Home » Normative »Prodotti »Prodotti » Sacchetti per la spesa: basta con i finti compostabili “additivati”:

Sacchetti per la spesa: basta con i finti compostabili “additivati”

gennaio 16, 2012 Normative, Prodotti, Prodotti

A un anno dal bando dei sacchetti non biodegradabili, è l’ora di tracciare un bilancio. Che è pieno di luci e ombre, sfumature, notizie buone e cattive. La rivoluzione, in poche parole, è iniziata, ma per adesso appare ancora incompiuta. Lo stop alle buste di plastica tradizionali ha cambiato le abitudini dei cittadini ed è stato accolto con un certo favore favore anche dai negozianti, come dimostra un’indagine realizzata da Renato Mannheimer per Assobioplastiche.

Restano però alcune criticità, che fanno capo a un unico grande problema: attualmente, in circolazione, oltre ai sacchetti biodegradabili e compostabili, ce ne sono altri – i cosiddetti “additivati” – ottenuti aggiungendo degli additivi alle plastiche tradizionali, che non possono essere smaltite con l’organico e sono almeno il 10% meno biodegradabili degli altri. In molti, dai produttori di bioplastica agli ambientalisti, chiedono quindi che si faccia chiarezza su uno scenario ad oggi ambiguo: la legge, infatti, non spiega in maniera inequivocabile che cosa si intenda per “biodegradabile”, le interpretazioni sono varie e questi sacchetti “di serie B”, di conseguenza, oggi non sono illegali.

In occasione della presentazione, nei giorni scorsi, della ricerca di Mannheimer, il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha rassicurato: «Vogliamo andare fino in fondo sui sacchetti. Sulla questione non c’è nemmeno da aprire una discussione, è così e basta. Il messaggio deve essere chiaro: i sacchetti con caratteristiche che non permettano la loro dispersione come materiale naturale, rimangono a tutti gli effetti materiale plastico». Tradotto: gli shopper non compostabili saranno vietati, perché assimilabili a quelli tradizionali non biodegradabili.

«Chiediamo al ministro Clini di recuperare al più presto l’articolo del Decreto Milleproroghe, approvato dal Consiglio dei Ministri ma poi inspiegabilmente scomparso prima della firma del Presidente Napolitano, che prevedeva la regola dello spessore al di sotto del quale i sacchetti devono essere realizzati con materiali biodegradabili e compostabili secondo la norma EN 13432», è l’appello del direttore generale di Legambiente Rossella Muroni .

La confusione sulle buste additivate si riflette anche nel settore del compostaggio, dove crea non pochi problemi. Come spiega Massimo Centemero, coordinatore del Comitato tecnico del Consorzio Italiano Compostatori, quando i rifiuti organici vengono raccolti in un sacchetto di plastica tradizionale piuttosto che in una busta compostabile, per uno strano fenomeno aumentano anche le impurità, in media dell’8%. «8% significa potenzialmente 180.000 tonnellate all’anno di plastica di scarto, che in parte sono sacchetti e in parte impurità dovute al “trascinamento”: il cittadino, quando raccoglie l’umido in una busta non biodegradabile, è portato a immettere nell’organico anche altri manufatti plastici». Gli impianti di compostaggio si trovano così a smaltire ogni anno 100.000 tonnellate di plastiche da imballaggi.

Gli stessi negozianti, che insieme a cittadini e produttori stanno facendo questa piccola rivoluzione italiana, sono assediati dai dubbi. Secondo la ricerca condotta dall’Ispo di Mannheimer su un campione rappresentativo di 400 commercianti di generi alimentari, la quasi totalità degli intervistati conosce la legge che ha messo al bando i sacchetti di plastica (solo l’1% non ne ha mai sentito parlare) e circa il 90% la approva per le sue implicazioni ambientali. Ma i problemi arrivano quando si va a focalizzare l’utilizzo: usa regolarmente le buste biodegradabili l’82% dei commercianti, il 14% solo marginalmente e il 4% mai. Ma biodegradabile non è sempre anche compostabile, e infatti, chiarisce Mannheimer, «considerando le informazioni fornite dagli intervistati riguardo all’utilizzo dei sacchetti, alla loro certificazione e al materiale,  risulta che solo il 10% utilizza autentici shoppers compostabili. Nel 60% dei casi non si può dire con certezza che si tratti di compostabile, mentre il 26% usa biodegradabile non compostabile».

Se non si sceglie il prodotto giusto, spesso è per scarsa conoscenza della materia: il 41% degli intervistati (in maggioranza commercianti di Sud e isole, proprietari di piccole attività) pensa che l’opera di informazione non sia stata sufficiente. Il 26% non conosce la differenza tra biodegradabile e compostabile, mentre un altro 16% sa che non sono la stessa cosa, ma non sa della certificazione dei sacchetti compostabili. I margini di miglioramento, però, chiarisce l’esperto, ci sono: «Questi commercianti non sono nemici, ma neanche proattivi. Bisogna dire però che siamo in un momento di crisi gravissima, in cui uno non mette al primo posto gli shopper, anche se mi sentirei di dire loro che i sacchetti compostabili sono anche uno strumento di marketing». Sono infatti le buste smaltibili con l’organico quelle che soddisfano di più i clienti, almeno secondo l’opinione degli stessi negozianti: nel caso dei normali sacchetti biodegradabili, hanno un atteggiamento positivo tre clienti su 10, contro i quasi sei su 10 per i sacchetti compostabili.

Veronica Ulivieri

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

settembre 15, 2016

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

Mai provata un’auto a emissioni zero? Come ha scritto il direttore editoriale di Greenews.info, Andrea Gandiglio, al rientro dalla 7° ECOdolomites, “è un’esperienza assolutamente da provare e suggerire a chiunque”. Il giorno del Battesimo Elettrico, per molti milanesi, potrebbe essere Sabato 17 settembre all’appuntamento che Share’ngo ha organizzato dalle 9.30 alle 13.00  presso l’Isola Digitale [...]

Accordo ENEA e Ministero della Difesa per l’efficientamento degli edifici militari

settembre 15, 2016

Accordo ENEA e Ministero della Difesa per l’efficientamento degli edifici militari

L’efficientamento energetico del Policlicnico militare del Celio a Roma, uno dei maggiori ospedali italiani, sarà il primo atto dell’accordo di collaborazione fra ENEA e Ministero della Difesa. Il protocollo d’intesa firmato l’altro ieri a Roma dal Presidente ENEA Federico Testa e dal Sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano prevede la riqualificazione e l’efficientamento energetico di edifici [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende