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	<title>Greenews.info &#187; Nucleare</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Italia – Francia: un match schizofrenico. E rispunta il nucleare</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 00:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa volta le mura della Bocconi non hanno salvato i professori dalle critiche e dalle perplessità dell’opinione pubblica. Tanto che perfino Claude Crampes &#8211; arrivato ieri a Milano dall’Università di Tolosa per partecipare al convegno “Energia e sviluppo sostenibile: politiche pubbliche e strategie d’impresa. Una visione incrociata Francia-Italia” &#8211; ha dovuto rettificare il suo intervento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Italia-Francia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26155" title="Italia-Francia, Courtesy of Migrantitorino.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/12/Italia-Francia-300x269.jpg" alt="" width="300" height="269" /></a>Questa volta le mura della <strong>Bocconi </strong>non hanno salvato i professori dalle critiche e dalle perplessità dell’opinione pubblica. Tanto che perfino <strong>Claude Crampes</strong> &#8211; arrivato ieri a Milano dall’Università di Tolosa per partecipare al convegno “<strong>Energia e sviluppo sostenibile: politiche pubbliche e strategie d’impresa. Una visione incrociata Francia-Italia</strong>” &#8211; ha dovuto rettificare il suo intervento, di fronte alle critiche giunte dal pubblico: “Forse non mi sono espresso chiaramente &#8211; ha precisato &#8211; sulla necessità, per l’economia mondiale, di un mix energetico che comprenda, <em>ovviamente</em>, le rinnovabili, oltre al nucleare e al fossile. Forse non mi sono neppure ben spiegato sulle opportunità delle rinnovabili…”.</p>
<p>Una gentil concessione, ma forse anche una <em>excusatio</em>. Crampes non ha tuttavia rinunciato all’ultima parola, con una critica pungente, in netto contrasto con gli obiettivi europei del 2020: “<strong>Credo che sia stato un comportamento assurdo spendere tanto denaro per il fotovoltaico in Germania</strong>…”. Gli fa eco il bocconiano <strong>Arturo Lorenzoni</strong>, che ammette: “Sì, in effetti, sul fronte delle rinnovabili sono stati compiuti passi <em>incredibili</em>”. Se il senso dell’affermazione sia positivo o negativo non è chiaro (come quando la Merkel dice che le misure italiane contro la crisi sono “<em>impressionanti</em>”).</p>
<p>Poteva essere un convegno ricco di potenzialità, quello svoltosi ieri nell’ateneo milanese e organizzato insieme all’<strong>Ambasciata di Francia</strong>: un appuntamento, suddiviso in due tavole rotonde, per discutere sulle scelte energetiche delle nazioni e delineare le opportunità delle imprese. Il risultato, invece, ha seminato qualche perplessità tra i supporters della green economy, ma soprattutto ha confermato la lucidità dell’analisi del <strong>Wuppertal Institut</strong>, quando parla di <a href="http://www.greenews.info/rubriche/top-contributors/futuro-sostenibile-20110609/"><strong>atteggiamento schizofrenico</strong> </a>dei Governi e dei cittadini: <strong>si rispolvera con <em>nonchalance</em> l’opzione nucleare, ma un minuto dopo ci si dichiara pienamente d’accordo sull’<em>inevitabile</em> sviluppo delle rinnovabili</strong>, dimenticandosi che stiamo parlando di due modelli, due “filosofie” diametralmente opposte: <strong>la generazione concentrata vs. la <a href="http://www.greenews.info/recensioni/in-cammino-verso-lenergia-distribuita-intervista-a-jeremy-rifkin-20101214/">generazione distribuita</a>.</strong> La convivenza delle due soluzioni è fare di necessità virtù, non può essere una strategia.</p>
<p>A volte la storia recente aiuta a capire meglio. Nel 2006, l’allora presidente del Consiglio italiano, <strong>Romano Prodi</strong>, si trovò infatti d’accordo con il <strong><strong>primo ministro</strong> </strong>francese<strong> </strong><strong>Dominique de Villepin</strong><strong> </strong>nell’auspicare una cooperazione bilaterale sul fronte energetico. Ma oggi, a cinque anni di distanza, l’asse tra l’Eliseo e Palazzo Chigi non è più così saldo. Saranno anche i problemi legati all’euro, ma in realtà <strong>il punto è che il governo Sarkozy non ha mai “perdonato” l’Italia che, nel 2009, aveva promesso di aprire quattro centrali nucleari</strong>. Promessa mancata, dopo che il referendum popolare ha bandito (per sempre?) l’atomo dal nostro paese. E il conflitto rimane aperto, nonostante l’Italia sia un buon cliente della Francia e importi una quantità considerevole di energia nucleare d’oltralpe<em>.</em></p>
<p>Nella tavola rotonda moderata da Carlo Scarpa, dell’Università di Brescia, è proprio il nucleare a tenere banco. “Nonostante Italia e Germania abbiano detto <em>no</em> &#8211; commenta <strong>Jean-Marie Chevalier</strong>, dell’Ateneo di Parigi &#8211; in Europa la maggior parte dei paesi è favorevole all’atomo. <strong>Occorre certamente finanziare le rinnovabili, ma il nucleare rimane l’unica alternativa all’aumento del carbonio e alla crescita dei prezzi</strong>. Nessuna energia è <em>perfetta</em>, ma bisogna lavorare nell’ottica dell’efficienza e della diversità. Come economista, credo che la chiusura delle centrali nucleari in Francia equivalga alla distruzione di un valore. <strong>Bisogna essere razionali: se l’agenzia sulla sicurezza nucleare è in grado di vigilare sulle centrali, allora <em>problemi non ce ne sono</em></strong>”. <strong>Luigi De Paoli</strong>, collega della Bocconi, ha un sussulto e frena un poco: “Il nucleare non deve essere bandito a priori, tuttavia <strong>oggi non risulta più competitivo</strong>. <strong>Il problema delle scorie non va sottovalutato</strong> e occorrono inoltre regole valide a livello internazionale per le agenzie di sicurezza”.</p>
<p>Parallelamente alla Conferenza dell&#8217;Onu sui Cambiamenti Climatici, in corso a <strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/durban-si-pensa-gia-a-qatar-2012-20111130/">Durban</a></strong>, dove il mondo intero è chiamato a prendere atto dei danni causati dal surriscaldamento globale, a <strong>Milano</strong>, i “tecnici” si confrontano dunque sulle possibili soluzioni, tra le quali riaffiora la <strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/carbon-tax-o-giustizia-climatica-questo-e-il-problema-20100906/">carbon tax</a></strong>. Per Crampes, che decide di vestire i panni della Cassandra, “<strong>lo sviluppo delle rinnovabili sarà lungo e difficile: attualmente, il costo di produzione è molto alto, si tratta di fonti <em>disperse</em> a livello geografico e l’intermittenza operativa richiederebbe un doppio contatore</strong>; l’eolico, per esempio, è fortemente influenzato dal fenomeno dell’intermittenza…”. Qualcuno dal pubblico – non numerosissimo, ma preparato e agguerrito &#8211; fa notare al professore che gli attuali sistemi per catturare l’energia dal vento sono tecnologicamente molto avanzati e permettono di ottenere una produzione significativa.</p>
<p>Ma cambiamo di nuovo canale: “Quello che sta accadendo nel campo dell’energia &#8211; chiarisce Lorenzoni &#8211; ha una portata storica: <strong>le rinnovabili appaiono il vero driver dell’economia</strong>”. E ora torniamo al pessimismo: “I problemi però ci sono: le rinnovabili – ammette lo stesso Lorenzoni &#8211; si sviluppano soltanto in ambiti non competitivi, quindi che senso hanno le politiche sulla concorrenza e che ruolo assumerà il GSE? Inoltre, <strong>occorre affrontare il problema del costo della transizione, nell’ottica di una stabilità dei prezzi futuri</strong>, e restituire benefici in termini di occupazione a coloro che pagano il rinnovamento”.</p>
<p>Zapping: “<strong>Occorre aumentare la produzione di rinnovabili nel futuro. Noi lo stiamo facendo</strong>”, rimarca <strong>Francoise Guichard</strong>, direttrice dello Sviluppo Sostenibile per Gdf Suez. Salvo poi ammettere candidamente: “<strong>Certo, anche noi abbiamo una parte di business basata sulla produzione nucleare.</strong> Siamo produttori, ma anche industriali”. In <strong>Brasile</strong> l’azienda francese ha anche realizzato una diga, che non ha propriamente lasciato impassibili gli ambientalisti. “Preferiamo guardare alla responsabilità sociale <em>di lungo periodo</em> &#8211; precisa madame Gdf con saldo realismo &#8211; e del resto anche in Brasile le infrastrutture hanno portato progresso e occupazione…”.</p>
<p>E ancora<strong>: “Anche per Enel lo sviluppo delle rinnovabili rappresenta uno dei principali fattori di crescita</strong> &#8211; aggiunge <strong>Simone Mori</strong>, direttore Regolamentazione, Ambiente e Carbon Strategy della multinazionale italiana &#8211; tanto che vantiamo nel nostro gruppo una società apposita per il settore. Senza contare poi che, sul fronte dell’innovazione, abbiamo compiuto notevoli passi in avanti”. Non pare quindi esserci più dubbio, a fine convegno, sul fatto che le rinnovabili rappresentino il futuro: lo ribadisce anche <strong>Roberto Testore</strong>, che per Assolombarda presiede il comitato promotore <strong>Green Economy Network</strong>, un’aggregazione di imprese che lavorano in questo ambito. Torna l’euforia “verde” tra i relatori italiani, perché le aziende, ricorda <strong>Ivan Mangialenti</strong>, di <strong>Schneider Electric</strong>, hanno un urgente bisogno di <em>ridurre i costi</em>, anche sul fronte energetico. E appunto per questo, “<strong>risultano sempre più numerosi gli imprenditori che cercano di individuare buone pratiche per la sostenibilità</strong>”, spiega <strong>Federico Pezzolato</strong>, titolare di una società che lavora a fianco delle imprese.</p>
<p>Esco un po’disorientata dal valzer <em>rinnovabili sì, rinnovabili no, nucleare meglio</em>? Pensavamo che fosse una partita chiusa, ma a volte ritornano. Aiutati dal fascino di una erre moscia.</p>
<p><em>Agnese Pellegrini</em></p>
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		<title>I cancelli di Fukushima aprono ai media</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 12:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una trentina di operatori hanno avuto la possibilità di visitare il sito post disastro.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una trentina di operatori hanno avuto la possibilità di visitare il sito post disastro.</p>
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		<title>Possibile fissione nucleare al reattore 2 di Fukushima</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 10:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Tepco ha deciso di iniettare acido borico a scopo precauzionale.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Tepco ha deciso di iniettare acido borico a scopo precauzionale.</p>
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		<title>Fukushima: impennata nei livelli di radioattività</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 16:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Radiazioni superiori ai 10.000 millisievert l&#8217;ora accertati oggi nella centrale atomica giapponese di Fukushima Daiichi 1, gravemente danneggiata nell&#8217;incidente dell&#8217;11 marzo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Radiazioni superiori ai 10.000 millisievert l&#8217;ora accertati oggi nella centrale atomica giapponese di Fukushima Daiichi 1, gravemente danneggiata nell&#8217;incidente dell&#8217;11 marzo.</p>
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		<title>&#8220;Per fare una tv intelligente servono teste intelligenti&#8221;. Intervista a Alessandro Cecchi Paone</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 06:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Deva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ultimo suo lavoro è una riflessione sul tema della pace. Un pacifismo scientifico, si potrebbe chiamare. Proprio perché, secondo Alessandro Cecchi Paone, che ha firmato il libro “Scienza e pace” con Umberto Veronesi, con la logica si può dimostrare di poter portare soluzioni a situazioni di conflitto e comprovare non solo la nobiltà, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’ultimo suo lavoro è una riflessione sul tema della pace. <strong>Un pacifismo scientifico</strong>, si potrebbe chiamare. Proprio perché, secondo <strong>Alessandro Cecchi Paone</strong>, che ha firmato il libro “<strong>Scienza e pace</strong>” con <strong>Umberto Veronesi</strong>, con la logica si può dimostrare di poter portare soluzioni a situazioni di conflitto e comprovare non solo la nobiltà, ma anche la piena convenienza economica del pacifismo. E come ama ricordare, <strong>pace e ambiente vanno di pari passo</strong>. Il giornalista e conduttore tv è stato antesignano di tanti programmi dedicati alla natura e <strong>Consigliere nazionale Wwf </strong>e del <strong>Fondo mondiale per la natura</strong>. Suo il libro pubblicato nel 2008 “<strong>Pianeta serra: la verità sul clima che cambia</strong>” e la trasmissione, su Radio Kiss Kiss, <strong>Klima News</strong>. Ma attenzione, non parlategli di nucleare&#8230;</em></p>
<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/alessandro-cecchi-paone-courtesy-of-bellezzegossip.com_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21402" title="alessandro cecchi paone, courtesy of bellezzegossip.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/alessandro-cecchi-paone-courtesy-of-bellezzegossip.com_1-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>D) La sua posizione a favore del nucleare ha destato un certo scalpore tra i suoi fans, ce la può spiegare meglio?</strong></p>
<p>R) Ci hanno raccontato un sacco di balle, ci hanno fatto votare sull’onda dell’emotività su un tema fondamentale per il futuro del nostro Paese. Per non parlare della questione energetica: <strong>siamo troppo dipendenti dall’estero</strong>, e il nucleare potrebbe essere un’alternativa pulita, economica e sicura. In sintesi<strong> forse il nucleare non è l’unica soluzione, ma senza nucleare non c’è soluzione.</strong> Dalle centrali nucleari non esce neanche una radiazione e <a href="http://www.greenews.info/rassegna-stampa/i-rischi-della-modica-quantita-di-radiazioni-20100922/">chi afferma il contrario </a>sostiene invenzioni.</p>
<p><strong>D) Immagino sia consapevole della responsabilità che si assume con queste dichiarazioni&#8230; Lei fu uno dei primi a parlare di ambiente in tv&#8230;</strong></p>
<p>R) Iniziai nel <strong>1977</strong>, feci un programma in collaborazione con il <strong>Wwf</strong>, fu <strong>uno dei primi spazi dedicati alla divulgazione ambientale</strong>. Aveva una grande ambizione e cioè <strong>intervenire sull’educazione, sulla consapevolezza delle giovani leve</strong>, gli adulti del futuro.</p>
<p><strong>D) Poi cosa è successo?</strong></p>
<p>R) Che <strong>queste ambizioni la televisione le ha perse per strada</strong>. Troppo schiava del consenso e del denaro. Ed è accaduto che ad un certo punto i palinsesti si sono svuotati di questi contenuti, hanno virato sempre più sull’intrattenimento piuttosto che sull’informazione. <strong>Ormai è da troppo tempo, nonostante sia più attuale che mai, che non si parla più di ambiente in tv</strong>. Ovunque, ma in tv no.</p>
<p><strong>D) E di chi è la colpa?</strong></p>
<p>R) Mah, credo sia una colpa generalizzata in troppi settori della vita pubblica. <strong>La colpa è forse della <em>non</em> preparazione della classe dirigente italiana</strong>. Così <strong>per fare una televisione intelligente servono teste intelligenti</strong>. Invece ci troviamo davanti a dei capi totalmente ignari di certe tematiche. <strong>Pensano ancora che la questione ambientale sia un capriccio e non una necessità produttiva.</strong></p>
<p><strong>D) Come spiegherebbe a un bimbo il rispetto per la natura?</strong></p>
<p>R) Come l’hanno spiegato a me: <strong>comportati come se fossi a casa tua, in ogni luogo mostra uguale rispetto, cura, attenzione</strong>. Come se ogni angolo di mondo ti appartenesse. La terra è di tutti e non credo esista qualcuno sul pianeta a cui piace vivere male e non in salute.</p>
<p><strong>D) Le è capitato, nei sui numerosi viaggi, di ritornare in un luogo e ritrovarlo totalmente cambiato?</strong></p>
<p>R) Mi capita di continuo, in Italia e all’estero, ma non credo sia un fatto del tutto negativo. Bisogna vedere come avviene il cambiamento. Anzi spesso si modificano in positivo. <strong>Comunque oggi c’è più rispetto per i luoghi, c’è una consapevolezza più diffusa rispetto agli anni del boom economico. Il progresso deve andare avanti, il punto è che il progresso deve essere sostenibile, bisogna riconvertirlo in sostenibilità.</strong></p>
<p><em>Francesca Fradelloni</em></p>
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		<title>Rifiuti radioattivi: la direttiva che responsabilizza l&#8217;Unione Europea</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 06:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bollettino Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;incidente di Fukushima l&#8217;azione dell&#8217;Unione Europea per rendere sempre più sicuro il territorio dell&#8217;Europa da disastri legati al nucleare, continua a ritmi serrati. Il Consiglio Europeo ha adottato infatti, lo scorso 19 luglio, la direttiva relativa alla gestione dei combustibili utilizzati negli impianti nucleari e dei rifiuti radioattivi.
Il Commissario alla Direzione Generale Energia, Günther Oettinger, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Courtesy-of-circuiti.unict_.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21151" title="Courtesy of circuiti.unict.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/07/Courtesy-of-circuiti.unict_.it_-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a>Dopo l&#8217;incidente di <strong>Fukushima</strong> l&#8217;azione dell&#8217;<strong>Unione Europea </strong>per rendere sempre più sicuro il territorio dell&#8217;Europa da <strong>disastri legati al nucleare</strong>, continua a ritmi serrati. Il <strong>Consiglio Europeo </strong>ha adottato infatti, lo scorso<strong> 19 luglio</strong>, la direttiva relativa alla<strong> gestione dei combustibili utilizzati negli impianti nucleari e dei rifiuti radioattivi</strong>.</p>
<p>Il Commissario alla Direzione Generale Energia, <strong>Günther Oettinger</strong>, ha dichiarato che l&#8217;adozione della direttiva “<strong>rappresenta un importante passo per la sicurezza dai rischi legati al nucleare nell&#8217;Unione Europea</strong>”, aggiungendo che “<strong>dopo anni di inattività e inazione, l&#8217;UE si appresta ad affrontare per la prima volta i problemi relativi alla gestione e allo stoccaggio definitivo dei rifiuti radioattivi</strong>”. Questa direttiva inoltre, fa dell&#8217;UE “la regione al mondo maggiormente avanzata in campo di gestione dei rifiuti tossici e radioattivi”. Dalla dichiarazione del commissario Oettinger si evince l&#8217;importanza della direttiva stessa, che era stata già proposta nel novembre 2010 dalla Commissione Europea.</p>
<p>Per quanto riguarda gli<strong> aspetti </strong>puramente <strong>giuridici</strong>, la direttiva entrerà in vigore dal ventesimo giorno rispetto alla sua pubblicazione sul Giornale Ufficiale; gli stati membri avranno, dunque, due anni di tempo per trasformare la direttiva UE in legge nazionale. <strong>Da settembre 2011, poi, i singoli Paesi europei avranno tempo fino al 2015 per presentare i loro primi programmi nazionali in cui dovranno indicare quando, dove e in che modo gestiranno i depositi di stoccaggio finalizzati ad assicurare alti standard di salvaguardia</strong>. Nello specifico, questi programmi dovranno includere un piano caratterizzato da un calendario con le scadenza per la costruzione degli impianti, così come una descrizione delle attività necessarie per l&#8217;implementazione dei dispositivi di stoccaggio, e una previsione dei costi e del piano finanziario. Tutti i programmi saranno analizzati dalla Commissione Europea, che indicherà, a sua volta, eventuali modifiche, se necessarie.</p>
<p>In relazione ai contenuti, è necessario, prima di tutto, stabilire che <strong>tutti gli stati membri dell&#8217;UE producono rifiuti radioattivi</strong>, i quali sono generati non solo dalla produzione di energia elettrica da fonte nucleare, ma da una serie di attività quali la produzione industriale e agricola, quella ospitaliera nonché dalla ricerca.</p>
<p><strong>La direttiva copre tutti i settori riguardanti la gestione dei rifiuti radioattivi, con la costruzione di centri di stoccaggio definitivo, </strong>provenienti da attività civili, e assicura che gli stati membri provvedano, in ambito nazionale, a garantire <strong>un elevato livello di salvaguardia e protezione dei lavoratori e dei cittadini in generale, contro i danni provenienti dalle radiazioni ionizzanti</strong>. Gli standard a cui ci si riferisce sono quelli stabiliti dall&#8217;<strong><a href="http://www.iaea.org/" target="_blank">Agenzia Internazionale sull&#8217;Energia Atomica </a></strong>(AIEA). A questo fine, gli stati membri dovranno stabilire e mantenere un <em>framework</em> nazionale che garantisca un programma in grado non solamente di gestire i rifiuti, ma anche di <strong>controllare e ispezionare</strong>, di <strong>rafforzare le azioni punitive come la sospensione delle attività</strong>,  di <strong>ripartire le responsabilità</strong>, di <strong>informare l&#8217;opinione pubblica </strong>e di <strong>stanziare i finanziamenti</strong>. Per contro, ogni Paese EU potrà stabilire un&#8217;<strong>autorità normativa</strong> che assicuri comunque la propria indipendenza e responsabilità. Tutte le informazioni dovranno comunque essere disponibili e consultabili dai cittadini e dai lavoratori del settore, i quali avranno anche l&#8217;opportunità di partecipare ai processi decisionali.</p>
<p>L&#8217;<strong>esportazione dei rifiuti in Paesi terzi </strong>sarà strettamente legata ad alcune condizioni: i Paesi fuori dall&#8217;UE dovranno avere dei depositi di stoccaggio operativi, nel momento in cui i rifiuti verranno trasferiti. I depositi per i rifiuti altamente radioattivi dovranno essere <strong>depositi geologici molto profondi</strong>. Ma allo stato attuale dei fatti,<strong> questo tipo di depositi non esiste in alcuna parte del mondo</strong>, né ci sono dei progetti per una costruzione in Paesi terzi dall&#8217;Europa, tanto che <strong>la progettazione e la costruzione di un deposito di stoccaggio a norma prevede, oggi, un lasso di tempo minimo di quarant&#8217;anni</strong>. Ad ogni modo, nonostante la Commissione abbia, di fatto, bandito completamente la possibilità di esportare rifiuti radioattivi fuori dal territorio europeo e il Parlamento abbia votato a favore di questa scelta (durante la sessione plenaria dello scorso 23 giugno), <strong>la decisione finale spetta solamente al Consiglio.</strong></p>
<p><em> Donatella Scatamacchia</em></p>
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		<title>Tenace come il legno d&#8217;ulivo, libero come un gatto. Intervista a Gino Paoli</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 05:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letizia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il gatto, Gino Paoli, non l’ha solo cantato. Lo ama a tal punto che è convinto di esserlo stato lui stesso. In un qualche mondo parallelo, in una vita passata, di cui restano oggi tracce di abitudini e istinti di libertà.
