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	<title>Greenews.info &#187; Fashion</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>L&#8217;eco fashion al Pitti Uomo 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;82 edizione di Pitti Immagine punta su capi di qualità per combattere la crisi e materiali eco friendly per tutelare l’ambiente
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		<title>Change Up: come il consumatore può cambiare le regole con acquisti responsabili</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 12:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Change up! Scelgo io]]></category>
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		<description><![CDATA[Sostenibilità anche negli acquisti, come controparte di quella nella produzione. È la proposta di ‘Change up! Scelgo io’, il primo salone e temporary shop del vivere sostenibile che, lo scorso week end, ha esposto a Milano nuove idee in vista delle prossime festività, con una selezione di marchi e aziende di vari settori: dalla moda sostenibile alla cosmesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Change-up-Courtesy-of-bio-fashion.com_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25705" title="Change up, Courtesy of bio-fashion.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Change-up-Courtesy-of-bio-fashion.com_-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>Sostenibilità anche negli acquisti, come controparte di quella nella produzione. È la proposta di ‘<strong><a href="http://www.greenews.info/agenda/change-up-winter-a-milano-20111107/" target="_blank">Change up! Scelgo io</a>’</strong>, il primo salone e temporary shop del vivere sostenibile che, lo scorso week end, ha esposto a <strong>Milano</strong> nuove idee in vista delle prossime festività, con una selezione di marchi e aziende di vari settori: <strong>dalla moda sostenibile alla cosmesi naturale e cruelty free, dall’alimentazione sana al green design</strong>.</p>
<p>“<strong>La strada della sostenibilità è una necessità per tutti, che noi non viviamo come una rinuncia, bensì come una continua scoperta di nuove possibilità &#8211; </strong>sostengono le organizzatrici &#8211; una strada che percorriamo ogni giorno con entusiasmo e curiosità, cercando di coinvolgere più persone possibili”. I numeri, del resto, confermano che il progetto va nel verso giusto: secondo i ricercatori dell’<strong><a href="http://www.icea.info/" target="_blank">Icea</a></strong> (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale),<strong> dal 2009 al 2010 i consumi ‘green’ hanno registrato un incremento del 35%</strong>, con una crescita superiore a qualsiasi altro settore e la moda sostenibile, nello stesso periodo, ha generato un giro d’affari di circa 370 milioni di euro in Italia e in Europa. Soltanto in Italia, inoltre, il settore della bio-ecocosmesi registra nel 2011 impennate verso l’alto: + 23 % per i prodotti, + 20 % per le aziende, + 5% per il fatturato con stime di crescita del +5,4% per il secondo semestre 2011, a fronte di un valore totale del mercato che toccherà i 385 milioni di euro (dati <strong><a href="http://www.unipro.org/" target="_blank">Unipro</a></strong>, luglio 2011).</p>
<p>Ques’anno, la manifestazione ha avuto come main partner <strong><a href="http://www.bpm.it/homepage/default.shtml" target="_blank">Banca Popolare di Milano</a></strong> che ha promosso, assieme a <strong><a href="http://www.centralemobilita.it/" target="_blank">Centrale di Mobilità di Legambiente</a></strong>, spostamenti più agili, meno inquinanti e meno cari, offrendo ai visitatori milanesi sconti su bikesharing e carsharing. Sempre a cura di BPM, consulenze gratuite per incentivare l’uso di <a href="http://www.greenews.info/eventi/energia-senza-bugie-aper-va-a-spulciare-la-bolletta-degli-italiani-20111121/">fonti rinnovabili</a>. Durante la manifestazione, <strong><a href="http://www.biosophia.eu/" target="_blank">Biosophia </a></strong>- caterer che opera anche nel mondo della medicina naturale, ayurvedica e antroposofica &#8211; ha promosso un incontro sul Menù di Natale secondo i nuovi canoni del benessere: appagante, cruelty free e senza sprechi. Sempre incentrato sul food, l’incontro con la <em>ecofoodblogge</em>r <strong>Lisa Casali</strong>, autrice dei libri &#8220;<strong>La cucina a impatto (quasi) zero</strong>&#8221; e <strong><a href="http://www.greenews.info/recensioni/lalta-cucina-entra-in-lavastoviglie-20111116/" target="_blank">Cucinare in lavastoviglie</a>,</strong> che ha presentato le sue originali ricette a basso consumo.</p>
<p>Spazio, naturalmente, anche per la moda, con una selezione di eco-ethic fashion brand di abbigliamento e accessori di alta qualità e ricerca, creatività e attenzione alla filiera produttiva, con riutilizzo di materiali di recupero o valorizzazione di tecniche artigianali per promuovere la condizione femminile di paesi del Sud del Mondo. Appuntamento clou è stato il workshop dal titolo <strong>“Moda responsabile tra etica ed estetica”</strong> coordinato da <strong>Francesca Romana Rinaldi</strong>, docente Bocconi e titolare del blog <strong><a href="http://bio-fashion.blogspot.com/" target="_blank">Bio-Fashion</a></strong>, che ha realizato un’intervista a <strong>Gabriella Ghidoni </strong>per parlare di <strong>Royah </strong>e delle sue collezioni realizzate in un atelier di Kabul. Per la prima volta a Milano, sono state esposte, inoltre, le borse artigianali <strong>Light for New Life Foundation</strong>, provenienti dalla Tanzania. “Le aziende di moda &#8211; spiega a Greenews.info <strong>Francesca Rinaldi</strong> &#8211; stanno cambiando i loro obiettivi: <strong>al primo posto, non è più il profitto, ma la ricerca dello spirito del territorio in cui l’azienda è inserita</strong>. In questo modo, il fine ultimo della produzione non è più solo il design, ma il perfetto equilibrio tra etica ed estetica, perché ormai<strong> il guadagno deve essere considerato a lungo termine</strong>: il consumatore è sempre più informato e cerca prodotti non soltanto belli, ma anche sostenibili. L’azienda, per essere competitiva, deve risultare credibile, soltanto così può fidelizzare la propria clientela”. Un concetto ribadito anche dall&#8217;<strong><a href="http://www.greencommerce.it">Associazione Greencommerce</a></strong>, tra i partner dell&#8217;iniziativa fin dalla prima edizione.</p>
<p>Nella tre giorni milanese sono stati offerti anche trattamenti e consigli utili sulle ultime tendenze del <strong>make up</strong>, come prodotti per viso, capelli e corpo, anche &#8221;alla spina&#8221; grazie ai distributori di <strong>Ricaricando</strong>, presenti nell’oasi benessere e bellezza <strong><a href="http://www.drhauschka.it/" target="_blank">Dr. Hauschka</a></strong>; a fianco, le nuovissime fragranze interamente naturali firmate <strong><a href="http://www.centrobotanico.it/" target="_blank">Centro Botanico</a></strong> e la linea<strong><a href="http://www.officinalidimontauto.it/" target="_blank"> OM Officinali di Montauto</a></strong>, direttamente dalle colture biologiche della Toscana.</p>
