Home » Aziende »Pratiche »Progetti »Pubblica Amministrazione » Alpiforest: le biomasse per rilanciare le valli piemontesi:

Alpiforest: le biomasse per rilanciare le valli piemontesi

Un boscaiolo_Le biomasse crescono più lentamente, in Europa, rispetto alle altre fonti rinnovabili, ma nel 2008 (ultimi dati disponibili), nonostante la crisi in corso, hanno segnato comunque un +2,3%, con Germania (10,311 Mtep), Francia (8,959 Mtep) e Svezia (8,303 Mtep) a guidare una classifica, in cui l’Italia si piazza all’11°posto.

Eppure il nostro paese e le valli alpine in particolare, ricche di boschi e segherie, avrebbero enormi vantaggi di filiera dalla crescita di questo settore.

Ne abbiamo parlato con l’Ing. Mario Rosso, Presidente della Cooperativa Alpiforest, che conta 40 imprese del territorio cuneese, in Piemonte. Una struttura snella, a costo zero e zero dipendenti, così che tutti i finanziamenti ottenuti – europei e regionali – possano essere impiegati per investimenti e politiche di sviluppo, piuttosto che per replicare sedie e poltrone.

D) Ing. Rosso: costo zero, zero dipendenti e ora il progetto Pellets a Km.0. Ci parli di questa formula vincente, apparentemente magica.

R) E’in realtà molto semplice: i nostri soci conferiscono prodotto e servizi e la Unci-Coldiretti fornisce i servizi amministrativi. Ora, con il progetto Pellets a km.0 andremo in montagna a prendere la legna, la trasporteremo, la faremo cippare e trasformare e la commercializzeremo in Piemonte, tutto secondo un percorso interamente tracciabile che parte e finisce sul territorio.

D) Ma il pellets non è unicamente frutto di scarti di lavorazione?

R) La maggior parte del pellets proviene oggi dagli scarti delle segherie, ma non dimentichiamoci che il 90% del legno lavorato nelle segherie italiane è legno di importazione, che arriva dalla Germania, dall’Austria, dalla Slovenia, ma anche dal Sud America e dall’Africa. E’possibile invece produrre pellets, con minore impatto, da legno vergine nostrano, con un passaggio intermedio di trasformazione del cippato, che affideremo a una nuova azienda di Tortona del gruppo Pirelli Ambiente - oggi la più grande d’Europa. Vogliamo dare la garanzia, a chi acquisterà il nostro pellets, che sta bruciando la legna di casa sua. In un’ipotesi di incremento di questa fonte non è pensabile utilizzare solamente gli scarti di lavorazione, destinati, per altro, a ridursi grazie alla maggiore efficienza dei macchinari.

D) Perché non bruciare direttamente il cippato?

R) Può andare bene per alcuni impianti, ma non per altri. Il cippato presenta ancora alcune difficoltà tecniche e logistiche (di stoccaggio), mentre una caldaia a pellets la si può mettere dove prima c’era una caldaia a gasolio.

D) Non è però più impattante sull’ambiente tagliare alberi piuttosto che recuperare scarti di lavorazione?

R) In Piemonte l’anno scorso è stata varata una legge per la gestione attiva (o gestione economica) dei boschi che disciplina l’attività di esbosco. I boschi hanno infatti subito, negli ultimi 50 anni, un progressivo abbandono che ha portato a una crescita sovrabbondante e disordinata, in cui molte piante rischiano solamente di marcire o di trasmettersi malattie. E’bene ricordare che nemmeno gli alberi sono eterni in natura: nascono, invecchiano e muoiono. Se si interviene con una gestione oculata si ha sempre una montagna pulita e in ordine, con la massima capacità vegetativa e di rigenerazione, che riduce il rischio di dissesto idro-geologico e di incendio. Qualsiasi boscaiolo sa che il ciclo minimo di vita degli alberi è trentennale e che la pianta che taglia lui è probabilmente quella che aveva accudito e fatto crescere suo nonno. Questi ritmi di ricrescita i nostri boscaioli li hanno nel dna, per cui una gestione economica della montagna interessa sempre solo un trentesimo della vallata in cui si interviene, mentre fino ad oggi – non essendoci stato valore economico per questa filiera – eravamo fermi a un trecentesimo di superficie gestita e il resto era lasciato al degrado e all’abbandono, con la conseguenza che intervenire, nelle zone più impervie, è adesso difficilissimo. Dalle nostre parti si dice che la salute del bosco è nell’accetta del boscaiolo

D) Una rivoluzione concettuale che assomiglia al modello di gestione controllata degli animali nei parchi naturali… Ma cosa succederebbe se, fiutato il profitto, in questo business entrassero anche aziende più spregiudicate, a fianco dei boscaioli del luogo?

R) Ipotizzando, per eccesso, che quest’attività cresca di un 10-12% all’anno, tra dieci anni non saremo riusciti a tagliare nemmeno il 50% di quella che è la ricrescita media annua. Ci vorranno più di vent’anni per arrivare a una gestione efficace e sostenibile. In ogni caso la nuova legge – che entra in vigore a settembre – ha istituito i piani forestali. Gli operatori del settore devono commissionare, a loro spese, a un professionista, un tecnico forestale, un progetto di intervento che deve essere approvato dalla Regione e che sarà poi controllato e monitorato dal Corpo Forestale. Le multe per trasgressione sono di circa 10 volte il valore del singolo albero, quindi hanno una funzione deterrente molto forte.

D) Il legno però, a differenza delle altre rinnovabili, bruciando emette CO2, come si concilia questo aspetto con le politiche di contenimento dell’Unione Europea?

R) Le fonti fossili sono delle biomasse invecchiate, è inutile nasconderlo. Ma la loro composizione chimica è molto più complessa e inquinante. A parità di calorie prodotte l’emissione di CO2 delle biomasse di legno è pari a quella delle fonti fossili, ma è il calcolo dell’impatto complessivo che è sbagliato e non tiene conto dell’intero ciclo produttivo e delle emissioni causate dall’estrazione del petrolio. Si tenga anche conto che le biomasse producono CO2 anche se le si lasciano marcire o bruciare negli incendi boschivi, senza che nemmeno vi sia vantaggio, in quel caso, dal punto di vista dell’utilizzo energetico. Se riuscissimo ad usare solo il 5% delle biomasse di superficie (escluse quelle marine) in marcescenza sul nostro pianeta potremmo sostituire per intero le fonti fossili tradizionali.

D) Ci sono già grandi realtà industriali operanti con le biomasse in Piemonte ?

R) La centrale di Airasca, in provincia di Torino, gestita dalla C&T SpA di Ancona è un modello ottimo, che fornisce il teleriscaldamento allo stabilimento della SKF. Stanno facendo un bel lavoro, che ha messo in moto la filiera locale per la produzione di energia termica. Personalmente ritengo invece corretta la posizione dell’ARPA, che sta contrastando la costruzione di nuove centrali elettriche, in un’area come quella della Pianura Padana già pesantemente inquinata dalle polveri sottili. Bisogna lavorare sulla sostituzione degli impianti, non sulla creazione di nuove centrali. In Piemonte quasi il 50% dell’inquinamento è prodotto dagli impianti di riscaldamento residenziali e da quelli di generazione di calore per usi industriali – la maggior parte dei quali decisamente vetusti. E’ridicolo che si vada a cercare il “pelo nell’uovo” delle biomasse quando aziende e condominii continuano a bruciare gasolio o CLS (la vecchia nafta) con rendimenti intorno al 60% e polveri sottili che arrivano anche a 500 o 1.000 parti per milione!

D) A questo proposito, nel convegno organizzato da Coldiretti a Cuneo, lo scorso gennaio, lei ha chiesto un fioretto ai numerosi amministratori pubblici in sala…

R) Sì, ho chiesto di fare un piccolo sforzo iniziale per dare l’esempio. In provincia di Cuneo ci sono 250 comuni, pensate se ciascuno sostituisse almeno una vecchia caldaia a gasolio, di una scuola, di un ufficio pubblico, di una palestra: sarebbero 250 nuove caldaie a biomasse, più pulite e performanti, che creerebbero inoltre ricchezza sul territorio e nuovi posti di lavoro. In Italia questo è un settore ancora “nuovo”, dove sicuramente qualche problema tecnico si può presentare. Ma proprio così si generano le competenze tecniche e professionali necessarie. L’uomo è fatto per risolvere problemi! Ma le aziende, comprensibilmente, preferiscono affidarsi solo a tecnologie consolidate. Chi è che può avviare questo processo virtuoso se non l’ente pubblico?

Andrea Gandiglio

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

AccorHotels e l’agricoltura verticale: debutta al Novotel Milano il “Living Farming Tree”

dicembre 18, 2017

AccorHotels e l’agricoltura verticale: debutta al Novotel Milano il “Living Farming Tree”

Debutta a Milano con AccorHotels la prima installazione del Living Farming Tree, l’innovativo orto verticale indoor firmato Hexagro Urban Farming, startup italiana composta da un team internazionale di ingegneri, designer industriali e gastronomi. In linea con gli obiettivi del proprio programma di sviluppo sostenibile Planet21 volto a promuovere un’ospitalità positiva e virtuosa, il gruppo leader mondiale [...]

Boston Consulting: le aziende con approcci sostenibili hanno margini migliori

dicembre 18, 2017

Boston Consulting: le aziende con approcci sostenibili hanno margini migliori

Le aziende che adottano approcci sostenibili hanno margini e valutazioni migliori. Questo è il dato principale emerso dall’analisi di The Boston Consulting Group “Total Societal Impact: A New Lens for Strategy”, condotta su 300 aziende dei settori Consumer Packaged Goods, Biofarmaceutica, Oil & Gas, Retail & Business Banking e Tecnologia. Per Total Societal Impact (TSI) [...]

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

dicembre 11, 2017

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

Esiste un avamposto della biodiversità sulla Terra prima della “fine del mondo”: si chiama Global Seed Vault (GSV) e si trova nell’arcipelago delle Isole Svalbard a 1.300 chilometri dal Polo Nord. Pochi ne conoscono l’esistenza, ma si tratta del più grande deposito di semi del mondo e potrebbe essere l’ultima risorsa dell’umanità in caso di [...]

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

dicembre 7, 2017

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

Cento storie di imprese virtuose rappresentano il nucleo di partenza del primo Atlante Italiano dell’Economia Circolare – presentato nei giorni scorsi a Roma – che raccoglie esperienze basate sul riutilizzo, sulla riduzione degli sprechi, sulla diminuzione dei rifiuti, sulla reimmissione nel ciclo produttivo di materie prime recuperate (seconde). Il progetto è promosso da Ecodom, il [...]

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

dicembre 6, 2017

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

Si è svolta sabato 2 dicembre, a Parma, la “Giornata interdisciplinare di studio sull’antibiotico-resistenza” organizzata dall’Ordine dei Medici Veterinari di Parma con il sostegno di MSD Animal Health. Undici relatori, moderati dal Dr. Alberto Brizzi, organizzatore e presidente dell’Ordine, hanno illustrato, da prospettive diverse, gli impatti attuali e i rischi futuri relativi alla cosiddetta AMR [...]

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

dicembre 5, 2017

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

Secondo i dati diffusi da ANIE Rinnovabili, nei primi dieci mesi del 2017 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico hanno raggiunto complessivamente circa 726 MW (+20% rispetto allo stesso periodo del 2016). Si conferma inoltre il trend mensile del fotovoltaico, che con i 29 MW connessi a ottobre 2017 raggiunge quota 352 MW [...]

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

dicembre 5, 2017

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

Il 5 dicembre è la Giornata Mondiale del Suolo. Una celebrazione che in Italia assume un significato particolare, essendo uno dei paesi in Europa con il più alto ritmo di consumo di questa risorsa non rinnovabile. Per questo Fondazione Cariplo ha scelto di lanciare proprio oggi il nuovo portale dedicato all’Ambiente, che avrà il compito di [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende