Home » Rubriche »Top Contributors » Verso la sostenibilità energetica: il gas come combustibile di transizione:

Verso la sostenibilità energetica: il gas come combustibile di transizione Top Contributors

novembre 25, 2010 Rubriche, Top Contributors

Un gasdotto di Gazprom, Courtesy of GazpromDa alcuni anni si assiste ad un cambiamento nella politica energetica europea che si contraddistingue per una crescente integrazione tra le istanze ambientali e quelle energetiche. E’ in questo contesto che l’Unione ha definito una strategia di riduzione delle emissioni climalteranti del 20% entro il 2020 formalizzata nella Direttiva 2009/28/CE del 5 giugno 2009 , che fornisce specifici indirizzi relativi alle fonti rinnovabili.

Questa strategia risulta improntata a tre diversi obiettivi principali: la riduzione dell’entità dei consumi globali di fonti energetiche, l’aumento della presenza di fonti rinnovabili nel totale delle fonti utilizzate e la riduzione delle emissioni di gas climalteranti.

Il loro raggiungimento richiederà la mobilitazione di ingenti risorse finanziare e un lasso di tempo sufficiente, dal punto di vista tecnico ed economico, ad operare il cambiamento. Durante la transizione la domanda tenderà a spostarsi su fonti a minore impatto ambientale e in grado di essere utilizzate in tecnologie più efficienti. E’ questo il caso del gas naturale, che vanta un indiscusso vantaggio ambientale rispetto alle altre fonti fossili ed è perciò destinato a svolgere un ruolo fondamentale nella transizione verso un bilancio energetico maggiormente sostenibile. Alla sua domanda concorreranno, oltre i tradizionali importatori, anche le economie emergenti del Far East asiatico, con la possibilità che si creino tensioni dal lato dell’offerta, in termini di quantità e prezzi, che potrebbero avere un impatto negativo sulle economie dei paesi consumatori di gas naturale come l’Italia, in cui i consumi di gas sono elevati e sempre più concentrati nel settore termoelettrico, anche in considerazione della mancanza di generazione nucleare.

Il gas naturale è una delle principali fonti energetiche utilizzate al mondo. I consumi energetici mondiali sono infatti rappresentati per il 35% da petrolio, per il 28% dalla fonte solida, per il 6% da energia idroelettrica e geotermica, per il 5% dal nucleare, mentre la fonte gas presenta un’incidenza del 26% sulla domanda complessiva, collocandosi al terzo posto. Secondo l’EIA, l’Agenzia per l’Energia statunitense, i consumi di gas sono destinati ad aumentare considerevolmente nei prossimi anni a causa delle crescenti preoccupazioni ambientali, e si prevede in particolare un aumento di oltre il 36% tra il 2010 e il 2030.

Tab. 1 – Composizione dei consumi di energia primaria e loro incremento atteso

%

Petrolio

Gas

Solidi

Rinnovabili

Nucleare

Incremento atteso 2010-2030

Mondo

35

26

28

6

5

36

Europa

41

25

18

12

4

21

Italia

40

39

9

12

-

12

Fonte: EIA, 2010.

Nell’Unione Europea il gas naturale rappresenta il secondo input energetico per ordine di importanza. In particolare i consumi di gas incidono sulla domanda complessiva per il 25%. La fonte petrolifera si colloca invece al primo posto con il 41%. La fonte solida, il nucleare e l’energia idroelettrica ed eolica rappresentano rispettivamente il 18, il 12  e il 4%.

Tab. 2 – Previsioni di consumo di gas in Europa

Miliardi di metri cubi

2010

2030

Variazione percentuale

UE a 27

566

625

10

Francia

51

54

6

Germania

98

109

11

Paesi Bassi

45

46

2

Spagna

42

40

-5

Regno Unito

89

84

-6

Fonte: Commissione Europea, 2009.

Nell’Unione vengono attualmente consumati circa 566 miliardi di metri cubi di gas naturale di cui solo 226 prodotti internamente, dando luogo ad una dipendenza dall’import del 60% destinata ad aumentare per effetto del progressivo esaurimento delle riserve domestiche.

Stando alle previsioni della Commissione Europea i consumi di gas dovrebbero attestarsi sui 625 miliardi di metri cubi al 2030, facendo segnare un incremento di circa il 10%. Secondo altre fonti l’aumento dei consumi sarà invece assai più pronunciato e dell’ordine del 30% (Eurogas, 2008).

La composizione del bilancio energetico in Italia evidenzia una maggiore incidenza dei consumi di gas sul totale rispetto a quanto appena  visto a proposito del mercato europeo: essi rappresentano infatti il 39% dei consumi complessivi. La fonte petrolifera incide invece per il 40%. I consumi di carbone, e le fonti rinnovabili, insieme alle importazioni di energia elettrica rappresentano rispettivamente il 9 e il 12% della domanda complessiva.

Attualmente vengono consumati in Italia 85 miliardi di metri cubi di gas, di cui circa 70 importati dall’estero. La dipendenza energetica è dunque superiore alla media europea e superiore all’80%.

Tab. 3 – Consumi di gas in Italia: previsioni e dettaglio settore elettrico

 

2010

2020

2030

Miliardi di metri cubi

85

98

110

Di cui per la generazione elettrica:

34

44

53

Fonte: elaborazioni proprie su dati Unione Petrolifera 2010.

I consumi di gas sono dunque attesi crescere significativamente tra il 2010 e il 2030: in particolare l’aumento previsto è del 30% e si presenta nettamente superiore rispetto agli incrementi ipotizzati per altri paesi europei. Il delta cresce sensibilmente, al 56%, se riferito ai soli consumi della generazione elettrica, che rappresenta in Italia il settore di consumo per eccellenza.

Tab. 4 – Composizione delle importazioni di gas in Europa (miliardi di metri cubi)

Russia

Norvegia

Algeria

Nigeria

Altro

41

27

17

5

10

Fonte: Commissione Europea, 2009.

Come evidenziano le Tabelle 4 e 5, la dipendenza dalle importazioni di gas è elevata sia in Europa che in Italia. I flussi in ingresso in Europa provengono prevalentemente dalla Russia e dalla Norvegia oltre che dall’Algeria e dalla Nigeria. In Italia il gas viene importato da Russia e Algeria, che contribuiscono al soddisfacimento della domanda interna sostanzialmente in ugual misura.

Tab. 5 – Composizione delle importazioni di gas in Italia (dati in miliardi di metri cubi)

Russia

Algeria

Libia

Olanda

Norvegia

22

23

9

8

7

Fonte: BP, 2010.

Gli accordi di lungo periodo intercorrenti tra Europa e paesi esportatori hanno sino ad oggi garantito la continuità e la sicurezza delle forniture, nonostante non siano mancati episodi di temporanea restrizione dell’offerta per cause tecniche, come l’indisponibilità di alcune infrastrutture di importazione e, soprattutto, geopolitiche, come nel caso della reiterata “guerra del gas” tra Russia e Ucraina. Molti esperti ritengono tuttavia che tensioni sul fronte dell’offerta potrebbero in futuro derivare dall’aumento atteso della domanda, determinato dal concorso ai consumi mondiali delle economie in via di sviluppo. Se negli ultimi due anni, a causa della crisi, si è addirittura assistito ad una diminuzione dei consumi, che tendono a riattestarsi sui livelli precedenti solo quest’anno, e tali preoccupazioni sono state smentite dall’evidenza empirica, la situazione potrebbe da oggi rapidamente cambiare in caso di ripresa della crescita economica.

Tra le variabili dalle quali è destinato ad essere influenzato il bilancio domanda e offerta paiono particolarmente rilevanti lo sviluppo del mercato del Gas Naturale Liquefatto (GNL) e il recente rinvenimento di cospicue riserve di idrati di metano (gas shales).

Il GNL, importato via nave, non crea un legame fisico fra importatore e produttore, così come avviene invece nel caso dei gasdotti, e consente perciò una diversificazione del portafoglio importazioni, contribuendo ad una maggiore sicurezza di approvvigionamento, oltre che ad un’accresciuta competizione nel settore derivante dall’entrata sul mercato da parte di nuovi operatori attraverso la realizzazione di un terminal di rigassificazione. È appunto in quest’ottica che i paesi europei stanno massicciamente investendo nel settore: la capacità di ricezione di GNL attesa al 2020 è infatti più che doppia rispetto a quella attuale. Nonostante l’abbondante capacità di importazione in corso di realizzazione, sotto il profilo della disponibilità di materia prima emergono vincoli fisici sul fronte della capacità mondiale di liquefazione che, al 2020, potrebbe risultare pari a meno della metà della capacità di ricezione. Il gap potrebbe risultare ancora più drammatico qualora si escludessero dal computo gli impianti di liquefazione iraniani, la cui realizzazione pare essere oggi a rischio per motivi geopolitici. Gli importatori europei di GNL si troverebbero dunque ad affrontare una competizione molto aspra con gli importatori di GNL degli altri continenti. Sul fronte del costo del gas importato è bene inoltre precisare che confrontando la catena del valore del trasporto via gasdotto con quella GNL emergono maggiori costi a carico di quest’ultimo che si sono sino ad oggi tradotti in un prezzo maggiore sul mercato finale, anche se la competitività del  GNL sulle lunghe distanze permane. Quanto al costo della molecola, al netto del trasporto, indicizzato al prezzo del petrolio (oggi peraltro nuovamente crescente), l’analisi dei costi attesi di produzione di gas in Russia – il principale fornitore via gasdotto, e il maggiore esportatore all’Europa, e, in prospettiva, all’Italia – evidenzia un trend inequivocabilmente rialzista, riconducibile alla messa in produzione di nuovi campi di estrazione a costi marginali crescenti. Tale elemento rafforzerebbe le tensioni sul prezzo determinate da un’eventuale scarsità di offerta. Quest’ultima potrebbe, d’altro canto, essere mitigata dal recente rinvenimento di massicce quantità di idrati di metano negli USA, che potrebbero rendere questo paese, per i prossimi anni, esportatore di gas, e liberare la capacità di liquefazione sino ad oggi destinata alla copertura della domanda americana.

In conclusione se il gas naturale rappresenta una scelta opportuna quanto obbligata nella transizione verso un settore energetico maggiormente sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che da quello della dipendenza dall’estero, non mancano elementi di criticità nello scenario di domanda e offerta che va delineandosi. In particolare, al verificarsi di alcune condizioni, quali l’aumento della domanda e restrizioni sul fronte dell’offerta, potrebbero verificarsi delle tensioni sui prezzi con evidenti ricadute negative sulla crescita economica dei paesi importatori.

Le variabili coinvolte sono molteplici nonchè di effetto contrapposto e rendono perciò estremamente difficile la formulazione di previsioni corrette, che sarebbero invece fondamentali per il timing e la scelta degli investimenti.

Susanna Dorigoni

Docente Master MEMAE, Università Commerciale Luigi Bocconi, Milano

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

A Rimini tornano i “Giardini d’Autore”

gennaio 17, 2017

A Rimini tornano i “Giardini d’Autore”

“Giardini d’Autore“, la mostra di giardinaggio che accoglie i migliori vivaisti italiani rinnova l’appuntamento a Rimini, presso il Parco Federico Fellini, location dal fascino intramontabile, per l’edizione di primavera 2017, in programma dal 17 al 19 marzo. La manifestazione giunge al suo ottavo anno aprendo la stagione delle mostre di giardinaggio in Italia. Un appuntamento [...]

Italia Nostra su Parco Alpi Apuane: “Bisogna tutelare un ecosistema unico al mondo”

gennaio 17, 2017

Italia Nostra su Parco Alpi Apuane: “Bisogna tutelare un ecosistema unico al mondo”

Il Parco Regionale delle Alpi Apuane, in Toscana, è nato nel 1985 in seguito a una proposta di legge di iniziativa popolare per tutelare dagli scempi estrattivi una catena montuosa unica al mondo, impervia e affacciata sul mare, con una biodiversità eccezionale (vede la presenza del 50% delle specie vegetali riconosciute in Italia, 28 habitat [...]

“Presidente Trump, ci sorprenda!”. La campagna ambientalista per sensibilizzare il nuovo inquilino della Casa Bianca

gennaio 16, 2017

“Presidente Trump, ci sorprenda!”. La campagna ambientalista per sensibilizzare il nuovo inquilino della Casa Bianca

Venerdì 20 gennaio, in concomitanza con l’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, i presidenti di alcune associazioni ambientaliste italiane si ritroveranno in Piazza Barberini a Roma, per presentare la campagna “Surprise us, President Trump!”. La Campagna nasce, come azione “preventiva”, a seguito delle preoccupazioni destate, tra gli ambientalisti di [...]

AAA Provvedimenti Attuativi Cercasi. Il ritardometro di Assorinnovabili per pungolare la politica

gennaio 13, 2017

AAA Provvedimenti Attuativi Cercasi. Il ritardometro di Assorinnovabili per pungolare la politica

La normativa c’è ma non è applicabile. Questa è oggi la situazione nel settore delle energie rinnovabili in Italia. Risultato? Se ne parla tanto, i politici si riempono la bocca di “green”, ma lo stallo rischia di danneggiare gravemente l’intero comparto delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Le regole, spiega Assorinnovabili, dunque ci sono, ma mancano [...]

A Klimahouse 2017 tornano gli Enertour e arriva il modulo Biosphera 2.0

gennaio 12, 2017

A Klimahouse 2017 tornano gli Enertour e arriva il modulo Biosphera 2.0

Un’edizione “ad alto grado di innovazione” per Klimahouse 2017, fiera di riferimento internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia, in programma a Fiera Bolzano dal 26 al 29 gennaio. Formula vincente di Klimahouse è l’ormai calibrato mix tra uno spazio espositivo, dedicato alle novità di prodotto proposte da 450 selezionate aziende di settore [...]

Artico, Inuit e cambiamenti climatici. Una mostra fotografica a Venezia

gennaio 12, 2017

Artico, Inuit e cambiamenti climatici. Una mostra fotografica a Venezia

La difesa di uno degli ultimi ambienti naturali non ancora sfruttati dall’uomo, il pericolo imminente del riscaldamento globale, la sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità ambientale e del cambiamento climatico, la dialettica tra natura e civiltà. Sono questi gli argomenti attorno cui ruota la mostra “Artico. Ultima frontiera” in programma dal 15 gennaio al 2 aprile 2017 [...]

Energia 100% pulita per le società pubbliche del servizio idrico lombardo

gennaio 11, 2017

Energia 100% pulita per le società pubbliche del servizio idrico lombardo

Dal 1° gennaio 2017 le aziende pubbliche del servizio idrico lombardo, che nei mesi scorsi avevano emesso una gara congiunta per la fornitura di energia elettrica, si riforniscono solo più con energia prodotta da fonti rinnovabili. L’opzione “verde”, che impegna il fornitore a consegnare energia al 100% ottenuta da fonti rinnovabili certificate, consentirà di evitare l’immissione [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende