Home » Internazionali »Politiche » Nuovi piani energetici nazionali. Germania – Italia: 2-1:

Nuovi piani energetici nazionali. Germania – Italia: 2-1

maggio 6, 2011 Internazionali, Politiche

Dopo il parere consultivo favorevole, ieri, del Consiglio dei Ministri il cosiddetto Quarto Conto Energia, ovvero il decreto che dovrebbe ridefinire il quadro normativo sugli incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici, si avvia verso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per entrare in vigore dal 1 giugno.

Il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, aspramente criticato per non essere intervenuto a Verona durante la giornata inaugurale di SolarExpo, ha rassicurato gli operatori del settore. I dissidi con la collega dell’ ambiente Stefania Prestigiacomo, che avevano causato ulteriori ritardi nell’approvazione del decreto, sembrano ormai superati. E ieri è stato dunque licenziato, tra sospiri di sollievo e annunci di ricorso al Tar, il testo del tanto atteso Quarto Conto Energia, a proposito del quale Romani ha dichiarato: “Abbiamo colto i tanti segnali di novità , abbiamo capito le esigenze della filiera solare italiana e nelle ultime settimane incorporato le indicazioni e le preoccupazioni del settore, arrivando, io credo, a un eccellente risultato, soprattutto per ciò che riguarda la definizione di un quadro normativo capace di dare certezze pluriennali, fino al 2016, cioè per altri 5 anni e mezzo, fino al raggiungimento della grid parity, quando non ci sarà più bisogno di incentivi”.

Romani, poi, ha rilasciato una dichiarazione sulle strategie future un po’ a sorpresa – specialmente dopo gli ultimi interventi del Presidente del Consiglio che, durante il vertice italo-francese di pochi giorni fa, aveva dichiarato che il nucleare, in realtà, andrà avanti, ammettendo candidamente di aver rinunciato al referendum per timore di un risultato sfavorevole sull’onda emotiva della tragedia giapponese. “Molte delle mie decisioni – ha detto Romani- anche alla luce del disastro di Fukushima, dopo il 3 marzo, sono cambiate e anche per questo motivo stiamo preparando una nuova strategia energetica nazionale che vorremmo elaborare prima dell’estate.

Forse al Ministro è giunta eco dei risultati di uno studio della Fondazione Univerde, Energia solare: il motore della green economy. La fiducia degli italiani, la miopia della politica”, presentato proprio a Verona in sua assenza, secondo cui il 92 per cento degli italiani crederebbe totalemente nel solare come fonte energetica del futuro. Una cifra in crescita, che all’ultimo rilevamento, nell’ ottobre del 2010, era al 79 per cento. Subito dopo il solare, secondo gli intervistati, ci sarebbe l’eolico, con il 43 per cento dei consensi, anch’essi in crescita. Quindi l’idroelettrico con il 17 per cento e solo al 15 per cento il nucleare, in calo netto di consensi (circa il 4% rispetto al 2009). Secondo il 68% degli intervistati, inoltre, l’ Italia sarebbe indietro rispetto agli altri paesi europei.

Nel varo di una nuova strategia energetica nazionale, l’ Italia arriverebbe quanto meno al secondo posto, preceduta dalla Germaniail Governo tedesco, infatti, ha annunciato per giugno (data che tutta probabilità verrà rispettata) la presentazione del nuovo piano energetico nazionale che prevede l’uscita definitiva della Germania dal nucleare.

Per la preparazione del nuovo corso energetico tedesco sono stati coinvolti non solo tecnici ed economisti, ma anche rappresentanti delle parti sociali e si è costituito un Comitato Etico, per valutare il tema dell’approvvigionamento energetico da ogni punto di vista e capire quali saranno le conseguenze sul tessuto sociale e sul paesaggio della Germania dopo l’abbandono dell’atomo

La Germania, dunque, appare sempre più  decisamente orientata verso le energie rinnovabili e rinuncerà a tutte le sue 17 centrali nucleari, non solo a quelle vetuste attualmente ferme per controlli, benché il cancelliere tedesco Angela Merkel abbia sempre ammesso di essere una sostenitrice del nucleare. Del resto il piano energetico varato lo scorso autunno (con il quale era stata prolungata la vita delle 17 centrali attive)  era infatti parso ai cittadini già vecchio e inadatto subito dopo Fukushima. Per questo, ha ammesso la Merkel (molto colpita, a quanto si dice, dopo aver visto che i piani di sicurezza di una centrale nucleare possono non essere sufficienti nemmeno in un paese avanzato), c’è bisogno di un “nuovo pensiero” per abbandonare l’atomo. Un nuovo pensiero forse accelerato dalla pesante sconfitta elettorale della CDU, nel Baden-Württemberg dove, invece, hanno fatto incetta di voti i “Verdi” tedeschi.  Il governo federale ha successivamente dichiarato una moratoria nucleare di tre mesi, necessaria a riesaminare la sicurezza di molti impianti, sette dei quali, i più vecchi, sono attualmente fermi.

Dopo gli stress test, voluti dall’UE, si deciderà definitivamente il futuro della politica energetica tedesca. Nella seconda metà di Maggio è prevista la relazione di un gruppo, composto da tecnici ed esperti di etica, quindi   il Governo discuterà con le imprese energetiche statali e federali, per arrivare poi ad una proposta finale da approvare a Giugno.

Quali soluzioni preparerà, dunque, la Germania, per far fronte ad un cambiamento così brusco nella politica energetica? E con quale nuovo mix energetico sarà sostituito l’apporto che, fino ad ora, veniva dal nucleare, senza perdere efficienza e produttività? Ci saranno poi da affrontare i malumori di chi trae vantaggio dal nucleare. Gerhard Schröder, il predecessore della Merkel, aveva infatti dovuto negoziare con l’industria un piano graduale di rinuncia al nucleare entro il 2022. Proprio la Merkel, invece, lo scorso novembre, aveva ridato spinta alla politica nucleare, per poi cambiare bruscamente le carte in tavola.

Cosa succederà, ora, a Neckarwestheim, 43 km sopra  Stoccarda, nel sud ovest della Germania? Dal 1976, quando è entrata in funzione la vicina centrale nucleare, molti soldi di “compensazione” sono arrivati nelle casse dell’amministrazione comunale e quello che era un villaggio di provincia è diventato un comune elegante, con tanto di campo da golf a 18 buche.

Dopo le nuove decisioni della Merkel uno dei due reattori dell’impianto dovrà sicuramente chiudere e il sindaco Dürr teme di perdere 250 posti di lavoro e di ridurre le entrate fiscali da 7 a 3 milioni di euro in un solo anno.  Molto dipenderà, quindi, dalla velocità con cui sarà gestito il passaggio dal nucleare al nuovo tipo di mix energetico prescelto, visto che fino oggi il nucleare garantisce alla Germania il 22 % dell’energia necessaria al fabbisogno ed è escluso che si faccia ricorso ad energia proveniente dall’estero – magari proprio da Paesi che l’hanno prodotta con il nucleare.

Al momento non ci dovrebbero comunque essere problemi con lo spegnimento dei sette reattori più anziani,e presto potrebbe essere fermato anche un ottavo reattore, a causa di alcune riparazioni, nella città di Grafenrheinfeld tra Francoforte e Norimberga. Le nove centrali rimanenti continueranno a produrre 13.500 megawatt di elettricità, che potrebbero non essere sufficienti. E il dibattito è già aperto, dopo che qualcuno ha parlato di un ritorno al carbone, tra le proteste degli ambientalisti. La stessa Greenpeace, ha calcolato che ci vorrebbero sei- sette anni prima che la Germania sia pronta ad un abbandono totale del nucleare. Ma sarebbero soprattutto necessari, secondo l’esperto Andree Bohling, una serie di cambiamenti nella mentalità delle persone, e poi nel sistema elettrico, le cui reti sarebbero da rimodernare, e in quello industriale, ancora non del tutto convertito alla piena ricerca dell’efficienza energetica. Sarebbe inoltre necessario, un maggiore sviluppo delle altre fonti rinnovabili, come l’eolico, mentre allo stato attuale, secondo lo stesso Bohling, solo il gas naturale potrebbe essere la fonte sicura per garantire un passaggio graduale senza perdite di competitività al sistema e nel rispetto dell’ambiente, grazie alle nuove tecnologie di ricerca e perforazione del sottosuolo.

C’ è infine la sindrome Nimby a mettersi di traverso: è il caso della cittadina di Wustermark, a 30 km ad ovest di Berlino, dove gli abitanti stanno già protestando contro la costruzione di una centrale elettrica a gas, che dovrebbe essere pronta entro 4 anni, progettata dalla tedesca Siemens e dalla svizzera Advanced Power, per un investimento di circa 640 milioni di euro. L’amministratore delegato Folker Siegmund sta cercando di convincere le amministrazioni locali usando l’argomentazione dei posti di lavoro e dei contributi che dovrebbero arrivare nelle casse degli enti locali coinvolti. Insomma, l’intento della Merkel è lodevole ma la strada della Germania verso il totale abbandono del nucleare è irta di ostacoli pratici. A Giugno sapremo quali strategie avrà adottato il Governo tedesco per superarle.

Andrea Marchetti

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Air-gun, gli spari che danneggiano fauna marina, pesca e turismo. Consegnata la petizione per ricorso al TAR

gennaio 20, 2017

Air-gun, gli spari che danneggiano fauna marina, pesca e turismo. Consegnata la petizione per ricorso al TAR

Ieri a Roma, presso la sede di rappresentanza della Regione Puglia, la Presidente di Marevivo Rosalba Giugni e il Presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio, hanno consegnato ufficialmente, al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il testo della petizione lanciata a dicembre da Marevivo e che ha già raccolto, sulla piattaforma Change.org, 45 mila firme nel [...]

P&G annuncia il primo flacone di shampoo con plastica riciclata raccolta sulle spiagge

gennaio 20, 2017

P&G annuncia il primo flacone di shampoo con plastica riciclata raccolta sulle spiagge

La multinazionale Procter & Gamble ha annunciato ieri che Head & Shoulders, il proprio brand n. 1 al mondo per lo shampoo, produrrà il primo flacone riciclabile al mondo, nel settore hair care, realizzato con una percentuale fino al 25& di plastica proveniente dalla raccolta sulle spiagge. In partnership con gli esperti di TerraCycle – [...]

A Rimini tornano i “Giardini d’Autore”

gennaio 17, 2017

A Rimini tornano i “Giardini d’Autore”

“Giardini d’Autore“, la mostra di giardinaggio che accoglie i migliori vivaisti italiani rinnova l’appuntamento a Rimini, presso il Parco Federico Fellini, location dal fascino intramontabile, per l’edizione di primavera 2017, in programma dal 17 al 19 marzo. La manifestazione giunge al suo ottavo anno aprendo la stagione delle mostre di giardinaggio in Italia. Un appuntamento [...]

Italia Nostra su Parco Alpi Apuane: “Bisogna tutelare un ecosistema unico al mondo”

gennaio 17, 2017

Italia Nostra su Parco Alpi Apuane: “Bisogna tutelare un ecosistema unico al mondo”

Il Parco Regionale delle Alpi Apuane, in Toscana, è nato nel 1985 in seguito a una proposta di legge di iniziativa popolare per tutelare dagli scempi estrattivi una catena montuosa unica al mondo, impervia e affacciata sul mare, con una biodiversità eccezionale (vede la presenza del 50% delle specie vegetali riconosciute in Italia, 28 habitat [...]

“Presidente Trump, ci sorprenda!”. La campagna ambientalista per sensibilizzare il nuovo inquilino della Casa Bianca

gennaio 16, 2017

“Presidente Trump, ci sorprenda!”. La campagna ambientalista per sensibilizzare il nuovo inquilino della Casa Bianca

Venerdì 20 gennaio, in concomitanza con l’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, i presidenti di alcune associazioni ambientaliste italiane si ritroveranno in Piazza Barberini a Roma, per presentare la campagna “Surprise us, President Trump!”. La Campagna nasce, come azione “preventiva”, a seguito delle preoccupazioni destate, tra gli ambientalisti di [...]

AAA Provvedimenti Attuativi Cercasi. Il ritardometro di Assorinnovabili per pungolare la politica

gennaio 13, 2017

AAA Provvedimenti Attuativi Cercasi. Il ritardometro di Assorinnovabili per pungolare la politica

La normativa c’è ma non è applicabile. Questa è oggi la situazione nel settore delle energie rinnovabili in Italia. Risultato? Se ne parla tanto, i politici si riempono la bocca di “green”, ma lo stallo rischia di danneggiare gravemente l’intero comparto delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Le regole, spiega Assorinnovabili, dunque ci sono, ma mancano [...]

A Klimahouse 2017 tornano gli Enertour e arriva il modulo Biosphera 2.0

gennaio 12, 2017

A Klimahouse 2017 tornano gli Enertour e arriva il modulo Biosphera 2.0

Un’edizione “ad alto grado di innovazione” per Klimahouse 2017, fiera di riferimento internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia, in programma a Fiera Bolzano dal 26 al 29 gennaio. Formula vincente di Klimahouse è l’ormai calibrato mix tra uno spazio espositivo, dedicato alle novità di prodotto proposte da 450 selezionate aziende di settore [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende