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Collina Po Day: se la città non va al Parco il Parco va alla città

Dario Perucca, rappresentante di Giovani Impresa Coldiretti per il Piemonte, durante il Workshop Image di venerdì scorso ricordava: “non ho nulla contro i centri commerciali, ma mi sembra che un po’troppo spesso la gente li frequenti in massa, durante i weekend, quando si potrebbero organizzare delle belle gite, all’aria aperta, anche per andare a vedere cosa fanno gli agricoltori, magari sporcandosi le mani e i piedi, ma respirando aria buona e mangiando del cibo sano”. Un messaggio che, consapevolmente, l’ente di gestione delle Aree Protette della Collina e del Po Torinese ha fatto suo e ha voluto portare direttamente in città, domenica 27 maggio, in occasione del 1°Collina Po Day.

Basta infatti fare qualche chilometro e uscire dalla città, immergersi nel verde facendo quel sentiero – di cui non si conosceva l’esistenza – a piedi o in bicicletta, o staccare la spina passando una giornata in una fattoria didattica o sportiva a pochi chilometri da casa. Le proposte presentate dagli organizzatori del CollinaPo Day, nella grande cornice cittadina di Piazza Vittorio Veneto, per promuovere le ricchezze del Po e della Collina Torinese, sono tantissime, e spaziano dal tiro con l’arco all’equitazione, dai centri estivi ai documentari con aperitivo, fino a sagre, visite guidate,  musei nascosti e circoli sportivi che propongono attività all’aria aperta. “Questo periodo di crisi e di recessione, in cui per molti diventa difficile andare in vacanza, può diventare l’opportunità di conoscere il territorio che ci circonda e scoprire la sua grande ricchezza. Piste ciclabili, sentieri, cultura, gastronomia”, racconta Giuseppe Bava, neopresidente del Parco.

E le proposte sono per tutti i gusti, sempre con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale. A partire dalle fattorie didattiche del Po, unite nella rete “Po Confluenze Nord Ovest”, che offrono domeniche in cascina, corsi e giornate di formazione per le scuole, laboratori. La Fattoria Propolis, nella pre-collina torinese, per esempio, si focalizza sul mondo dell’apicoltura, con “possibilità di osservare in sicurezza un apiario didattico e un laboratorio di smielatura”. La Tenuta Cerello, situata invece nella campagna intorno a Chivasso, in provincia di Torino, offre percorsi formativi diversificati per scuole elementari, medie e superiori: i più piccoli possono imparare a riconoscere semi ed erbe e a capire l’importanza degli alimenti di stagione; mentre gli studenti più grandi hanno la possibilità di seguire corsi di una giornata sulle regole per una sana alimentazione o sulle conseguenze dell’inquinamento dell’acqua. Tema su cui è molto attiva anche la Cascina Bricco di Carmagnola che, attraverso l’associazione culturale Acque Terre a Nord Ovest, organizza percorsi di visita alla stazione regionale di monitoraggio del Po che si trova sui Murazzi. E ci sono anche realtà, come il Centro Ippico del Meisino, che uniscono la formazione all’attenzione per il sociale, con attività di equitazione per bambini, famiglie, persone con disabilità. E dopo la fine dell’anno scolastico, il Parco organizza anche i centri estivi per i bambini, con attività nel bosco e in cascina.

Per chi è interessato alla storia e alle tradizioni dei paesi del territorio, il posto giusto sono gli Ecomusei, spazi museali che si estendono anche all’aperto e illustrano le connessioni tra le vicende passate e l’ambiente. Si va dall’Ecomuseo dell’argilla di Cambiano, realizzato in una vecchia fornace, a quello del Freidano, che si estende sulla sponda sinistra del Po, interessando i comuni di San Mauro Torinese, Settimo, Brandizzo, Chivasso e alcune propaggini marginali dei territori di Castiglione Torinese, Gassino e San Raffaele Cimena. O, ancora, l’Ecomuseo delle Rocche del Roero, che riunisce in un unico museo a cielo aperto gli otto comuni sorti dopo l’anno mille sulla faglia delle Rocche, fenomeno geologico di erosione che caratterizza la porzione centrale del Roero. Un territorio unico, con paesini arroccati in cima a burroni che sprofondano per centinaia di metri, una flora particolarissima composta da microclimi secchi che convivono accanto ad altri estremamente umidi, testimonianze di vita contadina che ancora resistono nonostante gli stimoli della modernità.

Con l’avvicinarsi dell’estate poi, sono tantissime le possibilità anche per chi ama pedalare o camminare in mezzo alla natura. Per scoprire il Pianalto e Parco del Po e della Collina Torinese, ci sono tredici “Strade di colori e sapori”, per un totale di 230 chilometri di percorsi cicloescursionistici. Così come sono decine i percorsi di trekking che dal Po si snodano e salgono verso la Collina. Ma gli sport che si possono praticare nel territorio del parco sono tantissimi, dal nordic walking alla canoa, dal tiro con l’arco alla pesca.

Non mancano le iniziative dedicate alle specialità gastronomiche, dalla Festa delle Ciliegie di Pecetto (2-3 giugno) alla Sagra del pomodoro “Costoluto” di Cambiano (1-2 settembre). E ancora, la rassegna “Assaggi doc. Agricoltura contemporanea tra documentari e degustazioni” (14-23 giugno): una serie di cortometraggi su temi ambientali accompagnati da aperitivi, ospitati in aziende agricole e luoghi del buon cibo. Per divertirsi e vivere bene, anche in tempi di crisi, non serve dunque andare molto lontano da casa.

Veronica Ulivieri

 

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