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In città non si respira

gennaio 18, 2010 Progetti, Rassegna Stampa

Courtesy of Legambiente.euMentre il salone internazionale dell’auto di Detroit dedica un’intera sezione del padiglione centrale alle auto elettriche, in Italia, “l’unica politica messa in campo è la rottamazione delle vecchie auto“. Il monito parte da Legambiente, che ha presentato il dossier Mal’Aria di città, realizzato in collaborazione con il sito ‘lamiaaria.it‘.

Secondo la ricerca, smog e polveri sottili assediano, in maniera continuativa e preoccupante, i centri urbani con Napoli, Torino e Ancona in testa alla classifica per le concentrazioni di Pm10 (polveri sottili), superate rispettivamente per 156, 151 e 129 giorni all’anno nella soglia consentita per legge.

“Nulla di buono – riporta il dossier- è stato fatto nemmeno sul fronte ozono, che nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record: dal primo gennaio 2010 è entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi/metro cubo da non superare per più di 25 giorni in un anno, ma oltre la metà delle città monitorate nel 2009 non rispettava questo limite (32 su 50)”.

La Pianura Padana si conferma come “area critica“, anche in questo caso, con 8 città, tra le prime dieci, ad aver superato il valore di legge sull’ozono, mentre, a livello regionale, la maglia nera va alla Lombardia, dove 9 città su 10 monitorate hanno ampiamente superato il limite.

Ma a cosa sono dovuti questi dati allarmanti?

La principale fonte di inquinamento atmosferico a livello nazionale è rappresentata dal settore industriale, responsabile del 26% delle emissioni di Pm10 e del 23% di biossido di azoto (NO2), del 79% di ossidi di zolfo (SOx) e del 34% di idrocarburi policiclici aromatici.

A seguire, i trasporti, con il contributo maggiore attribuibile ai trasporti su strada, con il 22% delle emissioni totali di Pm10, il 50% di NO2, il 45% di CO e il 55% di benzene. A Roma e Milano il traffico veicolare emette circa il 60% delle polveri sottili e degli ossidi di azoto; a Napoli contribuisce per il 50% del Pm10 e a Torino per oltre il 50% circa di NOx.

Si tratta di un’emergenza “sanitaria prima ancora che ambientale”, spiega Legambiente: nel 2006 l’Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS) ha dimostrato, con uno studio sulle principali città italiane, che riportando i valori medi annuali di polveri sottili al di sotto della soglia stabilita dalla legge (40 microgrammi/metro cubo) si potrebbero evitare oltre 2.000 morti l’anno.

Legambiente lancia dunque un’iniziativa capillare per sensibilizzare l’opinione pubblica: sabato 16 gennaio a Palermo, Potenza, Bologna, Milano, Roma, Genova, Torino, Taranto, Firenze e Civitanova, infatti, alcune boutique hanno già attrezzato le proprie vetrine con maschere antismog e slogan contro l’inquinamento urbano.

A seguire, il 6 febbraio prossimo, saranno organizzati presidi nei principali siti industriali italiani per chiedere l’adeguamento ai parametri europei degli impianti obsoleti e inquinanti, mentre, sempre nel mese di febbraio, le città ospiteranno nuovamente diverse edizioni del Trofeo Tartaruga, una gara cronometrica che vede interessati i diversi mezzi di locomozione ecologici (auto elettriche, trasporti pubblici, biciclette) per dimostrare che è l’auto personale ad alimentazione tradizionale ”la vera tartaruga della città”, che rischia di farci arrivare in ritardo agli appuntamenti.

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