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Presentata la Campagna Provincia Eternit Free

luglio 27, 2011 Comunicati Stampa

In Italia l’amianto è ancora killer, ma oggi si può dire basta. Grazie alla Campagna Provincia Eternit Free , di Legambiente e AzzeroCO2, i cittadini possono scegliere di eliminare l’amianto e passare al fotovoltaico: gruppi territoriali e Conto Energia sono la soluzione per un impianto solare su ogni tetto, per liberarsi dalle coperture in eternit in pochi anni e ridurre le emissioni di gas serra. Se ne è parlato ieri mattina all’incontro “Provincia Eternit Free, opportunità finanziarie per i cittadini. L’accordo Legambiente e Intesa Sanpaolo”, alla Sala Artistica del Seminario Metropolitano di Via XX Settembre a Torino.

“Legambiente e Intesa Sanpaolo hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per avviare specifiche iniziative in tema di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico”, spiega Sandro Scollato, responsabile nazionale della campagna Eternit Free. “Oltre alla realizzazione di attività di sensibilizzazione e a progetti di formazione, il programma contempla l’individuazione delle principali tipologie di intervento di risparmio energetico e, in forma congiunta, le relative soluzioni finanziarie da proporre ai cittadini”.

A diciotto anni dalla legge 257 del 1992 che lo metteva al bando, l’amianto è ancora molto diffuso in Italia e tanti siti contaminati attendono di essere bonificati. L’amianto è nei tetti, nelle condutture, nei cassoni per la raccolta di acqua potabile, nelle canne fumarie o all’interno dei pavimenti vinilici. L’Italia è stata il secondo paese produttore europeo e tra i principali consumatori di amianto. Secondo le stime del CNR e di Ispesl ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di questo materiale tossico sparse per il territorio nazionale e un miliardo circa di metri quadri di coperture in eternit sui tetti.

La campagna “Provincia Eternit Free” prevede la bonifica delle coperture in eternit e la sostituzione di queste con impianti fotovoltaici: questa soluzione consente di utilizzare oltre agli incentivi del quarto conto energia, entrato in vigore lo scorso 1 giugno, anche un extra incentivo pari a 5 cent di euro per kWh prodotto dall’impianto fotovoltaico installato, per 20 anni. Facciamo un esempio: per una superficie di 200 mq a fronte di una spesa di 100.000€ (tra bonifica e istallazione dell’impianto fotovoltaico) si ha nei 20 anni un vantaggio economico pari a circa 220.000 € (tra incentivi, premio e risparmio in bolletta). Il tempo, inoltre, di ritorno di un investimento per la sostituzione di una superficie in amianto è indicativamente di 12-13 anni. Dopo è addirittura un guadagno!

“Il Piemonte è la Regione che ha subito i maggiori danni causati dall’amianto, molto è già stato fatto ma tanto rimane da fare, soprattutto sui tetti dei privati cittadini – dichiara Marilisa Schellino, direttore Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta –. Questo è il momento di metterci insieme per trasformare una grana in un’opportunità: con gli incentivi, l’aiuto delle istituzioni e del credito, oggi si può. Ad oggi in Piemonte hanno già aderito alla campagna Eternit Free le Province di Torino, Alessandria, Asti e  Vercelli, stipulando un accordo volto a promuovere sul territorio le azioni della campagna. Sono già in molti i piemontesi che hanno inviato le schede di interesse per sostituire i loro tetti in eternit con i pannelli fotovoltaici; ad oggi si tratta di una superficie di circa 400 mila metri quadri di tetti da bonificare. Sono numerosi i cittadini che hanno segnalato piccole metrature e proprio su questi si sta dedicando attenzione nell’organizzare dei gruppi territoriali per far fronte all’impegno spesa di realizzazione”.

Con la campagna “Provincia Eternit Free” Legambiente vuole proporre soluzioni concrete sia per chi è proprietario di un piccolo immobile, sia per chi è proprietario di grandi superfici. Cosa può fare quindi un cittadino che scopre l’amianto sul tetto e vuole sostituirlo con un impianto fotovoltaico? Se si tratta di sostituire una piccola superficie, ad esempio, dal tetto di una casa o di un condominio (fino ai 2000 mq), si compila la scheda di adesione alla campagna Provincia Eternit Free. Il cittadino viene poi indirizzato a uno dei gruppi territoriali già operanti sul territorio e verrà sostenuto nelle procedure economiche e di realizzazione volte alla sostituzione dell’amianto e all’installazione degli impianti fotovoltaici.

Se invece si tratta, ad esempio, del tetto di un capannone industriale dai 2000 mq in su si compila la scheda di adesione alla campagna Provincia Eternit Free e Legambiente comunica i dati della superficie da bonficare ad AzzeroCO2 che provvede al sopralluogo per la valutazione tecnico/economica dell’intervento. Ci sono poi 2 scenari: se il proprietario investe direttamente nella bonifica, AzzeroCO2 sviluppa il progetto e si occupa della realizzazione dell’intervento. Se, invece, il proprietario non investe direttamente, AzzeroCO2 si fa carico delle spese di bonifica, ricopertura e realizzazione e, grazie ai proventi del Conto energia, sviluppa il progetto, realizza l’impianto e lo gestisce per 20 anni.

La riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra rappresenta una priorità delle amministrazioni locali europee impegnate a dare il loro contributo per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal pacchetto energia (+20+20-20). La tecnologia fotovoltaica può sicuramente aiutarci a conseguire in tempi brevi i target prefissati. “Provincia Eternit Free” è quindi un’ottima occasione per attivare sul territorio un programma che coniughi la promozione delle fonti rinnovabili, la bonifica dell’amianto e determini una riduzione della bolletta energetica del territorio, l’eliminazione di sostanze pericolose per la salute pubblica (amianto e composti), la valorizzazione dell’energia fotovoltaica e la valorizzazione del migliore incentivo previsto dal nuovo Conto energia.

L’amianto non rappresenta un rischio per la salute se rimane integro, ma diventa pericoloso se è in cattivo stato di conservazione, usurato o rotto. Secondo l’Istituto Superiore per la Prevenzione (ISPESL), ogni anno si registrerebbero almeno 4000 decessi, dovuti in generale all’esposizione professionale (le modalità di accertamento sono sancite dall’articolo 224 del Decreto Legislativo n.81 del 9 aprile 2008), ambientale e domestica alla fibra killer. L’Agenzia dell’OMS per la ricerca sul cancro (IARC) classifica l’amianto come sicuramente cancerogeno per l’uomo, capace di provocare tumori della pleura (mesoteliomi), del polmone, della laringe, dell’ovaio, dello stomaco e del colon. Non esiste un limite di concentrazione delle fibre al di sotto del quale l’amianto possa considerarsi innocuo. A basse concentrazioni il rischio è minore, ma non diventa mai zero.

Circa il 70 per cento dei tumori deriva da esposizione professionale; per il 15-20 per cento sono colpite le popolazioni che abitano attorno ad un centro di pericolo (un’azienda o una miniera). La malattia, inoltre, può manifestarsi anche quarant’anni dopo l’esposizione; per questo motivo gli epidemiologi prevedono che la mortalità per tumori da amianto (mesotelioma) aumenterà ancora, per raggiungere il picco all’incirca nel 2020. Negli edifici occorre ricercarne la presenza soltanto se sono stati costruiti prima del 1992, anno della messa al bando di produzione e commercio. Gli organismi preposti ai controlli sono ASL e l’ARPA. Il proprietario dell’immobile (in caso di condomìni, l’amministratore) ha il dovere di segnalare alla ASL la presenza di amianto attraverso una scheda di censimento, in genere scaricabile dal sito Internet della Regione di appartenenza.

Per maggiori approfondimenti sulla campagna Provincia Etenit Free: www.azzeroco2.com. I consigli su come fare e a chi rivolgersi per la rimozione dell’amianto dal proprio tetto su viviconstile.org. Il dossier completo di Legambiente sui danni da amianto su legambiente.it

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