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	<title>Greenews.info &#187; IT</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Fujitsu presenta il nuovo server PRIMERGY basato su tecnologia Zero-Watt</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/fujitsu-presenta-il-nuovo-server-primergy-basato-su-tecnologia-zero-watt/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fujitsu]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[PC Zero-Watt]]></category>
		<category><![CDATA[server Fujitsu PRIMERGY TX100 S2]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il nuovo PRIMERGY TX100 S2, Fujitsu offre un server entry-level  ad elevata efficienza energetica. Il sistema integra la  tecnologia Fujitsu Zero-Watt che permette di mantenere i consumi  energetici a livelli minimi, riducendo ulteriormente le spese IT.
Il server Fujitsu PRIMERGY TX100 S2 integra infatti la funzione Zero-Watt, del tutto simile a quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Courtesy-of-Fujitsu.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-11034" title="Courtesy of Fujitsu" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Courtesy-of-Fujitsu-300x183.jpg" alt="Courtesy of Fujitsu" width="300" height="183" /></a>Con il nuovo <strong>PRIMERGY TX100 S2</strong>, <a href="http://ts.fujitsu.com">Fujitsu</a> offre un server entry-level  ad <strong>elevata efficienza energetica</strong>. Il sistema integra la  tecnologia <strong>Fujitsu Zero-Watt</strong> che permette di mantenere i consumi  energetici a livelli minimi, riducendo ulteriormente le spese IT.</p>
<p>Il server Fujitsu PRIMERGY TX100 S2 integra infatti la funzione Zero-Watt, del tutto simile a quella dei <a href="http://ts.fujitsu.com/products/0watt.html">PC Zero-Watt Fujitsu</a>.  A differenza dei server tradizionali, che anche da spenti consumano un  minimo di energia, il nuovo modello PRIMERGY TX100 S2 registra  successivamente allo spegnimento <strong>consumi pari a 0,0 Watt</strong>. In questo modo  calano ulteriormente i consumi energetici e le emissioni di calore  prodotte dal ciclo di raffreddamento del sistema, per una maggiore  protezione della macchina da potenziali attacchi dalla Rete durante la  notte o i fine settimana.</p>
<p>Nonostante il sistema non consumi quando è spento, PRIMERGY TX100  S2 può essere comunque gestito, dal momento che è possibile predefinirne  l&#8217;attivazione all&#8217;interno di un arco di tempo prestabilito durante il  quale eseguire operazioni di manutenzione e aggiornamenti.</p>
<p>Il sistema PRIMERGY TX100 S2 è inoltre dotato di <strong>funzioni server  eco-compatibili per le infrastrutture IT già esistenti</strong>, soprattutto  uffici di piccole dimensioni; durante il normale funzionamento i consumi  energetici vengono ridotti grazie al particolare design della macchina  che raggiunge un assorbimento massimo di <strong>250 Watt</strong>, utilizzando peraltro  un alimentatore efficiente all&#8217;88%. Tutte queste caratteristiche sono  state riconosciute con l&#8217;assegnazione di due stelle nel programma Green  IT di Fujitsu. .</p>
<p><strong>Giuseppe Magni</strong>, Responsabile Business Practice Distributed IT di  Fujitsu Technology Solutions, ha così commentato: “Non tutte le imprese,  soprattutto quelle di medie e piccole dimensioni, necessitano di un  sistema server sempre attivo e funzionante. Anche se il risparmio  energetico garantito da un singolo PRIMERGY TX100 S2 non è altissimo, il  nostro impegno va nella direzione di sviluppare server che siano il più  possibile efficienti in termini di consumi energetici per contribuire  alla riduzione delle emissioni di gas serra a livello globale e  contribuire alla realizzazione di una società consapevole e responsabile  nei confronti dell’ambiente”.</p>
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		<title>APC, nuove unità PDU per il risparmio energetico dei data Center</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/apc-nuove-unita-pdu-per-il-risparmio-energetico-dei-data-center/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 05:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[APC by Schneider Electric]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>

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		<description><![CDATA[APC by Schneider Electric, azienda che opera nel settore dei servizi integrati di alimentazione e condizionamento, ha annunciato la nuova serie di unità per la distribuzione dell’alimentazione (PDU) installabili a rack. Le nuove PDU con Amperometro e con commutatore, installabili a rack, aiuteranno i responsabili IT e i facility manager a gestire in modo più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.apc.com/it"><strong><strong></strong></strong></a><strong><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Courtesy-of-APC.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-10559" title="Courtesy of APC" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Courtesy-of-APC.JPG" alt="Courtesy of APC" width="152" height="142" /></a></strong>APC by Schneider Electric</strong>, azienda che opera nel settore dei servizi integrati di alimentazione e condizionamento, ha annunciato la nuova serie di unità per la distribuzione dell’alimentazione (PDU) installabili a rack. Le nuove <strong>PDU</strong> con Amperometro e con commutatore, installabili a rack, aiuteranno i responsabili IT e i facility manager a <strong>gestire in modo più efficace e produttivo la capacità energetica e la funzionalità per i dispositivi critici di rete, server e data center</strong>. Le nuove PDU di APC risolvono le esigenze di alimentazione a livello di rack incorporando nuove funzioni intelligenti come misurazione dell’alimentazione reale e monitoraggio ambientale, il tutto in un ingombro salva spazio zero-U – il più sottile del settore nella sua categoria.</p>
<p>“Un numero sempre maggiore di responsabili di data center sta iniziando a <strong>considerare l’energia come una risorsa produttiva</strong>, e necessita di strumenti che li aiuti a massimizzare le risorse in modo semplice. Le unità PDU di APC installabili a rack sono uno di quegli strumenti che offrono un supporto per la gestione dell’energia all’interno del data center grazie al monitoraggio in tempo reale, consentendo di risparmiare spazio&#8221;, ha affermato <strong>Dave Guidette</strong>, senior vice president, Enterprise Systems, Services &amp; Software di APC.</p>
<p>La nuova piattaforma APC di unità PDU installabili a rack include 19 nuovi modelli nelle famiglie di prodotto Metered e Switched. La serie <strong>AP8800 Metered Rack PDU</strong> offre funzioni avanzate di monitoraggio da remoto, in tempo reale, dei carichi collegati con avvisi definiti dall’utente per segnalare  eventuali sovraccarichi di circuito prima che si verifichino guasti IT critici; questo permette ai responsabili IT di monitorare e risolvere proattivamente i problemi.  La serie <strong>AP8900 Switched Rack PDU</strong> fornisce funzioni avanzate di monitoraggio del carico unitamente al controllo della commutazione on/off da remoto di prese singole per il power cycling, il sequenziamento ritardato dell’alimentazione e la gestione dell’utilizzo delle prese. Tutte le nuove unità  includono misurazione attiva dell’alimentazione e allarmi da remoto con misurazioni in termini di volt, ampere, potenza reale (kW) e energia (kWh).</p>
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		<title>Yourenew.com, il riciclo dell&#8217;elettronica veloce e conveniente</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 12:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un modo semplice e remunerativo per riciclare cellulari, computer, mp3, fotocamere, hard-disk e tutti quei vecchi apparecchi elettronici, accumulati durante una vita (digitale) e spesso abbandonati nelle scatole in soffitta o, impropriamente, nei cassonetti.
Basta andare sul sito yourenew.com, un nuovo eco-business di successo, nato da un&#8217;idea di Bob Casey e Rich Littlehale, due ex studenti della prestigiosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/riciclo-pc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10035" title="riciclo pc, CVourtesy of ecologiae.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/riciclo-pc-300x235.jpg" alt="riciclo pc, CVourtesy of ecologiae.com" width="300" height="235" /></a>C&#8217;è un modo semplice e remunerativo per <strong>riciclare</strong> cellulari, computer, mp3, fotocamere, hard-disk e tutti quei vecchi <strong>apparecchi elettronici</strong>, accumulati durante una vita (digitale) e spesso abbandonati nelle scatole in soffitta o, impropriamente, nei cassonetti.</p>
<p>Basta andare sul sito<a href="http://www.yourenew.com" target="_blank"> yourenew.com</a>, un nuovo eco-business di successo, nato da un&#8217;idea di <strong>Bob Casey</strong> e <strong>Rich Littlehale</strong>, due ex studenti della prestigiosa università di <strong>Yale</strong>, negli Stati Uniti. </p>
<p>Gli inventori del servizio garantiscono la disponibilità a <strong>pagare la merce inviata entro 5 giorni dall’arrivo della spedizione</strong>, a patto di aver risposto ad alcune semplici domande sul modello dell&#8217;oggetto e sullo stato di conservazione. Questo perché i prodotti non vengono necessariamente <strong>ritirati e smaltiti</strong> (attraverso procedure eco-friendly), ma potrebbero anche trovare nuova vita nelle (seconde) mani di un utente in cerca di <strong>apparecchi usati, a basso costo, </strong>secondo la filosofia che<strong> il riuso è ancora meglio del riciclo</strong>. </p>
<p>La struttura del sito è molto diretta e intuitiva e consente di individuare <strong>marca, modello e prezzo di qualsiasi oggetto</strong> disponibile. Non è necessario registrarsi, creando inutili account, inserendo il numero della propria carta di credito o pagando spese di spedizione: <strong>provvedono loro a tutto</strong> e, nel peggiore dei casi - se ad esempio il cellulare inviato fosse in condizioni disperate &#8211; non sarà possibile essere risarciti, ma almeno si avrà<strong> la certezza che l&#8217;oggetto sarà correttamente smaltito e  riciclato al 100</strong>%.</p>
<p><strong>Una parte degli incassi è per altro devoluta al sostegno di cause ambientaliste. </strong>Yourenew è infatti partner di  <a href="http://www.google.it/#hl=it&amp;&amp;sa=X&amp;ei=JQUzTOftLYemsQbH6pXOBA&amp;ved=0CBcQBSgA&amp;q=carbonfund&amp;spell=1&amp;fp=f8e20823b1e10106" target="_blank">Carbonfund.org</a> e <a href="http://americanforests.org/" target="_blank">Americanforests.org</a> e compensa le prorpie emissioni di Co2 tramite <a style="font-weight: bold; color: #00853e; text-decoration: underline; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; cursor: pointer; padding: 0px; margin: 0px;" rel="nofollow" href="http://co2stats.com/">CO2stats.com</a>. Nella sezione di identificazione del proprio modello (&#8221;Find your device&#8221;) si può inoltre decidere di <strong>donare una somma aggiuntiva per piantare alberi o comprare certificati energetici</strong>.</p>
<p><em>Benedetta Musso</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/bLauJpYzHk8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/v/bLauJpYzHk8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Asus lancia Bamboo Collection, i notebook realizzati in fibra di bamboo</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/asus-lancia-bamboo-collection-il-notebook-realizzato-in-fibra-di-bamboo/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 05:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una costante tensione verso la ricerca e  l’innovazione tecnologica, non a scapito però dell’ambiente e della  salvaguardia del nostro Pianeta: è questa l’anima della “green  philosophy” di ASUS. Diversi sono, infatti, gli  ambiti e le leve su cui agisce l’Azienda per proporre soluzioni  eco-friendly e tecnologicamente all’avanguardia, ampliando così le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/Courtesy-of-Asus.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-9887" title="Courtesy of Asus" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/Courtesy-of-Asus.JPG" alt="Courtesy of Asus" width="258" height="184" /></a>Una costante tensione verso la ricerca e  l’innovazione tecnologica, non a scapito però dell’ambiente e della  salvaguardia del nostro Pianeta: è questa l’anima della “<em>green  philosophy</em>” di ASUS. Diversi sono, infatti, gli  ambiti e le leve su cui agisce l’Azienda per proporre soluzioni  eco-friendly e tecnologicamente all’avanguardia, ampliando così le  possibilità di scelta per quanti intendano effettuare in modo  responsabile anche i propri acquisti tecnologici.</span></p>
<p>Punta di diamante della gamma “green” di ASUS è la nuova  serie di notebook della serie <strong>Bamboo Collection</strong>, realizzata impiegando <strong> fibra di bambù in sostituzione dei tradizionali materiali plastici</strong> e  consentendo, così, una <strong>riduzione di circa il 20% della plastica</strong> utilizzata nei notebook tradizionali. Questa nuova serie di PC  portatili sarà disponibile nel nostro paese dalla metà di luglio ed è  equipaggiata con le soluzioni tecnologiche più avanzate  tanto sotto il profilo delle prestazioni quanto sul piano del risparmio  energetico. Caratterizzata da un aspetto originale e raffinato, la serie  <strong>ASUS U53J</strong> si fa notare, in particolare, per la cover e il poggiapolsi  integralmente ricoperti da bambù, materiale dalla storia e dalla  tradizione antica, completamente naturale e a basso impatto, la cui  pianta è in grado di rigenerarsi autonomamente ed in tempi rapidissimi.<br />
<span> Come tutti i notebook di ultima generazione e gli Eee PC™, anche quelli della linea Bamboo  adottano la tecnologia <strong>ASUS Super Hybrid Engine  (SHE)</strong>, che consente di ottimizzare prestazioni e consumi, innalzando i  primi e contenendo al tempo stesso i secondi, a favore di una più estesa  durata della batteria ed assicurando, per questa via, consistenti  risparmi sul piano energetico.</span></p>
<p><span>Anche i display LCD, grazie  all’offerta di schermi di tipo mercury-free e retroilluminazione a LED, sono studiati in modo da contenere i consumi fino al 45%, se comparati alle soluzioni  tradizionali con impiego di quattro lampade. Questo risparmio  energetico si traduce direttamente in un significativo contributo alla  riduzione delle emissioni annuali di anidride carbonica, stimabile in  media in 23,6Kg per ciascun pannello ed equivalente all’incirca  all’impianto di due nuovi alberi ogni anno.</span></p>
<p>La filosofia “green” di ASUS pervade allo stesso modo anche l’area dei  componenti per PC, in particolare delle schede madri dotate della  tecnologia ASUS EPU (Energy Processing Unit), in grado di monitorare  costantemente le richieste energetiche del sistema, bilanciandole in  maniera automatica per ottimizzarne i consumi. Per avere una chiara  misura dell’impatto di queste tecnologie è sufficiente considerarne i  risultati su larga scala: a livello globale, ogni dieci milioni di  schede madri prodotte, si genera un risparmio netto fino a 210.000  tonnellate di anidride carbonica in meno immessa nell’ambiente,  l’equivalente delle emissioni totali di CO2 prodotte in un anno  dall’intera Australia.</p>
<p>Un altro tema fondamentale su cui ASUS sta da tempo concentrando sempre  maggiori energie è quello del riciclo, obiettivo che viene perseguito  utilizzando in maniera ancora più estensiva imballaggi e packaging  completamente riciclabili e privi di coloranti chimici dannosi ed  inquinanti, oltre alla progressiva sostituzione dei tradizionali manuali  cartacei con quelli in versione elettronica, per ridurre ulteriormente  l’impiego di carta.</p>
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		<title>Il 70% delle aziende prevede di investire sui cambiamenti climatici</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 15:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo la recentissima ricerca &#8220;Action amid uncertainty: the business response to climate change&#8220;, condotta dalla società di consulenza e revisione contabile Ernst&#38;Young su 300 top managers di tutto il mondo a capo di aziende con fatturato minimo di 1 miliardo di dollari, sono ben il 70% gli executive che prevedono di aumentare la spesa per iniziative sul cambiamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/broker-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9837" title="Courtesy of GERMANY STOCK MARKETS" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/broker-2-300x208.jpg" alt="Courtesy of GERMANY STOCK MARKETS" width="300" height="208" /></a>Secondo la recentissima ricerca &#8220;<strong>Action amid uncertainty: the business response to climate change</strong>&#8220;, condotta dalla società di consulenza e revisione contabile <a href="http://www.ey.com/IT/it/Home" target="_blank"><strong>Ernst&amp;Young </strong></a>su<strong> </strong>300 top managers di tutto il mondo a capo di aziende con fatturato minimo di 1 miliardo di dollari, sono ben il <strong>70% gli <em>executive</em> che prevedono di aumentare la spesa per iniziative sul cambiamento climatico, tra il 2010 e il 2012.</strong></p>
<p>Un dato sorprendente, se si tiene conto delle impegnative condizioni economiche e dell’incertezza normativa sul settore, che riflette tuttavia la convinzione delle grandi aziende che <strong>il tema del cambiamento climatico impatterà significativamente sulle performance e sulle strategie di business dei prossimi anni.</strong></p>
<p>L’indagine ha rilevato inoltre che gli executive si aspettano di effettuare importanti investimenti <strong>non solo per generare risparmi sui costi, ma anche nuove opportunità di ricavi legati al cambiamento climatico,</strong> come reso possibile dal sistema del <strong><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meccanismo_di_sviluppo_pulito" target="_blank">Clean Development Mechanism</a>.</em></strong> Per questo <strong>quasi la metà del campione intervistato prevede di spendere dallo 0,5% a più del 5% dei propri ricavi in iniziative legate al cambiamento climatico</strong>, il che si traduce, per una società da 1 miliardo di dollari, in una spesa prevista compresa<strong> tra i 5 e i 50 milioni di dollari all&#8217;anno</strong>.</p>
<p>Secondo <strong>Roberto Giacomelli</strong>, Italy Climate Change and Sustainability Services Leader di Ernst &amp; Young, “Le aziende leader <strong>non stanno permettendo che la mancanza di normative standard globali rallenti i loro investimenti nel cambiamento climatico</strong>. Gli altri driver di mercato, come ad esempio il crescente interesse degli analisti nella performance del cambiamento climatico, stanno spingendo ulteriormente la necessità di azioni e di maggior trasparenza”.</p>
<p><strong>I consumatori e gli analisti</strong> (incaricati di valutare le aziende) sono dunque i due fattori che stanno guidando questo trend degli investimenti, con l’89% degli intervistati che dichiara come le attività aziendali sul cambiamento climatico siano <strong>guidate principalmente dalle richieste in continua evoluzione dei clienti</strong>. Alcuni settori, tra cui l’<strong>automotive </strong>e quelli dei <strong>prodotti di consumo</strong> e della <strong>tecnologia</strong>, ritengono poi, all’unanimità, che <strong>le preferenze dei clienti, cambiando, abbiano creato uno stimolo fondamentale all’azione e all’innovazione</strong>.</p>
<p>Ma anche l&#8217;opera degli <strong>analisti finanziari, che stanno sempre più legando la risposta al cambiamento climatico delle aziende alla valutazione delle stesse</strong> influenza il 40% dei senior executive intervistati.</p>
<p><strong>L’efficienza energetica</strong> risulta al primo posto nella lista delle azioni previste, con l’82% degli intervistati che pianifica di investire in quest’area <strong>a partire dai prossimi 12 mesi</strong>. Circa la metà conferma invece che spin-off o <strong>start-up di nuovi business siano alcune delle nuove attività su cui concentrarsi</strong>. Il 65% degli executive intende comunque focalizzare gli investimenti su nuovi prodotti e servizi.</p>
<p>Conclude Giacomelli: “ <strong>Gli executive più avveduti riconoscono nell’integrazione della risposta al cambiamento climatico nei propri piani di business l’opportunità di perseguire contemporaneamente tre obiettivi di assoluto rilievo: generare ricchezza, risparmiare denaro e rispondere alle aspettative degli stakeholder</strong>. Al fine di cogliere tale opportunità è necessario che anche le aziende di settori non direttamente impattati dalle normative sul <strong>contenimento delle emissioni di gas serra</strong> avviino un percorso di definizione e attuazione di <strong>una propria strategia organica sulle tematiche dell’energia e del clima</strong>. Un percorso efficace dovrà integrare coerentemente la visione del management sul posizionamento atteso nel medio-lungo periodo con le attività di mappatura e riduzione delle emissioni di gas serra e con la <strong>comunicazione ai portatori di interesse rilevanti</strong>”.</p>
<p><em>Andrea Gandiglio</em></p>
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		<title>Easynet e il settore ICT per l&#8217;ambiente</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/easynet-e-il-settore-ict-per-lambiente/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 05:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Easynet Global Services ha annunciato ieri un’iniziativa volta ad una maggiore responsabilità ambientale, chiedendo alle aziende del settore ICT di adottare un approccio comune su questa tematica. L’iniziativa, dal titolo “Come il settore ICT supporta le attività sostenibili”, vede Easynet impegnata in una campagna di sensibilizzazione, in ambito business, sull’importanza di condividere la responsabilità rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/idee/linsostenibile-leggerezza-di-internet/" target="_self"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9444" title="Courtesy of Easynet" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/Courtesy-of-Easynet.JPG" alt="Courtesy of Easynet" width="200" height="173" />Easynet Global Services</strong> </a>ha annunciato ieri un’iniziativa volta ad una maggiore responsabilità ambientale, chiedendo alle aziende del settore ICT di adottare un approccio comune su questa tematica. L’iniziativa, dal titolo “<em>Come il settore ICT supporta le attività sostenibili</em>”, vede Easynet impegnata in una campagna di sensibilizzazione, in ambito business, sull’importanza di condividere la responsabilità rispetto al consumo energetico. Allo stesso tempo l’azienda, consapevole che il settore ICT non possa accollarsi questo onere da solo, sta lavorando attivamente per ottenere il coinvolgimento del mondo politico, della scienza e più in generale delle aziende di ogni settore a supporto del suo progetto.</p>
<p>I sostenitori dell’iniziativa, che includono <a href="http://www.pwc.com/">PricewaterhouseCoopers</a>, <a href="http://www.heineken.com/">Heineken</a>, <a href="corporateuk.eneco.nl">Eneco</a>, <a href="http://www.rabobank.com/">Rabobank</a> e <a href="http://www.nyenrode.nl/">Nyenrode Business University</a>,  interverranno alla <a href="http://announcement.easynet.com/mail_be_seminar/">conferenza </a>organizzata da Easynet il prossimo 24 giugno presso il <a href="http://www.heinekenexperience.com/">Birrificio-Museo Heineken</a> di Amsterdam. L&#8217;ebento sarà l’occasione per presentare l’iniziativa ad aziende che si impegnano attivamente nella sostenibilità o che sono interessate a saperne di più.</p>
<p>Poiché l’industria ICT genera circa il <strong>2% </strong>del totale delle emissioni di carbonio, i comportamenti delle aziende sul fronte della sostenibilità e dell’ambiente rappresentano da tempo una priorità. Easynet vede in tali iniziative un’opportunità per se stessa e per i suoi clienti, con il fine di ridurre i costi e portare innovazione nelle sue attività.</p>
<p>In linea con questo approccio, Easynet ha investito migliorando l’efficienza energetica dei suoi data center, tramite l’adozione di strutture dal <em>design</em> intelligente progettate per mantenere temperature di 26°  nell’<a href="http://www.easynet.com/it/it/about/pressRelease.aspx?TertiaryNavID=561&amp;PressReleaseID=913">Energy center</a> a Schipol-Rijk, pari a un aumento di 4 gradi rispetto agli attuali standard di mercato. Inoltre, i sistemi installati per ridurre l’impatto sull’ambiente includono ulteriori elementi quali l’adozione di luci dotate di sensori di movimento negli uffici Easynet, il monitoraggio dell’impatto sull’ambiente dell’intera catena di distribuzione, un rilevante programma di riciclo e il coinvolgimento dei dipendenti sulle tematiche ambientali. I</p>
<p>“Le iniziative sostenibili sono una responsabilità che va condivisa. Nell’ottica di una maggiore sinergia, Easynet chiede alle aziende più collaborazione e conoscenza del tema”, ha dichiarato <strong>Dirk Peeters, Managing Director di Easynet Global Services per il Nord Europa</strong>. “Le società ICT vogliono dimostrare come sia possibile supportare le aziende di altri settori migliorando l’efficienza energetica grazie all’utilizzo dei sistemi ICT. Ritengo che il prossimo passo nella mia Regione consisterà nell’assegnazione di certificazioni alle aziende che operano in tal senso. Il governo giocherà un ruolo significativo nel raggiungere questo risultato”.</p>
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		<title>Mezz&#8217;ora al giorno vicino al cellulare uccide gli alveari</title>
		<link>http://www.greenews.info/rassegna-stampa/mezzora-al-giorno-vicino-al-cellulare-uccide-gli-alveari/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 04:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
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		<category><![CDATA[Elettrosmog]]></category>
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		<description><![CDATA[Trenta minuti al giorno di esposizione alle microonde di un cellulare sono sufficienti per provocare danni devastanti ad un alveare.
Sono questi i preoccupanti risultati di uno studio sull’influenza delle onde elettromagnetiche dei telefonini sulle api, pubblicato sulla rivista Current Science, dell’Università indiana del Punjab.
Durante gli esperimenti i ricercatori hanno allestito due diversi alveari: il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/api-Courtesy-of-mbeo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8870" title="api, Courtesy of mbeo, Flickr.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/06/api-Courtesy-of-mbeo-300x201.jpg" alt="api, Courtesy of mbeo, Flickr.com" width="300" height="201" /></a>Trenta minuti</strong> al giorno di esposizione alle microonde di un <strong>cellulare</strong> sono sufficienti per provocare danni devastanti ad un <strong>alveare.</strong></p>
<p>Sono questi i preoccupanti risultati di uno studio sull’influenza delle <strong>onde elettromagnetiche</strong> dei telefonini sulle <strong>api</strong>, pubblicato sulla rivista <strong><a href="http://www.ias.ac.in/currsci/" target="_blank">Current Science</a></strong>, dell’<strong>Università indiana del Punjab.</strong></p>
<p>Durante gli esperimenti i ricercatori hanno allestito <strong>due diversi alveari</strong>: il primo &#8216;equipaggiato&#8217; con due cellulari che venivano accesi due volte al giorno per quindici minuti, il secondo con finti telefonini. Dopo tre mesi, le analisi hanno rivelato, nel primo alveare, un <strong>drastico declino sia nella produzione di miele</strong> che nella deposizione di uova da parte dell&#8217;ape regina. Inoltre molte meno api operaie riuscivano a tornare nel nido &#8216;tecnologico&#8217; rispetto all&#8217;altro, prova, secondo i ricercatori, del potere delle microonde di interferire con il sistema di navigazione delle api.</p>
<p>&#8220;<strong>L&#8217;elettrosmog</strong> può  interferire con la <strong>biologia delle api</strong> – scrivono gli studiosi  – perché queste hanno al loro interno della <strong>magnetite</strong>. Non conosciamo bene le cause del declino nella produttività, ma è un fatto che al termine dell&#8217;esperimento nell&#8217;alveare non c&#8217;era più miele”.</p>
<p>Quindi, oltre ai <strong>cambiamenti climatici, i pesticidi e gli Ogm</strong>, la diminuzione delle api sarebbe causata anche dall’<strong>elettrosmog</strong>.</p>
<p>Non mancano però i dubbi. <strong>Claudio Porrini</strong>, del dipartimento <strong>di Scienze e tecnologie agroambientali dell&#8217;università di Bologna</strong>, ha condotto un&#8217;indagine sul campo parlando con diversi apicoltori che avevano gli alveari sotto i ripetitori telefonici: “Forse quello delle onde elettromagnetiche – spiega<strong> Porrini</strong> – è un fattore secondario, che agisce in presenza di altri problemi come patologie, presenza di pesticidi o assenza di colture ricche di proteine fondamentali per le api”. Quindi, continua lo studioso, è verso altre strade che bisogna indirizzarsi per contrastare il declino delle api: “In Italia siamo riusciti a ridurre la mortalità estiva con il bando di alcuni pesticidi del mais – conclude <strong>Porrini.</strong> Rimane il problema della mortalità invernale, legata soprattutto ai <strong>parassiti</strong>, che provocano circa il 30% di decessi ogni anno”.</p>
<p><em>Benedetta Musso</em></p>
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		<title>Nasce &#8220;Earth&#8221;, il progetto green per le reti mobili di quarta generazione</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/nasce-earth-il-progetto-green-per-le-reti-mobili-di-quarta-generazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Earth]]></category>
		<category><![CDATA[Green ICT]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[telecomunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella sede Bell Labs di Alcatel-Lucent a Stoccarda, in Germania si è tenuto, martedì 27 aprile, il lancio di “EARTH” (Energy Aware Radio and neTwork tecHnologies).
Il programma, finanziato dall’Unione Europea, prevede l’alleanza di 15 tra i maggiori operatori di telecomunicazioni, con l’obiettivo di ridurre del 50%, nei prossimi due anni e mezzo, i consumi di energia delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/reti-mobili-quarta-generazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7450" title="reti mobili quarta generazione, Courtesy of Cellulariepalmari.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/reti-mobili-quarta-generazione-300x248.jpg" alt="reti mobili quarta generazione, Courtesy of Cellulariepalmari.com" width="300" height="248" /></a>Nella sede <strong><a href="http://www.alcatel-lucent.com/wps/portal/BellLabs" target="_blank">Bell Labs</a></strong> di <strong><a href="http://www.alcatel-lucent.com/wps/portal?COUNTRY_CODE=US&amp;COOKIE_SET=false" target="_blank">Alcatel-Lucent</a></strong> a <strong>Stoccarda, </strong>in <strong>Germania </strong>si è tenuto, martedì 27 aprile, il lancio di <strong>“<a href="https://www.ict-earth.eu/" target="_blank">EARTH</a>”</strong> (<em>Energy Aware Radio and neTwork tecHnologies</em>).</p>
<p>Il programma, finanziato dall’<strong><a href="http://europa.eu/index_it.htm" target="_blank">Unione Europea</a>,</strong> prevede l’alleanza di <strong>15</strong> tra i maggiori <strong>operatori di telecomunicazioni,</strong> con l’obiettivo di <strong>ridurre del 50%,</strong> nei prossimi due anni e mezzo, i <strong>consumi di energia</strong> delle emergenti reti mobili di quarta generazione (<strong>4G</strong>).</p>
<p>Il consorzio è coordinato da  <strong>Alcatel-Lucent</strong>, mentre <strong><a href="http://www.ericsson.com/it/" target="_blank">Ericsson</a></strong> è Technical Manager dell’iniziativa.  Altri membri partecipanti la <strong>NXO</strong> <strong>Semiconductors France</strong>, <strong><a href="http://www.docomoeurolabs.de/" target="_blank">DoCoMo Communications Laboratories Europe GmbH</a></strong>, <strong><a href="http://www.telecomitalia.it/content/tiportal/it.html" target="_blank">Telecom Italia</a></strong>, <strong>CEA</strong>, <strong><a href="http://www2.surrey.ac.uk/" target="_blank">University of Surrey</a></strong><strong>, <a href="http://www.verw.tu-dresden.de/Stellaus/" target="_blank">Technische Universität Dresden</a></strong><strong>, Imec, <a href="http://www.utl.pt/index.php?ling=2" target="_blank">IST-Technical University of Lisbon</a></strong><strong>, <a href="http://www.oulu.fi/" target="_blank">University of Oulu</a></strong><strong>, <a href="http://portal.bme.hu/langs/en/default.aspx" target="_blank">Budapest University of Technology and Economics</a></strong><strong>, TTI, </strong><strong><a href="http://www.etsi.org/WebSite/homepage.aspx" target="_blank">ETSI</a></strong>.</p>
<p>Tutti gli operatori del progetto<strong> </strong>porteranno avanti piani di ricerca per ottenere <strong>risparmi energetici </strong>senza precedenti nel campo delle reti wireless, dei loro componenti e dell’interfaccia radio. In linea con questi obiettivi, <strong>EARTH s</strong>vilupperà quindi una <strong>nuova </strong>generazione di apparati di rete<strong> ad alta efficienza energetica</strong>, mettendo a punto strategie di sviluppo e soluzioni per la gestione delle cosiddette &#8220;<strong>reti energeticamente consapevoli&#8221;.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Secondo <strong>Rainer Fechner</strong>, membro del consiglio direttivo di <strong>Alcatel-Lucent Deutschland</strong> e direttore della struttura tedesca dei <strong>Bell Labs</strong>, “l’importanza di quest’iniziativa sta nella possibilità di portare benefici tangibili alla società a diversi livelli, con la riduzione dei consumi di energia delle reti e dell’impatto di queste ultime sull’ambiente, rendendo nel contempo i servizi della banda larga mobile disponibili ad un più vasto numero di utenti in Europa. Il valore del nostro contributo proviene dalla profonda esperienza e innovazione nelle <strong>tecnologie <em>green,</em> </strong>così come nei più avanzati sistemi wireless”.</p>
<p><strong>Jan Färjh</strong>, direttore di <strong>Ericsson Research</strong>, afferma che “una nuova generazione di reti per la banda larga mobile sarà presente sul mercato <strong>nel giro dei prossimi due anni</strong>&#8220;. &#8220;Se prendiamo in considerazione il <strong>rapido incremento della comunicazione dati</strong>&#8220;, continua Färjh, &#8220;diviene di importanza vitale che l’industria del settore possa contare su soluzioni che siano al tempo stesso <strong>tecnicamente fattibili e implementabili nel breve termine</strong> per fronteggiare questa crescita e contenere ai livelli più bassi il consumo di energia che ne deriverà”.</p>
<p>L’iniziativa EARTH supporta il <a href="http://www.apre.it/ricerca-europea/VIIPQ/Cooperazione/ICT/Default.htm" target="_blank"><strong>Programma di Lavoro dell’Unione Europea per le Tecnologie dell’Informazione e delle Comunicazioni</strong> </a>in linea con l’obiettivo “<strong>Network of the Future</strong>”, che punta a realizzare la<strong> </strong>nuova generazione di tecnologie per le infrastrutture di telecomunicazioni, le reti e Internet. Il progetto è finanziato nell’ambito del<strong> <a href="http://cordis.europa.eu/fp7/home_it.html" target="_blank">Settimo Programma Quadro (FP7)</a></strong>, che mira a svolgere un ruolo cruciale nel <strong>raggiungimento di obiettivi di crescita, competitività e occupazione</strong>, unificando sotto un’egida comune tutte le iniziative UE nel campo della ricerca.</p>
<p>I progressi in materia di efficienza energetica che il consorzio si attende &#8211; da qui a giugno 2012, data conclusiva del progetto &#8211; contribuiranno alla <strong><a href="http://www.greenews.info/idee/linsostenibile-leggerezza-di-internet/" target="_self">riduzione delle emissioni di CO2 nel settore ICT</a> </strong>e<strong> alla realizzazione di servizi broadband wireless in modalità eco-sostenibili</strong>.</p>
<p><em>Benedetta Musso</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La via verso la dematerializzazione dei documenti</title>
		<link>http://www.greenews.info/prodotti/documenti-digitali-per-unenergia-piu-sostenibile/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 10:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eva Filoramo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[OMAT]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono tanti i nomi usati per indicarli: documenti, informazioni, testi, contenuti, dati&#8230; Il nome non è tanto importante quanto il fatto che altro non sono che una forma di energia: un&#8217;energia &#8220;digitale&#8221;, fatta di bit e byte, di 0 e di 1, di circuiti elettronici e microchip, di enormi server e di elementi di computer [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/matrix.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6565" title="matrix, Courtesy of filetransit.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/04/matrix-300x225.jpg" alt="matrix, Courtesy of filetransit.com" width="300" height="225" /></a>Sono tanti i nomi usati per indicarli: <strong>documenti, informazioni, testi, contenuti, dati</strong>&#8230; Il nome non è tanto importante quanto il fatto che <strong>altro non sono che una forma di energia</strong>: un&#8217;energia &#8220;digitale&#8221;, <strong>fatta di bit e byte</strong>, di 0 e di 1, di circuiti elettronici e microchip, di enormi server e di elementi di computer che sempre più tendono alla miniaturizzazione proprio mentre <strong>la quantità di byte prodotti aumenta vertiginosamente</strong> &#8211; dai 12 miliardi di miliardi di byte del 2002 ai quasi 1000 previsti per il 2010.</p>
<p>La <strong>dematerializzazione e la digitalizzazione dei documenti</strong> &#8211; sia essa tramite scansione di oggetti cartacei o simili, piuttosto che inserimento a mano dei dati  ex novo &#8211; è diventata ormai da alcuni anni la croce e la delizia di imprese, privati e pubbliche amministrazioni.</p>
<p>Che si tratti del creare un archivio <em>on line</em> della propria collezione di ricette oppure di creare un database che faccia dialogare i cittadini con l&#8217;anagrafe del proprio luogo di residenza, <strong>la digitalizzazione di quello che un tempo era un &#8220;semplice&#8221; documento cartaceo è ormai imprescindibile</strong> &#8211; e, soprattutto nel caso delle Pubbliche Amministrazioni, tali processi vanno incentivati e regolamentati.</p>
<p><strong>Il Consiglio dei Ministri, recentemente, ha approvato le ultime modifiche al Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale richieste dalla <a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09069l.htm" target="_blank">Legge 69/2009</a></strong>, uno dei pilastri su cui poggia il disegno di modernizzazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Le principali novità riguardano l&#8217;istituzione di un ufficio unico responsabile delle attività ICT di tutte le PA del territorio nazionale, con l&#8217;introduzione di un protocollo informatico che uniformi le attività delle PA italiane; <strong>la semplificazione dei rapporti con i cittadini e le imprese attraverso l&#8217;introduzione di forme di pagamento via computer, l&#8217;utilizzo della firma digitale, la dematerializzazione dei documenti</strong> eccetera. Non da ultimo, il Consiglio dei Ministri ha sottolineato l&#8217;importanza della sicurezza nello scambio e nella conservazione dei dati, predisponendo inoltre dei piani d&#8217;emergenza che possano garantire la continuità dello scambio di dati e della fornitura di servizi nel caso di calamità.</p>
<p>Di questa fondamentale novità &#8211; ma non soltanto &#8211; si è discusso a <a href="http://milano2010.omat360.it/" target="_blank">OMAT 2010</a>, che si è tenuta nei giorni scorsi a Milano (il 30 e il 31 marzo) con l&#8217;obiettivo di istruire una fetta sempre più grande del mercato e avvicinare il maggior numero possibile di attori con poteri decisionali alle soluzioni di <em>information management</em>.</p>
<p>Le sessioni della parte convegnistica sono state infatti studiate per soddisfare le esigenze delle diverse figure professionali partecipanti, e si sono sviluppate attraverso diversi temi: la dematerializzazione e la successiva conservazione dei dati digitali, le possibili evoluzioni di metodi e mezzi operativi, gli aspetti legati alle normative italiane a cui si è accennato sopra, e in particolare la <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/04052dl.htm">fatturazione elettronica</a>.</p>
<p>L&#8217;evento si è concluso, nel pomeriggio del 31, con la <a href="http://www.ecofocus.it/page.asp?pag=540&amp;eveid=141#eve" target="_blank">presentazione dell&#8217;Award Ecohitech</a>, che si svolgerà a <strong>Roma</strong> il <strong>10 e l&#8217;11 novembre 2010</strong>  in occasione dell&#8217;edizione romana di OMAT.<span style="font-size: 12px"> O</span>rganizzato dal <a href="http://www.ecoq.it/page.asp" target="_blank">Consorzio Ecoqual&#8217;It</a>, <strong>l&#8217;Award Ecohitech è il più importante riconoscimento ambientale per le imprese del settore hi-tech</strong> per i risultati di <strong>eco-compatibilità, efficienza energetica e gestione rifiuti</strong> raggiunti mediante lo sviluppo di prodotti, soluzioni e processi rispettosi dell&#8217;ambiente &#8211; giunto ormai alla sua dodicesima edizione.</p>
<p>E&#8217; ben noto infatti che<a href="http://www.greenews.info/idee/linsostenibile-leggerezza-di-internet/" target="_self"> anche i computer consumano energia e producono gas a effetto serra</a>; ma dal momento che, secondo le <a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/01/powering-google-search.html" target="_blank">fonti ufficiali</a>, o<strong>gni ricerca su Google produce 0.2 grammi di CO2</strong>, si tratta comunque di una quantità tale da essere <strong>meno di un millesimo di quella prodotta in media da un automobile ogni chilometro</strong>. Un bel risparmio, dunque, che permette di comprendere come la dematerializzazione delle informazioni, oltre a limitare la produzione di carta (e la relativa deforestazione), sia un grande passo avanti verso una gestione più sostenibile delle attività produttive.</p>
<p><em>Eva Filoramo</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Soluzioni di telepresence Easynet: ideali per ridurre i viaggi di lavoro e le emissioni</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 22:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritenute finora valida alternativa ai viaggi di lavoro nell’ottica di ridurre i budget e aumentare la produttività, oggi le soluzioni di videoconferenza in alta definizione possono costituire per le aziende anche una risposta al rischio di contagio per l’influenza da virus A/H1N1. È cronaca di questi giorni il dilagare del virus in tutta Europa, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Videoconferenza.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3350" title="Videoconferenza" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2009/12/Videoconferenza-150x150.jpg" alt="Videoconferenza" width="150" height="150" /></a>Ritenute finora valida alternativa ai viaggi di lavoro nell’ottica di ridurre i budget e aumentare la produttività, oggi le soluzioni di videoconferenza in alta definizione possono costituire per le aziende anche una risposta al rischio di contagio per l’influenza da virus A/H1N1. È cronaca di questi giorni il dilagare del virus in tutta Europa, con cifre record in Italia che, insieme alla Spagna, risulta al momento tra i paesi più colpiti.</p>
<p>A fronte di questa difficile situazione che sembra destinata a peggiorare nei prossimi mesi, le aziende europee stanno delineando strategie per ridurre il più possibile i rischi di contagio. <strong>Easynet Global Services</strong>, fornitore globale di servizi gestiti per reti, hosting e telepresenza, ha individuato nelle soluzioni di videoconferenza ad alta definizione una direzione percorribile dalle aziende, nell’ottica di ridurre i viaggi di lavoro, con <strong>impatti positivi anche sui costi e sull’ambiente</strong>. Con l’obiettivo di avvicinare i manager a queste soluzioni, dando loro la possibilità di apprezzarne caratteristiche e benefici, Easynet propone la realizzazione di meeting veri e propri oppure di dimostrazioni, utilizzando le suite di telepresence e videoconferenza dislocate in tutto il mondo, collegando ad esempio Milano, Parigi, Madrid, Londra, Shanghai o New York.</p>
<p>Nella sede Easynet di Milano è possibile testare la soluzione di videoconferenza e constatare <em>live</em> gli standard elevati che caratterizzano questa tecnologia; un’opportunità, dunque, per i manager italiani che possono sperimentare direttamente l’alternativa ai meeting vis-à-vis offerta dalle soluzioni di videoconferenza in alta definizione. L’iniziativa è finalizzata a supportare l’impegno delle aziende volto ad attenuare i possibili impatti legati alle trasferte di lavoro nell’attuale situazione economica, oltre che nel clima ambientale e sociale che denota questi tempi.</p>
<p>L’ampia e veloce diffusione del virus influenzale, sta quindi portando le società a ridurre in modo preventivo i viaggi di lavoro per limitare i rischi di contagio. Questo trend di flessione era in realtà già stato registrato negli ultimi mesi a causa della crisi economica, che ha portato le aziende a ridurre i budget e ad una <strong>crescente consapevolezza per la tutela ambientale</strong>.</p>
<p><strong>L’attuale crisi economica e le problematiche climatiche e ambientali stimolano le aziende a studiare soluzioni innovative che non siano efficienti solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello ambientale, riducendo le emissioni di CO<sub>2</sub></strong><strong>. </strong>Le soluzioni di telepresence gestita offrono una valida alternativa alle riunioni creando un’esperienza audiovisiva realistica dove i partecipanti hanno la sensazione di trovarsi effettivamente nella stessa stanza. Risulta pertanto utile l’impegno di Easynet volto ad avvicinare le aziende italiane alla telepresence come sistema sostitutivo alle trasferte di lavoro in grado, tra l’altro, di fornire risparmi immediati facilmente quantificabili sia in termini di costi che di emissioni di CO<sub>2</sub>.</p>
]]></content:encoded>
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