“E’ l’animale che non si fa condizionare da niente e da nessuno, senza rompere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/ginopaoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20283" title="ginopaoli" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/ginopaoli-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il gatto, <strong><a href="http://www.ginopaoli.it/home/">Gino Paoli</a></strong>, non l’ha solo cantato. <strong>Lo ama</strong> a tal punto che è convinto di <strong>esserlo stato lui stesso</strong>. In un qualche mondo parallelo, in una vita passata, di cui restano oggi tracce di abitudini e istinti di libertà.</p>
<p>“<strong>E’ l’animale che non si fa condizionare da niente e da nessuno, senza rompere i coglioni agli altri</strong>”, dice. E a ben vedere, il cantautore genovese, 76 anni, uno dei più grandi della musica italiana, dal felino ha ereditato anche l’eleganza. Nella poetica dei testi e nell’intensa dolcezza delle note. Le sue sono canzoni che respirano del <strong>sentimento della natura, “l’unica maestra che conosco e che mi ha insegnato tutto</strong>”.</p>
<p><strong>D) Paoli, è vero che vive immerso negli ulivi della Toscana?</strong></p>
<p>R) Ho una casa a Genova, a Quinto, e <strong>un podere in Toscana che mi ha lasciato mio nonno</strong> e che è sempre appartenuto alla mia famiglia. E’ a <strong>Campiglia Marittima</strong>. Di generazione in generazione, abbiamo tramandato<strong> la tradizione di fare l’olio</strong>. <strong>Per tutta l’estate e due mesi in autunno abito lì, passo le giornate nel frantoio, in mezzo ai 200 ulivi</strong>. Lo chiamiamo l’olio dei Paoli. Anche in Liguria, in effetti, sto in mezzo ai monti. <strong>Ho un rapporto più stretto con la natura che con le persone</strong>.</p>
<p><strong>D) A settantasei anni, quando non fa l’olio, è sempre in tournée. Una vita in mezzo al legno d’ulivo le ha insegnato qualcosa in fatto di resistenza…</strong></p>
<p>R) <strong>Tutta la famiglia dei Paoli è di quel legno lì, del legno vecchio</strong>, <strong>duro e tenace</strong>. Mio nonno era operaio alla <strong>Magona</strong>. Cinquant’anni negli altiforni. Nel tempo libero andava a caccia e si occupava del podere. <strong>Per me è difficile smettere di cantare, è un bisogno naturale come dormire o fare pipì</strong>. Non è un mezzo o una maniera di dare. I giovani vengono a chiedermi come si fa a intraprendere la carriera, gli dico sempre tu canta e suona, sei nato per quello e non puoi fare altro. Canterò finché mi reggerà il fisico.</p>
<p><strong>D) Lei è un camminatore?</strong></p>
<p>R) Non molto, ma <strong>non è questione di passeggiate</strong>. Non è questo che fa la differenza, al giorno d’oggi. Il problema è che n<strong>on ci accorgiamo che questo mondo corre, che va in fretta e non ti dà tempo di notare nulla: il vento tra gli alberi, il rinnovo della natura</strong>. La sua ciclicità è una cosa strana. In natura muore tutto e poi rinasce tutto. Questo mi affascina molto.</p>
<p><strong>D) Con la sua musica si è impegnato in più occasioni a sostegno dell’ambiente. E’ stato uno dei primi che si è battuto per le campagne contro il nucleare…</strong></p>
<p>R) Ho sostenuto gli anti-nuclearisti tanti anni fa, affiancandomi alle battaglie dei radicali, quando tutti gli altri partiti si astenevano. <strong>Mi sono sempre interessato delle lotte per i diritti civili</strong>. Tanto che sono stupito dei nuovi referendum, per cui ovviamente sono andato a votare. <strong>Mi sembrava che gli italiani si fossero già pronunciati contro l’atomo nell’87, dopo Chernobyl</strong>. Non dovevano neppure pensare di tornare sul’argomento, né di fare piani per nuove centrali.</p>
<p><strong>D) La partecipazione al voto è  stata superiore ad ogni aspettativa. Non l’ha sorpresa questo dato?</strong></p>
<p>R) Credo che <strong>un’adesione così forte e numerosa abbia significato un atto di rifiuto verso tutti coloro che ci governano</strong>, <strong>a prescindere dal colore politico</strong>. E’ stato il modo per dire “vogliamo decidere noi”, soprattutto sull’energia e sul nostro futuro.</p>
<p><strong>D) Al podere utilizza fonti di energia alternative?</strong></p>
<p>R) <strong>Ho due &#8220;girasoli&#8221; per il fotovoltaico, il solare per l’acqua calda, e sto cercando il modo per posizionare anche una pala eolica</strong>. In fondo, ognuno di noi, in casa sua può scegliere come combattere la sua piccola battaglia. Un domani migliore verrà da tutti noi, non da chi ci conduce.</p>
<p><strong>D) Lei però sta in campagna. In città è molto più complessa la riconversione energetica, non crede?</strong></p>
<p>R) Ho visto pale eoliche a <strong>Capo Verde</strong>, su un molo, in mezzo al mare. <strong>Tutti sanno che solare più fotovoltaico più geotermico sono la ricetta vincente</strong>, l’optimum, ma non c’è la volontà di renderli la soluzione. Siamo in grave ritardo sugli altri paesi rispetto alle fonti alternative.</p>
<p><strong>D) Un sogno “verde” da dedicare all’Italia?</strong></p>
<p>R) Una scuola che insegni a vivere insieme e a rispettarsi. La parola “scuola” ha la sua etimologia da “tempo libero”. <strong>Questo è il mio desiderio: poter costruire un’altra mentalità, insegnando l’umanesimo</strong>. Per il resto, non ho sogni. Racconterò un episodio che mi ha sempre colpito: un Capodanno di non ricordo che anno, il giornalista e sceneggiatore <strong>Zavattini </strong>andava in giro a chiedere alla gente cosa avrebbe voluto per il mondo dal primo gennaio. Arrivato da sua nonna, le chiese: “Cosa desidereresti per domani?”E lei tagliando corto, lapidaria, rispose: “<strong>Senti, ma poi lo fanno davvero?”. </strong>Ecco, è questione di coscienza. Per ottenere qualcosa bisognerebbe ricominciare da capo e impegnarsi in prima persona.</p>
<p><strong>D) E forse ricollegarsi anche alla natura…</strong></p>
<p>R) <strong>La natura è l’unica maestra che conosco, l’unico credo che ho</strong>. Se ho dei problemi, la guardo e mi guida. Altro che i santoni o le fedi. <strong>L’artista è un assemblatore, nell’aria c’è la musica, ci sono le parole. Sono negli alberi, in un bambino che piange, nei suoni del vento che ti resta dentro e poi diventa sinfonia</strong>. Noi non inventiamo niente, qualcosa suona intorno a noi, dobbiamo solo accorgerci di quel che succede.</p>
<p><strong>D) Che cosa dovrebbe raccontare la musica oggi?</strong></p>
<p>R) Nel nostro tempo si ghigna, si sfotte, si schernisce, ci si diverte alle spalle degli altri. <strong>Bisognerebbe raccontare il sorriso, immedesimarsi nel senso pieno della vita. Spesso ci accorgiamo di vivere quand’è troppo tardi</strong>.</p>
<p><strong>D) Lei si ispira molto alla natura, ma non si può dire che sia un salutista…</strong></p>
<p>R) Fumare è un piccolo vizio. Ma ce ne sono di ben peggiori&#8230;</p>
<p><strong>D) Quali, ad esempio?</strong></p>
<p>R) <strong>Parlare quando non si ha niente da dire agli altri</strong>. Solo che se eliminassimo tutti quelli che infrangono questa regola sul mondo calerebbe praticamente il silenzio mortale. In questo, <strong>gli animali la sanno lunga</strong>.</p>
<p><strong>D) Qual è il suo animale preferito?</strong></p>
<p>R) Mi piacciono tutti, ma il mio è<strong> il gatto. Ero un gatto nelle vite precedenti. </strong>Me ne accorgo da tante cose. Sono pigro come loro, incarnano la mia idea di libertà, qualcosa che si conquista senza rompere le palle a nessuno. <strong>Il felino è l’unico che resta fedele alla sua selvaticità, nel mondo dei civili e delle regole</strong>. E’ riuscito a ritagliarsi questo privilegio, che invece noi tutti dobbiamo conquistarci ogni giorno: decidere sempre ciò che vuole fare e dove andare, senza dovere dare conto a nessuno. Io, per la mia vita, prendo ispirazione da lui.</p>
<p><em>Letizia Tortello</em></p>
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		<title>Raggiunto il quorum, addio al nucleare</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 14:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Affluenza superiore al 57%; Berlusconi annuncia l&#8217;addio al nucleare.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Affluenza superiore al 57%; Berlusconi annuncia l&#8217;addio al nucleare.</p>
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		<title>Farsi un&#8217;idea last minute. Il libro di De Paoli sul nucleare</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 07:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiuderà oggi alle 15 la consultazione referendaria in cui gli italiani sono chiamati a votare, tra gli altri quesiti, anche per la produzione di energia da fonte elettronucleare - il tema che, verosimilmente porterà più elettori alle urne.
Parlare e scrivere di energia nucleare non è affatto facile, e dovrebbe essere un esercizio riservato a pochi compenti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/Centrale-nucleare-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20069" title="Una centrale nucleare, Courtesy of Metamorfosiverde.org" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/Centrale-nucleare-1-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a>Si chiuderà <strong><a href="http://referendum2011.interno.it/" target="_blank">oggi alle 15 </a></strong>la consultazione referendaria in cui gli italiani sono chiamati a votare, tra gli altri quesiti, anche per la <strong>produzione di energia da fonte elettronucleare </strong>- il tema che, verosimilmente porterà più elettori alle urne.</p>
<p>Parlare e scrivere di energia nucleare non è affatto facile, e dovrebbe essere un esercizio riservato a pochi compenti. Farlo poi in maniera obiettiva  - senza eccedere nelle critica, spesso strumentale, o nell’esaltazione, spesso decontestualizzata e ancor più asservita ad una vana gloria &#8211; è davvero merce rara. Da quando, <strong>il 22 maggio 2008, l’allora ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, proclamò il nucleare davanti agli industriali riuniti nell’assemblea annuale </strong>si è sviluppato alla grande quello che, almeno per l’Italia, è l’unico indotto certo del nucleare: libri e convegni &#8211; i secondi, per la verità, spesso più equilibrati dei primi. Sì, perché tra i numerosissimi libri, ben pochi sono quelli che permettono al lettore di farsi un’idea compiuta sulla materia. Tra questi vi è senz’altro “<em><strong><a href="http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&amp;ISBNART=13701" target="_blank">L&#8217;energia nucleare &#8211; Costi e benefici di una tecnologia controversa</a></strong></em>” (Edizioni Il Mulino, pp. 152, € 9,80), di <em><strong>Luigi De Paoli</strong></em><strong> </strong>professore di Economica dell’Energia e dell’Ambiente all’Università Bocconi di Milano.</p>
<p>Pur di provenienza bocconiana l’autore, di formazione, è però ingegnere nucleare, ragione che spiega perché <strong>il testo non si limita ad analizzare la questione sotto il profilo economico. </strong>Ampio spazio è dedicato alla trattazione dei principali <strong>problemi tecnici</strong>, con una notevole capacità di coniugare sintesi e correttezza scientifica. Anche perché non è certo facile, in così poche pagine, fornire in modo esauriente e corredato da dati, tutte le principali nozioni di base sull&#8217;energia nucleare, necessarie alla comprensione di una tecnologia che, oltre ad essere controversa, è estremamente complessa. <strong>O forse così controversa proprio perché molto complessa</strong>, come ha già avuto modo di scrivere <strong><a href="http://www.masterrinnova.ing.unipi.it/il-master/docenti/GIOVANBATTISTA%20ZORZOLI.pdf" target="_blank">Giovan Battista Zorzoli</a></strong>, altro grande esperto del tema. Molti dimenticano o non vogliono ricordare, del resto, che <strong>l’energia nucleare è nata sotto la cattiva stella dell’arma che può distruggere il mondo</strong>.</p>
<p>Il libro di De Paoli è uscito pochi giorni dopo il disastro nella centrale giapponese di Fukushima e da allora (non poteva essere diversamente), <strong>il dibattito si spostato sulla sicurezza e sugli effetti biologici della radioattività,</strong> dove quelli che erano vecchi timori sono ridiventati vive paure, sufficienti, da sole, a far pendere, la bilancia dalla parte dell&#8217;abrogazione di ogni futura possibilità di ricorrere all&#8217;energia da fonte nucleare.</p>
<p>De Paoli, da &#8220;tecnico&#8221;, non si limita ovviamente ai timori istintivi, ma, pur convinto dell&#8217;elevato livello di sicurezza raggiunto dai nuovi impianti nucleari, non manca di svolgere <strong>una serrata critica all&#8217;approccio probabilistico </strong>che si è affiancato alla tradizionale metodologia della &#8220;difesa in profondità&#8221; - elementi dove appunto vanno trovate le cause dell’incidente giapponese. L’autore si sofferma molto e si misura con <strong>il problema dell&#8217;accettabilità sociale</strong>, dimostrando attenzione e rispetto verso le motivazioni dell’opinione pubblica, che non può essere ignorata su questioni di questa portata. I fatti di questi ultimi giorni – <strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/germania-nucleare-addio-e-le-rinnovabili-schizzano-in-borsa-20110530/" target="_blank">uscita dal nucleare di Germania e Svizzera</a></strong>, proteste e malcontento diffusi altrove – sembrano dar ragione all’autore.</p>
<p>Nel caso dell’<strong>Italia</strong>, la situazione è anche più intricata, tanto che è sembrato, in più occasioni, che la produzione di energia nucleare più che un fine fosse <em>un mezzo di distrazione di massa&#8230;</em> Il modus operandi del governo intorno alla questione referendaria ne è stato quasi una certificazione. Anche se <strong>il quorum di ieri sera era già al 41%</strong> (risultato che fa ben sperare), non è quindi possibile escludere che di nucleare si torni a parlare. Avere perciò un volumetto del genere in casa non potrà che essere d’aiuto per evitare facili raggiri.</p>
<p><em>Antonio Sileo</em></p>
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		<title>Referendum, una prova di maturità</title>
		<link>http://www.greenews.info/politiche/referendum-una-prova-di-maturita-20110610/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 05:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 12 e lunedì 13 giugno si terranno, come ormai noto, i referendum sul nucleare, l&#8217;acqua e il legittimo impedimento, confermati dopo un iter giuridico particolarmente travagliato, tra Parlamento, Corte di Cassazione e Corte Costituzionale. Tralasciando per un attimo il merito dei quesiti, quello che mi pare importante evidenziare è l&#8217;eccezionale opportunità che questa consultazione riveste per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/Incertezza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19994" title="Incertezza sull'esito referendario, Courtesy of Pathwaystowork.eu" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/Incertezza-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Domenica 12 e lunedì 13 giugno </strong>si terranno, come ormai noto, i<strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/referendum-i-quesiti-ambientali-tra-favorevoli-e-contrari-20110606/"> referendum </a></strong>sul nucleare, l&#8217;acqua e il legittimo impedimento, confermati dopo <strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/in-nome-del-popolo-sovrano-il-travagliato-iter-dei-referendum-di-giugno-20110524/">un iter giuridico particolarmente travagliato</a></strong>, tra Parlamento, Corte di Cassazione e Corte Costituzionale. Tralasciando per un attimo il merito dei quesiti, quello che mi pare importante evidenziare è l&#8217;eccezionale opportunità che questa consultazione riveste per il Paese: <strong>l&#8217;occasione di dimostrare, una volta tanto, la maturità e la capacità del corpo elettorale di andare oltre le insopportabili, insiginficanti e anacronistiche <a href="http://www.greenews.info/politiche/al-di-la-della-destra-e-della-sinistra-una-svolta-epocale-20110404/">distinzioni tra destra e sinistra </a></strong>- almeno sui temi dell&#8217;ambiente &#8211; che ammorbano l&#8217;Italia dal dopoguerra, rendendola incapace di &#8220;spiccare il volo&#8221; verso un futuro realmente innovativo.</p>
<p>Per fortuna, il &#8220;clima&#8221; sta cambiando e qualcuno, anche in politica, si sta impegando concretamente, già da tempo, nella <em>trasformazione</em>. Penso alla Costituente Ecologista di <strong><a href="http://www.greenews.info/eventi/costituente-ecologista-verso-un-soggetto-politico-alternativo-20110523/">Angelo Bonelli</a></strong>, ai <strong><a href="http://www.milanosimuove.it/" target="_blank">referendum milanesi </a></strong>sulla qualità della vita e dell&#8217;aria, proposti da <strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/esperimenti-di-ambientalismo-universale-a-milano-20110506/">Edoardo Croci </a></strong>e appoggiati trasversalmente da <strong>Marco Cappato </strong>e <strong>Enrico Fedrighini</strong>, oppure a esperienze &#8220;municipali&#8221; come quella di <strong><a href="http://www.marsilioeditori.it/component/marsilio/libro/3179948-passione-verde" target="_blank">Francesca Santolini</a></strong>. Ma penso soprattutto a quei tanti <strong>sindaci, </strong>come<strong> <a href="http://www.greenews.info/rubriche/come-disintossicarsi-dagli-oneri-di-urbanizzazione-la-cura-di-cassinetta-di-lugagnano-20110420/">Domenico Finiguerra </a></strong>e <strong><a href="http://www.greenews.info/rubriche/varese-ligure-premiata-comunita-rurale-100-rinnovabile-20110608/">Michela Marcone</a></strong>, per citarne due,<strong> </strong>che, incuranti delle logiche di partito, stanno svolgendo egregiamente il loro ruolo di amministratori pubblici, avendo ben chiaro in mente <strong>l&#8217;interesse della collettività </strong>- la cosa più banale e meno eroica possibile, ma anche la più difficile da perseguire in questo paese.  </p>
<p>Ora tocca però ai <strong>cittadini </strong>dimostrare di essere <em>migliori </em>dei propri governanti, di saper valutare e scegliere con maturità e autonomia. Gli stessi leader dei principali partiti politici (che hanno furbescamente fiutato il cambio di rotta nell&#8217;aria) hanno dichiarato quasi all&#8217;unanimità <strong>l&#8217;importanza di <em>spoliticizzare</em> questi referendum, perchè &#8220;troppo importanti</strong>&#8221; nel contenuto per essere oggetto di becera lotta tra maggioranza e opposizione. Certo non giova alla causa <strong>l&#8217;inserimento, in mezzo a tre quesiti prettamente<em> ambientali</em>, di un&#8217;antica ossessione anti-berlusconiana come l&#8217;abrogazione del legittimo impedimento </strong>(<strong>Di Pietro</strong>, per dirla come lei che ne è stato promotore: <em>che c&#8217;azzecca</em>?).</p>
<p>Ma ora <strong>la speranza è, innazitutto, che si raggiunga il quorum</strong>. Questo sarebbe già un ottimo risultato dei referendum e comporterebbe, a mio avviso, la promozione alla &#8220;maturità civile&#8221; del corpo elettorale italiano. Non è infatti prioritario <em>cosa</em> il singolo, legittimamente, voterà nel segreto dell&#8217;urna. Io, per indole e formazione filosofica, <strong>ho sempre dubitato, dei guru dalle certezze monolitiche e inscalfibili</strong>, le cui dichiarazioni, prive di sfumature e rispetto della complessità, lette vent&#8217;anni dopo, fanno generalmente orrore (o, nel migliore dei casi, ridere). Personalmente ritengo che <strong>le evidenze oggi disponibili intorno alle motivazioni dei SI&#8217; siano più credibili</strong>, ma non per questo sarei disposto a mettere al rogo chi argomenta l&#8217;opposto. <strong>Purchè <em>argomenti</em> e non reciti la frusta litania che &#8220;siamo circondati da 442 centrali nucleari al di là delle Alpi&#8221;. </strong>E con questo? Siamo anche circondati da migliaia di criminali ogni giorno, ma non è una ragione per diventare criminali! Le argomentazioni serie dovrebbero essere ben altre, ma non intendo entrare nel merito, proprio perchè, in questo contesto, considero<strong> il risultato del referendum importantissimo, ma &#8220;secondario&#8221; (ovviamente) rispetto al raggiungimento del quorum </strong>- obiettivo che manca dal 1995.</p>
<p>Del resto, credo che la struttura stessa dei referendum <em>abrogativi</em> non aiuti a rispecchiare esattamente la reale volontà del popolo (compreso quello meno istruito). <strong>Non è certo intuitivo votare SI&#8217; quando si è contro qualcosa e votare NO se si è a favore</strong>! Mi son sempre chiesto quanti voti finiscano nella conta sbagliata con questo sistema. Non sarebbe più semplice una formula del tipo: &#8220;Sono contrario a X e quindi, votando NO, chiedo di abrogare&#8230;&#8221;? Addirittura un ex ministro e stimato economista come <strong>Domenico Siniscalco</strong>, incalzato nell&#8217;<a href="http://tg24.sky.it/tg24/economia/2011/06/05/fiat_domenico_siniscalco_latella_intervista_marchionne_fisco_referendum.html" target="_blank">intervista</a> da <strong>Maria Latella</strong>, ha avuto qualche esitazione nel confermare la propria appartenenza al fronte del SI&#8217; o del NO&#8217;&#8230; Ma questa è solo una modesta proposta, pensiamo intanto, tra la tentazione pre-estiva di una gita al mare e una in montagna, a compiere un gesto di responsabilità che potrà determinare la base per una seria affermazione della green economy. <strong>L&#8217;ignavia e l&#8217;indifferenza, questo è invece certo, non porteranno da nessuna parte</strong>.  </p>
<p><em>Andrea Gandiglio       </em></p>
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