<p>In un periodo dell’anno in cui la casa diventa centrale nella vita di ognuno, ampio spazio è stato infine dedicato all’abitare: al “<strong>Village del Negozio Sostenibile</strong>”, <strong>Best Up </strong>- circuito per la promozione dell’abitare sostenibile &#8211; ha raccolto realtà del settore arredo note per una progettazione in chiave ecologica. A conclusione dell’evento, <strong><a href="http://www.milanomet.it/" target="_blank">Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo</a></strong> ha premiato &#8211; assieme alle organizzatrici - i prodotti delle imprese espositrici che meglio hanno saputo rispondere ai principi del C2C (<em>Cradle to Cradle</em>, &#8220;dalla Culla alla Culla&#8221;), un metodo per la riduzione dei rifiuti nella produzione, alla valorizzazione delle risorse locali, all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e al rispetto della diversità biologica e culturale. A vincere il primo premio, <strong><a href="http://www.rivaviva.it/Riva_ita/rivaviva.html" target="_blank">Rivaviva </a></strong>produttore di arredi naturali; menzione speciale per <strong><a href="http://www.vipot.it/" target="_blank">Vipot</a></strong> (vasi realizzati con materiali vegetali di risulta) e <strong><a href="http://www.labolsina.com/" target="_blank">La Bolsina </a></strong>(borse e borsoni da materiale reciclato).</p>
<p><em>Agnese Pellegrini</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;eco-fashion conquista i nuovi designer</title>
		<link>http://www.greenews.info/notizie-brevi/leco-fashion-conquista-i-nuovi-designer-20111121/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 11:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti i tessuti sostenibili usati per gli abiti del futuro
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti i tessuti sostenibili usati per gli abiti del futuro</p>
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		<title>Ilaria Venturini Fendi. Non solo moda</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 08:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 14 novembre a Seoul, in Corea, Ilaria Venturini Fendi, ha ricevuto dalle mani di Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia e ambasciatrice della campagna Fashion4Development, il primo World Fashion Grand Prize per la categoria Ethical Fashion Design, come riconoscimento del lavoro svolto nella moda con il suo marchio Carmina Campus. Il premio, istituito dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 14 novembre a Seoul, in Corea, <strong>Ilaria Venturini Fendi</strong>, ha ricevuto dalle mani di Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia e ambasciatrice della campagna <strong>Fashion4Development</strong>, il primo <strong>World Fashion Grand Prize</strong> per la categoria Ethical Fashion Design, come riconoscimento del lavoro svolto nella moda con il suo marchio <strong><a href="http://www.greenews.info/progetti/a-milano-sfila-la-moda-sostenibile-20110926/">Carmina Campus</a></strong>. Il premio, istituito dal <strong>World Fashion Development Program</strong>, un’organizzazione no-profit con sede a New York presieduta da Evie Evangelou, intende offrire un riconoscimento a chi opera nel settore moda innovando, in senso etico e sostenibile, la propria impresa. Le categorie premiate includono Fashion for Humanity, Fashion Design e <strong>Green Fashion</strong>. Ma l’impegno ambientale di Ilaria Venturini Fendi va oltre le motivazioni riconosciute dal premio. La nostra inviata Agnese Pellegrini l&#8217;aveva incontrata qualche settimana prima della nomination, per raccontare, ai lettori di Greenews.info, la storia personale e professionale, a tutto tondo, di un altro esemplare di &#8221;<strong><a href="http://www.greenews.info/category/rubriche/campioni-ditalia/">Campioni d&#8217;Italia</a></strong>&#8220;</em><em>. </em></p>
<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Ilaria-Venturini-Fendi-Courtesy-of-stile.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25473" title="Ilaria Venturini Fendi, Courtesy of stile.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Ilaria-Venturini-Fendi-Courtesy-of-stile.it_-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>“A chi mi chiede che lavoro faccio, rispondo <strong>l’imprenditrice agricola con l’hobby del riciclo</strong>”.</p>
<p><strong>Ilaria Venturini Fendi</strong> è passata <em>dalle stelle alle stalle</em>, ma nel senso autentico della parola. Perché, dopo una vita trascorsa nel mondo patinato della moda (figlia di Anna, una delle tre sorelle che hanno creato l’impero del fashion, e direttore creativo degli accessori <strong><a href="http://www.fendi.com/#/it" target="_blank">Fendissime</a></strong>), qualche anno fa ha deciso di acquistare <strong>I Casali del Pino</strong> “spinta da un forte bisogno di vivere la mia vita con ritmi diversi. <strong>In questo luogo convertito al biologico, ho covertito anche me stessa, cercando di mettere salde radici nella terra</strong>, grazie alle quali sono tornata a <strong>un progetto di design basato sul riuso di materiali, con un interesse e una passione che avevo perso</strong>. Ora sono a mio agio nell’equilibrio di questo doppio ruolo”.</p>
<p>La svolta personale e artistica di Ilaria è stata l’<strong>agricoltura biologica</strong>. La sua azienda, all’interno del <strong>Parco di Veio</strong>, a soli 8 km in linea d’aria dal Colosseo, si estende su <strong>174 ettari di campi e colline, su cui pascolano ovini da latte e altri animali allevati allo stato brado</strong>. Gli antichi casali del borgo sono in corso di ristrutturazione in base a un progetto di architettura stostenibile e recupero artistico e ambientale, che applica tecnologie innovative o il ripristino di usi di antica tradizione. <strong>Il progetto prevede la creazione di un agriturismo biologico, mentre è già in funzione il ristorante durante i fine settimana.</strong></p>
<p>È in questo scenario che, dopo alcuni anni dedicati interamente alla terra e caratterizzati da un <strong>profondo cambiamento di stile di vita</strong>, il suo lato creativo è tornato ad affacciarsi, insieme a grande sensibilità verso le<strong> cause ecologiche e umanitarie</strong>. La passione per la terra, del resto, Ilaria l’aveva ereditata dal padre, che nel tempo libero la portava con sé in campagna, accanto agli animali, mostrandole l’equilibrio fragile della natura. D’altro canto, la madre Anna aveva trasmesso a Ilaria la passione per l’alta sartoria e una dose ingente di creatività. Per questo, oggi Ilaria è tornata “alla moda”, ma con un interesse tutto particolare: nasce così <strong><a href="http://www.greenews.info/progetti/a-milano-sfila-la-moda-sostenibile-20110926/" target="_blank">Carmina Campus</a></strong>, un progetto legato al riciclo e riuso di materiali per una creatività sostenibile.</p>
<p>Nella scorsa primavera, ai Casali del Pino, Ilaria ha organizzato la seconda edizione di <strong><a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/natura-e-cultura-la-filosofia-di-floracult-20110503/" target="_blank">Floracult</a></strong>, mostra mercato florovivaistica pensata per ricreare l’ambiente dei grandi “maestri giardinieri” che alla fine dell’800 sperimentavano e divulgavano con successo i segreti e i piaceri del giardinaggio. L’idea è nata dalla collaborazione con <strong>Antonella Fornai</strong>, designer di giardini, o “giardiniera” come ama definirsi, oltre che curatrice di mostre florovivaistiche di successo.</p>
<p>“<em><strong>Natura è cultura </strong></em>- spiega Ilaria &#8211; ed è per questo che abbiamo realizzato Floracult, <strong>un’occasione per parlare di salvaguardia ambientale, sostenibilità e passione per il verde</strong>, offrendo a un pubblico non necessariamente esperto la possibilità di scoprire, ritrovare o far conoscere meglio specie vegetali interessanti per le loro qualità estetiche, botaniche o decorative”. Oltre 100 i vivaisti-produttori che hanno elargito i loro consigli, e la <strong>possibilità di approfondire temi come il riciclo e riuso di materiali, l’artigianato e le arti visive legate alla natura, l’editoria che si occupa di piante, ecologia, architettura ambientale</strong>.</p>
<p>Nella scorsa edizione, particolare risalto è stato dato alla presentazione del<strong> Compost e alle colture idroponiche e biodinamiche</strong>, innovative tecniche di coltivazioni fuori suolo che consentono produzioni controllate durante tutto l’anno anche in ambienti sfavorevoli e sistemi sostenibili per la produzione agricola che rispettino l’ecosistema.</p>
<p><em>Agnese Pellegrini</em></p>
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		<title>Torna &#8220;Change up! Scelgo io&#8221; con l&#8217;edizione invernale</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/torna-change-upscelgo-io-con-l-edizione-winter-20111111/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 06:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 18 al 20 novembre 2011 torna al Superstudio Più di Milano Change up! Scelgo io® &#8211; edizione Winter, il salone-temporary shop a ingresso libero che in questa edizione propone un nuovo modo di vivere l’inverno: scelte ragionate per gli acquisti e i doni delle feste in un ambiente rilassante, dall’abitare al food, dalla moda al beauty. Forte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Chang-up-Scelgo-io-Courtesy-of-ign.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25094" title="Change up Scelgo io, Courtesy of ign" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Chang-up-Scelgo-io-Courtesy-of-ign-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a>Dal <strong>18 al 20 novembre 2011</strong> torna al Superstudio Più di Milano <strong><a href="http://www.greenews.info/agenda/change-up-winter-a-milano-20111107/" target="_blank">Change up! Scelgo io®</a></strong> &#8211; edizione Winter, il salone-temporary shop a ingresso libero che in questa edizione propone un<strong> nuovo modo di vivere l’inverno</strong>: scelte ragionate per gli acquisti e i doni delle feste in un ambiente rilassante, dall’abitare al food, dalla moda al beauty. Forte del principio che unisce<strong> sostenibilità ed estetica</strong>, l’evento offre una vetrina di prodotti di elevata qualità e ricerca. Con tanti spunti fra micro-eventi, workshop e laboratori per coloro che vogliono scegliere il proprio stile di vita in modo autonomo, personale e responsabile, verso le nuove frontiere della qualità.</p>
<p>Come evitare i problemi di traffico nel periodo più frenetico dell’anno? A Change up! l’infopoint di <strong>Centrale di Mobilità di Legambiente</strong>, ospitato nella cupola geodetica di <strong><a href="http://www.bpm.it/homepage/default.shtml" target="_blank">Banca Popolare di Milano</a></strong>, main partner dell’evento, fornisce le informazioni sugli abbonamenti ATM, gli sconti su bikesharing e carsharing e le promozioni per una <strong><a href="http://www.centralemobilita.it" target="_blank">mobilità più agile e innovativa</a></strong>. Sempre “sotto la cupola”, le offerte “green” di <strong><a href="http://(www.bpm.it" target="_blank">BPM </a></strong>per incentivare l’uso di <strong><a href="http://www.verdebpm.it" target="_blank">fonti rinnovabili</a></strong>, che, stando al Bilancio elettrico italiano del <strong>GSE, </strong>nel 2010 hanno raggiunto il 22,8% della richiesta nazionale: una quota destinata a crescere fino al 27% per soddisfare gli obiettivi europei al 2020.</p>
<p>Bellezza in armonia con la natura: trattamenti e consigli sulle ultime tendenze make up nell’oasi benessere e bellezza<strong> <a href="http://www.drhauschka.it/" target="_blank">Dr. Hauschka</a></strong>, prodotti per viso, capelli, corpo, anche da spillare dai distributori di<strong> Ricaricando </strong>e, in anteprima a Change up!, le nuovissime fragranze interamente naturali firmate <strong><a href="http://www.centrobotanico.it/" target="_blank">Centro Botanico</a></strong>, oltre alla linea<strong><a href="http://www.officinalidimontauto.it/" target="_blank"> OM Officinali di Montauto</a></strong>, direttamente dalle colture biologiche della Toscana.</p>
<p>Per la moda, <strong>una selezione di eco-ethic fashion brand di abbigliamento e accessori</strong> di alta qualità e ricerca, creatività e attenzione alla filiera produttiva, con riutilizzo di materiali recuperati, per un nuovo, originale ciclo di vita. Brand con una identità forte, in sintonia con chi interpreta la moda non soltanto come immagine, ma anche mezzo per raccontare una visione del mondo, così come emergerà dal <strong>workshop “Moda responsabile tra etica ed estetica”</strong>.</p>
<p>In un periodo dell’anno in cui la casa diventa centrale nella vita di ognuno, ampio spazio è dedicato all’abitare: il “<strong>Village del Negozio Sostenibile” Best Up</strong>, circuito per la promozione dell’abitare sostenibile, raccoglierà realtà del settore arredo note per il loro sapere e per l’attenzione a una ricerca e a una progettazione in chiave ecologica, così come per la qualità del loro ciclo di vita, nel rispetto della natura e della salute per un benessere a tutto tondo. E in tema di ciclo di vita sostenibile <strong><a href="http://www.milanomet.it" target="_blank">Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo</a></strong>, promotrice dell’evento, domenica 20 novembre premierà, assieme a Best up, il prodotto o servizio proposto dalle imprese espositrici che meglio risponde ai principi del <strong>C2C (Cradle to Cradle)</strong>. Il <strong><a href="http://www.c2cn.eu/content/project" target="_blank">Cradle to Cradle Network</a></strong>, di cui Milano Met rappresenta il partner italiano, propone infatti una progettazione il più possibile ecoefficace. Obiettivo è ridisegnare i processi produttivi affinché non siano più “dalla culla alla tomba” (con produzione di rifiuti), bensì “<strong>dalla culla alla culla</strong>” (cradle to cradle). Alla premiazione sarà presente <strong>Ignasi Cubiña</strong>, socio del <strong>C2C Team World </strong>e fondatore di <strong><a href="http://www.ecointelligentgrowth.net/" target="_blank">EcoIntelligentGrowth</a></strong>. Parallelamente, l’area C2C/Best up ospiterà una mostra dedicata ai prodotti selezionati.</p>
