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Hampi, la città di granito dove le rocce son come sirene

gennaio 30, 2012 Impressioni di viaggio, Rubriche

Nel 1336 il principe Harihara Raya, fondatore della dinastia Sangama, insediò ad Hampi la capitale di uno degli imperi indù più grandi di tutti i tempi, che dominò buona parte dell’India tra il XIV e il XVI secolo: i Vijayanagar.

Mentre gli europei iniziarono a spostare le loro intenzioni coloniali verso Est e i musulmani invasero il nord dell’India, questo impero regnò tra le regioni del Maharashtra e il Karnataka. La città era il centro di commerci internazionali legati soprattutto a pietre preziose e i suoi ricchi bazar furono saccheggiati dall’invasione dei Sultanati del Deccan nel 1556. Una moltitudine di rovine dei Vijayanagar sono sopravvissute fino ad oggi tra edifici e monumenti situati in un area di 9 chilometri quadrati che richiama l’interesse degli archeologici, dei geologi e dei turisti indiani e internazionali. Hampi, situata nella parte settentrionale della regione indiana del Karnataka, viene anche chiamata la città delle rovine e nel 1986 è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

Ma a rendere questa città storica una favola, in cui sembra che il tempo si sia fermato, più che l’intervento umano, è un fenomeno naturale: le formazioni rocciose di granito, un tipo di roccia ignea intrusiva molto antica, che fa anche parte del nucleo terrestre. La maggior parte dei graniti situati in questa zona sono riconducibili agli eoni Archeano e Proterozoico, che risalgono a centinaia di milioni di anni fa. I minerali che compongono  questa roccia sono i feldspati rossi o verdi, il quarzo bianco e il mica nero. Le loro origini geografiche possono essere riconosciute dalla composizione di queste sostanze, che variano spesso, dando ad ogni granito una sua firma. Le rocce sono state formate da un intensa attività vulcanica, con il raffreddamento del magma che si e’ intruso attraverso una forte pressione sotterranea. In superficie sono state modellate dall’azione del vento e della pioggia che, come scultori naturali, hanno causato l’erosione atmosferica creando un paesaggio spettacolare, che si può trovare in poche zone del mondo come la California.

Gli artigiani dei Vijayanagar utilizzarono il granito per costruire gli edifici e le altre strutture monumentali sezionando questi enormi massi. Il lato della scissione è sorprendentemente piatto, come una torta tagliata a fette da un coltello affilato. Tuttavia, per spaccare i blocchi di granito, i sapienti artigiani – ancora digiuni di chimica e metodi esplosivi – non usarano altro se non una tecnica antichissima, con pioli di legno secchi e acqua. Creando una catena di fori nella zona di divisione, in cui venivano inseriti i pioli, l’acqua veniva introdotta gradualmente sui pioli stessi che, passando dallo stato secco a umido, aumentavano di volume dividendo la roccia in un colpo solo. Camminando tra le rovine si possono ancora oggi notare dei fori sui massi, probabilmente segno di tentativi andati male. Una volta ottenuta la dimensione interessata, i blocchi venivano trasportati da una miriade di elefanti in questa immensa area che ha reso Hampi, con 500.000 abitanti, la piu’ grande citta’ indiana e la seconda piu’ grande del mondo nel 1500.

Ad oggi le attività economiche principali sono legate al turismo e all’agricoltura. Al primo sguardo il paesaggio suggerisce una terra arida, per via della dominanza rocciosa, ma nascoste tra questi massi si trovano diverse fonti d’acqua che permettono l’intensa coltivazione di banane e canna da zucchero, oltre alla presenza di palmeti da cocco. I fiumi e laghi dell’area circostante risultano essere balneabili, come raramente accade in India.

Le problematiche ambientali sono legate invece allo smaltimento dei rifiuti, soprattutto alle bottiglie di plastica, dannosa fonte d’inquinamento proveniente dalla cultura e dal turismo occidentale degli ultimi decenni, mentre prima venivano esclusivamente utilizzati bicchieri e caraffe di metallo. Per ora la questione ambientale sembra comunque essere entro limiti di controllo, anche se i fumi di scarico delle numerose fabbriche nelle vicinanze contaminano l’aria e i magici tramonti di Hampi.

Nella regione del Karnataka sono state scoperte miniere che abbondano di manganese e minerali ferrosi, la cui estrazione ha contributo allo sviluppo economico dell’area. Tuttavia lo sfruttamento di queste aree ha subito un’accelerazione eccessiva  a causa dell’aumento, sui mercati internazionali, del prezzo dei minerali, che mette così in pericolo anche il sito storico e archeologico di Hampi, un sito di rara bellezza, dove le rocce, nelle ore solari, assumono sfumature che incantano il turista di passaggio, riportandolo a una dimensione spirituale senza tempo, completamente disconnessa dalla frenesia dell’India moderna.

Carlo Taglia

Le riflessioni di viaggio di Carlo Taglia, documentate da foto e video, sono disponibili anche sul blog: http://karl-girovagando.blogspot.com/

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