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Caso Piemonte: le ICT al servizio del risparmio energetico

Il tema è fin troppo attuale: fare bene, se possibile meglio, con meno. Mentre le forbici della spending review si fanno sempre più grandi e più vicine, gli enti pubblici si preparano ai tagli. Che però, non necessariamente sono dolorosi. Un esempio su tutti: la  riduzione dei consumi energetici, che mette insieme la sostenibilità economica e ambientale. Come? Le strade sono diverse: se da una parte ci sono gli interventi di efficientamento degli edifici, non sempre possibili perché servono risorse da investire, i primi accorgimenti si possono prendere dopo un monitoraggio dei consumi. Comportamenti virtuosi a costo zero che però possono incidere in modo significativo sulla bolletta energetica. Proprio qui sta il primo ostacolo: a differenza di quello che si potrebbe pensare, valutare quanto un’amministrazione spende per la luce o il calore rispetto ai singoli edifici o ai periodi della giornata o della settimana non è del tutto scontato. Ma lì sta la chiave per migliorare i comportamenti di consumo.

In Piemonte il Csi, consorzio pubblico che realizza servizi ICT per le pubbliche amministrazioni, ha all’attivo due progetti – uno in collaborazione con l’Anci regionale, l’altro con il Politecnico di Torino – da offrire agli enti pubblici per monitorare i propri consumi di energia. Con l’idea che il primo passo per cambiare i propri comportamenti sia conoscere. Dove, come, quando e perché si consuma.

Servizi che, spiega il Csi, “permetteranno due livelli di monitoraggio dei consumi diversi e interrelati”. Il primo, quello ideato da Anci Piemonte, prevede di realizzare un portale, che sarà sviluppato dal Csi, “per la simulazione dei risparmi derivanti da politiche di gestione efficiente dell’energia, da offrire come servizio agli enti locali piemontesi, e utile esperienza da poter riusare a livello nazionale”. Il funzionamento del sito, attualmente in fase di realizzazione – un primo prototipo sarà presentato a ottobre al convegno annuale dell’Anci – è semplice: “Un simulatore utilizzerà i dati di ciascuna amministrazione relativi ad esempio all’illuminazione degli edifici, alla bollettazione, alle caratteristiche degli impianti termici e permetterà di far vedere i risparmi che sarebbero prodotti grazie a interventi di gestione efficiente dell’energia. Sarà così simulata la riduzione dei consumi ottenibili ad esempio dalla sostituzione delle lampade esistenti con lampade a LED, dall’utilizzo di sistemi di spegnimento programmabile di computer e reti informatiche, dall’adozione di valvole termiche sugli impianti di riscaldamento degli edifici”.

Servizio che si integra con quello realizzato dal Csi in collaborazione con il Politecnico, Smart Building, che consente invece di misurare, tramite sensori wireless, i consumi effettivi degli edifici ed agire poi di conseguenza. Il sistema, spiega il team di esperti che lo ha realizzato, “implementa soluzioni e tecnologie di monitoraggio e controllo in grado di interagire in modo aperto con i diversi sistemi commerciali di gestione degli impianti presenti all’interno degli edifici. Il servizio funziona in modo unitario ed integrato centralizzando tutte le informazioni sui consumi”, consentendo di “estendere progressivamente il monitoraggio ad altri edifici e sottosistemi specifici (sicurezza, monitoraggio ambientale, stato degli edifici)”.

Le nuove tecnologie di Smart Building nascono infatti come evoluzione del progetto WiFi4Energy del Politecnico, con cui si stanno già tenendo sotto controllo, tramite sensori senza fili, i consumi e le prestazioni delle diverse sedi dell’ateneo. Un’esperienza virtuosa che può funzionare da modello per le amministrazioni pubbliche che nei prossimi mesi – il servizio è in fase di promozione presso enti e istituzioni – si troveranno a gestire in maniera sostenibile i propri consumi.

In quest’ambito, le ICT non sono solo un semplice mezzo per misurare i consumi e trovare le anomalie, ma anche uno strumento di coinvolgimento delle persone. In alcune aule della sede di Mirafiori, per esempio, spiega Piero Bozza, responsabile progetto Smart & Green Building del Politecnico di Torino, “abbiamo sperimentato dei cruscotti informativi che danno informazioni in tempo reale su alcuni fenomeni, come la temperatura, l’occupazione delle aule, i consumi del mese precedente, insieme a suggerimenti su come consumare di meno”. E sempre tramite le ICT si possono suddividere i consumi delle diverse sedi in base non ai millesimi, come si fa di solito, ma in relazione piuttosto ai consumi effettivi: “L’idea – aggiunge Giovanni Vincenzo Fracastoro, Energy Manager dell’ateneo – è di usare la tecnica del bastone e della carota: più il dipartimento consuma, più paga; ma se adotta comportamenti virtuosi e riduce la spesa energetica, le risorse risparmiate vanno a confluire nel suo fondo di funzionamento”.

Le potenzialità “sociali” delle nuove tecnologie potranno essere sfruttate anche dagli enti pubblici che decideranno di utilizzare il sistema Smart Building: “I risultati del monitoraggio – sottolinea Stefano De Capitani, direttore generale del Csi – saranno infatti messi su un portale a disposizione di tutti, in modo che i cittadini possano vedere quali sono le conseguenze dei loro comportamenti e magari cambiare le loro abitudini. Sarà un esempio di condivisione della conoscenza pienamente in linea con la logica Smart City”, le città intelligenti di un futuro che, lentamente, ma si avvicina.

Veronica Ulivieri

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