Home » Internazionali »Politiche » Cina: tra centrali a carbone e “villaggi del cancro”. La guerra di Li Keqiang:

Cina: tra centrali a carbone e “villaggi del cancro”. La guerra di Li Keqiang

aprile 3, 2014 Internazionali, Politiche

Davanti a una situazione tragica e alle critiche della popolazione, il primo ministro cinese Li Keqiang ha dovuto dichiarare guerra all’inquinamento. “È l’allarme rosso della natura contro un modello di sviluppo miope e inefficiente”, ha detto Li durante l’ultima Assemblea Nazionale del Popolo (la riunione annuale del Parlamento). Per cui, ha continuato, la Cina combatterà l’inquinamento con la stessa determinazione con cui negli ultimi decenni ha affrontato la povertà.

La guerra è aperta, ma secondo lo stesso Li Keqiang è l’intero modello cinese a essere sotto accusa. Perché, nel 2013, mentre il Pil cresceva (pur con un relativo rallentamento), centinaia di milioni di automobili inquinavano l’aria, migliaia di fabbriche impestavano acqua e terreni attorno agli impianti, tonnellate di rifiiuti non trattati contaminavano l’ambiente. Il 92% delle città cinesi non ha raggiunto i livelli di sicurezza per la concentrazione delle particelle PM 2.5 nell’aria.

Intanto, se guerra deve essere, il governo ha iniziato a sfoderare i propri armamenti. Nelle zona di Pechino, nello Shanxi e nell’Hebei – alcune fra le aree più inquinate del Paese – quattro droni percorrono i cieli per sorvegliare le fabbriche che emettono illegalmente fumi tossici e permettere alle autorità di intervenire. Nella provincia centrale dell’Hubei, invece, il governo locale sta sperimentando un altro tipo di velivolo, all’apparenza più rudimentale, che spruzza nell’aria un composto chimico in grado di disperdere le nebbie inquinate. Altre iniziative erano già state messe in atto negli scorsi mesi. Ad esempio la sperimentazione di un sistema di carbon trading per spingere le aziende a ridurre le emissioni di CO2 in cambio di incentivi economici, applicato prima a Shenzhen e poi a Shanghai, Pechino e altre città. Oppure un  programma di riforestazione per riportare la percentuale di terra coperta da boschi e alberi almeno al 23% entro il 2020.

La principale risposta del governo all’emergenza ambientale rimane comunque l’ambizioso Action Plan lanciato lo scorso settembre che prevede investimenti per quasi 165 miliardi di euro. Il Piano ha l’obbiettivo di migliorare le tecnologie produttive, incrementare la diffusione delle auto elettriche e portare la quota di carbone nel mix energetico del Paese al di sotto del 65% del totale, anche grazie all’aumento dell’uso dell’energia nucleare, di quella geotermica e dell’estrazione di gas. Ma è qui che le contraddizioni cinesi diventano più evidenti. Perché mentre è ormai chiaro che le centrali a carbone sono fra le maggiori reponsabili dell’inquinamento, il governo ha approvato i progetti di quindici nuovi impianti che, secondo calcoli effetttuati dall’agenzia di stampa Reuters sulla base di dati ufficiali, faranno aumentare la produzione di carbone di un 2-3% all’anno rispetto al 2012. Non solo. Proprio nei giorni in cui l’Assemblea del popolo prometteva di cambiare “il modo in cui in Cina viene prodotta e consumata l’energia”, è uscita la notizia che l’anno scorso il governo ha ridotto di quasi un decimo il budget destinato alla protezione dell’ambiente, utilizzando poi solo l’86% dei 180 miliardi di yuan (circa 21 miliardi di euro) a disposizione. Il Ministero delle Finanze ha dichiarato che per quest’anno i fondi saliranno a 210 miliardi di yuan. Le immagini della Città Proibita di Pechino avvolta nello smog hanno fatto il giro del mondo.

Ma questa è solo una delle emergenze che preoccupano la Cina. Secondo un’indagine ministeriale di due anni fa, la qualità di metà delle acque nazionali è “povera” o “molto povera”, e solo l’11% ha raggiunto il livello di eccellenza. Secondo un altro studio pubblicato su Science, almeno venti milioni di persone (soprattutto nelle regioni del nord) sarebbero esposte ad avvelenamento da arsenico che ha contaminato le acque usate per bere, lavarsi e cucinare. Ci sono poi i cosiddetti “villaggi del cancro”, sobborghi urbani o nelle vicinanze di distretti industriali in cui le percentuali di malati e morti di tumore fanno impallidire le medie nazionali. Ancora una volta la causa sono gli scarichi industriali.

Il primo ministro Li Keqiang ha paragonato la guerra all’inquinamento intrapresa dal governo a quella combattuta fin dall’inizio degli anni Ottanta contro la povertà. Da allora 600 milioni di cinesi sono saliti sopra la soglia minima di reddito ma quella battaglia non è ancora stata vinta. Circa il 13% della popolazione è ancora sotto la poverty line, fissata dal governo a 6,3 yuan al giorno (un breve viaggio in metropolitana ne costa 3). Milioni e milioni di persone. In maggioranza sono contadini, molti lasciano la campagna e giungono a Shanghai con tutti i loro averi in un sacco di plastica, oppure trovano rifugio appena fuori Pechino in capanne col tetto di paglia o ancora si accalcano a Shenzhen o Chongqing sperando di trovare lavoro in fabbrica. L’alternativa è  la fame, spesso proprio in quelle zone – il nord, le regioni vicino alle grandi metropoli – che più pagano lo sviluppo folle del Paese, in termini di aria inquinata, falde acquifere contaminate forse per sempre, incidenza di cancro e altre malattie. Nella lotta della Cina per uscire dalla povertà in tanti hanno vinto. Molti di più hanno continuato a perdere e tutt’ora non godono della ricchezza cinese. Il rischio che la storia si ripeta per le condizioni ambientali è reale. Ed è assai probabile che gli sconfitti siano sempre gli stessi.

Matteo Acmè

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Da Città di Castello a Roma, parte la Discesa del Tevere in ricordo di Goethe

aprile 24, 2017

Da Città di Castello a Roma, parte la Discesa del Tevere in ricordo di Goethe

Domenica 23 aprile è partita da Città di Castello in Umbria la 38°Discesa Internazionale del Tevere, per arrivare il 1 maggio a Roma e attraversare la Città Eterna in canoa, in bici e a piedi. Lungo il percorso visite ad ecomusei e borghi, pasti con prodotti biologici locali e anche “la cena di Wolfgang Goethe“, per celebrare, in [...]

Adidas presenta le nuove running Parley realizzate con i rifiuti plastici degli Oceani

aprile 24, 2017

Adidas presenta le nuove running Parley realizzate con i rifiuti plastici degli Oceani

Adidas ha presentato in occasione dell’Earth Day 2017 le edizioni Parley delle iconiche scarpe running UltraBOOST, UltraBOOST X e UltraBOOST Uncaged, realizzate utilizzando i rifiuti plastici che inquinano gli oceani (simboleggiati dalle tonalità blu e azzurre dei nuovi modelli), disponibili nei negozi e online a partire dal 10 maggio. Ricavando uno speciale filato destinato ai dettagli [...]

Anche in Italia si marcia per la scienza nella Giornata della Terra

aprile 22, 2017

Anche in Italia si marcia per la scienza nella Giornata della Terra

Nel gennaio scorso un gruppo di ricercatori statunitensi ha promosso una March for Science da realizzarsi durante la Giornata della Terra per appoggiare la ricerca scientifica impegnata nella difesa della nostra salute, della sicurezza e dell’ambiente e denunciare le pressioni che la minacciano. L’obiettivo è di dare un forte segnale pubblico a favore della ricerca e di politiche [...]

Orange Fiber e Ferragamo lanciano la prima collezione moda ottenuta dalle arance

aprile 21, 2017

Orange Fiber e Ferragamo lanciano la prima collezione moda ottenuta dalle arance

Salvatore Ferragamo e Orange Fiber, l’azienda che produce innovativi tessuti eco-sostenibili, lanceranno il 22 aprile la prima collezione moda realizzata con tessuti ottenuti dai sottoprodotti della spremitura delle arance. Una data scelta appositamente per la coincidenza con la Giornata della Terra, che ricorda a tutti la necessità della tutela dell’ambiente e della ricerca di fonti [...]

A Veglie nasce BEA, la Bottega dell’EcoArredo che fa upcycling

aprile 21, 2017

A Veglie nasce BEA, la Bottega dell’EcoArredo che fa upcycling

Il laboratorio urbano di Veglie, in provincia di Lecce, diventa un cantiere aperto per la trasformazione di rifiuti in nuovi oggetti con BEA – Bottega dell’EcoArredo, il laboratorio partecipato di design ecologico. Creatività, upcycling e life-coaching per un progetto promosso da CulturAmbiente onlus insieme a Urban Lab e Laboratorio Linfa nell’ambito dell’avviso pubblico della Regione Puglia [...]

Quattro passi in Fiera a Treviso per parlare di “Futuro al lavoro”

aprile 21, 2017

Quattro passi in Fiera a Treviso per parlare di “Futuro al lavoro”

“Futuro al lavoro”: è questo in duplice accezione, il tema scelto per la XII edizione della Fiera4passi, organizzata dalla Cooperativa Pace e Sviluppo di Treviso (prima organizzazione di commercio equo e solidale in Veneto per attività, fatturato e numero di volontari e terza in Italia) al Parco Sant’Artemio di Treviso – sede della Provincia – [...]

Indagine TripAdvisor: cresce la voglia di ospitalità sostenibile. Lefay Resort primo in Europa

aprile 20, 2017

Indagine TripAdvisor: cresce la voglia di ospitalità sostenibile. Lefay Resort primo in Europa

  I viaggiatori italiani sembrano sempre più attenti all’impatto ambientale delle strutture in cui soggiornano e dei tour e attrazioni che prenotano durante il loro viaggio. È quanto emerge da un’indagine condotta da TripAdvisor, il sito per la pianificazione e prenotazione dei viaggi, su oltre 1.800 viaggiatori italiani in occasione dell’Earth Day del 22 aprile, la [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende