Home » Internazionali »Politiche » Rio +20: tra senso di fallimento e frustrazione dell’ONU. Ma la green economy non si ferma:

Rio +20: tra senso di fallimento e frustrazione dell’ONU. Ma la green economy non si ferma

giugno 25, 2012 Internazionali, Politiche

Alla fine, dopo l’impegno delle Nazioni Unite, il lungo e paziente lavoro degli sherpa internazionali e i 150 milioni di dollari spesi per mettere in piedi la macchina organizzativa, il summit di Rio+20 sullo sviluppo sostenibile non ha dato i risultati sperati. Il documento siglato dai 191 capi di stato, dal titolo “Il futuro che vogliamo”, contiene infatti numerose dichiarazioni di principio, ma nessun obiettivo concreto e vincolante. Nella dichiarazione conclusiva c’è infatti l’impegno a difendere la necessità di un’economia verde, ma, a causa delle resistenze dei Paesi in via di sviluppo, che temono un protezionismo mascherato dei ricchi, si evita qualsiasi “regola rigida”, rispettando anzi “la sovranità nazionale” di ciascun stato.

Un fallimento che per le Nazioni Unite è piuttosto frustrante. I negoziatori hanno preparato per anni il summit, in cui erano riposte le speranze di molti, e alla fine il risultato ha deluso le aspettative di osservatori internazionali e Ong. Un gruppo di associazioni, esperti, imprenditori ed economisti, in una lettera al segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, ha scritto che il vertice “passerà alla storia come una conferenza Onu che propone alla società mondiale un testo segnato da gravi omissioni, che mettono a rischio la preservazione e la capacità di ripresa socio-ambientale del pianeta”. Lacune certamente non attribuibili solo alle Nazioni Unite, ma che nei corridoi del Palazzo di Vetro pesano come macigni.

La delusione per un documento considerato da molti “senz’anima”, era del resto evidente già nelle parole del Segretario Generale, che in apertura del vertice, il 20 giugno, non aveva usato mezzi termini: “Molte proposte – aveva detto Ban Ki-Moon – erano ambiziose, ma ogni Paese ha i suoi interessi in gioco. I negoziati sono stati molto difficili. Personalmente, mi aspettavo un documento finale più ambizioso”.

Ma perché, nonostante la buona volontà degli organizzatori, questi grandi vertici, che generano aspettative globali altissime nella popolazione mondiale, non funzionano? Le cause, a quanto pare, vanno ricercate proprio nell’esistenza di troppi interessi contrapposti, troppi veti incrociati, timori e diffidenze. In sintesi: l’ONU e gli sherpa fanno coscienziosamente il loro lavoro, ma quando gli accordi arrivano sul piatto dei leaders politici tutto si ferma e si complica. Un funzionario Onu, che preferisce rimanere anonimo, ci spiega: “Eventi così importanti sono molto complessi. Il tema dello sviluppo sostenibile richiede un concorso di obiettivi che va molto al di là delle Nazioni Unite”. Il risultato, a Rio, è stato “un documento molto blando, di compromesso, su cui ha influito sicuramente la grave crisi economica e finanziaria. Non ci sono dettagli su meccanismi di attuazione degli obiettivi, committment, finanziamenti”. Per il funzionario Onu, “gli aspetti da considerare sono tanti, a partire dalla pressione demografica sull’ambiente: nel 1992 eravamo 5,5 miliardi, oggi siamo 7 e il trend è di un ulteriore aumento della popolazione mondiale. Serve uno sforzo collettivo: se le persone chiedono di più, devono anche dare di più”. E ai fattori sociali si aggiungono “le forze economiche che muovono il mondo”: “Hanno spinto i negoziati in una certa direzione, perché lo sviluppo sostenibile è ancora oggi una tematica difficile da affrontare”. Se non si sono raggiunti gli obiettivi che ci aspettavamo da 20 anni, in definitiva, ammette l’intervistato “questo è dovuto sicuramente all’Onu, che potrebbe lavorare meglio, ma non esclusivamente. L’Onu è in mezzo a tanti interessi e tendenze, ma ad aver fallito è tutto il sistema. Le Nazioni Unite hanno i loro homeworks, i compiti a casa, ma non siamo gli unici a doverli fare”.

Rimandata a settembre“, l’Onu i suoi compiti ha comunque già iniziato a farli da tempo, impegnandosi, se non altro, a “razzolare” (oltre che predicare) bene, ovvero a migliorare la sostenibilità interna delle proprie strutture e agenzie.  E’ infatti dal 2007, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, che Ban Ki-Moon ha lanciato la strategia Greening the blue, per promuovere concretamente, tra le diverse agenzie, la cultura della sostenibilità ambientale. Si lavora cioè su una riduzione dei viaggi, da cui derivano il 50% delle emissioni delle Nazioni Unite, sulla gestione delle strutture e degli acquisti.

Anche alla sede ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) di Torino, uno dei più importanti centri Onu in Italia, da noi visitato, il lavoro non si è certo fermato per causa di Rio e la messa in pratica dei principi di sostenibilità ambientale prosegue. Giuseppe Zefola, responsabile dell’Internal Administration Service, spiega: “ci stiamo preparando per fare un monitoraggio delle emissioni e abbiamo aderito al programma Eco School della FEE (Foundation for Environmental Education, Ndr), per ottenere la bandiera verde per il nostro campus sulle rive del Po”. Un’attenzione particolare viene posta anche sulla comunicazione interna (“se  riusciamo a canbiare alcune piccoli abitudini dei colleghi in modo più sostenibile, è già un primo risultato”) e sulla formazione. “Organizziamo corsi introduttivi sulla green economy che coinvolgono sia colleghi dell’Agenzia, sia  funzionari di governi, sindacati e organizzazioni patronali. Abbiamo anche un programma di formazione sulle strategie e le azioni locali per il lavoro verde, rivolto in modo particolare agli amministratori locali”, spiega Valter Nebuloni, responsabile Employment Policies and Skills Development della sede torinese dell’ILO. Sul tema sono infatti attive tutte le agenzie Onu: ognuna cura direttamente la formazione e la divulgazione delle tematiche “verdi”. La corsa della green economy non sembra dunque fermarsi nemmeno nel sistema Onu. Nemmeno dopo la batosta brasiliana.

Veronica Ulivieri

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

INGRID: in Puglia un progetto per lo stoccaggio di idrogeno allo stato solido

marzo 28, 2017

INGRID: in Puglia un progetto per lo stoccaggio di idrogeno allo stato solido

Sfruttare al massimo l’energia generata da fonti rinnovabili, superando i limiti che le caratterizzano, quali discontinuità e picchi di sovrapproduzione. È questo l’intento di INGRID, il progetto europeo di ricerca finanziato nell’ambito del 7° Programma Quadro che offre una soluzione tecnologica che consente lo stoccaggio in forma di idrogeno allo stato solido, attraverso dei dischi [...]

Greenpeace a Roma: “Un’Europa rinnovata, ma anche più rinnovabile”

marzo 24, 2017

Greenpeace a Roma: “Un’Europa rinnovata, ma anche più rinnovabile”

Alla vigilia delle celebrazioni per il Sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, un gruppo di attivisti di Greenpeace è entrato in azione nella capitale aprendo uno striscione di 100 metri quadri dalla terrazza del Pincio, con il messaggio “After 60 years: a better Europe to save the climate” rivolto ai leader europei, nei prossimi giorni [...]

CIB al preview di Fieragricola: “In Italia 8 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030″

marzo 24, 2017

CIB al preview di Fieragricola: “In Italia 8 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030″

«L’Italia è il quarto Paese al mondo dietro a Germania, Stati Uniti e Cina e secondo in Europa per numero di impianti di biogas nelle aziende agricole, che sono più di 1.250 realizzati e dagli attuali 2 miliardi di metri cubi abbiamo la potenzialità per arrivare a 8 miliardi di metri cubi di biometano entro [...]

Restauro-Musei: il Salone di Ferrara punta sull’economia del patrimonio culturale e ambientale

marzo 23, 2017

Restauro-Musei: il Salone di Ferrara punta sull’economia del patrimonio culturale e ambientale

Fino al 24 marzo 2017 torna, nella sede di Ferrara Fiere, il “Salone del Restauro”, rinominato, nella sua XXIV edizione, Restauro-Musei, Salone dell’Economia, della Conservazione, delle Tecnologie e della Valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali. Tre giornate di esposizioni, convegni, eventi e mostre, con l’intento di promuovere il patrimonio culturale e ambientale sotto tutti gli aspetti. L’edizione [...]

E’possibile una “ecologia del diritto”? Scienza e politica dei beni comuni alla Biennale Democrazia

marzo 23, 2017

E’possibile una “ecologia del diritto”? Scienza e politica dei beni comuni alla Biennale Democrazia

  Venerdì 31 marzo Aboca presenterà alla quinta edizione di “Biennale Democrazia”, a Torino, l’edizione italiana del libro “The Ecology of Law” (“Ecologia del Diritto”), del fisico e teorico dei sistemi Fritjof Capra (direttore e fondatore del Centro per l’Ecoalfabetizzazione di Berkeley in California e membro del Consiglio della Carta Internazionale della Terra) e dello [...]

Ricerca Ipsos: la popolazione mondiale ha scarsa fiducia nella capacità di trattare le acque

marzo 22, 2017

Ricerca Ipsos: la popolazione mondiale ha scarsa fiducia nella capacità di trattare le acque

Con l’hashtag #WORLDWATERDAY anche quest’anno si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita nel 1993 dalle Nazioni Unite come momento per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione delle risorse idriche, evidenziare l’importanza dell’acqua e la necessità di preservarla e renderla accessibile a tutti. Il tema proposto di questo anno è infatti “Waste Water” (le acque di scarico): [...]

Conlegno celebra la Giornata Internazionale delle Foreste: “il legname illegale ha impatti sulla vita quotidiana”

marzo 21, 2017

Conlegno celebra la Giornata Internazionale delle Foreste: “il legname illegale ha impatti sulla vita quotidiana”

Coprono una superficie di circa 4 miliardi di ettari, quasi il 31% delle terre emerse. Sono le foreste, aree che svolgono un ruolo insostituibile per il Pianeta e di cui oggi si celebra la Giornata Internazionale. Le foreste conservano la biodiversità e l’integrità del suolo, danno cibo a miliardi di persone e assorbono gran parte del [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende