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Marco Bianchi e “i magnifici 20″. Per una dieta più sana

Bando alle merendine, basta con le bibite gasate, via gli hamburger, come le carni rosse e i salumi. Quasi da eliminare sono i grassi saturi, come il burro. Non è la dieta ferrea per la prova costume. E’ questione di mangiar sano, per prevenire le malattie, soprattutto a partire dai bambini. Questa settimana la nostra rubrica V.I.P. – Very Important Planet, ospita Marco Bianchi, lo chef-scienziato che sta rivoluzionando il sistema alimentare delle famiglie italiane con il programma in prima serata su FoxLife, “Tesoro, salviamo i ragazzi!”. Venerdì 11 maggio, alle 12,30 allo stand Ibs del Salone del Libro di Torino, il ricercatore nutrizionista offrirà un aperitivo al pubblico, per presentare i suoi due successi editoriali, “I magnifici 20″ (alla 5 edizione) e “Le ricette dei magnifici 20″ (Ponte alle Grazie Editore). Da pochi giorni, i suoi consigli di cucina sono diventati anche un blog, imagnifici20.it, che illustra tutti gli ingredienti che non devono mai mancare in una tavola sana.

D) Marco Bianchi, chi sono i magnifici 20?

R) Sono gli amici dell’alimentazione. Le 20 famiglie irrinunciabili con cui si costruisce una dieta corretta, che protegge il nostro fisico dalle malattie, oggi e nel futuro.

D) Qualche esempio concreto?

R) La soia e i suoi derivati, come il latte, i germogli, le alghe, la frutta secca, l’olio di lino o di oliva, le spezie e erbe aromatiche, aglio e cipolla, cavoli e famiglia, le verdure verdi, gli spinaci, il pomodoro, frutta e verdura arancioni, il pesce azzurro, gli agrumi, i frutti rossi, l’uva, i semi oleosi, il malto e il cioccolato. Con questi “amici” si può cucinare tutto, si possono preparare dagli oli, alle creme per impastare, per una cucina gustosa, ma soprattutto sana, che non ha niente a che fare con le diete. Il cibo può diventare veicolo di sostanze tossiche che, accumulate nel tempo, possono dare origine a patologie di tipo oncologico o a patologie, acute o croniche, legate all’apparato cardiocircolatorio, al sistema digerente, neurologico e metabolico.

D) Ci fornisce qualche dato?

R) Il 70% dei tumori ha come causa diretta lo stile di vita. Il 30% è correlato a sostanze nocive presenti sulla tavola, il 30% al fumo, il 5% a obesità e sedentarietà e solo il 3% allo smog. Però il 40% delle malattie, dal diabete all’ipercolesterolemia all’ipertensione, possono essere affrontate e curate con una dieta su base vegetale.

D) Lei, nel suo programma tv, entra nelle case degli italiani per due settimane, con il compito di correggere le cattive abitudini di genitori e figli. Chi dei due mangia peggio, gli adulti o i bambini?

R) Senz’altro le pessime abitudini partono dai grandi, è sempre colpa dell’adulto se il figlio non è ben alimentato. Dopo aver capito quali sono i cibi abitualmente consumati, mostro in studio, ai soli genitori, i risultati di alcuni test eseguiti sul bambino dal team di medici: tramite un software di morphing papà e mamma vedono una proiezione realistica di come potrebbe diventare loro figlio all’età di 40 anni se non intervengono subito. Sono immagini forti, necessarie per scuotere le coscienze, altrimenti non succede nulla. Poi inizio il corso di cucina e dopo qualche settimana passo a vedere com’è andata, preparando in seguito un nuovo modello proiettivo. I danni sull’organismo si riducono, se si cambia stile di vita alimentare.

D) Quali sono i prodotti da bandire dalla tavola?

R) Tutti quelli che al supermercato scegliamo ad occhi chiusi, senza leggere le etichette: i prodotti già confezionati e pronti, ricchi di oli vegetali di provenienza incognita, additivi, grassi coloranti ci fanno sconfinare nella cattiva alimentazione. Se poi a questi associamo i prodotti dolciari confezionati, con troppi zuccheri e grassi, il gioco è fatto. Sul bambino si producono danni deleteri. Da giovani si costruisce il futuro cellulare, fin dai primi anni di vita ciò che assumiamo viene memorizzato dalle nostre cellule. Pensiamo alle bevande gassate, che sono tra i fattori scatenanti di diabete in età adulta, obesità, tessuto adiposo.

D) E quindi: dolci cucinati in casa e niente carne, solo pesce? Non è un po’ costosa, in termini di tempo e denaro, questa dieta?

R) Nient’affatto. E’ dimostrato che costa meno. Bisogna solo procurarsi una dispensa adatta, ricca di cibi integrali, latte di mandorla, frutta secca per sostituire burro e margarine nelle torte (vi consiglio quella di pere e cioccolato sul mio blog, ricca di calcio fosforo polifenoli e potassio), carne rossa solo due o tre volte al mese – che è pure cara (i legumi miscelati saziano più di un etto di bresaola) – e reintrodurre la dieta mediterranea, la più sana.

D) Se dovesse dare un voto all’Italia, rispetto agli altri paesi nel mondo, come ci giudicherebbe?

R) “Raggiungiamo la sufficienza, non di più. Se considero l’analogo del mio programma in Inghilterra, mi rendo conto che loro sono messi peggio: la trasmissione infatti si intitola “Honey, we are killing the kids”, cioè “Tesoro, stiamo uccidendo i ragazzini”! Modificare le abitudini alimentari è possibile, bisogna dare delle alternative credibili. E’ per questo che con l’Istituto Europeo di Oncologia e la Fondazione Umberto Veronesi stiamo portando avanti corsi di cucina per gli adulti, peraltro frequentatissimi, in cui forniamo gli imput giusti per la prevenzione, che passa prima di tutto dalla conoscenza di ciò che ci fa male. Invito tutti al Food Revolution Day, il 19 maggio, per capire di che si tratta.

Letizia Tortello

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