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Daniele Garozzo e la storia della medaglia d’oro: da Rio al cassonetto di Torino

novembre 25, 2016 Rubriche, Very Important Planet

Daniele Garozzo è cresciuto a pane e scherma ad Acireale, dove è nato il 4 agosto 1992. Sotto la guida del maestro Domenico Patti al Club Scherma Acireale – un vero incubatore di campioni – ha raggiunto le vette mondiali di questa antica disciplina sportiva e alle ultime Olimpiadi di Rio de Janeiro ha regalato all’Italia e alle Fiamme Gialle una luccicante medaglia d’oro. Che però gli viene rubata, nelle scorse settimane, durante un viaggio in treno da Roma a Torino! Ritrovata da una signora (che ha voluto mantenere l’anonimato) in un cassonetto dell’immondizia, la medaglia gli è stata restituita oggi, con una cerimonia ufficiale, nel capoluogo piemontese, dove tornerà in pedana, il 4 dicembre, per il Gran Prix FIE – Trofeo Inalpi al PalaRuffini.

D) Daniele, grande successo a Rio, hai portato l’Italia sul podio più alto. Ma la medaglia d’oro ha avuto una storia incredibile…

R) Tutto è bene quel che finisce bene. Mi avevano rubato la medaglia mentre viaggiavo in treno da Roma a Torino. Il colpevole poi si è pentito e l’ha fatta ritrovare vicino ad un bidone della spazzatura. Oggi in Comune a Torino l’Assessore allo Sport Roberto Finardi mi ha riconsegnato l’oggetto. Lo chiamo oggetto perché il titolo olimpico non sta nella medaglia… Ma sono felice di riportarla a casa perché si tratta per di un ricordo molto bello.

D) Lo sport è una parte determinante della tua vita. A quanti anni hai iniziato?

R) A sette. In un ambiente molto bello, con un bel gruppetto. Eravamo piccoli, ma siamo cresciuti bene visto che tre ragazzi sono arrivati alle Olimpiadi. Un clima familiare che mi ha (e ci ha) aiutato tanto a superare ostacoli e tagliare traguardi.

D) Molti genitori investono tempo, soldi e energie e poi chiedono molto ai loro figli. A volte nasce addirittura un rigetto nei piccoli. Lo sport non dovrebbe essere qualcosa di gioioso e piacevole, sano per il corpo e la mente?

R) Io penso solo che i bambini bisogna lasciarli divertire. Molti mi chiedono se consiglio la scherma, rispondo che tutte le discipline sportive vanno bene. L’importante è praticare lo sport con piacere, poi certo l’impegno deve essere massimo. Non sono importanti i risultati, ma la prestazione. Crederci e cercare di ottenere il massimo, poi i risultati vengono… Lo sport non è solo agonismo. Io ho avuto fortuna perché mi diverto!

D) Sappiamo che vai spesso nelle scuole ad incontrare anche gli adolescenti, cosa racconti a loro? Oggi l’Assessore Finardi ha pubblicato un tweet in cui dice: “Personalmente darei a Daniele un altra medaglia d’oro per educazione, disponibilità, rispetto che ha per gli altri”… Valori importanti da trasmettere ai ragazzi, soprattutto di questi tempi un po’cafoni…

R) Di solito racconto la mia esperienza, non come si vince una medaglia olimpica. Grande spazio all’etica, alle regole che bisogna seguire, al massimo rispetto dell’avversario e dell’arbitro. Sono considerazioni, principi e valori che poi si applicano anche nella vita di tutti i giorni. A breve dovrò incontrare altri studenti di un liceo, all’interno di un progetto della Fondazione Agnelli.

D) A proposito di rispetto, cosa pensi della tutela dell’ambiente e di questo Pianeta trattato così male?

R) Difficile rispondere nello specifico, c’è tanto da dire…Sono però sicuro di una cosa, manca l’educazione civica, non c’è molto rispetto per i comportamenti più elementari, come non buttare le cose per terra, per non parlare delle cicche o differenziare i rifiuti. Viaggiando molto vedo che nei paesi più civili non accade più. Speriamo che anche in Italia si cambi registro…

D) In Brasile si è parlato tanto di inquinamento, tu cosa hai visto e come ti sei trovato?

R) Sinceramente non ho visto grandi problemi né ho trovato disagi…

D) Tu cosa fai nella vita quotidiana per rispettare l’ambiente?

R) Mi ritengo un cittadino per bene, faccio la differenziata, non butto niente per terra. Tutte le iniziative a favore dell’ambiente mi trovano sempre favorevole.

Gian Basilio Nieddu

 

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