<p>Durante l’intera manifestazione si svolgeranno iniziative per coinvolgere il pubblico sui temi del dono, della tavola, della mobilità, del tempo libero… verso un <strong>Natale “slow” e sostenibile</strong>, che comprende anche i più piccoli, ai quali sono dedicati i laboratori a cura dell’Associazione onlus <strong><a href="http://www.childrenincrisis.it/" target="_blank">Children in Crisis</a> </strong>e della <strong><a href="http://www.liberascuola-rudolfsteiner.it/main/home/main.asp" target="_blank">Libera Scuola Rudolf Steiner di Milano</a></strong>. Il tutto con la possibilità di gustare specialità biodinamiche alla caffetteria curata da <strong><a href="http://www.biosophia.eu/index.php" target="_blank">Biosophia</a></strong>, che terrà un incontro sul menù di Natale secondo i nuovi canoni del benessere: appagante, cruelty free e senza sprechi! Tre giorni, dunque, per scoprire una sostenibilità stimolante e riappropriarsi del senso autentico delle feste, senza sprechi ed eccessi.</p>
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		<title>Greencommerce festeggia il primo anno con un Cafè</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 08:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Greencommerce]]></category>
		<category><![CDATA[Greencommerce Cafè]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 25 ottobre 2010 veniva presentato, al Salone del Gusto di Torino, il progetto Greencommerce.it, il primo e-commerce italiano a definirsi &#8220;greenwashing free&#8220;, ovvero attento a valutare la concretezza del percorso ambientale intrapreso dalle aziende selezionate. Greencommerce.it nasce infatti come strumento &#8211; di comunicazione e di corretta informazione del consumatore, prima ancora che di vendita &#8211; dell&#8217;Associazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/ALICUCIO___Ritagli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24441" title="La serie di giocattoli in legno di recupero &quot;Ritagli&quot;, Courtesy of Alicucio.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/ALICUCIO___Ritagli-300x159.jpg" alt="" width="300" height="159" /></a>Il <strong>25 ottobre 2010 </strong>veniva presentato, al <strong>Salone del Gusto </strong>di Torino, il progetto <strong><a href="http://www.greencommerce.it" target="_blank">Greencommerce.it</a></strong>, il primo e-commerce italiano a definirsi &#8220;<strong><em>greenwashing free</em></strong>&#8220;, ovvero attento a valutare la concretezza del percorso ambientale intrapreso dalle aziende selezionate. Greencommerce.it nasce infatti come strumento<strong> &#8211; di comunicazione e di corretta informazione del consumatore, prima ancora che di vendita &#8211; </strong>dell&#8217;<strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/chi-siamo.html" target="_blank">Associazione Greencommerce</a></strong>, un aggregatore di produttori ed ecodesigner italiani con l&#8217;obiettivo di <strong>diffondere &#8220;pratiche di produzione, distribuzione e commercializzazione maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale</strong>&#8221; e stimolare, in questo modo, la crescita di <strong>una filiera italiana della <em>green economy</em></strong>.</p>
<p>I 7 <strong>produttori</strong> inizialmente aderenti sono diventati oggi, a un anno esatto dall&#8217;inaugurazione on-line, <strong>25, </strong>con <strong>un catalogo che conta 206 prodotti</strong> di settori merceologici diversi, dai <strong>vini e cibi biologici</strong>, all&#8217;<strong>arredamento e giochi con legno non trattato o di recupero</strong>, ai <strong>libri stampati con carta FSC</strong>, al <strong>tessile in cotone organico</strong>. E l&#8217;Associazione continua a selezionare, attraverso i propri consulenti e le &#8220;antenne sul territorio&#8221;, una media di <strong>2 nuovi produttori ogni mese</strong>, per allargare e completare l&#8217;offerta del negozio virtuale.</p>
<p>Ultimo ingresso, dopo lo studio di design <strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/produttori/42-produttori/181-alicucio.html" target="_blank">Alicucio</a></strong> (che realizza complementi di arredo e bellissimi giocattoli, rigorosamente in legno di recupero), un&#8217;altra azienda siciliana, la <strong><a href="http://www.oliointorrebio.com/" target="_blank">Intorre</a></strong> di <strong>Gero Gravotta, </strong>giovane imprenditore agricolo<strong> </strong>di <strong>Campobello di Licata</strong>, in provincia di Agrigento, che ha traghettato, da alcuni anni, l&#8217;azienda di famiglia al biologico, producendo un ottimo olio extravergine (e presto anche le mandorle) certificato <strong>ICEA</strong>. A dimostrazione che <strong>le giovani generazioni del Sud del Paese stanno vivendo un silenzioso ma significativo attivismo sul fronte della sostenibilità ambientale</strong>.</p>
<div id="attachment_24444" class="wp-caption alignright" style="width: 78px"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/TERRA_UNICA.jpg"><img class="size-medium wp-image-24444" title="La selezione pugliese dei vini Terra Unica, Courtesy of Consorzio Vintesa" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/TERRA_UNICA-68x300.jpg" alt="" width="68" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il vino biologico pugliese della selezione &quot;Terra Unica&quot;</p></div>
<p>La missione di Greencommerce è infatti quella di promuovere e sostenere, verso un pubblico più vasto, questo <strong>spirito di rinnovamento della green economy </strong>che, pur in un periodo di forte crisi, attraversa i piccoli produttori della penisola, dal <strong>Piemonte</strong> alla <strong>Sicilia. </strong>Greencommerce ha voluto celebrarlo, anche simbolicamente, con la serie di vini da agricoltura biologica <strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/shop.html?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=247&amp;category_id=13" target="_blank">Terra Unica</a></strong>, una selezione dalle regioni più rappresentative nel panorama enologico italiano, che il <strong>Consorzio Vintesa </strong>ha concesso a Greencommerce, in esclusiva per il Paese, nei <strong>150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</strong>.</p>
<p>Ma la grande novità del primo compleanno di Greencommerce è <strong>il progetto di franchising <a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/una-sana-esperienza-di-prodotto-in-nome-dellambiente-20110905/">Greencommerce Cafè</a></strong>, presentato in anteprima al <strong>SANA</strong> di Bologna il 9 settembre scorso e nato per estendere &#8220;dal virtuale al reale&#8221; la selezione di prodotti in vendita su Greencommerce, attraverso <strong>un format innovativo che fonde l&#8217;attività di un negozio con quella di un locale per la somministrazione, massimizzando</strong> <em><strong>l&#8217;esperienza di prodotto</strong></em>. Nei Greencommerce Cafè (per i quali sono già arrivate all&#8217;Associazione una decina di richieste di apertura da varie città d&#8217;Italia), il pubblico è infatti accolto in <strong>uno spazio interamente allestito secondo criteri di ecosostenibilità</strong>, con materiali riciclati e di recupero e altri a basso impatto ambientale, provenienti direttamente dalla selezione di Greencommerce. Il cliente del locale potra&#8217; assaporare, in un ambiente sano e confortevole (con <strong>connessione wireless gratuita)</strong>, spuntini, piatti caldi e insalatone fresche, in pausa pranzo, oppure un calice di vino da agricoltura biologica o una birra cruda artigianale, alla spina, all&#8217;ora dell&#8217;aperitivo. Ogni momento della giornata potrà essere accompagnato dal <strong><a href="http://www.greencommerce.it/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;category_id=11&amp;product_id=241&amp;vmcchk=1&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=71" target="_blank">Caffè della Terra</a>, </strong>la selezione di caffè peruviano biologico dell&#8217;antica torrefazione di Vigevano <strong>Portmoka</strong>, da degustare appena macinato.</p>
<p>Chi fosse interessato a ricevere maggiori informazioni per aprire un Greencommerce Cafè in franchising, in qualsiasi regione d&#8217;Italia, può scrivere a <strong><a href="mailto:info@greencommerce.it">info@greencommerce.it</a></strong>.</p>
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		<title>Mazzucchelli: il primo occhiale al mondo biodegradabile</title>
		<link>http://www.greenews.info/prodotti/mazzucchelli-il-primo-occhiale-al-mondo-biodegradabile-20110928/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 11:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bioplastica]]></category>
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		<description><![CDATA[“Spesso, si pensa che tutelare l’ambiente significhi rinunciare a qualcosa. Noi ci proponiamo di difendere l’ambiente, senza però togliere nulla al bello e all’eleganza”. Walter Lomazzi &#8211; direttore vendite della Mazzucchelli, leader mondiale per il mercato dell’occhialeria &#8211; ha presentato così i primi occhiali al mondo completamente biodegradabili. Il segreto è la M49, un acetato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Courtesy-of-Mazzucchelli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23018" title="Occhiali biodegradabili, Courtesy of Mazzucchelli" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Courtesy-of-Mazzucchelli-300x132.jpg" alt="" width="300" height="132" /></a>“<strong>Spesso, si pensa che tutelare l’ambiente significhi rinunciare a qualcosa</strong>. Noi ci proponiamo di difendere l’ambiente, senza però togliere nulla al bello e all’eleganza”. <strong>Walter Lomazzi</strong> &#8211; direttore vendite della <strong><a href="http://www.mazzucchelli1849.it/" target="_blank">Mazzucchelli</a></strong>, leader mondiale per il mercato dell’occhialeria &#8211; ha presentato così i <strong>primi occhiali al mondo completamente biodegradabili</strong>. Il segreto è la <strong>M49</strong>, un acetato di cellulosa &#8211; il composto organico più diffuso in natura, estratto dalle fibre del cotone e del legno &#8211; i cui componenti, compresi i plastificanti, sono tutti naturali. <strong>M49 è 100% Made in Italy </strong>e trova applicazione nei mercati dell’accessorio moda, dagli occhiali al bijou, e dell’oggettistica di design.</p>
<p>A Milano, per la presentazione in anteprima mondiale del nuovo prodotto, l’azienda di <strong>Castiglione Olona</strong> ha offerto una sintesi delle caratteristiche della bioplastica che, ha precisato Lomazzi, “ha performance e resistenza superiori a quelle dell’acetato tradizionale”. La competitività, del resto, è sempre stata tra gli obiettivi dell’azienda, così come ammesso da <strong>Giovanni Orsi, </strong>presidente della <strong>Mazzucchelli </strong>e rappresentante della quinta generazione della famiglia. “Ci siamo sempre<br />
distinti &#8211; ha ricordato &#8211; per differenziazione di prodotto e innovazione di processo”. Era infatti il <strong>1849</strong> quando il capostipite Santino decise di produrre bottoni e pettini ornamentali, in osso e corno. Pochi anni dopo, nel 1906, iniziava già la produzione della celluloide, il primo passo verso la successiva creazione dell’acetato di cellulosa e, poi, delle prime forme di cellophane.<br />
Oggi, Mazzucchelli -<strong> 140 milioni di euro di fatturato e 2.000 dipendenti a livello mondiale </strong>- possiede una tecnologia esclusiva, che permette di ottenere <strong>effetti estetici irriproducibili</strong>.</p>
<p>Accanto all’interesse per il mercato estero (il primo stabilimento in <strong>Cina </strong>risale al 1996) e alla funzione estetica dell’occhiale (già nel 1969 inizia la collaborazione con i più importanti artisti e designer), Mazzucchelli sviluppa un’attenzione particolare per i <strong>prodotti eco-friendly</strong>: sono dei primi anni 70 le <strong>lenti da sole e oftalmiche in materiale organico</strong>. Oggi, a distanza di 40 anni, la filosofia dell’azienda è la stessa: <strong>M49 è completamente reciclabile e biodegradabile in 115 giorni</strong>, mentre i limiti imposti dall’Unione Europea ne prevedono 180. Inoltre, la sua origine naturale conferisce al prodotto piacevole “<strong>effetto caldo e setoso</strong>”, per il comfort di chi lo utilizza.</p>
<p>“Per ora &#8211; ha precisato Lomazzi &#8211; <strong>la bioplastica ha un costo superiore del 20-25%</strong>, ma quando la sua realizzazione diventerà ordinaria anche il prezzo si abbasserà”. Nessuno può prevedere i tempi della diffusione, ma è già un buon segno che la prima linea di occhiali biodegradabili sia firmata<strong> Gucci</strong>.</p>
<p><em>Agnese Pellegrini</em></p>
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		<title>A Milano sfila la moda sostenibile</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/a-milano-sfila-la-moda-sostenibile-20110926/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 10:33:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Cangiari]]></category>
		<category><![CDATA[Eco fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Settimana della Moda Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche la moda scommette sull’ecosostenibilità. Lo testimoniano le creazioni presentate alla Settimana della Moda di Milano: pezzi unici, perché completamente artigianali, ma soprattutto prodotti a basso impatto ambientale e rispettosi della dignità delle persone che li realizzano.
Nella vetrina più prestigiosa del fashion di lusso, le borse di Ilaria Venturini Fendi e i vestiti del Consorzio Goel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Carmina-Campus-Courtesy-of-frizzifrizzi.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22841" title="Carmina Campus, Courtesy of frizzifrizzi.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Carmina-Campus-Courtesy-of-frizzifrizzi.it_-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Anche la <strong>moda</strong> scommette sull’<strong>ecosostenibilità</strong>. Lo testimoniano le creazioni presentate alla <strong><a href="http://www.cameramoda.it/it/" target="_blank">Settimana della Moda di Milano</a></strong>: pezzi unici, perché completamente artigianali, ma soprattutto prodotti a basso impatto ambientale e rispettosi della dignità delle persone che li realizzano.</p>
<p>Nella vetrina più prestigiosa del fashion di lusso, le borse di <strong>Ilaria Venturini Fendi </strong>e i vestiti del <strong>Consorzio Goel </strong>per <strong><a href="http://www.greenews.info/rubriche/cangiari-e-possibile-anche-nella-moda-20110622/">Cangiari</a> </strong>sono l’esempio più eclatante di come il bello possa essere sostenibile e conveniente. “<strong>Credo davvero che la moda <em>etica</em> possa diventare un modello di business imprenditoriale</strong>”, spiega a<strong> Greenews.info</strong> Ilaria Venurini Fendi.</p>
<p>Figlia di Anna, nel 2006 Ilaria ha creato <strong><a href="http://www.greenews.info/progetti/il-bello-e-il-buono-il-libro-dellecofashion-alla-moda-20110921/" target="_blank">Carmina Campus</a></strong>, un brand che utilizza materiali di riciclo, ma che soprattutto fa del rispetto per l’ambiente una filosofia aziendale e un modo di vivere (<strong>lei stessa vive in un’azienda agricola nel <a href="http://www.parcodiveio.it/_ita/__home/home.htm" target="_blank">Parco di Veio</a>, dove alleva animali e coltiva secondo il metodo biodinamico</strong>). Da acuni anni Ilaria ha scelto di collaborare con l’<strong><a href="http://www.intracen.org/" target="_blank">Itc</a></strong>, agenzia nata dalla collaborazione dell’Onu e del <strong><a href="http://www.wto.org/" target="_blank">Wto</a> </strong>per promuovere il lavoro in Africa. È nata così la collezione <strong>“100% made in Africa”</strong>, borse realizzate con <strong>scarti di coperte militari e tende da safari</strong>, con inserti di tessuti colorati della tradizione<a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/100-per-cento-Made-in-Africa.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-22847" title="100 per cento Made in Africa" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/100-per-cento-Made-in-Africa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> locale, come i kanga e gli shukas, <strong>i drappi a disegni tartan indossati dai guerrieri Masai</strong>. Su un lato della borsa, la scritta <em><strong>Not Charity Just Work </strong></em>(&#8220;non beneficenza ma lavoro&#8221;) che sintetizza la filosofia di Carmina Campus: <strong>assicurare dignità e condizioni lavorative eque a tutti coloro che fanno parte del progetto.</strong></p>
<p><strong>“100% made in Africa”</strong> è una linea colorata, vivace, adatta a una donna giovane che vuole distinguersi. È più economica della linea <strong>“100% <a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/100-per-cento-Made-in-Italy.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-22846" title="100 per cento Made in Italy" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/100-per-cento-Made-in-Italy-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>made in Italy”</strong>, borse realizzate con i più svariati materiali di riciclo: <strong>zanzariere, tappezzerie delle automobili o degli aerei, corde da montagna o reti di pallavolo, maniglie di cassetti, cinte militari o vintage, cannucce e perfino fondine di pistole</strong>, mentre i manici sono creati riutilizzando le <strong>cinghie delle tapparelle</strong>. E poi gli<strong> accessori</strong>: i bracciali vengono confezionati con scarti di pentolame e <strong>per i fermagli da capelli si usano i cavi a spirale del telefono</strong>. “Sono materiali &#8211; prosegue la stilista &#8211; che raccontano una storia e che testimoniano come <strong>anche il lusso possa essere ecologico</strong>. Credo che questo concetto vada spiegato e diffuso: dentro ogni nostra borsa o accanto a ogni accessorio, è inserito un ‘passaporto’, un documento cioè che spiega come nasce il prodotto e tutte le sue fasi di lavorazione, rimarcando il nostro concept: <em><strong>save waste, from waste</strong></em>, <strong>salvare i rifiuti dallo spreco</strong>”.</p>
<p>A sostenere l’idea del lusso sostenibile sono anche le collezioni <strong><a href="http://www.greenews.info/rubriche/cangiari-e-possibile-anche-nella-moda-20110622/" target="_blank">Cangiari</a></strong>, il marchio di alta moda etica e sociale che ha portato l&#8217;artigianato calabrese nelle migliori boutiques d&#8217;Italia. Cangiari &#8211; tutorato dall&#8217;imprenditore<strong> Santo Versace </strong>con la collaborazione di<strong> Carlo Rivetti </strong>- è il nuovo brand di moda nato all’interno del <strong>Consorzio Sociale Goel</strong>, che raggruppa nella <strong>Locride</strong> cooperative attive in vari settori per la <strong>liberazione delle comunità locali dalla mafia</strong>. Il claim “<strong><em>Beauty is different</em>”</strong> è una provocazione che aiuta a riflettere sulle potenzialità della dignità delle persone, del rispetto per l’ambiente e dell’equità socio-economica nella creazione del bello oltre che del giusto.</p>
<p>“L&#8217;unicità dei nostri capi &#8211; spiega a Greenews.info <strong>Vincenzo Linarello</strong>, presidente di Goel &#8211; è data dalle applicazioni di artigianalità tessile d&#8217;eccellenza: <strong>ricami a mano e tessuti al telaio artigianale, realizzati secondo le antichissime tradizioni calabresi, rivisitati e attualizzati</strong>”. Naturale nelle tinte e originale negli inserti, Cangiari predilige la <strong>versione biologica dei tessuti utilizzati</strong>, unendo ricerca e innovazione al massimo rispetto per l&#8217;ecosistema: uniche le preziose varianti “<em>limited edition</em>” di capi contenenti inserti di <strong>seta prodotta senza l’uccisione del baco</strong>, o di tessuto di ginestra dell’Aspromonte cardata, filata e tessuta rigorosamente a mano. I colori predominanti sono quelli del Mediterraneo: il rosso dell’alba jonica, il blu del cielo, l’avorio di una terra calda e seducente.</p>
<p>“La moda etica &#8211; aggiunge Linarello &#8211; deve sempre di più essere non solo <em>giusta</em>, ma anche efficace, per offrire un vantaggio competitivo alle imprese. <strong>I nostri prodotti vengono acquistati prima di tutto perché piacciono;</strong> spesso, i clienti scoprono soltanto a casa la filosofia che c’è dietro ad ogni capo: <strong>per essere concorrenziale, deve essere di qualità</strong>”. Perché, quanto più lontano da un indulgente e generico buonismo, <strong>il fashion sostenible è il vero business del futuro</strong>.</p>
<p><em>Agnese Pellegrini</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Il bello e il buono&#8221;, il libro dell&#8217;ecofashion alla moda</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/il-bello-e-il-buono-il-libro-dellecofashion-alla-moda-20110921/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 07:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Il bello e il buono]]></category>
		<category><![CDATA[moda eco]]></category>

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		<description><![CDATA[La moda è il bello per definizione: vestiti, scarpe e accessori colpiscono prima di tutto perché pieni di glamour. Per questo, nella moda la sostenibilità non può mai slegarsi dalla bellezza: sarebbe l’inizio di un fallimento, un divorzio devastante. Il concetto sembra semplice e chiaro, eppure ancora oggi nell’alta moda c’è tanta bellezza,  ma ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Courtesy-of-vogue.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22501" title="Courtesy of vogue.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Courtesy-of-vogue.it_-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>La <strong>moda</strong> è il bello per definizione: vestiti, scarpe e accessori colpiscono prima di tutto perché pieni di <em>glamour</em>. Per questo, <strong>nella moda la sostenibilità non può mai slegarsi dalla bellezza</strong>: sarebbe l’inizio di un fallimento, un divorzio devastante. Il concetto sembra semplice e chiaro, eppure ancora oggi nell’alta moda c’è tanta bellezza,  ma ancora <strong>poca attenzione all’impatto ambientale</strong>. E <strong>si continua erroneamente a ritenere che chi compra abiti sostenibili non sia molto attento al valore estetico</strong>.</p>
<p>Il fenomeno è ben analizzato nel libro &#8220;<strong><a href="http://www.marsilioeditori.it/rassegna-stampa/libro/3170910-il-bello-e-il-buono" target="_blank">Il Bello e il Buono</a></strong>. Le ragioni della moda sostenibile&#8221; (pag. 236, 35 euro, Marsilio Editore), curato da<strong> Maria Luisa Frisa e Marco Ricchetti</strong> per la collana del <strong><a href="http://www.cfmi.it/it/" target="_blank">Centro di Firenze per la Moda Italiana</a></strong>, e presentato a <strong>Roma</strong> in occasione della <strong><a href="http://vfno.vogue.it/" target="_blank">Vogue Fashion’s Night Out</a></strong>.  Un volume che spiega, attraverso case history e saggi di diversi studiosi, come <strong>la sostenibilità sia una sfida obbligata </strong>a cui neanche l&#8217;alta moda, e in particolare quella italiana, si può sottrarre. Sì, perché, come spiega <strong>Alberto Scaccioni</strong>, segretario del Centro di Firenze e AD dell’<strong><a href="http://www.emimoda.it/ita/home.html" target="_blank">Ente Moda Italiana</a></strong>, le grandi maison di casa nostra «hanno delle fortissime carte da giocare anche sul tema della sostenibilità, perché <strong>qui c’è tutta la filiera</strong>». E quindi diventa più facile controllarla e intervenire su di essa.</p>
<p>«<strong>Quando ho iniziato pensavo che tutti avrebbero perseguito questa strada più velocemente di quanto in realtà sta accadendo</strong>», racconta <strong>Ilaria Venturini Fendi</strong>, creatrice, nel 2006, di <strong><a href="http://www.greenews.info/rubriche/cangiari-e-possibile-anche-nella-moda-20110622/" target="_blank">Carmina Campus</a></strong>, marchio di alta moda che utilizza <strong>materiali di riciclo e riuso</strong>. La sua storia è raccontata anche nel libro, è un caso di successo, un  modello che può fare scuola. E sentendo le parole della figlia di <strong>Anna Fendi</strong>, che per anni ha lavorato come creativa nell’azienda di famiglia, viene da chiedersi perché dietro i grandi marchi della moda italiana ci sia ancora poca sostenibilità.</p>
<p>La risposta, come spiega l’economista e co-curatore del volume<strong> Marco Ricchetti</strong>, è articolata: «Innanzi tutto c’è il fatto che <strong>la sostenibilità non è una nozione banale, che si vede o si tocca: va dichiarata, e non è facile far arrivare al consumatore informazioni che gli sembrino credibili</strong>. Insomma, fino a quando non ci sarà un sistema di informazione chiaro e corretto, non c’è motivo che un’azienda investa grandi risorse in sostenibilità». Quindi, spiega Ricchetti, docente allo <strong>IED-Moda Lab </strong>di Milano, <strong>anche nella moda serve un quadro di regole e un sistema di certificazione simile a quello che c’è per l’alimentazione</strong>. Bisogna poi aggiungere il fatto che «a differenza di altri valori, quello della sostenibilità è percepito spesso come ideologico, contrapposto al mercato, e per adesso non è spinto dalla domanda. L’azienda deve cioè investire prima che la domanda si sia sviluppata».</p>
<p>I due mondi, per adesso, sono ancora un po’ distanti. I marchi non conoscono i consumatori. «Secondo un’indagine che abbiamo fatto tra consumatrici italiane di moda – spiega<strong> Emanuela Mora</strong>,  docente di Sociologia dei Consumi alla<strong> Cattolica di Milano</strong> –<strong> le donne che comprano abiti sostenibili vengono percepite come persone con un livello culturale e di informazione molto alto</strong>, che permette loro di fare scelte consapevoli, oppure radicali e con una visione sobria della vita quotidiana. In <strong>Canada</strong>, al contrario, chi acquista moda sostenibile viene considerato semplicemente molto <strong>cool</strong>». Due modi di vedere opposti , che però, continua Mora, «sono il segno che anche in Italia ci sono le potenzialità e gli spazi di mercato. <strong>Le consumatrici si aspettano dall’industria sistemi di informazione e di etichettatura per scegliere più consapevolmente,</strong> ma va privilegiata anche la dimensione estetica ed esperienziale della moda, perché<strong> non è vero che chi compra sostenibile non è attento alla bellezza di una borsa o di un abito</strong>».</p>
<p>Per adesso, i due mondi si toccano di tanto in tanto, in casi come quello di Carmina Campus, una sintesi tra design, alta qualità, eticità (alcune linee sono realizzate a mano in <strong>Africa</strong>), consapevolezza dei problemi ambientali e  sperimentazione di un nuovo approccio d’impresa. Ilaria Venturini Fendi, con un po’ di provocazione, dice che «<strong>la moda dovrebbe <em>essere alla moda</em></strong>». <strong>Cioè aperta al nuovo, che oggi si chiama sostenibilità</strong>.</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
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		<title>La moda alternativa a &#8220;So Critical So Fashion&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 06:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eco fashion]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il successo della prima edizione, torna So Critical So Fashion, il primo evento in Italia dedicatoalla moda critica, etica e indipendente, organizzato da Terre di Mezzo Eventi. Da venerdì 23 a domenica 25 settembre si terranno tre giorni di performance, workshop, incontri e shopping nella prestigiosa location milanese di Frigoriferi Milanesi. L&#8217;evento, in contemporanea con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/So-Critical-So-Fashion-creazioni-Individuals-credits-Deiana-Gazzaniga.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22583" title="So Critical So Fashion- creazioni Individuals- credits Deiana-Gazzaniga" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/So-Critical-So-Fashion-creazioni-Individuals-credits-Deiana-Gazzaniga-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Dopo il successo della prima edizione, torna <strong><a href="http://www.criticalfashion.it/" target="_blank">So Critical So Fashion</a></strong>, il primo evento in Italia dedicatoalla moda <em>critica, etica e indipendente</em>, organizzato da <strong>Terre di Mezzo Eventi</strong>. Da <strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content /SCSF_Programma_23.24.25_settembre_2011_al_16.09.pdf" target="_blank">venerdì 23 a domenica 25 settembre</a></strong> si terranno tre giorni di performance, workshop, incontri e shopping nella prestigiosa location milanese di <strong>Frigoriferi Milanesi</strong>. L&#8217;evento, in contemporanea con la <strong>Settimana della Moda </strong>milanese, mira ad offrire possibili alternative, libere dalle imposizioni del marketing e del consumismo per cercare di rispondere all&#8217;esigenza di un consumatore contemporaneo evoluto, alla ricerca di <strong>una moda che esprima la sua identità, ma allo stesso tempo rispetti valori e buone pratiche</strong>.</p>
<p><em>So Critical So Fashion </em>sarà caratterizzato da diverse componenti. Uno spazio espositivo in cui <strong>39 imprese</strong> selezionate avranno a disposizione un corner per la vendita della collezione in corso e la presentazione delle creazioni <strong>P\E 2012 </strong>alla stampa e agli operatori del settore. Uno spazio per <strong>workshop e laboratori pratici</strong>, che daranno la possibilità ai principianti di imparare a creare o personalizzare i propri capi di moda “critica” e ai professionisti di imparare nuove tecniche di lavorazione. Vi sarà anche spazio alle <strong>performance di artisti e creativi</strong>, che &#8220;daranno vita&#8221; agli abiti e agli accessori in esposizione.</p>
<p>Il pubblico avrà anche la possibilità di partecipare ad un vero a proprio <strong>shooting</strong>. I visitatori potranno infatti indossare un capo in esposizione, sottoporsi ad <strong>una seduta di make-up personalizzato</strong>, realizzato con i <strong>cosmetici naturali e biologici di<a href="http://www.greencommerce.it/index.php?page=shop.browse&amp;category_id=15&amp;vmcchk=1&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=71" target="_blank"> Montalto Natura</a></strong>, e posare per un fotografo professionista all&#8217;interno di due sessioni, nelle giornate di sabato e domenica. Su richiesta “i modelli per un giorno” riceveranno copia degli scatti realizzati. Non mancherà ovviamente anche un&#8217;area relax dove gustare <strong>cibo biologico e a km zero</strong>, ascoltando musica live e djset. <strong><a href="http://www.altromercato.it/it" target="_blank">Altromercato</a></strong>, main partner dell&#8217;evento, presenterà la nuova collezione A/I 2011-2012 e sarà protagonistadella, domenica pomeriggio, con la premiazione del concorso “<strong>Stilista percaso</strong>” e un concerto jazz con aperitivo.</p>
<p>All&#8217;interno della tre giorni verrà presentato il progetto “<strong>Punto a capo Milano-Mumbai</strong>” che sostiene un laboratorio artigianale di borse decorate con le vignette della nota vignettista <strong>Pat Carra</strong>. Ogni esemplare viene stampato e ricamato a mano in <strong>India</strong>, dalle donne della Ong <strong>Lok Seva Sangam</strong>. Le borse sono piccole opere uniche a tiratura limitata, di cotone naturale, basate sulla sapienza artigiana delle ricamatrici. Le vignette ricamate su tela dalle donne della cooperativa indiana saranno messe in mostra e alcuni esemplari della collezione messi in vendita.</p>
<p><em>So Critical So Fashion </em>ospiterà infien l&#8217;<strong>esposizione di abiti, gioielli e accessori in carta</strong> realizzati dai finalisti, votati dal pubblico, di &#8220;<strong>Fashion In Paper 2011&#8243;</strong>, progetto a cui hanno partecipato gli allievi delle migliori Accademie italiane di Belle Arti. La mostra è promossa dalla <strong>Provincia di Milano </strong>in collaborazione con <strong>AFOL Milano</strong>.</p>
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