edilizia; dall’illuminazione in strutture industriali alla scelta di auto a basso consumo</strong></em><strong>”</strong>.</p>
<p>Se la domanda che sempre, quotidianamente, in ogni scelta, attanaglia il consumatore è “<strong>ma l’investimento <em>green</em> si ripaga?</strong>”, a leggere i risultati di questa ricerca la risposta sembra chiara: “<em>pur nella cautela dell’analisi &#8211; </em>dichiara Gallanti -  <strong><em>prendendo in considerazione il costo, il rendimento energetico, la vita tecnica, le ore di utilizzo e il tasso di sconto della tecnologia, senza considerare incentivi statali, possiamo dire che l’investimento si ripaga eccome</em></strong>”.</p>
<p>All’interno della <strong><a href="http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/ED7A98CEB34BD160422567D700799728/2CD2F4EE8C063D15C125754A00311A72?OpenDocument&amp;MenuID=5913B250D894E90AC1257547003A57A4" target="_blank">ricerca</a>, scaricabile dal sito di Confindustria</strong> è possibile consultare le schede di ciascun investimento analizzato, con la portata e il tempo del ritorno economico previsto.</p>
<p><em>Alfonsa Sabatino</em></p>
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		<title>Terni Green, l&#8217;industria verde come opportunità di crescita</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 08:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fradelloni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In tempi di crisi &#8211; ambientale ed economica - perseguire una crescita sostenibile sembra essere la sola ancora di salvezza. Va in questa direzione lo sviluppo proposto, per il Paese, da T.E.R.N.I. Research, socio di maggioranza di TerniEnergia e di TerniGreen, che venerdì scorso ha annunciato alla comunità finanziaria riunita a Palazzo Mezzanotte, l&#8217;obiettivo della quotazione in Borsa.
“Efficienza uguale ricchezza”, è l&#8217;equazione con cui ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Terni-green.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23633" title="Un convegno di Terni Green in Confindustria, Courtesy of Confindustria.terni.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/Terni-green-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></span>In tempi di crisi &#8211; ambientale ed economica - perseguire una <strong><em>crescita sostenibile </em></strong>sembra essere la sola ancora di salvezza. Va in questa direzione lo sviluppo proposto, per il Paese, da <strong><a title="T.E.R.N.I. Research" href="http://www.ternienergia.it/">T.E.R.N.I. Research</a></strong>, socio di maggioranza di <strong>TerniEnergia</strong> e di <strong><a title="TerniGreen" href="http://www.ternigreen.com/">TerniGreen</a>,</strong> che venerdì scorso ha annunciato alla comunità finanziaria riunita a Palazzo Mezzanotte, l&#8217;obiettivo della quotazione in Borsa.</p>
<p>“<strong>Efficienza uguale ricchezza</strong>”, è l&#8217;equazione con cui ha esordito <strong>Stefano Neri</strong>, presidente e amministratore delegato di TerniEnergia e di TerniGreen. Ricchezza che, secondo i numeri forniti durante l&#8217;incontro milanese, vuol dire: <strong>170mila nuovi posti di lavoro e un aumento di due decimi di Pil l&#8217;anno</strong> per arrivare a un <strong>incremento del 5% nel 2040</strong>.</p>
<p>Le opportunità offerte dalla cosiddetta &#8220;<strong>industria verde</strong>&#8221; sono state il tema centrale del seminario, durante il quale Terni ha voluto allargare la visione d&#8217;insieme ad altre realtà produttive e affiancare, agli interventi dei propri managers (i consiglieri delegati <strong>Paolo Ricci,</strong> <strong>Fabrizio Venturi e Stefano Viali),</strong> la partecipazione di <strong>Anna Lambiase</strong>, amministratore delegato di <strong><a title="IR Top" href="http://www.irtop.com/">IR Top</a></strong>, <strong>Andrea Marano</strong>, amministratore delegato <strong><a title="Lucos Alternative Energies" href="http://www.lucosenergia.com/">Lucos Alternative Energies</a></strong> e di <strong>Franco Gaudenti</strong>, managing partner di <strong><a title="EnVent" href="http://www.envent.it/">EnVent</a></strong>.</p>
<p>“Il nostro mercato di riferimento &#8211; ha premesso Stefano Viali &#8211; è <strong>il recupero, il riciclo di rifiuti, il compostaggio e le bonifiche. </strong>Gli <strong>impianti di compostaggio</strong>, solo per fare un esempio, hanno prodotto nel 2008 circa un milione di tonnellate di prodotto. <strong>Un prodotto che per il 70% viene utilizzato dall&#8217;agricoltura e il 30% venduto per la trasformazione di prodotti da giardinaggio</strong>”. TerniGreen intende ora presidiare la &#8220;fascia centrale&#8221; della filiera, concentrandosi sul <em>trattamento</em> senza occuparsi della raccolta e dello smaltimento. “Per quanto riguarda gli <strong><a href="http://www.greenews.info/progetti/confagricoltura-lopportunita-del-biogas-fatto-bene-20111006/">impianti a biogas</a></strong>– ha continuato Viali – tra il 1999 e il 2009 il numero di strutture è aumentato da 103 nel 1999 a 273 nel 2009 ad <strong>un tasso medio annuo di crescita del 10%</strong>”.</p>
<p><strong>Gli investimenti in &#8220;tecnologie verdi&#8221; nel mondo, del resto, sono cresciuti del 35% nel 2009-2010</strong>, nonostante la crisi finanziaria in corso. In Italia, benché alla crescita dell’industria <em>green</em> del paese sia destinato solo <strong>l’1,3%</strong> del pacchetto di stimolo all’economia, <strong>gli investimenti in rinnovabili hanno registrato un’impennata</strong>, conseguendo un +3% sul totale dell’energia negli ultimi quattro anni. Esiste inoltre, nel nostro Paese, un notevole margine di incremento in termini quantitativi, poiché <strong>le rinnovabili potranno arrivare facilmente a percentuali fino al 30-40% rispetto all’attuale 22% nel mix delle fonti di produzione</strong>. Negli ultimi due anni questa tipologia di impresa ha già creato il <strong>300% in più di nuovi posti di lavoro</strong>.</p>
<p>“<strong>Il nostro Gruppo punta a diventare il primo polo verde italiano</strong>. L’industria <em>green</em> offre infatti possibilità di crescita e sviluppo che oggi non hanno eguali, in particolare nel nostro Paese, nonostante i limiti dovuti alla <strong>mancanza di una politica nazionale coerente</strong>” ha dichiarato <strong>Stefano Neri</strong>. “Continueremo pertanto a investire in questo ambito, che abbiamo scelto di presidiare e sul quale concentreremo i nostri sforzi sul lungo termine, <strong>certi che quella verde sia l’energia del futuro</strong>” ha concluso Neri.</p>
<p>Anche TerniEnergia intende cogliere le opportunità offerte da questo settore ad alta marginalità, puntando ad un obiettivo operativo di <strong>57.000 punti luce nel 2013 e primi impianti ORC</strong> (<em>Ciclo Organico Rankine </em>per il recupero energetico dei cicli industriali) installati. Le linee strategiche di sviluppo della società prevedono comunque <strong>un consolidamento della presenza nel fotovoltaico</strong>, con capacità installata attesa nel 2012-2013 pari a 120 MW.</p>
<p>“Il campione di aziende che operano nel settore <em>green</em> è ben rappresentato sul listino azionario italiano &#8211; spiega Anna Lambiase &#8211; benché non esista in Italia <strong>un indice azionario specifico per le società così selezionate</strong>. <strong>Le 13 società <em>green</em> hanno mostrato, nel 2010, solidi fondamentali e risultati in forte crescita</strong>, segnando un +35% nell’incremento dei ricavi rispetto a una media europea del +25% con un livello di occupazione che vede oltre 7.000 unità impiegate&#8221;. Elevate prospettive di sviluppo e di internazionalizzazione del settore spiegano dunque la <strong>forte presenza di investitori istituzionali nel capitale delle società,</strong> che ammontano a 74, prevalentemente stranieri (72%) per <strong>un valore complessivo dell’investimento di 111 milioni di euro</strong>, pari al 15% della capitalizzazione complessiva del campione italiano. Tra gli investitori italiani più attivi figurano <strong>Eurizon, Symphonia </strong>e <strong>Gestnord, </strong>mentre tra gli stranieri <strong>DFA, Financiere de Champlain, Vanguard, Lemanik, HSBC, Julius Baer, Pharus e Wisdom Tree</strong>. &#8220;E&#8217; il segno di una evoluzione dell’industria green nei capital markets auspicabile anche per l’Italia&#8221;, ha commentato Lambiase fornendo una previsione: &#8221;nel contesto italiano TerniEnergia e Terni Green, avranno un ruolo fondamentale nei settori maggiormente rappresentati oggi sul mercato azionario italiano: <strong>fotovoltaico e waste management</strong>”</p>
<p><em>Francesca Fradelloni</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></p>
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