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Edoardo Croci: “In Italia l’ambiente è ignorato o affrontato in modo ideologico”

gennaio 29, 2013 Idee, Nazionali, Politiche

In vista delle elezioni 2013 di febbraio proseguono le interviste di Greenews.info a politici e amministratori, per cercare di comprendere quali siano i programmi più concreti e credibili a favore dell’ambiente e della green economy.

La tecnica non ha colore”: una frase che Edoardo Croci – ex assessore all’Ambiente di Milano nella giunta Moratti, oggi candidato al Consiglio regionale della Lombardia nella lista Civica di Albertini – ripete spesso durante la conversazione con Greenews.info. L’altra è: “Quando ho assunto un incarico pubblico, non sono mai andato a gestire qualcosa ma a portare qualcosa”. E nel raccontare la propria storia professionale, in cui l’impegno amministrativo si alterna a quello accademico – insegna Economia Ambientale alla Bocconi e in Statale – si comprende bene quanto Croci dia importanza a “competenza tecnica” e “approccio civico”: entrambi messi a servizio delle politiche sull’ambiente e l’energia; e quanto detesti, invece, i compromessi a cui è “poco incline”, dice subito, “e infatti non sono un politico ma un tecnico”. Alla presidenza dell’Arpa – l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Lombardia, che ha completamente organizzato e strutturato dal nulla, dal 1999 al 2003 – una volta divenuto assessore Croci si pone gli obiettivi di ridurre il traffico e l’inquinamento. E infatti sua è la paternità di iniziative milanesi decisamente innovative nell’ambito della mobilità, come il bikesharing e l’Ecopass (poi divenuto Area C); sua la promozione dei cinque referendum – approvati nel 2011 – per l’ambiente e la qualità della vita, come presidente del comitato “MilanoSiMuove” (votarono circa 500.000 cittadini, con una percentuale di favorevoli tra l’80 e il 95%); ed è di Croci anche l’iniziativa dell’accesso gratuito ai mezzi pubblici per i bambini fino a 10 anni e l’introduzione del Bus by night, il servizio notturno che riporta a casa i giovani durante il weekend.

D) Croci, lei è un tecnico prestato alla politica: come interpreta il suo impegno con questa candidatura nella lista di Albertini?

R) Sì, sono un tecnico che mette le proprie competenze a disposizione dei cittadini. Consideravo ormai conclusa la mia esperienza come amministratore pubblico – nel 2006, in qualità di assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente del Comune di Milano nella giunta guidata da Letizia Moratti (da cui si è dimesso nel 2009, ndr) – ma mi sono dovuto ricredere perché l’approccio della proposta politica di Albertini ai temi che mi stanno a cuore è lo stesso che ho io: un approccio civico, innovativo, e per questa ragione mi sono fatto tentare nuovamente. Se sarò eletto, avrò la possibilità di incidere sulle attività legislative e di pianificazione regionale in importanti ambiti quali ambiente e salute, territorio e mobilità, formazione e sviluppo economico.

D) Lei è anche direttore di ricerca allo IEFE, il centro di economia e politica dell’energia e dell’ambiente alla Bocconi: da esperto cosa pensa del modo in cui la politica affronta i temi dell’ambiente, anche in campagna elettorale?

R) All’estero c’è un migliore supporto pubblico e una consapevolezza maggiore su questi temi. Qui in Italia resta, purtroppo, un ambito ignorato oppure affrontato in modo ideologico, mentre gli altri Paesi hanno un approccio più pragmatico. Io credo che la politica sia in ritardo rispetto alla coscienza civica e che sottovaluti, anche nel modo in cui comunica, l’importanza del tema ambientale e del ruolo che ha nella vita dei cittadini. Si tratta, evidentemente, anche di un limite dell’attuale campagna elettorale.

D) Come ha utilizzato le sue competenze nella passata esperienza di amministratore pubblico e come pensa di sfruttarle in futuro?

R) Se si vogliono introdurre soluzione serie – pensiamo alle sfide che tutte le amministrazioni pubbliche affrontano nelle aree metropolitane, in termini di riduzione del traffico, di lotta all’inquinamento, di approvvigionamento energetico – allora la strada da percorrere è solo una: quella di studiare i modelli esteri che hanno funzionato, di fare l’analisi delle buone pratiche già messe in atto altrove, per trovare le soluzioni migliori, tenuto conto del contesto in cui si vive. È il segreto di iniziative come quelle dell’Eco-pass (la tariffa imposta ai veicoli più inquinanti che entrano nel centro storico ha portato ad una riduzione del traffico del 15% in centro e dell’8% nel resto della città) e del bikesharing. Quest’ultima, ad esempio, nasce da un progetto di studio durato due anni (2007-2008), condotto dal Politecnico di Milano e finanziato dalla Cariplo: oggi, il “sistema Milano” in tema di mobilità sostenibile, è uno dei migliori – siamo passati da 1500 biciclette nel 2009 alle attuali 2500 – ed è la dimostrazione che i cittadini rispondono sempre positivamente alle soluzioni innovative indicate dalla politica: ci vuole coraggio! Chiaramente, la Regione ha in più – rispetto all’amministrazione comunale – funzioni di pianificazione e di regia: ma vorrei che la mia esperienza di assessore a Milano facesse da apripista, per poterla replicare in un quadro complessivo.

D) Cos’è “green economy” dal suo punto di vista? Come ne traccerebbe i confini, se dovesse spiegarla?

R) Una premessa: certamente green economy non è il mero avvio di attività che vivono di finanziamenti pubblici e che sul mercato non hanno una domanda. Invece, sono le città il laboratorio ideale (le così dette smart city) per fare innovazione e avviare quel cambiamento che sta già avvenendo a livello mondiale: qui abbiamo una concentrazione di persone, di capitali e di conoscenze.

D) Quali sono gli ambiti concreti in cui questo cambiamento di cui parla – e che sostanzierebbe la green economy – può essere tradotto?

R) Sono tre. Il primo è quello della mobilità sostenibile. E l’approccio è quello di integrare diversi sistemi: il trasporto pubblico tradizionale – a Milano abbiamo potenziato il servizio, esteso l’orario della metropolitana e avviata la costruzione di una nuova linea metro – servizi innovativi – come quelli a chiamata: ad esempio, i mini bus che servono le periferie, passano ogni dieci minuti dai capolinea di metro e bus e hanno un tragitto variabile, modello taxi – implementando i sistemi di bikesharing e carsharing (prenotazione immediata, tramite cellulare e computer, sistema automatizzato). Naturalmente, tutti i servizi sono concentrati in capo all’ATM, gestore pubblico dei trasporti milanesi, che garantisce, così, un servizio integrato di mobilità sostenibile e una governance di sistema . Il secondo ambito è quello dell’energia pulita, in particolare, con riferimento al riscaldamento delle abitazioni: riduzione dei combustibili, introduzione dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento impostati secondo una logica di efficienza energia, e uso di fonti il più possibile rinnovabili: A Milano è stato avviato un piano per allacciare le famiglie milanesi al teleriscaldamento, una forma di “calore pulito”. Gli abitanti serviti sono passati da meno di 100.000 ad oltre 200.000 ed arriveranno a 500.000 nei prossimi due anni. Infine, il terzo ambito riguarda il verde e riduzione del consumo di suolo.

D) Tutto questo in che modo si collega  alla promozione della legalità e della trasparenza nelle istituzioni, considerato che lei fa parte del comitato scientifico del programma di Transparency per prevenire le frodi nella green economy?

R) Considero la legalità la premessa indispensabile per esercitare un ruolo pubblico e non sono disposto a compromessi sui diritti e sui valori che sono alla base della nostra civiltà.

Ilaria Donatio

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