Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » Amianto. Una giornalista sulle tracce di un serial Killer:

Amianto. Una giornalista sulle tracce di un serial Killer

luglio 5, 2011 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Per la rubrica “Racconti d’Ambiente” pubblichiamo oggi un estratto del nuovo libro “Amianto” di Stefania Divertito, edito da Edizioni Ambiente (pag. 200, euro 14.00).

Due metri di mogano scuro. Passo le mani sulla poca superficie libera della mia scrivania e come tutte le sere provo piacere a lisciarne il legno compatto. Il profumo del lucidante è sempre più occultato dalla polvere accumulata sulle cartelline color rosa pesca. Sono tutte uguali, banalissime ali di cartone di un rosa pallido. L’unica differenza è l’intestazione: centinaia di nomi, quasi tutti uomini.

Nonostante i miei sforzi, non riesco a tenerli in ordine alfabetico. Ormai sono troppi, tanto che neanche li conto più. Li ho suddivisi per categoria: i lavoratori delle acciaierie, i marinai, i ferrovieri e poi tutti gli altri. Centinaia di nomi in ordine sparso. Dopo anni continua ancora a piacermi scrivere il loro nome a mano. Non è un vezzo, è come se così potessi prendermi cura di loro. Di tutte quelle storie raccolte in anni di lavoro. Non mi va di delegare l’impressione di questi nomi e cognomi a una fredda stampante: quando il pugno stringe la penna e l’inchiostro calca la carta ruvida, mi sembra di poter fissare quelle storie per sempre. Contro il volere di chi le ha sotterrate nel silenzio.

Fisso i loro nomi, ma fisso anche la fatica che mi è costata ritrovarli uno ad uno. Parlare con le mogli, ora vedove, con i figli, orfani, con le madri, strette in un lutto perenne.

Fisso le loro vite e i viaggi che mi hanno portato a loro. Pordenone, Torino, La Spezia, Genova, Brindisi, Padova, Napoli, Taranto, Roma.

Ho imparato molto in questi anni. Ho viaggiato tanto e tantodovrò viaggiare ancora. Perché questa vicenda è eterna, proprio come il nome delle lastre che ricoprono i tetti delle nostre case. All’inizio per me la parola amianto indicava un generico rischio, relegato a una determinata categoria di persone. Chi lavora a contatto con questa fibra, deve per forza essere consapevole del rischio. In ogni caso, pensavo, è una vicenda lontana. Lontana anni luce dalla mia casa vicino al mare. Ma oggi, che sono quasi alla fine del mio percorso, ne sono certa: il rischio amianto riguarda tutti noi. Ho letto che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità sono stati 125 milioni i lavoratori esposti a questo pericolosissimo materiale in tutto il mondo. Ogni anno i morti sono 100 mila, ma gli scienziati continuano a ripetere che si tratta di un valore sottostimato. Nei soli paesi industrializzati dell’Europa, dell’America del Nord e del Giappone si registrano ogni anno circa 20 mila morti per cancro al polmone e 10 mila casi di mesotelioma dovuti all’amianto. E nessuno conta gli indiani, i pakistani, i vietnamiti, che ogni giorno, sottopagati, lavorano tubi e pannelli di Eternit, ancora oggi estratti in Canada.

A differenza di altre malattie dovute alla contaminazione ambientale, quelle causate dall’amianto ne riportano una traccia indelebile. Un marchio di fabbrica, un’impronta. È come la prova del Dna nei polizieschi contemporanei. Esistono quattro malattie provocate sicuramente da questa sostanza: la fibrosi polmonare (asbestosi), le lesioni pleuriche e peritoneali, il carcinoma bronchiale e il mesotelioma pleurico. Se compare una di esse, c’è stata un’esposizione. Non vi possono essere dubbi. Ogni anno muoiono solo in Italia 4.000 persone con mesoteliomi e asbestosi. Una vittima ogni cinque minuti, secondo quanto riportato da Carlo Lucarelli in una documentatissima puntata di Blu notte. E molti di loro non avevano mai lavorato né in una fabbrica né tantomeno nel settore dell’edilizia. Erano semplici cittadini, nati troppo vicino a una discarica abusiva o inconsapevoli dirimpettai di tettoie pericolose.

Dal Dopoguerra fino alla messa al bando del 1992, in Italia sono stati usati più di 20 milioni di tonnellate di amianto e prodotte 3,75 milioni di tonnellate di amianto grezzo. Lo dice l’Ispesl, l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, secondo cui fino alla fine degli anni Ottanta siamo stati il secondo produttore europeo di amianto dopo l’Unione Sovietica. Estraevamo fibre a ritmi forsennati fino alla metà degli anni Settanta; il picco l’abbiamo raggiunto nel 1976 con 164.788 tonnellate prodotte. La produzione interna, però, non bastava a soddisfare le esigenze del comparto industriale: il massimo delle importazioni c’è stato tra il 1976 e il 1979 con poco più di 77 mila tonnellate. La legge per la messa al bando è arrivata, invece, a ridosso di un triennio caratterizzato da grandi numeri: tra il 1989 e il 1991 nei nostri confini entravano ancora 60 mila tonnellate annue di amianto. E le esportazioni non erano da meno: dal 1945 al 1992 ne abbiamo venduto all’estero quasi 2,3 milioni di tonnellate.

C’è però chi ci batte: il Canada, ad esempio, ancora oggi lo estrae e lo esporta.

La curva della produzione è seguita poi di pari passo da un’altra curva, quella delle patologie polmonari. Il tasso d’incidenza dei mesoteliomi, la forma di tumore indotta dall’esposizione all’amianto, è di circa 3,5 casi ogni 100 mila abitanti negli uomini e di 1 ogni 100 mila abitanti nelle donne. Da noi questa tipologia di cancro, per cui è impossibile la guarigione, colpisce circa 1.200 persone l’anno. E non c’è una dose minima al di sotto della quale potremmo essere sicuri di non ammalarci dopo aver respirato asbesto. Lo ha ribadito la Commissione europea il 14 aprile 2009, rispondendo a un’in – terrogazione scritta presentata dall’eurodeputato comunista Willy Meyer Pleite.

Mi ha sempre affascinato la capacità del tempo, a volte, di scorrere assai lentamente. Trent’anni sono davvero tanti. È il tempo che può impiegare un mesotelioma a manifestarsi. Ed è anche quello che non è stato ancora sufficiente all’Europa per svegliarsi e cominciare a combattere seriamente la polverina killer che ha imbiancato il continente.

Nel mondo, tra il 1900 e il 2000 sono stati prodotti 173 milioni di tonnellate di amianto. E anche se nel 1977 tutti i tipi di amianto erano già classificati come cancerogeni nell’archivio delle Nazioni Unite, in quel periodo si producevano ancora 4,5 milioni di tonnellate l’anno di fibre.

Stefania Divertito*

*Stefania Divertito, nata a Napoli nel 1975, è giornalista d’inchiesta specializzata in tematiche ambientali e scrittrice. Responsabile della cronaca nazionale per il quotidiano Metro, collabora con Vanity Fair e altri periodici. Per la sua inchiesta sull’uranio impoverito durata sette anni ha vinto nel 2004 il premio Cronista dell’anno indetto dall’unione cronisti italiani. Ha pubblicato nel 2004 il libro-reportage Il fantasma in Europa (con Luca Leone), sulla Bosnia del dopo-Dayton e nel 2005 Uranio il nemico invisibile.

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

AccorHotels e l’agricoltura verticale: debutta al Novotel Milano il “Living Farming Tree”

dicembre 18, 2017

AccorHotels e l’agricoltura verticale: debutta al Novotel Milano il “Living Farming Tree”

Debutta a Milano con AccorHotels la prima installazione del Living Farming Tree, l’innovativo orto verticale indoor firmato Hexagro Urban Farming, startup italiana composta da un team internazionale di ingegneri, designer industriali e gastronomi. In linea con gli obiettivi del proprio programma di sviluppo sostenibile Planet21 volto a promuovere un’ospitalità positiva e virtuosa, il gruppo leader mondiale [...]

Boston Consulting: le aziende con approcci sostenibili hanno margini migliori

dicembre 18, 2017

Boston Consulting: le aziende con approcci sostenibili hanno margini migliori

Le aziende che adottano approcci sostenibili hanno margini e valutazioni migliori. Questo è il dato principale emerso dall’analisi di The Boston Consulting Group “Total Societal Impact: A New Lens for Strategy”, condotta su 300 aziende dei settori Consumer Packaged Goods, Biofarmaceutica, Oil & Gas, Retail & Business Banking e Tecnologia. Per Total Societal Impact (TSI) [...]

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

dicembre 11, 2017

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

Esiste un avamposto della biodiversità sulla Terra prima della “fine del mondo”: si chiama Global Seed Vault (GSV) e si trova nell’arcipelago delle Isole Svalbard a 1.300 chilometri dal Polo Nord. Pochi ne conoscono l’esistenza, ma si tratta del più grande deposito di semi del mondo e potrebbe essere l’ultima risorsa dell’umanità in caso di [...]

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

dicembre 7, 2017

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

Cento storie di imprese virtuose rappresentano il nucleo di partenza del primo Atlante Italiano dell’Economia Circolare – presentato nei giorni scorsi a Roma – che raccoglie esperienze basate sul riutilizzo, sulla riduzione degli sprechi, sulla diminuzione dei rifiuti, sulla reimmissione nel ciclo produttivo di materie prime recuperate (seconde). Il progetto è promosso da Ecodom, il [...]

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

dicembre 6, 2017

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

Si è svolta sabato 2 dicembre, a Parma, la “Giornata interdisciplinare di studio sull’antibiotico-resistenza” organizzata dall’Ordine dei Medici Veterinari di Parma con il sostegno di MSD Animal Health. Undici relatori, moderati dal Dr. Alberto Brizzi, organizzatore e presidente dell’Ordine, hanno illustrato, da prospettive diverse, gli impatti attuali e i rischi futuri relativi alla cosiddetta AMR [...]

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

dicembre 5, 2017

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

Secondo i dati diffusi da ANIE Rinnovabili, nei primi dieci mesi del 2017 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico hanno raggiunto complessivamente circa 726 MW (+20% rispetto allo stesso periodo del 2016). Si conferma inoltre il trend mensile del fotovoltaico, che con i 29 MW connessi a ottobre 2017 raggiunge quota 352 MW [...]

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

dicembre 5, 2017

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

Il 5 dicembre è la Giornata Mondiale del Suolo. Una celebrazione che in Italia assume un significato particolare, essendo uno dei paesi in Europa con il più alto ritmo di consumo di questa risorsa non rinnovabile. Per questo Fondazione Cariplo ha scelto di lanciare proprio oggi il nuovo portale dedicato all’Ambiente, che avrà il compito di [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende