Home » Eventi »Idee » Torino Spiritualità: lo spreco di cibo non è solo questione di coscienza:

Torino Spiritualità: lo spreco di cibo non è solo questione di coscienza

settembre 27, 2010 Eventi, Idee

Stuart, Petrini, Segrè, Courtesy of Torino SpiritualitàQuanto cibo distruggiamo, sprechiamo, buttiamo? Abbastanza per poter sfamare, se volessimo, il doppio della popolazione che muore di fame nel mondo. Secondo i dati Fao, se tutti i paesi ricchi producessero cibo in misura non superiore al 130% del fabbisogno, con quello che si risparmierebbe potrebbero nutrire addirittura 22 volte in più chi è povero e soffre di indigenza. Cioè, nell’intero globo, più di 1 miliardo di persone.

Lo spreco del cibo è stato uno dei punti chiave della sesta edizione di Torino Spiritualità, il festival dal tema “Gratis. Il fascino delle nostre mani vuote”, che si è chiuso ieri, registrando un grande successo di pubblico agli incontri, agli spettacoli, ma soprattutto in occasione della grande cena collettiva per 1.000 persone, organizzata sabato 25 in piazza Carignano.

Nella sezione “Economia al di là del profitto”, il tema della gratuità è stato l’occasione per ragionare su un sistema di sviluppo, come quello attuale, che ha completamente dimenticato il concetto di dono. Isolati in dinamiche che hanno il profitto come unico collante delle relazioni sociali, l’uomo occidentale dimentica spesso l’importanza dello scambio, in cui ciascuno diventa virtualmente “parte” di qualcun altro.

Eppure – questo il vero messaggio del festival – ripensare gli sprechi non è semplicemente un gesto altruistico. Può diventare una preziosa fonte di profitto per le aziende stesse. Ad esempio quelle alimentari. Supermercati, iperstore, fabbriche del gusto, la soluzione per risparmiare c’è: tagliare sui costi di smaltimento dei rifiuti. Come? Ridistribuendo il cibo in eccedenza a quei consumatori “di serie B” che nei grandi magazzini non hanno i soldi per entrare: i poveri.

E’ la tesi, ampiamente illustrata nel corso dei cinque giorni della manifestazione, dalla triade dell’attivismo contro lo spreco del cibo: Carlo Petrini, patron di Slow Food e fondatore di Terra Madre, il professore e preside della Facoltà di Agraria all’Università di Bologna Andrea Segrè e l’accademico inglese Tristram Stuart, ospite d’onore della kermesse. Sabato pomeriggio, in un dialogo dal titolo “Saper (s)cambiare”, i relatori si sono interrogati sulle ragioni del continuo aumento dei prezzi dei generi alimentari in Europa e America. Secondo la tesi emersa, questa è una malattia cronica per il nostro sistema economico, drogato dalla convinzione che la produzione del cibo per il mercato alimentare non possa fare a meno di un altrettanto colossale spreco. Un esempio concreto per tutti: “Guardate questa confezione di pane – ha detto Stuart mostrando un noto prodotto industriale. “Le fette sono perfette, tonde, tutte uguali. Sapete quante se ne buttano per ottenere questo risultato? Tredicimila mila in un anno. Gettate perché tagliate male, imprecise e quindi invendibili”. Con quelle 13 mila fette quanti bambini si potrebbero sfamare?

La guerra allo spreco ha dunque un legame diretto con la spiritualità: “L’essenza della spiritualità”, ricorda Petrini, ”è proprio il rispetto del lavoro, dei prodotti della madre terra. Lo stare a tavola è infatti un’esperienza di convivialità, di condivisione. La morigeratezza appartiene a tutte le civiltà del mondo. Ma noi abbiamo perso il buon gusto nello spreco. Perché non proviamo a recuperare il detto che abbiamo in casa? Esageroma nen!” (in piemontese: non esaageriamo, N.d.R.).

Una volta tanto noi italiani possiamo vantare un modello da imitare. La pizza. Il piatto più famoso nel mondo è anche quello più virtuoso, perché permette di riciclare qualunque ingrediente: ci puoi mettere davvero di tutto. Proprio a partire da questa lezione pratica di economia del cibo in cucina, il piatto forte di Torino Spiritualità è stata la grande cena collettiva. Un menù povero, in piazza Carignano, servito a 1.000 persone gratuitamente. E’ stato il secondo evento mondiale del genere: il primo a Londra, nel 2009, ideato da Stuart a Trafalgar Square per 5.000. Laggiù nevicava, ma la principale piazza della capitale si riempì “come per miracolo, di gente. Si respirava un’atmosfera unica, ed è la dimostrazione che quando fai iniziative intelligenti al risparmio, le persone si mobilitano”, ha ricordato Stuart, autore di un fortunato libro dal titolo “Sprechi”.

A Londra, come a Torino, i pasti sono stati preparati con cibo “di seconda scelta”, donato gratuitamente dagli scarti (tranquillamente commestibili) dei grandi supermercati. In questo caso, per preparare tre semplici ma gustosissime ricette (pappa al pomodoro, peperoni in agrodolce e budino al cioccolato con marmellata) sono stati usati: 150 chili di pomodori maturi, uno di pane raffermo, 40 litri di latte, 400 uova, 400 spicchi d’aglio, tutto per il primo; un quintale di peperoni, 30 chili di cacao e marmellata per il dessert. Per chi non è riuscito a entrare era prevista una mela di consolazione (ne sono state fornite 250 chili “di seconda scelta”). Al termine, raccolta ovviamente differenziata. “Anche gli avanzi della serata – dice la coordinatrice dell’evento, Sara Casiraghi – verranno ridistribuiti alla Comunità Pier Giorgio Frassati”. Tutto all’insegna del gusto, del risparmio e della solidarietà, serviti da 70 volontari di Terra Madre.

Ma se ai partecipanti non è costato niente neppure agli organizzatori è costato. “La strada che ci ha portati fin qui – dice l’organizzatrice Antonella Parigi – è quella segnata dal professor Segrè con il suo Last Minute Market”. Da 7 anni, con alcuni studenti della sua università, il pofessore ha infatti ideato un progetto di recupero della merce invenduta, ma ancora non scaduta, dai magazzini della grande distribuzione. Anzichè essere smaltito come rifiuto, il cibo in eccedenza può essere donato alle mense pubbliche o alle strutture che si occupano di assistenza. In Italia sono già 42 i negozi che hanno adottato questo sistema di organizzazione, con un doppio guadagno: economicamente, risparmiando in un anno fino a 170 tonnellate di cibo ancora buono e socialmente, attivando il circolo virtuoso della reciprocità.

Al termine della cena, la serata è proseguita al Teatro Carignano con lo spettacolo “Spr+Eco. Formule per non alimentare lo spreco”. Mattatori semiseri della scena: Massimo Cirri e lo stesso Segrè (autore di “Lezioni di Ecostile. Consumare, crescere, vivere). Accomodati, come merci, nei carrelli della spesa, davanti a un grande teleschermo fatto a frigo, il celebre conduttore radiofonico del programma Caterpillar (Radio2) e il preside di Bologna hanno messo in scena, tra reale e surreale, quel grande rito collettivo che si consuma ogni sabato e domenica nei templi della società moderna: gli ipermercati. Tra battute e divertenti sketch, i due hanno ironizzato sulle sirene che tentano, irresistibili, il consumatore a comprare, scartare, usare poco (sempre meno del necessario) e, a cuor leggero, gettare.

Come se fosse Natale tutti i giorni, abbiamo bisogno di sprecare, è un gesto antidepressivo. Entrare in un outlet è come partecipare a una celebrazione di massa”, dice Cirri. E mette a nudo quello che facciamo fatica ad ammettere: “Tra offerte speciali, sempre le più imperdibili e quell’euforia dell’acquisto che ci rende tutti uguali, io vado a fare la spesa con un foglietto in tasca, quattro prodotti da comprare, e torno a casa tutte le volte con 34”.

Pensiamo allo yogurt, leit motiv dello spettacolo: Quanti vasetti, in scadenza dopo pochi giorni, i supermercati mandano al macero prima del tempo? Vanno buttati, con costi di smaltimento elevati. Merce che perde il potere di vendita, ma che potrebbe essere mangiata da chi ha invece perso il potere di acquisto. Chi non ha soldi ed è costretto a frequentare le mense pubbliche per sopravvivere.

All’economia dei “cow boy”, Cirri e Segrè sostituiscono quella più sostenibile del “cosmonauta”. Attraverso il megafono del teatro sociale, lanciano (e sembrano riuscirci bene) un messaggio politico ai governi e ai singoli: risparmiamo il superfluo, prima di essere travolti dai nostri inutili rifiuti. E allora “Beati i poveri di cose e Beati i frugali”, come è stato invitato a recitare il pubblico in sala, quasi fosse in chiesa.

Letizia Tortello

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Armadio Verde lancia il “recommerce” anche per l’abbigliamento maschile

giugno 14, 2019

Armadio Verde lancia il “recommerce” anche per l’abbigliamento maschile

Ad un anno dall’introduzione della collezione femminile, Armadio Verde, il primo recommerce italiano, che permette di ridare valore ai capi di abbigliamento usati facendo leva sull’economia circolare, presenta la linea uomo, che si aggiunge agli articoli donna e bambino (i primi ad andare online nel 2015). “Armadio Verde nasce con l’obiettivo di rimettere in circolo [...]

Micromobilità elettrica: firmato il decreto che apre la strada a hoverboard e monopattini elettrici in città

giugno 6, 2019

Micromobilità elettrica: firmato il decreto che apre la strada a hoverboard e monopattini elettrici in città

Parte nelle città italiane la sperimentazione della cosiddetta micromobilità elettrica, ovvero di hoverboard, segway, monopattini elettrici e monowheel. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha infatti firmato, il 4 giugno, il decreto ministeriale che attua la norma della Legge di Bilancio 2019 e specifica nel dettaglio sia le caratteristiche dei mezzi che delle [...]

CSR Manager Network: “la sostenibilità è ormai elemento ineluttabile per le imprese”

giugno 3, 2019

CSR Manager Network: “la sostenibilità è ormai elemento ineluttabile per le imprese”

“Le imprese italiane valutano la sostenibilità sempre più al centro nei sistemi di governance e delle strategie di business, arrivando a raggiungere il Regno Unito, da sempre all’avanguardia in questo campo”. È quanto emerge dallo studio “C.d.A. e politiche di sostenibilità – Rapporto 2018”, presentato nei giorni scorsi a Milano e condotto attraverso questionari e analisi [...]

“Notturni nelle Rocche”: 18 passeggiate tra natura e cultura nei boschi del Roero

maggio 29, 2019

“Notturni nelle Rocche”: 18 passeggiate tra natura e cultura nei boschi del Roero

E’ tutto pronto all’Ecomuseo delle Rocche del Roero, in Piemonte, per inaugurare la 12° edizione dei “Notturni”, la rassegna estiva di passeggiate notturne nei boschi e nei borghi delle suggestive rocche roerine, con animazioni teatrali nella natura e approfondimenti a tema botanico e faunistico. Quest’anno le passeggiate in programma saranno ben 18, coordinate dall’Ecomuseo ma realizzate [...]

“Oasi della biodiversità”: il progetto di Unifarco nelle Dolomiti bellunesi

maggio 27, 2019

“Oasi della biodiversità”: il progetto di Unifarco nelle Dolomiti bellunesi

Ai piedi delle Dolomiti bellunesi, Unifarco – azienda di prodotti cosmetici, nutraceutici, dermatologici e di make-up – ha dato avvio al progetto di creazione delle ‘oasi della biodiversità’ con l’obiettivo di proteggere e valorizzare la varietà biologica locale. Oggi più che mai avvalersi di ciò che la natura regala risulta di fondamentale importanza non solo per la [...]

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

maggio 21, 2019

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

“Made in Nature” è il progetto finanziato dall’Unione Europea con 1,5 milioni di euro per promuovere, nei prossimi tre anni (dal 1 febbraio 2019 al 31 gennaio 2022), i valori e la cultura della frutta e verdura biologica in Italia, Francia e Germania. Come indicato nel claim (“Scopri i valori del biologico europeo”), lo scopo [...]

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

maggio 13, 2019

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

Per la comunità scientifica italiana, in particolare quella che studia i Poli, si tratta di un grande risultato, che aprirà la strada a nuovi studi. L’OGS, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – grazie ad un finanziamento di 12 milioni di euro ricevuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – ha acquistato dalla norvegese Rieber [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende