Home » Prodotti »Prodotti » Sudare? Meglio nel cotone bio:

Sudare? Meglio nel cotone bio

agosto 22, 2011 Prodotti, Prodotti

Si scrive 100% puro cotone, si legge tessuto che può contenere sostanze tossiche e pericolose. Pesticidi e fertilizzanti non arrivano infatti nel nostro organismo solo attraverso il cibo e l’acqua, o perché li respiriamo, ma anche con i vestiti e le lenzuola. Persino dalla fibra che ci sembra più naturale: il cotone, appunto. Per questo, dagli anni Ottanta è in costante crescita l’interesse per il cotone organico, ottenuto da agricoltura biologica, senza l’utilizzo di sostanze chimiche, con sementi non Ogm, e trattato e colorato con prodotti naturali e non pericolosi per la pelle.

Il cotone è ancora oggi la fibra tessile più utilizzata sul pianeta, nel 47% dei casi: secondo Altromercato, che cita dati dell’istituto di ricerche Cropnosis, «sul cotone, che occupa il 3% della produzione agricola mondiale, si utilizzano il 19% del totale degli insetticidi e il 9% di tutti i pesticidi». Un impatto ambientale significativo, che si traduce in diminuzione della fertilità della terra, inquinamento delle falde acquifere, riduzione della biodiversità, danni alla salute dei coltivatori e di chi indosserà quelle fibre una volta trasformate in jeans, magliette e lenzuola.

Come spiega il Pesticide Action Network, una volta raccolto e trasformato in tessuto, il cotone viene sbiancato, lavato con detergenti, tinto (molti coloranti contengono metalli pesanti e sostanze chimiche che non si sciolgono in acqua ed essendo liposolubili vengono assorbite dalla pelle), brillantato e, per essere ben presentato al consumatore, trattato con sostanze come la formaldeide, l’ammoniaca, le resine plastiche. A causa dei coloranti utilizzati, il cotone convenzionale tenderebbe anche a trattenere il calore, non permettendo una corretta respirazione e favorendo l’insorgenza di dermatiti e allergie.

La coltivazione organica di cotone, come avviene in generale in tutta l’agricoltura biologica, prevede il bando dei prodotti chimici di sintesi e degli organismi geneticamente modificati. Regole comunemente osservate nelle piantagioni di cotone bio sono l’utilizzo di fertilizzanti di origine animale e vegetale, l’eliminazione dei parassiti tramite l’uso di insetti antagonisti, la rimozione delle erbe infestanti tramite trattori, zappe o a mano, senza erbicidi, e l’uso esclusivo di semenze che abbiano subito almeno quattro germinazioni in assenza di trattamenti chimici. Il cotone biologico è sempre garantito da un organismo di certificazione, così come avviene per gli alimenti.

La coltivazione del cotone organico è cominciata negli anni Ottanta, quando l’impatto ambientale e sulla salute di grandi estensioni di cotone è apparso sempre più evidente. Oggi, rappresenta ancora una percentuale esigua sul totale della produzione: qualcuno parla dello 0,1% su 25 milioni di tonnellate. Ma il fenomeno è in aumento e genera tante storie di successo, come quella dei texani La Rhea Pepper e Terry, che, stanchi dei pesticidi, all’inizio degli anni Novanta hanno iniziato a pensare a un metodo di coltivazione meno inquinante in grado di non mettere in crisi l’economia della propria azienda. Nel 1993, sono stati tra i fondatori della Cooperativa Texana per il Cotone Biologico (Tocmc), a cui oggi aderiscono una trentina di aziende agricole, con circa 5.000 ettari coltivati a cotone biologico o in fase di conversione. Primo sbocco della fibra è stata la produzione, con la Organic Essentials Inc., fondata nel 1996, di tamponi, batuffoli, dischetti cosmetici e assorbenti in cotone biologico, raggiungendo in pochi anni un fatturato di un milione di dollari.

Secondo l’Organic Cotton Farm and Fiber Report 2009 di Organic Exchange, solo nel biennio 2007-2008 il numero di coltivatori di cotone biologico è aumentato del 152%. Durante il 2008 le certificazioni di cotone biologico sono cresciute del 95% e su 161.000 ettari di terreno in 22 Paesi, 145.000 tonnellate di produzione sono state di cotone biologico.

La richiesta è in continuo aumento. Da alcuni anni, anche i grandi marchi, da Nike a Zara, hanno lanciato linee di abbigliamento in fibra naturale biologica. E non sono mancati, purtroppo, anche i casi di greenwashing. L’ultimo è stato lo scandalo che ha travolto la Conscious Collection primavera-estate 2010 targata H&M: in almeno il 30% dei casi, quei capi che dovevano essere di puro cotone organico si sono rivelati di cotone Ogm.

In Italia, la diffusione del cotone bio, spiega Altromercato, «è avvenuta soprattutto negli ultimi tre anni, ma sta aumentando la consapevolezza verso questo tipo di consumo alternativo». Le cui materie prime arrivano sempre più spesso, oltre che dall’Asia, anche dall’Africa, dove il cotone rappresenta una «coltura da valuta». Molti Paesi del continente, infatti, «si affidano all’esportazione di questo prodotto per rimettere in sesto bilance dei pagamenti con l’estero disastrate». In altri casi, come quello del Mali, la coltivazione del cotone bio può addirittura diventare l’occasione per il miglioramento delle condizioni di vita dei contadini: qui, l’organizzazione Helvetas ha messo in piedi un progetto che coinvolge oltre 4.000 coltivatori di cotone. Una buona pratica che potrebbe rivelarsi contagiosa.

Veronica Ulivieri

Indirizzi utili

Greencommerce.it: propone una linea di lenzuola, copriletto e tovaglie in cotone biologico

Altramoda.net: offre anche pannolini lavabili

Fior di bimbo bio, Torino, via Giuseppe Mazzini 37, accessori e abbigliamento per bimbi

Ekrù, Milano, via Friuli 81, vestiti in cotone biologico e altre fibre naturali

Pangea, Roma, via di Ripetta, 262, abiti e camicie in cotone naturale cuciti a mano

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

novembre 17, 2017

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

Dalla naturale evoluzione del Forum Nazionale Rifiuti – promosso a livello italiano da Legambiente Onlus, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club – che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia, nasce l’”EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte”. L’EcoForum piemontese si svilupperà, il 22 novembre 2017, in occasione della Settimana Europea per [...]

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

novembre 16, 2017

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

Apre al pubblico nella mattinata di oggi, a Torino, la trentesima edizione di Restructura, uno dei punti di riferimento fieristici in Italia nel settore della riqualificazione, del recupero e della ristrutturazione in ambito edilizio. Un osservatorio privilegiato per professionisti e visitatori che dal 16 al 19 novembre 2017 all’Oval del Lingotto Fiere avranno l’opportunità di confrontarsi con i protagonisti del [...]

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

novembre 15, 2017

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

La fine di una triste era dell’energia in Italia ha bisogno anche di simboli. Sogin ha completato nei giorni scorsi lo smantellamento del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità. La struttura, [...]

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

novembre 15, 2017

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

“Dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni” ha ribadito Kai Zosseder della Technical University of Munich, leader del progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), aprendo la mid-term conference del 7 novembre scorso, a Salisburgo. “Ma per ora – ha aggiunto – il potenziale della geotermia a bassa [...]

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

novembre 13, 2017

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

Si chiama DEMOSOFC il progetto europeo che sta per dare il via all’impianto con celle a combustibile alimentate a biogas più grande d’Europa. Si tratta di un impianto di energia co-generata recuperando i fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue di Torino, da cui, grazie alla digestione anaerobica e alle fuel cell, le [...]

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

novembre 10, 2017

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

Cotton fioc, frammenti, oggetti e imballaggi sanitari, tappi e cannucce sono i rifiuti più presenti sulle nostre spiagge. La causa è da attribuire principalmente ad abitudini errate da parte di consumatori e imprese. Quello che in molti però non sanno è che anche questo tipo di rifiuto potrebbe essere avviato a riciclo, con vantaggi sia [...]

Gruppo Sanpellegrino pubblica il primo report sul “valore condiviso”

novembre 10, 2017

Gruppo Sanpellegrino pubblica il primo report sul “valore condiviso”

Il Gruppo Sanpellegrino, leader italiano del settore beverage e acque minerali, con 1.500 dipendenti e 900 milioni di euro di fatturato, ha realizzato, per la prima volta, un Report sulla “creazione di valore condiviso”, per raccogliere e diffondere i dati relativi alle azioni di CSR (corporate social responsibility) avviate negli ultimi anni. Dal quadro tracciato [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende