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Cantare e respirare l’aria. Intervista a Walter Vergnano

settembre 3, 2010 Rubriche, Very Important Planet

Bicicletta, barca a vela, alpinisimo. E poi tante piccole attenzioni nei comportamenti quotidiani. Il rapporto che Walter Vergnano, sovrintendente del Teatro Regio di Torino e ex presidente nazionale dell’Anfols (l’Associazione delle Fondazioni Lirico Sinfoniche), ha con l’ambiente è di grande rispetto e attenzione. Ma, spiega, «non sono un integralista del pensiero verde».

Walter_Vergnano, Courtesy of Marco BobbioD) In che senso?

R) Penso di essere un cittadino mediamente attento ai problemi ambientali, anche se non ne faccio una filosofia di vita rigorosissima. Ho però delle piccole attenzioni: quando mi lavo i denti chiudo il  rubinetto dell’acqua, se ho un pezzo di carta da buttare lo tengo in tasca finché non trovo un punto per la raccolta differenziata. Detesto chi butta i mozziconi per terra: quest’estate ho trovato spiagge invase dai filtri delle sigarette. Spesso i fumatori sono convinti di non creare danni.

D) Che mezzo di trasporto utilizza abitualmente?

R) Normalmente in città mi sposto in bicicletta, perché mi pare una scelta intelligente. Non è una dimostrazione pubblica, semplicemente trovo sia più divertente rispetto all’automobile: vedo la gente che si innervosisce nel traffico, suona il clacson, non sa dove parcheggiare. Con la bici ti muovi più in fretta e fa anche bene al fisico. E poi promuovere l’uso della bici come sistema di locomozione urbano aiuta anche gli automobilisti.

D) Perché?

R) C’è gente che per lavoro è costretta a usare l’auto: non si può chiedere a un operaio della Fiat che entra in fabbrica alle sei del mattino di spostarsi in bici. Però se si incentiva lo spostamento sulle due ruote, si liberano le strade dalle macchine e questo aiuta a decongestionare traffico e parcheggi per quanti non possono fare a meno dell’auto.

D) Che cosa ne pensa della chiusura al traffico dei centri urbani?

R) Non riesco a difendere il principio che le città siano completamente chiuse alle auto: vanno bene le zone a traffico limitato, ma in questa civiltà sarebbe sbagliato proibire l’uso delle macchine. E poi spesso chiudere il centro alle auto vuol solo dire spostare il traffico un po’ più in là.

D) Che rapporto ha con la natura?

R) Grandissimo rispetto. Amo la barca a vela, pratico l’alpinismo e da ragazzo correvo in bicicletta. Mi piace il contatto con la natura senza mediazioni, è una delle sensazioni più straordinarie al mondo. Il mare, la montagna o una salita hanno una forza, un carattere, che devono essere vissuti senza intermediazioni e con grande rispetto. È questo forse l’aspetto in cui mi sento più ecologista.

D) Il Teatro Regio ha progetti per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni?

R) Intanto pongo una domanda, perché davvero non so la risposta: non ho capito se piantare alberi porta benefici reali o se è un modo per pulire più le coscienze che l’aria. Il Teatro Regio purtroppo non ha progetti di questo tipo perché intanto non ci sono le condizioni economiche: ci dibattiamo con bilanci che non possono contenere oneri aggiuntivi anche se per cause nobili come quella ambientale. È una tragedia.

D) Neanche per l’energia o il riscaldamento?

R) Ci abbiamo provato. Anni fa avevamo chiesto un’analisi per impiantare pannelli solari sul tetto del teatro: i costi sarebbero stati molto alti e la resa in termini di energia avrebbe inciso pochissimo sui nostri costi energetici. Però dato che la superficie del teatro è molto ampio, un’idea potrebbe essere quella di installare pannelli fotovoltaici a beneficio delle case intorno: è una proposta sensata, ma non possiamo assumerci i costi.

D) E la coibentazione della sala?

R) Il teatro è stato costruito tra le fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, quando l’attenzione a questi temi era bassissima. Certo, coibentare la sala sarebbe utilissimo, sappiamo perfettamente che riducendo la dispersione di calore si risparmia e si inquina meno, purtroppo torniamo al problema dei costi, che in questo momento non possiamo sostenere né noi né l’amministrazione pubblica.

D) Avete in programma eventi legati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia che riguardino la sostenibilità ambientale?

R) Apriremo i festeggiamenti con l’opera inaugurale, i Vespri Siciliani, il 17 o il 18 marzo alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Per progetti riguardanti la sostenibilità il Teatro Regio non è stato coinvolto.

D) Quali sono, secondo lei, i problemi ambientali più urgenti che riguardano la sua città?

R) Intanto credo che le amministrazioni abbiano portato avanti politiche un tantino demagogiche ma di poca sostanza. Penso ad esempio al bike sharing: idea ottima, ma deve essere una parte di un disegno più ampio che sostenga la bicicletta come sistema di locomozione possibile, ad esempio promuovendo la costruzione di piste ciclabili integrate. Inoltre vedo maleducazione individuale: ogni cittadino dovrebbe spazzare davanti a casa propria, cioè avere cura dei singoli comportamenti, non si può sempre demandare alle amministrazioni pubbliche la soluzione dei problemi.

Marco Bobbio

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