Home » Racconti d'Ambiente » La città delle nuvole. Viaggio nel territorio più inquinato d’Europa:

La città delle nuvole. Viaggio nel territorio più inquinato d’Europa

settembre 25, 2012 Racconti d'Ambiente

Per la rubrica “Racconti d’Ambiente” pubblichiamo oggi un estratto del  libro “La città delle nuvoledi , edito da Edizioni Ambiente (pag. 160,  9.80 euro).

[...] La masseria di Angelo Fornaro è a Statte, in contrada Carmine, una decina di chilometri da Taranto. Te la ritrovi davanti quasiall’improvviso, quando hai finito di attraversare uliveti fitti come pinete e solo dopo esserti addentrato in un dedalo di viuzze sterrate. È una masseria molto bella, dell’Ottocento, e sopravvive in un posto bellissimo, dove l’estate dura quattro mesi e la primavera sei. E dove le pecore sono felici, perché l’erba è verde e abbondante.

Ma questa sarà l’ultima volta che quelle pecore, cinquecento, l’intero allevamento dei Fornaro, andranno al pascolo con tanta tranquillità. Tra qualche giorno, in questo autunno del 2008, saranno abbattute e non perché le porteranno al macello com’è nel loro destino, ma perché sono contaminate.

«Contaminazione da diossina», dice la deliberazione della giunta regionale di Puglia, che ha deciso l’abbattimento di ben milleduecento animali, distribuiti in sette allevamenti.

Le sette masserie «maledette» sono tutte qui vicino, intorno a Statte. Distano dall’Ilva, la più grande acciaieria d’Europa, non più di un paio di chilometri e ne respirano i miasmi. La masseria di Angelo Fornaro ha l’Ilva proprio di fronte, a un chilometro in linea d’aria. «Quale» aria, lo si capisce dalle colonne di fumo che legano le nuvole alle ciminiere. «È sempre così da quarantacinque anni», dice Fornaro.Tutta l’area «ricadente in un raggio di almeno dieci chilometri dal polo industriale», è scritto nel provvedimento di abbattimento delle pecore, è fortemente sospettata di contaminazione.

Dopo i primi risultati «positivi» però i controlli si sonoimprovvisamente fermati. Perché?

«Hanno paura di scoprire il disastro», dicono Angelo Fornaroe i suoi figli, Vincenzo e Vittorio. Padre e figli lavorano assieme. Grazie alla masseria campano tre famiglie. Anzi, sette, perché ci sono anche quattro famiglie rumene, «Tutte rigorosamente in regola», che lavorano con i Fornaro e vivono nella masseria. Sette famiglie, per una forza lavoro complessiva di una ventina di persone. Posti di lavoro che non sono dell’Ilva o delle altre industrie, ma che tuttavia mai nessuno considera nel calcolo dei «posti di lavoro a rischio» quando si parla di ambiente e di salute.

I milleduecento animali sono risultati indenni da malattie infettive, certo, ma qui non si parla di brucellosi. Qui si parla di diossina. E la diossina è un’altra cosa. Nell’aria di Taranto ne finiscono circa duecento grammi l’anno, una quantità enorme.E poiché la diossina si «accumula», come abbiamo già detto, a Taranto in quasi mezzo secolo se n’è accumulata per nove chili. Il triplo di Seveso.

La morte per diossina però è una morte «inedita» per gli animali. E infatti le norme sanitarie italiane prevedono risarcimenti soltanto per i focolai di alcune malattie infettive.

Sette allevamenti azzerati, e la paura di scoprirne altri nelle stesse condizioni, sono la prova di una emergenza reale e gravissima. Che nemmeno un’informazione più mansueta delle pecore dei Fornaro riesce a tenere a bada, nascondendola tra ilsolito delitto insoluto e la reiterazione di finte schermaglie trai pupi e i pupari della politica.

Questa della contaminazione delle carni che mangiamo è una cosa seria. E richiede una qualche forma rapida di intervento. Ecco dunque che il caso «esplode» quando la Regione Puglia, per dare una risposta immediata agli allevatori, decide di risarcirli. Per le milleduecento pecore e capre da abbattere viene approvato un «risarcimento» di 160 mila euro, incluse le spese di smaltimento delle carcasse degli animali, sessantaeuro circa, che vengono classificate come rifiuti speciali.

«Da oggi sappiamo che una pecora o una capra contaminata dalla diossina “vale” 133 euro lordi, a cui vanno sottratti 65euro per le spese di smaltimento», commenta con amarezzaVincenzo Fornaro nel giorno in cui gli notificano il provvedimento. Le cinquecento pecore della sua masseria condannatea morte saranno liquidate con 66 mila euro. Una miseria. Ma anche una somma dieci volte più grande non risolverebbe il problema.

Angelo Fornaro ha quasi settant’anni. Quando vado a trovarlo ha gli occhi lucidi. «L’acciaieria l’ho vista nascere – dice–, ero un ragazzino. Ci portò via cento ettari di terra, oliveti evigneti, e la odiai subito. Ma oggi la odio con tutte le mie forze perché ha avvelenato la mia terra, i miei animali, la mia anima».

Non vuol dirlo, Fornaro, ma il suo timore profondo, nascosto, è che abbia avvelenato anche il suo corpo e non solo il suo, e che anche agli uomini possa toccare la stessa fine delle bestie. Le sue sono anche parole di rabbia. «Siamo stufi di essere sempre noi, i piccoli, a pagare. Invece a pagare dev’essere qualcuna di queste queste tre industrie qua intorno, che sia l’Ilva, l’Eni, la Cementir o tutte e tre insieme. Loro, non noi hanno avvelenato uomini e bestie. Adesso stanno anche nascendo glia gnellini, e questo vuol dire che quando verranno ad abbatterearriveremo a 650-700 animali».

Angelo Fornaro e i suoi figli ce l’hanno anche con la politica e con i politici, di destra, di centro e di sinistra. Hanno scritto a tutti, in questi ultimi anni, hanno implorato attenzione da tutti, ma nessuno li ha degnati nemmeno di una rispostadi circostanza. Salvo poi scrivere e telefonare quando è scoppiato lo scandalo della strage programmata di pecore e capre contaminate.

«Ai politici non frega niente della nostra situazione. – dicono i Fornaro – Sanno soltanto dire che Taranto non puo’ fare a meno dell’industria perché l’industria crea lavoro. È vero. Ma noi altri che non lavoriamo nell’industria cosa siamo?Noi altri che viviamo di agricoltura e di allevamento siamo forse lavoratori di serie B? I politici, ma anche la gente comune, schiava del ricatto occupazionale, sottovalutano il fatto che questa città non ha solo un garvissimo problema di tutela ambientale, ma un enorme problema di tutela della saltute di tutti e di ognuno. Ma poi, diciamo anche un’altra cosa: tutti sanno benissimo che se l’Ilva fosse smantellata ci vorrebbero cinquant’anni per bonificare i terreni, e questo significherebbe lavoro per tutti i tarantini, no?». [...]

Carlo Vulpio*

*Carlo Vulpio è inviato del Corriere della Sera, quotidiano per il quale lavora dal 1990. Si occupa di importanti fatti di cronaca e di inchieste in Italia e all’estero. Gli ultimi casi che ha trattato riguardano i magistrati Luigi de Magistris e Clementina Forleo. Queste inchieste sono state anche le ultime che Vulpio ha potuto raccontare, poiché il 3 dicembre 2008, dopo un articolo ricco di nomi e cognomi sui casi Why Not e Toghe lucane, Vulpio è stato improvvisamente sollevato dall’incarico dalla direzione del Corriere. Ha scritto Roba Nostra (Il Saggiatore, premio Rosario Livatino 2009) e ha insegnato per diversi anni all’Università statale di Bologna, come docente a contratto, nel corso di laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica. Il suo blog è www.carlovulpio.it.

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

settembre 27, 2016

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

La metà della popolazione dell’Unione Europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45% della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft [...]

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

settembre 15, 2016

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

Mai provata un’auto a emissioni zero? Come ha scritto il direttore editoriale di Greenews.info, Andrea Gandiglio, al rientro dalla 7° ECOdolomites, “è un’esperienza assolutamente da provare e suggerire a chiunque”. Il giorno del Battesimo Elettrico, per molti milanesi, potrebbe essere Sabato 17 settembre all’appuntamento che Share’ngo ha organizzato dalle 9.30 alle 13.00  presso l’Isola Digitale [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende