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L’appello di Aspo Italia agli amministratori pubblici

marzo 29, 2011 Idee, Nazionali, Politiche

In vista del Consiglio dei Ministri di domani, mercoledì 30 marzo, pubblichiamo, in versione integrale, l’appello di Aspo Italia agli amministratori pubblici per la difesa e il rilancio delle fonti energetiche rinnovabili.

Alla Cortese Attenzione

  • SINDACI DEI COMUNI D’ITALIA
  • PRESIDENTI DEI CONSIGLI COMUNALI D’ITALIA
  • PRESIDENTI DELLE UNIONI COMUNALI
  • PRESIDENTI DELLE COMUNITA’ MONTANE

Oggetto: Proposta di MOZIONE per rilanciare le fonti energetiche rinnovabili e la strategia energetica nazionale

Egregi Signori,

Il Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 marzo u.s. rappresenta una gravissima battuta d’arresto nel virtuoso sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia, tanto più pesante in quanto il settore che colpisce vanta ormai decine di migliaia di occupati diretti e centinaia di migliaia nell’indotto, nonché alla luce dell’esigenza di ripensare l’intero sistema di approvvigionamento energetico emersa in tutta la sua portata in seguito agli eventi del Nord Africa e al gravissimo incidente nucleare in Giappone, che aggravano un quadro preesistente di declino delle fonti fossili convenzionali.

E’ necessario far sentire quanto più possibile la voce dei territori e delle comunità, per questo ci permettiamo di sottoporre alla Vostra importante considerazione una “Mozione”, allegata alla presente, che il Vostro Consiglio potrà decidere di approvare al fine di indurre il Governo e il Parlamento a ripensare profondamente la strategia energetica del nostro Paese.

Con Ossequio,

ASPO ITALIA

ASSOCIAZIONE PER LO STUDIO DEL PICCO DEL PETROLIO

Ugo Bardi, Dipartimento di Chimica, Università di Firenze

Luca Pardi, Istituto per i Processi Chimico – Fisici, Consiglio Nazionale, Pisa

Toufic El Asmar, Consultant – Seed Communication and Information; United Nations – Food and Agriculture Organization; UNFAO – Roma (Italy)

Marco Bressan, Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova

Pietro Cambi, Geologo, esperto indipendente

Giuseppe Grazzini, Dipartimento di Energetica, Università di Firenze

Emilio Martines, CNR – IGI. Padova

Domenica Coiante, Associazione Amici della Terra, Roma

Renato Guseo, Dipartimento di Scienze Statistiche, Università di Padova

Francesco Meneguzzo, CNR – IBIMET, Firenze

Gianni Comoretto, Istituto Nazionale di Astrofisica

Leonardo Libero, Giornalista, Torino

Luca Mercalli, Società Meteorologica Italiana, Torino

Massimo De Carlo, EVCG – Electric Vehicles Consultant Group, Firenze/Padova

Luca Lombroso, Dip.Ing.dei Mat.e Ambiente Univ. Di Modena e Reggio E.

Giorgio Nebbia, Università di Bari

Claudio Della Volpe, Ricercatore di Chimica Fisica Applicata, Università di Trento

Terenzio Longobardi, Ingegnere esperto indipendente, Pisa

Mirco Rossi, Divulgatore, studioso indipendente, Venezia

Alberto Di Fazio, Istituto Nazionale di Astrofisica

Pierangela Magioncalda, ERG S.p.A., Genova

Massimiliano Varriale, WWF Roma

Andrea Fanelli, Ingegnere esperto indipendente, Forlì

Segue il testo integrale della mozione:

“RIPRENDIAMOCI IL SOLE”

 

IL CONSIGLIO ___________________ DI _____________________

 

PREMESSO CHE:

  • Il Decreto Legislativo approvato il 3 marzo 2011 (schema di decreto legislativo recante attuazione della Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE), a firma del Ministro Romani e di fatto redatto dai settori più arretrati dell’industria energetica monopolistica nazionale del petrolio, del gas, del carbone e, più recentemente, del nucleare, persegue di fatto l’unico obiettivo di azzerare ex lege il settore nazionale delle energie rinnovabili e in particolare della fonte fotovoltaica;
  • Il settore industriale, economico e finanziario connesso alle energie rinnovabili, prima tra tutte il fotovoltaico è ormai cresciuto, anche nella consapevolezza, come hanno dimostrato all’incontro pubblico del 10 marzo u.s. le migliaia di persone, tra imprenditori, lavoratori, rappresentanti di istituti di credito e fondi d’investimento, associazioni di categoria e ambientaliste e semplici cittadini che hanno affollato il Teatro Quirino di Roma e le strade circostanti, nonché le decine di migliaia di persone che hanno seguito in diretta per via telematica l’intero evento, trasmettendo video, messaggi, segnalazioni di ogni tipo;
  • Le conseguenze immediate del decreto sono spaventose: esso mette infatti letteralmente subito sulla strada decine di migliaia di lavoratori di età media straordinariamente bassa e in gran parte localizzati al sud e al centro Italia, fa chiudere migliaia di aziende, espone le banche e gli investitori italiani ed esteri per decine di miliardi di euro, provoca un danno economico immediato e diretto quantificabile al minimo nel 1% del PIL e un danno diretto all’erario, quindi alle casse dello Stato, per quasi 20 miliardi di euro, oltre ai costi della cassa integrazione e dei sussidi di disoccupazione, impedisce ai Comuni di ricevere centinaia di milioni di euro all’anno in “compensazioni ambientali”, tanto attese nella corrente penuria di trasferimenti statali, preclude al nostro Paese anche solo di avvicinare i pur modesti obiettivi europei previsti al 2020;
  • Lo stesso decreto legislativo espone il sistema Italia a essere considerato dall’estero come un sistema inaffidabile e privo anche della minima certezza del diritto necessaria per intraprendere iniziative imprenditoriali e industriali di qualche rilievo, come è stato sottolineato per esempio dall’Associazione delle Banche Estere.

CONSIDERATO CHE:

  • Se sono grandi lo sconforto e la delusione, non meno salda è la volontà del settore fotovoltaico di controbattere e rilanciare immediatamente, forte di un consenso straordinario e crescente nel Paese;
  • L’energia fotovoltaica non pesa sulle bollette elettriche degli utenti italiani le cifre iperboliche addotte dal Ministro Romani e dai settori più retrogradi di Confindustria, ma soltanto un modestissimo 1,5%, molto meno di quanto ancora oggi pesano le illegittime incentivazioni all’energia derivata dagli scarti di raffineria e dai rifiuti non biodegradabili (Delibera CIP n. 6/1992);
  • Entro il mese di giugno del corrente anno, le installazioni fotovoltaiche italiane erogheranno tanta energia quanto una centrale nucleare; anche soltanto alla metà del trend delle installazioni tenuto finora, l’energia erogata per mezzo del sole, in Italia nell’anno 2020, sarebbe stata pari o probabilmente superiore a quella che le quattro ipotetiche centrali nucleari previste dal Governo potranno fornire non prima di quell’anno, se non oltre;
  • E’ quindi un fatto che l’energia solare in meno di quattro anni ha dimostrato di poter rimpiazzare e spiazzare l’energia nucleare, che a questo punto non trova più alcuna giustificazione se non quella di distribuire in pochissime tasche i soldi prelevati dalle incentivazioni al fotovoltaico, oltre ad aver dimostrato di iniziare a rendere meno dipendente l’approvvigionamento elettrico nazionale dalle stesse centrali termoelettriche convenzionali;
  • Anche in seguito ai drammatici eventi in Giappone, è evidente che, quale misura minima di salvaguardia delle popolazioni rispetto alle installazioni elettronucleari, nessuno potrà risiedere entro 20 km da alcuna centrale, ed entro la medesima distanza dovrà essere abbandonata qualsiasi attività agricola e zootecnica, questo comportando un aumento vertiginoso dei costi, a questo punto stimabili – inclusa la costosissima dismissione delle centrali – in quasi 100 miliardi di Euro per quattro centrali, somma stratosferica, molto superiore a quella necessaria a sostenere il fotovoltaico e, come si verifica in tutto il mondo, a carico della collettività nazionale in forma di sovvenzioni, incentivazioni e garanzie assicurative e fideiussiorie;
  • L’instabilità politica, le rivolte e infine le guerre in numerosi Paesi produttori di petrolio e di gas naturale si sommano al declino strutturale delle medesime risorse, in un combinato di eventi che rende gravemente incerto e sicuramente sempre più costoso l’approvvigionamento delle materie prime energetiche convenzionali ai Paesi, come il nostro, che ne sono sostanzialmente sprovvisti;
  • Un programma di incentivazioni al fotovoltaico, decrescenti nel tempo, come quello approvato nell’agosto 2010 ed entrato in vigore appena all’inizio del 2011, dallo stesso Governo che ora tenta di cancellare le energie rinnovabili, avrebbe consentito, grazie allo straordinario miglioramento dell’efficienza e alla rapidissima diminuzione dei prezzi, di disporre tra pochi anni di energia solare, così come di energia eolica, allo stesso costo di quella convenzionale, garantendo all’Italia un futuro di energia tutta rinnovabile e a costi contenuti e stabili nel tempo.

 

PRESO ATTO CHE:

  • Sono state avviate presso i Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole sessioni di incontri con le organizzazioni di categoria, le banche e le associazioni, auspicabilmente finalizzate alla definizione di misure atte ad attenuare le conseguenze disastrose del decreto legislativo, nonché a delineare un quadro certo e affidabile di incentivazioni e semplificazioni normative a vantaggio dello sviluppo sostenibile delle fonti rinnovabili.

 

CHIEDE ALLA GIUNTA ___________

DI IMPEGNARSI TEMPESTIVAMENTE E IN TUTTE LE SEDI PER:

  • Chiedere ai Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, nonché a tutti gli altri soggetti istituzionali interessati e al Parlamento stesso, di predisporre urgentemente un nuovo Decreto Legislativo che recepisca le istanze delle organizzazioni di categoria e delle associazioni con specifico riferimento al settore delle energie rinnovabili, delle banche, delle associazioni e delle parti sociali, così da assicurare la fattibilità e la stabilità finanziaria dei progetti autorizzati e in corso e di salvaguardare l’occupazione;
  • Chiedere ai Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, nonché a tutti gli altri soggetti istituzionali interessati e al Parlamento stesso di finalizzare i tavoli di confronto attivati con i rappresentanti del settore delle energie rinnovabili, delle banche, delle associazioni e delle parti sociali alla definizione di un quadro di incentivazioni stabile e di lungo termine, evitando qualsiasi misura retroattiva e inutilmente punitiva, nonché in grado di assicurare lo sviluppo armonioso e coerente di fonti, come il fotovoltaico e l’eolico, che hanno dimostrato la maggiore efficienza e capacità di diffusione ed espansione;
  • Chiedere al Governo e al Parlamento di esprimersi chiaramente e definitivamente, anche per mezzo di una opportuna attività legislativa d’urgenza, in merito alla strategia energetica del nostro Paese nel senso dello sviluppo sostenuto di medio e lungo periodo delle fonti rinnovabili fino alla copertura, per mezzo di queste, della maggior parte del fabbisogno energetico nazionale, nonché nel senso dell’abbandono definitivo dell’opzione nucleare.

L’appello  e la mozione sono stati redatti da Francesco Meneguzzo, membro del comitato scientifico di Aspo Italia.

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