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Stati Generali: Roma capitale della sostenibilità 2020

febbraio 23, 2011 Idee, Progetti

Courtesy of Carlo Tancredi, Flickr.comSe tutti i progetti saranno realizzati, nel 2020 Roma diventerà davvero «la capitale di un nuovo Rinascimento». Il Piano di sviluppo presentato nella due giorni degli Stati generali della città (22 e 23 febbario) guarda lontano, ai prossimi dieci anni. In esso, l’ambiente ha un ruolo di primo piano: basti pensare, come in molti hanno ricordato, che «la qualità della vita in una città dipende dalla qualità dell’ambiente urbano». Non solo, l’attenzione alla sostenibilità è un elemento strategico: «Una città con meno auto e meno smog, più pulita, è anche una città più competitiva», dice Aurelio Regina, presidente di Unindustria. E l’ambiente è anche la parte più importante, ha sottolineato Livio De Santoli, docente alla Sapienza e delegato di Alemanno per l’Energia, della candidatura alle Olimpiadi 2020.

Gli ambiti principali in cui si interverrà per costruire la «Città della sostenibilità ambientale» sono tre: la mobilità sostenibile e la pedonalizzazione del centro storico, la valorizzazione delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico, il recupero del Tevere. Inizierà subito, per concludersi nel 2013, il processo di pedonalizzazione del Tridente mediceo (le tre strade cioè che si diramano da piazza del Popolo: via del Corso, via di Ripetta, via del Babuino). Intanto, si lavorerà per rendere pedonali altre 13 «isole ambientali» del centro, tra cui la zona della fontana di Trevi, Trastevere e Testaccio. Da qui al 2020, si potenzieranno la rete metropolitana (da 36 a 83 km) e tranviara (da 38 a 75 km). Un intervento necessario secondo il presidente del Comitato per lo sviluppo di Roma Capitale Antonio Marzano, visto che più della metà degli spostamenti avvengono con il mezzo privato e ci sono 742 vetture ogni mille abitanti.

Saranno realizzate le linee metro C (Clodio, Mazzini, Grottarossa), D (Centro storico, Montesacro, Trastevere, Eur) e i prolungamenti delle linee A e B. La città sarà attraversata da una nuova rete di tram (“I 5 anelli olimpici”), per interconnettere le diverse aree urbane. Il bike sharing, già presente a Roma ma con meno di 400 bici (a Londra il servizio ne offre 6.000), sarà potenziato: da qui al 2020, si prevede la costruzione di 22 nuove ciclostazioni. Nel progetto ci sono poi l’installazione di colonnine per ricaricare le auto elettriche, il rinnovo degli autobus Atac, la realizzazione di piste ciclabili e, addirittura, il trasporto di rifiuti attraverso reti interrate nel sottosuolo.

Un ruolo importante nello sviluppo sostenibile di Roma lo giocheranno anche le energie rinnovabili e il risparmio energetico. In 10 anni, prevede De Santoli, si creeranno 25.000 posti di lavoro e si spenderanno 5 miliardi di euro, che però potranno raddoppiare, visto che molti imprenditori potrebbero decidere di investire nel settore. Tra i primi interventi, ci sarà l’installazione di un impianto di cogenerazione negli impianti sportivi di Tor di Quinto: genererà calore ed elettricità con la stessa fonte di energia, permettendo un risparmio energetico. Alla Sapienza, sarà realizzata una rete intelligente di energia termica, frigorifera ed elettrica, con un sistema di cogenerazione alimentato da fonti rinnovabili. All’Eur, partirà un progetto pilota di Smart grid (rete intelligente in cui i vari nodi dialogano tra loro): i grandi utenti del quartiere (dall’Inps alle Poste italiane) saranno riforniti di energia e calore da tre grandi centrali di cogenerazione. I lavori dureranno tre anni, per un investimento di 24 milioni di euro. Lo scopo, spiega l’ad di Acea Marco Staderini, sarà coprire con le rinnovabili il 50% del fabbisogno di energia elettrica e il 53% della domanda di calore. Inoltre, sempre nel prossimo triennio, saranno investiti 75 milioni di euro per installare illuminazione pubblica a led. Partiranno nei prossimi anni anche altri interventi, indicati dall’economista Jeremy Rifkin nel Master Plan di sviluppo energetico ed economico per la città di Roma, presentato a giugno 2010. Si punterà sulla riqualificazione energetica di edifici scolastici, sul riutilizzo dei residui arborei come biomassa, sulla realizzazione di impianti di cogenerazione degli ospedali (al Sant’Andrea è già previsto un impianto a biogas). Gli obiettivi al 2020 sono ambiziosi: meno 20% di consumi di energia termica ed elettrica, meno 20% di emissioni di Co2, passando da 14,4 a 11,5 milioni di tonnellate, portare al 25% l’incidenza delle fonti rinnovabili sui consumi elettrici.

Nella Roma del futuro, il Tevere tornerà a essere «l’asse vitale della città»: sarà costruito un parco fluviale olimpico, con impianti sportivi e percorsi ciclabili e pedonali. Una serpentina verde che si snoderà per 12 km lungo il corso del fiume, nella parte nord di Roma, da Castel Giubileo a ponte Duca d’Aosta. Qui saranno ospitati, se Roma vincerà la candidatura, gran parte degli eventi delle Olimpiadi 2020.

Veronica Ulivieri

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