Home » Idee »Recensioni »Smart City » “Le città sostenibili”: una visione di futuro per gli smart citizens italiani:

“Le città sostenibili”: una visione di futuro per gli smart citizens italiani

maggio 29, 2013 Idee, Recensioni, Smart City

«L’aria di città ci rende liberi». Uno slogan, o forse una sorta di mantra da ripetere ogni volta che si parli di politiche di sostenibilità ambientale. Ad ogni modo solo un inizio per il saggio “Le città sostenibili” (Bruno Mondadori, 14 euro) scritto da Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente e già promotore di una campagna di grande successo sugli stili di vita ecologici (viviconstile.org). Breve ma denso di spunti e informazioni, il libro sembra infatti porsi un ambizioso obiettivo, ben al di là sia della mera divulgazione di dati, che della proposta – pure efficace, come lo stesso autore ha dimostrato, in certi contesti – di facili parole d’ordine che si imprimano nella memoria dei destinatari, “attaccandosi” nel migliore dei casi anche ai loro comportamenti. Il tentativo di Poggio è invece la costruzione di una narrazione, intesa come visione condivisa di futuro, attorno a un tema spesso ancora considerato “tecnico” come le smart cities.

«Nel bel mezzo della crisi economica e sociale più lunga e complicata da oltre mezzo secolo – scrive – sapere che un mondo nuovo sta nascendo è una speranza per tutti. Il futuro sostenibile, lo sviluppo durevole, si realizza prima nelle città». Ma per fare le smart cities ci vogliono innanzitutto gli smart citizens: che sono certo cittadini informati e consapevoli, ma soprattutto sono persone a cui è stata offerta una visione di futuro in cui avere fiducia e riconoscersi. E se è vero che sulla costruzione di tale visione da qualche anno stanno lavorando in molti (ad esempio l’architetto torinese Carlo Ratti, a capo del Senseable City Lab di Boston), è anche vero che agli italiani ancora manca un racconto credibile sul “loro” futuro. Ora, su tale mancanza si aprirebbero orizzonti sin troppo vasti di riflessione (basti pensare alla sfera politica…), ma per quel che attiene al discorso sulle smart cities, il lavoro di Andrea Poggio è appunto un mattone verso il riempimento di questo vuoto.

Per costruire la sua narrazione, Poggio si serve dunque di tre personaggi, non veri, ma verosimili: la studentessa Giulia, l’impiegato Camillo e la professionista, poi candidata sindaco, Paola. Una sorta di attualizzazione tripartita della casalinga di Voghera, o meglio, una sua versione virtuosa: il paradigma dell’Italia migliore, insomma, di cui seguiamo la trasformazione da cittadini “old style” in nuovi e consapevoli smart citizens. È forse un espediente un po’ naif, che all’inizio fa pensare alla sceneggiatura di una pubblicità progresso, ma che in effetti offre all’autore il sistema per tenere insieme in modo coerente i tanti e diversi aspetti dell’universo smart city.

Insieme a Giulia, Camillo e Paola, in un’aula universitaria, a un seminario di aggiornamento professionale o nel bel mezzo di una campagna elettorale, impariamo così cosa significa per una città essere “resiliente” e adattarsi agli imminenti cambiamenti climatici, quali sono i vantaggi del cohousing in termini di risparmio energetico e di risorse, quali le politiche più efficaci per ridurre il traffico di automobili in città e incoraggiare l’uso del trasporto pubblico o, ancora meglio, dei propri piedi, cosa sono gli eco quartieri e le “strade di cittadinanza”, e dove sono (anche in Italia) le città dove tutto questo è già realtà. E ancora, veniamo “sfidati” a confrontarci con le loro impronte ecologiche, ovvero la quantità di CO2 equivalente prodotta in un anno (la media europea pro-capite è di 10-11 tonnellate) e scopriamo come i principi del green building e il recupero di vecchi edifici, senza nuovo consumo di suolo, possano portare a una “crescita verde”, da contrapporre a una “decrescita” che, in periodo di recessione, non può che essere vissuta come infelice.

L’approccio è decisamente (e giustamente) pragmatico. Conscio della necessità di un cambiamento culturale radicale, Poggio sa che questo non arriverà a suon di proclami o, peggio, di imposizioni e divieti. «Non penso che si possa avere un approccio ideologico, tutto spettacolo e sacrificio, ai cambiamenti necessari della nostra vita – fa dire a uno dei suoi personaggi – Quello che ci guida è un sano e lungimirante egoismo. Facciamo ciò che ci sembra giusto e utile per vivere meglio insieme agli altri nella nostra città». Bisogna dunque mettere in campo soluzioni pratiche e dimostrare come queste non solo siano necessarie, ma vantaggiose per tutti.
E, sempre per essere pragmatico, Poggio riporta anche i costi e i benefici che queste soluzioni (in campo energetico, per l’edilizia, la mobilità, le risorse umane e materiali) avrebbero in Italia: secondo una recente ricerca (Ambrosetti-ABB), «gli investimenti necessari per rendere smart la totalità dei sistemi urbani del nostro paese ammonterebbero a 22 miliardi di euro l’anno sino al 2030 […], mentre i margini di ottimizzazione sarebbero enormi, tra 128 e 160 miliardi di euro l’anno, pari a 8-10% del PIL attuale». Si potrebbe anche optare per una soluzione intermedia, puntando sulle nostre dieci maggiori città: l’investimento si ridurrebbe a un decimo, ma i vantaggi sarebbero proporzionalmente molto minori. E soprattutto si perderebbe l’idea di rete estesa e collaborativa di città, di sistema integrato che comprenda non solo le metropoli, ma anche i piccoli e medi centri.
Quello che immagina Andrea Poggio è così un nuovo Rinascimento italiano, il cui perno siano dei centri urbani trasformati in vere e proprie “città-regione” che, ben collegate tra loro, offrano una moderna alternativa alla «città infinita, tutta periferia, tutta residenza e lavoro», caratteristica del XX secolo. Non una bella fantasia, ma una visione di futuro davvero possibile e realizzabile, che avrebbe benefici tangibili sulla qualità della vita di ognuno.

Per dimostrarlo – conclude l’autore – e convincere i tanti italiani già disillusi da investimenti che promettono senza mai concretizzare nulla, si dovrebbe proporre un obiettivo significativo per tutti: come «un aumento del 10% in cinque anni del tempo realmente libero». Allora sì, si potrebbe davvero gridare che l’aria di città rende liberi.

Giorgia Marino

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

settembre 29, 2016

Fotovoltaico: Italia Solare propone al GSE la “risoluzione anticipata degli incentivi”. Liquidità ai proprietari

L’Associazione Italia Solare di Monza vuole proporre al GSE un modello di risoluzione anticipata degli incentivi per impianti fino a 3 kWp, quindi residenziali, così che i proprietari degli impianti possano avere immediata liquidità. In Sicilia, ad esempio, ci sono oggi circa 11.000 impianti fotovoltaici incentivati con i vari “Conto Energia” (dal 1° al 5°) [...]

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

settembre 27, 2016

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

La metà della popolazione dell’Unione Europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45% della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft [...]

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende