Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » L’elogio del limite di Fabrizio Pistoni. Divagazioni sull’arte dello “stop bucolico”:

L’elogio del limite di Fabrizio Pistoni. Divagazioni sull’arte dello “stop bucolico”

luglio 3, 2012 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Per la rubrica “Racconti d’Ambiente” pubblichiamo oggi un estratto del  libro “Elogio del limitedi Fabrizio Pistoni , edito da Ediciclo (pag. 160, 14,50 euro).

La prima salita è la sagra della concitazione. Teste basse e respiri affannati; le uniche persone con le quali riesco a parlare hanno più di sessant’anni: sono un bretone che mi racconta qualcosa su Tabarly, e Max che abita a Les Houches; parla con estrema calma, cercando di farlo in italiano, abitudine curiosa per un francese, ma nulla è casuale: Max è un figlio di emigrati e il suo sforzarsi di parlare una lingua che pratica sempre meno è un tributo alle origini; qualche anno fa la morte del padre fu lo spunto per tornare al focolare tante volte rievocato con nostalgia nelle storie che gli narravano quando era piccolo, ma il suo non fu un ritorno in auto attraverso il buco nella montagna, no… Il suo ritorno passava per le montagne, a piedi, e fu lo spunto per una nuova passione. È per questo che è qui ora, mi parla con trasporto dei momenti difficili di quel viaggio, del tempo infame che lo mise alla prova su alcuni colli canavesani… Canavesani?!

Scopro così di aver radici comuni con qualcuno che dieci  minuti fa era solo uno dei tanti sconosciuti. Questa storia mi piace sempre di più. Gente con macchine fotografiche al posto degli occhi. E sopra l’elicottero continua a seguirci con il suo frastuono invadente, stregato com’è dall’inquadratura del serpentone che le truppe disegnano sul pendio. Poi il primo colle. Cambio di paesaggio. Vallone ampio, praterie con mucche da confezione di cioccolato svizzero, pendii dolci. Le truppe sono ormai sgranate. Silenzio. È come entrare in un nuovo mondo, anzi no, questo è sconosciuto perché troppo antico: tutto funziona solo in base a ciò che il corpo fa e chiede. Nessun condizionamento indotto dall’ambiente sociale; da quanto ne apprezzo l’assenza intuisco la misura in cui mi influenza la vita. La routine quotidiana è un ottimo digestivo, in breve fa  accettare tutto, magari con l’aiuto di un paio di pastiglie: per mal di testa, stitichezza, pressione bassa o alta, impotenza, ansia, depressione e tutto il resto. La mente riprende a tritare pensieri, la lascio fare ma le impongo un solo divieto: nessuna domanda del genere “che ci faccio qui?”. Ho avuto un anno per pensarci e desiderare di esser dove mi trovo in questo momento. Qualunque sia il suo colore. Mi torna in mente la bellezza di quell’«osa fallire».

Intanto il paesaggio continua a cambiare e le prime nuvole anticipano la perturbazione prevista per questa notte. Pioverà? Così dicono, ma fatico a crederlo. La prima discesa finisce a La Thuile. Una faccia conosciuta mi chiede: «Come va?» e sembra una domanda nuova, senza nulla in comune con la stessa frase alla quale, in altri contesti, rispondo “bene” senza esitazione, a mo’ di riflesso condizionato, in quel mondo formale dove l’“abbastanza bene” è riservato ai momenti schifosi e la realtà la percepisci da un’espressione o dal tipo di silenzio che l’accompagna, non da ciò che la bocca dice. In ogni caso Faccia Conosciuta, come replica alla nota domanda, si becca un sorriso che nasce dal profondo e che per questo continuerò a ricordare. Il ristoro è frenetico, e io mi adeguo facendomi contagiare dalla fretta altrui. Temo che l’imitazione sia un istinto. È ridicolo il timore che perder un minuto possa risolvere in peggio l’esito della gara: le ore che mi separano dai primi hanno ben altra causa, eppure all’inizio ci casco sempre, sempre. E poi ci sono Steu e Ciolle davanti, non posso esser l’ultimo. Mentre mi ingozzo saluto Donato: è partito forte e mi descrive il ritmo furibondo dei primi, rafforzando la (s)gradevole sensazione di esser dietro a tutti.

Questo è il tratto dove incontrerò le mie due famiglie, quella creata, ovvero Mo (sta per Monica, Morosa o Moglie) con Teo e Luli, e quella d’origine: papà, Cillu (ho creduto di spartire le attenzioni dei miei con lui, in perenne competizione, fino a quando non ho realizzato che era così, da allora in poi è diventato mio fratello) e i suoi bimbi. Sette persone sono qui per vedermi, sette buone ragioni per non farmi aspettare troppo; non bastasse, mi toccherà pure la domanda molto candida di Luli e Teo: «Papi, ma quand’è che vinci?». Già… come glielo spiego che questo è un gioco dove anche arrivare ultimo ha un senso? La seconda salita è diversa dalla precedente fin dalla colonna sonora, adesso è quella da classica gita domenicale in montagna: i rumori del bosco con l’aggiunta di sempre più rari buongiorno, ’ngiorno, salve, bella giornata… Unica variazione sul tema un’impertinente matrona che se ne esce con uno stimolante: «Ma chi ve lo fa fare?». Touché. La domanda ha il potere di mandarmi in tilt, riesco solo a offrirle un sorriso ebete per l’incapacità di dire qualcosa di furbo. Ma non posso far finta di nulla e, visto che il viaggio questa volta è lungo, decido di fermarmi, faccio un po’ di allungamento e mi do un po’ di tempo.

L’ho scoperto da poco, lo chiamo “stop bucolico”: cerco un bel posto e mi stiro come un gatto; è come il reset per un computer e in allenamento funziona, in gara non so. Cinque minuti, poi riparto, perché la testa continua a ripetermi: “Sei in ritardo, i bimbi si sono stufati e stanno già tornando a Ivrea”; timore che il passar del tempo trasforma in certezza.Teo e Luli quando vengono con me iniziano a lagnarsi dopo tre minuti, quindi è impossibile che siano arrivati fin qua. Il ragionamento non fa una piega, ma quando finalmente li scorgo sono felice di dover ridimensionare il mio ruolo di padre carismatico: si sono fatti seicento metri di dislivello senza fiatare. Teo sorride e mi offre dei mirtilli, mentre Luli tace con sguardo interrogativo: so che vorrebbe chiedermi perché non stia vincendo, ma l’attesa troppo lunga le ha già fornito una risposta. Guardo Mo e la sento con me. E   poi Cillu e mio padre, e i bimbi di Cillu: Miki e Nico. È Natale? Per me sì, è un momento che include tutti i valori laici di quella festa, e non occorre aggiunger altro, quando ci si avvicina ai simboli la retorica è pericolosa.

Ma una foto di quel momento la voglio e a scattarla sarà una gentilissima collega con pettorale. Tutti in posa dunque. Io sono l’unico con gli occhi chiusi e manca Nico, a tre anni due ore di salita lasciano il segno e dorme come sanno fare i bambini, nulla potrebbe svegliarlo. Un sonno privo dei patemi che la vita laggiù in basso implica. Tra un po’ sarà così anche per noi con il pettorale. In quanti siamo qui anche per questo? Chissà… ma non credo di esser l’unico.

Fabrizio Pistoni

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Ecotessitrici della Sardegna, un filo che arriva fino all’arcipelago giapponese di Okinawa

giugno 28, 2017

Ecotessitrici della Sardegna, un filo che arriva fino all’arcipelago giapponese di Okinawa

Un legame stretto, nonostante 10 mila chilometri di distanza, tra la Sardegna e l’arcipelago di Okinawa in Giappone. Isole che condividono la lunga aspettativa di vita, sono tra le popolazioni  più longeve del mondo. Merito di uno stile di vita semplice e sano. Ma un altro filo che unisce  è la custodia di antiche tradizioni, come  la [...]

TrenoBus delle Dolomiti: per tutta l’estate un servizio intermodale per ciclisti e trekker

giugno 27, 2017

TrenoBus delle Dolomiti: per tutta l’estate un servizio intermodale per ciclisti e trekker

Bellezze naturali e attrazioni turistiche: sono numerosi i punti di interesse che anche quest’anno cicloturisti e trekker potranno raggiungere grazie al TrenoBus delle Dolomiti, il servizio intermodale che offre ai ciclisti e agli amanti del trekking la possibilità di percorrere le piste ciclabili dell’intero anello dolomitico e di passeggiare nel cuore dei numerosi punti di [...]

Ricerca UniBZ sul Gewürztraminer: l’uso del glifosato può alterare il mosto

giugno 26, 2017

Ricerca UniBZ sul Gewürztraminer: l’uso del glifosato può alterare il mosto

Cattive notizie per i viticoltori che usano glifosato. Il principio attivo, molto usato per il controllo delle malerbe sulle file, potrebbe alterare la qualità del mosto prodotto. È la conclusione a cui sono giunti ricercatori della Libera Università di Bolzano dopo uno studio sulla fermentabilità di uve di Gewürztraminer. La ricerca è stata effettuata dal gruppo [...]

Siccità e deserficazione: l’allarme dei Geologi sulla gestione delle risorse idriche

giugno 26, 2017

Siccità e deserficazione: l’allarme dei Geologi sulla gestione delle risorse idriche

“La perdurante scarsezza delle precipitazioni, nella primavera appena trascorsa, ha causato un abbassamento dei livelli d’acqua in fiumi, negli invasi e nelle falde sotterranee”. Lo afferma Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi. “A grande scala – continua Tortorici – stiamo assistendo a cambiamenti climatici che ci stanno portando verso [...]

Premio per lo Sviluppo Sostenibile: fino al 30 giugno per le candidature

giugno 19, 2017

Premio per lo Sviluppo Sostenibile: fino al 30 giugno per le candidature

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con Ecomondo, organizza anche per il 2017 il “Premio per lo Sviluppo Sostenibile“, che ha avuto nelle otto edizioni precedenti l’adesione del Presidente della Repubblica, richiesta anche per quest’anno. Il Premio ha lo scopo di promuovere le buone pratiche e le migliori tecniche delle imprese italiane che [...]

Intesa Sanpaolo emette il primo “green bond” da 500 milioni di euro

giugno 19, 2017

Intesa Sanpaolo emette il primo “green bond” da 500 milioni di euro

Intesa Sanpaolo ha collocato con successo un green bond da 500 milioni di euro, titolo legato a progetti di sostenibilità ambientale e climatica, raccogliendo ordini per circa 2 miliardi di euro e acquisendo il primato, ad oggi, di unica banca italiana a debuttare quale emittente “green”. L’importo raccolto tramite il green bond verrà utilizzato per il [...]

Aruba apre il “Global Cloud Data Center”, il campus informatico ad altissima efficienza energetica

giugno 14, 2017

Aruba apre il “Global Cloud Data Center”, il campus informatico ad altissima efficienza energetica

Aruba S.p.A., leader nei servizi di web hosting e tra le prime aziende al mondo per la crescita dei servizi di data center e cloud, ha annunciato la pre-apertura del più grande data center campus d’Italia, a Ponte San Pietro (Bergamo). Il Global Cloud Data Center, è stato concepito per andare incontro alle esigenze di colocation [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende