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	<title>Greenews.info &#187; IT</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Apple: il New York Times massacra l&#8217;azienda di Jobs per danni umani e ambientali</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<description><![CDATA[Il noto sito scandalistico Dagospia ha pubblicato oggi un articolo, ripreso dal New York Times, che mina seriamente l&#8217;immagine agiografica di Steve Jobs e della sua pluripremiata azienda, raccontando le disumane condizioni di vita dei dipendenti cinesi  specializzati nella costruzione dei prodotti della Apple.
Pare infatti che all’interno delle aziende delocalizzate nel Far East che producono alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Courtesy-of-New-York-Times.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27489" title="Courtesy of New York Times" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Courtesy-of-New-York-Times-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a>Il noto sito scandalistico <strong><a href="http://www.dagospia.com/" target="_blank">Dagospia</a> </strong>ha pubblicato oggi un articolo, ripreso dal <strong><a href="http://www.nytimes.com/" target="_blank">New York Times</a>,</strong> che mina seriamente l&#8217;immagine agiografica di <strong>Steve Jobs </strong>e della sua pluripremiata azienda, raccontando le disumane condizioni di vita dei dipendenti cinesi  specializzati nella costruzione dei prodotti della<strong> Apple</strong>.</p>
<p>Pare infatti che all’interno delle aziende delocalizzate nel Far East che producono alcuni tra gli oggetti  tecnologici più desiderati al mondo,  come <strong>Iphone </strong>e <strong>Ipad</strong>, i lavoratori siano sfruttati al limite dell’umano, tanto che il titolo annuncia così la notizia: “<strong><a href="http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/1-se-la-gente-vedesse-da-dove-viene-il-suo-iphoneipad-lo-getterebbe-nel-34804.htm" target="_blank">Se la gente vedesse da dove viene il suo Iphone/Ipad lo getterebbe nel cesso</a>”.</strong></p>
<p>L&#8217;articolo racconta come gli operai siano costretti spesso a lavorare sette giorni su sette e per lo più in scarse condizioni di sicurezza, come testimoniano i frequenti incidenti mortali sul luogo di lavoro e le <strong>continue esplosioni in diverse fabbriche della Cina orientale</strong>.  Inoltre, da alcuni documenti delle imprese in questione, sarebbe emerso lo <strong>smaltimento illegale di rifiuti pericolosi,</strong> tramite la falsificazione di documenti. Alcune testimonianze aggravano ancora la situazione dell&#8217;azienda &#8220;modello&#8221; riportando episodi in cui <strong>i dipendenti sono rimasti feriti dopo aver utilizzato sostanze chimiche velenose per pulire gli schermi degli Iphone</strong>.</p>
<p>Sembrerebbe infine che, dopo varie denunce di gruppi di pressione cinesi,  alcuni dirigenti interni all’azienda si siano finalmente decisi ad impegnarsi per migliorare le condizioni di lavoro nelle fabbriche. Il risultato? <strong>Gli aspetti ambientali e di sicurezza sono  passati  in secondo piano rispetto alla necessità di consegnare rapidamente i prodotti</strong>. A causa della frenesia del mercato e dei maniaci ansiosi di possedere l&#8217;ultimo modello in tempo reale, continuano tuttora ad essere violati i codici di condotta e, in alcuni casi, persino la legge. Ma, dato che <strong>Foxconn</strong> e la Cina sono tra i pochi produttori capaci di fornire i numeri richiesti per apparecchi la cui domanda è sempre più alta e ingestibile, le cose difficilmente cambieranno. Pace all&#8217;anima di Steve Jobs.</p>
<p><em>Benedetta Musso</em></p>
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		<title>Schneider Electric e Telvent presentano una suite di soluzioni Smart City</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/schneider-electric-e-telvent-presentano-una-suite-innovativa-di-soluzioni-smart-city-20111213/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 06:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Schneider Electric]]></category>
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		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Per rispondere alle esigenze delle città di tutto il mondo Schneider Electric e Telvent –  azienda recentemente acquisita da Schneider Electric, specializzata nella fornitura in tempo reale di soluzioni IT e servizi per un mondo sostenibile – , hanno presentato la loro offerta congiunta SmartCity, che mette a disposizione una suite integrata di soluzioni in grado [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Courtesy-of-smartcitykochi.com_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26542" title="Courtesy of smartcitykochi.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Courtesy-of-smartcitykochi.com_-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Per rispondere alle esigenze delle città di tutto il mondo <strong><a href="http://www.schneider-electric.com/site/home/index.cfm/it/" target="_blank">Schneider Electric</a></strong> e <strong><a href="http://www.telvent.com/" target="_blank">Telvent </a></strong>–  azienda recentemente acquisita da Schneider Electric, specializzata nella fornitura in tempo reale di soluzioni IT e servizi per un mondo sostenibile – , hanno presentato la loro offerta congiunta<strong> SmartCity</strong>, che mette a disposizione una <strong>suite integrata di soluzioni in grado di migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle infrastrutture urbane</strong>, per città più vivibili.</p>
<p>Nel mondo, città di tutti i tipi e dimensioni sentono pressante la necessità di migliorare le proprie infrastrutture e di espandersi così da <strong>rispondere ai bisogni di una popolazione sempre crescente</strong> e di migliorare la propria competitività e la propria attrattività nel mercato globale. <strong>L’offerta SmartCity unisce soluzioni hardware, software e servizi allo stato dell’arte, in grado di migliorare l’efficienza delle infrastrutture, la sostenibilità e il livello dei servizi urbani.</strong></p>
<p>“<em>Unire esperienza e competenze di Schneider Electric e Telvent ci dà la capacità unica di offrire sul mercato soluzioni ad hoc per rispondere alle specifiche necessità di ogni città che si rivolga a noi</em>” ha dichiarato <strong>Philippe Delorme, Executive Vice President, Strategy &amp; Innovation</strong>. “<em>L’innovativa offerta SmartCity, integrata così da garantire efficienza e proposta con un modello collaborativo che coinvolge tutti i partner e gli stakeholder nel contesto urbano, cambia le regole del gioco per le città – nuove o già esistenti -  che oggi devono affrontare sfide importanti a livello infrastruttural</em>e”.</p>
<p><strong>Il costo di costruire, migliorare, manutenere le infrastrutture per adeguarle a nuove richieste è la sfida più complessa oggi per le città.</strong> Globalmente, l’urbanizzazione procede a passo spedito e si stima che<strong> la percentuale di popolazione mondiale che gravita sulle città passerà dal 50% odierno al 70% entro il 2050.</strong> Questo significa che le amministrazioni locali hanno bisogno di soluzioni per migliorare l’efficienza e la sostenibilità dei sistemi urbani, che abbiano costi accettabili, siano facili da implementare e gestire e possano rispondere a tutte le specifiche necessità.</p>
<p>SmartCity è un’offerta  che si compone di diversi elementi. <strong>Smart Grid </strong>parte dal presupposto che <strong>nella trasmissione si può disperdere fino al 15% dell’energia elettrica a causa di inefficienze nelle reti locali</strong>. Le soluzioni Smart Grid aiutano le città a gestire la crescente richiesta di elettricità e ad integrare le fonti energetiche rinnovabili, allo stesso tempo migliorando il servizio offerto ai clienti, aumentando l’efficienza di rete e riducendo consumi ed emissioni di gas serra. <strong>Smart Mobility </strong>è una soluzione per <strong>i mezzi urbani che, ogni anno, sprecano miliardi di litri di carburante stando fermi nel traffico</strong>. L’offerta Smart Mobilty fornisce alle amministrazioni cittadine strumenti per disporre di maggiori informazioni, migliorare l’interoperabilità e integrare anche i veicoli elettrici nella mobilità urbana.  Le soluzioni disponibili permettono di gestire in modo più efficiente le reti di transito multimodali con minori interruzioni del servizio. Permettendo ai cittadini di utilizzare con semplicità diverse tipologie di trasporto si riduce il traffico, si aumenta l’utilizzo dei servizi pubblici e diminuiscono le emissioni. <strong>Smart Water </strong>interviene per <strong>evitare che il 35% dell’acqua immessa negli acquedotti vada sprecata a causa di perdite e reti di distribuzione inefficienti</strong>, quando, nel mondo, oltre 1 miliardo di persone hanno un accesso inadeguato alle risorse idriche. Le soluzioni Smart Water offrono strumenti per gestire le reti idriche in mondo più efficiente e renderle più <em>resilienti</em> in caso di problemi. Le città potranno così beneficiare di minori sprechi d’acqua, meno interruzioni del servizio e miglior servizio al cittadino.</p>
<p>A fronte di una richiesta crescente di servizi urbani, le soluzioni <strong>Smart Public Services </strong>aiutano poi le amministrazioni a gestire in modo efficiente i sistemi di sicurezza pubblica, l’illuminazione delle strade, i servizi sanitari e di governo.  Le città potranno avvantaggiarsi di una maggiore condivisione delle informazioni fra i diversi rami dell’amministrazione, minori interruzioni ai servizi pubblici e un miglior controllo dei sistemi cittadini nel loro complesso. Servizi pubblici migliori portano a una migliore qualità della vita, che rende più attraente la città per chi è in cerca di nuove opportunità professionali e per le nuove iniziative. Se si tiene infine conto che <strong>in Europa si sprecano ogni anno quasi 300 miliardi di euro in costi energetici, a causa delle inefficienze nel patrimonio immobiliare, </strong>ecco che li strumenti <strong>Smart Building and Homes</strong>, dimostrano la loro utilità includendo servizi di monitoraggio energetico e ambientale e visualizzazione dei consumi e permettendo di ottimizzare l’utilizzo dell’ energia di palazzi per uffici, data center, impianti industriali, ospedali, università e edifici residenziali. Questo consente di riudurre emissioni di gas serra e consumi, coinvolgendo i cittadini ad una maggiore partecipazione. Le soluzioni connettono inoltre gli edifici alla rete elettrica e li connettono fra di loro, abilitando la smart grid.</p>
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		<title>Ecorete: i pc ricondizionati che costano l&#8217;80 per cento in meno</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 08:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campioni d'Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche anno, anche in Italia le apparecchiature informatiche hanno una seconda vita. Chi non ha sentito parlare delle grandi discariche digitali della Cina dove approdano, quasi sempre illegalmente, i nostri rifiuti elettronici? L’innovazione è velocissima, e le aziende rinnovano il proprio parco informatico sempre più spesso. Ma perché mandare in discarica router, server, switch, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Computer-rigenerati.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26056" title="Computer rigenerati, Courtesy of Cdaderiodejaneiro.olx.com.br" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Computer-rigenerati-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a>Da qualche anno, anche in Italia le <strong>apparecchiature informatiche</strong> hanno una seconda vita. Chi non ha sentito parlare delle <strong>grandi discariche digitali della Cina </strong>dove approdano, quasi sempre illegalmente, i nostri rifiuti elettronici? L’innovazione è velocissima, e le aziende rinnovano il proprio parco informatico sempre più spesso. <strong>Ma perché mandare in discarica router, server, switch, e anche pc e notebook che ancora potrebbero funzionare bene?</strong></p>
<p>Da questa domanda, nel 2008, è nata <strong><a href="http://www.eco-rete.it/" target="_blank">Eco-rete</a></strong>, costola della società di informatica <strong><a href="http://www.semantic.it/" target="_blank">Semantic</a></strong>, che si occupa di <strong>“revisionare” e reimmettere sul mercato apparecchiature informatiche</strong>, nella maggior parte dei casi di rete appunto, con conseguenze positive per l’ambiente e le tasche delle aziende e degli enti pubblici, a cui per ora il servizio è destinato.</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> e nel <strong>Nord Europa</strong>, realtà del genere esistono da un decennio. In Italia, Semantic è stata la prima impresa – e per ora probabilmente l’unica – a proporre questi servizi, con risultati positivi: «Nel biennio 2008-2010, il settore è cresciuto del 30%, nonostante il livello di riconversione delle apparecchiature sia ancora molto basso, intorno al 3%-5%», spiega<strong> Andrea Regonesi</strong>, responsabile Marketing e Social di <a href="http://www.semantic.it/" target="_blank">Semantic</a>.</p>
<p>Un’idea vincente, che favorisce la riduzione dei<strong> Raee </strong>(rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e <strong>permette agli acquirenti di risparmiare fino all’80% sul prezzo di listino</strong>. «Nelle aziende – racconta Regonesi – uno dei problemi più importanti è quello relativo alla <strong>dismissione delle apparecchiature informatiche</strong> , non ritenute più idonee all’uso per il quale sono state progettate. Dopo il periodo di garanzia concesso dalle case produttrici, questi dispositivi sono ancora lontani dalla fine della loro vita, ma la maggior parte delle aziende, anche per la presenza di particolari politiche, sono costrette periodicamente alla sostituzione delle strumentazioni». Parliamo di<strong> router, switch, server e apparati di telefonia IP</strong>, tutti apparecchi necessari per mettere in rete i pc e i telefoni di un’azienda o un’amministrazione e archiviare grandi quantità di dati.</p>
<p><strong>Questi prodotti una volta dismessi devono essere smaltiti dalle aziende</strong>. Il che genera due grandi problemi, uno di natura economica e l’altro di natura ecologica», continua Regonesi. Basti pensare che <strong>i Raee rappresentano circa il 2% dei rifiuti globali</strong>, percentuale destinata a crescere in maniera esponenziale. Si tratta di apparecchi che contengono sostanze altamente inquinanti e tossiche, che dovrebbero essere smaltiti secondo procedimenti particolari, non sempre rispettati. Per i quali <strong>le aziende, una volta dismesse queste strumentazioni, sono costrette a pagare somme consistenti</strong>. Eco-rete cerca di risolvere questi due problemi: «Invece di smaltire router e server, spesso abbastanza nuovi e ben funzionanti, <strong>le aziende possono vendere a noi le strumentazioni di rete dismesse, risolvendo in questo modo il problema dello smaltimento dei Raee ed abbattendo del 100% i relativi costi</strong>. Optando per la vendita , le aziende migliorano anche la loro immagine ambientale non immettendo nell’ambiente nuovi rifiuti informatici».</p>
<p>Così, diverse grandi imprese, insieme a Province, Comuni e qualche Ministero, vendono le vecchie apparecchiature alla società, che si occupa di revisionarle: «<strong>Il ricondizionamento avviene nei nostri laboratori. Le strumentazioni vengono sottoposte a test specifici per valutarne lo stato di conservazione</strong>. In base alle rilevazioni che vengono effettuate in questa prima fase, segue la dovuta procedura di rigenerazione ed il successivo collaudo per verificarne l&#8217;affidabilità». A questo punto, <strong>le macchine vengono rimesse in vendita con una garanzia di un anno, offrendo un risparmio fino all&#8217;80% rispetto ai prezzi di listino</strong>. Un router Cisco ricondizionato modello 1841, per esempio, spiega Regonesi, costa 363 euro, contro i 1.255,50 euro di prezzo di listino del prodotto nuovo.</p>
<p>«La crisi economica mondiale preme sempre più sulle attività produttive, e spinge le aziende a trovare soluzione nuove per poter rimanere competitive, continuando a possedere la migliore tecnologia possibile ma cercando di ottenere dove possibile risparmi economici». Per gli enti pubblici, è un’occasione di far quadrare i bilanci e promuovere il <strong><a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/assegnati-i-premi-gpp-2011-20110711/" target="_blank">Green public procurement</a></strong>, ossia gli acquisti verdi, fortemente raccomandati dall’Unione Europea, che con i propri provvedimenti «sta incrementando l’utilizzo e le iniziative di <strong>Green IT</strong> (ovvero la <em>information technology </em>&#8220;verde&#8221;)». «<strong>Le Pubbliche Amministrazioni – continua Regonesi – sono il nostro primo interlocutore, soprattutto per il loro bisogno fondamentale di migliorare la propria struttura di rete informatica, rispettando nel contempo i vincoli di budget e di bilancio e riducendo il proprio impatto ambientale</strong>».</p>
<p>L’attività di Eco-rete si inserisce in un contesto più ampio di<strong><a href="http://www.semantic.it/greenIT/" target="_blank"> informatica verde</a></strong>: Semantic offre infatti soluzioni per limitare l’impatto ambientale delle tecnologie, realizzando anche sistemi per video-conferenze e collaborazioni su spazi virtuali, in modo da ridurre gli spostamenti e i consumi energetici. Prossimo progetto: un servizio di ricondizionamento dedicato ai consumatori: <strong>pc e notebook low cost che fanno risparmiare e riducono il carico sull&#8217;ambiente</strong>.</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
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		<title>Smart City: Torino appoggiata da Eni, Enel e Finmeccanica</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/smart-city-torino-appoggiata-da-eni-enel-e-finmeccanica-20110805/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 05:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Eni, Enel e Finmeccanica saranno partner della Città di Torino nella realizzazione del programma &#8216;Smart City&#8217;, promosso dall&#8217;Unione Europea, per l&#8217;applicazione di tecnologie digitali e innovative nella mobilità, nel risparmio energetico, per l&#8217;ambiente e la qualità della vita urbana.
Il neo sindaco Piero Fassino ha avuto ieri a Roma gli incontri con i vertici delle società, il presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/Torino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21577" title="Torino, Courtesy of Città di Torino" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/Torino-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Eni, Enel </strong>e <strong>Finmeccanica </strong>saranno partner della <strong>Città di Torino </strong>nella realizzazione del programma <strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/la-candidatura-di-torino-a-smart-city-20110228/">&#8216;Smart City&#8217;</a></strong>, promosso dall&#8217;<strong><a href="http://www.greenews.info/rubriche/smart-cities-parte-il-programma-di-finanziamento-ue-20110620/">Unione Europea</a></strong>, per l&#8217;applicazione di tecnologie digitali e innovative nella mobilità, nel risparmio energetico, per l&#8217;ambiente e la qualità della vita urbana.</p>
<p>Il neo sindaco <strong>Piero Fassino </strong>ha avuto ieri a Roma gli incontri con i vertici delle società, il presidente dell&#8217;Eni <strong>Giuseppe Recchi</strong>, l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Enel <strong>Fulvio Conti </strong>e il Presidente di Finmeccanica <strong>Pierfrancesco Guarguaglini</strong>. Nelle settimane scorse Fassino ha inoltre ottenuto la disponibilità a collaborare nel programma da manager di altre grandi aziende italiane e straniere: l&#8217;ad della Fiat <strong>Sergio Marchionne</strong>, il presidente della Telecom <strong>Fausto Bernabé</strong>, l&#8217;ad della Siemens <strong>Federico Golla.</strong></p>
<p>Il programma europeo di &#8216;Smart City&#8217; pone la condizione, per accedere ai finanziamenti, di sviluppare <strong>partnership plurinazionali</strong>, e la città di Torino ha stretto, a questo propsito, alleanze con le città di <strong>Lione, Monaco di Baviera, Vienna e Budapest</strong>. &#8216;Smart City&#8217;, è stato anche il tema principale dell&#8217;incontro che il sindaco di Torino ha avuto con il neo Ministro alle Politiche Comunitarie <strong><a href="http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302841" target="_blank">Annamaria Bernini</a></strong>, la quale ha assicurato l&#8217;assistenza del proprio Ministero al programma.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cisco verso la “Piattaforma Unica di Gestione del Consumo Energetico”</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 05:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Cisco]]></category>
		<category><![CDATA[EnergyWise]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>

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		<description><![CDATA[Cisco Italia ha presentato l’iniziativa EnergyWise, che coinvolge un gruppo di 16 tra aziende e centri di ricerca Italiani del settore dell’elettronica e dell’informatica nel progetto di sviluppo di una “Piattaforma Unica di Gestione del Consumo Energetico”.
La piattaforma permetterà agli energy manager e alle aziende del settore di avvalersi di una gestione integrata del profilo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cisco.com/web/IT/index.html" target="_blank"></a><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Courtesy-of-digitalnewschannel.com_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20985" title="Courtesy of digitalnewschannel.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Courtesy-of-digitalnewschannel.com_.jpg" alt="" width="258" height="174" /></a>Cisco Italia</strong> ha presentato l’iniziativa<strong> EnergyWise,</strong> che coinvolge un gruppo di <strong>16 tra aziende e centri di ricerca</strong> Italiani del settore dell’elettronica e dell’informatica nel progetto di sviluppo di una “<strong>Piattaforma Unica di Gestione del Consumo Energetico</strong>”.</p>
<p>La piattaforma permetterà agli energy manager e alle aziende del settore di avvalersi di <strong>una gestione integrata del profilo energetico di un dominio amministrativo dell’energia </strong>(macro area urbana, distretto, area geografica…), fornendo gli strumenti necessari alla misura, alla correlazione dei dati, alla previsione dei consumi, alla fatturazione ed acquisto dell’energia. Cisco EnergyWise è il modello di comunicazione adottato.</p>
<p>Le aziende coinvolte collaborano al fine di sviluppare moduli software e dispositivi, sulla base di un piano industriale condiviso e comune: contatori <strong>intelligenti, sensori ed attuatori, sistemi di acquisizione e conversione di protocolli </strong>(gateway), applicazioni di intelligenza artificiale per la profilatura dei consumi, la previsione degli stessi  ed il trading dell’energia. <strong> Le componenti della piattaforma sono sviluppate in accordo con le specifiche del modello di comunicazione Cisco EnergyWise</strong>, alla base del quale c’è l’assunzione che la rete dati sia un sistema intelligente in grado di acquisire, adattare ed aggregare le informazioni utili e di presentarle ai sistemi di gestione per dominio energetico.</p>
<p>La soluzione indirizza in particolare la gestione del profilo energetico di <strong>macro aree urbane </strong>(o “distretti”) che, nella visione Cisco, grazie ad un utilizzo evoluto dell’intelligenza integrata nella Rete saranno il cuore di <strong>una società “smart &amp; connected” in grado di svilupparsi in modo sostenibile per l’uomo e l’ambiente</strong>.</p>
<p>L’iniziativa EnergyWise applica un modello di collaborazione tra Cisco Italia e le eccellenze della <strong>PMI</strong>, definito <strong>“Innovation and Adjacent markets”, </strong>che prevede l’interazione tra le parti nella progettazione di sistemi informatici che rispondano alle necessità di mercati in forte sviluppo (es. Energy e Sanità) oppure aree tematiche di interesse nazionale (es. <strong>dematerializzazione e digitalizzatione</strong>).</p>
<p>Il modello è stato ideato da Cisco Italia per accelerare &#8211; <strong>secondo le esigenze specifiche del nostro territorio</strong> &#8211; lo sviluppo di soluzioni e servizi basati su IP in settori di mercato ad alto potenziale, creando al contempo un metodo di collaborazione operativa in grado di valorizzare e aprire nuove opportunità alle <strong>aziende italiane dotate di competenze tecnologiche o di business di eccellenza</strong>.</p>
<p>Caratteristiche distintive di questo modello sono, in particolare, un processo interno che affianca all’analisi di business classica l’apporto creativo e strutturato di tutte le risorse aziendali, ed un approccio verso l’esterno che costruisce con le aziende coinvolte <strong>un’ ecosistema di imprese che si proponga in modo univoco verso il mercato</strong>.</p>
<p>In questo modo si crea un “sistema virtuoso” capace di valorizzare il patrimonio imprenditoriale specifico del nostro paese, sfruttando una sinergia che da un lato fa leva sulla visione globale dei mercati e la disponibilità di piattaforme IP abilitanti, dall’altro si poggia sulla conoscenza dei mercati locali e sull’eccellenza delle aziende coinvolte.</p>
<p>“<em>Il punto è questo: non si tratta di dirigere l’innovazione, ma di dare una direzione all’innovazione</em>” spiega <strong>David Bevilacqua, Amministratore Delegato </strong>di <strong>Cisco Italia</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le aziende coinvolte da Cisco nell’iniziativa EnergyWise formano  allo stato attuale  un “<strong>Comitato Tecnico-scientifico</strong>”. Il rapporto con Cisco è ufficializzato attraverso la sottoscrizione di un protocollo di intesa e la partecipazione attiva al <strong>Cisco Developer Program </strong>– il programma globale che qualifica le aziende che vi aderiscono, come sviluppatori ufficiali su tecnologia/piattaforma Cisco.</p>
<p>La <strong>“Piattaforma Unica di Gestione del Consumo Energetico”</strong> che nascerà dalla collaborazione fra Cisco e le aziende italiane coinvolte comprenderà i seguenti elementi:</p>
<ul>
<li><strong>Raccolta dati</strong>: misurazione dei consumi energetici, conservazione dei dati così raccolti, gestione dell’erogazione e uso dell’energia, con vantaggi sia a livello di singole entità connesse al sistema (risparmi nei consumi, controllo centralizzato e in tempo reale della disponibilità di energia ecc.) sia a livello di correlazione fra le varie entità facenti parte dello stesso dominio (o “distretto”) energetico.</li>
<li><strong>Previsione</strong>: analisi delle informazioni per correlare l’utilizzo dell’energia dei vari utenti e elaborare previsioni, anche allo scopo di evitare consumi di picco che comportino penalità economiche. Tali dati possono essere utili anche per gestire al meglio l’operatività sulla <strong>Borsa dell’Energia </strong>e per permettere una migliore pianificazione dei costi associati all’energia nei bilanci economici di aziende ed amministrazioni.</li>
<li><strong>Amministrazione e trading dell’energia</strong>: per gestire i contratti di fornitura energetica ed avere una interfaccia utile per accedere in modo diretto al mercato dell’energia.  Disporre di strumenti di questo tipo dà maggiore <strong>supporto alle decisioni degli Energy Manager </strong>e migliora in generale le attività di gestione della fornitura di energia, permettendo anche di stipulare accordi bilaterali con le utilities.</li>
</ul>
<p>“<em>Le aziende che abbiamo coinvolto hanno riconosciuto in EnergyWise  una piattaforma comune altamente performante,  su cui inserirsi secondo le loro specifiche competenze, cogliendo l’opportunità di entrare in <strong>un processo che coinvolge tutta la filiera dell’energia</strong>:  produttori, trader, operatori, distributori, utenti</em>” spiega <strong>Michele Festuccia</strong>,  che coordina l’iniziativa “Innovation &amp; Adjacent markets” di Cisco. “<em>Dal canto nostro, possiamo contare sul meglio che si trova oggi sul mercato italiano per arricchire le nostre competenze, arrivare ad operare in modo diretto  e con una offerta completa nel settore energia, ed essere <strong>protagonisti della definizione delle Smart Grid del futuro</strong></em>”.</p>
<p>Un primo esempio di prodotto sviluppato a partire da questa iniziativa è una Managed PDU (Power Distribution Unit) da rack, compatibile con la specifica Cisco Energywise. Questo sistema fornisce la “curva di carico” per singola “presa” servita, permettendo di elaborare non solo previsioni sul consumo energetico, ma anche <strong>stime in termini di emissioni di Co2 equivalenti</strong>. Il sistema è inoltre completamente gestito da remoto con la possibilità di attivare o disattivare l’erogazione di corrente elettrica.</p>
<p>Le aziende italiane coinvolte attualmente nel progetto sono: <strong>Softeco Sismat, The Net Planet, NAT Style, Harpa Italia, ARS, Media Motive, Business-e,  Staer Sistemi, Compel, Umpi Elettronica, System Management, Pegasus, GFMnet, Consorzio Roma Ricerche, SoTel e IsTEch</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Award Ecohitech, la tecnologia al servizio dell’ambiente</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 05:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>

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		<description><![CDATA[Il più storico riconoscimento assegnato annualmente, dal 1998, alle aziende e agli enti pubblici che hanno raggiunto significativi risultati in tema di eco-compatibilità sfruttando tecnologie innovative, approda al mondo dell’automazione industriale con un’edizione speciale dedicata alle imprese che producono o rappresentano componenti o sistemi per l’automazione di processo, di fabbrica e del building e alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/Award-Ecohitech.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19952" title="Award Ecohitech" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/Award-Ecohitech.jpg" alt="" width="298" height="272" /></a>Il più storico riconoscimento assegnato annualmente, dal 1998, alle aziende e agli enti pubblici che hanno raggiunto significativi risultati in tema di <strong>eco-compatibilità</strong> sfruttando tecnologie innovative, approda al mondo dell’automazione industriale con un’edizione speciale dedicata alle imprese che producono o rappresentano componenti o sistemi per l’automazione di processo, di fabbrica e del building e alle aziende che li utilizzano.</p>
<p>Nato inizialmente per premiare le aziende eco-virtuose nei settori dell’elettronica e dell’ICT, l’Award ha esteso l’orizzonte a tutte le applicazioni della <strong>tecnologia al servizio dell’ambiente</strong>.</p>
<p>Il Premio, promosso da Consorzio Ecoqual’It ha già ottenuto, per questa edizione ‘Speciale Automation’, il patrocinio di: Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico, GISI, Anipla, Fast, Clui Exera, Consorzio PNI e importanti sponsorizzazioni.</p>
<p>Award Ecohitech ‘Speciale Automation’ assegnerà un <strong>premio Componenti e Sistemi</strong> e un <strong>premio Applicazioni</strong> per le seguenti categorie: <strong>Factory Automation</strong> per applicazioni nell’Industria Manifatturiera in generale (per esempio in ambito Automotive, Aerospaziale, nel settore della Plastica, nelle Macchine per il confezionamento ecc.), <strong>Process Automation</strong> per applicazioni nell’Industria di Processo (per esempio in ambito Oil &amp; Gas, Siderurgico, nella Chimica fine ecc.), <strong>Building Automation</strong> per applicazioni di automazione negli edifici, dal controllo delle variabili ambientali alla gestione dell’energia e dell’illuminazione fino all’automazione dei servizi dell’infrastruttura.</p>
<p>Un premio sarà dedicato alle Pubbliche Amministrazioni, ai gestori di servizi ambientali, municipalizzate, società pubbliche o società partecipate che utilizzano componenti e sistemi.</p>
<p>È inoltre prevista l’assegnazione di premi e menzioni speciali alle piccole e medie aziende e ai centri di ricerca applicata.</p>
<p>Gli Award Ecohitech ‘Speciale Automation’ saranno assegnati nel corso della manifestazione fieristica SAVE, che si svolgerà dal 25 al 26 ottobre a Verona Fiere, dove i progetti saranno visibili in una galleria espositiva appositamente realizzata.</p>
<p>Le domande di partecipazione dovranno pervenire <strong>entro il 30 settembre 2011</strong> alla segreteria organizzativa. Tutti i dettagli del bando e la domanda di partecipazione sono presenti sul sito <em><a href="http://www.awardecohitech.it/">awardecohitech.it</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sistri: verso la tracciabilità totale dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 18:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti speciali]]></category>
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		<description><![CDATA[Servirà a non «perdere di vista nemmeno un attimo» i rifiuti speciali (pericolosi e non) in tutta Italia e i rifiuti urbani solidi in Campania. Il Sistri, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, è già operativo da ottobre 2010, ma entrerà a pieno regime dal 1° giugno. Tra appena tre mesi, cioè, l’iscrizione al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/Courtesy-of-sardegna.confrartigianato.it.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17173" title="Courtesy of sardegna.confrartigianato.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/Courtesy-of-sardegna.confrartigianato.it-300x205.jpg" alt="Courtesy of sardegna.confrartigianato.it" width="300" height="205" /></a>Servirà a non «perdere di vista nemmeno un attimo» i <strong>rifiuti speciali </strong>(pericolosi e non) in tutta <strong>Italia</strong> e i rifiuti urbani solidi in <strong>Campania</strong>. Il <strong><a href="http://www.sistri.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=176&amp;Itemid=27" target="_blank">Sistri</a></strong>, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, è già operativo da ottobre 2010, ma <strong>entrerà a pieno regime dal 1° giugno</strong>. Tra appena tre mesi, cioè, l’iscrizione al Sistema, promosso dal <strong><a href="http://www.sistri.it/" target="_blank">Ministero dell’Ambiente</a></strong> e gestito dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, diventerà obbligatoria per tutti i produttori, i trasportatori e i gestori di rifiuti speciali.</p>
<p><strong>I rifiuti speciali, quelli cioè provenienti da attività produttive, sanitarie, di recupero e smaltimento rifiuti e i veicoli fuori uso, sono oggi l’80% sul totale dei rifiuti italiani</strong>. Di questi, il 10% sono pericolosi: pensiamo agli oli usati o ai rifiuti contenenti sostanze tossiche come i metalli pesanti.</p>
<p>Ma come funziona di preciso questo radar dell’immondizia? Alla base di tutto ci sono <strong>una digitalizzazione e informatizzazione delle procedure con cui vengono registrati e comunicati i dati sui rifiuti</strong>. Due sono gli strumenti essenziali: <strong>una chiavetta USB</strong>, per trasmettere e memorizzare informazioni, e una <strong>black box</strong>, una piccola scatola nera da installare su ciascun veicolo, che monitora il percorso del carico dal produttore al centro di smaltimento. A questi si aggiungono <strong>apparecchi di videosorveglianza installati in 402 discariche e inceneritori per controllare l’ingresso e l’uscita degli automezzi</strong>. Una mole di dati che confluisce nel centro operativo dei carabinieri, dove sarà possibile rilevare infrazioni o irregolarità: da una sosta troppo lunga di un mezzo a un cambio di percorso, a una dichiarazione falsa sul peso dei rifiuti a un cambio di targa.</p>
<p><strong>Il Sistri sostituisce l’attuale sistema cartaceo di comunicazione dei dati.</strong> Un metodo lento e costoso. Carte su carte che richiedono molti mesi per essere analizzate e che <strong>possono facilitare traffici illeciti di rifiuti</strong>, visto che <strong>attualmente, «è possibile avere contezza dello smaltimento dei rifiuti a due anni di distanza</strong>. Vi rendete conto di quanto un sistema del genere renda difficile se non impossibile ogni verifica, ogni indagine, ogni controllo», spiega il ministro dell’Ambiente <strong>Stefania Prestigiacomo</strong>, che definisce il Sistri «<strong>una rivoluzione di legalità</strong>».</p>
<p>Il nuovo sistema consentirà anche un risparmio netto considerevole per le piccole e medie imprese, che per la predisposizione del sistema cartaceo ambientale (formulario dei rifiuti, registro di carico e scarico e modello unico di dichiarazione ambientale) spendevano da 464 a 1.183 euro all’anno. «Il Sistri – sottolinea il ministero – ha decisamente ridotto questi costi, abbattendoli dal 50% all’80%».</p>
<p>Secondo dati aggiornati al 28 febbraio 2011, <strong>sono già iscritti al sistema oltre 321.000 operatori</strong>, di cui quasi 300.000 sono produttori e gestori, il resto imprese di trasporto. Le chiavette Usb distribuite sono più di 476.000, quasi 86.000 le black box. Gli impianti di videosorveglianza, già attivi in 402 impianti e discariche, saranno installati in altri 500 siti. Il sistema informatico è progettato per gestire fino a 900.000 accessi contemporaneamente: una cifra enorme, visto che per ora sono circa 30.000 al secondo.</p>
<p>Ma, in pratica, come verranno utilizzati i diversi dispositivi elettronici? Ogni soggetto coinvolto nel percorso dei rifiuti (il produttore, l’azienda di trasporto, il destinatario) inserirà nel sistema i dati relativi alla massa di rifiuti da smaltire utilizzando la propria chiavetta Usb. Il dispositivo servirà anche a ogni utente per prendere in carico i rifiuti, dunque al conducente per riceverli dal produttore e al destinatario per riceverli dal conducente. <strong>In questo modo, tutto il percorso di quintali di oli esausti o di scarti di lavorazione industriale verrà seguito passo dopo passo, anche nei passaggi da un operatore all’altro</strong>.</p>
<p><strong>Il Sistri è partito con un investimento statale di 5 milioni di euro</strong>. Per il resto, si autofinanzierà con le quote che le imprese devono pagare per accedervi. Un progetto che il ministro definisce all’avanguardia: «<strong>E’ il primo e più completo sistema di tracciabilità dei rifiuti adottato in Europa e ha ricevuto il plauso del commissario all’Ambiente Potocnik</strong>. Con i partner comunitari stiamo lavorando per l’interconnessione del nostro sistema con gli altri in alcuni stati europei». <strong>Lo scopo è quello di avere, un giorno, un sistema di tracciabilità che copra tutto il continente</strong>.</p>
<p>Se la soddisfazione per un sistema innovativo e più efficace è tanta, rimangono ancora alcune importanti criticità. In primo luogo, <strong>il Sistri non potrà fermare del tutto le ecomafie</strong>: spesso, chi smaltisce illegalmente i rifiuti non lo fa attraverso un’azienda registrata, ma in modo totalmente abusivo e potrà continuare a farlo anche adesso, <strong>semplicemente non dichiarando niente al Sistri</strong>, come un &#8220;evasore totale&#8221;. E lo stesso potrà fare anche un’impresa iscritta al sistema di tracciabilità, che potrà eludere i controlli facendo uscire i rifiuti senza dare alcuna comunicazione. Infine il fatto che, delle 402 discariche attualmente controllate con sistemi di videosorveglianza, solo 7 sono in Campania, la regione dove più frequenti sono i crimini legati allo smaltimento illegale dei rifiuti. Se è vero che l&#8217;esperienza insegna più di qualsiasi studio preliminare, dopo il 1 giugno si capirà forse meglio come arginare questi problemi.</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
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		<title>Rinascere per caso, in mezzo a un mare di telefonini</title>
		<link>http://www.greenews.info/recensioni/rinascere-per-caso-in-mezzo-a-un-mare-di-telefonini-20101104/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 05:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Santochi]]></category>
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		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[“Nel primo trimestre del 2010 sono stati venduti in tutto il mondo 314,7 milioni di telefonini (+17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e la stima è che entro la fine dell’anno potrebbe essere raggiunta la soglia record di 1,5 miliardi di cellulari”.
Inizia così la prefazione di Andrea Di Stefano, direttore della rivista Valori, al libro Rinascere per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/11/Marco-Santochi-Rinascere-per-caso.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-13304" title="Marco Santochi - Rinascere per caso" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/11/Marco-Santochi-Rinascere-per-caso.JPG" alt="Marco Santochi - Rinascere per caso" width="201" height="357" /></a>“<strong>Nel primo trimestre del 2010 sono stati venduti in tutto il mondo 314,7 milioni di telefonini</strong> (+17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e la stima è che entro la fine dell’anno potrebbe essere raggiunta la soglia record di 1,5 miliardi di cellulari”.</p>
<p>Inizia così la prefazione di <strong>Andrea Di Stefano</strong>, direttore della rivista <strong>Valori</strong>, al libro <a href="http://www.felicieditore.it/index.php?pagina=prodotti&amp;idElemento=844&amp;mode=6&amp;catPrec=" target="_blank"><em><strong>Rinascere per caso</strong></em> </a>(Felici Editore, € 13,00) di <strong>Marco Santochi</strong>.</p>
<p>La prima domanda, che sorge spontanea, è:<strong> quanto dura mediamente un cellulare</strong>, vista la frequenza con la quale se ne acquistano di nuovi? Circa tre anni, ma la maggior parte delle persone lo cambia dopo appena sei mesi, col risultato che <strong>ne viene eliminato uno ogni 10 minuti</strong>.</p>
<p><strong>E dove finiscono tutti questi rifiuti tecnologici?</strong> Marco Santochi, ingegnere e docente universitario di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione a Pisa, si interroga su questi temi in un &#8220;<strong>giallo ecologico</strong>&#8221; in cui la storia di due donne, apparentemente diverse, si intreccia indissolubilmente proprio  a causa di un cellulare e di un’aria di Puccini.</p>
<p>La vicenda si tinge di toni surreali mentre seguiamo Sara, da poco rimasta vedova, sulle tracce del telefonino del marito che, inspiegabilmente, a pochi mesi dalla sua morte, ricomincia a mandare messaggi.<strong> Il viaggio di Sara si dipana attraverso la realtà del riciclaggio dei rifiuti elettronici dove il confine tra legalità e illegalità si fa sottile</strong>. Pagina dopo pagina il lettore apre gli occhi su <strong>quello che realmente significa smaltire un cellulare</strong>: la maggior parte di questi rifiuti viene infatti convogliato, secondo la ferrea logica NIMBY – <em>Not In My Back Yard</em>, &#8220;non nel mio giardino&#8221; – in villaggi cinesi dove le varie componenti vengono smontate, le parti in plastica vengono bruciate e<strong> tutti, bambini compresi, entrano in contatto con cadmio, piombo o mercurio senza la minima protezione</strong>.</p>
<p>In questo scenario di degrado si inserisce il percorso di Lina, l’altra protagonista del libro, una giovane ricercatrice che si batte per cambiare le cose grazie al frutto delle sue rivoluzionarie ricerche.</p>
<p>Una storia che salta dal passato al presente, da una donna all’altra, con una vivacità narrativa che cattura il lettore fino all’ultima pagina in un avvincente e toccante giallo dai risvolti sociali. <strong>Un libro che fa riflettere sulla bulimia consumistica</strong> con la quale ogni giorno ci troviamo a convivere, senza pensare che <em>domani</em> ci verrà presentato un conto salato.</p>
<p><em>Ilaria Burgassi</em></p>
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		<title>Fujitsu presenta il nuovo server PRIMERGY basato su tecnologia Zero-Watt</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fujitsu]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[PC Zero-Watt]]></category>
		<category><![CDATA[server Fujitsu PRIMERGY TX100 S2]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il nuovo PRIMERGY TX100 S2, Fujitsu offre un server entry-level  ad elevata efficienza energetica. Il sistema integra la  tecnologia Fujitsu Zero-Watt che permette di mantenere i consumi  energetici a livelli minimi, riducendo ulteriormente le spese IT.
Il server Fujitsu PRIMERGY TX100 S2 integra infatti la funzione Zero-Watt, del tutto simile a quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Courtesy-of-Fujitsu.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-11034" title="Courtesy of Fujitsu" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Courtesy-of-Fujitsu-300x183.jpg" alt="Courtesy of Fujitsu" width="300" height="183" /></a>Con il nuovo <strong>PRIMERGY TX100 S2</strong>, <a href="http://ts.fujitsu.com">Fujitsu</a> offre un server entry-level  ad <strong>elevata efficienza energetica</strong>. Il sistema integra la  tecnologia <strong>Fujitsu Zero-Watt</strong> che permette di mantenere i consumi  energetici a livelli minimi, riducendo ulteriormente le spese IT.</p>
<p>Il server Fujitsu PRIMERGY TX100 S2 integra infatti la funzione Zero-Watt, del tutto simile a quella dei <a href="http://ts.fujitsu.com/products/0watt.html">PC Zero-Watt Fujitsu</a>.  A differenza dei server tradizionali, che anche da spenti consumano un  minimo di energia, il nuovo modello PRIMERGY TX100 S2 registra  successivamente allo spegnimento <strong>consumi pari a 0,0 Watt</strong>. In questo modo  calano ulteriormente i consumi energetici e le emissioni di calore  prodotte dal ciclo di raffreddamento del sistema, per una maggiore  protezione della macchina da potenziali attacchi dalla Rete durante la  notte o i fine settimana.</p>
<p>Nonostante il sistema non consumi quando è spento, PRIMERGY TX100  S2 può essere comunque gestito, dal momento che è possibile predefinirne  l&#8217;attivazione all&#8217;interno di un arco di tempo prestabilito durante il  quale eseguire operazioni di manutenzione e aggiornamenti.</p>
<p>Il sistema PRIMERGY TX100 S2 è inoltre dotato di <strong>funzioni server  eco-compatibili per le infrastrutture IT già esistenti</strong>, soprattutto  uffici di piccole dimensioni; durante il normale funzionamento i consumi  energetici vengono ridotti grazie al particolare design della macchina  che raggiunge un assorbimento massimo di <strong>250 Watt</strong>, utilizzando peraltro  un alimentatore efficiente all&#8217;88%. Tutte queste caratteristiche sono  state riconosciute con l&#8217;assegnazione di due stelle nel programma Green  IT di Fujitsu. .</p>
<p><strong>Giuseppe Magni</strong>, Responsabile Business Practice Distributed IT di  Fujitsu Technology Solutions, ha così commentato: “Non tutte le imprese,  soprattutto quelle di medie e piccole dimensioni, necessitano di un  sistema server sempre attivo e funzionante. Anche se il risparmio  energetico garantito da un singolo PRIMERGY TX100 S2 non è altissimo, il  nostro impegno va nella direzione di sviluppare server che siano il più  possibile efficienti in termini di consumi energetici per contribuire  alla riduzione delle emissioni di gas serra a livello globale e  contribuire alla realizzazione di una società consapevole e responsabile  nei confronti dell’ambiente”.</p>
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		<title>APC, nuove unità PDU per il risparmio energetico dei data Center</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 05:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[APC by Schneider Electric]]></category>
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		<description><![CDATA[APC by Schneider Electric, azienda che opera nel settore dei servizi integrati di alimentazione e condizionamento, ha annunciato la nuova serie di unità per la distribuzione dell’alimentazione (PDU) installabili a rack. Le nuove PDU con Amperometro e con commutatore, installabili a rack, aiuteranno i responsabili IT e i facility manager a gestire in modo più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.apc.com/it"><strong><strong></strong></strong></a><strong><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Courtesy-of-APC.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-10559" title="Courtesy of APC" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Courtesy-of-APC.JPG" alt="Courtesy of APC" width="152" height="142" /></a></strong>APC by Schneider Electric</strong>, azienda che opera nel settore dei servizi integrati di alimentazione e condizionamento, ha annunciato la nuova serie di unità per la distribuzione dell’alimentazione (PDU) installabili a rack. Le nuove <strong>PDU</strong> con Amperometro e con commutatore, installabili a rack, aiuteranno i responsabili IT e i facility manager a <strong>gestire in modo più efficace e produttivo la capacità energetica e la funzionalità per i dispositivi critici di rete, server e data center</strong>. Le nuove PDU di APC risolvono le esigenze di alimentazione a livello di rack incorporando nuove funzioni intelligenti come misurazione dell’alimentazione reale e monitoraggio ambientale, il tutto in un ingombro salva spazio zero-U – il più sottile del settore nella sua categoria.</p>
<p>“Un numero sempre maggiore di responsabili di data center sta iniziando a <strong>considerare l’energia come una risorsa produttiva</strong>, e necessita di strumenti che li aiuti a massimizzare le risorse in modo semplice. Le unità PDU di APC installabili a rack sono uno di quegli strumenti che offrono un supporto per la gestione dell’energia all’interno del data center grazie al monitoraggio in tempo reale, consentendo di risparmiare spazio&#8221;, ha affermato <strong>Dave Guidette</strong>, senior vice president, Enterprise Systems, Services &amp; Software di APC.</p>
<p>La nuova piattaforma APC di unità PDU installabili a rack include 19 nuovi modelli nelle famiglie di prodotto Metered e Switched. La serie <strong>AP8800 Metered Rack PDU</strong> offre funzioni avanzate di monitoraggio da remoto, in tempo reale, dei carichi collegati con avvisi definiti dall’utente per segnalare  eventuali sovraccarichi di circuito prima che si verifichino guasti IT critici; questo permette ai responsabili IT di monitorare e risolvere proattivamente i problemi.  La serie <strong>AP8900 Switched Rack PDU</strong> fornisce funzioni avanzate di monitoraggio del carico unitamente al controllo della commutazione on/off da remoto di prese singole per il power cycling, il sequenziamento ritardato dell’alimentazione e la gestione dell’utilizzo delle prese. Tutte le nuove unità  includono misurazione attiva dell’alimentazione e allarmi da remoto con misurazioni in termini di volt, ampere, potenza reale (kW) e energia (kWh).</p>
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