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	<title>Greenews.info &#187; Design</title>
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	<link>http://www.greenews.info</link>
	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 15:34:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Le novità di Ecobuild 2012. Intervista a Giuseppe Paoletti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[La nuova edizione di Ecobuild, il più importante evento fieristico al mondo dedicato agli interni ed esterni dell&#8217;edilizia ecosostenibile e alle energie rinnovabili si terrà al centro ExCel di Londra dal 20 al 22 marzo 2012. Greenews.info ha intervistato, per il canale Ambiente di LaStampa.it, Giuseppe Paoletti, Segretario Generale della Camera di Commercio e Industria Italiana per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La nuova edizione di <strong><a href="http://www.ecobuild.co.uk/index.html" target="_blank">Ecobuild</a>, </strong>il più importante evento fieristico al mondo dedicato agli interni ed esterni dell&#8217;edilizia ecosostenibile e alle energie rinnovabili si terrà al centro ExCel di<strong> Londra dal 20 al 22 marzo 2012. </strong>Greenews.info ha intervistato, per il canale Ambiente di <strong><a href="http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/greenews/" target="_blank">LaStampa.it</a></strong>, <strong>Giuseppe Paoletti, </strong>Segretario Generale della <strong><a href="http://www.italchamind.eu/it/" target="_blank">Camera di Commercio e Industria Italiana per il Regno Unito</a></strong>. Qui di seguito, in esclusiva per i nostri lettori, la continuazione dell&#8217;intervista di <strong>Valentina Burgassi</strong>.</em></p>
<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Use-Sustainable-Brands.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27148" title="L'installazione Use Sustainable Brands, Courtesy of Carlo Beltramelli" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Use-Sustainable-Brands-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>D) Dott. Paoletti, oltre che a Londra Ecobuild si accinge a sbarcare anche a Mumbai, in India e a Shanghai, in Cina, nei mesi di aprile e settembre 2012. Quali sono le novità della fiera e perché la sua formula risulta così vincente?</strong></p>
<p>R) Il marchio Ecobuild è la piattaforma più efficace per i fornitori di prodotti e servizi sostenibili e innovativi per l&#8217;edilizia e per lo sfruttamento delle energie rinnovabili. Dal suo lancio, nel 2005, hanno partecipato i professionisti, le organizzazioni e le aziende più influenti del settore ed <strong>Ecobuild UK ha quasi raddoppiato, annualmente, il numero di espositori diventando il più grande evento al mondo per il design e l&#8217;edilizia ecosostenibile</strong>. Ora, per la prima volta, Ecobuild è in arrivo a <strong>Shanghai </strong>e a <strong>Mumbai </strong>come parte dei principali eventi di edilizia nei rispettivi paesi, come ad esempio l&#8217;<strong>Expobuild </strong>di Shanghai. <strong>Il Padiglione Ecobuild in Cina e India mira a fornire alle aziende contatti di alta qualità e l&#8217;accesso ai progetti di edilizia più importanti di questi due enormi mercati</strong>. E&#8217; un&#8217;opportunità unica per conoscere nuovi fornitori e contatti in mercati che sono estremamente difficili da penetrare senza un adeguato know-how e un&#8217;assistenza connessa direttamente ai professionisti e alle aziende locali. Ecobuild si appresta quindi a diventare &#8220;la porta d&#8217;accesso principale&#8221; ai grandi mercati asiatici, tramite una simbiosi tra l&#8217;idea vincente testata in Europa e le maggiori fiere di edilizia di Cina e India.</p>
<p><strong>D) Torniamo nel Regno Unito, all’insediamento-pilota noto come <a href="http://www.bedzedhouse.co.uk/" target="_blank">BedZED</a> (<em>Beddington Zero Energy Development</em>), realizzato nel quartiere londinese di <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Bedzed,+Londra,+Regno+Unito&amp;sll=51.383567,-0.156405&amp;sspn=0.006629,0.01929&amp;ie=UTF8&amp;hq=BedZED&amp;hnear=BedZED,+Sandmartin+Way,+SM6+7DF,+Regno+Unito&amp;ll=51.388709,-0.156126&amp;spn=0.026513,0.077162&amp;z=14&amp;iwloc=A" target="_blank">Sutton</a>: energeticamente autosufficiente, BedZED rappresenta il primo insediamento a totale bilancio zero di emissioni CO2. I materiali da costruzione sono stati scelti tra quelli di origine naturale, riciclati o ottenuti da fonti rinnovabili, tutti prodotti a una distanza non superiore ai 35 km dal sito. Possiamo considerarlo l&#8217;eccellenza britannica con cui dovranno confrontarsi le aziende italiane che aspirano a penetrare questo mercato? </strong></p>
<p>R) <strong>Beddington Zero Energy Development è il più grande progetto del Regno Unito per la creazione di una comunità ecosostenibile</strong>. E&#8217; stato ideato per creare una comunità in cui la gente comune possa godere di una elevata qualità della vita nel rispetto per l&#8217;ambiente. Nel progetto sono utilizzate solo fonti di energia rinnovabili in loco, tra cui <strong>777 m<sup>2</sup> di pannelli solari</strong> e lo sfruttamento di <strong>biomasse</strong>. Uno studio ha concluso che le esigenze di riscaldamento sono l&#8217;85% in meno della media UK, il consumo di acqua calda il 57% in meno, il consumo di elettricità il 25% e, per la quota rimanente, l&#8217;11% è fornito dal fotovoltaico e il resto da una sistema di biomasse. <strong>Persino l&#8217;uso dell&#8217;automobile risultava essere il 65% in meno in questo quartiere</strong>. Si tratta di un esempio di successo di progetti di sviluppo e progettazione di zone abitative sostenibili che permettono di limitare l&#8217;impatto sull&#8217;ambiente delle zone urbane ad alta concentrazione di abitanti. <strong>Stiamo seguendo con attenzione questo tipo di progetti, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;utilizzo di prodotti ad alta sostenibilità ambientale con costi d&#8217;opera limitati, come richiede la crisi.</strong></p>
<p><strong>D) L&#8217;anno scorso le eccellenze italiane erano rappresentate dal &#8220;<a href="http://www.greenews.info/eventi/ecobuild-2011-primo-giorno-litalia-se-desta-20110302/">Water Nest</a>&#8221; di Carlo Beltramelli. Quest&#8217;anno una nuova installazione <strong>del designer vicentino inviterà ad usare il cervello in maniera smart e sostenibile, giusto?</strong></strong></p>
<p>R) <em><strong><a href="http://www.italchamind.eu/public/document/aa56279c-cde6-44c0-b3f3-6de3c7cb019c.pdf" target="_blank">Use Sustainable Brains</a> </strong></em>è un&#8217;installazione concepita come struttura ricettiva, per l&#8217;interno e l&#8217;esterno, sviluppata secondo i criteri dell&#8217;architettura eco-compatibile per sintetizzare i concetti di &#8220;società sostenibile&#8221; e di &#8220;connessione sociale&#8221;<strong>. </strong><strong>Il design riprende quello di una chiave USB, ma con un significato ulteriore: vogliamo <em>ricollegare</em> la gente, ripristinare l&#8217;uso del nostro cervello e del ragionamento. </strong>Crediamo che questo sia un tema provocatorio ma molto sentito, che ben fa comprendere il significato di base di un grande momento d’incontro come Ecobuild.</p>
<p><em>Valentina Burgassi</em></p>
<p><em>Leggi la prima parte dell&#8217;intervista, &#8220;<strong><a href="http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/greenews/articolo/lstp/438477/" target="_blank">Ecobuild 2012, il Made in Italy usa la testa</a></strong>&#8221; nel box Greenews su LaStampa.it.</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Greencommerce festeggia il primo anno con un Cafè</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 08:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 ottobre 2010 veniva presentato, al Salone del Gusto di Torino, il progetto Greencommerce.it, il primo e-commerce italiano a definirsi &#8220;greenwashing free&#8220;, ovvero attento a valutare la concretezza del percorso ambientale intrapreso dalle aziende selezionate. Greencommerce.it nasce infatti come strumento &#8211; di comunicazione e di corretta informazione del consumatore, prima ancora che di vendita &#8211; dell&#8217;Associazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/ALICUCIO___Ritagli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24441" title="La serie di giocattoli in legno di recupero &quot;Ritagli&quot;, Courtesy of Alicucio.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/ALICUCIO___Ritagli-300x159.jpg" alt="" width="300" height="159" /></a>Il <strong>25 ottobre 2010 </strong>veniva presentato, al <strong>Salone del Gusto </strong>di Torino, il progetto <strong><a href="http://www.greencommerce.it" target="_blank">Greencommerce.it</a></strong>, il primo e-commerce italiano a definirsi &#8220;<strong><em>greenwashing free</em></strong>&#8220;, ovvero attento a valutare la concretezza del percorso ambientale intrapreso dalle aziende selezionate. Greencommerce.it nasce infatti come strumento<strong> &#8211; di comunicazione e di corretta informazione del consumatore, prima ancora che di vendita &#8211; </strong>dell&#8217;<strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/chi-siamo.html" target="_blank">Associazione Greencommerce</a></strong>, un aggregatore di produttori ed ecodesigner italiani con l&#8217;obiettivo di <strong>diffondere &#8220;pratiche di produzione, distribuzione e commercializzazione maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale</strong>&#8221; e stimolare, in questo modo, la crescita di <strong>una filiera italiana della <em>green economy</em></strong>.</p>
<p>I 7 <strong>produttori</strong> inizialmente aderenti sono diventati oggi, a un anno esatto dall&#8217;inaugurazione on-line, <strong>25, </strong>con <strong>un catalogo che conta 206 prodotti</strong> di settori merceologici diversi, dai <strong>vini e cibi biologici</strong>, all&#8217;<strong>arredamento e giochi con legno non trattato o di recupero</strong>, ai <strong>libri stampati con carta FSC</strong>, al <strong>tessile in cotone organico</strong>. E l&#8217;Associazione continua a selezionare, attraverso i propri consulenti e le &#8220;antenne sul territorio&#8221;, una media di <strong>2 nuovi produttori ogni mese</strong>, per allargare e completare l&#8217;offerta del negozio virtuale.</p>
<p>Ultimo ingresso, dopo lo studio di design <strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/produttori/42-produttori/181-alicucio.html" target="_blank">Alicucio</a></strong> (che realizza complementi di arredo e bellissimi giocattoli, rigorosamente in legno di recupero), un&#8217;altra azienda siciliana, la <strong><a href="http://www.oliointorrebio.com/" target="_blank">Intorre</a></strong> di <strong>Gero Gravotta, </strong>giovane imprenditore agricolo<strong> </strong>di <strong>Campobello di Licata</strong>, in provincia di Agrigento, che ha traghettato, da alcuni anni, l&#8217;azienda di famiglia al biologico, producendo un ottimo olio extravergine (e presto anche le mandorle) certificato <strong>ICEA</strong>. A dimostrazione che <strong>le giovani generazioni del Sud del Paese stanno vivendo un silenzioso ma significativo attivismo sul fronte della sostenibilità ambientale</strong>.</p>
<div id="attachment_24444" class="wp-caption alignright" style="width: 78px"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/TERRA_UNICA.jpg"><img class="size-medium wp-image-24444" title="La selezione pugliese dei vini Terra Unica, Courtesy of Consorzio Vintesa" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/TERRA_UNICA-68x300.jpg" alt="" width="68" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il vino biologico pugliese della selezione &quot;Terra Unica&quot;</p></div>
<p>La missione di Greencommerce è infatti quella di promuovere e sostenere, verso un pubblico più vasto, questo <strong>spirito di rinnovamento della green economy </strong>che, pur in un periodo di forte crisi, attraversa i piccoli produttori della penisola, dal <strong>Piemonte</strong> alla <strong>Sicilia. </strong>Greencommerce ha voluto celebrarlo, anche simbolicamente, con la serie di vini da agricoltura biologica <strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/shop.html?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=247&amp;category_id=13" target="_blank">Terra Unica</a></strong>, una selezione dalle regioni più rappresentative nel panorama enologico italiano, che il <strong>Consorzio Vintesa </strong>ha concesso a Greencommerce, in esclusiva per il Paese, nei <strong>150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</strong>.</p>
<p>Ma la grande novità del primo compleanno di Greencommerce è <strong>il progetto di franchising <a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/una-sana-esperienza-di-prodotto-in-nome-dellambiente-20110905/">Greencommerce Cafè</a></strong>, presentato in anteprima al <strong>SANA</strong> di Bologna il 9 settembre scorso e nato per estendere &#8220;dal virtuale al reale&#8221; la selezione di prodotti in vendita su Greencommerce, attraverso <strong>un format innovativo che fonde l&#8217;attività di un negozio con quella di un locale per la somministrazione, massimizzando</strong> <em><strong>l&#8217;esperienza di prodotto</strong></em>. Nei Greencommerce Cafè (per i quali sono già arrivate all&#8217;Associazione una decina di richieste di apertura da varie città d&#8217;Italia), il pubblico è infatti accolto in <strong>uno spazio interamente allestito secondo criteri di ecosostenibilità</strong>, con materiali riciclati e di recupero e altri a basso impatto ambientale, provenienti direttamente dalla selezione di Greencommerce. Il cliente del locale potra&#8217; assaporare, in un ambiente sano e confortevole (con <strong>connessione wireless gratuita)</strong>, spuntini, piatti caldi e insalatone fresche, in pausa pranzo, oppure un calice di vino da agricoltura biologica o una birra cruda artigianale, alla spina, all&#8217;ora dell&#8217;aperitivo. Ogni momento della giornata potrà essere accompagnato dal <strong><a href="http://www.greencommerce.it/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;category_id=11&amp;product_id=241&amp;vmcchk=1&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=71" target="_blank">Caffè della Terra</a>, </strong>la selezione di caffè peruviano biologico dell&#8217;antica torrefazione di Vigevano <strong>Portmoka</strong>, da degustare appena macinato.</p>
<p>Chi fosse interessato a ricevere maggiori informazioni per aprire un Greencommerce Cafè in franchising, in qualsiasi regione d&#8217;Italia, può scrivere a <strong><a href="mailto:info@greencommerce.it">info@greencommerce.it</a></strong>.</p>
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		<title>Iscrizioni aperte per toBEeco 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 05:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[toBEeco 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[La passione che trasforma le cose: ecco ciò che l’edizione 2012 di toBEeco, la sezione di design sostenibile di Expocasa (Lingotto Fiere, Torino) vorrebbe rappresentare. Dare voce e visibilità, amplificandone l’energia creativa, ai molti professionisti, soprattutto giovani, che progettano con instancabile forza, capaci di creare dal nulla, a costi contenuti, di dar vita a prodotti funzionali, piacevoli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/To-be-eco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22033" title="To be eco" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/To-be-eco-300x97.jpg" alt="" width="300" height="97" /></a>La passione che trasforma le cose:</strong> ecco ciò che l’edizione 2012 di <strong><a href="http://www.expocasa.it/toBEeco/" target="_blank">toBEeco</a></strong>, la sezione di design sostenibile di <strong>Expocasa </strong>(Lingotto Fiere, Torino) vorrebbe rappresentare. Dare voce e visibilità, amplificandone <strong>l’energia creativa</strong>, ai molti professionisti, soprattutto giovani, che progettano con instancabile forza, capaci di creare dal nulla, a costi contenuti, di dar vita a prodotti funzionali, piacevoli, originali e sostenibili dal punto di vista ambientale.</p>
<p><strong>&#8220;Energia&#8221;</strong> è la capacità di un corpo o di un sistema di compiere lavoro e la <strong>misura</strong> stessa di questo lavoro: ecco allora già individuati i termini della nuova sfida. &#8220;Energia&#8221; come <strong>trasformazione</strong>, che si esprime dall’iniziale momento creativo alla trasformazione di una fantasia in disegno, alla produzione fisica dell’oggetto sino alla sua vendita. Ma &#8220;Energia&#8221;, quindi, anche come forza espressiva, <strong>misurativa</strong> della creatività.</p>
<p>Il design diventa, cioè, non solo la ‘misura’ della sua efficacia formale e funzionale come <strong>capacità di esistere</strong>, ma anche di essere presente nel <strong>mercato </strong>con <strong>elementi materiali o di processo a carattere innovativo</strong>. L&#8217;&#8221;<strong>Innovazione&#8221;</strong> è infatti l’altro parametro da centrare.</p>
<p>Possono partecipare alle selezioni per l&#8217;area espositiva 2012 designers, architetti, creativi e progettisti, italiani o stranieri, <strong>purché le opere inviate non siano attualmente in produzione </strong>(diretta o indotta di tipo industriale o artigianale) e rispettino le peculiarità del tema proposto con particolare attenzione all&#8217;<strong>eco-sostenibilità </strong>dei progetti presentati, sia dal punto di vista della scelta dei materiali che dei processi di produzione. Nello spazio a disposizione potranno tuttavia essere presentati e messi in vendita diretta al pubblico, anche altri progetti-prodotti attinenti al tema, anche se già in produzione.</p>
<p>Saranno selezionati <strong>40 progetti</strong>. Per la selezione la proposta dovrà essere presentata in formato digitale (max 2 tavole A3 in formato PDF) con breve descrizione in lingua italiana. L’esposizione in fiera dei progetti privilegia la mostra in formato materico (stampe di disegni e modellini), tanto che <strong>le sole visualizzazioni cartacee non saranno ammesse</strong>. L’ammissione all’evento sarà soggetta al giudizio dell’Ente Organizzatore, nel rispetto dei temi proposti. La selezione avverrà sul tema specifico dell’edizione, quello dell&#8217;<em><strong>Energia:</strong></em></p>
<p>1. <strong>ENERGIA CREATIVA</strong>: valutazione estetico funzionale della proposta, con particolare attenzione alla cura e passione sottesa.</p>
<p>2. <strong>ENERGIA PRODUTTIVA</strong>: valutazione del prototipo esposto e delle scelte di produzione previste per la sua messa sul mercato.</p>
<p>3. <strong>ENERGIA COMUNICAZIONALE</strong>: valutazione dell’impatto dell’intera comunicazione del progetto: come viene rappresentato, come viene esposto in fiera.</p>
<p>4. <strong>ENERGIA COMMERCIALE</strong>: valutazione delle strategie di offerta economica.</p>
<p>La selezione dei primi <strong>3 progetti</strong> toBEeco da premiare sarà curata da un comitato di selezione composto da designers, architetti e progettisti, professionisti del settore. Il premio sarà così distribuito: <strong>1.000,00 € al primo classificato</strong>; 750,00 € al secondo classificato; 500,00 € al terzo classificato. <strong>Il costo dell’iscrizione è di 800,00 €+IVA </strong>con la possibilità di una iscrizione ridotta a 400,00 €+IVA per i residenti in provincia di Torino iscritti al portale della Camera di Commercio della provincia di Torino -  <strong><a href="http://www.to-design.org" target="_blank">ToDesign</a></strong>.</p>
<p>Ai partecipanti della nuova edizione sarà inoltre offerta la possibilità di essere inseriti nella nuova pubblicazione “<strong>Guida degli Eco designer d’Italia </strong>” a cura di <strong>Edizioni Ambiente</strong>, un progetto a cura di <strong>Marco Moro</strong>.</p>
<p>Il <strong>31 ottobre 2011</strong> è il termine per la presentazione delle richieste di adesione, corredate dal materiale digitale inviato per e-mail. Il <strong>10 novembre 2011</strong>  è il termine per la comunicazione di avvenuta ammissione. Il <strong>21 novembre 2011 </strong>quello per il versamento della quota di adesione. Dal <strong>3 all&#8217;11 marzo 2012 </strong>si terrà infine, presso il Lingotto Fiere di Torino,  <strong>Expocasa &#8211; toBEeco</strong>. Il 10 marzo 2012 avverrà la proclamazione dei vincitori e la consegna dei premi presso l&#8217;&#8221;area incontri toBEeco&#8221;.</p>
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		<title>Greencommerce Cafè: un&#8217;esperienza di prodotto, in nome dell&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 11:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[ 
 A un anno dalla nascita di Greencommerce, il primo e-commerce italiano riservato a prodotti “eco” e “bio” rigorosamente Made in Italy &#8211; concepito durante il SANA 2010 - il Salone di Bologna è di nuovo incubatore di un innovativo progetto di commercio sostenibile, il franchising Greencommerce Cafè, che sarà presentato venerdì 9 settembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Porta-Klee-Courtesy-of-Arcangelo-Favata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22076" title="Porta Klee, Courtesy of Arcangelo Favata" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Porta-Klee-Courtesy-of-Arcangelo-Favata-178x300.jpg" alt="" width="178" height="300" /></a> A un anno dalla nascita di <strong><a href="http://www.greencommerce.it/">Greencommerce</a></strong>, il primo <strong>e-commerce</strong> italiano riservato a prodotti “<strong>eco</strong>” e “<strong>bio</strong>” rigorosamente <strong>Made in Italy</strong> &#8211; concepito durante il <strong><a href="http://www.sana.it">SANA 2010 </a></strong>- il Salone di Bologna è di nuovo incubatore di <strong>un innovativo progetto di commercio sostenibile, </strong>il franchising<strong> Greencommerce Cafè</strong>, che sarà presentato <strong>venerdì 9 settembre alle ore 11,30 nella Sala Giga del Padiglione 33 di Bologna Fiere.</strong></p>
<p>In un momento storico particolarmente critico, sia dal punto di vista economico che ambientale, la <strong><em>green economy</em></strong> sembra infatti l’unica strada promettente per <strong>conciliare gli obiettivi di crescita</strong>, perseguiti dai governi di tutto il mondo, <strong>con la necessaria tutela del patrimonio naturale e paesaggistico </strong>dall’inquinamento e dai disastrosi cambiamenti climatici.</p>
<p>Per questo l’<strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/chi-siamo.html" target="_blank">Associazione Greencommerce</a>, </strong>si è fatta promotrice, nel corso dell’ultimo anno, di <strong>un progetto di aggregazione di produttori e eco-designer </strong>che conta oggi una <strong>trentina di aziende italiane</strong> aderenti e circa <strong>200 prodotti a catalogo</strong> su <strong><a href="http://www.greencommerce.it" target="_blank">Greencommerce.it</a></strong>: dai vini e cibi biologici, all’arredamento in legno da filiera certificata, ai libri stampati su carta riciclata, all’abbigliamento e tessuti per la casa in cotone organico. Tutto per ampliare la diffusione delle produzioni “sostenibili”, di quelle aziende cioè che possono vantare <strong>un percorso, concreto e documentabile, di riduzione dell’impatto ambientale.</strong></p>
<p>Oggi, per massimizzare “<strong>l’esperienza di prodotto”</strong> del consumatore – unico vero decisore che può premiare, con le proprie scelte, le aziende più virtuose – nasce <strong>Greencommerce Cafè</strong>, un progetto di <strong>franchising</strong> che punta ad estendere nel “reale” il mondo “virtuale” dell’e-commerce, secondo un concept di contaminazione tra un <strong>negozio</strong>, predisposto per l’esposizione “vissuta” e la vendita dei prodotti, e un <strong>locale</strong> di somministrazione, che consenta di degustare cibi, vini, birre, caffè bio e spuntini in un ambiente allestito e arredato con gli altri prodotti del catalogo Greencommerce.</p>
<p>“Il progetto dei <strong>Greencommerce Cafè</strong>, che ci auguriamo possano presto diffondersi nelle regioni d’Italia”, precisa <strong>Andrea Gandiglio</strong>, presidente dell’Associazione Greencommerce, “nasce proprio per sopperire ai problemi che la vendita tramite e-commerce ancora patisce nel nostro paese, per la <strong>scarsa fiducia che gli italiani nutrono nei pagamenti on-line con carta di credito</strong>, <strong>i costi di trasporto troppo elevati</strong>, che incidono sui prezzi, e <strong>l’impossibilità di <em>toccare con mano</em> i prodotti</strong>”. “I Greencommerce Cafè”, continua Gandiglio, “offriranno, al contrario, <strong>un’esperienza sensoriale, informativa e di utilizzo diretta, come se si fosse nella cucina o nel salotto di casa propria”. </strong></p>
<p><strong>Arcangelo Favata</strong>, giovane designer siciliano emergente e fondatore del laboratorio <strong><a href="http://www.alicucio.com" target="_blank">Alicucio</a></strong>, ha infatti progettato, in collaborazione con l’Associazione Greencommerce, un format che consente di armonizzare la “<strong>localizzazione” e la contestualizzazione nella storia dei territori</strong> in cui verranno aperti i Greencommerce Cafè, con quel livello minimo di <strong>standardizzazione,</strong> necessario a un progetto di franchising che possa essere replicabile sul territorio nazionale. Ovvero, una base di <strong>materiali lignei riciclati e recuperati</strong> per tutti, ma, per fare un esempio, pietra di Luserna nei pavimenti piemontesi e pietra lavica dell’Etna nei locali siciliani.        <strong> </strong></p>
<p><strong>Basteranno 70 mq. di locale, di proprietà o in affitto, e un investimento di 55.000 euro</strong> per aprire un Greencommerce Café, una policy molto competitiva voluta dall’Associazione Greencommerce per rendere accessibile l’iniziativa a <strong>giovani imprenditori e commercianti che credano negli sviluppi della green economy</strong> e nel potenziale di crescita del mercato “bio” e “km.0” di qualità, anche in un momento di crisi economica.</p>
<p>Il “<strong>pacchetto</strong>” comprenderà l’affiliazione e l’utilizzo del marchio, l’allestimento del negozio, la gestione delle forniture tramite i produttori aderenti a Greencommerce, la consulenza d’impatto ambientale del locale con i crediti di compensazione e tutta la comunicazione – <strong>senza la richiesta di ulteriori royalties al <em>franchisee</em></strong><em>.</em></p>
<p>Il franchising sarà promosso, fino alla fine di novembre, con attività web, social networks e nelle fiere di settore, sotto il cappello della campagna “<strong><a href="http://www.greengooo.com/site/works/nel-2011-diamo-piu-spazio-al-verde/">Nel 2011 diamo più spazio al verde</a></strong>” ideata, nei <strong>150 anni dell’Unità d’Italia</strong>, da <strong>Studio Greengrass</strong> per il network <strong><a href="http://www.greengooo.com" target="_blank">Greengooo! New Media Production</a></strong>, socio fondatore dell’Associazione Greencommerce.</p>
<p>Alla presentazione di venerdì 9 settembre interverranno <strong>Andrea Gandiglio</strong>, Presidente dell’<strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/chi-siamo.html">Associazione Greencommerce</a></strong> di Torino, <strong>Giuseppe Montalto</strong>, amministratore delegato di <strong><a href="http://www.montaltonatura.com/">Montalto Natura</a></strong>, storico produttore lombardo di cosmetici naturali e biologici, <strong>Giacomo Terrani</strong>, amministratore delegato de <strong><a href="http://www.ilcaffedellaterra.it/">Il Caffè della Terra</a></strong>, marchio della Portmoka di Vigevano, <strong>Arcangelo Favata</strong>, designer e progettista dell’allestimento dei nuovi locali e <strong>Angela Maria Racca</strong>, amministratore delegato di <strong><a href="http://www.puraction.com/">Puraction</a></strong>, la società che fornirà ai punti vendita la consulenza per la riduzione dell’impatto ambientale e la compensazione delle emissioni C02.</p>
<p>Il personale dell&#8217;Associazione Greencommerce sarà presente in fiera al <strong><a href="http://www.sana.it" target="_blank">SANA 2011</a></strong>, <strong>dall&#8217;8 all&#8217;11 settembre</strong>, nello stand <strong>G7 &#8211; Padiglione 33</strong> del nostro web magazine <strong>Greenews.info</strong>, media partner del Salone.</p>
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		<title>Il verde declinato al rosa. La moda sostenibile di Ecopink</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 09:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Linda Schailon, casertana classe 1981, creatrice di capi come l’abito da annaffiare e gli anelli fatti con le cannuccie, è l’ideatrice di Ecopink, evento tutto al femminile dedicato all&#8217;ecofashion che, giunto alla sua terza edizione, si svolgerà quest&#8217;anno, dopo due edizioni milanesi, presso il The Hub King’s Cross di Londra, il 24 e il 25 settembre prossimi. Obiettivo del progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Linda Schailon</strong>, casertana classe 1981, creatrice di capi come <strong><a href="http://www.lindaschailon.com/sprinkle/ita.html" target="_blank">l’abito da annaffiare</a></strong> e gli <strong><a href="http://www.lindaschailon.com/flow/" target="_blank">anelli fatti con le cannuccie</a></strong>, è l’ideatrice di <strong><a href="http://www.ecopink.it/index.html" target="_blank">Ecopink</a></strong>, evento tutto al femminile dedicato all&#8217;<strong>ecofashion</strong> che, giunto alla sua terza edizione, si svolgerà quest&#8217;anno, dopo due edizioni milanesi, presso il <strong>The Hub King’s Cross </strong>di <strong>Londra, il <strong>24 e il 25 settembre </strong></strong>prossimi. Obiettivo del progetto è &#8220;quello di convogliare tutte le sinergie delle donne in un unico &#8216;contenitore&#8217; in cui la loro spiccata sensibilità si trasformi in nuove forme di <strong>design sostenibile&#8221; &#8211; </strong>spiega  Linda. Ecopink si traduce quindi in <strong>una vetrina della creatività sostenibile declinata al rosa</strong>, raccontata attraverso le opere delle “Pinks”, le artiste che quest’anno approderanno al<strong> <a href="http://www.londondesignfestival.com/events/ecopink" target="_blank">London Design Festival</a></strong>.</em></p>
<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/Courtesy-of-Ecopink.jpg"><br />
</a><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/Courtesy-of-Ecopink1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21945" title="Courtesy of Ecopink" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/Courtesy-of-Ecopink1-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" /></a>D) Linda, com&#8217;è nata l&#8217;idea di coniugare il design e la moda con l&#8217;ecologia?</strong></p>
<p>R) Quando si parla di design non si può non parlare dello scenario globale e attualmente mi sembrerebbe cieca e improduttiva una progettualità che non prenda in considerazione <strong>la necessità di salvaguardare l’ambiente</strong>, individuando nell’<strong>uso di materiali naturali e riciclati </strong>il punto di partenza.</p>
<p><strong>D) Quando hai iniziato a pensare al progetto Ecopink? </strong></p>
<p>R) Nel 2009 realizzai<a href="http://www.lindaschailon.com/flow/" target="_blank"> <strong>Flow</strong></a>, una collezione di anelli con cannucce riciclate; <strong>un ingenuo espediente per suggerire “un mondo più pulito e colorato</strong>”. Il progetto suscitò grande interesse, tanto che <strong>mi arrivarono richieste di acquisto dai luoghi più disparati della terra</strong>. Fu molto incoraggiante e presto iniziai a ricevere e-mail di persone che mi chiedevano consigli su come realizzare gli anelli o che si erano dilettati a fare dei prototipi. <strong>Pensai che fornire esempi tangibili di come il “prodotto rifiuto” potesse diventare “oggetto del desiderio” educasse al riciclo</strong>, insegnasse a conferire agli oggetti una nuova identità, allungando il loro ciclo di vita e limitando tutta una serie di problematiche connesse allo smaltimento dei rifiuti, industriali o legati alla vita quotidiana. Andai allora alla ricerca di artisti e designers che condividessero la mia filosofia e che stessero lavorando con materiali inediti, allo scopo di offrire loro, e a me stessa,  un’occasione in cui potersi raccontare. <strong>Mi accorsi fin da subito che le prospettive più all’avanguardia in questo campo arrivavano dal mondo femminile</strong>. Nacque così Ecopink.</p>
<p><strong>D) Un verde declianto al rosa che sa anche di impegno sociale&#8230;</strong></p>
<p>R) Sicuramente. Per l’edizione 2011 ho deciso di coinvolgere designers con un vissuto socio-culturale differente, privilegiando le <strong>artiste campane</strong>, <strong>dotate di  grande talento e rara genialità, ma che operano in un contesto che, paradossalmente, non è incline a sostenere in maniera adeguata la loro creatività</strong>. Siccome non riuscirei a concepire un’arte slegata dall’educazione, in futuro mi piacerebbe portare Ecopink e progetti analoghi <strong>proprio in Campania &#8211; dove il problema della spazzatura è tutt’ora irrisolto </strong>- una grande sfida in cui si invadono &#8221;livelli profondi&#8221; dove risiede una visone <em>errata</em> della Vita.</p>
<p><strong>D) Ecopink è giunto alla terza edizione. Com&#8217;è cambiato l’evento dalla prima edizione milanese a quella internazionale di oggi?</strong></p>
<p>R) Il progetto è semplicemente cresciuto, man mano che “<strong>green</strong>”, “<strong>recycle</strong>”, “<strong>ethic</strong>” <strong>sono diventati il pane quotidiano per chi opera nel settore. </strong>La linfa vitale si è arricchita grazie alle sinergie che si sono venute a creare nel tempo e all’interesse nei confronti di un <strong>design pensato da donne</strong>, il più delle volte <em>per donne </em>(in fondo siamo noi che facciamo girare l’economia!), che analizza e risponde ai bisogni contemporanei con proposte acute e intelligenti, in grado di portare valore laddove non c’è.</p>
<p><strong>D) Preferisci lavorare da sola o in squadra? </strong></p>
<p>R) Un progetto come Ecopink sarebbe impensabile senza la sua squadra, che ne è il senso e la forza. C’è un’espressione giapponese che, in veste di &#8220;team leader&#8221;, cerco sempre di ricordare: &#8220;<strong>Itai doshin</strong>&#8221; che vuol dire &#8220;<strong>Diversi corpi, stessa mente</strong>&#8220;. E’ importante che ciascuno possa esprimere al meglio le proprie competenze e capacità. Ma altrettanto importante è guardare nella stessa direzione. Sono molto soddisfatta del team di quest’anno, siamo tutti molto in sintonia, nonostante si lavori al progetto da diverse parti del mondo: <strong>Inghilterra, Italia e Svizzera</strong>. Quest’anno, in particolare, ho avuto il piacere di collaborare con <strong>Alessia Civettini</strong>, amministratore delegato di <a href="http://www.e-side.co.uk/" target="_blank"></a><strong><strong><a href="http://www.e-side.co.uk/" target="_blank">E-side</a></strong> </strong>(uno dei principali operatori britannici nell’ambito dell<strong>’<strong><a href="http://www.greencommerce.it" target="_blank">eco-commerce</a>), </strong></strong>una donna con una visione nitida dello scenario futuro, meticolosa come solo i veri professionisti sanno essere. Sono grata, per il suo eccellente lavoro, anche alla giornalista <strong>Viviana Passaretti</strong> e al fotografo <strong>Karim Schneider</strong>, che mi sostiene in quest’avventura fin dalla sua prima edizione. E poi ci sono ovviamente le “<strong>Pinks</strong>”, con le quali si è instaurato nel tempo un rapporto di reciproca stima e fiducia.</p>
<p><strong>D) Puoi dare un consiglio ai giovani creativi &#8220;green&#8221; che cercano di far emergere il proprio talento e i propri lavori? Quali sono gli elementi su cui puntare maggiormente e quali vie consigli di percorrere?</strong></p>
<p>R) Credo che i migliori lavori abbiano a che fare con <strong>una ricerca che, prima ancora di essere materica, è interiore</strong>. Ciò che rende un prodotto duraturo è in definitiva la sua <em>storia</em>, che nel caso dei “maestri” coincide con la loro stessa vita. <strong>Oggi ci si focalizza molto sull’obiettivo e si perde di vista il percorso</strong>. Potrebbe sembrare controproducente, ma io penso che bisognerebbe fermarsi un po’ di più e concentrarsi su quello che è veramente importante per far emergere al meglio il proprio talento e contribuire, con la propria attività, a <strong>rendere il mondo migliore di come lo abbiamo trovato</strong>. Scegliere dei validi modelli di riferimento, insieme a una buona dose di <strong>disciplina, pazienza e costanza</strong>, possono rappresentare le linee guida del successo, accanto a <strong>una visione costruttiva delle diversità</strong>.</p>
<p><strong>D) Cosa ti fa andare avanti e a continuare a credere nel lavoro che fai?</strong></p>
<p>R) La mia missione. Tutti ne abbiamo una e, se vuoi, col tempo puoi acquisirne consapevolezza. Gli artisti hanno questo pallino di<strong> portare la bellezza nel mondo</strong>. Ebbene, è anche il mio. Nel mio piccolo ci sto lavorando&#8230;</p>
<p><em>Elena Marcon</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Oggetti per la casa sostenibili al &#8220;Macef Sustainable Home&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 05:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sostenibilità ambientale sarà uno dei temi centrali all&#8217;interno dell&#8217;edizione 2011 del Macef. Durante il Salone Internazionale della Casa sarà infatti presentato uno spazio-mostra denominato “Macef Sustainable Home”, a cura dell’ Arch. Marco Capellini, totalmente dedicato agli oggetti per la casa &#8220;ambientalmente sostenibili&#8221;. 
Borse, giocattoli, lampade, sedute, vasi, collane, anelli, pentole, stoviglie, porta foto, candele ed altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/Courtesy-of-Macef.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21858" title="Courtesy of Macef" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/08/Courtesy-of-Macef-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>La <strong>sostenibilità ambientale </strong>sarà uno dei temi centrali all&#8217;interno dell&#8217;edizione 2011 del <strong><a href="http://www.macef.it/" target="_blank">Macef</a>. </strong>Durante il<strong> Salone Internazionale della Casa </strong>sarà infatti presentato uno spazio-mostra denominato “<strong>Macef Sustainable Home”, </strong>a cura dell’ Arch. <strong>Marco Capellini, </strong>totalmente dedicato agli oggetti per la casa &#8220;<strong>ambientalmente sostenibili&#8221;</strong><strong>. </strong></p>
<p>Borse, giocattoli, lampade, sedute, vasi, collane, anelli, pentole, stoviglie, porta foto, candele ed altri accessori, sono solo alcuni dei prodotti che saranno presentati dall’<strong>8 al 11 settembre</strong> in <strong>Fieramilano</strong>.</p>
<p>La tutela dell’ambiente, ma anche della salute domestica sono infatti temi che stanno diventando sempre più importanti per il consumatore e il mercato: per questo motivo Macef  ha intrapreso un percorso, avviato con l’edizione di gennaio 2011, verso la sostenibilità ambientale del design, per mettere maggiormente in evidenza le <strong>performance ambientali dei prodotti per la casa</strong>. Una necessità  che si pone sia per <strong>valorizzare i prodotti delle aziende espositrici</strong>, che per aiutare i visitatori a capire le peculiarità che contraddistinguono i prodotti <em>sostenibili.</em></p>
<p>La mostra, in questa prima edizione, presenta oltre<strong> 80 prodotti di aziende italiane e estere</strong>, tutti accompagnati da una scheda tecnica con le principali caratteristiche ambientali, in termini di materiali e processi.</p>
<p>Anche l’allestimento della mostra, realizzato interamente in <strong>cartone da Kubedesign</strong>, è coerentemente sostenibile, in linea con la filosofia del progetto Sustainable Home.</p>
<p><strong>Design, innovazione e sostenibilità socio-ambientale</strong>. Sono questi i principi essenziali che contraddistinguono l&#8217;evento, attraverso un percorso che continuerà nelle prossime edizioni, con nuovi prodotti e aziende, con l’obiettivo di rendere la fiera il punto di riferimento internazionale per gli <strong>oggetti per la casa ambientalmente sostenibili</strong>.</p>
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		<title>Imparare a riciclare con la creatività: &#8220;Design fai-da-te&#8221; a Stazione Futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 05:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[A Stazione Futuro, la mostra dedicata all&#8217;innovazione e all&#8217;Italia del domani organizzata alle Officine Grandi Riparazioni di Torino da Esperienza Italia, è tutto pronto per il laboratorio &#8216;Design fai da te&#8217;.
Il laboratorio che si terrà il 23 giugno invita adulti e bambini alla realizzazione di oggetti funzionali a partire dal riutilizzo creativo di carta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/Design-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20351" title="Design fai-da-te" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/Design-fai-da-te-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>A <strong><a href="http://www.stazionefuturo.it" target="_blank">Stazione Futuro</a></strong>, la mostra dedicata all&#8217;innovazione e all&#8217;Italia del domani organizzata alle Officine Grandi Riparazioni di Torino da <a href="http://www.italia150.it" target="_blank"><strong>Esperienza Italia</strong></a>, è tutto pronto per il laboratorio<strong><a href="http://www.stazionefuturo.it/laboratori_carta.htm" target="_blank"> &#8216;Design fai da te&#8217;</a>.</strong></p>
<p>Il<strong> laboratorio </strong>che si terrà il<strong> 23 giugno</strong> invita adulti e bambini alla<strong> realizzazione di oggetti funzionali a partire dal riutilizzo creativo di carta e cartone</strong> ed è organizzato a cura di <strong>Comieco</strong>, il consorzio su base nazionale garante della raccolta differenziata e dell&#8217;avvio a riciclo di carta, cartone e cartoncino.</p>
<p>Guidati da <strong><a href="http://www.greencommerce.it/it/shop.html?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=111&amp;category_id=24" target="_blank">Generoso Parmigiani</a></strong>, giovane designer e fondatore della <strong><a href="http://www.generosodesign.it/" target="_blank">Generosodesign</a></strong>, azienda specializzata in allestimenti, arredamenti e gadget in cartone e materiali riciclati, i partecipanti, armati degli strumenti da lavoro più semplici, come piccole forbici e colla, ma soprattutto con l’aiuto delle proprie mani,  possono dare vita al proprio estro e personalizzare un oggetto. Lo scopo principale del laboratorio è infatti quello di <strong>dare valore a materiali “poveri”</strong> come carta e cartone, solitamente utilizzati per realizzare imballaggi, giornali, quaderni etc..</p>
<p>In un paio d’ore, attraverso un <strong>percorso didattico</strong> che esplora le origini della carta e i suoi possibili utilizzi, i partecipanti realizzano un<strong> piccolo oggetto di design</strong>. Il <strong>coinvolgimento “manuale”</strong> genera un istintivo <strong>rispetto</strong> verso questi preziosi materiali e risveglia una sana e naturale<strong> creatività</strong>.</p>
<p>Il programma si svolge in due parti, la prima è dedicata alla<strong> scoperta della carta e agli utilizzi nel campo del design</strong>; la seconda è un vero e proprio laboratorio in cui si imparano le <strong>tecniche base di lavorazione del cartone</strong> e si costruisce un oggetto utile, che ognuno può poi portare a casa.</p>
<p>Il laboratorio è particolarmente indicato per i <strong>bambini compresi tra i 6 e i 12 anni, accompagnati da genitori o parenti</strong>: un modo diverso di passare insieme le prime giornate d’estate, per <strong>imparare divertendosi l&#8217;importanza del riciclo</strong> e scoprire un modo utile per <strong>sfogare la creatività.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Un nuovo elemento di design sulle strade di Milano</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/un-nuovo-elemento-di-design-sulle-strade-di-milano-20110613/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 05:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[stazione di ricarica WattStation]]></category>

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		<description><![CDATA[General Electric ha scelto Milano, la capitale dello stile, per il lancio europeo della sua straordinaria stazione di ricarica WattStation.
Combinazione di funzionalità e design, realizzata su progetto del famoso designer industriale Yves Behar, la stazione di ricarica WattStation di GE riduce significativamente il tempo necessario per la ricarica, un elemento importante questo per rendere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/GE-Energy-WattStation.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19981" title="GE Energy WattStation" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/06/GE-Energy-WattStation-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><strong>General Electric </strong>ha scelto <strong>Milano</strong>, la capitale dello stile, per il lancio europeo della sua straordinaria <strong>stazione di ricarica WattStation</strong>.</p>
<p>Combinazione di funzionalità e design, realizzata su progetto del famoso designer industriale <strong>Yves Behar</strong>, la stazione di ricarica WattStation di GE <strong>riduce significativamente il tempo necessario per la ricarica</strong>, un elemento importante questo per rendere il veicolo elettrico una valida alternativa.</p>
<p>Yves Behar sostiene che <em>buon design </em>significa che “Una nuova tecnologia entra nella nostra vita rendendola più semplice, bella e sana”.</p>
<p>La stazione di ricarica per i veicoli elettrici WattStation è stata ufficialmente lanciata in Europa alla manifestazione <strong>Power Gen</strong>, il 7 giugno a Fiera Milano City.<strong> Todd Johnstone</strong>, Chief Executive Officer di <strong><a href="http://www.gepowercontrols.com/it/resources/about_us/index.html" target="_blank">GE Energy Industrial Solutions Europa</a></strong> in un suo intervento ha sottolineato che: “Le case automobilistiche più importanti stanno lanciando sul mercato tradizionale le auto elettriche, tuttavia,  per garantirne la diffusione e l’adozione da parte dei consumatori, la rete elettrica deve essere modernizzata e le stazioni di ricarica devono essere accessibili in modo semplice e veloce.</p>
<p>“GE Energy sta introducendo nel mercato europeo un’intera famiglia di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, offrendo agli utenti del residenziale e alle imprese una gamma di sistemi facili da utilizzare, flessibili e di stile per rendere i veicoli elettrici una realtà concreta nel quotidiano” ha aggiunto Johnstone.</p>
<p>WattStation supporta la ricarica veloce, aumentando notevolmente l&#8217;efficienza della ricarica del veicolo elettrico,<strong> riducendo potenzialmente il tempo necessario da circa otto ore</strong>, con i sistemi di ricarica standard, a meno di un&#8217;ora, utilizzando una batteria da 24 kWh ed effettuando una ricarica a ciclo completo.</p>
<p>La stazione di ricarica WattStation è disponibile in due versioni: la prima, con fattore di forma a colonnina, per l’impiego in città e da parte di utenti aziendali, la seconda soluzione da installare a parete per uso residenziale. La progettazione user-friendly, che ne permette un facile utilizzo, consentirà di ospitare anche gli aggiornamenti futuri, man mano che una tecnologia sempre più intelligente in termini di modalità di comunicazione e fatturazione diventerà disponibile.</p>
<p>GE è una forte sostenitrice del veicolo elettrico. Lo scorso anno la società ha annunciato un piano per l’acquisto di 25.000 veicoli elettrici, entro il 2015, da utilizzare come flotta per i propri dipendenti e da noleggiare ai clienti attraverso la divisione Fleet Services.</p>
<p>Jeff Immelt, CEO di GE, auspica che questa operazione  sia di impulso affinché l’utilizzo dei veicoli elettrici diventi una realtà per il mercato. La stazione di ricarica WattStation è un altro importante passo sempre in questa direzione, perchè la mobilità elettrica diventi quindi una realtà.</p>
<p>Oltre ad una offerta sempre più esaustiva di stazioni di ricarica, GE fornisce una gamma completa di sistemi elettrici e tecnologia smart grid necessari per sviluppare e gestire l’infrastruttura di supporto. Attraverso GE Capital e GE Fleet, GE è inoltre in grado di fornire soluzioni di finanziamento, veicoli e gestione delle flotte per supportare un’adozione ad ampio raggio della tecnologia EV.</p>
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		<title>La sfida del design eco-democratico alla Biennale di Torino</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 07:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Design eco-democratico]]></category>
		<category><![CDATA[eco-design]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche il design si fa democratico. Si è concluso domenica a Torino, in occasione della Biennale della Democrazia, il primo concorso europeo che unisce i temi di architettura e uguaglianza dei diritti.
Una gara, indetta dall’Associazione Proto Design (con la collaborazione scientifica della Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Torino) che aveva lo scopo di lanciare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/04/PushTheBottom.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18724" title="La seduta PushTheBottom, Courtesy Vicentini e Romanello per Ardes Project" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/04/PushTheBottom-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" /></a>Anche il <strong>design </strong>si fa democratico. Si è concluso domenica a <strong>Torino</strong>, in occasione della <strong><a href="http://biennaledemocrazia.it/" target="_blank">Biennale della Democrazia</a></strong>, il primo concorso europeo che unisce i temi di a<strong>rchitettura e uguaglianza dei diritti</strong>.</p>
<p>Una gara, indetta dall’<strong><a href="http://www.confinedesign.it/it/protodesign.html" target="_blank">Associazione Proto Design</a></strong> (con la collaborazione scientifica della<strong> Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Torino</strong>) che aveva lo scopo di lanciare una sfida ai designer italiani: è possibile realizzare oggetti utili ed esteticamente accattivanti, capaci anche di rivoluzionare lo spazio pubblico, il tutto a partire da <strong>materiale di riciclo</strong>?</p>
<p>La risposta è sì: costi bassissimi per prodotti di alta qualità, fattura artigianale e non industriale dalla forte impronta ecologica. “<strong>Design eco-democratico</strong>” è lo slogan dell’iniziativa. Una risposta commerciale alla voglia, sempre crescente nel mercato mondiale del XXI secolo, di soluzioni per un <strong>consumo responsabile</strong>.</p>
<p>Per partecipare occorreva soddisfare <strong>4 requisiti</strong>: minimizzare l’impatto sull’ambiente legato a fabbricazione, uso e smaltimento degli oggetti di design proposti al pubblico; riscoprire materiali e processi produttivi locali, agevolando un accesso equo ai beni, ai servizi pubblici o alle fonti d’informazione; favorire l’interazione tra le persone; facilitare forme di comproprietà e condivisione.</p>
<p>Insomma, attivare una vera e propria <strong>democrazia partecipativa che spinga i cittadini a riflettere sulle merci che scambiano, sugli oggetti che usano, per capire cos’è da cambiare in un’ottica ambientale</strong>.</p>
<p>Sulla base di proposte giunte da tutt’Italia, <strong>sono stati selezionati 8 prodotti</strong>. Due giurie hanno poi eletto i vincitori. Il parere tecnico ha premiato il progetto di un gruppo di designer romani, promotori di <strong>un kit trasportabile in alluminio</strong> (materiale di scarto), particolarmente adatto al commercio da marciapiede sui cigli delle strade delle città del Terzo Mondo. Come ad esempio Hanoi, capitale del Vietnam. “Alimentati con pannelli fotovoltaici, i banchetti ideati da <strong>Massimo Alvisi</strong>, <strong>Kirimoto Junko</strong>, <strong>Arabella Rocca</strong> – spiegano <strong>Ezio Gaude</strong> ed <strong>Elvira Gennarelli </strong>di Proto Design –, possono trasformarsi in mini negozi di sartoria o parrucchiere, in bancarelle per la frutta oppure in piccoli ristoranti ambulanti. Attraverso l’utilizzo di materiali pratici e poco costosi come la latta, i moduli commerciali sono prodotti economicamente sostenibili anche per le economie in via di sviluppo. E possono essere realizzati in loco, incentivando il settore manifatturiero”.</p>
<p>La creatività non ha confini, soprattutto se è <strong>low cost</strong>. Tra gli oggetti in concorso, si è distinto con premio dal pubblico <strong>un originale frigorifero per ortaggi, che funziona senza elettricità.</strong> E’ l’idea di<strong> Caterina Falleni</strong>, un apparato refrigerante di frutta e verdura, a uso domestico, che utilizza energia pulita, cioè acqua. Si chiama “<strong>Freeijis</strong>” e nasce da una riflessione dell’autrice, dopo un viaggio in Africa. I consumi prodotti dagli elettrodomestici nei paesi industrializzati non sono etici? Rivoluzione intellettuale, torniamo alle vecchie leggi della fisica: un recipiente in ceramica assorbe il calore del sole; al suo interno c’è una camera d’aria contenente appunto acqua, che refrigera sfruttando la tecnica dell’evaporazione del liquido. Dall’interno, una parete in alluminio, cede invece energia sotto forma di calore, per ripristinare l’equilibrio del sistema, attivando così l’autoraffreddamento.</p>
<p>Non si sono aggiudicati il premio, ma meritano una menzione per originalità e promozione di valori sociali quali la diffusione della lettura e la solidarietà anche altri degli oggetti del concorso: in particolare, <strong>Push the Bottom</strong>, lo sgabello compattatore di rifiuti domestici e poi compostiere per le scuole, per seguire il ciclo di trasformazione dei rifiuti, <strong>Bin-Bag</strong>, la borsa della spesa che fa la raccolta differenziata e ancora scaffali per i libri da appendere in bus, per trascorrere con il piacere della lettura il lungo tempo del viaggio.</p>
<p><em>Letizia Tortello</em></p>
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		<title>Premiati i vincitori di &#8220;Rock the wall&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 05:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Rock the wall]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stati premiati lo scorso 13 aprile nella cornice della settimana internazionale del design i partecipanti di “Rock the Wall – Un muro di energia creativa”, il concorso nazionale che ha chiamato giovani designer italiani a confrontarsi sul tema del risparmio e dell’efficienza energetica come driver dello sviluppo sostenibile.  I due lavori vincitori, uno per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/04/Rock-the-wall.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18457" title="Rock the wall" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/04/Rock-the-wall-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>Sono stati premiati lo scorso 13 aprile nella cornice della settimana internazionale del design i partecipanti di “<strong><a href="www.rockthewall.it" target="_blank">Rock the Wall – Un muro di energia creativa</a></strong>”, il concorso nazionale che ha chiamato <strong>giovani designer italiani a confrontarsi sul tema del risparmio e dell’efficienza energetica come driver dello sviluppo sostenibile</strong>.  I due lavori vincitori, uno per ciascuna categoria di concorso, che si aggiudicano il premio in denaro di € 2.000, sono stati realizzati da <strong>Lara Giorgini</strong> (genovese, 23 anni), e da due brillanti studenti dell’Istituto Italiano Design di Perugia: Riccardo Rossino (Scili – Ragusa,  29 anni) ed <strong>Elisa Lamesi</strong> (Assisi, 27 anni).</p>
<p>Promosso da <strong><a href="http://www.rockwool.it/" target="_blank">Rockwool Italia</a></strong> nell’ambito delle sue attività di responsabilità sociale d’impresa, l’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con <strong><a href="http://www.legambiente.it/" target="_blank">Legambiente</a></strong> e <strong><a href="http://www.pentapolis.it/" target="_blank">Pentapolis</a></strong> – Associazione per la diffusione della CSR,  ed ha ricevuto il patrocinio delle più importanti realtà universitarie di design e comunicazione tra cui la<strong> Sapienza di Roma</strong>, lo <strong>IULM di Milano</strong>, l’<strong>Istituto Europeo di Design (IED)</strong>, la <strong>Nuova Accademia di Belle Arti (NABA)</strong>, l’<strong>Istituto Superiore di Architettura e Design (ISAD)</strong>, l’<strong>Istituto Italiano Design</strong>, l’<strong>Istituto Superiore di Design (ISD)</strong>, la <strong>Scuola Italiana di Design</strong>, l’<strong>Istituto d’Arte Applicata e Design (IAAD)</strong>, l’<strong>Istituto Quasar</strong>.</p>
<p>Ai partecipanti era stato richiesto di elaborare, in forma individuale o in gruppo, dei <strong>poster in formato 50&#215;70 cm</strong> per promuovere la diffusione di buone pratiche in tema di efficienza energetica. Due le categorie in concorso: “<strong>Risparmio energetico</strong>”, inteso come elemento fondamentale del processo di ripensamento culturale necessario per modificare il vissuto della società e degli individui, attraverso un uso intelligente delle risorse, e “<strong>Isolamento termoacustico</strong>”. In Europa infatti, contrariamente a quanto si pensi, i maggiori consumatori di energia e la maggior fonte di inquinamento da CO2 sono proprio gli edifici, responsabili per oltre il 40% del consumo energetico: più del settore dei trasporti, 32%, e dell’industria, 28% (<em>Fonte: Action Plan for Energy Efficiency: Realizing the Potential, European Commission 19 ottobre 2006</em>). Il progressivo esaurimento di combustibili fossili ha come conseguenza inevitabile l&#8217;uso di tecnologie che siano efficienti in termini di CO2, nonché l&#8217;adozione di comportamenti volti a risparmiare energia: a partire proprio dal nostro quotidiano e dalle nostre case. Ai giovani partecipanti di Rock the Wall era stato dunque richiesto di farsi interpreti di uno dei valori e delle sfide più importanti dello sviluppo sostenibile, utilizzando il codice comunicativo del poster pubblicitario.</p>
<p>Quasi duecento i lavori pervenuti, valutati da una giuria costituita da rappresentanti dell’azienda Rockwool, del mondo universitario e da personalità eccellenti nel campo dell’architettura, del design e della tutela dell’ambiente. I migliori elaborati pervenuti sono online sul sito internet del concorso, <a href="http://www.rockthewall.it">rockthewall.it</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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