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	<title>Greenews.info</title>
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	<link>http://www.greenews.info</link>
	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 10:40:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vetri di sicurezza ad elevata trasmissione della luce naturale nel rispetto di flora e fauna</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/vetri-di-sicurezza-ad-elevata-trasmissione-della-luce-naturale-nel-rispetto-di-flora-e-fauna-20120517/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/vetri-di-sicurezza-ad-elevata-trasmissione-della-luce-naturale-nel-rispetto-di-flora-e-fauna-20120517/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 06:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DuPont Glass Laminating Solutions]]></category>
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		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[DuPont Glass Laminating Solutions annuncia il lancio commerciale dell’interstrato ionoplastico DuPont™ SentryGlas® N-UV, una nuova tecnologia di interstrato per vetro di sicurezza architettonico durevole con una trasmissione senza pari della luce naturale UV all’interno di spazi che ospitano flora e fauna con particolari requisiti di illuminazione.
Ron Hull, DuPont Advanced Interlayer Business Director, ha dichiarato, “La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/DuPont-Glass-Laminating-Solutions.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31209" title="DuPont Glass Laminating Solutions" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/DuPont-Glass-Laminating-Solutions-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a><strong><a href="http://www2.dupont.com/SafetyGlass/en_US/index.html" target="_blank">DuPont Glass Laminating Solutions</a></strong> annuncia il lancio commerciale dell’interstrato ionoplastico <strong>DuPont™ SentryGlas® N-UV</strong>, una nuova tecnologia di interstrato per vetro di sicurezza architettonico durevole con una <strong>trasmissione senza pari della luce naturale UV all’interno di spazi che ospitano flora e fauna con particolari requisiti di illuminazione</strong>.</p>
<p>Ron Hull, DuPont Advanced Interlayer Business Director, ha dichiarato, “La fornitura di un’illuminazione ad ampio spettro attraverso il vetro stratificato risulta particolarmente attraente per<strong> botanici e altri professionisti del mondo scientifico</strong>.  La nostra decisione di commercializzare e promuovere l’interstrato ionoplastico SentryGlas® N-UV per questo mercato fa seguito alla crescente domanda di questo <strong>prodotto unico in tutto il mondo</strong>.”</p>
<p>Il progetto più recente in cui è stato utilizzato l’interstrato di DuPont ad alta trasmissione UV è il <strong>South Korea&#8217;s National Ecological Institute (NEI)</strong> &#8220;Ecorium&#8221;, un centro studi in costruzione dall’ampiezza di 33.090 metri quadrati, che consta di più edifici e di una riserva naturale con diverse aree climatiche concepito secondo criteri sostenibili presso Seocheon-gun.</p>
<p>Precedenti progetti sperimentali includono una popolare e pionieristica mostra sulla foresta pluviale amazzonica realizzata in interni presso il <strong>museo della scienza CosmoCaixa a Barcellona</strong>; il famosissimo giardino botanico di specie rare “<strong>Tropenhaus” di Berlino</strong>, Germania; e un centro di riabilitazione per <strong>delfini a naso di bottiglia</strong> ad Atlanta in <strong>Georgia</strong>.</p>
<p>Per ciascun progetto, DuPont ha realizzato appositamente il suo interstrato ionoplastico ad alta resistenza senza usare bloccanti UV, consentendo la costruzione di pannelli di vetro stratificato con una migliorata trasmissione di luce ultravioletta delle bande UV-A e UV-B dalla lunghezza d’onda più corta.</p>
<p>Mentre è invisibile alla specie umana, la luce UV è assolutamente necessaria per molte specie terrestri ed acquatiche per procurarsi il cibo, per l’accoppiamento, ottenendo così una giusta e sana crescita in un ambiente il più vicino possibile al loro habitat naturale.</p>
<p>La maggior parte dei vetri stratificati architettonici include filtri UV per proteggere tessuti interni e arredi dallo scolorimento e per evitare una prolungata esposizione della pelle umana ai raggi UV.  In confronto ad altri interstrati disponibili nell’industria del vetro stratificato, DuPont™ SentryGlas® N-UV non è reticolato o trattato, facendo affidamento piuttosto sulla stabilità intrinseca dello ionoplasto per resistere alla degradazione o alla perdita di trasparenza provocate da una prolungata esposizione alla luce solare.</p>
<p>Come una normale lastra ionoplastica, DuPont™ SentryGlas® N-UV offre fino a 100 volte la rigidità e 5 volte la resistenza dei tradizionali interstrati per vetri di sicurezza, permettendo la realizzazione di vetri più grandi.  Inoltre, se usato in combinazione con vetro ad elevata trasmissione, DuPont™ SentryGlas® N-UV <strong>può migliorare ulteriormente la trasmissione della luce naturale</strong>.  I vantaggi strutturali dell’interstrato SentryGlas® consentono di realizzare frequentemente vetri più sottili e vetrate con supporti minimi.  L’eccezionale resistenza dell’interstrato all’ingresso di umidità e all’attacco chimico lo rendono ideale per progetti dai bordi aperti, anche in ambienti caldi e umidi.</p>
<p>L’interstrato SentryGlas® N-UV è disponibile in lastre dello spessore di 1.52 mm (0.060-in).  Per aiutare gli scienziati e altri a esplorare idee progettuali per applicazioni del prodotto, DuPont mette a disposizione dei campioni di lastre di interstrato pronti per la stratificazione e per il test con il vetro più adatto per i progetti che si vogliono realizzare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al via nelle Marche la sfida delle cartoniadi, promosse da Comieco e dalla Regione Marche</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/al-via-nelle-marche-la-sfida-delle-cartoniadi-promosse-da-comieco-e-dalla-regione-marche-20120517/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 06:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoniadi]]></category>
		<category><![CDATA[Comieco]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>

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		<description><![CDATA[Partono le Cartoniadi delle Marche, il campionato della raccolta differenziata di carta e cartone.
Fino al 15 giugno 4 comuni della regione, Ancona, Ascoli Piceno, Fano e Macerata si contenderanno il titolo di “campione del riciclo” e un montepremi in denaro messo a disposizione da Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica. Oltre 250.000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Courtesy-of-Comieco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31213" title="Courtesy of Comieco" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Courtesy-of-Comieco-254x300.jpg" alt="" width="254" height="300" /></a>Partono le Cartoniadi delle Marche, il campionato della raccolta differenziata di carta e cartone.</p>
<p>Fino<strong> al 15 giugno</strong> 4 comuni della regione, <strong>Ancona, Ascoli Piceno, Fano e Macerata</strong> si contenderanno il titolo di “campione del riciclo” e un montepremi in denaro messo a disposizione da <strong><a href="http://www.comieco.org/" target="_blank">Comieco</a></strong>, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica. Oltre 250.000 cittadini saranno in gara con un chiaro obiettivo: <strong>migliorare le quantità e la qualità della raccolta differenziata di carta e cartone</strong>.</p>
<p>L’iniziativa, che dal 2006 ha già coinvolto milioni di cittadini italiani e che ha lo scopo di valorizzare l’impegno e la sensibilità delle famiglie verso il servizio di raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone, e più in generale verso il tema della tutela ambientale, è organizzata da <strong>Comieco </strong>e dalla <strong>Regione Marche</strong> in collaborazione con i 4 Comuni in gara (<strong>Ancona, Ascoli Piceno, Fano e Macerata</strong>), insieme ai gestori del servizio di raccolta (<strong>AnconAmbiente, Ascoli Servizi, Aset e Smea</strong>).</p>
<p>Il premio di <strong>30.000 euro</strong> messo in palio da <strong>Comieco</strong>, se lo aggiudicherà il Comune che riuscirà a far registrare il maggiore incremento percentuale del procapite di raccolta di carta, cartone e cartoncino (espresso in kg/ab/anno) nel mese di gara, compreso tra maggio e giugno 2012, rispetto al procapite della raccolta 2011. Altro elemento di valutazione sarà la qualità della raccolta, legato alla presenza o meno di “frazione estranea”.<br />
L’importo è destinato alla realizzazione di opere, erogazione di servizi, o comunque all’effettuazione di iniziative di interesse del Comune e della comunità vincitrice, secondo quanto indicato dal Comune all’atto di partecipazione alla gara.</p>
<p>Le Cartoniadi sono attualmente in corso (dal 1° al 31 maggio) anche nelle città di Milano (in gara le 9 Zone della città) e Napoli (dove a sfidarsi sono invece le Municipalità). Anche qui i cittadini delle singole Zone/Municipalità gareggeranno tra loro per conquistarsi l’ambito titolo di campione della raccolta differenziata della propria città.<br />
Una testimonianza, questa, di come la raccolta differenziata contribuisca a tenere unita l&#8217;Italia in nome di valori e comportamenti sostenibili oggi sempre più diffusi. L’iniziativa è rivolta a tutti i cittadini delle città coinvolte. Come afferma la campagna stampa on air in questi giorni: “Siamo tutti convocati!”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CCPB, una certificazione ambientale olistica per le aziende</title>
		<link>http://www.greenews.info/pratiche/ccpb-una-certificazione-ambientale-olistica-per-le-aziende-20120516/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fradelloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione ambientale]]></category>
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		<category><![CDATA[Gas serra]]></category>

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Nasce una nuova carta d&#8217;identità ambientale per le aziende. Un nuovo modello di certificazione per il calcolo degli impatti nelle filiere agroalimentari e agroenergetiche. L&#8217;idea nasce da CCPB, organismo di controllo e certificazione che propone un servizio di valutazione studiato con l’intento di fornire non solo un’opportunità in termini di marketing, ma soprattutto uno strumento di monitoraggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/dscf2425_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31183" title="dscf2425_1" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/dscf2425_1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Nasce una nuova carta d&#8217;identità ambientale per le aziende. <strong>Un nuovo modello di certificazione per il calcolo degli impatti nelle filiere agroalimentari e agroenergetiche</strong>. L&#8217;idea nasce da <strong><a href="http://www.ccpb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2335&amp;Itemid=337" target="_blank">CCPB</a></strong>, organismo di controllo e certificazione che propone un servizio di valutazione studiato con l’intento di fornire non solo un’opportunità in termini di marketing, ma soprattutto uno strumento di monitoraggio e valutazione dei processi produttivi, e di conseguenza del loro snodarsi lungo le filiere, attraverso un sistema di analisi univoco e condiviso che si fonda sulla metodologia <strong>LCA (Ciclo di Vita del Prodotto)</strong>.<strong> </strong></p>
<p>Si tratta di un lavoro di equipe che comprende il <a title="Cnr Ibimet" href="http://www.ibimet.cnr.it/"><strong>Cnr Ibimet</strong></a> di Bologna, la <a title="Scuola superiore Sant'Anna di Pisa" href="http://www.sssup.it/"><strong>Scuola superiore Sant&#8217;Anna di Pisa</strong></a> e <a title="Lca Lab" href="http://www.lca-lab.com/"><strong>Lca Lab</strong></a>, spin-off di <strong><a title="Enea" href="http://www.enea.it/it">Enea</a></strong>. La sostenibilità è infatti, sempre più, un elemento di valutazione della bontà di prodotti e processi; salvaguardia delle risorse ambientali, necessità di ridurre il cambiamento climatico e garantire la perpetuazione dei processi produttivi per le generazioni future, sono gli elementi che hanno condotto l’UE, tra i primi nel panorama internazionale, a fissare obiettivi di politica economica che tengano in considerazione la riduzione dei gas serra, il risparmio energetico e la disponibilità di fonti energetiche rinnovabili.<strong> </strong></p>
<p><strong>“</strong>Quando parliamo di impatti intendiamo 10 categorie fra le quali<strong><em> </em>le<em> </em>emissioni in gas serra, il consumo idrico, l’uso del suolo, il potenziale acidfificante ed eutrofizzante dell’acqua e l’incidenza della quota di energia da fonti rinnovabili sul totale dell’energia utilizzata</strong><em>”, </em>spiega<strong><em> </em>Fabrizio Piva</strong><em>,<strong> </strong></em>amministratore delegato di CCPB Srl. “Per questo intendiamo offrire una metodologia condivisa che si pone l’obiettivo, da un lato, di fornire alle aziende indicazioni precise su come ottimizzare i processi produttivi, dall’altro di giungere al consumatore finale con una comunicazione chiara e trasparente”.<em> </em></p>
<p>A trarre vantaggio da questa nuova proposta di certificazione saranno in primo luogo le aziende e quindi, appunto, i clienti. “Insomma <strong>partecipare al cambiamento nella distribuzione</strong>, fare dello sviluppo sostenibile un vettore per affrontare la crisi<em>”, </em>racconta <strong>Roberta De Natale</strong>, di <strong>Auchan- Simply </strong>Milano. “Siamo dell&#8217;opinione che sia necessario promuovere una scelta che permetta di sostenere le produzioni locali per mantenere viva la tradizione italiana”, conclude De Natale<em>. </em></p>
<p>Ma come funziona questa certificazione? <strong>Attraverso l’esame puntuale dei processi produttivi è possibile prendere in esame l’effettivo utilizzo dei vari input e di conseguenza i consumi e gli sprechi</strong>. Questo metodo consentirà in primis di individuare i punti deboli dei processi e della filiera per intervenire al fine di <strong>ottimizzare i processi produttivi, riducendo le inefficienze e, in ultima analisi, i costi </strong>a favore di una gestione ispirata alla sostenibilità ambientale e ad una maggiore competitività, affrontando così anche la sostenibilità economica.</p>
<p>A beneficiare di questa proposta saranno anche i consumatori finali, così maggiormente tutelati sulla qualità dei prodotti e sulla salvaguardia del patrimonio ambientale.<em> </em>“Sempre più, accanto alle informazioni circa l’origine, le caratteristiche funzionali, i valori nutrizionali ed il prezzo, il cittadino-consumatore e le strutture della società civile vorranno conoscere il livello degli impatti ambientali generato dai prodotti e dai loro processi – spiega Piva. Insomma è giusto sapere quante calorie ha un prodotto, il suo costo e anche quanto incide sull&#8217;ambiente. Obiettivo finale di questo nuovo servizio di certificazione consiste nel <strong>riorientare i processi produttivi tramite il coinvolgimento del mercato e dei consumatori</strong>, <strong>fornendo quelle informazioni che consentono di comprendere se il prodotto si colloca al di sotto di una determinata soglia di impatto </strong>e contribuisce a rispettare gli equilibri ambientali che consentono la <em>capitalizzazione</em> delle risorse ambientali a sostegno dei cicli produttivi futuri&#8221;.</p>
<p><em>Francesca Fradelloni</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>&#8220;Living Planet Report&#8221; 2012: l&#8217;immagine della Terra vista dallo spazio</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/living-planet-report-2012-limmagine-della-terra-vista-dallo-spazio-20120516/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Living Planet Report]]></category>
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		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo talmente avidi che in un anno ‘divoriamo’ le risorse naturali di un Pianeta e mezzo (in parole povere utilizziamo risorse oltre la capacità che i sistemi naturali hanno di rigenerarle attraverso i loro cicli vitali). Una voracità che ha provocato, solo fra il 1970 e il 2008, la perdita del 30% di biodiversità a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Courtesy-of-Worldwildlife.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31175" title="Courtesy of Worldwildlife" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Courtesy-of-Worldwildlife-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></a>Siamo talmente avidi che in un anno ‘divoriamo’ le risorse naturali di un Pianeta e mezzo (in parole povere utilizziamo risorse oltre la capacità che i sistemi naturali hanno di rigenerarle attraverso i loro cicli vitali). Una voracità che ha provocato, solo fra il 1970 e il 2008, la <strong>perdita del 30% di biodiversità</strong> a livello globale con <strong>punte del 60% nei Tropici</strong>, tra le aree geografiche  più colpite del mondo. Un trend di sovrasfruttamento  confermato anche dai dati sull’impronta ecologica degli ultimi anni: nel 2008, infatti, a fronte di una biocapacità (cioè della capacità che i sistemi naturali hanno di produrre risorse biologiche utilizzabili dagli esseri umani)  della Terra di <strong>12 miliardi di ettari globali</strong> <strong>(<em>Gha)<a href="file:///C:/Users/Benedetta%20Musso/AppData/Local/Microsoft/Windows/Temporary%20Internet%20Files/Content.Outlook/WRHW33V6/BIOEDILIZIA%20ITALIA%202012%20GREENEWS%20(2).docx#_ftn1"><sup>[1]</sup></a></em>,</strong> corrispondenti ad una ‘porzione’ pro capite media di <strong>1,8 gha</strong> – che nel 1961 era di <strong>3,2 ettari globale</strong>, quasi il triplo &#8211; si è registrata  un’impronta ecologica umana di <strong>18,2 miliardi di gha complessivi</strong> per una quota procapite di <strong>2,7 gha</strong>. <strong>In Italia </strong>superiamo addirittura la media mondiale con un consumo annuale di ben <strong>2,5 Pianeti </strong>e una quota pro capite di <strong>4,5 gha</strong>.</p>
<p>E’ la fotografia scattata dal <strong>WWF</strong> con l’edizione 2012 del ‘<strong><a href="http://wwf.panda.org/about_our_earth/all_publications/living_planet_report/" target="_blank">Living Planet Report</a>’</strong>, l’indagine biennale che fa il punto sulla salute della Terra, diffusa ieri dall’associazione del Panda in vista del vertice mondiale sullo Sviluppo Sostenibile <strong>‘Rio+20’ </strong>(che si terrà a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno), e nel corso della <strong>campagna</strong> <strong>‘<a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/coin-e-wwf-insieme-per-la-tutela-del-mediterraneo-a-sea-of-love-a-sea-of-life-20120511/" target="_blank">Un Mare di Oasi per te</a>’ </strong>per la salvaguardia delle coste italiane in occasione della Festa delle Oasi WWF 2012 (20 maggio). L’Indice del Pianeta Vivente che misura lo stato di salute della biodiversità della Terra in questo rapporto ha anlizzato 9.000 popolazioni di specie di Vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci di oltre 2.600 specie ed ha indicato una riduzione globale del 30%, dal 1970 ad oggi. Cinque sono le mosse per salvare il Pianeta indicate dal WWF, nel rapporto ‘Living Planet’, che vanno dalla protezione del capitale naturale all’orientamento dei flussi finanziari fino alla gestione equa delle risorse<strong><em>.</em></strong></p>
<p>La relazione 2012 del WWF sul Pianeta, prodotta in collaborazione con la Zoological Society di Londra,il Global Footprint Network e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), è stata lanciata oggi dalla <strong>Stazione Spaziale Internazionale grazie all’astronauta dell’ESA André Kuipers</strong>, che ha fornito una prospettiva unica, e suggestiva, dello stato del pianeta dalla sua missione dell’Agenzia spaziale europea.<strong> </strong></p>
<p>“Abbiamo un solo pianeta. Da qui riesco a vedere l&#8217;impronta dell’umanità, tra cui gli incendi delle foreste, l&#8217;inquinamento atmosferico e l&#8217;erosione del suolo e delle coste &#8211; le sfide che si riflettono in questa edizione del Living Planet Report &#8220;, <strong>ha detto Kuipers nel lancio del rapporto durante la sua seconda missione nello spazio.</strong> “Mentre ci sono pressioni insostenibili sul pianeta, abbiamo la possibilità di salvare la nostra “casa”, non solo per il nostro beneficio, ma, soprattutto, per le generazioni a venire”.</p>
<p>“Viviamo come se avessimo un pianeta in più a nostra disposizione. Stiamo utilizzando il 50 per cento di più delle risorse che la Terra può produrre  e  se non cambieremo rotta il numero crescerà rapidamente &#8211; entro il 2030 anche due pianeti non saranno sufficienti. Nel 1970 sottraevamo annualmente materie prime dalla Terra per circa 30 miliardi di tonnellate, oggi siamo a quasi 70 miliardi. Come hanno indicato i maggiori scienziati internazionali che si occupano di scienze del sistema Terra, ci troviamo in un nuovo periodo geologico (un battito di ciglio rispetto ai 4.5 miliardi di anni di vita del nostro Pianeta) definito Antropocene perché l’intervento umano produce effetti equivalenti alle grandi forze della natura che hanno modellato il Pianeta stesso quando però non era abitato da più di 7 miliardi di esseri umani”, ha detto<strong> Gianfranco Bologna, Direttore Scientifico del WWF Italia</strong>.</p>
<p>Stoccaggio del carbonio, legna da ardere, flussi di acqua dolce e <em>stock</em> ittici: sono alcuni dei servizi ecosistemici forniti da molte aree ad alta biodiversità e messi a rischio dalle attività umane. Ecco alcuni numeri che ne descrivono la minaccia: Negli ecosistemi di acqua dolce la capacità di rigenerarsi è diminuita del <strong>37%</strong>, a livello globale, con una riduzione del <strong>70%</strong> nelle zone tropicali. Inoltre <strong>solo meno di 1/3 i fiumi del mondo</strong>, la cui lunghezza supera 1.000 km, che scorrono  liberamente e senza dighe sul letto principale. A questo sovra sfruttamento è legato anche il rischio di emergenza idrica: nel mondo, infatti, <strong>2,7 miliardi di persone</strong> vivono nei pressi di bacini idrici che almeno 1 mese l’anno subiscono carenze idriche gravi. Per quanto riguarda gli ecosistemi marini, invece, l’attività di pesca mondiale, dal 1950 al 2005,  è aumentata di circa 5 volte, passando dai 19 agli 87 milioni di tonnellate e causando così il sovrasfruttamento di molti <em>stock</em> ittici.  Deforestazione e degrado forestale sono responsabili di circa il <strong>20% delle emissioni globali di CO<sub>2 </sub></strong>provocate dall’uomo, incluse le perdite dai terreni forestali. Una duplice piaga, quindi, quella della deforestazione per biodiversità e clima.  E’ stato infatti calcolato che per limitare il riscaldamento medio globale sotto ai 2°C di temperatura media mondiale rispetto ai livelli pre-industriali sarà necessaria  una <strong>riduzione delle emissioni di oltre l’80% rispetto al picco previsto</strong>; se le emissioni continueranno ad aumentare, probabilmente <strong>entro il 2040 alcune grandi regioni sperimenteranno già un aumento di oltre 2°C della temperatura media annuale</strong>.</p>
<p>In Italia <strong>il 50% delle coste è ormai compromesso</strong> a causa di fenomeni come cementificazione selvaggia ed erosione costiera. E’ il dato allarmante, lanciato dal WWF Italia con il dossier coste “Il profilo fragile dell’Italia” per la campagna “Un Mare di Oasi per te” in concomitanza con il ‘Living Planet Report 2012’, che fotografa uno degli aspetti più drammatici dell’impronta ecologica in Italia: il consumo del suolo. Le aree costiere, anello di congiunzione tra gli ecosistemi terrestri e  quelli marini dove si è particolarmente diffusa la presenza umana, si trovano a subire pesanti trasformazioni e profondi impatti dovuti al nostro intervento.</p>
<p>Ecco perché <strong>il cambiamento di uso del suolo è stato individuato come una delle nove aree problematiche</strong> che alcuni tra i maggiori esperti mondiali di scienze del sistema Terra hanno indicato come “Planetary Boundaries” (i confini planetari che l’intervento umano non dovrebbe oltrepassare, a causa degli effetti disastrosi che potrebbero scaturire per le società umane).</p>
<div>
<hr size="1" />
<div>
<p><a href="file:///C:/Users/Benedetta%20Musso/AppData/Local/Microsoft/Windows/Temporary%20Internet%20Files/Content.Outlook/WRHW33V6/BIOEDILIZIA%20ITALIA%202012%20GREENEWS%20(2).docx#_ftnref1">[1]</a> <strong><em>Un ettaro globale (Gha) rappresenta la biocapacità produttiva di 1 ettaro di superficie con la produttività media mondiale </em></strong></p>
<p>&nbsp;<br />
<object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5_urelnADjI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/5_urelnADjI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fiori-TO: il verde al centro di Torino</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[Fiori-TO è il nome della nuova manifestazione nazionale, dedicata all’agricoltura e al verde urbano, che l’Assessorato all’Ambiente della Città di Torino e la Fondazione Torino Smart City hanno progettato per completare il quadro delle iniziative di promozione di una città più intelligente, sostenibile e inclusiva, previsto dal palinsesto dello Smart City Festival “Città Visibili”, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fiori-to.it" target="_blank"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-31158" title="Flor 09" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Flor-09_2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Fiori-TO</strong> </a>è il nome della nuova manifestazione nazionale, dedicata all’agricoltura e al verde urbano, che l’Assessorato all’Ambiente della <strong><a href="http://www.comune.torino.it/" target="_blank">Città di Torino</a></strong> e la <strong><a href="http://torinosmartcity.csi.it/" target="_blank">Fondazione Torino Smart City</a></strong> hanno progettato per completare il quadro delle iniziative di promozione di una città più intelligente, sostenibile e inclusiva, previsto dal palinsesto dello <a href="http://www.lecittavisibili.eu/smart-city-festival/" target="_blank"><strong>Smart City Festival “Città Visibili</strong>”</a>, in programma dal 23 maggio al 5 giugno 2012, <strong>Giornata Mondiale dell’Ambiente</strong>.</p>
<p>Fiori-TO, <strong>da giovedì 24 a domenica 27 maggio</strong>, non sarà solo un’esibizione cittadina di fiori e piante, ma si propone come una vera e propria “fioritura culturale” della città, per riflettere sulla <strong>sostenibilità ambientale</strong> e la <strong>vivibilità dello spazio urbano,</strong> attraverso tre diversi strumenti: l’approfondimento informativo, la mostra-mercato e il momento didattico-formativo. La manifestazione, che si svolgerà nel centro di Torino, tra Piazzale Valdo Fusi e il tratto pedonale di via Carlo Alberto, conterrà infatti tre eventi complementari: il <strong><a href="http://www.workshop-image.it/edizione-2012-2/" target="_blank">2° Workshop Nazionale IMAGE </a>– Incontri sul Management della Green Economy </strong>(24-25 maggio), la rassegna di orticoltura e florovivaismo <strong><a href="http://www.fiori-to.it/category/flor/" target="_blank">Flor ’12</a> </strong>(25-27 maggio)<strong> </strong>e il convegno “<strong><a href="http://www.fiori-to.it/category/agricoltura-urbana/" target="_blank">Agricoltura Urbana</a>” </strong>(25 maggio)<strong>, </strong>che darà vita anche ai laboratori pratici “<strong><a href="http://www.fiori-to.it/agricoltura-urbana/_laboratori/" target="_blank">Orti e frutteti in città</a></strong>” (26-27 maggio).</p>
<p>Organizzata da <strong><a href="http://www.greenews.info/" target="_blank">Greenews.info</a></strong>, in collaborazione con l’<strong><a href="http://www.greencommerce.it/" target="_blank">Associazione Greencommerce</a></strong>, la seconda edizione del Workshop IMAGE sarà focalizzata, quest’anno, sul tema “<strong>Verso la nuova PAC: agricoltura e sistema alimentare</strong>”. La riforma in corso della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea (che prevede incentivi al cosiddetto “greening”) sarà lo spunto per offrire, agli operatori dei diversi settori della green economy, un momento pragmatico di reciproca conoscenza e di confronto su questioni come <strong>l’integrazione del reddito agricolo grazie alle fonti rinnovabili</strong>, <strong>l’agricoltura biologica e biodinamica</strong>, la <strong>sicurezza alimentare</strong>, <strong>l’agriturismo e il turismo <em>en plein air</em></strong>, le <strong>biomasse</strong> e la gestione del <strong>patrimonio boschivo come risorsa</strong>, la “<strong>chimica verde</strong>”. Le due giornate di workshop, divise in quattro tavole rotonde (<em>Agricoltura; Rinnovabili; Sistema Alimentare; Prospettive Future</em>) presso il “<strong>Giardino d’Inverno</strong>” (ex Casa Canada) di Piazzale Valdo Fusi, saranno letteralmente “a porte aperte”, per consentire a un pubblico di professionisti, cittadini e studenti interessati ai temi ambientali di comprendere <strong>le opportunità e i limiti di una visione più sostenibile dell’agricoltura</strong> <strong>e della distribuzione alimentare</strong> che, diversamente da quanto si potrebbe pensare, toccano la quotidianità di ciascuno, tanto in campagna quanto in città.</p>
<p>Proprio la città e l’area metropolitana sono infatti il luogo entro il quale può realizzarsi, con successo, la cosiddetta ”<strong>Agricoltura Urbana</strong>”, di cui parlerà il convegno organizzato dal <strong>Dipartimento Colture Arboree dell’Università di Torino</strong>. Gli orti e i frutteti, come anche i giardini verticali e i “<em>roof garden</em>” tendono oggi a riconquistare frazioni dello spazio urbano che vengono sottratte, in questo modo, al cemento per ospitare un verde vivo e salutare, che assume una funzione sociale e anche alimentare, come insegnano le più avanzate tendenze dell’<strong><em><a href="http://www.fiori-to.it/agricoltura-urbana/_laboratori/" target="_blank">edible landscaping</a></em></strong>, la disciplina che consente di far convergere l’aspetto estetico e gastronomico di piante ed erbe. I <strong>laboratori pratici del sabato e della domenica</strong>, curati dagli esperti della Facoltà di Agraria, offriranno la possibilità, agli appassionati con il “pollice verde”, di apprendere, in concreto, le conoscenze e le tecniche necessarie alla corretta gestione di queste oasi cittadine.</p>
<p>Il tragitto che collega il tratto pedonale della centralissima Via Carlo Alberto con Piazzale Valdo Fusi sarà invece invaso, per tre giorni, dal 25 al 27 maggio, da <strong>Flor ’12</strong>, la rassegna che vedrà <strong>100 tra i principali vivaisti piemontesi e italiani</strong> esporre piante, fiori e rarità da collezione, oltre a <strong>novità per il giardinaggio e materiali per orti e frutteti biologici a minor impatto ambientale</strong>. Flor’12 a fianco della mostra-mercato, ospiterà anche la partecipazione e gli interventi di architetti, paesaggisti e autori di libri per costruire <strong>un prezioso momento di riflessione sulla sostenibilità del verde urbano</strong>, ad oggi piuttosto unico nel panorama italiano. Per l’occasione saranno eccezionalmente allestiti e aperti al pubblico il Giardino storico della sede della Provincia di Torino, che ospiterà una mostra di collezioni botaniche, e il cortile della sede aulica della Camera di Commercio.</p>
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		<title>&#8220;Boschi &amp; bossoli&#8221;, lo scempio del paesaggio diventa un thriller</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fradelloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Boschi & Bossoli]]></category>
		<category><![CDATA[eco-mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sembra un monito per i No Tav della Val Susa, ma quella è un&#8217;altra storia, precisa Michael Gregorio, alias Michael Jacob e Daniela De Gregorio, parlando del libro appena sfornato “Boschi &#38; Bossoli” edito da Edizioni Ambiente per la collana Verde Nero Noir.
&#8220;Siamo passati dai mantelli alle pallottole, dal romanzo gotico di fine &#8217;800, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/04/boschi-bossoli_piana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30587" title="boschi-bossoli_piana" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/04/boschi-bossoli_piana-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a></span>Sembra un monito per i No Tav della Val Susa, ma quella è un&#8217;altra storia, precisa <strong>Michael Gregorio</strong>, alias Michael Jacob e Daniela De Gregorio, parlando del libro appena sfornato “<strong><a href="http://www.edizioniambiente.it/eda/catalogo/libri/731/" target="_blank">Boschi &amp; Bossoli</a></strong>” edito da <strong><a title="edizioni Ambiente" href="http://www.edizioniambiente.it/eda/home/">Edizioni Ambiente</a></strong> per la collana Verde Nero Noir.</p>
<p>&#8220;Siamo passati dai mantelli alle pallottole, dal romanzo gotico di fine &#8217;800, con protagonista Kant alla contemporaneità della nostra corruzione&#8221; dice <strong>Daniela De Gregorio</strong>. Tutto inizia quando alcuni eco-attivisti vengono arrestati con l’accusa di associazione terroristica, un&#8217;azione utile a sviare l’attenzione dai veri pericoli affaristici di una piccola città. “Questo per noi è il primo thriller ambientato in Italia, per questo un romanzo molto speciale”, raccontano <strong>Jacob </strong>e <strong>De Gregorio</strong>, lui insegnante d&#8217;inglese e lei di storia e filosofia a Spoleto, ma ormai scrittori di professione tradotti in tutto il mondo (in Italia hanno pubblicato i loro romanzi, &#8220;Critica della ragion criminale&#8221;, &#8220;I giorni dell’espiazione&#8221; e &#8220;Luminosa tenebra&#8221;, con Einaudi).</p>
<p>&#8220;Questa volta abbiamo fatto in percorso inverso, abbiamo scritto in italiano, mentre di solito i nostri libri vengono scritti in inglese, pubblicati all&#8217;estero per poi venir tradotti in italiano, una nuova sfida&#8221; spiega la De Gregorio. C&#8217;è un po&#8217; di tutto, un po&#8217; di <strong>Belpaese e dei suoi disastri ambientali</strong>, dentro queste pagine. Le parole, le vicissitudini, le ferite sono quelle vissute dai cittadini delle coste e da quelli delle montagne, dai giovani e dai vecchi. Ci sono ricostruzioni promesse poi negate, abusi e appalti truccati, opere malsane e malfatte, la terra aggredita e il malaffare imperante. Ci sono gli onesti e i disonesti, ma coloro che non scelgono da che parte stare e che subiscono e che diventano, loro malgrado, co-responsabili.</p>
<p>Centro Italia: chiese medievali, paesi arroccati sulle colline, oliveti, boschi. Dopo il terremoto arrivano grandi finanziamenti per la ricostruzione e qualcuno ha deciso che quella sarà una zona di conquista. <strong>Cemento, corruzione, sangue, ferocia</strong>. È questo il contesto in cui si svolge l’<strong>operazione Boschi &amp; Bossoli</strong>. Politici, architetti, generali: ognuno segue il proprio tornaconto. Chi vuole fare carriera, chi vuole distogliere l’attenzione dai suoi guai giudiziari, chi reclama potere. Fino alla magistratura che si presta a fare scempio della vita di quattro ragazzi innocenti. “<strong>E&#8217; dal 2003 che siamo protagonisti di proteste che potremmo definire ambientaliste per salvaguardare la città dove viviamo</strong>. Come accade in tanti altri luoghi d&#8217;Italia, una serie di progetti urbanistici hanno imbruttito e deturpato il patrimonio più ricco della città. Insomma <strong>anche nella verde Umbria, il mattone impazza</strong>. Nonostante le manifestazioni, la raccolta di firme, le petizioni, i pubblici dibattiti e le marce, sono troppe le ferite inferte al territorio. Così <strong>abbiamo pensato che il romanzo potesse essere uno buono strumento per denunciare lo scempio, e tutto quello che gira intorno, delle nostre terre</strong>. Abbiamo immaginato una trama che si svolge in un luogo situato nel centro Italia che potrebbe essere qualunque luogo e che diventa terreno di scontro per una guerra subdola senza esclusione di colpi”, raccontano.</p>
<p>“Anni fa, cinque giovani che avevano protestato insieme a centinaia di altre persone in favore dell&#8217;integrità del paesaggio e della preservazione del centro storico, furono accusati di associazione terroristica, arrestati con una operazione che impiegò un numero di uomini e mezzi spropositato e degni dell&#8217;arresto dei più grandi boss mafiosi. Furono incarcerati per mesi, processati e un paio di loro furono trovati colpevoli di associazione di stampo terroristico. Abbiamo deciso di usare la loro storia come spunto, reinventandola, con personaggi di immaginazione”. E di immaginazione ce n&#8217;è poca. <strong>Alte cariche regionali, ministri, dirigenti di partito, direttori di banca, progetti che arrivano in giunta veloci, permessi tecnici, paesaggistici, centri commerciali e palazzoni di appartamenti</strong>. “Pensavo che ci arebbe stato un po&#8217; più tempo&#8221;, dice ad un certo punto il sindaco Zenobi nel romanzo. &#8220;Costruire una schiera di villette bifamiliari sulla collina più bella con vista sopra la parte antica della città&#8230;Cazzo! Almeno facciamo calmare le acque con &#8216;sto centro commerciale ed il resto che sta per venir su. Ci saranno proteste dottor&#8230;.”. E il direttore di banca risponde: “progresso e modernizzazione sono state spese a mano bassa durante la campagna elettorale. Da tutti&#8230;”. Perché tutto il mondo è paese, anche quando è immaginario.</p>
<p><em>Francesca Fradelloni</em></p>
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		<title>Crescita economica: il Ministero dell&#8217;Ambiente presenta 100 progetti per l&#8217;innovazione</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero dell'Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Cento progetti per l’innovazione e la ricerca nell’ambiente e nell’uso efficiente delle risorse, da portare dalle università italiane verso il mondo delle imprese e della crescita sostenibile dell’economia. I cento progetti di innovazione finanziati dal ministero dell’Ambiente sono stati presentati lo scorso lunedì nel Politecnico di Milano dal ministro Corrado Clini.
“Si tratta di iniziative con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Courtesy-of-genitronsviluppo.com_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31137" title="Courtesy of genitronsviluppo.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Courtesy-of-genitronsviluppo.com_-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>Cento progetti per l’innovazione e la ricerca nell’ambiente e nell’uso efficiente delle risorse, da portare dalle università italiane verso il mondo delle imprese e della crescita sostenibile dell’economia</strong>. I cento progetti di innovazione finanziati dal ministero dell’Ambiente sono stati presentati lo scorso lunedì nel <a href="http://www.polimi.it/" target="_blank">Politecnico di Milano</a> dal ministro <strong>Corrado Clini</strong>.</p>
<p>“Si tratta di iniziative con cui il Paese può sviluppare la crescita economica – ha osservato il ministro – attraverso risorse e competenze italiane. Con il sostegno del ministero dell’Ambiente e con programmi assieme ad altri ministeri, il Governo vuole valorizzare le capacità di innovazione, brevettazione e creazione di spin-off dalle università verso le imprese”.</p>
<p>Tra quelli presentati, il progetto più recente è il nuovo <strong>Relab</strong>, una struttura di ricerca formata da due laboratori mirati all’efficienza degli impianti di riscaldamento e di raffreddamento nel settore civile. Il centro Relab – che ha ricevuto un finanziamento di 4,2 milioni dal ministero dell’Ambiente e di 800mila euro dal Politecnico – è realizzato insieme con la <strong>Regione Lombardia</strong> nell’ambito di un Accordo quadro e si trova nella sede universitaria di Milano Bovisa.</p>
<p>Ma ci sono anche i <strong>52 progetti finanziati in questi anni con un bando da 27 milioni</strong>, che hanno sviluppato investimenti pubblici e privati per complessivi 60 milioni, e decine di altre iniziative per l’<strong>innovazione sostenibile</strong>.<br />
Da citare per esempio il progetto <strong>Prime</strong> dell’<strong><a href="http://www.enel.it/it-IT/" target="_blank">Enel </a></strong>per la ricarica delle auto elettriche (insieme con aziende del calibro della Mercedes), il <strong>Dyecells</strong> per i vetri fotovoltaici con <strong>Dyesol</strong>, <strong>Permasteelisa</strong> e altri investitori, il <strong>Cold Energy</strong> guidato dalla <strong>Angelantoni</strong> che mette il turbo ai frigoriferi, le auto alimentate a idrometano con energia solare studiate dalla <strong>Fiat</strong>, il collettore termico <strong>Sahara</strong>, i biocombustibili da legno della <strong>Chemtex</strong>, oppure il ricupero energetico dell’olio da frittura coordinato dalla <strong>Recoil</strong>.<br />
Sono solamente alcuni del centinaio di idee che possono essere un veicolo per fare crescere l’Italia, “come accade quando si riesce a trasformare la genialità e la ricerca in iniziative industriali”, commenta il ministro Clini. In allegato una<strong> <a title="sintesi progetti" href="http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/comunicati/sintesi_progetti.doc" target="_self">scheda dei principali progetti</a>.<br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Milano si prepara alla Milano Food Week 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Milano Food Week]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 19 al 27 maggio Milano si prepara per accogliere la Milano Food Week 2012, una quarta edizione di pura passione per food e wine. La prima settimana italiana dedicata all’enogastronomia, promossa da Food Tank e dai tantissimi organizzatori degli eventi in calendario, invita tutti gli appassionati italiani ed internazionali ad affollare la città che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Courtesy-of-viniesapori.net_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31145" title="Courtesy of viniesapori.net" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Courtesy-of-viniesapori.net_-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a>Dal 19 al 27 maggio Milano si prepara per accogliere la <strong><a href="http://www.milanofoodweek.com/" target="_blank">Milano Food Week 2012</a></strong>, una quarta edizione di pura passione per food e wine. La prima settimana italiana dedicata all’enogastronomia, promossa da <strong>Food Tank</strong> e dai tantissimi organizzatori degli eventi in calendario, invita tutti gli appassionati italiani ed internazionali ad affollare la città che festeggerà la manifestazione con più di 200 appuntamenti in calendario. Nove giorni che vedono lapartecipazione proattiva del pubblico, dei luoghi di food, musei, spazi pubblici e location private. Tutti uniti per la causa, obiettivo della Milano Food Week fin dalla sua nascita: <strong>diffondere la cultura enogastronomica a 360°</strong>. Per rafforzare ancora di più il suo messaggio, la manifestazione parte quest’anno il 19 maggio, <strong><a href="http://foodrevolutionday.com/" target="_blank">Food Revolution Day</a></strong>, la giornata mondiale ideata e promossa dallo chef <strong>Jamie Oliver</strong> nel nome della cultura alimentare, che è internazionalmente l’occasione per tutti coloro che nelmondo del food lavorano o gravitano per passione, per scambiarsi informazioni ed unirsi nel nome di una <strong>miglior educazione alimentare</strong>. Fattori da sempre distintivi della Milano Food Week sono legati alla sua modalità diffusa ed interattiva. Lasettimana tematica è infatti da sempre collettore di eventi dedicati al food e wine. Motore della manifestazione è lo scambio, l’interazione e la condivisione tra i professionisti e gli appassionati perché i portatori della conoscenza in campo food non sono solo i grandi nomi ma ciascuno di noi. Ognuno ha uncontributo da dare in cucina, una ricetta o un ingrediente segreto, tecniche e tradizioni tramandate da generazioni, accorgimenti che fanno la differenza. A partire dal 19 maggio e per tutto l’anno, vantaggi speciali, sconti negli esercizi che aderiscono allamanifestazione, corsi di cucina dedicati a prezzi speciali e tanto altro è riservato ai Milano Food Lovers, gli iscritti all’associazione che supporta la Milano Food Week.</p>
<p>La settimana offrirà corsi organizzati dalle scuole di cucina milanesi su temi diversissimi: dalla cucina kasher a quella con il wok, dalle ricette per un apericena a quelle<strong> vegane</strong>. Su tutti i corsi, sconti dedicati ai Milano Food Lovers, i sostenitori della manifestazione. All’Hotel Sheraton di Malpensa partirà la seconda edizione di <strong>Cake Design Italian Festival</strong>, la full immersion di workshop e corsi incentrati sul cake design. Sei invece i seminari <strong>La Salute nel Piatto di Sapere</strong>. Il Sapore del Sapere attraverso i quali approfondire le tematiche con medici e specialisti di alimentazione e cucina. Per i bambini corsi di cucina dedicati, giochi per esplorare profumi e consistenze degli ingredienti oltre alla mostra interattiva Buon Appetito, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, con quiz multimediali per sperimentare il mondo del cibo e la sua relazione con il nostro corpo, le abitudini alimentari e le percezioni culturali.Il mondo del food e wine sarà elemento primario anche nella serie di appuntamenti di de GustiBooks, Librida gustare, vini da scoprire che unisce i buoni libri, il buon cibo e il buon vino, per raccontare i primi attraverso i secondi e viceversa, in tre appuntamenti nella Main Kitchen. Agli appassionati di cinema inlingua originale sarà invece dedicato il ciclo À Table, tre film in lingua francese a tema food, proiettatiall’Institut Français Milano.</p>
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		<title>La settimana UE tra “conflitti di interessi” e compromessi energetici</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bollettino Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[brevetti dell'agricoltura e allevamento]]></category>
		<category><![CDATA[EFSA]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>

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		<description><![CDATA[Conflitto di interessi e cattiva gestione finanziaria. Sono stati questi i temi che durante la mini sessione plenaria del Parlamento Europeo, svoltasi a Bruxelles il 9 e 10 maggio, hanno coinvolto tre Agenzie Europee: l&#8217;Agenzia sulla sicurezza alimentare (EFSA), con sede a Parma, quella per i medicinali con sede a Londra e l&#8217;Agenzia per l&#8217;Ambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Courtesy-of-Flickr-Europena-Parliament-European-Union-2012-European-Parliamen.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31133" title="Courtesy of Flickr, Europena Parliament, European Union 2012 - European Parliamen" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Courtesy-of-Flickr-Europena-Parliament-European-Union-2012-European-Parliamen-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Conflitto di interessi e cattiva gestione finanziaria. Sono stati questi i temi che durante la mini sessione plenaria del Parlamento Europeo, svoltasi a Bruxelles il 9 e 10 maggio, hanno coinvolto tre Agenzie Europee: l&#8217;<strong><a href="http://www.efsa.europa.eu/it/" target="_blank">Agenzia sulla sicurezza alimentare </a></strong>(EFSA), con sede a <strong>Parma</strong>, quella per i medicinali con sede a<strong> Londra</strong> e l&#8217;<strong>Agenzia per l&#8217;Ambiente </strong>di <strong>Copenaghen</strong>. Durante la riunione i deputati europei hanno duramente criticato la mancanza di sanzioni per la cattiva gestione finanziaria nei Paesi membri, l&#8217;uso di strumenti d&#8217;ingegneria finanziaria e il pre-finanziamento dei progetti comunitari.</p>
<p>Il Parlamento da tempo, infatti, cerca di individuare le soluzioni più efficaci per migliorare il controllo sulle spese dei fondi comunitari da parte delle autorità nazionali e locali, la cosiddetta “gestione comune”. Pur non avendo poteri di gestione diretti, la Commissione è responsabile per l&#8217;utilizzo di questi fondi che rappresentano circa l&#8217;80% del bilancio UE. Di conseguenza, <strong>il Parlamento chiede ai governi nazionali di assumersi maggiore responsabilità sulla gestione dei fondi comunitari</strong>, anche se la responsabilità finale spetterebbe sempre alla Commissione. Ciò potrebbe essere attuato introducendo delle “<strong>dichiarazioni di gestione nazionali</strong>”, firmate dai responsabili politici nazionali.</p>
<p>Per quanto riguarda il caso delle tre Agenzie, in particolare <strong>l&#8217;EFSA e l&#8217;<a href="http://www.eea.europa.eu/it" target="_blank">AEA</a></strong>, il Parlamento non ha approvato i loro conti della Commissione UE per il 2012 , nel corso della procedura annuale di discarico del bilancio comunitario. Secondo la maggioranza dei deputati, il costo medio del consiglio di amministrazione dell&#8217;EFSA, composto da 15 membri (92.630 Euro, che corrisponde a 6.175 Euro per membro), è eccessivo e richiede “tagli drastici”. Il testo approvato sottolinea anche il recente caso di conflitto d&#8217;interesse, con <strong>la presidente del consiglio d&#8217;amministrazione che avrebbe, secondo quanto riportato sui media, dei legami con l&#8217;industria alimentare e sarebbe membro del consiglio dei direttori dell&#8217;<a href="http://www.ilsi.org/europe/Pages/HomePage.aspx" target="_blank">International Life Science Institute</a></strong> (ILSI). Ad ogni modo l&#8217;Agenzia ha annunciato le sue dimissioni il giorno precedente al voto del Parlamento.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;Agenzia per l&#8217;Ambiente, i deputati criticano che dal giugno 2010 all&#8217;aprile 2011 il direttore esecutivo fosse stato anche membro dell&#8217;<strong><a href="http://iabrotterdam.com/" target="_blank">International Advisory Board </a></strong>della ONG <strong><a href="http://www.earthwatch.org/" target="_blank">Earthwatch</a></strong>. Inoltre, alcuni membri dello staff, incluso il direttore, si sono recati in missione di ricerca per far visita a alcuni progetti di Earthwatch nei Caraibi e nel Mediterraneo, per i quali, secondo il direttore, l&#8217;Agenzia ha versato all&#8217;ONG 33.791 Euro. Dunque, i deputati chiedono all&#8217;Agenzia di presentare un resoconto dettagliato su queste missioni e sulle cifre pagate a Earthwatch. Addebiti che fanno quasi sorridere se paragonati all&#8217;attualità italiana.</p>
<p>Dalla plenaria arriva, invece, una buona notizia riguardante i <strong>brevetti nel campo dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;allevamento</strong>. Sono stati 354 i voti a favore della risoluzione che esclude dalla brevettabilità i prodotti derivati da metodi di riproduzione convenzionali. I deputati riconoscono l&#8217;importanza dei brevetti per lo sviluppo della tecnologia, ma sottolineano che “<strong>la concessione di una tutela eccessivamente ampia mediante brevetti può soffocare l&#8217;innovazione e il progresso e danneggiare i piccoli e medi produttori bloccando l&#8217;accesso alle risorse genetiche animali e vegetali</strong>”. Con questa risoluzione non legislativa, il Parlamento sottolinea che, ad esempio, i prodotti quali broccoli anticancerogeni o vacche da latte a alto rendimento, ottenuti con tecniche di riproduzioni convenzionali, non dovrebbero poter essere brevettati, favorendo la protezione degli allevatori europei.</p>
<p>Notizie non altrettanto buone arrivano dal Consiglio Europeo, per quel che riguarda l&#8217;applicazione della Direttiva Ue sulla <strong>riduzione del 20% dei consumi di energia entro il 2020</strong>. <strong>E&#8217; ormai chiaro che  il target del 20%, che corrisponde a 202 milioni di tonnellate di petrolio (Mtoe), sarà difficile da raggiungere</strong> e l&#8217;obiettivo della Danimarca, prima della fine della sua presidenza al Consiglio UE, è proprio quello di trovare un accordo. D&#8217;altronde, il Consiglio dei Ministri UE ha abbassato il target a 58,1 Mtoe.  A tal proposito lo scorso 8 maggio si è svolto il primo dei quattro meeting tra Consiglio, Commissione e Parlamento per discutere sul da farsi, e le prospettive non si presentano così rosee: <strong>la versione del Consiglio dei Ministri UE relativa al testo sulla Direttiva sull&#8217;Efficienza Energetica parla solo del 38% di risparmio rispetto a quello previsto nel progetto originale</strong>. Mentre il Parlamento conta su cifre molto più ambiziose rispetto alla Direttiva stessa, parlando del 130% di risparmio del testo iniziale della Commissione. Si tratta dunque di una situazione difficile, che si potrebbe concludere con un accordo che potrebbe andare a discapito della stessa Direttiva. <strong>Arianna Vitali</strong>, policy officer al <strong>Wwf</strong>, ha definito l&#8217;attuale proposta del Consiglio “il minimo denominatore comune tra le posizioni degli Stati membri, e con il voler raggiungere un accordo nel più breve tempo possibile, dunque prima della fine del semestre danese alla presidenza del Consiglio, <strong>si rischia di ottenere un compromesso che non rispecchi la giusta soluzione</strong>”.</p>
<p><em>Donatella Scatamacchia</em></p>
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		<title>Carlsberg coinvolge gli stakeholder nel bilancio di sostenibilità</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fradelloni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bere responsabilmente non basta. Da oggi il drink ha anche le possibilità tecnologiche di ridurre il proprio impatto ambientale. I temi dello sviluppo sostenibile, l&#8217;etica e il lavoro sono alla base del primo Bilancio di sostenibilità che Carlsberg Italia presenterà a fine mese. Occasione per parlare di questa novità in casa della birra danese è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Carlsberg-consumers-6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-31128" title="Carlsberg consumers 6" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/05/Carlsberg-consumers-6-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Bere responsabilmente non basta. Da oggi il drink ha anche le possibilità tecnologiche di ridurre il proprio impatto ambientale. I temi dello sviluppo sostenibile, l&#8217;etica e il lavoro sono alla base del primo Bilancio di sostenibilità che <strong><a title="Carlsberg" href="http://www.drinkdifferent.net/GetHome.pub_do">Carlsberg</a></strong> Italia presenterà a fine mese. Occasione per parlare di questa novità in casa della birra danese è stata una delle ultime tappe di <strong>elaborazione del testo con clienti, fornitori, finanziatori, collaboratori. </strong>Tra gli stakeholder coinvolti anche <strong>Greenews.info</strong>.</p>
<p>Il documento illustra le performance ambientali, sociali ed economiche, dando conto dell&#8217;impegno verso i temi dello sviluppo sostenibile. “<strong>Questo è un passo importante nella vita di Carlsberg</strong>”, racconta l&#8217;amministratore delegato <strong>Alberto Frausin</strong>. “Il nostro Bilancio di sostenibilità non è altro che un passaggio obbligato del cammino di questa azienda, che da sempre si basa su fondamenta etiche e solidali, fin da quando queste tematiche non erano ancora diventate moda, ma scelta di una ristretta élite”. Questo lavoro sembra dunque una testimonianza dell&#8217;importanza di <strong>continuare a creare valore anche e soprattutto nei momenti di difficoltà</strong>, nonché uno sprone al continuo miglioramento.</p>
<p>“La sostenibilità è un percorso articolato e continuativo che da sempre noi percorriamo e che vogliamo continuare a percorrere con sempre maggior impegno, in modo innovativo e innovatore”, precisa Frausin. Il vero punto di svolta per l&#8217;azienda è stato il lancio sul mercato di una rivoluzione per il nostro settore: <strong>un nuovo sistema di spillatura della birra, Modular 20</strong>, nato dall’esigenza di dare al consumatore un prodotto di altissima qualità, ma nel contempo in grado di ridurre in modo sostanziale l’impatto ambientale del trasporto e della somministrazione. Infatti la birra non è più contenuta nei tradizionali fusti di acciaio, ma in fusti in PET totalmente riciclabili che permettono <strong>un&#8217;innovativa spillatura senza Co2: 3 fusti, 60 litri, meno di 27 chili di Co2, uguale a un albero</strong>.</p>
<p>“Questa innovazione ha portato con sé un tale entusiasmo ed una tale sensibilità diffusa sui temi della sostenibilità che ci ha dato la consapevolezza finale dell’importanza della valorizzazione di tutti questi aspetti e ci ha quindi spronati a fare un resoconto preciso e trasparente di tutto quanto fatto in questi anni. Come detto, partire è importante, ma ancor di più è continuare questo viaggio con lo stesso entusiasmo e la stessa carica”, specifica l&#8217;amministratore delegato. Frutto di tutto questo è la convalida della dichiarazione ambientale di prodotto (EPD), ottenuta da Carlsberg. “<strong>La nostra è la prima azienda birraria ad aver intrapreso un percorso di analisi del ciclo di vita della birra per valutarne gli impatti ambientali associati a diversi scenari di produzione, conferimento e distribuzione</strong>”, chiarisce Frausin. I numeri fanno onore: -7,3% i consumi energetici di gas metano per produrre un ettolitro di birra rispetto al 2010, -8,2% di consumi idrici per produrre un ettolitro di birra rispetto al 2010, -8% le emissioni prodotte, -4,7% di rifiuti prodotti, <strong>96,2% i rifiuti riciclati.</strong> Tutto a fronte di un aumento della produzione.</p>
<p><em>Francesca Fradelloni</em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span></p>
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