Home » Recensioni » L’allegra Apocalisse:

L’allegra Apocalisse

dicembre 15, 2010 Recensioni

L'allegra apocalisseLa fine del mondo, nel libro L’allegra apocalisse (Iperborea, pp. 315, 16 euro) del finlandese Arto Paasilinna, arriva nel 2023. Ma non colpisce tutti indiscriminatamente. Almeno un luogo, la piccola comunità di Ukonjärvi, nella Finlandia profonda, si salva. Mentre New York è invasa dall’immondizia, Parigi è ricoperta da sei metri d’acqua e le terre intorno sembrano ormai deserte e tornate a un’epoca arcaica, il villaggio rimane un’isola felice. Grazie a una ricetta particolare e per niente scontata. La comunità nasce  all’inizio degli anni Novanta per volere di Asser Toropainen, gran bruciachiese che in punto di morte affida al nipote Eemeli il compito di costruire proprio una chiesetta di legno. Intorno alla cappella e alla canonica, per molti anni senza prete, si sviluppa gradualmente l’allegra comunità. Un gruppo di alcune migliaia di persone spensierate, che vivono di ciò che producono, in sintonia con l’ambiente.

Da una parte ci sono gli “ecologisti”, un gruppo di giovani arrivati dalla città per impedire l’abbattimento della chiesa, costruita abusivamente. Dall’altra, un esercito strampalato di guardie di frontiera, che difendono la comunità da attacchi esterni. Non sono vegetariani né non violenti, è vero: ma cacciano gli animali solo per il sostentamento e cercano di fabbricare da soli tutto ciò che serve. Quando si trovano per le mani una bomba H durante la guerra, fanno di tutto per metterla in sicurezza e farla scomparire.  L’autosufficienza, sembra dirci Paasilinna, insieme a una vita in sintonia con la natura, è il segreto per vivere un po’ meglio degli altri. E alla fine, Ukonjärvi viene solo lambita dall’apocalisse: l’eco della fine del mondo, nel villaggio, arriva sotto forma di un Natale caldo, con i ghiacci che si sciolgono e i prati verdi. Scenari inconsueti e preoccupanti, ma niente a che vedere con la catastrofe che si è abbattuta sul resto dell’Europa.

Una riedizione dell’insegnamento di Voltaire, «bisogna coltivare il proprio giardino»? Sì, anche se con una venatura più amara: perché in fondo, gli effetti delle catastrofi, in un mondo così globalizzato, ci raggiungono anche nel giardino più isolato e felice. Il romanzo, a metà tra il fantasy e la fantascienza, racconta con grande ironia una storia che si adatta perfettamente ai giorni nostri.

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

maggio 23, 2017

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

Quanta CO2 è possibile risparmiare vendendo o acquistando beni usati? Ogni giorno milioni di persone in 8 Paesi in cui opera Schibsted Media Group comprano e vendono oggetti di seconda mano contribuendo al risparmio di ben 16,3 milioni di tonnellate di CO2, di cui 6,1 milioni di tonnellate solo in Italia (+77% in più rispetto [...]

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

maggio 23, 2017

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

Le città di Torino e Venaria insieme alla spagnola Calvià e all’austriaca Villach saranno i siti pilota dove si svilupperà il progetto STEVE (Smart-Taylored L-category Electric Vehicle demonstration in hEtherogeneous urbanuse-cases) finanziato dall’Unione Europea all’interno della programmazione di azioni innovative:  “Horizon 2020 – Green Vehicles 2016-2017”. Al centro del progetto l’utilizzo di un veicolo elettrico [...]

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

maggio 22, 2017

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

I prodotti ittici costituiscono la fonte di proteine per 3 miliardi di persone e il reddito di 800 milioni di persone si fonda sulla pesca e sull’industria ittica. Nel 2014 nei paesi europei sono stati spesi 34,57 miliardi per acquistare prodotti ittici. In totale nei paesi europei si consumano 7,5 milioni di tonnellate di pesce [...]

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

maggio 18, 2017

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

Conciliare la produzione di cibo e il rispetto per l’ambiente, per gli agricoltori, per la salute di produttori e consumatori. Un tema di grande attualità e di rilevanza globale, che è al centro, all’Università di Siena, del “Millennials Lab”, dal 10 al 21 maggio, e della riunione degli imprenditori che collaborano al programma internazionale PRIMA [...]

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

maggio 18, 2017

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

Gli oli vegetali esausti diventano biocarburanti. Eni e Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e del Dirigente Generale Direzione Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche Ministero dello [...]

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

maggio 10, 2017

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

Green Island, progetto internazionale fondato da Claudia Zanfi 16 anni fa e dedicato alla biodiversità urbana attraverso iniziative culturali, progetti espositivi, educazione alla sostenibilità, porta a New York la sua visione innovativa degli Alveari Urbani: Urban Bee Hives , parte di un percorso focalizzato sulla salvaguardia delle api e sulla valorizzazione del territorio. “Un progetto” spiega Zanfi [...]

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

maggio 8, 2017

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

Samuel in the clouds (Belgio, 2016) del regista belga Pieter Van Eecke, una straordinaria e commovente storia ambientata in Bolivia e legata alle conseguenze dei cambiamenti climatici, è il film vincitore del 65° Trento Film Festival, conclusosi domenica 7 maggio 2017. La giuria internazionale composta da Timothy Allen (fotografo e regista) Gilles Chappaz (giornalista e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende