Home » Rubriche »Very Important Planet » Maurizio Cilli: “Per capire la vera natura dei paesaggi, interroghiamo la storia”:

Maurizio Cilli: “Per capire la vera natura dei paesaggi, interroghiamo la storia”

giugno 20, 2014 Rubriche, Very Important Planet

Ha preso il via sabato scorso il programma artistico di Stupinigi fertile, progetto che ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio rurale e agricolo del sistema territoriale di Stupinigi, alle porte di Torino. L’obiettivo è ridefinire l’unità semantica di un paesaggio che, nonostante le sue alterazioni, sorprende ancora per eccezionalità e coerenza. Il primo appuntamento è stata la presentazione al pubblico di Diorama Stupefacio, opera di Maurizio Cilli, architetto e artista torinese per Stupinigi fertile. Le attività culturali del progetto, a cura di Rebecca De Marchi, sono sviluppate in collaborazione con Eco e Narciso – programma di arte pubblica della Provincia di Torino. Abbiamo intervistato Maurizio Cilli, che attraverso la sua opera indaga sui molti significati del paesaggio.

D) Lei ha curato diversi progetti di riqualificazione dello spazio urbano: in che modo l’arte può indicare la strada per entrare in connessione con un tessuto complesso del territorio?

R) Sicuramente ci sono molti modi: intanto grazie a percorsi di emancipazione. I percorsi artistici possono produrre tanti vantaggi, in primo luogo, secondo le pratiche che io sto sperimentando, la fase determinante è quella di ascolto, con l’obiettivo di essere presenti nel luogo in cui si studia, sia da un punto di vista fisico che geografico, ma soprattutto cercando di comprendere quelle che sono le vocazioni che quello spazio ha, che vanno ad intrecciarsi con le emozioni che ci possono dare le persone che quei luoghi li abitano da sempre. Ci sono delle forti energie che provengono da questo connubio, che troppo spesso non vengono colte e sulle quali invece bisognerebbe puntare per una valorizzazione dei luoghi. L’arte, a suo modo, può essere proprio il motore propulsore che accende l’attenzione sui paesaggi, che in questo modo diventano più espressivi, sono capaci di infondere un senso di identità nelle persone e di conseguenza vengono anche curati al meglio perché parte di un sistema evocativo.

D) La sua opera, Diorama Stupefacio, cerca di restituire il senso di un’opera d’arte integrale: è ancora possibile secondo lei un “parco culturale”, vista la società in cui viviamo che sembra aver perso il contatto con la bellezza e che quotidianamente deturpa il Belpaese, senza preoccuparsi del nostro immenso patrimonio?

R) Io sono convinto che non solo è possibile, ma ce lo abbiamo sotto agli occhi quotidianamente e  molti paesaggi possono ancora essere restituiti alla loro vocazione, alla loro vera natura. A maggior ragione nel nostro Paese si devono fare i conti con la bellezza in quanto materia viva, perché spesso si pensa alla bellezza come a qualcosa che va museificata, oppure è qualcosa che è del tutto trascurata. Dobbiamo evitare di trasferire alla cultura i valori del purismo e della mera promozione, che sono metodologie completamente diverse. Io credo che il paesaggio vada usato, capito e valorizzato come bene, e soprattutto difeso secondo le sue ragioni di principio.

D) Lei mette al centro del suo lavoro su Stupinigi il bene comune. Le sembra che la percezione di questo concetto sia cambiata nel tempo? E perchè?

R) Di questo non faccio una questione generalizzata sull’arte, ma sto cercando di fare un esperimento: sto provando a dare una forma narrativa ad un luogo speciale come Stupinigi, che di per sé ha una restituzione solida di un’idea di paesaggio nella quale è forte l’architettura di metà Settecento, dove le ragioni assolutiste dello Stato Sabaudo ben si confacevano con quelle dell’architettura, in un rapporto di forte coesione e coerenza. E’ la dimostrazione plastica di come l’architettura può fondersi con il paesaggio. Il mio racconto passa per i rituali della caccia, il simbolismo del Cervo e l’iconografia di Sant’Uberto, il cerimoniale e l’equipaggio della Chasse à courre, si fa puntuale e dettagliato per restituire le dimensioni della corte e dei suoi abitanti, registrando passaggi e avvenimenti. Io sto cercando di far capire che se si perde nell’architettura questa dimensione, cioè quando essa è considerata poco più che un fondale di scena, vengono a mancare gli elementi fondativi della natura di un bene. La Palazzina di Caccia è soltanto un esempio, sono molti gli organismi complessi come questi con questioni che spesso non vengono affrontate nella loro difficoltà.

D) Lei parla di deficit narrativo del paesaggio antropizzato. Che cosa intende?

R) Intendo proprio la capacità dei luoghi di mantenere la propria capacità espressiva ed evocativa. Spesso non riconosciamo nei luoghi la loro possibilità di comunicare la loro stessa natura, che va conosciuta, va capita e curata. Gli interventi devono andare nella direzione di comprendere la stratificazione culturale dei luoghi. Non esistono i non-luoghi – non intesi alla maniera di Marc Augè naturalmente – , perché ogni luogo ha una propria natura, che va capita perché ogni contesto ha una propria ragione di esistere. Chi snatura questi luoghi è perché non riesce a capire la vocazione di quel paesaggio e va quindi a deturpare un sistema organico, un equilibrio che in quel momento vive.

D) In che modo l’arte contemporanea può fare da cerniera tra dimensione relazionale e coinvolgimento di abitanti ed istituzioni locali?

R) Noi viviamo in un territorio dove si comincia a sviluppare questo tipo di ricerche: di solito è il privato che cura il progetto e il proprio progetto artistico. Qui a Torino si lavora proprio sul tentativo di mediare l’esperienza artistica con la parte applicata alla realtà legata alla cultura materiale dei luoghi, alla cultura del territorio ed alle relative trasformazioni che si sono verificate nel corso degli anni. Io credo molto nel ruolo dell’arte contemporanea come grande risorsa, anche molto meno cara di quel che comunemente si pensa. Credo molto in una pratica dell’arte legata alla realtà del territorio: la storia è un ricco archivio da cui attingere per comprendere e interrogarsi in maniera profonda sulla condizione contemporanea di luoghi e beni che appartengono alla collettività.

Valentina Burgassi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Global Risks Report 2019: il commento del WWF

gennaio 17, 2019

Global Risks Report 2019: il commento del WWF

Secondo il Global Risks Report 2019, pubblicato ieri dal World Economic Forum, i rischi ambientali, come i fenomeni atmosferici estremi, la mancanza di azioni sul clima e la perdita di biodiversità, rappresentano le più grandi sfide, sempre crescenti, con cui l’umanità deve fare i conti. Proprio quelli di carattere ambientale rappresentano tre dei primi cinque rischi [...]

Bando Prism-E della Regione Piemonte: finanziamenti per PMI che innovano nelle “cleantech”

gennaio 16, 2019

Bando Prism-E della Regione Piemonte: finanziamenti per PMI che innovano nelle “cleantech”

Sono in arrivo nuove agevolazioni a sostegno delle clean technologies piemontesi, un settore sempre più strategico per il futuro del Paese. È infatti aperto il bando Prism-E della Regione Piemonte, che mette a disposizione 8,5 milioni di euro a piccole medie imprese – a cui si aggiungono grandi imprese che collaborano con le PMI – di Piemonte e [...]

“Worn Wear Tour”: Patagonia promuove la riparazione dell’abbigliamento da sci

gennaio 16, 2019

“Worn Wear Tour”: Patagonia promuove la riparazione dell’abbigliamento da sci

Il prossimo 24 gennaio a Innsbruck, in Austria, prenderà il via il “Worn Wear Tour” di Patagonia, lo storico brand di abbigliamento da montagna fondato da Yvon Chouinard, che farà tappa presso le destinazioni sciistiche più importanti di tutta Europa riparando cerniere, bottoni, strappi e anche abbigliamento tecnico in GORE-TEX. Ideata nel 2013, l’iniziativa Worn Wear [...]

Il turismo minerario dell’Isola d’Elba. Alla scoperta delle pietre e degli storici giacimenti ferrosi

gennaio 10, 2019

Il turismo minerario dell’Isola d’Elba. Alla scoperta delle pietre e degli storici giacimenti ferrosi

Il rosso del ferro, l’oro della pirite e l’argento dell’ematite, fino alle mille sfumature del granito. Quello dell’Isola d’Elba è un viaggio tra i colori delle pietre, custodite da sempre nel ventre dell’isola e scavate, a partire dagli Etruschi fino a una manciata di anni fa, con giacimenti apparentemente inesauribili. Chiuse nel 1981 dopo quasi [...]

Agricoltura biologica: il testo unificato riconosce “il ruolo ambientale” e prevede un logo nazionale

dicembre 19, 2018

Agricoltura biologica: il testo unificato riconosce “il ruolo ambientale” e prevede un logo nazionale

La Camera dei Deputati ha approvato a grande maggioranza, nei giorni scorsi, il testo unificato delle proposte di legge “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, che prevede l’introduzione di un logo nazionale e il riconoscimento del ruolo ambientale dell’agricoltura biologica, oltre a quello economico-sociale [...]

Reborn Ideas, il nuovo aggregatore di prodotti italiani da upcycling

dicembre 19, 2018

Reborn Ideas, il nuovo aggregatore di prodotti italiani da upcycling

Reborn Ideas è la nuova start up marchigiana nata con l’obiettivo di aggregare e vendere prodotti “ecochic”, 100% Made in Italy, ispirati all’upcycling, al recycling, o realizzati con nuovi materiali ecosostenibili, grazie alla riscoperta della sapiente manualità artigianale italiana. L’upcycling, in particolare, è il processo di conversione di materie prime di scarto o prodotti dismessi [...]

Con “Torino ti dà la carica” la colonnina elettrica arriva sotto casa

dicembre 14, 2018

Con “Torino ti dà la carica” la colonnina elettrica arriva sotto casa

Privati cittadini, operatori commerciali e liberi professionisti residenti o domiciliati a Torino potranno chiedere di disporre di una colonnina di ricarica elettrica sotto la propria abitazione o davanti al negozio o all’ufficio. Si tratta del nuovo progetto “Torino ti dà la carica“, presentato oggi dall’amministrazione comunale guidata da Chiara Appendino. Lo scorso 28 settembre la Città [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende