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	<title>Greenews.info &#187; Ambiente</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>Pozzetto: il &#8220;ragazzo di campagna&#8221; che ama la città</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letizia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo diceva Artemio, “non si vive di solo smog”. Con &#8220;Il ragazzo di campagna&#8220;, Renato Pozzetto ha dato vita ad uno dei personaggi più riusciti e indimenticabili del cinema comico italiano. Racconta di un contadino che vive a Borgo Tre Case, nella campagna pavese, che un giorno, in cerca di una vita “normale” parte alla volta della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/02/pozzetto.jpg"></a><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/02/Il-ragazzo-di-campagna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27805" title="Renato Pozzetto nella scenda del treno de &quot;Il ragazzo di campagna&quot;" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/02/Il-ragazzo-di-campagna-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>Lo diceva Artemio, “<strong>non si vive di solo smog</strong>”. Con <strong>&#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=lu47ZSMOSdM" target="_blank">Il ragazzo di campagna</a>&#8220;, Renato Pozzetto</strong> ha dato vita ad uno dei personaggi più riusciti e indimenticabili del cinema comico italiano. Racconta di<strong> un contadino che vive a Borgo Tre Case</strong>, nella campagna pavese, che un giorno, in cerca di una vita “normale” parte alla volta della metropoli milanese. E proprio da <strong>Milano</strong>, <strong>città della moda, delle banche, dell’industria, ma che non brilla certo per qualità dell’aria,</strong> il vip di questa settimana giura che non si separerà mai.</p>
<p><strong>D) Pozzetto, lei è nato e vissuto sempre nel capoluogo lombardo. Perché questo amore incondizionato per la città? Tra nebbia in Val Padana e inquinamento, non ha mai pensato di trasferirsi altrove, magari a &#8220;Borgo Tre Case&#8221;?</strong></p>
<p>R) Beh, <em><strong>Milan l’è sempre Milan</strong></em>, si potrebbe dire parafrasando una mia celebre frase. E’ la mia città da sempre, non si può mica liquidare il discorso dicendo che è inquinata<strong>. Lo smog è una condizione che riguarda tutti, in tutte le grandi città. Cosa ci possiamo fare?</strong></p>
<p><strong>D) Ad esempio, provare a inquinare di meno…</strong></p>
<p>R) Bisognerebbe vivere <strong><a href="http://www.greenews.info/recensioni/la-citta-inquina-meno-della-campagna-20110325/">fuori dalla metropoli</a></strong>, ma come si fa? La mia famiglia è qua, ha studiato qua, i punti di riferimenti sono tutti milanesi,<strong> le abitudini, le comodità</strong>. Come molti milanesi, <strong>ho una casa in campagna, sul Lago Maggiore</strong>. <strong>Trascorro lì molti mesi all’anno</strong>. Per lavoro ho vissuto diviso tra Milano e Roma, ma la casa vera sta nella metropoli meneghina.</p>
<p><strong>D) Mai venuta la tentazione di fare davvero il “ragazzo di campagna&#8221; a tempo pieno?</strong></p>
<p>R) <strong>La vita di tutti noi è organizzata per stare in città</strong>. Vado sul lago un mese a Natale e 3-4 mesi d’estate. <strong>Lì è un altro ambiente, in mezzo alla natura</strong>. Non dico tanto per le passeggiate, perché poi finisce sempre che passo il tempo con gli amici, o attaccato ai miei giocattoli, primo fra tutti la moto. <strong>L’Italia per me è un paradiso terrestre</strong>. Oggi si vive peggio del solito, ma sono ottimista che supereremo alla grande questa crisi.</p>
<p><strong>D) A fianco di una carriera di comicità, lei ha anche prestato il volto per serissime campagne di sensibilizzazione della popolazione. Una delle più celebri è quella contro il fumo, voluta dal Ministero nel 2009. E&#8217; mai stato un fumatore?</strong></p>
<p>R) <strong>Sì, per trent’anni da giovane, poi ho smesso</strong>.<strong> Il fumo è una piaga sociale.</strong> Chi non ha mai incontrato da vicino quanti problemi porta questo vizio? <strong>Chi non ha mai conosciuto un malato di fumo? Eppure la gente continua a fumare,</strong> è strano ma è così, nonostante gli appelli. Ma non sono le campagne ciò che contano, chiunque dovrebbe convincersi dei problemi provocati sulla base dell’<strong>esperienza quotidiana</strong>.</p>
<p><strong>D) A proposito di esperienza quotidiana, quali sono i suoi piccoli gesti di attenzione all’ambiente?</strong></p>
<p>R) <strong>Seguo banalmente le regole che sono raccomandate a tutti i cittadini. </strong>E dunque<strong>, raccolta differenziata prima di tutto</strong>. Vivendo in un condominio in centro, <strong>la temperatura di casa, invece, non la decido io purtroppo</strong>. Ho le mani legate. Guardo davanti a me un camino che fuma, dall’altra parte della strada e penso che <strong>il grosso dello smog è dovuto ai riscaldamenti. Ma alle comodità acquisite è così difficile rinunciare…</strong></p>
<p><em>Letizia Tortello</em><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Gli appuntamenti di Legambiente nella giornata mondiale delle zone umide</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Obiettivo: informare tutti i cittadini sull&#8217;importanza di questi ecosistemi
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Obiettivo: informare tutti i cittadini sull&#8217;importanza di questi ecosistemi</p>
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		<title>Giornata mondiale delle zone umide</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 1977il 2 febbraio 2012 si celebra  questa giornata per far riconoscere il valore di queste aree
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1977il 2 febbraio 2012 si celebra  questa giornata per far riconoscere il valore di queste aree</p>
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		<title>L&#8217;Ue dichiara guerra all&#8217;inquinamento chimico delle acque</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Janez Potocnik propone di aggiungere 15 nuove sostanze all&#8217;elenco dei 33 inquinanti che vengono gia&#8217; monitorati
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Janez Potocnik propone di aggiungere 15 nuove sostanze all&#8217;elenco dei 33 inquinanti che vengono gia&#8217; monitorati</p>
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		<title>La posizione del WWF sulle sfide ambientali del 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista a Gianfranco Bologna sui focus dei prossimi 12 mesi, in attesa di Rio+20
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a Gianfranco Bologna sui focus dei prossimi 12 mesi, in attesa di Rio+20</p>
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		<title>WWF Italia: 46 anni di battaglie nei ricordi di Fulco Pratesi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:09:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, luglio 1966. In una stanzetta del suo studio di architettura, Fulco Pratesi fonda il Wwf Italia insieme a dieci amici. Si autofinanziano versando 20.000 lire a testa (valore: un po’ meno dei 200 euro attuali). Lo scopo iniziale, salvare una palude della Maremma. A quarantasei anni di distanza, i numeri parlano da sé: 130 Oasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/02/Courtesy-of-WWF_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27706" title="Courtesy of WWF_" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/02/Courtesy-of-WWF_-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a><strong>Roma, luglio 1966</strong>. In una stanzetta del suo studio di architettura, <strong><a href="http://www.fulcopratesi.it/" target="_blank">Fulco Pratesi</a> </strong>fonda il <strong><a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx" target="_blank">Wwf Italia</a></strong> insieme a dieci amici. Si autofinanziano versando 20.000 lire a testa (valore: un po’ meno dei 200 euro attuali). Lo scopo iniziale, salvare una palude della Maremma. A quarantasei anni di distanza, i numeri parlano da sé: <strong>130 Oasi per più di 35.000 ettari di natura protetta, 400.000 soci donatori, più di 100 sedi locali, 18 sezioni regionali, decine di gruppi di Guardie volontarie, oltre 300 avvocati che, dal 1986 a oggi, si battono contro l’illegalità ambientale in più di 2.000 giudizi cui l’associazione ha preso parte</strong>. Dati che fanno del Wwf un vero &#8221;<strong><a href="http://www.greenews.info/category/rubriche/campioni-ditalia/">Campione d’Italia</a>&#8221; </strong>nella difesa dell’ambiente, con un’attenzione particolare e costante alle specie protette e ai territori minacciati.</p>
<p>A quasi cinque decenni di distanza (il Wwf internazionale ha festeggiato 50 anni giusti nel 2011), Fulco Pratesi, che per molti anni ha presieduto l’associazione, di cui oggi è presidente onorario, ne ripercorre l’attività, e racconta storie e aspetti meno noti. A partire dall’episodio che, negli anni Sessanta, segnò la sua conversione: «<strong>Ero a caccia di orsi in Turchia e a un certo punto vidi un’orsa con i piccoli. Quest’immagine mi colpì molto, tornai a casa e cambiai stile di vita</strong>». L’idea di fondare il Wwf, gli viene nel 1961, anno di nascita, in Svizzera, del primo nucleo: «Volevo salvare un pezzo di palude a Orbetello e non sapevo a chi rivolgermi. Sapevo di quest’associazione per la difesa della natura che era nata in Svizzera e scrissi a loro. Mi dettero la loro disponibilità. Qualche anno dopo,  il segretario generale mi disse: “Ok, però dovete autofinanziarvi”».</p>
<p>Da subito, inizia l’impegno per l’acquisizione delle <strong><a href="http://www.wwf.it/client/default_oasi.aspx" target="_blank">Oasi</a></strong>, che oggi sono più di 100 e coprono tutto il territorio nazionale, dal Trentino alla Sicilia. «Alcune vengono comprate, altre prese in affitto, altre ancora sono in concessione dal proprietario». La prima, nel 1967, è quella del <strong><a href="http://www.wwf.it/client/render_oasi.aspx?content=0&amp;root=3489" target="_blank">Lago di Burano</a></strong>, a Capalbio, nella Maremma Toscana. «Allora veniva affittata ai cacciatori per 4 milioni all’anno. Proposi ai consiglieri di affittarla noi, e iniziammo a raccogliere i soldi. Da lì, il numero delle Oasi è aumentato continuamente, e molte volte sono i soci a proporci le aree da acquisire». Dopo Burano, anche un pezzo di <strong><a href="http://www.wwf.it/client/render_oasi.aspx?content=0&amp;root=3424" target="_blank">Laguna di Orbetello</a></strong> è diventata Oasi. Ma l’iniziativa più coinvolgente, racconta Pratesi, è stata l’acquisto, nel 1985, della <strong><a href="http://www.wwf.it/client/render_oasi.aspx?content=0&amp;root=3422" target="_blank">Foresta di Monte Arcosu</a></strong>, in Sardegna, grande oltre 3.000 ettari, ultima roccaforte del cervo sardo: «<strong>Riuscimmo a raccogliere 1 miliardo di lire per comprarla. Fu molto emozionante perché tutti i soci dettero il loro contributo</strong>. <strong>Un quarto di quei soldi, circa 250.000 milioni, li raccolsero i bambini vendendo a 500 lire l’uno i francobolli con sopra l’immagine del cervo sardo</strong>».  Le ultime Oasi, acquisite nel 2011, sono un’area vicina alla <strong>Riserva di Valpredina </strong>nelle Prealpi bergamasche, e il bosco umido di <strong>Foce dell’Arrone </strong>nel Lazio.</p>
<p>Tantissime le campagne che in questi 46 anni hanno educato e sensibilizzato gli italiani sui temi ambientali: tra tutte, quelle a sostegno dei <strong>referendum contro il nucleare, la caccia e i pesticidi</strong>. E ancora, per la pulizia dei boschi, contro il traffico privato, le spadare, i contaminanti chimici. A cui si aggiungono le iniziative del <strong><a href="http://wwf.panda.org/" target="_blank">Wwf internazionale</a></strong>, come gli <strong><a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&amp;root=7555" target="_blank">appuntamenti</a> organizzati in vista della conferenza di Rio+20 </strong>o l’<strong><a href="http://www.wwf.it/oradellaterra/" target="_blank">Ora della terra</a></strong>, l’evento di attivismo ambientale più grande del mondo.</p>
<p>Tra le conquiste più preziose, Pratesi ricorda la difesa del lupo: nel 1971, quando venne lanciata l’Operazione S. Francesco insieme al <strong>Parco nazionale d’Abruzzo</strong>, «ce n’erano solo 100 esemplari, oggi sono più di mille». Le specie tutelate dall’azione del Wwf sono tantissime: orso bruno marsicano, cervo sardo, camoscio appenninico, stambecco, gipeto, pernice bianca, gallina prataiola, tartaruga marina, il piccolo anfibio pelobate fosco, i rapaci migratori, insieme agli animali attualmente più a rischio in Italia:  «La foca monaca, la lontra, l’aquila del Bonelli, il capovaccaio».</p>
<p>Volendo tracciarne una carta d’identità sintetica, il presidente onorario non ha dubbi su quali siano le caratteristiche distintive dell’associazione: «<strong>Collegamento internazionale, concretezza delle azioni, indipendenza dalla politica</strong>». Con la quale i rapporti non sono sempre stati positivi: «<strong>In generale, è molto difficile collaborare. Perché i politici sono sempre portati a fare azioni più vicine agli elettori</strong>». Con le aziende, il Wwf lavora per l’affermazioni di pratiche più sostenibili, anche se «le grandi industrie italiane sono poco attente agli aspetti ambientali rispetto a quelle del resto d’Europa», spiega Pratesi, e questo gli fa venire in mente l’ultimo aneddoto: «<strong>Quando Fiat lanciò la Panda, chiedemmo, visto che noi usavamo quel nome da più di quindici anni, di fare almeno delle iniziative insieme. Loro si rifiutarono, e noi ci appellammo al Giurì della pubblicità. Alla fine, ci dovettero dare 110 milioni</strong>».</p>
<p><em>Veronica Ulivieri</em></p>
<p><em>Leggi anche su Greenews.info &#8220;<strong><a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/presentato-dossier-fai-e-wwf-%e2%80%9cterra-rubata-%e2%80%93-viaggio-nell%e2%80%99italia-che-scompare%e2%80%9d-20120201/">Presentato dossier FAI e Wwf: Terra rubata: Viaggio nell&#8217;Italia che scompare</a></strong>&#8220;</em></p>
<p> <em>E, nel box Greenews di LaStampa.it, &#8220;<strong><a href="http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/greenews/articolo/lstp/440748/">Il  Wwf pungola il governo sulle sfide ambientali 2012</a></strong>&#8220;</em></p>
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		<title>Presentato dossier FAI e WWF: “Terra rubata.Viaggio nell’Italia che scompare”</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 06:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Un’Italia erosa dalle lobby del cemento e del mattone che fagocitano per sempre, al ritmo di 75 ettari al giorno, tesori naturalistici e paesaggistici, terreni agricoli  e spazi di aggregazione sociale che non saranno più restituiti all’ambiente e alla collettività: è la fotografia di un processo irreversibile e in crescita, quello della perdita di territorio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Courtesy-of-ambientandosi.com_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27698" title="Courtesy of ambientandosi.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Courtesy-of-ambientandosi.com_-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>Un’Italia erosa dalle lobby del cemento e del mattone che fagocitano per sempre, <strong>al ritmo di 75 ettari al giorno</strong>, tesori naturalistici e paesaggistici, terreni agricoli  e spazi di aggregazione sociale che non saranno più restituiti all’ambiente e alla collettività: è la fotografia di un processo irreversibile e in crescita, quello della perdita di territorio, che<strong> FAI e WWF</strong> tracciano nel <a href="http://www.wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/ConsumoSuolo_DossierWWF_FAI.pdf" target="_blank"><strong><em>Dossier</em> sul consumo del suolo <em><strong>“Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare</strong>”</em></strong></a> presentato ieri a Milano, in cui vengono illustrate le analisi e le proposte delle due associazioni. Secondo il <em>Dossier</em>, <strong>nei prossimi 20 anni la superficie occupata dalle aree urbane crescerà di circa 600mila ettari, pari ad una conversione urbana di 75 ettari al giorno,  raffigurabile come un quadrato di 6.400 chilometri quadrati</strong>.<strong> </strong></p>
<p>La stima, emerge da un’indagine condotta su <strong>11 regioni</strong> italiane, corrispondenti al <strong>44%</strong> della superficie totale, secondo cui <strong>l’area urbana in Italia negli ultimi 50 anni si è moltiplicata, secondo i dati ufficiali, di 3,5 volte</strong> ed è aumentata<strong>, dagli anni ’50 ai primi anni del 2000, di quasi 600mila ettari -  oltre 33 ettari al giorno e 366,65 mq a persona,</strong> <strong>con valori medi oltre  il 300% e picchi di incremento fino al 1100% in alcune regioni </strong>- equivalenti all’intera regione del Friuli Venezia Giulia, come risulta da un <strong>progetto di ricerca</strong> promosso dall’<strong>Università degli Studi dell’Aquila </strong>in collaborazione con il <strong>WWF Italia</strong>, l’<strong>Università Bocconi</strong>, <strong>l’Osservatorio per la Biodiversità, il Paesaggio Rurale </strong>e il <strong>Progetto Sostenibile della Regione Umbria</strong>.</p>
<p>E in 50 anni (1951 – 2011) persino quei comuni che si sono svuotati a causa dell’emigrazione sono cresciuti di <strong>oltre 800 mq per ogni abitante perso</strong>. Resta la piaga dell’abusivismo edilizio, che dal 1948 ad oggi ha ferito il territorio con <strong>4,5 milioni di abusi edilizi</strong>, 75mila l’anno e 207 al giorno, e in favore negli ultimi 16 anni ci sono stati <strong>3 condoni</strong> (1985, 1994 e 2003). Poi ci sono le cave che nel solo 2006 hanno mutilato il territorio escavando  <strong>375 milioni di tonnellate di inerti</strong> e <strong>320 milioni di tonnellate di argilla, calcare, gessi e pietre ornamentali</strong>. I progetti delle grandi infrastrutture, invece, mettono a rischio <strong>84 aree protette</strong>, <strong>192 Siti di Interesse Comunitario</strong> e <strong>64 International Bird Area</strong>.</p>
<p>Si registra poi, in agricoltura, <strong>dal 2000 al 2010 una diminuzione della </strong><strong>Superficie Aziendale Totale (SAT) dell’8% e della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) del 2,3%</strong>, mentre il numero delle aziende agricole e zootecniche diminuisce, nello stesso periodo, del <strong>32,2%</strong> in meno di aziende agricole e zootecniche. Il risultato è un territorio meno presidiato e più fragile: in Italia circa il <strong>70% dei Comuni è interessato da frane</strong> che, tra il 1950 e il 2009, hanno provocato <strong>6.439 vittime</strong> tra morti, feriti e dispersi. Allarmante anche il rischio desertificazione: il <strong>4,3%</strong> del territorio italiano è considerato “sensibile a fenomeni di desertificazione” e il <strong>12,7%</strong> come “vulnerabile”.</p>
<p>Tra le <strong>proposte di FAI e WWF contenute nella <em>road map</em> per fermare il consumo del suolo</strong>, ci sono: <strong>severi limiti all’urbanizzazione nella nuova generazione di piani paesistici</strong> e, in attesa della loro definitiva redazione, la richiesta di una <strong>moratoria delle nuove edificazioni su scala comunale</strong>; il <strong>censimento degli effetti dell’abusivismo edilizio</strong> su scala comunale per contrastare più efficacemente il fenomeno; <strong>dare priorità al riuso dei suoli</strong> anche utilizzando la <strong>leva fiscale per penalizzare l’uso di nuove risorse territoriali</strong>; procedere ai <strong>Cambi di Destinazione d’Uso solo se coerenti con le scelte in materia di ambiente, paesaggio, trasporti e viabilità</strong>. E ancora: rafforzare la tutela delle nostre coste estendendo da 300 a 1000 metri dalla linea di battigia il margine di salvaguardia; <strong>difendere i fiumi non solo attraverso il rispetto delle fasce fluviali ma con interventi di abbattimento e delocalizzazione degli immobili situati nelle aree a rischio idrogeologico</strong>; farsi carico degli interventi di bonifica dei siti inquinati, escludendo che i costi di bonifica vengano compensati attraverso il riuso delle aree a fini edificatori.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>L&#8217;Onu lancia un database per fronteggiare l&#8217;emergenza clima</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti climatici]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo è quello di far conoscere a comunita&#8217; locali e imprese buone pratiche per adattarsi ai cambiamenti climatici
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo è quello di far conoscere a comunita&#8217; locali e imprese buone pratiche per adattarsi ai cambiamenti climatici</p>
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		<title>Domenico Finiguerra è il Personaggio Ambiente Italia 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Finiguerra]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Personaggio Ambiente Italia 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Premio Personaggio Ambiente Italia 2011 conferma il successo della prima edizione e registra una partecipazione sempre più attiva. Nei 40 giorni, in cui è stato possibile votare, infatti, hanno espresso la loro preferenza oltre 7.500 votanti, decretando la vittoria di Domenico Finiguerra per il suo costante impegno nei confronti dell’ambiente e del territorio. È, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Domenico-Finiguerra-Courtesy-of-personaggioambiente.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27613" title="Domenico Finiguerra, Courtesy of personaggioambiente" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Domenico-Finiguerra-Courtesy-of-personaggioambiente.jpg" alt="" width="247" height="224" /></a>Il <a href="http://www.personaggioambiente.it/" target="_blank">Premio Personaggio Ambiente Italia 2011 </a>conferma il successo della prima edizione e registra una partecipazione sempre più attiva. Nei 40 giorni, in cui è stato possibile votare, infatti, hanno espresso la loro preferenza oltre<strong> 7.500 votanti</strong>, decretando la vittoria di <a href="http://www.greenews.info/rubriche/come-disintossicarsi-dagli-oneri-di-urbanizzazione-la-cura-di-cassinetta-di-lugagnano-20110420/" target="_blank">Domenico Finiguerra </a>per il suo costante impegno nei confronti dell’ambiente e del territorio. È, infatti, promotore insieme a molti altri della campagna e del movimento nazionale “<strong><a href="http://www.greenews.info/rubriche/come-disintossicarsi-dagli-oneri-di-urbanizzazione-la-cura-di-cassinetta-di-lugagnano-20110420/" target="_blank">Stop al Consumo di Territorio</a></strong>” che ha preso avvio da Cassinetta di Lugagnano nel 2009. È, inoltre, tra i primi firmatari dell’appello per la Costituente Ecologista Civica.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il Premio Personaggio Ambiente Italia 2011 nasce l’anno scorso per dare un riconoscimento a tutte le persone di qualunque cittadinanza, che con le loro idee, pratiche, informazioni, politiche, imprese, hanno svolto un ruolo di rilevanza nel settore ambientale in Italia. Quest’anno il Comitato tecnico, costituito da direttori di testate giornalistiche ambientali, giornalisti ambientali, responsabili di siti tematici e blogger italiani, ha scelto una rosa di 21 candidati che si sono dati battaglia sul web a suon di click.</p>
<p>Il voto popolare, infatti, ha scelto il sindaco di Cassinetta di Lugagnano dopo un lungo testa a testa con il secondo classificato<strong> <em>I pescatori di Torre Guaceto</em></strong>, che si sono aggiudicati la medaglia d’argento con il 14.2% dei voti. Promotori e parte attiva di un progetto di pesca sostenibile nella Riserva di Torre Guaceto (BR), con l&#8217;AMP, il Consorzio di Gestione dell&#8217;Area Marina Protetta, hanno deciso di pescare solo una volta a settimana unicamente in una zona specifica, con reti più corte e maglie più larghe. Si è assistito negli anni ad un recupero della fauna ittica e dell&#8217;ecosistema nel suo complesso.</p>
<p>Bronzo, con il 12.4%, per<strong> Peter Brandauer</strong>, Presidente di Alpine Pearls, l&#8217;associazione che promuove un’esperienza di vacanza ecocompatibile, caratterizzata dalla varietà dell’offerta di attività culturali e sportive e dalla tutela del clima. Turismo dolce, viaggio responsabile e un impegno totale per la sostenibilità.</p>
<p>Non sale sul podio ma si classifica quarto, con uno scarto di pochissimi voti dal terzo classificato,<strong> Padre Alex Zanotelli</strong>, religioso, presbitero e missionario italiano, ispiratore e fondatore di diversi movimenti italiani tesi a creare condizioni di giustizia solidale e di pace.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>“Siamo orgogliosi &#8211; </em>ha dichiarato <strong>Mario Notaro</strong>, Segretario del Comitato Tecnico<em> &#8211; e felicemente stupiti della partecipazione del popolo del web al Premio. Abbiamo, infatti, più che raddoppiato i voti rispetto all’edizione precedente, sintomo del crescente interesse a tematiche legate all’ambiente, al clima, alla sostenibilità. Premiare una personalità che si è distinta per l’impegno nei confronti del nostro pianeta, in termini di sviluppo sostenibile, è un modo di veicolare l’attenzione di media e opinione pubblica su un tema di interesse comune: la salvaguardia dell’ambiente.”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>“Vince il fare</em>, &#8211; conclude Notaro -<em> vincono le buone idee e le buone pratiche, vince chi non resta indietro e guarda avanti, con quello che c&#8217;è e che si può cambiare. Il Forum italiano dell&#8217;acqua, oltre all’ottimo piazzamento si è rivelato un vero e proprio “asso pigliatutto”, considerando che il vincitore del Premio, Finiguerra, è uno dei promotori del Forum stesso e il quarto classificato, Padre Alex Zanotelli, ne è uno dei portavoce”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Rispetto alla scorsa edizione sono emersi i gruppi, come i <em>Pescatori di Torre Guaceto</em>, gli <em>Angeli del fango di Genova</em> e il <em>Forum italiano dei movimenti per l’Acqua</em>, e i sindaci, Finiguerra, Brandauer e Pisani, che sta portando avanti a Pollica il lavoro lasciato incompiuto dal suo predecessore Angelo Vassallo, ucciso un anno fa in un attentato. Ridotta la presenza degli imprenditori e i rappresentanti dell’associazionismo. Mancano completamente rappresentati dei personaggi dello spettacolo e del giornalismo che lo scorso anno dominavano invece la scena.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aperte le iscrizioni al corso di formazione &#8220;Equilibri Naturali&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 06:32:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Parchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono aperte le iscrizioni al workshop “Equilibri Naturali” che il Centro di Educazione Ambientale del Parco Nazionale Gran Sasso &#8211; Laga proporrà tra febbraio e maggio presso il Museo del Fiore, nel complesso turistico culturale di San Colombo a Barisciano (AQ).
Il corso, organizzato in collaborazione con il Comune di Barisciano, l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Courtesy-of-gransassolagapark.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27541" title="Courtesy of gransassolagapark.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2012/01/Courtesy-of-gransassolagapark.it_-300x96.jpg" alt="" width="300" height="96" /></a>Sono aperte le iscrizioni al workshop <strong>“Equilibri Naturali”</strong> che il <strong><a href="http://www.gransassolagapark.it/pagina.php?id=210" target="_blank">Centro di Educazione Ambientale del Parco Nazionale Gran Sasso &#8211; Laga</a></strong> proporrà tra febbraio e maggio presso il <strong>Museo del Fiore</strong>, nel complesso turistico culturale di <strong>San Colombo a Barisciano </strong>(AQ).</p>
<p>Il corso, organizzato in collaborazione con il <strong>Comune di Barisciano</strong>, l’<strong>Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato</strong>, il <strong>Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino</strong> e l’<strong>Associazione “Genitori si diventa”</strong> dell’Aquila, è <strong>gratuito</strong> ed è rivolto agli operatori dei centri di educazione ambientale, al personale delle aree protette e delle riserve naturali, alle guide ambientali, laureandi o laureati in discipline ambientali e pedagogiche, che abbiano svolto tirocinio formativo presso centri di educazione ambientale e ricercatori del settore, e fa seguito al precedente workshop “<strong>Comunicare con la Natura</strong>”, al quale si ricollega, approfondendo le necessità formative espresse dagli stessi partecipanti nei questionari d’uscita.</p>
<p>Quattro gli incontri, che si terranno a cadenza mensile: “<strong>I linguaggi del crescere e del comunicare</strong>” (25-26 febbraio), condotto dalla pedagogista <strong>Monica Nobile </strong>e dall’esperto di comunicazione <strong>Claudio Tedaldi</strong>; “<strong>Progettazione partecipata e reti eco-museali</strong>” (17-18 marzo), condotto da <strong>Lucia Lancerin</strong> (Coordinatrice in Veneto di “Laboratorio Città”); “<strong>Strumenti e tecniche per esplorare l&#8217;ambiente e recuperare equilibri naturali”</strong> (14-15  aprile), condotto da <strong>Tiziana</strong> <strong>Sassu e Giulia Sirgiovanni</strong> dell’Istituto PANGEA Onlus; “<strong>Il senso dei luoghi: le vie della lana</strong>”, a cura di<strong> Luca Schillaci </strong>e <strong>Daniela Tinti</strong> (esperti dell’Ente Parco) e <strong>Bruno Petriccione</strong> (Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato).</p>
<p>Nel complesso il workshop mira a migliorare il profilo qualitativo dei laboratori didattici e delle esperienze in ambiente, <strong>stimolando le abilità degli operatori nel gestire in maniera dinamica i valori emozionali e culturali che scaturiscono dalla relazione con il mondo naturale</strong>, tra conoscenze scientifiche, naturalistiche, storiche e umanistiche, e innalzando, pertanto, la qualità e la quantità dei servizi di educazione ambientale offerti dalle aree protette alle scuole e in generale a turisti e  visitatori.</p>
<p>Per ogni laboratorio, che cade in altrettanti fine settimana, è prevista una parte teorica, che illustra le tecniche e i contenuti didattico-educativi, e una sessione pratica che propone forme di sperimentazione diretta. La sessione domenicale, in particolare, avrà una formula aperta e potrà essere partecipata sia dai ragazzi di ogni età, che potranno cimentarsi in attività laboratoriali guidate basate sulla creatività e sul gioco, sia da genitori, insegnanti, operatori sociali e psico-pedagogisti.</p>
<p>Per partecipare al workshop è obbligatorio iscriversi, compilando l’apposito modulo di domanda scaricabile dal sito <a href="http://www.gransassolagapark.it" target="_blank"><strong>gransassolagapark.it</strong> </a>e inviandolo insieme ad un curriculum vitae,  evidenziando le esperienze acquisite nel campo dell’educazione ambientale, entro il termine di lunedì <strong>13 febbraio</strong><strong>.</strong></p>
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